Depuratori di Galatina: appello alla Regione da parte dell’On. Teresa Bellanova e del Sen. Alberto Maritati, parlamentari salentini del Partito Democratico: “Il problema del corretto funzionamento e dei relativi costi generati dai depuratori di Galatina, richiedono urgenti interventi che prima di ogni altro spostino la gestione rei relativi impianti, da parte dell’Acquedotto Pugliese. Come apprendiamo dalla denuncia delle organizzazioni sindacali della CISL(FIM e FIT), l’attuale gestione sembra essersi rivelata fallimentare. La depurazione delle acque è un servizio essenziale che dovrebbe essere assicurato ai cittadini a costi economici, invece la Emes svolge le relative attività a costi assai esosi per il cittadino utente.
E non solo, considerando che sono oltre 30 le aziende della zona industriale già allacciate alla rete che fa confluire i reflui in quel impianto, è altamente preoccupante il danno ambientale che conseguirebbe ad un eventuale blocco dell’attività di depurazione,che allo stato appare probabile. Allo stato registriamo comunque un risultato della gestione privatistica che ha causato gravi ripercussioni nella vita di sei famiglie, quelle dei sei lavoratori dell’impianto di Galatina che sono stati licenziati, ai quali esprimiamo tutta la nostra solidarietà. Probabilmente sei persone licenziate non sono un numero degno della ribalta mediatica, ma per queste famiglie quello stipendio era fondamentale. Rivolgiamo quindi un convinto e serio appello alla Regione Puglia affinché intervenga avviando le opportune procedure per trasferire la gestione del depuratore da parte dell’Acquedotto Pugliese. Riteniamo, infatti, che una simile soluzione potrebbe garantire un funzionamento corretto dell’impianto, dando nel contempo maggiori certezze ai lavoratori ed alle loro famiglie. Questa soluzione sarebbe, oltretutto, perfettamente coerente con le importanti scelte operate in questi anni dalla Regione sia in campo ambientale, si pensi ad esempio agli interventi per la prevenzione dal rischio idrogeologico, che occupazionale, come nella scelta delle internalizzazioni dei servizi nella Sanità”.



