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Fino al 4 settembre l’Agorà della Libreria Idrusa di Alessano torna a trasformarsi in palcoscenico con la seconda edizione di “Le pagine del teatro”, la rassegna nata dalla collaborazione con Alibi – Artisti liberi indipendenti.
Sabato 1° agosto, alle 21, sarà la volta di “La giornata di un uomo senza volto”, nuovo progetto di scrittura scenica della Compagnia Diaghilev, ispirato alla vita e all’opera di Luigi Pirandello. Lo spettacolo, con ingresso a 7 euro, è interpretato e diretto da Gustavo D’Aversa e Walter Prete, che firma anche la drammaturgia. Una seconda rappresentazione è in programma giovedì 27 agosto.
Quando la vita entra nella pagina
Può accadere che dietro una pagina scritta si nasconda la vita stessa di chi l’ha composta. E quando quella vita attraversa contraddizioni, silenzi e zone d’ombra, il confine tra ciò che è stato vissuto e ciò che è diventato letteratura si fa sempre più sottile.
Da questa suggestione prende forma lo spettacolo, che guarda ai rapporti burrascosi di Pirandello con i suoi editori e immagina un confronto serrato tra lo scrittore, ormai negli ultimi mesi della sua esistenza, e un editore del nostro tempo.
Al centro del dialogo c’è “Una giornata”, una delle novelle più enigmatiche dell’autore siciliano, apparsa sul Corriere della Sera nel 1935 e pubblicata postuma nel 1937 nella raccolta Novelle per un anno.
Pirandello davanti al proprio doppio
Il tempo si accorcia, quasi si piega. Tra un’intelligenza artificiale rudimentale, un bizzarro convegno di editori e uno spietato gioco a eliminazione, i quasi cento anni che separano il pubblico contemporaneo da Pirandello vengono ricuciti dentro un presente fragile e incerto.
Chiamato a difendere la propria opera e, insieme, a raccontare se stesso, il Premio Nobel per la Letteratura finisce così immerso nei meccanismi che hanno attraversato tutta la sua poetica: il teatro nel teatro, l’umorismo, il doppio, l’identità che sfugge e quell’impossibilità di stabilire dove termini l’autore e cominci il personaggio.
Ed è forse proprio lì, nello spazio indefinito tra ciò che si scrive e ciò che si è, che Pirandello continua ancora oggi a interrogare chi lo legge e chi lo porta sul palcoscenico.




