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Un vice campione del Mondo a Poggiardo

Non è nuovo a certe imprese, ma non per questo passano inosservate le costanti affermazioni del salentino Antonio Elia, 36enne di Poggiardo, alla prestigiosa Biennale Europea dell’Arte Fabbrile svoltasi a Stia (Arezzo). Un appuntamento che il giovane maestro poggiardese conosce bene e che gli ha regalato sempre importanti soddisfazioni, come testimoniano il terzo posto nel Campionato Mondiale di Forgiatura, conquistato nella categoria a squadre (insieme al maestro tricasino Mauro Arena) nel 2005, ed il secondo posto ottenuto alla prima esperienza nel 2003, assieme al padre Salvatore. Antonio Elia è infatti un figlio d’arte formatosi nella bottega del padre, in via Tiso a Poggiardo, ed affinatosi nel locale Istituto Statale d’Arte “Nino Della Notte”.

Fattori, questi, fondamentali quanto l’estro, la creatività e la passione che il giovane artista mette nella realizzazione delle sue opere e che gli sono valsi quest’anno il primo posto assoluto nella classifica individuale per la progettazione ed il secondo, alle spalle dell’israeliano Gottlieb Zeevik, per la realizzazione dello stesso progetto. La Biennale di Stia rappresenta un evento molto importante per l’artigianato del ferro poiché mette a confronto le varie scuole del settore di tutto il mondo, promuovendo scambi culturali ed esperienze professionali di assoluta qualità.

Basti pensare che in questa edizione, svoltasi dal 3 al 6 settembre scorsi, erano rappresentati ben venti Paesi e lungo il corso della cittadina toscana erano allineate una ventina di forge, accese dalle 8 alle 24, per un totale di 200 fabbri e 400 braccia armate solo di incudini, martelli, pinze e lima. La gara di quest’anno aveva come tema “Equilibri” ed i lavori sono stati giudicati da un’apposita Commissione esaminatrice composta da giurati esperti nel settore.

Elia si è ispirato agli equilibri della catena alimentare per sviluppare il suo lavoro: “Il pesce grosso che mangia il piccolo; il fenicottero che s’immerge in acqua per afferrare il pesce grosso; l’amo stilizzato che rappresenta la pesca da parte dell’uomo; la figura del cerchio, equilibrio per eccellenza. La Commissione è rimasta particolarmente colpita dai vari passaggi della mia progettazione, dall’armoniosità e dalla linearità delle forme e dalle sfilature e spirali a punta d’ago, oltre che dalla tradizionale battitura ad occhio di pesce, peculiarità tipica leccese”. Soddisfazione e compiacimento anche nelle parole del sindaco di Poggiardo, Silvio Astore, il quale annuncia presto un riconoscimento pubblico e sottolinea come “il brillante risultato di respiro internazionale raggiuntodal maestro Elia rappresenta il segno forte e tangibile della vocazione naturale che il giovane figlio d’arte ha sempre dimostrato nel tempo. Questo sforzo dobbiamo coniugarlo altresì con l’importante compito che da quarant’anni a questa parte riesce ad assolvere il nostro Istituto d’Arte, sempre in grado di formare apprezzati artigiani e di dare risposte positive in termini di occupazione”.

L’ennesimo risultato raggiunto da Antonio Elia, sebbene non supportato dal clamore e dall’eco mediatici riservati spesso a riconoscimenti sportivi, è comunque motivo di orgoglio non solo per il giovane artista del ferro e per la sua famiglia, ma per l’intera comunità salentina.

Carlo Quaranta

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