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Attualità

Oltre gli stereotipi

Avviato in 4 Scuole superiori il Progetto di orientamento integrato della Consigliera di parità della Provincia di Lecce Antonella Pappadà

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Imparare a riconoscere stereotipi e pregiudizi, diffondere l’educazione e la formazione alla parità di genere nel lavoro, favorire la conoscenza e la possibilità sia per le donne che per gli uomini di accedere ad un lavoro dignitoso e, ancora, promuovere una cultura di parità di genere per sradicare le iniquità anche nei confronti delle persone con disabilità.


Con questi obiettivi ha preso il via “Parità di genere nel lavoro: donne, lavoro e inclusione”, il progetto di orientamento integrato, ideato e promosso dalla Consigliera di parità della Provincia di Lecce Antonella Pappadà.


Il progetto sperimentale è un percorso di formazione e sensibilizzazione sul tema della parità di genere nel lavoro, che si snoderà per tre anni consecutivi, nell’ambito dei PCTO (Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento), coinvolgendo studentesse e studenti di quattro Istituti scolastici superiori del Salento: Ites Olivetti di Lecce; Liceo L. Da Vinci di Maglie; IISS Meucci di Casarano; Istituto Tecnico, Professionale IISS Giannelli di Gallipoli.


La fase operativa del progetto è realizzata dal Gruppo operativo formato dalla stessa consigliera di Parità e da Duilia Del Mastro (Ordine Consulenti del lavoro), Emanuela Paola Vitali (ConfimpreseSalento), Ada Chirizzi (Cisl), Serenella Molendini (Creis – Centro ricerca europea per l’innovazione sostenibile – ETS), Emanuela Aprile (Confartigianato), Luisa Crusi (Ordine Dottori Commercialisti ed Esperti contabili).


Si è già svolto il primo incontro del modulo “Oltre gli stereotipi”, rivolto alle classi del terzo anno, con al centro il tema “Stereotipi e pregiudizi: che cosa sono e quali sono quelli più diffusi”, affrontato dalle due formatrici, esperte di politiche di genere, Michela Di Ciommo ed Elisa Rizzello.


L’attività, proposta in modo coinvolgente, anche attraverso momenti di ascolto e dialogo, ha visto la partecipazione attiva delle studentesse e degli studenti, registrata anche attraverso la somministrazione di questionari, che hanno fatto emergere, tra l’altro, ampio interesse rispetto alle tematiche affrontate.


Antonella Pappadà


«È un segnale incoraggiante per il proseguimento del percorso che abbiamo avviato con questo progetto sperimentale, reso possibile grazie alla collaborazione dei dirigenti scolastici Patrizia Colella, Annarita Corrado, Roberta Manco, Cosimo Preite, che ringrazio tantissimo», esordisce Antonella Pappadà, consigliera di Parità della Provincia di Lecce, che aggiunge: «Vogliamo accompagnare le ragazze e i ragazzi a riconoscere e valorizzare le differenze di genere, ad avvicinarsi ai propri desideri autentici, oltre gli stereotipi e i pregiudizi, e a capitalizzare le opportunità che questo progetto contiene nella costruzione della propria identità personale e sociale, perché possa essere un’ulteriore occasione di crescita e di consapevolezza per ciascuno di loro».

«L’orientamento e l’educazione sono momenti cruciali in cui si intrecciano e incrociano differenti complessità», evidenzia ancora la consigliera Pappadà, «i mondi della scuola, della formazione e del lavoro, le realtà professionali e sociali, le istituzioni e i bisogni, le attese degli stessi soggetti e delle famiglie. L’educazione di genere si presenta, dunque, come ineludibile prospettiva per fare vero orientamento, anche perché, al contempo, sono ancora vitali le culture tradizionali, i pregiudizi e gli stereotipi sessuali, che convivono con il cambiare di società e soggetti, tempi, spazi e ritmi di organizzazioni collettive e biografie individuali».


Il progetto, che punta anche a sostenere i ragazzi e le ragazze nella scelta del proprio percorso d’istruzione e lavorativo, proseguirà nei prossimi mesi con gli altri tre incontri, dal titolo rispettivamente: La scienza ha un genere?; Il mondo del lavoro, la cura, le discriminazioni; Il rispetto e la violenza di genere: quale percezione nelle/negli adolescenti.


Alla base dell’iniziativa ideata dalla Consigliera di parità Antonella Pappadà, la consapevolezza di come la parità di genere, oltre ad essere un diritto in sé, sia anche strumentale alla crescita economica di un Paese, e l’analisi dei dati sulla parità di genere, che vedono ancora l’Italia in forte ritardo rispetto agli altri Paesi (ad esempio, secondo il Global Gender Gap Index 2024, l’Italia occupa l’87° posto della classifica su 146 economie esaminate; a livello europeo, si colloca al 37° posto su 40, seguita da Ungheria, Repubblica Ceca e Turchia).


Nel prossimo biennio saranno sviluppati, in continuità con le classi già coinvolte, gli altri due moduli previsti dal Progetto: “Il mercato del lavoro”, rivolto a studenti e studentesse del quarto anno e “Il lavoro tra diritti e doveri: soggetti di diritti e di doveri” per le classi quinte.


Il percorso prevede anche la partecipazione di testimonial, che potranno raccontare la propria esperienza, tra traguardi e insuccessi, in linea con il riconoscimento del valore dello storytelling nel promuovere processi di empowerment.


Il progetto di orientamento integrato fa parte delle attività previste da un apposito Protocollo d’intesa, siglato a Palazzo dei Celestini il 14 novembre scorso, dal Tavolo tecnico permanente, istituito dalla consigliera di Parità, e composta da Arpal Puglia, Camera di commercio, Università del Salento, Confindustria, Confartigianato, CNA, ConfimpreseSalento, Confesercenti, Cgil, Cisl, Uil, Comitato Pari Opportunità, Ordine degli Avvocati di Lecce con il Comitato Pari Opportunità, CPO dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili, Ordine dei Consulenti del lavoro, Ordine dei notai, Aforisma, Creis (Centro ricerca europea per l’innovazione sostenibile – ETS), Associazione Next EU, Forum Lab srl, dagli esperti Cristian Primiceri, Laura Parrotta, Maria Grazia Zecca, Fernando Nazaro e da Daniela Talà e Massimiliano Caputo per Sviluppo Lavoro Italia.


 


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Acido cianidrico nei Sapori Amaretti alle mandorle della Colussi

Sono stati rilevati valori troppo alti di acido cianidrico. Non possono essere esclusi seri rischi per la salute. Sconsigliato il consumo

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Colussi SpA Milano ha emesso un richiamo dei suoi Sapori Amaretti alle mandorle in confezioni da 175 g con date di scadenza 2 maggio 2026 e 25 agosto 2026.

L’azienda afferma che negli amaretti sono stati riscontrati livelli elevati di acido cianidrico e non possono essere esclusi rischi per la salute.

Nello specifico si tratta di due lotti delle confezioni da 175 gr Lotto L355122 1 e L355237 1 con scadenza rispettivamente del 2 maggio 2026 e 25 agosto 2026.

Le altre date di scadenza e gli altri prodotti del marchio “Sapori”, non sono interessati dal richiamo.

Gli amaretti interessati dal richiamo sono prodotti da Colussi S.p.A. con sede legale in via G. Spadolini n° 5, nella città metropolitana di Milano.

L’acido cianidrico (HCN) o cianuro di idrogeno, chiamato anche acido prussico, è una tossina naturale con elevata tossicità acuta, caratterizzata dall’inibizione della respirazione cellulare.

Ciò può causare un’intossicazione acuta con sintomi quali convulsioni, vomito e mancanza di respiro, che possono portare a paralisi respiratoria fatale.

Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” di Lecce, raccomanda a coloro che hanno acquistato il prodotto incriminato, di non consumare gli articoli interessati e di restituirli, non aperti o anche già aperti, al rispettivo punto vendita.

Il prezzo di acquisto verrà rimborsato, anche in assenza di scontrino.

Chi abbia assunto questa sostanza e successivamente manifesti sintomi gravi o persistenti dovrà consultare un medico.

Non è consigliabile, invece, un trattamento medico preventivo in assenza di sintomi.

 

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“Campagna pubblicitaria…stonata”: la segnalazione da Ruffano

Un nostro lettore commenta un manifesto apparso in queste settimane in paese: “Uso improprio del volto femminile, per di più estrapolato da un film drammatico che narra di una patologia”

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera giunta in Redazione da un nostro lettore di Ruffano che segnala un uso improprio del volto femminile su una campagna pubblicitaria che solleva, quantomeno, delle perplessità.

Segnalo la comparsa, più o meno dal 10 novembre scorso, di un manifesto pubblicitario affisso nei pressi del parco di via Torino, sulla strada che collega Ruffano a Montesano.

Tale manifesto pubblicitario dovrebbe riguardare la vista con conseguente controllo e acquisto di occhiali ma il claim, “vedere è un piacere”, viene associato ad un’immagine di una donna in evidente stato di godimento sessuale quindi l’associazione con il vedere e la vista in generale viene messo in secondo piano.

A parte l’azzardo di tale associazione, la donna presente sul manifesto fa parte a sua volta di un manifesto cinematografico, relativo al film “Nymphomaniac” del regista Lars von Trier, ed è l’attrice anglo-francese Charlotte Gainsbourg.

Si tratta di un film dal taglio drammatico che tratta di una patologia seria di cui soffre la protagonista. Non so se l’agenzia pubblicitaria si è resa conto dell’accostamento di tale immagine ma rimane il fatto che si è fatto un uso improprio del volto femminile in questione con un’espressione intima e chiaramente sessuale.

Si sarebbero potute usare molte altre metafore per esprimere l’importanza della vista e dei controlli periodici.

Inoltre, vorrei sottolineare la scorrettezza dell’allusione, escludendo dall’ipotetico piacere ad esempio i non vedenti. Il responsabile della ditta pubblicizzata (che non è di Ruffano, NdR), cui ho personalmente rivolto le mie perplessità, ha affermato, udite udite, che la “modella” non è uguale all’attrice del film. Giudicate voi (seguono foto).

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Attualità

Olio d’oliva: «Servono strumenti di regolamentazione di mercato»

Italia Olivicola e CIA, appello al Governo per interventi che garantiscano un funzionamento ordinato e trasparente del mercato. Plauso alla GdF, all’ICQRF Puglia e Basilicata e all’Agenzia delle Dogane per maxi operazione antifrode

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Italia Olivicola e CIA Agricoltori Italiani, a pochi giorni dai positivi riscontri del tavolo olivicolo nazionale, tornano sulla questione olio d’oliva e lo fanno a 360 gradi, partendo da una questione basilare.

«Abbiamo espresso apprezzamento per gli impegni assunti dal Governo riguardo al potenziamento dei controlli», sottolinea Gennaro Sicolo, presidente di Italia Olivicola e vicepresidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, «occorre che, tuttavia, come previsto dai regolamenti comunitari, si possa procedere allo stoccaggio privato dell’olio».

Il mondo dell’olio di oliva italiano ha bisogno di stabilità e tranquillità durante la campagna olearia: Italia Olivicola e CIA, dunque, chiedono al governo di valutare l’attivazione di strumenti di regolamentazione di mercato.

«Le tensioni che si stanno registrando nelle ultime settimane nuocciono al settore», aggiunge Sicolo, «il comparto ha bisogno di calma e prospettive economico-finanziarie certe nel momento del massimo sforzo produttivo. Gli strumenti normativi per garantire una stagione ordinata dell’olio esistono e vanno messi in campo”.

L’articolo 167 bis del regolamento (UE) del Parlamento europeo e del Consiglio n. 1308/2013 stabilisce che, al fine di migliorare e stabilizzare il funzionamento del mercato comune degli oli d’oliva, nonché delle olive da cui provengono, gli Stati membri produttori possono stabilire norme di commercializzazione per la regolamentazione dell’approvvigionamento.

«Il ritiro temporaneo dal mercato di quantitativi di extravergine nazionale», continua Sicolo, «può prevenire fibrillazioni e garantire che i flussi commerciali siano mantenuti ordinati e senza scossoni, a beneficio dei produttori e dei consumatori».

Da tempo Italia Olivicola chiede che, oltre a misure emergenziali, il comparto possa avere strumenti che garantiscano che il mondo della produzione non venga finanziariamente strozzato durante la campagna olearia, perturbando il mercato, disorientando i consumatori nazionali e internazionali.

«A questo proposito, voglio esprimere il mio plauso e ringraziamento alla ICQRF Puglia-Basilicata, alla Guardia di Finanza e all’Agenzia delle Dogane per la maxi operazione tra il porto di Bari e la provincia di Lecce col sequestro di 14mila litri di olio extravergine non tracciato», conclude Sicolo, «oggi dobbiamo pensare a misure di emergenza ma guardando avanti, già pensiamo a come tutelare il reddito dei nostri agricoltori da forti oscillazioni del mercato e dei prezzi, proteggendo così la stessa immagine dell’oro verde, bandiera del Made in Italy».

 

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