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Tiggiano

Tiggiano, dimissioni in Consiglio: “Tanto decide tutto il sindaco”

Anna Lisa Negro: “Autorità e imprenditori banchettano nella loro solitudine separati dalla gente comune. Non è questa la mia idea di politica!”

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Scossone all’interno della maggioranza guidata dal sindaco Ippazio Morciano a Tiggiano.


Anna Lisa Negro, infatti, ha presentato le sue dimissioni dalla carica di consigliere comunale.


Nella lettera da lei stessa protocollata spiega: “Le motivazioni che mi hanno spinto a questa decisione dovrebbero essere ormai ben note voi tutti: ribadisco che da un iniziale sentimento di orgoglio per la carica ricoperta ho cercato più volte nei limiti delle mie possibilità di dare il mio contributo a questa importante assemblea elettiva, ma di fatto questo non mi è stato quasi mai possibile”.

Il perché è presto detto: “Col passare degli anni, ormai quasi cinque, nonostante i miei continui tentativi di essere più di una “alzata di mano” durante i Consigli, da me ci si aspettava solo qualche intervento di apparenza ma le decisioni più importanti”, attacca la Negro, “le prende solo il sindaco; a quello che lui tralascia ci pensa la giunta e poco altro, in rare occasioni, va a quei pochi eletti che non disturbano o che sono esclusivamente propedeutici ai programmi di aspirazione del sindaco, al quale faccio i miei auguri più sinceri per la sua candidatura alla Regione”.


Anna Lisa Negro avrebbe voluto che “l’amministrazione fosse stata più vicina alle problematiche sociali dei giovani, che non si risolvono certamente con effimeri finanziamenti venuti dall’alto per l’interessamento di qualcuno, senza nessuna reale ricaduta di crescita sul territorio e senza considerare le idee e le potenzialità dei nostri cittadini, che più volte in questi anni sono stati separati dalle alte cariche, forse per paura di “contaminazione”. Autorità e imprenditori”, conclude sibillina la ormai ex consigliera, “banchettano nella loro solitudine separati dalla gente comune. Non è questa la mia idea di politica!”.


Attualità

Tricase, Giovanni Carità: «Basta ingerenze esterne!»

«Da troppo tempo personaggi politici condizionano pesantemente la vita politica del nostro paese al solo fine di prendere i voti di Tricase per poi dimenticarsi, non appena eletti, di Tricase e dei tricasini. Questo andazzo deve finire!»

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Sull’asse Tricase – Tiggiano non si placano le polemiche innescate da un post del sindaco di Tiggiano, Giacomo Cazzato Aretano, che ha replicato ad alcune dichiarazioni in campagna elettorale del candidato sindaco Giovanni Carità.


Proprio in riferimento al post pubblicato dal primo cittadino tiggianese, Carità ci tiene a precisare alcuni passaggi che saranno «utili a fare chiarezza su quanto viene, a mio modesto avviso, riportato erroneamente. Nei miei interventi pubblici, sui social e negli incontri con i cittadini ho più volte e ripetutamente elogiato il Comune di Tiggiano per l’efficienza di alcuni servizi e per l’utilità di alcuni interventi. Pertanto, in tutta onestà, mi riesce difficile capire l’intervento del sindaco. Tantomeno», sottolinea, «era ed è mia intenzione tirare in ballo la comunità di Tiggiano e i suoi cittadini, molti dei quali sono miei amici, parenti e conoscenti».


Carità poi scende nei dettagli delle sue affermazioni: «Il Sindaco di Tiggiano, che tra l’altro non ho mai menzionato, sa benissimo a cosa faccio riferimento quando parlo di “figure istituzionali” che hanno influenzato e continuano a influenzare, perlopiù negativamente, la vita politica della mia città».


«Egli stesso», prosegue il candidato sindaco di Tricase, «parla di “garbo istituzionale” che riconosce politicamente a persone per bene. Perché io non lo sono? Eppure abbiamo trascorso tanto tempo assieme, a discutere di politica, quella sana e trasparente. Chiedo al mio amico Giacomo e ai lettori: rientra nel “garbo istituzionale” determinare da fuori la scelta di un candidato sindaco di una città? Quando il giovane Giacomo è stato, con successo, candidato sindaco della sua città c’erano seduti al tavolo decisionale cittadini di Tricase o di altri paesi?».

Poi Giovanni Carità affonda il colpo: «Al Sindaco di Tiggiano voglio dire con sincerità che la sua uscita pubblica non è altro che la prova provata che queste ingerenze nella vita politica della mia città ci sono state e continuano ad esserci. Ai miei concittadini tricasini dico, invece, che anche contro queste ingerenze noi ci siamo candidati. Ossia, ci siamo candidati, per ridare a Tricase la dignità e l’orgoglio che una città come la nostra deve avere e pretendere di avere».


Secondo il candidato sindaco «Da troppo tempo personaggi politici esterni condizionano pesantemente la vita politica del nostro paese al solo fine di prendere i voti di Tricase per poi dimenticarsi, non appena eletti, di Tricase e dei tricasini.  Questo andazzo deve finire! Non vogliamo più consentire le scorribande di questi personaggi sulla nostra città in ogni occasione elettorale. Tricase non sarà più terra di conquista da lor signori che peraltro nulla hanno mai fatto per il nostro paese. Ed è anche per debellare questa politica nociva per Tricase», conclude, «che un punto fondamentale della nostra campagna elettorale è: Tricase sceglie Tricase!».


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Attualità

Tiggiano-Tricase: la polemica scoppia sul web

Il sindaco di Tiggiano contro il candidato sindaco di Tricase Giovanni Carità: «Si concentri sul programma per Tricase, ne sarebbero più contenti anche i Suoi di cittadini; le favolette complottiste di chi eterodirige le comunità sono cose che fanno scena ma non sono utili». La replica: «Caro Giacomo, se permetti a Tricase il sindaco lo scelgono i tricasini!»

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Ha ritenuto offensive per sé stesso e per il paese di cui è sindaco alcune dichiarazioni che sarebbero state utilizzate nei comizi dal candidato sindaco Giovanni Carità (foto grande in alto) e diffuse anche sui social così ha replicato in maniera anche dura utilizzando lo stesso mezzo, val dire i social media.


«Ho ascoltato prima con attenzione le parole diffuse sui social dal candidato sindaco di Tricase, il prof. Giovanni Carità», ha postato il sindaco di Tiggiano, Giacomo Cazzato-Aretano, «Fino ad oggi ho mantenuto un atteggiamento istituzionale consono al ruolo che ricopro quale sindaco di una comunità, il silenzio. Continuerò con la carità del silenzio e con il garbo, seppur dopo un breve inciso di verità e giustizia. Lo stesso garbo istituzionale che riconosco politicamente anche a persone per bene quali i candidati Antonio De Donno e Carmine Zocco che conosco personalmente e che stimo come uomini e come politici».


Poi la premessa essenziale per comprendere i motivi che hanno spinto Cazzato-Aretano ad intervenire pubblicamente: «Se nel mio Comune o in Comuni vicini vi sono personalità politiche con ruoli apicali nei partiti, questi hanno il sacrosanto diritto al di là di dove siano residenti di prendere parte per il loro ruolo (segretari provinciali o coordinatori che siano) a partecipare per conto del loro partito alla vita politica dei Comuni in cui questi sono rappresentati da Squinzano fino a Leuca».


Ed ecco l’attacco, diretto, senza possibilità di fraintendimenti: «Tirare in ballo intere comunità con i loro sindaci, con vilipendi gratuiti e senza senso, è un atto di una gravità inaudita se soprattutto si vuol far passare un Comune, la sua gente, la sua storia, per il letto di Procuste, sminuendo, insultando».


Il sindaco di Tiggiano poi specifica anche quali addebitate a Carità gli avrebbero dato particolarmente fastidio: «Per una questione di orgoglio accetterei che il vice Sindaco o il Sindaco di Lecce possano venire a darci consigli, ma che vengano da Tiggiano o da Patù…», accompagnate dall’invito a fare «i sindaci nei vostri paesi, senza servizi, con forte spopolamento».


Cazzato-Aretano non ci sta: «Tenuta a mente la premessa che ho fatto su chi ricopre i ruoli apicali di partito, non so a cosa si stia riferendo fuorché non fosse un mio omonimo sosia, io ho la mia tessera di partito e aldilà della simpatia personale o del sostegno a questo o quel partito, nutro rispetto per tutti e lo esigo. Non credo di essermi mai seduto a tavoli di coalizione, chi lo ha fatto, non io certamente, ne era titolato».


Poi l’ulteriore affondo: «Ma va bene, in questa Sua confusione totale, Lei meridionalista ed esperto di restanza e di paesologia, ci illuminerà quanto prima con un manuale dedicato di ermeneutica sulla teoria della dignità politica direttamente proporzionale al numero di abitanti. I cittadini decideranno liberamente».


Il primo cittadino di Tiggiano, «ritornando ai servizi o allo spopolamento penso che la mia comunità può far scuola rispetto ad altri Comuni che hanno perso centinaia di cittadini in pochi anni. Vera una cosa: grazia di avere dei licei o degli ospedali sul proprio territorio non è per tutti i Comuni, caro prof. Carità. 18mila abitanti non sono poco meno di 3mila, senza dubbio, ma la favola non è sempre bella come la si racconta. Noi abbiamo non consigliato, ma spesso servito Tricase. Chi lavora nelle istituzioni sa bene che la collaborazione aldilà delle chiacchiere è stata sempre la parola d’ordine tra Comuni contermini, almeno nel Capo di Leuca. Deve sapere che il nostro Comune di Tiggiano ha erogato quasi un centinaio di documenti di identità su indicazione degli oberati uffici di Tricase in poco meno di 3 mesi (luglio-agosto-settembre e abbiamo un lavoratore part time), e lo abbiamo fatto con senso del dovere capendo le difficoltà che il vostro ufficio a Tricase stava riscontrando. Lo abbiamo fatto con sobrietà, senza strali, chiedendo ai miei dipendenti uno sforzo.


Siamo sempre noi, Comune di Tiggiano, “senza servizi” che abbiamo garantito l’apertura con nostro personale della locale sezione del Giudice di pace, per più di un decennio e poi dal 2015 al 2018, arco temporale per cui ancora dobbiamo recuperare le dovute somme per l’impiego del nostro personale, dopo solleciti tanti mai avuto risposte.


Siamo sempre noi, quelli per cui ti vergogni, che abbiamo garantito il servizio di ragioneria del vostro Comune, nel primo semestre del 2015.

In totale silenzio e senza rivendicare nulla, come è giusto che sia. Non abbiamo chiesto mai nulla e non ne abbiamo fatto una questione perché così deve essere. Sempre per garbo istituzionale non approfondisco anche il tema del rilascio di pareri in settori della vostra macchina amministrativa, non sarebbe bello fare confronti. Ma esigo rispetto.


Non mischi pertanto i ruoli sacrosanti che hanno i dirigenti di partito, di qualunque schieramento questi facciano parte, con le comunità e le loro istituzioni. I dirigenti di partito hanno il diritto di fare il loro lavoro sul tutto il territorio provinciale e aldilà di me o di Lei i Comuni hanno viceversa il dovere di collaborare e di lavorare in pace. Ho rispetto di Tricase, dove respiro il caldo buono dell’amicizia e che mi ha visto nascere e studiare, lo abbia Lei per la mia comunità dove vivo e che rappresento fieramente con l’aiuto dei miei consiglieri e dei miei cittadini. Si concentri sul programma per Tricase, ne sarebbero più contenti anche i Suoi di cittadini; le favolette complottiste di chi eterodirige le comunità sono cose che fanno scena ma non sono utili al cammino di qualsiasi comunità chiamata a vivere secondo verità e giustizia»


«In ultimo», conclude il sindaco Cazzato-Aretano, «questo post è per dire anche che i piccoli Comuni (non dico certo il mio) aldilà delle Sue ossessioni, funzionano e a volte meglio delle metropoli».


Giovanni Carità: «A Tricase il sindaco lo scelgono i tricasini!».


Tra le tante reazioni in commento al post del sindaco di Tiggiano, da segnalare anche la replica proprio di Giovanni Carità. Una replica stringata tesa a smorzare i toni e spegnere la polemica.


«Caro Giacomo», ha scritto il candidato sindaco Giovanno Carità, «non ho mai fatto riferimento a te nei miei interventi, post o altro. Anzi, ho preso il tuo Comune come esempio per alcuni servizi pubblici veloci e pratici. Con amicizia. Buon lavoro».


Subito dopo, però, è arrivato un altro post questa volta sul profilo facebook del caniddato sindaco di Tricase a firma sempre di Giovanni Carità e dal titolo esplicativo: «tanto per chiarezza! A Tricase il sindaco lo scelgono i tricasini!».


«Ho letto poco fa un post del Sindaco di Tiggiano», ha postato Carità, «Che dire? Me lo aspettavo. Che rispondere? Che quando a Tiggiano il giovane e volenteroso Giacomo è stato candidato a sindaco del suo paese nessun tricasino era presente, nè tantomeno si è intromesso in vicende che sono e devono restare nei confini comunali. Si chiama educazione politica. Aggiungo anche che dai commenti al suo post e dai “mi piace” di ex amministratori comunali di Tricase si possono capire tante cose».


«Caro Giacomo (mai citato nei miei interventi)», conclude Giovanni Carità, «Se permetti a Tricase il sindaco lo scelgono i tricasini!».


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Appuntamenti

Tiggiano: Perché? 100 storie di filosofi per ragazzi curiosi

Giovedi 6 (ore 20,30) evento speciale con Maria Luisa Petruccelli, organizzato da Mondadori Point di Tricase

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Evento speciale con la scrittrice Maria Luisa Petruccelli in quel di Tiggiano nell’atrio del Palazzo Baronale.


Domani, giovedì 6 agosto, alle 20,30, presenterà “Perché? 100 storie di filosofi per ragazzi curiosi”.


L’evento è organizzato da Mondadori Point di Tricase.


Il libro, scritto insieme al noto filosofo e accademico italiano Umberto Galimberti e alla consulente filosofica Irene Merlini, è edito dalla Feltrinelli.

Storie per lettori, curiosi, svegli, ribelli, che non si accontentano delle risposte preconfezionate, ma vogliono ragionare con la propria testa.


Perché, come scrive Umberto Galimberti nella sua ampia introduzione, giocare con le idee permette di allargare i propri orizzonti, diventare più tolleranti, più capaci di comprendere, e quindi vivere meglio.


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