A Torre S. Giovanni il Cross del Salento “Memorial Janik Preite”

Il Gruppo Podistico A13 Alba Taurisano organizza la 6ª edizione del Cross del Salento “Memorial Janik Preite”, gara nazionale di corsa campestre, per domenica 14 febbraio, all’interno dell’area multi servizi del Ristorante Morfeo, a Torre San Giovanni (Ugento). “Il Cross del Salento”, spiega il responsabile organizzativo, Gianluca Scarcia, “nasce dall’incontro di due forti e nobili volontà: quella di un atleta di dare vita ad un evento sportivo importante, in grado di accogliere chi ha fatto dello sport in generale, e della corsa in particolare, la propria filosofia di vita, stimolando allo stesso tempo l’interesse di coloro i quali sono ancora distanti dall’attività sportiva, e la volontà di un padre di voler tener vivo nella memoria e nei cuori di tutti suo figlio, il giovane Janik”.

Era il febbraio del 2004 quando Janik Preite perse la vita, a soli 27 anni, in un incidente stradale. “Dopo esattamente un anno”, ricorda Scarcia, “in occasione dell’anniversario della sua morte, veniva festeggiato un nuovo inizio, un inno alla vita; era il momento, per i genitori e per tutti i suoi cari, di dire “ricomincio”, e questa volta dallo sport. Era un messaggio per tutti coloro che prendevano parte a questo nuovo evento per sottolineare quanto lo sport possa essere d’aiuto nel superare le difficoltà e quanto lo stesso possa aiutarci a diventare uomini più che mai consapevoli del potere dello sport, della rinascita che esso, in tutte le sue discipline, può significare”. Così in pochi anni il Cross del Salento è diventato un evento sportivo molto atteso: tra i migliori che vi hanno partecipato nelle precedenti edizioni, vi sono Giacomo Leone, Gianmarco Buttazzo, Vito Sardella, Faustina Bianco.

Quest’anno”, conclude Gianluca Scarcia, “oltre agli atleti dai 16 agli 80 anni, si è cercato di coinvolgere in maniera incisiva quelli dai 10 ai 15 anni, prevedendo una batteria di partenza riservata a loro, con lo scopo di dare un segnale forte e chiaro agli adolescenti che lo sport è anche divertimento, per dare agli stessi un’alternativa ai pericoli quali tossicodipendenze, alcolismo, devianze minorili e malattie di vario genere”.