Si svolgerà venerdì 5 marzo, alle 18, nella sala conferenze di Palazzo Marchesale, l’ultima iniziativa del Progetto Miranda, che per tre anni, sotto la direzione di Route-Ag (settore giovani della Cooperativa L’Arcobaleno di Lecce), si è snodato con un percorso intenso e significativo creando momenti di animazione socio-culturale, di formazione, di crescita per molti giovani di Taviano. E anche quest’ultimo momento si presenta quanto mai denso di significati e innovativo per la metodologia che è stata usata per realizzare un’indagine. Stiamo parlando del video documentario “I valori nell’universo giovanile”, frutto appunto di un’indagine di sociologia visuale che per la prima volta viene sperimentata sul nostro territorio. L’indagine ha coinvolto molti giovani di Taviano sia appartenenti a strutture organizzate come la casa famiglia Oberon, il servizio informa giovani, l’azione cattolica, il Centro Giovanile Eurisko, sia provenienti da realtà informali.
Il tema trattato è quello dei valori come si evince dal titolo ma l’innovazione è rappresentata dalla metodologia: la sociologia visuale. La Sociologia Visuale è un modo possibile per comprendere e vivere il vissuto dell’Altro, nell’ipotesi che la comunicazione iconica (attraverso le immagini) possa essere considerata il linguaggio del vissuto soggettivo, (linguaggio non verbale). Ai soggetti della ricerca vengono sottoposte delle immagini (foto – video), in alcuni casi si tratta di immagini realizzate dai soggetti stessi. L’applicazione della tecnica della Sociologia Visuale, come punto privilegiato di osservazione, consente di vedere il fenomeno oggetto di studio attraverso gli occhi dell’Altro e di restituire qualcosa di importante agli attori della ricerca ossia a coloro che nel corso del lavoro saranno intervistati.
La peculiarità della Sociologia Visuale (soprattutto nella sua variante della foto – stimolo) è quella di trasformare il normale rapporto tra osservatore ed osservato. Le tecniche visuali convertono l’osservato da semplice “indagato” a coistitutore del dato, conferendogli, quindi, un ruolo attivo nel processo di costruzione intersoggettiva dell’informazione. A commentare l’indagine ci saranno, oltre ai protagonisti, la curatrice, dott.ssa Barbara Marino, ed il prof. Eugenio Imbriani del Dipartimento Scienze Sociali e della Comunicazione dell’Università del Salento.



