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Galatone

Galatone rifà “La Reggia”

Il comune ottiene un finanziamento di quasi 50mila euro per creazione di servizi territoriali e per il miglioramento delle condizioni di accessibilità della zona costiera “La Reggia”

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Il Gruppo di Azione Costiera “Jonico Salentino scarl” nei giorni scorsi ha concesso al comune di Galatone un finanziamento di circa 49mila euro per la riqualifica dell’area costiera in località “La Reggia”. Un piano di sviluppo costiero il cui progetto è denominato come Misura E: “Sostenere le infrastrutture e i servizi per la piccola pesca e il turismo a favore delle piccole comunità che vivono di pesca” dell’asse IV del FEP 2007/2013, Azione 4.e.1 – Interventi strutturali per la creazione di percorsi turistici e culturali e per lo sviluppo di servizi integrati territoriali.

La domanda di aiuto era stata presentata nello scorso gennaio dall’Amministrazione Comunale nell’ambito del Piano di Sviluppo Costiero (PSC) presentato dal GAC “Jonico Salentino scarl” all’interno del Programma Operativo (PO) Fondo Europeo per la Pesca (FEP) 2007/2013 della Regione Puglia.

La proposta progettuale presentata, redatta dall’Ufficio Tecnico – V Settore Lavori Pubblici del Comune di Galatone, si fonda sulla volontà di recuperare e valorizzare i caratteri paesaggistici dell’area, inserendo pochi e mirati elementi architettonici necessari per il completamento ed il miglioramento del livello di infrastrutturazione a servizio dell’area in questione.

L’intervento, conformemente al bando, è volto alla creazione di servizi territoriali agli utenti, siano essi locali che turistici, e al miglioramento delle condizioni di accessibilità all’area, prevedendo di realizzare, sul “tratto di mare” di Galatone:

· la modifica degli accessi al mare

· la sistemazione e la riqualificazione dei muretti a secco lungo il percorso pedonale

· la riqualificazione dell’illuminazione

· attrezzature di servizio e arredo urbano (panchine e cestini portarifiuti)

· la realizzazione di un chiosco amovibile di promozione e assistenza turistica e informazione

sulle peculiarità della flora e della fauna locali.

Con il finanziamento ottenuto l’Amministrazione Comunale potrà quindi dare inizio al suo programma di riqualificazione e valorizzare in chiave turistica dell’area costiera di cui il presente intervento rappresenta solo il primo tassello.


Attualità

S.T.O.P. caporalato nel settore agricolo

Recruiting Day contro il caporalato a Nardò: 12 aziende cercano lavoratori agricoli, 667 posti aperti nel Salento. ARPAL Puglia lancia il primo evento dedicato al lavoro regolare in agricoltura. Colloqui in presenza e online al Centro per l’Impiego di Nardò. Intanto cresce anche il numero delle offerte nel Leccese

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Il contrasto al caporalato passa anche dal lavoro regolare, trasparente e accessibile.

Per questo motivo ARPAL Puglia promuove il primo Recruiting Day dedicato al settore agricolo, un’iniziativa sperimentale pensata per favorire l’incontro diretto tra aziende e lavoratori in vista della stagione della piantumazione, raccolta e trasformazione dei prodotti agricoli.

L’appuntamento è fissato per giovedì 23 aprile, dalle 15 alle 17, presso il Centro per l’Impiego di Nardò, dove dodici aziende del territorio effettueranno selezioni in presenza per individuare personale da inserire nelle prossime settimane.

Accanto agli incontri in presenza, ARPAL ha previsto anche una modalità online per ampliare la platea dei candidati e intercettare lavoratrici e lavoratori residenti fuori provincia o fuori regione.

I colloqui da remoto si svolgeranno dal 19 al 30 aprile in tutti i Centri per l’Impiego aderenti, previa prenotazione tramite modulo dedicato. L’iniziativa si inserisce nella strategia regionale #mareAsinistra, finalizzata a creare opportunità occupazionali regolari e contrastare ogni forma di sfruttamento lavorativo.

IL PROGETTO S.T.O.P. CAPORALATO

Il Recruiting Day nasce all’interno di S.T.O.P. Caporalato (Sportello Territoriale Operativo Permanente), progetto dell’Unità Operativa di Coordinamento dell’Ambito di Lecce.

Si tratta di un percorso che raccoglie l’esperienza dello sportello anticaporalato attivato in estate presso la Foresteria Boncuri, trasformandolo in un presidio stabile e diffuso su tutto il territorio provinciale.

L’obiettivo è garantire tutele, servizi e canali legali di accesso al lavoro, in linea con il protocollo promosso dalla Prefettura di Lecce per l’accoglienza dei lavoratori migranti nel distretto di Nardò.

PRIORITÀ NEI POSTI LETTO ALLA FORESTERIA BONCURI

Tra le novità più importanti di quest’anno c’è un incentivo concreto per chi sceglie il percorso regolare: i lavoratori assunti tramite ARPAL potranno avere un criterio di priorità nell’assegnazione dei posti letto presso la Foresteria Boncuri.

Inoltre saranno rilevate eventuali esigenze di trasporto o necessità primarie, che verranno affrontate in collaborazione con il CIR, capofila del Polo sociale integrato di Lecce.

LAVORO NEL SALENTO: 667 POSIZIONI APERTE

Parallelamente all’iniziativa di Nardò, ARPAL diffonde anche il nuovo report settimanale sulle opportunità occupazionali in provincia di Lecce: sono 667 le posizioni aperte.

Il settore trainante resta il turismo, con 168 offerte, seguito da:

  • Telecomunicazioni: 80 posti
  • Pulizie: 74 posti
  • Commercio e sicurezza: 68 posti
  • Tessile, abbigliamento e calzaturiero: 55 posti
  • Costruzioni e impianti: 35 posti
  • Agricoltura, pesca, agroalimentare e ambiente: 29 posti
  • Riparazione veicoli e trasporti: 25 posti
  • Amministrativo e informatico: 21 posti
  • Industria e metalmeccanico: 19 posti

OPPORTUNITÀ PER CATEGORIE PROTETTE E TIROCINI

Il report segnala inoltre:

  • 8 posizioni riservate alle categorie protette art.18
  • 4 posizioni per persone con disabilità iscritte alle liste speciali art.1
  • 10 tirocini formativi attivi
  • diverse occasioni di lavoro e formazione all’estero tramite rete EURES.
CLICCA QUI PER LEGGERE INTEGRALMENTE IL 14° REPORT ARPAL 

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Attualità

Ordinanza balneare: date, regole e novità per lidi e bagnanti

Dalla stagione estiva alle norme su accessibilità, ambiente e servizi: tutto quello che cambia sulle spiagge pugliesi con il nuovo provvedimento regionale. Restano però tanti problemi irrisolti che non lasciano dormire sonni tranquilli a imprenditori e operatori del settore balneare. Sandro Portaccio, presidente provinciale del SIB (Sindacato Italiano Balneari): « Concessioni nel limbo, destagionalizzazione impossibile, erosione e trasporti al collasso»

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La Regione Puglia ha approvato l’ordinanza balneare 2026, fissando ufficialmente l’avvio della stagione estiva da sabato 23 maggio a domenica 13 settembre.

Durante questo periodo, gli stabilimenti balneari dovranno garantire l’apertura quotidiana almeno dalle 9 alle 19.

Si tratta di un calendario ormai consolidato, pensato per coprire l’intero arco della stagione turistica e assicurare servizi ai bagnanti nei mesi di maggiore affluenza.

STABILIMENTI APERTI ANCHE OLTRE STAGIONE: COSA PREVEDE LA NORMA

Uno degli aspetti più rilevanti dell’ordinanza riguarda la possibilità, per i concessionari, di mantenere aperte le strutture anche oltre le date ufficiali.

Questa opportunità è subordinata al possesso delle necessarie autorizzazioni, lasciando quindi spazio a una gestione più flessibile dell’offerta turistica, soprattutto in presenza di condizioni climatiche favorevoli o eventi locali.

CONTROLLI SULLA QUALITÀ DELLE ACQUE: IL RUOLO DI ARPA PUGLIA

Il monitoraggio delle acque marine sarà attivo dal 1° maggio al 30 settembre, garantendo sicurezza e trasparenza per cittadini e turisti.

In questo ambito opera ARPA Puglia, che si occupa dei controlli periodici sulla balneabilità, elemento chiave per la reputazione delle località costiere pugliesi.

ACCESSO LIBERO AL MARE: RAFFORZATO PRINCIPIO DI INCLUSIONE

Tra i punti centrali dell’ordinanza 2026 emerge con forza il tema dell’accessibilità.

I gestori degli stabilimenti dovranno: garantire il libero transito per raggiungere la battigia; predisporre percorsi accessibili; mettere a disposizione ausili per persone con disabilità, come le sedie job.

Un orientamento che conferma il mare come bene pubblico, accessibile a tutti senza discriminazioni.

Cibo, bevande e plastica: le regole per i bagnanti

L’ordinanza introduce o conferma alcune regole importanti per la fruizione quotidiana delle spiagge.

  • È consentito introdurre cibo e bevande dall’esterno
  • Rimane il divieto sull’uso della plastica monouso tradizionale
  • Sono ammessi solo materiali biodegradabili e compostabili

Una misura che punta a ridurre l’impatto ambientale e promuovere comportamenti sostenibili tra i frequentatori delle spiagge.

PULIZIA E DECORO: OBBLIGHI PER COMUNI E CONCESSIONARI

Grande attenzione viene riservata alla qualità degli arenili.

Comuni e concessionari dovranno garantire: pulizia quotidiana; manutenzione delle aree; corretta gestione dei rifiuti con raccolta differenziata.

L’obiettivo è preservare il patrimonio costiero pugliese, sempre più centrale nell’offerta turistica regionale.

L’ASSESSORE REGIONALE: «MARE BENE COLLETTIVO»

L’assessore regionale Raffaele Piemontese ha sottolineato l’importanza del provvedimento: «il mare deve essere considerato un bene collettivo, accessibile e tutelato, con particolare attenzione all’inclusione e alla sostenibilità ambientale».

Un messaggio che sintetizza la filosofia dell’ordinanza 2026.

COSA SI VORREBBE CAMBIARE

In sintesi, il nuovo provvedimento introduce un equilibrio tra: sviluppo turistico, tutela ambientale e diritti di accesso.

Le principali novità riguardano soprattutto: maggiore attenzione all’accessibilità; regole più chiare su sostenibilità e rifiuti; flessibilità nella gestione delle aperture.

PROBLEMI IRRISOLTI

Restano però tante questioni in sospeso che non consentono al settore, agli imprenditori e agli operatori di dormire sonni tranquilli.

Il turismo balneare salentino si muove in un terreno sempre più incerto, con la tara di vuoti normativi, costi in crescita e problemi strutturali mai risolti.

A lanciare l’allarme è Sandro Portaccio, presidente provinciale del SIB (Sindacato Italiano Balneari) Confcommercio Lecce; nell’intervista che segue fotografa una situazione fatta di contraddizioni e mancanza di programmazione.

Dalla destagionalizzazione ancora irrealizzabile alle concessioni in scadenza senza regole chiare, fino alle criticità di trasporti ed erosione costiera: «Il settore», spiega, è fermo, «fare impresa nel turismo oggi è un azzardo».

DESTAGIONALIZZAZIONE ANCORA LONTANA

Si parla sempre più spesso di destagionalizzazione. A che punto siamo?

«Non può esistere una vera destagionalizzazione finché non ci sono leggi regionali chiare che la rendano possibile. Oggi siamo davanti a un contrasto evidente tra ordinanze regionali e quelle della Capitaneria di porto. Questo blocca tutto».

Eppure, molti stabilimenti anticipano l’apertura…

«Sì, ma spesso solo come solarium. Per funzionare come stabilimenti completi servirebbe tutto l’organico, bagnini compresi. Se la Capitaneria impone personale al completo già da maggio, diventa insostenibile: nessuno può permettersi quei costi per un’apertura anticipata».

«VIVIAMO ALLA GIORNATA»

Che stagione vi aspettate?

«Noi viviamo alla giornata. Senza decreti attuativi sulle concessioni non possiamo fare alcuna programmazione».

Le concessioni andranno in gara nel 2027: cosa manca?

«Mancano le regole. Il governo ha stabilito che si andrà a gara, ma con quali criteri? Non si sa. È questo il problema principale».

Quindi niente investimenti?

«È impossibile investire senza certezze. Gli imprenditori balneari oggi non programmano, si limitano a sopravvivere stagione dopo stagione».

COSTI E TRASPORTI

A tutto questo si aggiungono i costi in aumento…

«Fare impresa nel turismo oggi è un azzardo. Aumenta tutto: energia, carburante, gestione. E senza certezze normative diventa ancora più difficile».

Altro problema irrisolto, forse il più grande, resta quello dei trasporti…

«Possiamo discutere di servizi e professionalità, ma se non risolviamo i trasporti non andiamo da nessuna parte».

In che senso?

«Arrivare nel Salento è complicato e costoso. Da Bari in giù i collegamenti non sono adeguati. Un turista può arrivare a Lecce, ma poi come raggiunge Gallipoli, Santa Maria di Leuca o Torre Pali? Se ne parla da anni ma forse il fatto che per il turismo si parli tanto di Salento, più a nord della regione non piace!».

OCCASIONE O ILLUSIONE?

Quindi, il rischio è perdere competitività?

«Il Salento è stato scoperto e piace, ma, senza infrastrutture, i turisti vengono una volta e poi non tornano. Costa troppo arrivarci e ci sono troppi disagi».

Cosa serve subito?

«Prima di tutto i decreti attuativi sulle concessioni. Poi bisogna affrontare i problemi strutturali: trasporti, erosione, organizzazione. Altrimenti parlare di turismo è solo una presa in giro».

Presidente, domanda finale: vogliamo davvero puntare sul turismo?

«È questa la vera domanda. Dobbiamo decidere se il turismo lo vogliamo davvero oppure no».

Giuseppe Cerfeda

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Aradeo

Foto intime rubate e diffuse online

Ricatti, minacce e un possibile sistema organizzato: la Polizia sequestra dispositivi tra Galatone e Aradeo

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Una storia inquietante, fatta di immagini rubate, minacce e paura, scuote il Salento

Una giovane della provincia di Lecce si è ritrovata al centro di un incubo digitale dopo aver scoperto che alcune sue foto intime erano finite online senza il suo consenso.

A contattarla, sconosciuti pronti a ricattarla: volevano altre immagini, alimentando un meccanismo di pressione e intimidazione.

Secondo quanto emerso, le foto sarebbero state scattate di nascosto durante un servizio fotografico, mentre la ragazza si stava cambiando.

Un dettaglio che rende la vicenda ancora più grave e inquietante.

L’INDAGINE: PERQUISIZIONI E SEQUESTRI

La denuncia presentata al Commissariato di Galatina ha fatto scattare un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce.

Gli investigatori della Polizia Postale e della sicurezza cibernetica hanno avviato accertamenti serrati, arrivando a eseguire perquisizioni informatiche tra Galatone e Aradeo.

Durante le operazioni sono stati sequestrati computer, telefoni e supporti digitali: elementi chiave per ricostruire una rete che potrebbe essere molto più ampia di quanto inizialmente ipotizzato.

Al momento sarebbero due gli indagati, rispettivamente di 70 e 42 anni.

UN SISTEMA ORGANIZZATO?

Gli inquirenti parlano di un possibile schema articolato: qualcuno avrebbe procacciato le modelle, altri si sarebbero occupati di riprendere di nascosto i momenti più intimi, mentre altri ancora avrebbero diffuso le immagini online e gestito i ricatti.

Un meccanismo freddo e calcolato, che potrebbe aver coinvolto più vittime.

Le indagini sono ancora in corso e serviranno a chiarire ruoli e responsabilità.

ALLARME ALTO

Gli elementi raccolti rafforzano le ipotesi investigative e accendono i riflettori su un fenomeno sempre più diffuso e pericoloso: la diffusione illecita di immagini intime.

Un caso che scuote il territorio e rilancia l’allarme sulla sicurezza online, soprattutto per i più giovani.

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