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Sport

Verso Lecce-Martina: parla Miccoli

Conferenza stampa del capitano che chiarisce la sua situazione e il rapporto con mister Lerda

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Una panchina dietro l’altra, un mistero sempre più fitto e le ipotesi e le voci, spesso infondate, pronte a rincorrersi. Il caso Miccoli ha tenuto banco in casa Lecce nelle ultime settimane, attirando l’attenzione quasi più dei risultati della squadra sul campo.


Qualche tifoso, incrociato il capitano fuori dai cancelli di Squinzano, aveva raccontato di una sua confessione: “Col mister non ci parliamo più”. Ma il fantasista giallorosso smentisce in una conferenza stampa a ruota libera in cui ha finalmente fatto chiarezza sul periodo che lo vede protagonista, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa.


“Si è detto tanto su di me, tutto infondato. Sicuramente Lerda non sarà l’allenatore della mia carriera che ricorderò con più piacere, ma non è vero che non ci parliamo più”. Smentisce anche quanti lo vorrebbero in partenza a gennaio, nella prossima sessione di mercato: “Già in estate, soprattutto alla luce delle vicende giudiziarie nate attorno a me, avrei potuto scegliere di andare all’estero. Ma l’amore per questa maglia e il sogno della promozione, mi hanno portato qui”.


Lo stesso attaccamento ai colori giallorossi per il quale Miccoli dichiara: “Non gioco e sto zitto. Mi sono allenato con la squadra, ma anche da solo, senza proferir parola. Sto male, ne soffro, ma la squadra viene prima di tutto.


Parole chiare quelle del capitano che, se da un lato rincuorano chi temeva una sua imminente partenza, dall’altro confermano il mancato feeling col mister e il già immaginabile scenario futuro, fatto di panchine e spezzoni di gara.

Intanto Miccoli è tornato ad allenarsi in gruppo, coi compagni che, lo scorso lunedì, hanno ripreso gli allenamenti in vista della gara di sabato. Mister Lerda ha diretto una doppia seduta martedì (in mattinata incentrata sul piano fisico al Via del Mare e nel pomeriggio, a Squinzano, sulla tattica) ed una seduta singola mercoledì.


Non hanno preso parte alla preparazione gli influenzati Donida e Rullo, mentre hanno svolto un lavoro differenziato Diniz e Sacillotto.


Per la partita di sabato alle 17, dopo la sconfitta di Foggia, Lerda farà leva sulla voglia di riscatto del gruppo. E chissà che stavolta, a dispetto delle aspettative, non possa mandare in campo proprio il capitano che, più che a parole come in conferenza, avrà voglia di togliersi qualche sassolino dalla scarpa con le prestazioni in campo e che, più di ogni altro suo compagno, sarà animato da una ineguagliabile voglia di rivalsa.


Lorenzo Zito


Casarano

Scampagnata con vittoria

Il Casarano batte il Potenza fresco vincitore della Coppa Italia e consolida il nono posto in classifica utile per accedere ai preliminari dei playoff. Da qui alla fine del campionato l’obiettivo sarà lottare per la migliore posizione possibile nella griglia degli spareggi

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CASARANO-POTENZA 2-1

Reti: pt 15′ Ferrara (C); st 36′ Chiricò (C), 41′ Adjapong (P)

di Giuseppe Lagna

Pasquetta alternativa alle consuetudini, perché in serie C si gioca “sempre”; per questo in oltre 1500 han preferito il Capozza alla gita fuori porta e alle trattorie.

Non sono rimasti delusi, perché il Casarano, oltre alla seconda vittoria consecutiva e quattro giornate di positiva continuità, ha offerto una prestazione di ampio respiro tecnico-tattico, contro un Potenza veloce e mai domo.

I Lucani erano reduci dalla conquista della Coppa Italia, che permette l’accesso alle fasi finali nazionali play-off, mentre le Serpi, ottenuta la permanenza tra i professionisti, lottano ora per la migliore posizione possibile nella griglia delle pretendenti alle fasi preliminari degli stessi.

È una squadra rinata a primavera quella guidata da Vito Di Bari, dopo un difficile inverno che ha visto il tecnico tranese alle prese con partenze e arrivi del mercato dicembrino, ma più che altro con una serie impietosa di infortuni, di cui alcuni a lunga degenza.

Da qualche giornata i rossoazzurri appaiono più sicuri con il ritorno di Maiello a centrocampo, la cui capacità di interdizione e rilancio garantisce sia adeguata copertura alla difesa che maggiore ariosità alle manovre offensive.

Metti poi le perle fornite dagli onnipresenti Ferrara e Chiricò… e il gol è fatto.

Altre tre partite al termine della regular season attendono il Casarano del presidente Antonio Filograna Sergio, ieri sorridente nell’atrio antistante gli spogliatoi e soddisfatto dell’impegno profuso dai propri calciatori in un campionato e in un girone tra i più difficoltosi dello Stivale.

Infine, come deciso nei giorni scorsi dalla Società, l’intero incasso di Casarano-Potenza sarà devoluto alla Croce Rossa Italiana e la cerimonia di consegna avrà luogo allo stadio Capozza, prima dell’incontro con il Crotone di domenica 19 aprile alle ore 20,30.

Nella foto in alto, la formazione iniziale del Casarano: Bachini, Grandolfo, Versienti, Chiricò, Leonetti, Ferrara, Palumbo, Mercadante, Giraudo, Bacchin, Maiello
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Casarano

Salvezza sicura. Ora si può sognare

Il Casarano, battendo il Giugliano, raggiunge quota 47 punti che vuol dire matematica permanenza. Ora si punta alla migliore posizione possibile per i Play-Off

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CASARANO-GIUGLIANO 2-0

Reti: 47′ pt Grandolfo, 8′ st Leonetti

Una convincente vittoria con classico risultato all’inglese, condita da gioco e condotta di gara irreprensibili, permette al Casarano di ottenere con 47 punti la matematica quota salvezza.

Va detto che la Società del presidente Antonio Filograna Sergio ha dovuto affrontare dopo ventisette anni di assenza un campionato di serie C completamente diverso da quello che fu per un ventennio tenuto dallo zio, il patriarca Mesciu Ucciu, caratterizzato da grande impegno ecnico, economico e organizzativo.

Pertanto, al termine della partita alto era l’entusiasmo del patron, che ha voluto saltare insieme ai suoi calciatori sotto la curva Nord al ritmo dei cori lanciati dai tifosi.

Raggiunto il primo traguardo prefissato e mancando quattro giornate al termine della regular season, non resta altro che impegnarsi per ottenere la migliore posizione nella griglia play-off.

Prossimo impegno, sempre al Capozza, 6 aprile (ore 14:30) lunedì di Pasquetta, contro il Potenza, che nel caso di vittoria mercoledì in Coppa Italia a Latina, libererebbe un altro posto per i play-off.

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Gallipoli

Quando lo sport diventa casa: Dinamiko e la forza della boccia paralimpica

A Gallipoli, una competizione nazionale che ha raccontato molto più di una gara: presenza, legami e valore autentico

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A volte basta entrare in un palazzetto per capire che sta succedendo qualcosa di importante.

Non servono spiegazioni, si percepisce subito: negli sguardi, nei tempi lenti e concentrati, nei silenzi carichi di significato.

A Gallipoli, durante la competizione nazionale di boccia paralimpica, Dinamiko si è presentata al completo.

Atleti, accompagnatori, volti, storie. Una squadra vera.

Già questo basterebbe per capire il senso di tutto.

Poi però succede qualcosa di più.

Succede che ogni gesto diventa condiviso. Che ogni sguardo trova risposta. Che la tensione si scioglie in un incoraggiamento, in una mano appoggiata sulla spalla, in un sorriso che arriva al momento giusto.

Succede che il campo di gara smette di essere solo uno spazio tecnico e diventa un luogo umano, pieno.

La boccia paralimpica ha questa capacità rara: apre possibilità.

Permette di esserci davvero anche quando il corpo pone limiti importanti.

E lì, proprio in quello spazio che molti considererebbero fragile, emerge una forza limpida.

Ogni atleta porta con sé una storia unica.

Un modo diverso di affrontare la partita, di vivere il tempo, di reagire all’errore e alla riuscita.

Ed è lì che si coglie una verità semplice e potentissima: il valore non si misura. Si riconosce.

Durante la competizione, questo è stato evidente in ogni momento.

Prima di iniziare, mentre si preparavano le strategie.

Durante il gioco, tra concentrazione e sostegno reciproco.

Dopo, quando il risultato lascia spazio a qualcosa di più grande: la consapevolezza di aver condiviso un’esperienza vera.

Perché il punto non è arrivare primi. Il punto è esserci. E farlo insieme.

La disabilità, troppo spesso, viene raccontata come un limite personale.

Eppure, guardando da vicino contesti come questo, viene spontaneo capovolgere la prospettiva.

I limiti più grandi stanno nelle barriere che costruiamo fuori: negli sguardi, nelle strutture, nelle aspettative basse.

Quando queste cadono, il potenziale si vede tutto.

E a Gallipoli si è visto.

Il sentimento è uno solo: orgoglio. Orgoglio per ogni atleta sceso in campo, per ogni gesto di supporto, per ogni segno lasciato, visibile o silenzioso.

Perché vincere, qui, assume un significato diverso.

È partecipare senza tirarsi indietro. È sostenersi senza condizioni. È riconoscersi parte di qualcosa che conta.

E questo gruppo continuerà così. Presente. Unito. Vivo.

Sempre. Insieme.

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