Ad Alessano, martedì 21 settembre, alle 19,30, a Palazzo Legari, l’Associazione Coppula Tisa promuove la presentazione del libro-denuncia sul “partito del cemento” che sta cancellando l’Italia. L’Italia è uno dei paesi più belli al mondo. Ha la maggiore concentrazione di beni culturali e centri storici, le più famose città d’arte. “Tutto questo è la nostra ricchezza. Rischiamo di perderla, per sempre. Il partito del cemento avanza e non lo ferma più nessuno. Dal nord al sud la febbre del mattone coinvolge banchieri, cardinali, sindaci, deputati di destra e di sinistra. Tutti vogliono guadagnarci, a partire dai Comuni”. Questo lo scenario, ben poco rassicurante, e che include anche riflessioni sul Salento e in particolare su Leuca, prospettato ne “La Colata”, libro edito da Chiarelettere, firmato dai giornalisti Ferruccio Sansa, Andrea Garibaldi, Antonio Massari, Marco Preve, Giuseppe Salvaggiulo che sono andati “a vedere l’Italia com’è” e così la raccontano con nomi e cognomi di affaristi, banchieri, cardinali, sindaci e deputati: la Sardegna di nuovo in mano agli speculatori, le Langhe trasformate in shopville, l’invasione di seconde case sulle Alpi (costruiscono persino sulla Marmolada!), il Brenta violentato, gli affari della Chiesa nelle città liguri, le grandi operazioni di Ligresti e dei soliti noti a Milano, di Caltagirone e dei soliti noti a Roma, la storia triste di Bagnoli. Neanche Siena e Firenze vengono risparmiate. E ritorna la febbre da stadi e autodromi, nuove occasioni per ulteriori speculazioni.
La presentazione del libro rientra nel calendario degli eventi di preparazione al Forum del volontariato del 9 ottobre prossimo, eventi organizzati sul territorio provinciale durante tutto il mese di settembre dal Centro servizi volontariato Salento in collaborazione con le odv. Gli autori del libro dunque denunciano “il partito del cemento che sta cancellando l’Italia e il suo futuro” e sottolineano: “Pensate che tra il 1990 e il 2005 sono stati divorati 3,5 milioni di ettari, cioè una regione più grande di Lazio e Abruzzo messi insieme (la Liguria tra il 1990 e il 2005 si è mangiata quasi la metà del territorio ancora libero!). Il tutto a un ritmo di 244.000 ettari all’anno (in Germania 11.000 all’anno). Ciò nonostante troppi italiani sono senza casa perché mancano gli alloggi sociali (solo il 4 per cento sul totale contro il 18 per cento della Francia, il 21 per cento del Regno Unito). Intanto 5500 comuni su 8000 sono rischio di dissesto idrogeologico. I soldi per il ponte di Messina ci sono, per le frane no”. Ma cosa gliene viene agli italiani di tutto questo?, si chiedono gli autori. “Meno male che non tutti abbassano la testa. Comitati di cittadini si stanno formando in Veneto, Toscana, a Milano, in tanti centri grandi e piccoli. La legge del 1986 che stabilisce le norme per danno ambientale è dalla loro. Per questo adesso molti la vogliono cambiare”.



