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Dai Comuni

Tricase: Giuseppe Peluso molla la maggioranza

Il consigliere: “Pretendo correttezza. Non ci sono i presupposti per andare avanti”

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Il terremoto a Palazzo Gallone registra, a Tricase, nuove scosse. Tutt’altro, però, che di assestamento.

Dopo le dimissioni rassegnate dal sindaco Chiuri in settimana, arrivano a ruota le dichiarazioni del consigliere Giuseppe Peluso che prende le distanze dalla maggioranza: “Dopo mesi di attesa alla finestra, mi trovo costretto, con grande rammarico, a dichiarare in questo momento così delicato le mie decisioni per rispondere alle continue perplessità dei miei concittadini.

Come dichiarato dal sindaco nel mese di giugno, con l’appoggio di tutta la maggioranza, entro fine settembre si sarebbe dovuti arrivare ad una completa rimodulazione della giunta; ed io pur di mantenere un equilibrio in consiglio, ho accettato di sacrificare il mio assessore mettendo, come sempre, al primo posto gli interessi della collettività e non del singolo.

Tuttavia, dopo vari rinvii e promesse non mantenute, siamo arrivati ad ottobre dove la situazione è rimasta invariata.

Mi piace essere una persona coerente e corretta con me stesso e con gli altri, atteggiamento questo che non è stato ricambiato nei miei confronti.

Per i motivi sopra esposti, ritengo che ad oggi non ci siano i presupposti per continuare un rapporto collaborativo e di fiducia con l’attuale maggioranza”.

Attualità

Naintendì: pranzo pasquale per le persone bisognose di Cutrofiano

Omar Candido: “Contributo doveroso alla mia comunità. Spero di poter fungere da apri pista e altri ristoratori possano fare lo stesso in altri paesi”

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Il pranzo di Pasqua offerto gratuitamente alle persone bisognose del suo paese (ovviamengte da portare a casa con l’ausilio di volontari, nel rispetto delle prescrizioni anti contagio).

È la bellissima iniziativa di Omar Candido, titolare del Ristorante Hotel Naitendì di Cutrofiano.

Omar, da noi contattato, si è subito schernito: “Non vorrei eccessiva pubblicità anche perché ritengo l’iniziativa solo un contributo doveroso alla mia comunità”.

Il ristoratore ha accettato di parlarne, però, perché spera che il suo gesto “possa fungere da “apri pista” e che altri ristoratori, in altri paesi, possano fare la stessa cosa”.

Nella situazione drammatica che stiamo vivendo”, sottolinea, “è giusto che ognuno dia una mano per quanto è nelle sue possibilità. Io non sono un dottore, non sono un infermiere: il mio campo è la cucina e, quindi, fornisco il mio contributo, provando a dare una parvenza di normalità, almeno il giorno di Pasqua a quelle persone che oggi sono in grande difficoltà”.

Per realizzare la sua idea, il ristoratore di Cutrofiano ha giustamente coinvolto gli enti sul territorio per individuare le persone effettivamente bisognose: il Comune di Cutrofiano, il Comando dei Vigili Urbani, la Caritas, e le due Parrocchie di riferimento.

Omar Candido, infine, rivolge “un ringraziamento particolare alle attività che stanno contribuendo alla realizzazione di dell’iniziativa”.

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Attualità

Un ecografo portatile per l’ospedale di Galatina

Acquistato tramite raccolta fondi promossa dal club per l’Unesco di Galatina con la collaborazione dell’Associazione “Doniamo Aiutiamo Vinciamo”

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Il Club per l’Unesco di Galatina ODV, comunica che, grazie alla propria raccolta fondi e con la fattiva collaborazione dell’Associazione “Doniamo Aiutiamo Vinciamo” si è potuto acquistare un ecografo portatile, il Samsung HM70 With Plus con sonda CA1-7AD, apparecchio di ultima generazione che verrà donato al reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale “S. Caterina Novella”, fondamentale e urgente per la diagnosi precoce della polmonite da Covid-19.

L’apparecchio il cui costo è stato di € 17.080,00 (costo coperto pariteticamente dal Club per l’Unesco di Galatina e dall’Associazione “Doniamo, aiutiamo, vinciamo”) resterà nella disponibilità del nostro Ospedale, al servizio di Galatina e di ogni cittadino della provincia che ne abbia bisogno.

Un grande esempio di collaborazione fra associazioni che in questo periodo si sono messe a disposizione di medici e infermieri nella lotta contro il Covid-19.

Dall’Unesco di Galatina, “un sentito ringraziamento pertanto a quanti, tra soci, amici, simpatizzanti e cittadini, hanno contribuito sino ad ora alla raccolta fondi, ed a quanti continueranno a farlo”.

Per continuare ad aderire alla raccolta fondi promossa dal Club per l’Unesco di Galatina basta versare il proprio contributo su:

Conto Corrente di Banca Intesa San Paolo, con la seguente intestazione: Club per l’UNESCO di Galatina ODV; IBAN IT13O030690960610000 0172 126 Causale: Donazione a favore dell’Ospedale di Galatina, Emergenza Coronavirus (la donazione è detraibile dalle imposte sul reddito; è pertanto necessario conservare la ricevuta del bonifico)

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Attualità

“Mia mamma, 90 anni, ha bisogno di cure ma con il coronavirus…”

L’S.O.S. di Antonio da Lucugnano: “Prima della pandemia veniva un ortopedico a casa ogni settimana per alleviare il dolore a gambe e spalle e permettere alla mamma di tirare avanti. Ora non sappiamo più come fare…”

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L’emergenza sanitaria lo abbiamo ribadito più volte non è solo quella solo strettamente connessa al coronavirus ma, in gran parte, ne è una diretta conseguenza.

Come nel caso di Antonio, un nostro lettore di Lucugnano che ci segnala la sua storia anzi, la storia di sua madre che, “a 90 anni è costretta a subire enormi sofferenze alle ginocchia e alle spalle e per questo avrebbe bisogno delle cure di un ortopedico”.

Cosa puntualmente accaduta fino a qualche tempo fa, con un medico dell’Asl che una volta a settimana si recava in casa dell’anziana e provvedeva a quelle operazioni necessarie (estrazione del liquido) per alleviarne il dolore per sette giorni.

Poi, però, la nostra vita è cambiata all’improvviso per colpa dell’infido virus.

Antonio sconsolato racconta: “Da un mese l’ortopedico non viene più. Dall’Asl hanno sospeso tutto. Ho provato a chiamare la Croce Rossa a Lecce ma, dopo aver spiegato la situazione, mi hanno rimbalzato al 118. Rispiego nuovamente tutto, così mi mandano un’ambulanza a casa”.

Tutto risolto? Macchè…! “Il medico giunto a bordo dell’ambulanza ci dice che non può fare granché e che ci vorrebbe un ortopedico. Intanto fa alla mamma una fisiologica contro il dolore. Telefona ad un altro medico e mi dice di richiamarlo al pomeriggio (già  questo altro medico era venuto a casa mia altre volte). A pomeriggio chiamo e il dottore mi dice che a casa non sarebbe venuto. E mi invita a portare la mamma al Pronto Soccorso, cosa che mi era stata fortemente sconsigliata dai sanitari venuti al mattino…”.

Dunque”, riflette amaro Antonio, “ora io dovrei decidere il destino di mia madre e scegliere se farla morire per l’infezione alla gamba o esporla al rischio di contrarre il coronavirus”.

Infine l’appello di Antonio: “Comprendo l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo e la situazione inedita che ha messo tutti in difficoltà. Immagino, però, che nella stessa condizione di mia madre ci siano tante altre persone che in questi giorni non sanno come uscirne. Per tutte loro e non solo per mia mamma bisogna fare qualcosa e anche subito, credo sia umanamente e moralmente doveroso”.

(foto in alto di repertorio)

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