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Con l’arrivo dell’estate, il nuoto italiano si prepara a tornare in vasca per due appuntamenti internazionali di primo piano: i Giochi del Mediterraneo a Taranto e gli Europei di nuoto a Parigi.
La Ville Lumière ospiterà la massima rassegna continentale in vasca lunga dal 31 luglio al 16 agosto, in un’edizione che si preannuncia già piena di stelle e di numerose rising star in rampa di lancio.
Dopo i grandi successi dell’ultimo quadriennio e il record di medaglie a Roma 2022, il movimento azzurro punta a superare sé stesso e a battere nuovi record. Uno di questi è senza dubbio il primato numerico della delegazione italiana, che vedrà ben 48 atleti ai nastri di partenza, 26 uomini e 22 donne. Come sottolineato dal direttore tecnico Cesare Butini, si tratterà della «rappresentativa più numerosa di sempre per un’edizione fuori dall’Italia».
Dall’acqua del Salento alla Nazionale
Tra i convocati azzurri spicca il nome di Federica Toma, vera e propria portabandiera del nostro territorio nel panorama natatorio nazionale e internazionale. La classe 2002 di Ruffano arriva all’appuntamento continentale forte del titolo di campionessa italiana nei 100 metri dorso, conquistato agli ultimi Campionati Italiani Assoluti di Riccione.
La sua passione per l’acqua è nata quasi per caso: «Ho sempre nuotato, da quando ho memoria, quindi non saprei dire com’è nata la passione. Mamma mi raccontava che già a tre anni non avevo paura di stare nel mare alto senza braccioli e da lì mi ha iscritta in piscina».
Cresciuta nell’ICOS Sporting Club e oggi tesserata per il Centro Sportivo Carabinieri/In Sport Rane Rosse, Federica ha saputo collezionare traguardi prestigiosi sia a livello nazionale sia internazionale: dalla storica tripletta agli Assoluti italiani del 2022, quando vinse tutte e tre le distanze del dorso, al bronzo individuale nei 100 metri dorso alle Universiadi di Chengdu, fino ai due terzi posti conquistati nelle staffette 4×100 mista e stile libero nell’edizione successiva di Berlino-Ruhr 2025.
Restare al Sud, una scelta controcorrente
A rendere la sua storia ancora più significativa è stata la coraggiosa scelta di continuare ad allenarsi nel nostro Salento, al quale è legatissima: «Amo il Salento, sono innamorata della tranquillità che si respira qua sotto e soprattutto del mare e non riesco a immaginare una vita in un altro luogo».
Una scelta non priva di ostacoli, dovuti alle difficoltà logistiche e alla carenza di impianti adeguati sul territorio: «Siamo un po’ indietro sotto alcuni aspetti. Per esempio, per quanto riguarda il mio sport, non abbiamo strutture adeguate, come vasche olimpiche da 50 metri al coperto, e questo non ci permette di allenarci allo stesso livello degli altri atleti del Nord».
Il talento cresce, le strutture restano indietro
In un contesto in cui la Federnuoto ha investito molto sui centri federali e sulla valorizzazione dei giovani, la sfida cruciale resta quella di estendere questo modello anche al Mezzogiorno.
Riuscire ad affermarsi ad alti livelli partendo da queste realtà rappresenta già una straordinaria impresa, per gli atleti e per tutti gli appassionati di questo sport.
Ora lo sguardo è rivolto agli Europei
Per l’atleta ruffanese è arrivato il momento di concentrarsi sul blocchetto di partenza parigino: «In vista dell’Europeo sono ancora in fase di carico. Sono tranquilla ed emozionata allo stesso tempo: so che sarà una bellissima esperienza e non vedo l’ora».
Le ottime prestazioni di Federica, unite al recente exploit del leccese classe 2008 Gabriele Garzia, bronzo nei 200 rana e oro nella staffetta 4×100 mista agli Europei Junior di Monaco, dimostrano che il nuoto salentino può contare su numerosi atleti dal grande potenziale, che ogni giorno lottano contro il cronometro e contro le carenze degli impianti sportivi.
La speranza è che la Federnuoto e le istituzioni locali uniscano le forze per garantire loro infrastrutture adeguate, in modo da attrarre sempre più giovani talentuosi e non costringerne altri a emigrare fuori regione per ambire a una migliore crescita agonistica nei più attrezzati centri sportivi del Nord.
Come ha dimostrato Federica, il talento, qui, non manca: bisogna soltanto metterlo nelle condizioni ideali per emergere e allenarsi ad armi pari con gli atleti di tutta Italia.




