Nella tre giorni gastronomica della Sagra di Palmariggi, da venerdì 9 a domenica 11 ottobre, c’è tutto il fascino della mitologia greca legata alla leggenda della bellissima Site, la fanciulla contesa da un gran numero di uomini, che si tolse la vita per sfuggire anche alle insidie del padre. Persefone, sposa di Ade e regina dell’Oltretomba, la accolse e dal suo sangue spuntò un melograno. La melagrana è un frutto antico al quale le civiltà del Mediterraneo hanno attribuito un importante valore simbolico: in Grecia rappresenta il legame coniugale; in Persia l’invincibilità; in Turchia, le spose, dopo il matrimonio, scagliavano con forza a terra una melagrana per contare i chicchi che fuoriuscivano dal frutto per valutare così la prolificità della coppia; nell’antica Roma le sposine intrecciavano i capelli con rami di melograno. La melagrana è un frutto benedetto. Come simbolo di abbondanza, fertilità e ricchezza, è ricordato nei testi sacri delle più diffuse religioni monoteiste. Al di là del simbolismo, la melagrana ha numerose proprietà benefiche tramandate dalla tradizione.
Il gusto e soprattutto la bontà dei chicchi rossastri della melagrana sono stati “sposati” da Palmariggi, che con orgoglio è denominato “Comune del Melograno”. Da oltre trent’anni, infatti, il Comitato “Lu Paniri te e Site” organizza la Sagra nella seconda domenica d’ottobre. L’appuntamento è patrocinato da Comune, Regione, Provincia, Camera di Commercio di Lecce e Pro Loco “Montevergine”.
Venerdì 9, alle 19, è programmata l’apertura degli stand espositivi di artigiani e produttori del settore agroalimentare e lo spettacolo musicale in Piazza Garibaldi; sabato 10, alle 19, ci sarà il “Gruppo Folk 2000”; domenica 11, alle 8, durante la Fiera sarà distribuito il numero unico del giornale “Lu Paniri te e Site” mentre in serata, alle 19, si terrà lo spettacolo musicale con il gruppo di pizzica salentina “Li Scianari”. Nelle tre serate, presso il Castello Aragonese, sarà possibile visitare la Personale di pittura del giovane artista otrantino Emanuele Tondo (curiose ed interessanti le sue illustrazioni ispirate alle antiche leggende degli “scazzamurieddhi”.
Invece negli stand allestiti in Piazza si potranno degustare prodotti tipici locali: carne di maiale, “cicore creste” di campagna, “pittule”, pezzetti di carne di cavallo, pane di grano con ricotta forte e alici, caldarroste, sedani e “ ‘mbruscatizzi”. La chicca dell’appuntamento sarà il panino caldo imbottito con la famosa porchetta romana preparata ad Ariccia. Tra le novità, torte di chicchi di melagrana in gelatina e gustosissimi pasticciotti di chicchi di melagrana affogati in crema chantilly. “Siamo giunti alla 35^ edizione di questa manifestazione”, ricorda Fernando Alfieri, presidente del Comitato “Paniri te e Site”, “invece la Fiera della seconda domenica d’ottobre è centenaria. La Sagra è legata non solo alla coltura del melograno, simbolo dell’evento, ma anche alla tradizione di questo meraviglioso albero, che cresceva all’ombra delle Piramidi d’Egitto e di cui gli egiziani ne conoscevano tutta la bontà del suo frutto”.
L’assessore alle Attività produttive e Commercio del Comune di Palmariggi, Antonio Cazzetta, conclude che “la Fiera non solo è secolare, ma è probabilmente una più antiche della provincia di Lecce. L’impegno del Comune deve essere profuso alla salvaguardia della nostra cultura e della tradizione locale. Bisogna valorizzazione l’appuntamento enogastronomico che è sicuramente l’evento più importante ed atteso dell’anno nonché un’importante occasione di sviluppo socio-economico per la comunità locale. È importante inserire la manifestazione di rilevanza regionale, ai sensi della legge regionale 9 marzo 2009 n. 2, nel calendario fieristico della Regione Puglia”.
Cristina Pacella



