Fevi

Vernole: il Sindaco sull’Area Vasta

Con le migliori intenzioni  e con tanta poesia la Giunta Regionale aveva indicato nella concertazione dalla base il metodo per individuare i progetti strategici – da finanziare con i fondi della Comunità Europea – in grado di determinare quello sviluppo necessario a ridurre il gap economico e sociale tra nord e sud. Su questo indirizzo sono nate e sono state strutturate in Puglia le “Aree Vaste” che, in tre anni di lavoro, hanno elaborato un programma di interventi condiviso con il territorio ed hanno selezionato, con atti amministrativi formali approvati dagli Enti Locali, dalle forze sociali, imprenditoriali e sindacali, i progetti da realizzare. Un grande sforzo dunque di programmazione e di raccordo politico, amministrativo, territoriale, organizzativo ed economico che la comunità, nel suo complesso, ha portato a termine con notevole impegno di energie e risorse finanziarie pubbliche. La Giunta Regionale però, dimenticati i buoni principi e gli indirizzi dati e confermati nel tempo, a conclusione della complessa elaborazione programmatica faticosamente raggiunta dal territorio e dopo tante spese sostenute (non fosse altro che per le strutture burocratiche appositamente istituite e naturalmente pagate), con un inatteso ed improvviso provvedimento apicale ha avocato a sé ogni decisione e, detto –  fatto, con Delibera n. 2685 del 28/12/2009, ha individuato i beneficiari dei finanziamenti, cancellando tre anni di lavoro e speranze e le aspettative della comunità salentina di vedere concretizzarsi la programmazione elaborata e condivisa dalla base che, tra l’altro prevedeva il completamento di importanti opere già iniziate come, per quanto riguarda Vernole, gli interventi ormai improcrastinabili ad Acaya, pena il rischio di danni irreversibili, ovvero quelli al Palazzo di Pisignano, come d’altronde tutti quegli altri interventi sull’intero territorio salentino approvati da Area Vasta (La stampa ne ha dato ampio risalto). Di questo repentino ed ingiustificato cambiamento di indirizzo la Giunta Regionale deve rendere conto alle amministrazioni comunali, alle forze sociali, economiche, imprenditoriali e sindacali e, non da ultimo, ai funzionari delle strutture appositamente costituite, che hanno lavorato per oltre tre anni con ingenti costi a carico della comunità, oggi vanificati. Per quanto attiene le programmazione approvata da Area Vasta sul territorio comunale di Vernole ed ora cancellata dal provvedimento della Giunta Regionale, ci stiamo attivando per proporre ricorso giudiziario perché non è possibile cancellare, senza motivazione alcuna, il percorso amministrativo elaborato e formalmente concluso in anni di lavoro.

Mario Mangione