(1° ottobre) – Sit in di protesta dei lavoratori davanti alla SES di Nardò, organizzato dalla CGIL per il primo pomeriggio di giovedì 1° ottobre, in attesa di un risposta chiara da parte della direzione dell’azienda. Nessun muro da parte della CGIL, assicura Alessio Colella, Segretario generale provinciale della FILLEA CGIL: “Siamo aperti al dialogo con la proprietà, saremo però intransigenti rispetto alle modalità con cui l’azienda ha intenzione di procedere nei confronti dei suoi dipendenti. I lavoratori, licenziati senza rispettare nessun accordo sindacale, vanno reintegrati, senza alcuna condizione”.
Presente alla manifestazione anche Salvatore Arnesano, Segretario generale provinciale della CGIL: “In una fase così delicata per il nostro territorio dal punto di vista economico e occupazionale”, dichiara, “è inaccettabile il rifiuto da parte di questa azienda ad assicurare la cassa integrazione ai suoi dipendenti. Ci batteremo al fianco dei lavoratori per il diritto agli ammortizzatori sociali e per un trattamento dignitoso sul posto di lavoro”.
Nel corso 2009, sono stati 14 i lavoratori licenziati del Gruppo S.E.S. (SEVAR Srl-GRANDI srl -ITALGECRI srl) di Nardò, tra cui 2 delegati sindacali, da parte delle ditte SEVAR srl e Italgecri srl ed ora incombe la minaccia di licenziamento di altre 10 unità lavorative con qualifica di operaio, attualmente impiegati con la terza ditta del gruppo, la GRANDI srl. La FILLEA CGIL contesta i licenziamenti di personale con contratto a tempo indeterminato in quanto avvenuti disattendendo precedenti accordi, siglati in sedi ufficiali con le Organizzazioni Sindacali, che prevedevano incontri preventivi qualora ci fossero state difficoltà.
I licenziamenti sono avvenuti invece senza preventiva consultazione con le parti sociali e senza valutare lo strumento degli ammortizzatori sociali secondo quanto previsto dalle vigenti disposizioni di legge, onde evitare i licenziamenti stessi. La FILLEA CGIL contesta in particolare come la Direzione aziendale abbia rifiutato in modo categorico la revoca dei licenziamenti e il reintegro dei lavoratori che potevano invece usufruire degli ammortizzatori sociali. Non si capisce perché l’Azienda si ostini a rifiutare la nostra legittima proposta. La FILLEA CGIL, si oppone con forza all’atteggiamento assunto dall’Azienda e ribadisce che bisogna scrupolosamente attenersi a quanto già stabilito in fase di contrattazione a livello nazionale e territoriale tra le parti datoriali e sindacali, disconoscendo qualsiasi altra forma di contrattazione. L’azione di protesta prosegue vicino ai cancelli dello stabilimento, in C. da Castellino a Nardò.



