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Attualità

Tricase, Imu e Tares: “Occasione persa!”

Nunzio Dell’Abate: “Ci eravamo ripromessi di votare favorevolmente l’assestamento di Bilancio se la maggioranza avesse accolto almeno una delle due nostre proposte. Ma ahimè le ha ignorate entrambe!”

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Imu e Tares sono ancora terreno di battaglia tra maggioranza ed opposizione. E secondo il capo gruppo dell’opposizione, Nunzio Dell’Abate, si è appena “persa una grossa occasione. Come minoranza”, ha dichiarato, “ci eravamo ripromessi di votare favorevolmente l’assestamento di Bilancio se la maggioranza avesse accolto almeno una delle due nostre proposte in materia di agevolazioni IMU E TARES. Ma ahimè, nella seduta consiliare di sabato 30 novembre, ultimo termine utile, le ha ignorate entrambe! Già lo scorso anno avevamo rappresentato la necessità di ovviare alla situazione paradossale in cui versa il genitore che ha ceduto di fatto la sua seconda casa al figlio/a, mantenendone però la proprietà, vuoi per paura della rottura dell’idillio matrimoniale  del figlio/a, vuoi per mancanza di fiducia nel genero/nuora. In tal caso, il genitore paga l’IMU con l’applicazione dell’aliquota seconda casa. Non c’era soluzione, fu la risposta dell’Amministrazione. Oggi, che il rimedio è assicurato da una legge dello Stato che lascia facoltà ai Comuni, per la seconda rata 2013 dell’IMU, di equiparare le abitazioni concesse in comodato al figlio/a all’abitazione principale e quindi l’esclusione dal pagamento, Coppola & C. dicono: no grazie! E pensare che è  previsto anche un contributo statale di €.18,5 milioni di euro da suddividere tra tutti i Comuni che vi aderiscono...”.


Non basta! Ad aprile”, dice ancora Dell’Abate, “avevamo paventato il default di tante attività produttive e il dramma delle famiglie numerose, che solitamente risultano essere quelle più disagiate, se il Comune avesse applicato la TARES rigidamente, senza alcun correttivo. A tal proposito presentammo degli emendamenti al regolamento Tares ed al bilancio di previsione, ma furono tutti rigettati. Siamo stati purtroppo dei fedeli premonitori, l’impatto della tassa sulle attività commerciali e sulle famiglie numerose è stato devastante! Nonostante ciò, Coppola & C. non hanno inteso approfittare della possibilità, prevista dalla recente normativa, di avvalersi per il corrente anno delle tariffe TARSU, nonché di applicare riduzioni alle famiglie con minore capacità contributiva ed esenzioni per chi pratica l’autocompostaggio dei rifiuti.


Altri Comuni, evidentemente più sensibili del nostro sul valore della famiglia e sulla tutela delle attività produttive, ne hanno approfittato!  Eppure, a guardare l’assestamento di Bilancio, ci sono entrate quest’anno per un milione e cinquecentomila euro, derivanti dagli accertamenti Ici-Tarsu, dalle sanzioni amministrative e dai proventi dei parcheggi custoditi, sintomo che la gente non ce la fa più a pagare.  Sempre soldi prelevati dalle tasche dei cittadini che ben potrebbero essere utilizzati, se necessario, per mitigare la pressione fiscale di IMU e TARES.

Ah dimenticavo, con quei soldi bisogna coprire i costi dissennati del contenzioso lievitati a €.250.000, le indennità degli amministratori per €.100.000, le nuove posizioni dirigenziali ed organismi comunali per €.50.000, le consulenze esterne per €.25.000, le spese di manifesti e francobolli per €.50.000, le spese di manifestazioni e contributi per €.60.000, i costi delle utenze (illuminazione pubblica, luce, acqua, telefono e riscaldamento degli uffici) per circa €.700.000, ecc. ecc. “Ci avevano parlato dell’avvento della Tricase Migliore”, conclude con una battuta Dell’Abate, “per ora abbiamo preso solo…sCoppole!”.


Attualità

PNNR, cabina di regia presso la Prefettura a Lecce: avanti tutta!

E’ stata ribadita l’esigenza di continuare nelle azioni di supporto ai Comuni, in considerazione della scadenza prevista nel 2026 per la realizzazione di tutte le progettualità inserite nel PNRR, la Cabina proseguirà…

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Nuova riunione della Cabina di Coordinamento. Le buone prassi in campo per la realizzazione di tutte le progettualità inserite nel PNRR.

Si è tenuta  ieri, presso la Prefettura di Lecce, una nuova riunione della Cabina di coordinamento per il PNRR, con l’obiettivo di monitorare lo stato di avanzamento degli interventi previsti dalle progettualità del PNRR. 

L’incontro, presieduto dal Viceprefetto Vicario, Maria Antonietta Olivieri, ha visto la partecipazione della Struttura di Missione per il PNRR costituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Ragioneria Generale dello Stato e della Ragioneria Territoriale di Lecce, della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Brindisi e Lecce, dell’Ufficio Scolastico Regionale della Puglia, del Provveditorato Interregionale per le opere pubbliche, della Regione Puglia, della Provincia di Lecce, del Comune di Lecce, delle Unioni dei Comuni e di ANCI Puglia, nonché dei referenti dei Comuni di Campi Salentina, Castrì di Lecce, Cavallino, Corigliano d’Otranto, Gagliano del Capo, Melissano, Muro Leccese, Patù, San Cassiano, Specchia, Squinzano e di Tricase. 

I lavori della Cabina di Coordinamento si sono incentrati sull’esame dello stato di avanzamento delle progettualità interessate e sulla implementazione dei dati su ReGiS, necessaria al raggiungimento dei target previsti dall’Unione Europea, sulla base delle risultanze dei precedenti Tavoli tematici tenutesi in Prefettura con le Amministrazioni centrali titolari dei finanziamenti, i soggetti attuatori e le diverse strutture di coordinamento, avvalendosi, altresì, del supporto del Presidio PNRR della Ragioneria Territoriale dello Stato di Lecce. 

E’ stata ribadita l’esigenza di continuare nelle azioni di supporto ai Comuni, in considerazione della scadenza prevista nel 2026 per la realizzazione di tutte le progettualità inserite nel PNRR, la Cabina proseguirà, nelle prossime settimane, il monitoraggio legato alla valorizzazione di ReGiS. 

Al termine dei lavori, è stata unanimemente condivisa l’esigenza di continuare la positiva attività di collaborazione tra le Amministrazioni interessate, sia centrali che periferiche, al fine di superare le ulteriori criticità e pervenire, entro i termini, alla definizione delle progettualità programmate. 

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Attualità

Quando l’amore per lo sport fa cento

La cifra tonda di Franco Margarito nelle maratone: un atlante mondiale di sfide lungo 24 anni

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di Lorenzo Zito

Cento maratone alle spalle. Una vita di corsa da sportivo non professionista, senza vedere ancora il traguardo. Franco Margarito, 63 anni, già felicemente nonno, di professione geometra e direttore tecnico specializzato in opere pubbliche, di Ruffano, conta la vita in chilometri. La mattina li macina in auto, per lavoro. La sera nei suoi scarpini, che quotidianamente allaccia per “avvicinarsi” alla sua prossima maratona, ai prossimi 42km (e rotti) da correre in qualche angolo del globo, vicino o lontano da casa.

Oggi non appende la casacca al chiodo, ma stappa una bottiglia per festeggiare la cifra tonda. Sportivo da sempre, Franco ha iniziato da ragazzino. Dalla corsa campestre ed il calcio è passato alla corsa su pista, col gruppo sportivo Fiamma Maglie. Poi, l’amore e la corsa lo hanno reso (anche) cittadino tavianese d’adozione: la moglie, Angela Rita Bruno, originaria di Taviano e già assessora del Comune di Ruffano, è anche la ragione per cui lui, 24 anni fa, ha conosciuto l’Atletica Taviano 97. “È diventata la mia seconda famiglia”. Oggi lui ne è una colonna portante.

Con loro, lo scorso 16 novembre, in terra amica, alla 6ª edizione della Maratona della Grecia Salentina, ha segnato il suo traguardo speciale: la sua centesima.

I primi 42km e 195 metri sono stati i più famosi al mondo, quelli della Maratona di New York: era il 6 novembre 2005. Da allora, il mondo si è aperto attraverso lo sport, in un susseguirsi di luoghi, strade e emozioni: Parigi, Milano, Lisbona, Valencia, Barcellona, Roma. E poi Amsterdam, Bruxelles, Firenze, Oslo, Stoccolma, Venezia.

L’elenco è un vero atlante personale. Per citarne solo alcune: Tirana, Budapest, la Collemarathon nelle Marche, il Lago di Garda, Sabaudia. In Puglia il Gargano, Sannicandro, Putignano, Barletta. E ancora le ultra: la 100 km del Passatore, la Pistoia–Abetone, il Gran Sasso, la 50 km del Vesuvio, Rapone, e le 6/8 ore di Lavello, fino al Parco Nord di Milano e alla 6 ore di Roma.

Una geografia fatta di fatica, amicizia e passi lunghi, che trova nella Maratona della Grecia Salentina un simbolo: “È bellissima. Attraversa 9 Comuni. Speriamo che la passione (di chi la pratica e di chi la organizza, come Cristian Bergamo) la preservi a lungo perché, oggi, è un piccolo patrimonio culturale sportivo nostrano”.

Accanto a lui, lungo il percorso, non sono mancati compagni di viaggio: gli amici runner Eliseo Stefano e Marco Marino, e naturalmente l’Atletica Taviano97, con il presidente Sergio Perchia “che da 24 lunghi anni mi vede associato”, ci racconta.

4 ore, 21 minuti e 38 secondi il tempo per chiudere la centesima. Non serve far calcoli per capire che per un maratoneta lo sport non è un optional o un passatempo. È parte integrante della propria vita.

Chi può spiegare meglio, allora, ad un bambino cosa significhi praticare sport? “Fare sport è vita. È al contempo sacrificio e libertà. E, pur essendo la corsa una pratica individuale, è grande opportunità di confronto”.

A casa, nel frattempo, c’è una stanza invasa da cimeli, gadget e medaglie: ogni oggetto racconta un frammento di questa sua storia. Non sono in ordine. “Adesso è ancora il momento di collezionarli. Per catalogarli ci sarà spazio, più avanti”. In agenda c’è già la prossima: la prima edizione della Due Mari a Taranto. Nel cuore le parole di Eugenio Montale: “Amo l’atletica perché è poesia. Se la notte sogno, sogno di essere un maratoneta”.

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Attualità

Uno contro uno e uno contro zero

Rifiuti elettrici ed elettronici. Quando ne acquistiamo un nuovo elettrodomestico, ogni negozio (anche online) è obbligato a ritirare quello vecchio; i negozi con una superficie di vendita superiore ai 400 mq devono ritirare senza obbligo di acquisto i piccoli rifiuti elettrici ed elettronici come telefoni, tablet, frullatori, asciugacapelli…

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Non tutti lo sanno ma quando acquistiamo un nuovo apparecchio elettronico, ogni negozio (anche online) è obbligato a ritirare quello vecchio.

E, se il negozio è grande e gli apparecchi sono piccoli, questo obbligo vige anche fuori dal momento di acquisto: i rivenditori diventano raccoglitori, e sono tenuti ad avviare il corretto smaltimento dei dispositivi.

La gestione del fine vita dei prodotti tecnologici è semplice, ma, a quanto pare, in pochi lo sanno.

E anche questo rende difficile al nostro Paese raggiungere il target europeo di raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici: rispetto all’obiettivo del 65%, infatti, siamo circa al 30% e l’Italia, per chi non lo sapesse è sotto procedura di infrazione.

Come ha riportato il Corriere della Sera, il 91% dei consumatori italiani ha comprato almeno un elettrodomestico nell’ultimo anno, con una media di 5 prodotti ciascuno, e di questi più della metà sono piccoli apparecchi, elettronica da consumo come cavi o adattatori per prese elettriche e prodotti da computer.

Vale quindi la pena ricordare che i negozi di elettronica sono obbligati a ritirare gratuitamente gli elettrodomestici usati secondo la normativa “uno contro uno”, cioè al momento dell’acquisto di un apparecchio nuovo equivalente.

Inoltre, i negozi con una superficie di vendita superiore ai 400 mq devono offrire anche il ritiro “uno contro zero” per i piccoli rifiuti elettrici ed elettronici (con dimensioni inferiori a 25 cm come (come telefoni, tablet, frullatori, asciugacapelli), senza obbligo di acquisto.

 

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