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Attualità

The Town: gli arrestati e tutti i particolari

Associazione a delinquere finalizzata a commettere una pluralità di delitti quali rapine, furti, spaccio di droga, armi, ecc.

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La Compagnia di Maglie ha eseguito 9 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Lecce Dott.ssa Casciaro, richieste dal p.m. dott.ssa Miglietta, a carico di 9 persone (5 già detenuti e 4 liberi)f acenti parte di un’associazione a delinquere finalizzata a commettere una pluralità di delitti quali rapine, furti, cessione, trasporto e detenzione di sostanza stupefacente del tipo cocaina e marijuana, con l’aggravante di utilizzare armi, oltre ad altri reati quali danneggiamenti e lesioni. L’episodio più significativo contestato, da cui è partita tutta l’indagine, è la tentata rapina a mano armata del 2 aprile 2012 a Carpignano Salentino ai danni dell’ufficio postale, culminato con l’arresto di Giuseppe Stasi, Daniele Marra e Antonio Rollo.


Tutte le ordinanze sono state eseguite nei confronti di persone di Ruffano. Le operazioni hanno avuto inizio alle ore 4 del mattino, con l’ausilio del Nucleo Elicotteri, di due unità cinofile e delle Compagnie di Tricase, Casarano, Gallipoli e Lecce, per un totale di 85 militari e 32 autovetture. Gli arrestati, tutti di Ruffano, sono: Giuseppe Stasi, 23 anni; Daniele Marra, 25 anni; Antonio Rollo, 24 anni; Martino Stasi, 21 anni; Vito William Gravante, 31 anni; Alberto Vincenti, 21 anni; Giuseppe Castelluzzo, 21 anni; Marco Sabato, 23 anni; Carlo Chiarillo, 23 anni


poiché ritenuti responsabili:


CAPO A) STASI Giuseppe, MARRA Daniele, ROLLO Antonio, STASI Martino, GRAVANTE Vito William:


Del delitto di cui all’art. 416 c.p., per essersi associati tra loro con lo scopo di commettere più delitti, nella fattispecie rapine a mano armata, in danno di tabaccherie, supermercati e uffici postali, avvalendosi della forza di intimidazione per assoggettare e quindi potersi garantire in ogni modo l’impunibilità. Fatti occorsi in Carpignano Salentino, Muro Leccese, Spongano, Collepasso, Scorrano, dal mese di agosto 2011 con continuazione fino al 02.04.2012.



CAPO B) STASI Giuseppe, MARRA Daniele e ROLLO Antonio:


Del delitto di cui all’artt. 56 , 628, 81 e 110 c.p., per aver tentato di perpetrare la rapina a mano armata, nei confronti dell’Ufficio Postale di Carpignano Salentino. Fatto occorso in Carpignano Salentino in data 02.04.2012.


CAPO C) STASI Giuseppe, MARRA Daniele e ROLLO Antonio:


Del delitto di cui all’art. 628, 81, 110 c.p., per aver perpetrato la rapina a mano armata ai danni del Supermercato “DOK” di Spongano. Fatto occorso in Spongano in data 16.03.2012.


CAPO D) STASI Giuseppe, MARRA Daniele e ROLLO Antonio:


Del delitto di cui all’art. 628, 81, 110 c.p., per aver perpetrato la rapina a mano armata ai danni della Tabaccheria STICCHI di Scorrano. Fatto occorso in Scorrano in data 15.03.2012.



CAPO E) STASI Giuseppe, MARRA Daniele e ROLLO Antonio:


Del delitto di cui all’art. 628, 81, 110 c.p., per aver perpetrato la rapina a mano armata ai danni della Tabaccheria MANGIA di Collepasso. Fatto occorso in Collepasso in data 14.10.2011.



CAPO F) STASI Giuseppe, MARRA Daniele e ROLLO Antonio:


Del delitto di cui all’art. 628, 81, 110 c.p., per aver perpetrato la rapina a mano armata ai danni del Supermercato “Carrefour” di Muro Leccese. Fatto occorso in Muro Leccese in data 23.03.2012.



CAPO G) STASI Giuseppe, MARRA Daniele, ROLLO Antonio, STASI Martino, GRAVANTE Vito William :


Del delitto di cui all’art. 81 e 110c.p., 2,4 e 7 L. 895/1967 per aver, in concorso tra loro, detenuto e portato abusivamente armi da fuoco. Fatti occorsi in Carpignano Salentino, Muro Leccese, Spongano, Collepasso, Scorrano e Ruffano, dal mese di agosto 2011 con continuazione fino al 07.05.2012.




CAPO H) VINCENTI Alberto:


Del delitto di cui all’art. 628 c.p., per aver perpetrato la rapina in danno della Tabaccheria STASI di Ruffano. Fatto occorso in Ruffano in data 11.04.2012.


CAPO H2) VINCENTI Alberto:


Del delitto di cui all’art. 648 c.p., per aver perpetrato la rapina in danno della Tabaccheria STASI di Ruffano. Fatto occorso in Ruffano in data 11.04.2012.


CAPO H3) VINCENTI Alberto:


Del delitto di cui all’art. 61n. 2, 81 c.p., 2,4 e 7 L. 895/1967 per aver detenuto e portato abusivamente armi da fuoco. Fatto occorso in Ruffano in data 11.04.2012.


Capo I) STASI Martino, STASI Giuseppe, GRAVANTE Vito William, SABATO Marco, CHIARILLO Carlo;


del delitto di cui all’art. 74 DPR 309/90 per aver posto in essere, in concorso tra di loro e con altre persone rimaste sconosciute, atti idonei, diretti in modo non equivoco alla consumazione del reato di detenzione illecita e traffico di sostanza stupefacente del tipo cocaina.


Fatti occorsi in Ruffano, dal 01.11.2012 con continuazione



CAPO L) STASI Martino, CASTELLUZZO Mirko:


Del delitto di cui all’artt. 73 del D.P.R. 309/90 come modificato dalla L. 49/06, per aver posto in essere atti idonei, diretti in modo non equivoco, alla consumazione del reato di detenzione illecita, trasporto, coltivazione e vendita d’ingenti quantitativi di sostanza stupefacente, del tipo “cocaina” e “marijuana”. Fatti occorsi in Lecce e Ruffano, dal 11.04.2012 con continuazione fino al 07.05.2012.


CAPO M) STASI Martino:


Del delitto di cui all’art.424 c.p., per aver appiccato il fuoco quale atto intimidatorio ai danni di autovettura Volvo. Ruffano in data 11.04.2012.


CAPO N) STASI Martino:


Del delitto di cui all’art. 424 c.p., per aver appiccato il fuoco quale atto intimidatorio ai danni di autoveicolo Volkswagen Trasporter. Ruffano in data 04.11.2012.


INIZIO DELL’INDAGINE


L’indagine The Town (il nome prende spunto dal film “The Town”, pellicola alla quale si ispira il capo del gruppo, che prende come modello i personaggi particolarmente feroci, cercando di imitarne le gesta, essendo una storia incentrata sulle imprese di quattro rapinatori di banche) trae origine dalla tentata rapina avvenuta la mattina del 2 aprile 2012 a Carpignano Salentino presso il locale ufficio postale quando Daniele Mario Marra viene arrestato in flagranza di reato dalle pattuglie delle Stazioni Carabinieri di Martano e di Otranto; successivamente, ottenute le descrizioni somatiche e fisiche e l’abbigliamento di altri due giovani che si erano dati alla fuga, alle ore 10,10 una pattuglia del Comando Stazione Carabinieri di Melendugno, intercettava in quel centro l’autovettura ricercata e venivano sottoposti da parte del Nucleo Operativo di Maglie a fermo di indiziato di delitto Antonio Rollo e Giuseppe Stasi, sussistendo nei loro confronti concordanti e gravi indizi di colpevolezza: i tre sono ancora detenuti.


SVILUPPO DELL’INDAGINE


Le attività investigative, finalizzate al contrasto del fenomeno ed all’individuazione degli autori sospettati di numerose rapine, venivano poste in essere in varie località del territorio del basso Salento, in particolare nei confronti dei suddetti, tutti residenti nel comune di Ruffano, atteso che i veicoli utilizzati per compiere le rapine venivano rinvenuti tra la località prescelta per la rapina e il centro abitato di Ruffano.


Alla base dell’attività del Nucleo Operativo di Maglie vi erano alcuni particolari che facevano presumere che in gran parte delle rapine gli autori fossero sempre gli stessi. Emergeva, infatti che il numero dei soggetti che prendeva parte alle azioni delittuose, era sempre di “tre”, travisati con cappucci di fortuna, ricavati dalle maniche di maglioni, armati spesso di “fucile a canne mozze”, che venivano descritti essere due alti circa mt.1,80 (uno delineato visibilmente corpulento), mentre il terzo di corporatura normale poco più basso dei complici circa mt.1,75; infine, anche il modus operandi della fuga era sempre lo stesso : i rapinatori, dopo la rapina, abbandonato il veicolo usato oggetto di furto, continuavano la fuga a bordo di un’altra autovettura “pulita”, come accadeva il 2 aprile 2012, Giuseppe Stasi, Daniele Marra e Antonio Rollo che venivano arrestati nel corso della tentata rapina presso l’Ufficio Postale di Carpignano Salentino, dopo aver abbandonato il veicolo rubato per poi dileguarsi con l’autovettura “pulita”.


L’attività d’indagine del Nucleo Operativo di Maglie ha permesso di appurare non solo l’esistenza di un’organizzazione delinquenziale dedita alla consumazione di rapine, in particolare ai danni di attività commerciali, ma anche che i proventi di quei delitti erano finalizzati al sostegno delle spese per l’approvvigionamento di stupefacente del tipo “cocaina”e “marijuana” per la cessione a terzi.


STRINGERE AMICIZIE E PIANIFICARE NUOVI COLPI


Nel corso delle intercettazioni è emerso chiaramente come Giuseppe Stasi, capo del gruppo, approfittasse del suo stato detentivo per stringere nuove e più importanti alleanze con la malavita Leccese, già operante nel settore degli stupefacenti e delle rapine, accettandone anche la “protezione” all’interno del carcere. Per di più, utilizzava il fratello Martino Stasi per portare a termine materialmente gli illeciti accordi che gli avrebbero permesso di continuare a reperire un notevoli somme di denaro che gli sarebbero servite anche per il suo mantenimento in carcere.


E’ stato appurato quindi il vincolo tra i 3 soggetti che non riguarda solo il passato, in quanto Giuseppe Stasi, attraverso le sue comunicazioni, aveva messo in risalto la sua “leadership” avendo già da tempo pianificato ulteriori rapine presso Istituti di Credito e non solo. La dimensione delinquenziale raggiunta dall’associazione non ha nessun ridimensionamento circa la commissione di attività illecite nonostante l’arresto dei tre in Carpignano Salentino in data 02 aprile 2012; anzi, Giuseppe Stasi continua a studiare per trovare il modo di portare a termine altre rapine da lui già organizzate, arrivando al punto che, non potendole mettere in opera personalmente, data la sua restrizione, si diceva disposto ad ingaggiare altri soggetti dai quali avrebbe preteso una parte del bottino come compenso per l’organizzazione.


Nell’ambito del sodalizio diretto a commettere rapine i singoli si ripartiscono i compiti attestando così l’esistenza di una specializzazione che rende più efficiente il sodalizio stesso. Nell’ambito dell’associazione, infatti, Stasi, capo indiscusso, organizza i colpi, programma le azioni delittuose e organizza il modo di procurare le armi. I suoi stretti collaboratori, d’altra parte, contribuiscono: il Antonio Rollo come autista delle autovetture rubate e con funzioni di palo, mentre Daniele Marra, anche per la sua connotazione fisica, è il “violento”, colui che entra con il fucile – ed in un caso colpisce un dipendente ad una cassa senza alcun motivo (Spongano). Il vincolo associativo nasce certamente molto tempo addietro, essendo gli stessi tutti della stessa età e pertanto cresciuti insieme nell’ambito dello stesso comune (Ruffano) e si è consolidato nel tempo attraverso un più vasto programma criminoso con l’organizzazione e la commissione di numerosi reati.


Tutte le rapine commesse dal sodalizio, per nulla episodiche ma costanti e reiterate nel tempo, sono poste in essere con stessa metodologia e sistematicità.


ALTRE RAPINE


La conferma dell’esistenza del predetto sodalizio, si aveva in particolare da Giuseppe Stasi, quando il detenuto, commentando l’articolo apparso in data 15 aprile 2012 a pagina 29 del “Quotidiano di Lecce”, e dove si evidenziavano ulteriori indagini nei confronti dei detenuti Giuseppe Stasi, Daniele Marra e Antonio Rollo, ritenuti responsabili di ulteriori “sette” rapine che venivano indicate essere: “la rapina presso l‘Ufficio Postale di Palmariggi in data 13 agosto 2011; la rapina del 19 agosto 2011 presso un Supermercato di Scorrano; la rapina del mese di febbraio 2012 presso “Pam” di Spongano; la rapina del 23 marzo 2012 presso il Supermercato di Muro Leccese”, mette a risalto i rispettivi compiti assegnati ad ognuno di loro tre/quattro, in particolare che Antonio Rollo era quello che aveva assegnato il compito di “palo”, rimanendo all’esterno dell’edificio a bordo del veicolo utilizzato per la fuga, mentre Giuseppe Stasi e Daniele Marra erano quelli che, armati, mettevano a segno la rapina. Concretamente, Giuseppe Stasi, teneva a puntualizzare che compariva personalmente in tutte le rapine con Daniele MArra, mentre Antonio Rollo restava alla guida del veicolo. Dopo l’articolo sul giornale in cui si parla di 7 rapine a cui avrebbero partecipato, Stasi conferma che loro sono presenti in tre/4 (a seguito della visione della immagini emerge chiaramente la loro partecipazione a quelle di cui si tratta in questa informativa per connotazione fisica, movenze, modus operandi). Per di più, nelle occasioni in cui erano entrati tutti e tre all’interno dell’obiettivo prescelto, precisamente quelle indicate con i capi d’imputazione, sarebbero stati immortalati nelle immagini sempre “uno grosso” (Daniele Marra) e “due mingherlini” (Giuseppe Stasi e Antonio Rollo).



L’USO DELLA VIOLENZA


Altra caratteristica fondamentale del sodalizio è la violenza, non solo utilizzata per mettere a segno le rapine, che sono sempre armate, ma in alcuni casi (rapina di Spongano) mediante una violenza inaudita e gratuita che fa emergere il carattere e l’indole dei soggetti. Anche il modo di “risolvere” alcune questioni è sintomatico della loro indole, tanto che Martino Stasi, fratello di Giuseppe, preferiva risolvere eventuali contrasti con chi che sia mediante atti di intimidazione che potevano andare dall’incendio di autoveicoli delle vittime prese di mira, ai colpi di arma da fuoco sparati sulle loro abitazioni, dimostrando di avere, di fatto, una costante disponibilità di armi.


Ancora più grave è il racconto di Stasi in cui conferma che quando furono arrestati a Carpignano Salentino per la tentata rapina all’U.P., visto che lui impugnava il fucile mentre erano nascosti in una casa abbandonata, se si fosse trovato davanti i Carabinieri non avrebbe esitato a sparare, e di aver desistito solo dopo aver visto gli altri saltare il muro e scappare, dandosi alla fuga pure lui.


COCAINA E MARJUANA


Dopo l’arresto Giuseppe Stasi continua a dirigere il sodalizio servendosi del fratello Martino Stasie viene evidenziata la sua abilità nella gestione dello spaccio a Ruffano. Infatti l’’associazione a delinquere acquisiva i suoi principali proventi attraverso le rapine alle attività commerciali, che venivano perpetrate da Giuseppe Stasi, Antonio Rollo e Daniele Marra e poi dirottati verso Martino Stasi e Vito William Gravante, che li utilizzavano per la vendita dello stupefacente prodotto in proprio, anche grazie alla coltivazione diretta della “marijuana”, essendo emerso, nel corso delle attività tecniche, che la coltivazione delle predette piante avveniva già da diverso tempo e precisamente da “quattro anni”, avendo utilizzato sempre i semi prodotti dalle loro coltivazioni che rendeva possibile il miglioramento della nuova generazione di piante. Ma l’attività principale del gruppo era comunque lo spaccio di cocaina, che avveniva attraverso una serie di “dipendenti” di STASI Martino. STASI Martino riusciva a piazzare almeno 1 kilo di cocaina al mese per lo spaccio, e la cocaina doveva essere “buona” perché i clienti erano “esigenti”. Durante l’esecuzione delle ordinanze sono stati perquisiti altri 13 indagati; nel corso delle stesse sono stati rinvenuti dai militari operanti:



  • A Martino Stasi due involucri di cocaina per complessivi gr.9, 1 bilancino di precisione, 2 ricetrasmittenti, materiale vario per il confezionamento e documentazione utile per l’indagine;

  • A Marco De Vitis dell’84 di Ruffano, un involucro con 7,4 gr. Cocaina, 55 gr. Sostanza da taglio, materiale per confezionamento dosi e un coltello;

  • A Cristian Lato dell’87 di Ruffano, un involucro con 3,5 gr. Di cocaina, 3 bilancini di precisione, materiale vario per il confezionamento e una autovettura BMW 530 oggetto furto in Corsano il 29.12.12 completamente smontata e priva motore;


Tutti, pertanto, sono stati tratti arresto flagranza reato di detenzione ai fini di spaccio di cocaina.


PRECOSTITUZIONE DI ALIBI: L’SMS RITARDATO


Particolare rilevante per far capire l’attenzione dei soggetti nei colpi, nonostante la loro età, è data dal fatto che non portavano al seguito le loro utenze telefoniche e se ciò accadeva, veniva repentinamente spenta, provvedendo anche al distacco della batteria. Non solo, Giuseppe Stasi spiega al fratello ed al padre uno stratagemma creato per avere un alibi mediante la sua utenza cellulare, avendola appositamente lasciata presso la sua abitazione impostata per l’invio di due messaggi che dovevano partire a distanza di 5 minuti uno dall’altro, dalle ore 9 del 2 aprile 2012, verso l’utenza della sua fidanzata Benedetta Baldari.


Effettivamente, a conferma di quanto emerso nella suddetta conversazione, Giuseppe Stasi invia due messaggi agganciando nell’occasione la cella di Ruffano, precisamente alle 8,48 e alle 8,56 del 2 aprile, verso l’utenza della fidanzata. Il primo messaggio “Buongiorno”; il secondo che doveva essere generico non sapendo cosa potesse rispondere la fidanzata, ”come stai?”.


Alessano

Dopo la tragica morte di Giuseppe, il cognato, don Antonio, lo ricorda con una commovente omelia

“Mi perdonerà il Signore e anche voi se in luogo della classica omelia, proverò ad immaginare le parole che avrebbe detto Giuseppe ai suoi cari, in particolare a sua moglie e ai suoi figli…”

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Troppi pochi giorni son passati da quel tragico 9 gennaio per provare a dimenticare.

Quella sera lungo la strada statale 275, nei pressi di Alessano, l’impatto, terribile, tra una Maserati Ghibli e una Renaul Scenic ha causato la morte di Giuseppe Turano, 47 anni, insegnante di matematica residente a Montesardo.

Turano era alla guida della sua Renault, stava per tornare a casa portando con sé le pizze appena acquistate per moglie e figli che lo attendevano a casa, quando è avvenuto lo scontro violento con una Maserati guidata da un uomo di 34 anni, risultato positivo all’alcoltest è ora indagato per omicidio stradale aggravato.

Il professore è deceduto sul colpo.

Come si evince dal verbale di sequestro dei mezzi coinvolti “il conducente della Maserati travolgeva la Renault condotta da Turano che veniva catapultato in avanti per circa 76 metri sulla corsia di marcia percorsa dalla Maserati”.

Proprio ciò avvalorerebbe la tesi dei legali della famiglia di Turano, il cui collegio difensivo è composto dagli avvocati Claudio Pispero e Antonio Manco, che sostengono come la Maserati viaggiasse ad una velocità elevata «tra i 180 e i 200 km/h».

In attesa che si faccia piena luce su quanto avvenuto quella notte e che vengano accertate le responsabilità, in queste pagine riportiamo l’intervento di don Antonio De Giorgi, parroco e cognato di Giuseppe Turano, che «in luogo della classica omelia», ottava della tragica e prematura scomparsa di Giuseppe Turano, ha voluto offrire una testimonianza sentita e composta, immaginando cosa «avrebbe detto Giuseppe a moglie e figli».

Le sue parole, nate dall’intreccio tra il ministero sacerdotale e il legame familiare, hanno saputo esprimere vicinanza, memoria e speranza, toccando profondamente i presenti.

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«Ecco cosa avrebbe detto a moglie e figli»

di don Antonio De Giorgi

«Mi perdonerà il Signore e anche voi se in luogo della classica omelia, proverò ad immaginare le parole che avrebbe detto Giuseppe ai suoi cari, in particolare a sua moglie e ai suoi figli, se solo avesse saputo a quale amaro destino sarebbe andato incontro quella maledetta sera di una settimana fa.
Sicuramente parole intrise d’infinità tenerezza e di amore, di rimpianto, ma nondimeno una consegna ai suoi cari per i mesi e gli anni a venire.

Tiziana, mia adorata e fedele compagna di vita, una terribile ingiustizia mi ha improvvisamente strappato via da te in una fredda sera d’inverno. Avevamo ancora tanto da darci e da dirci, ma gli anni trascorsi insieme, anche se pochi, ci hanno consentito di edificare la nostra casa del cuore, prima ancora di quella di mattoni, dove i nostri adorati bambini hanno potuto respirare amore e affetto e crescere sicuri.

Non ti abbattere, ora che tutto ricadrà sulle tue spalle e dovrai affrontare il futuro da sola. Tu non sei e non sarai mai sola, perché io sono e sarò lì con te, in ciò che di più bello e di più prezioso Dio ci ha donato: i nostri figli.

Nei loro abbracci, sentirai anche il mio, che ti avvolge per farti sentire tutta la mia forza; nel battito dei loro cuori, sentirai il battito della mia anima che ti rassicura che non sei sola. La morte può sciogliere il vincolo matrimoniale, ma non potrà mai spegnere l’amore dai nostri cuori.

Antonio, gioia mia! Tu sei stato davvero la prima e più importante gioia della mia vita. Quando ti ho stretto per la prima volta tra le mie braccia, mi hai reso il papà più felice del mondo.
Ascoltami, amore di papà! Ora sei tu l’uomo di casa, anche se hai solo 14 anni.
Mi raccomando: stai vicino a tua madre, ascoltala, abbracciala forte a te, quando la vedrai triste, non trascurare Io studio, impegnati, dai sempre il meglio di te. Fa in modo che chi ti incontra possa dire: «Degno figlio di suo padre!».
Stai vicino ai nonni, ogni volta che potrai, per consolarli di questa grande sofferenza.
Io ti sarò sempre vicino per darti forza e coraggio. Sarò il tuo compagno invisibile e la tua stella, felice di brillare per illuminare il tuo cammino nella vita.

Emma, tesoro mio, sei la mia principessa! Non me lo sono dimenticato! E lo sarai per sempre, anche se tu in questo momento non mi puoi vedere. Ma puoi essere certa che papà è sempre a fianco a te, nel tuo cuore! Vedi, Emma! Ci sono cose che non si vedono che con il cuore! Non permettere alla tragedia, che ha colpito così duramente la nostra famiglia, di spegnere la dolcezza ed il sorriso dal tuo volto, insieme alla bontà e alla sensibilità del tuo cuore.

Quando sarai triste, ricordati dei tanti bei momenti felici passati insieme, di quando si rideva delle cose più semplici e quotidiane; abbi cura anche tu, insieme alla mamma, dei tuoi fratelli, anche se qualche volta ti faranno arrabbiare. Impegnati a scuola e in tutte le altre attività, come hai fatto finora! Fammi sentire ancora orgoglioso della splendida principessa che il Signore mi ha donato. Stai vicina a mamma e aiutala a tirarsi su, ogni volta che la vedrai stanca e scoraggiata. Io te l’affido e sono sicuro che saprai fare del tuo meglio.

Francesco, amore mio! Quella sera in cui il tuo papà volava in Cielo, hai avuto la forza di mandarmi un messaggio: «Ti voglio bene, papà!». Te ne voglio anch’io, Francesco del mio cuore! Non dubitare mai! E te ne vorrò sempre! Il mio amore per te e per i tuoi fratelli e per la mamma sarà eterno, perché d’ora innanzi io sono con il Signore, lì dove l’amore è una luce che non tramonta mai.

Mi raccomando, Ciccio mio, non esagerare con le patatine! Sii buono e ubbidiente con mamma e con i tuoi fratelli, aiutali in casa. A scuola impegnati ad essere se non il primo, almeno tra i primi!

Quando la sera pregherai Gesù, pensa anche a me, pensa e prega per il tuo adorato papà, che ti vuole ancora un bene dell’anima: sarà il nostro bacio della buonanotte.

Tiziana, Antonio, Emma, Francesco, non siate tristi, miei adorati! Io veglierò sempre su di voi e vi amerò con la stessa intensità con cui vi ho amati quaggiù!

Mamma, papà, Giorgio, Antonella, Alice, e voi tutti, miei cari ed amati familiari, parenti ed amici, grazie per tutto l’amore che mi avete dato! Chiederò al Signore di darvi la forza di sopportare questo distacco! Un giorno ci ritroveremo di nuovo insieme e niente e nessuno – neanche la morte – potrà mai separarci dall’amore che solo per breve tempo ci ha uniti in terra. Per sempre, vostro Giuseppe».

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Attualità

IA e Data Science: a Scuola di Innovazione

I.T.E. De Viti De Marco, a Casarano un percorso innovativo che unisce tecnologia, economia e analisi dei dati per preparare gli studenti alle professioni più richieste del mercato digitale

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In un mondo sempre più guidato dai dati, dove aziende, banche, sanità e pubblica amministrazione basano le proprie decisioni su analisi digitali, nasce un percorso scolastico innovativo capace di formare le competenze più richieste dal mercato del lavoro: Intelligenza Artificiale applicata alla Data Science.

L’Istituto Tecnico Economico “A. De Viti De Marco” lancia un corso quadriennale all’avanguardia che combina informatica, economia e tecnologia, offrendo agli studenti una preparazione concreta per affrontare le sfide della trasformazione digitale.

UN PERCORSO QUADRIENNALE PER COSTRUIRE IL FUTURO

Il progetto si inserisce nel modello formativo quadriennale: quattro anni di scuola superiore seguiti, per chi lo desidera, direttamente dall’università o da due anni di alta specializzazione presso l’ITS Digital Academy.

Un’opportunità unica che permette agli studenti di: accedere a tutte le facoltà universitarie; proseguire la formazione con percorsi altamente professionalizzanti; entrare prima nel mondo del lavoro con competenze specialistiche.

Una scelta strategica per chi vuole essere protagonista dell’economia digitale.

DALLA PROGRAMMAZIONE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Il percorso è strutturato in modo progressivo e pratico.

Il linguaggio del digitale, Primo anno.

Gli studenti apprendono le basi dell’informatica aziendale, sviluppano il pensiero computazionale e imparano a programmare in C++.

Grande attenzione è dedicata alla cibersecuryty informatica e alla privacy.

Programmazione e impresa, Secondo anno.

Qui la tecnologia incontra il mondo aziendale: creazione di software per le imprese, gestione di dati economici reali, sviluppo di siti web e applicazioni pratiche.

Dati e Business Intelligence, Terzo anno.

Si entra nel cuore dell’analisi dei dati: database, dashboard, grafici e report per interpretare l’andamento aziendale.

Gli studenti lavorano su progetti reali con imprese locali.

Intelligenza Artificiale e futuro, Quarto anno.

È l’anno della specializzazione: modelli predittivi, analisi avanzata dei dati, applicazioni di Intelligenza Artificiale per supportare le decisioni aziendali.

Si studiano anche etica, cybersecurity e impatto sociale delle nuove tecnologie.

SCUOLA-LAVORO: BINOMIO VINCENTE

Il percorso è fortemente collegato al mondo del lavoro grazie a laboratori pratici, progetti con aziende, formazione scuola-lavoro qualificante, docenti ed esperti esterni e collaborazione diretta con ITS Digital Academy.

L’obiettivo è formare una nuova figura professionale: l’Artificial Intelligence and Data Science Specialist, capace di sviluppare soluzioni innovative per le imprese.

OPPORTUNITÀ CONCRETE DI CARRIERA

Al termine dei quattro anni gli studenti potranno: iscriversi all’università, continuare con i due anni di specializzazione ITS. ed entrare subito nel mondo del lavoro.

Un percorso che risponde alle esigenze reali del mercato e prepara a professioni richieste in ambito informatico, economico e tecnologico.

UNA SCELTA PER CHI GUARDA AVANTI

“Non solo teoria, ma competenze reali”: questo è lo spirito del corso.

In un’epoca in cui i dati sono il nuovo petrolio, saperli analizzare e utilizzare con l’Intelligenza Artificiale rappresenta un enorme vantaggio competitivo.

L’ITE “A. De Viti De Marco” invita studenti e famiglie a partecipare agli Open Day per scoprire da vicino il percorso formativo e le opportunità offerte.

Info e contatti: 0833 504014

Sito: itedevitidemarco.edu.it

 

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Attualità

Campi elettromagnetici, Matino è ok

Eseguito monitoraggio degli impianti di radiotelecomunicazione per la telefonia cellulare presenti sul territorio comunale. ARPA Puglia esclude situazioni di rischio per la popolazione

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A seguito della richiesta di monitoraggio ambientale avanzata dall’amministrazione comunale e della successiva interlocuzione con ARPA Puglia, sono state effettuate specifiche attività di controllo sui campi elettromagnetici generati dagli impianti di radiotelecomunicazione per la telefonia cellulare presenti sul territorio comunale.

In particolare, come comunicato da ARPA Puglia, nelle giornate del 25 novembre e del 2 dicembre 2025 il personale tecnico dell’Unità Operativa competente ha eseguito misurazioni dei campi elettromagnetici presso siti ritenuti di interesse radioprotezionistico in relazione agli impianti segnalati.

Gli esiti delle misurazioni hanno evidenziato valori inferiori ai limiti stabiliti dalla normativa vigente, escludendo situazioni di rischio per la popolazione.

I rapporti di misura costituiranno parte integrante dei certificati di conformità di postattivazione, che saranno trasmessi al Comune di Matino e pubblicati sul sito istituzionale di ARPA Puglia, secondo le modalità previste al link sul sito di Arpa Puglia.

«L’amministrazione comunale», spiega il sindaco Giorgio Salvatore Toma, «ha ritenuto necessario attivare le competenti strutture tecniche regionali per garantire un controllo puntuale e rigoroso sugli impianti di telefonia presenti sul territorio. La salvaguardia della salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente rappresentano principi fondamentali dell’azione amministrativa. I risultati comunicati da ARPA Puglia confermano la conformità degli impianti ai limiti di legge e forniscono un quadro rassicurante per la comunità. Resta ferma la volontà dell’amministrazione di proseguire in un’attività di vigilanza costante, improntata alla massima trasparenza e collaborazione con gli enti preposti».

Il sindaco Toma, infine, ribadisce «l’impegno dell’amministrazione comunale a garantire informazione, controllo e trasparenza, restando a disposizione dei cittadini per ogni ulteriore chiarimento o approfondimento sul tema».

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