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Minervino

Minervino punta al risparmio

Venerdì 15 febbraio ci si illumina di meno

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La celebre giornata dedicata al risparmio energetico promosso dal programma radiofonico Caterpillar, vedrà Minervino di Lecce protagonista. “La nostra Amministrazione”, ha dichiarato il sindaco Ettore Caroppo, “è costantemente sensibile alla sostenibilità ambientale, al risparmio energetico elemento principe nel contesto attuale ove risparmio energetico è sinonimo di qualità ambientale e soprattutto di risparmio economico”. Nell’accezione più comune, per risparmio energetico si intende il minor utilizzo dell’energia a nostra disposizione nelle azioni di tutti i giorni. “È per questo motivo che abbiamo messo in atto l’ennesima iniziativa a favore dei nostri concittadini”. Venerdì 15 febbraio, alle ore 18,30 presso l’aula consiliare di Minervino di Lecce, in occasione della giornata dedicata all’efficienza energetica “M’illumino di meno”, verranno concesse da parte dell’Amministrazione comunale 10 diagnosi energetiche. Inoltre ogni cittadino potrà prenotare un check energetico gratuito di abitazione o ufficio ed avere la consulenza gratuita di un tecnico per l’analisi delle bollette energetiche. Tale iniziativa è realizzata in collaborazione con la Green House Engeneering rientra nel Programma Operativo Interregionale Energie Rinnovabili e Risparmio Energetico. “Per favorire il risparmio energetico intelligente”, ha detto ancora Caroppo, “siamo sempre più convinti che siano indispensabili azioni di informazione e sensibilizzazione, quindi serve una promozione culturale poiché i comportamenti quotidiani non possono essere imposti per legge, né sperare troppo che possano essere adottati spontaneamente su larga scale nel breve periodo. Tuttavia”, ha concluso il Sindaco, “è importante divulgare il concetto di risparmio energetico intelligente ossia mettere in atto un comportamento virtuoso che possa riguardare la sensibilità, l’etica e l’intelligenza individuale”.

Appuntamenti

Il DAJS pensa al verde di domani

Lunedì a Maglie convocati i sindaci di 26 Comuni del leccese, aderiranno al Piano di Rigenerazione sostenibile e di riforestazione del territorio

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I TERRENI ABBANDONATI TORNANO VERDI, 26 SINDACI PRONTI A DARE LE PRIME ADESIONI

Aree destinate al rimboschimento: ci sono già le prime importanti adesioni.

Un ruolino di marcia straordinario quello che si sono dati il DAJS (Distretto Agroalimentare Jonico Salentino) e la Provincia di Lecce, che in poche settimane hanno già chiamato a raccolta 50 dei 96 Comuni della provincia di Lecce.

Il prossimo incontro è previsto lunedì 13 settembre a Maglie, nella sala consiliare del Municipio in piazza Aldo Moro, a partire dalle ore 18.

Oltre al Primo cittadino di Maglie, sono convocati i sindaci di altri 25 Comuni del Leccese, per un totale di 26 enti locali: Bagnolo del Salento, Botrugno, Calimera, Cannole, Carpignano Salentino, Castrignano de’ Greci, Corigliano d’Otranto, Cursi, Cutrofiano, Giuggianello, Giurdignano, Martano, Martignano, Melpignano, Minervino di Lecce, Muro Leccese, Otranto, Palmariggi, Sanarica, Scorrano, Sogliano Cavour, Soleto, Sternatia, Uggiano La Chiesa e Zollino.

A spiegare il variegato Piano di Rigenerazione sostenibile e di riforestazione del territorio saranno il presidente della Provincia, Stefano Minerva, il presidente del DAJS Pantaleo Piccinno, il direttore del DAJS Maurizio Mazzeo, insieme al magnifico rettore dell’Università del Salento Fabio Pollice, al vice-presidente del CIHEAM Teodoro Miano, e al dottor Fabrizio De Castro, coordinatore scientifico del Programma di Rigenerazione Sostenibile.

Il DAJS ha approntato un questionario attraverso il quale le amministrazioni comunali possono dichiarare la propria disponibilità, insieme ai privati, segnalando i terreni da candidare ad azioni di riforestazione. Un primo passo concreto per anticipare quel meccanismo di coinvolgimento tanto auspicato.

www.facebook.com/Dajsdistrettoagroalimentarejonicosalentino/to

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Cronaca

23enne rumeno ruba portafogli e poi chiede il riscatto. Denunciato

L’uomo si recava in un ristorante di Otranto per una cena. Dopo una passeggiata al momento del rientro si accorgeva di non avere più con sé il portafogli

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Nei giorni scorsi la Polizia di Otranto, dopo un’attività di indagine, ha denunciato S.I.M. 23enne rumeno, residente ad Otranto, per furto ed estorsione ai danni di un 30enne dell’hinterland idruntino.

In data 22 giugno, intorno alle 06.40, perveniva al Commissariato una richiesta di soccorso pubblico da parte di un cittadino residente in un comune a pochi chilometri di distanza che, telefonicamente, si dichiarava vittima di furto e di estorsione da parte di uno sconosciuto.

Attraverso la denuncia della vittima, si è ricostruita la vicenda che ha consentito, attraverso l’indagine, di incastrare il soggetto responsabile dei reati.

Secondo la prima ricostruzione, la sera del 21 giugno il denunciante si recava in un noto ristorante di Otranto per consumare una cena, al termine della quale, dopo una passeggiata per le vie del borgo, al momento del rientro si accorgeva di non avere più con sé il portafogli.

Ripercorso al contrario il tragitto effettuato a piedi poco prima, per verificare se gli fosse caduto accidentalmente dalla tasca, giunto all’altezza di piazza Idro, il 23enne rumeno lo ha avvicinato promettendogli la restituzione del portafogli in cambio di 200 euro.

Il denunciante ha accettato contrattando lo scambio, per un importo inferiore pari a 160 euro.

Ha invitato l’estorsore a seguirlo presso il vicino sportello bancomat per prelevare la somma necessaria, mentre tutti i loro spostamenti venivano monitorati dalle telecamere a circuito chiuso presenti in città.

Gli agenti del Commissariato dopo aver recuperare le immagini identificavano l’uomo e, a seguito di riconoscimento fotografico, lo denunciavano a piede libero.

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Attualità

 «Sindaci siano liberi di candidarsi in Regione senza doversi dimettere»

Il vice presidente di Anci Puglia Ettore Caroppo: «Al presidente di Anci Puglia Domenico Vitto chiedo si faccia carico presso il presidente Decaro per valutare una proposta e chiedere una modifica dello Statuto regionale»

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«Consentire ai sindaci dei Comuni pugliesi di candidarsi in Regione senza necessità di dimissioni preventive, ma esercitando il legittimo diritto di opzione, sulla base di quanto approvato in Anci per i primi cittadini che vogliano candidarsi in Parlamento».

È quanto propone il sindaco di Minervino Ettore Caroppo che, in qualità di vicepresidente Anci Puglia, ha partecipato al Consiglio Nazionale dell’Anci a Roma, dove è stato votato all’unanimità, e depositato all’attenzione di Governo e Parlamento, un documento in sei punti.

Tra questi, la richiesta di consentire ai sindaci dei Comuni con più di 20mila abitanti di candidarsi in Parlamento, come già avviene per i presidenti di Regione, senza necessità di dimissioni preventive, esercitando successivamente il legittimo diritto di opzione.

«Sull’esempio di quanto delineato da Anci Nazionale, sarebbe auspicabile elaborare una proposta anche a livello regionale, in sede di Anci Puglia, perché anche i sindaci possano presentarsi alle elezioni regionali con la libertà di decidere, in un secondo momento, quale incarico assolvere», sottolinea Caroppo che aggiunge: «Al presidente di Anci Puglia Domenico Vitto chiedo di farsi carico presso il presidente di Anci Nazionale, il sindaco di Bari Antonio Decaro, per condividere una proposta di modifica dello Statuto regionale. Non si capisce perché i sindaci, a differenza di ogni altra figura istituzionale, siano gli unici a dover presentare le dimissioni per potersi candidare».

Al centro dell’attenzione del documento approvato dall’Anci Nazionale, ci sono anche altri punti come la richiesta, da parte dei sindaci, del riconoscimento di uno status giuridico ed economico proporzionato alle loro responsabilità e alle funzioni, visto «l’eccesso di esposizione e di responsabilità in sede giudiziale a cui siamo chiamati», scrivono i primi cittadini;  l’applicazione del medesimo regime sanzionatorio previsto per gli organi elettivi e di governo in caso di procedimenti penali, l’eliminazione dei limiti di mandato nei Comuni fino a 5mila abitanti e la possibilità di almeno un terzo mandato nei Comuni da 5.001 a 15mila abitanti.

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