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Lecce

Assalto armato: fallisce il colpo ai portavalori

Commando in azione sulla Brindisi – Lecce, tra Tuturano e Squinzano. Sparatoria con i carabinieri, mezzi incendiati e traffico paralizzato. Dietro c’è la criminalità organizzata?

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Mattinata di paura lungo la strada statale 613, l’arteria che collega Lecce a Brindisi, dove un commando armato ha tentato un assalto a due mezzi portavalori, dando vita a un conflitto a fuoco con i carabinieri e a un inseguimento nelle campagne del nord Salento.


L’episodio si è verificato in direzione sud, nei pressi di Tuturano.


Secondo le prime ricostruzioni, almeno quattro individui, armati di fucili d’assalto, avrebbero bloccato la carreggiata utilizzando un furgone, poi incendiato per impedire il transito dei veicoli. Subito dopo, i due portavalori dell’istituto Battistolli sarebbero stati crivellati di colpi.


Le guardie giurate sono state fatte scendere dai mezzi e, fortunatamente, non avrebbero riportato ferite. I blindati sarebbero stati successivamente fatti esplodere, ma il colpo non è andato a buon fine: i malviventi non sarebbero riusciti ad appropriarsi del carico.


Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per domare le fiamme e mettere in sicurezza l’arteria stradale, rimasta a lungo chiusa al traffico, mentre le forze dell’ordine hanno avviato le operazioni di controllo e gestione della viabilità.


Dopo l’assalto è scattato un inseguimento nel territorio di Squinzano, dove i carabinieri, giunti in supporto alle pattuglie già impegnate, hanno tentato di intercettare il commando in fuga.


Sono in corso indagini per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e individuare i responsabili.



UN SEGNALE INQUIETANTE


Assalti ai portavalori di questo tipo non sono episodi isolati né improvvisati.


Si tratta di azioni criminali complesse, pianificate nei dettagli, che richiedono uomini armati, mezzi logistici, esplosivi e una profonda conoscenza del territorio.


Elementi che, secondo investigatori e analisti, riconducono spesso alla criminalità organizzata.


Storicamente, questi colpi vengono utilizzati dalle mafie locali come strumento di autofinanziamento, utile a sostenere traffici illeciti ben più ampi: droga, armi, estorsioni e riciclaggio di denaro.


La scelta di strade ad alta percorrenza e di orari strategici mira a massimizzare l’impatto e a creare confusione, rallentando l’intervento delle forze dell’ordine.


Il fallimento del colpo e l’assenza di feriti rappresentano un dato positivo, ma l’episodio resta un campanello d’allarme sul livello di pericolosità e organizzazione di queste bande, e sulla necessità di mantenere alta l’attenzione sul fronte della sicurezza e del contrasto alla criminalità organizzata nel territorio.



FERMATI DUE SOSPETTATI


Sono scattate nell’immediato le ricerche da parte delle forze dell’ordine, impegnate in un’intensa attività di controllo del territorio per individuare i malviventi.


Nel corso delle operazioni, due individui sospetti, originari della provincia di Foggia, sono stati fermati lungo la strada statale 7 Ter, nei pressi di Campo Panareo, e successivamente accompagnati presso la caserma della Stazione dei Carabinieri di Campi Salentina per i necessari accertamenti.


Al vaglio degli investigatori la loro eventuale riconducibilità alla banda responsabile dell’episodio.






Nel video le guardie giurate che escono intontite dopo l’esplosione


«FORZE DELL’ORDINE LASCIATE SOLE»


l’on. Claudio Stefanazzi, deputato salentino del Partito Democratico, lancia un duro atto d’accusa contro il Governo e il Ministero dell’Interno. «Siamo di fronte a un’escalation criminale che vede istituzioni locali, forze dell’ordine e magistratura lasciate sole, senza uomini, mezzi e strumenti adeguati», denuncia il parlamentare, elencando una lunga serie di episodi che stanno alimentando un crescente clima di insicurezza nel territorio salentino: rapine con armi pesanti, assalti con esplosivi ai bancomat dei centri urbani della provincia di Lecce, incendi dolosi, spaccio di droga e minacce rivolte a magistrati e operatori delle forze dell’ordine.


Nel mirino di Stefanazzi finisce direttamente il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, accusato di ignorare sistematicamente le istanze provenienti dal Sud: «Mentre il Paese reale chiede sicurezza, i piani di rafforzamento della Polizia sembrano valere solo per il Nord e per le regioni amministrate dal centrodestra. Il Sud, e in particolare il Salento, vengono colpevolmente dimenticati dal Governo».


Il deputato sottolinea inoltre di aver presentato ben undici interrogazioni parlamentari sulla sicurezza nel territorio salentino, senza ricevere alcuna risposta: «Un comportamento inaccettabile che mortifica il ruolo del Parlamento e offende una comunità che chiede protezione e presenza dello Stato».


Da qui l’allarme per un possibile ritorno a scenari del passato: «Si avverte con crescente preoccupazione lo spettro dei tempi bui di trent’anni fa, quando il Salento era sinonimo di criminalità diffusa e insicurezza».


Infine, l’appello al Presidente della Camera Lorenzo Fontana, affinché intervenga per far rispettare le prerogative parlamentari e imponga al Ministro dell’Interno di rispondere alle interrogazioni presentate: «La sicurezza dei cittadini e il rispetto delle istituzioni non sono opzionali».


«CARABINIERI SOTTO TIRO, SERVONO TUTELE IMMEDIATE»


Sull’assalto armato al portavalori avvenuto lungo la statale Lecce–Brindisi interviene UNARMA, che esprime forte preoccupazione per l’escalation di violenza e per i rischi sempre più elevati affrontati dai carabinieri durante il servizio.


Nel corso dell’intervento, una pattuglia dell’Arma è stata raggiunta da colpi d’arma da fuoco esplosi durante il conflitto a fuoco con il commando criminale.


ortunatamente non si registrano feriti tra i militari né tra i cittadini.


Il segretario generale regionale Puglia di UNARMA, Nicola Magno, sottolinea come solo la professionalità e il sangue freddo dei carabinieri abbiano evitato conseguenze ben più gravi, evidenziando al tempo stesso la crescente pericolosità degli scenari operativi.


Il sindacato richiama l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di rafforzare le misure di protezione e le dotazioni a disposizione del personale, chiedendo investimenti concreti in mezzi, formazione e dispositivi di sicurezza.


UNARMA sottolinea come la tutela dei cittadini passi inevitabilmente dalla sicurezza di chi indossa ogni giorno l’uniforme e presidia il territorio.


Cronaca

Tifosi violenti in trasferta nel Salento, sei DASPO

Provvedimenti del Questore di Lecce dopo i disordini dell’8 febbraio sulla statale 613: lancio di pietre e bottiglie contro la Polizia. Sei tifosi del Taranto sono stati colpiti da provvedimenti di DASPO emessi dal Questore di Lecce per gli episodi di violenza avvenuti durante i servizi di vigilanza legati alle partite Lecce-Udinese e Ugento-Taranto. Tra i reati contestati anche lancio di oggetti pericolosi e travisamento durante manifestazioni sportive

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La Questura di Lecce ha notificato sei provvedimenti di Divieto di Accesso alle Manifestazioni Sportive a tifosi del Taranto ritenuti responsabili dei disordini avvenuti l’8 febbraio nei pressi della SS 613, al confine tra le province di Lecce e Brindisi. Il gruppo avrebbe bloccato la carreggiata e lanciato pietre e bottiglie contro le forze dell’ordine dopo essere stato fermato per evitare contatti con altri tifosi. Le sanzioni vanno da uno a dieci anni, con obbligo di firma per i soggetti recidivi.

DISORDINI DURANTE I SERVIZI DI SICUREZZA

Il Questore della provincia di Lecce, Giampietro Lionetti, ha firmato sei provvedimenti di DASPO nei confronti di altrettanti tifosi del Taranto ritenuti responsabili di comportamenti pericolosi per l’ordine pubblico durante gli incontri calcistici dello scorso 8 febbraio.

Gli episodi si sono verificati durante i servizi di vigilanza predisposti in occasione delle partite Lecce-Udinese e Ugento-Taranto. Un gruppo di sostenitori tarantini è stato intercettato dalla Polizia mentre si dirigeva verso un’area di servizio lungo la SS 613, nei pressi del confine tra le province di Lecce e Brindisi.

Gli agenti hanno impedito l’accesso alla stazione di servizio per evitare possibili contatti con la tifoseria dell’Udinese, già presente sul posto.

LANCIO DI PIETRE E BOTTIGLIE CONTRO LA POLIZIA

Secondo quanto ricostruito dalla Polizia di Stato, il gruppo di tifosi avrebbe reagito bloccando la carreggiata con i propri mezzi. Subito dopo alcuni di loro si sarebbero travisati il volto dando vita a un fitto lancio di pietre e bottiglie di vetro contro i reparti delle forze dell’ordine.

Solo con l’arrivo di ulteriori rinforzi è stato possibile disperdere il gruppo, che successivamente ha proseguito verso Ugento. Nei pressi dell’impianto sportivo i tifosi sono stati identificati dalla DIGOS della Questura di Lecce.

Per loro è scattata la denuncia all’Autorità giudiziaria con accuse che includono lancio di materiale pericoloso, possesso di oggetti atti ad offendere e travisamento durante manifestazioni sportive.

DASPO FINO A DIECI ANNI

La Divisione Anticrimine della Questura ha quindi avviato l’istruttoria che ha portato all’emissione dei provvedimenti amministrativi.

Nel dettaglio: 10 anni di DASPO (con 5 anni di obbligo di firma) per un 23nne recidivo con due precedenti; 5 anni (con 2 anni di obbligo di firma) per un 25nne con un precedente DASPO; 5 anni per due tifosi di 45 e 48 anni, entrambi già destinatari di un precedente provvedimento; due anni per un 33enne; un anno per un 31nne.

L’IMPEGNO DELLA QUESTURA

Secondo la Questura di Lecce, l’adozione immediata dei DASPO è stata motivata dalla gravità delle condotte violente e dal rischio di reiterazione degli episodi, soprattutto in vista dei prossimi impegni sportivi della squadra tarantina.

L’operazione conferma l’attenzione delle forze dell’ordine nel contrastare ogni forma di violenza legata alle manifestazioni sportive, con l’obiettivo di garantire che lo sport resti un momento di aggregazione e sicurezza per tutti.

 

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Cronaca

INPS nel caos… digitale

Adiconsum Lecce: «Portale in tilt, cittadini bloccati fuori dai propri diritti». Segnalazioni da giorni in tutta Italia: rallentamenti, pratiche impossibili da completare, documenti non allegabili. L’associazione chiama in causa Ministero della Salute e Antitrust e chiede tutele per chi rischia di perdere prestazioni economiche

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Il portale dell’INPS si inceppa e, insieme al sistema, si bloccano anche i diritti.

È questo il quadro che emerge dalla denuncia di Adiconsum Lecce, che parla di disservizi ripetuti e diffusi, tali da impedire ai cittadini di presentare domande fondamentali per ottenere prestazioni economiche e assistenziali

«Stiamo ricevendo, ormai da diversi giorni, numerose segnalazioni da parte di cittadini che non riescono ad accedere regolarmente ai servizi online del portale INPS», tuonano dall’associazione.

Non si tratterebbe di un episodio isolato.

Il problema, sottolineano, «non è episodico né marginale», ma riguarda malfunzionamenti ripetuti che ostacolano la corretta presentazione di istanze essenziali.

MENÙ BLOCCATI, DOCUMENTI IMPOSSIBILI DA CARICARE

Le criticità segnalate sono concrete e riguardano passaggi chiave delle procedure online.

Tra i disservizi denunciati: rallentamenti gravi del sistema, con “menù a tendina” che non si caricano, impedendo di proseguire nella compilazione; impossibilità di allegare documenti perché il portale non consente di selezionare la tipologia richiesta; problemi ancora più seri nelle sezioni dedicate ai dati socio-economici, soprattutto nei procedimenti che coinvolgono soggetti fragili.

«Quando una piattaforma digitale diventa l’unico canale per accedere a una prestazione, il suo corretto funzionamento non è un dettaglio tecnico: è una garanzia di tutela per i cittadini», affermano da Adiconsum.

PATRONATI IN DIFFICOLTÀ: DISSERVIZIO DIFFUSO

Le segnalazioni non arrivano solo dagli utenti. Anche diversi uffici di Patronato avrebbero riscontrato le stesse problematiche, confermando che il disservizio è «diffuso e persistente».

Il rischio è concreto: ritardi nelle erogazioni e possibili decadenze dai termini previsti per la presentazione delle domande.

SEGNALAZIONE FORMALE A MINISTERO E ANTITRUST

L’associazione ha formalmente segnalato la situazione all’INPS, al Ministero della Salute e all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, chiedendo un intervento urgente per il ripristino della piena funzionalità del portale.

Non solo: Adiconsum sollecita anche «misure di salvaguardia» per tutti coloro che non sono riusciti a completare le procedure nei termini a causa dei malfunzionamenti.

«Continueremo a monitorare la situazione e a raccogliere le segnalazioni dei cittadini, affinché nessuno subisca conseguenze per disservizi non imputabili alla propria volontà», concludono dall’associazione salentina.

DIRITTI DIGITALI, DIRITTI REALI

In un sistema che affida sempre più servizi alla rete, l’efficienza informatica diventa parte integrante delle garanzie sociali.

E su questo, avverte Adiconsum, «non possono esserci ritardi».

*immagine in alto prodotta con AI

 

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Attualità

Alternanza, talento e futuro: premiati i giovani che raccontano il lavoro

Alla Camera di Commercio di Lecce la cerimonia del Premio “Storie di Alternanza e competenze”. Sala gremita di studenti, docenti e imprese: riconoscimenti ai migliori progetti tra licei, tecnici, professionali e ITS Academy

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Si è svolta nella sala conferenze “Giacinto Urso” della Camera di Commercio di Lecce la cerimonia di premiazione del Premio “Storie di Alternanza e competenze” – edizione 2025.

Un appuntamento che ogni anno mette al centro gli studenti e le loro esperienze di PCTO, tirocini curriculari, apprendistato e alternanza rafforzata, valorizzando progetti legati a transizione digitale, sostenibilità ambientale, inclusione sociale, turismo, cultura, agroalimentare, meccatronica, sistema moda, made in Italy ed educazione finanziaria.

SALA PIENA DI GIOVANI E… FUTURO

La cerimonia è stata presieduta dal presidente Mario Vadrucci, affiancato dal segretario generale Francesco De Giorgio e dal dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Lecce Mario Trifiletti.

Presenti studenti, dirigenti scolastici, tutor e imprese che hanno collaborato ai percorsi formativi.

Nel suo intervento, Vadrucci ha sottolineato il valore concreto dell’esperienza: crescita personale, competenze acquisite sul campo, passione e orientamento al lavoro.

Un modello di collaborazione tra scuola, istituzioni e imprese che punta a rafforzare il legame con il territorio.

I VINCITORI SEZIONE PER SEZIONE

LICEI

  • 🥇 Liceo Galilei – Vanoni (Nardò)
    “Impronte sonore: paesaggi da ascoltare – Un ponte tra scienza, arte e sostenibilità ambientale”
  • 🥈 IISS G. Salvemini (Alessano)
    “Noi come loro. Una passione che diventa opportunità”

ISTITUTI TECNICI

  • 🥇 ITE A. De Viti De Marco (Casarano)
    “Percorsi strategici e modelli di business innovativi per la riqualificazione ed il rilancio dei mercati”
  • 🥈 ITE A. De Viti De Marco (Casarano)
    “Dal sapere all’azione, studenti protagonisti per un futuro che rinasce”
  • 🥉 ex aequo
    IISS G. Salvemini (Alessano) – “Un filo di luce: intrecciare tradizione e futuro”
    IISS A. Vespucci (Gallipoli) – “Scopri crea comunica”

ITS ACADEMY

  • 🥇 ITS Academy della Puglia
    “Hospitality Management Innovation”
  • 🥈 ITS Academy Mobilità di Lecce
    “ITS Academy mobilità stories”

ISTITUTI PROFESSIONALI

  • 🥇 IISS Polo Tecnico del Mediterraneo A. Moro
    “Alternanza’n Roll!”

MENZIONI SPECIALI

Riconoscimenti anche per:

  • ITES A. Olivetti“Narrare le migrazioni”
  • ITE A. De Viti De Marco (Casarano) – “Un’impresa sicura è un’impresa sostenibile” e “Coltiviamo talenti – Percorsi inclusivi di crescita e cittadinanza attiva”

PERCHÉ CONTA DAVVERO

Il premio non è solo una cerimonia. È il racconto di una generazione che prova a costruire il proprio futuro mettendosi in gioco, imparando dentro le imprese, misurandosi con problemi reali e trasformando lo studio in esperienza concreta.

Un segnale chiaro: quando scuola e territorio lavorano insieme, il risultato è crescita vera. E Lecce, ancora una volta, risponde presente.

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