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Attualità

A Calimera “Coltiviamo con paziEnza”

All’Istituto Comprensivo nasce il giardino del progetto promosso da 2he – Io Posso con Orto Botanico dell’Università del Salento e associazione “Nuove Speranze”. Pif testimonial della campagna 5×1000 a favore di Io Posso

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Nel cortile dell’lstituto Comprensivo di Calimera, dopo cinque mesi di lavoro, tutto è pronto per la piantumazione del giardino del progetto “Coltiviamo con paziEnza” promosso dall’associazione 2he – Io Posso. 


Il progetto, dallo scorso ottobre, ha coinvolto i cinquantasei piccoli studenti delle tre classi quinte della scuola ma anche genitori e nonni degli stessi, diventando un vero e proprio progetto di comunità.


Domani, martedì 19 marzo, alle ore 15, circa cinquanta tra piantine e alberelli saranno messi a dimora sul terreno preparato in questi mesi grazie alla collaborazione degli esperti dell’Orto Botanico dell’Università del Salento, in particolare di Rita Accogli, e dell’associazione “Nuove Speranze” di Calimera. 


Con loro e con le maestre, i ragazzi hanno approfondito temi come ambiente, biodiversità, alimentazione e inclusione sociale, passando poi all’ideazione, progettazione e realizzazione di uno spazio verde comune all’interno dell’istituto, partendo dall’allestimento anche di un piccolo orto.


Coltiviamo con paziEnza” nasce nell’ambito della seconda edizione della Borsa di Studio “Maestra Enza”, iniziativa dell’associazione 2HE nata lo scorso anno in memoria di Enza Greco (1959-2016)insegnante della scuola primaria che ha svolto la maggior parte del suo percorso professionale presso l’istituto Comprensivo di Calimera lasciando una forte eredità grazie alla sua azione didattica, ricca di creatività, guidata da una particolare sensibilità verso i ragazzi in difficoltà. Attenta e scrupolosa nella relazione con gli alunni, si è dimostrata particolarmente sensibile ai temi sociali, trasmettendo ai suoi ragazzi il proprio pathos civile. Il suo amore per la scuola e l’educazione ha comportato l’assunzione di ruoli organizzativi sia istituzionali sia informali, come agente di stimolo e cambiamento per tutto il corpo docente.


L’associazione 2HE, già attuatrice del progetto solidale Io Posso, si è voluta fare portavoce dei valori che la maestra Enza Greco ha sempre condiviso e insegnato.


Con l’istituzione della borsa di studio ha puntato ad evidenziare l’importanza della valorizzazione dell’ingegno e della fantasia degli alunni capaci di distinguersi nello sviluppo di un progetto a vantaggio di tutti gli studenti. Ecco che per l’edizione 2018/2019 della Borsa di Studio “Maestra Enza”, in accordo con l’Istituto Comprensivo di Calimera-Caprarica- Martignano e con la famiglia di Enza Greco, ha proposto la realizzazione del progetto Coltiviamo con paziEnza.


Si è svolto in quattro moduli, durante i quali gli studenti sono stati portati a comprendere le criticità delle piante che crescono in ambienti antropizzati, a conoscere le piante selvatiche locali e della macchia mediterranea, i loro usi alimentari e officinali dei decenni passati, poi i periodi di fioritura della vegetazione scelta, le esigenze idriche, l’esposizione al sole, lo sviluppo e la forma della chioma.


Nell’ottica di far vivere allo studente un ciclo completo di una coltura erbacea, a novembre è stato allestito un piccolo orto con piante che necessitano di essere messe a dimora in autunno e che fruttificano o sono pronte per la raccolta entro maggio. Dopo aver preparato il terreno, eseguito la pacciamatura e la piantumazione, gli studenti sono adesso chiamati a prendersene cura (Impegno: 1 ora/settimana per classe).


Il quarto ed ultimo modulo (da marzo 2019) prevede l’allestimento dell’aiuola permanente, progettata con essenze mediterranee, rustiche e idonee per essere collocate all’interno del cortile della scuola primaria di Calimera. Ogni bambino avrà la “sua” pianta da curare, immaginando poi, a fine anno, il passaggio di testimone con i bambini delle classi inferiori.


Tra le piante e gli alberelli che verranno piantati ci sarà un melograno in ricordo della maestra Enza Greco.


Durante la manifestazione sarà inoltre premiata la storia più bella scritta dai bambini con protagoniste le piante studiate.


Il progetto è stato realizzato con la somma di mille euro messa a disposizione da 2HE per la borsa di studio.


La campagna del 5×1000 a favore di Io Posso


Intanto, è partita la campagna del 5×1000 a favore di Io Posso. Testimonial è Pif, che proprio in questi è tornato  al cinema da protagonista con il suo nuovo film Momenti di trascurabile felicità di Daniele LuchettiL’attore, autore e regista siciliano in un video lanciato nelle ultime ore ha mandato il suo personale messaggio sensibilizzando al sostegno di Tutti al mare, Tutti in camper! e degli altri progetti di inclusione sociale firmati Io Posso.


In modo indolore” dice PIF, cioè con il 5×1000, inserendo negli appositi modelli il codice fiscale dell’associazione 2HE che lo attua. CF 93125900758.


Il primo incontro tra Io Posso e Pif è avvenuto nel maggio del 2016, durante una manifestazione in ricordo delle vittime della strage di Capaci. Rimasto colpito dalla storia de «La Terrazza “Tutti al mare!», a distanza di pochi giorni, ha decido di parlarne durante la trasmissione radiofonica “I provinciali” su Radio2, ospitando l’intervento di Giorgia Rollo, presidente dell’associazione 2HE che attua il progetto Io Posso. Dopo un nuovo fugace incontro nel dicembre 2017 aduna manifestazione sul cinema, nel luglio 2018 la sua prima visita in Terrazza e, qualche mese dopo, ad ottobre, la partecipazione alla presentazione del nuovo progetto Io Posso, “Tutti in camper!”.


Proprio quella sera, sul palco, chiese nuovamente “cosa posso fare io per voi?”. E da lì abbiamo capito che il prossimo testimonial della campagna del 5×1000 sarebbe stato lui – dice Giorgia Rollo.


Anche il più piccolo contributo sarà per noi la più grande vittoria. Più di cinquecento persone con disabilità motorie hanno potuto riscoprire la gioia e i benefici del mare grazie a «La Terrazza “Tutti al mare!”». 


Più di quindici famiglie stanno per riscoprire la possibilità di vincere le catene della disabilità e tornare a viaggiare grazie al progetto “Tutti in camper!” che sta scaldando i motori. Siamo orgogliosi di offrire questi servizi in maniera assolutamente gratuita, grazie alle donazioni dei nostri sostenitori. È per questo che abbiamo lanciato la nuova campagna per il 5×1000, aiutati da un testimonial d’eccezione: l’autore e regista PIF”.


La campagna 5×1000 a favore di Io Posso continuerà con altri preziosi testimonial amici del progetto.



Come donare il 5×1000?


In sede di dichiarazione dei redditi, si può destinare il 5×1000 a IO POSSO, inserendo il codice fiscale 93125900758 nell’apposito spazio ed apponendo la propria firma (modelli: REDDITI-Ex-UNICO, CERTIFICAZIONE UNICA, MODELLO 730).

Anche i lavoratori dipendenti non tenuti alla dichiarazione dei redditi possono farlo! In tre semplici mosse:

1. Compilare la “scheda integrativa per il 5×1000” contenuta nel CU.

2. Inserire la scheda in busta chiusa, apponendo la scritta “scelta per la destinazione del 5×1000 dell’IRPEF”, indicando nome, cognome e codice fiscale del contribuente.

3. Consegnarla alla propria banca o ufficio postale.


IO POSSO presenta La Terrazza “Tutti al mare!” e il nuovo progetto di mobilità accessibile “Tutti in camper!”, la prima casa su ruote attrezzata per consentire viaggi altrimenti impossibili a persone immobilizzate e/o con collegamento ad ausili salvavita


2HE è l’associazione salentina attuatrice del progetto Io Posso. I suoi due principali progetti di libertà e accessibilità per tutti sono La Terrazza “Tutti al mare!” e il nuovo progetto di mobilità accessibile “Tutti in camper!”, la prima casa su ruote attrezzata per consentire viaggi altrimenti impossibili a persone immobilizzate e/o con collegamento ad ausili salvavita


La Terrazza Tutti al mare! è nata a San Foca di Melendugno cinque anni fa: il primo accesso attrezzato al mare per persone affette da SLA, patologie neuromotorie e altre gravi disabilità motorie. La scorsa estate ne ha accolte circa 300, provenienti da tutta Italia e da diverse regioni europee.


Ad idearla è stato il quarantaduenne salentino Gaetano Fuso, ex poliziotto, malato di SLA dal 2014, nominato “Cavaliere della Repubblica” dal Presidente Mattarella. La Terrazza “Tutti al mare!” (sul lungomare Matteotti, al civico 57) solo fino ad un anno fa ha rappresentato un unicum, almeno su territorio nazionale. Oggi è un format preso come riferimento e replicato in altre parti d’Italia, grazie ad un elenco di parametri ormai codificati. Seguendo il know how di IO POSSO, una struttura “gemella” è nata la scorsa estate in Sardegna, a Maladroxia, nel comune di Sant’Antìoco, in Provincia di Carbonia-Iglesias, e un’altra in Emilia Romagna, a Punta Marina, nel comune di Ravenna. Oggi si lavora in contemporanea anche con altre zone della Sardegna e con Metaponto per la Basilicata, per la prossima stagione. Altre collaborazione sono in piedi per la creazione sia di strutture complesse come La Terrazza, quindi adatte ad ospiti con disabilità motoria elevata ed alte necessità di assistenza per la dipendenza da macchinari per respirare, comunicare e alimentarsi, sia in versione più “light”.


A ottobre scorso, durante un happening svoltosi al teatro Apollo di Lecce con la partecipazione tra gli altri di Pif e Simonetta Agnello Hornby, 2HE ha presentato il nuovo servizio, sempre gratuito, “Tutti in Camper!”, la prima casa su ruote che permette viaggi anche di medio-lunga percorrenza altrimenti impossibili a chi vive su carrozzine di dimensioni speciali, necessita di sollevatori, letti motorizzati, concentratori di ossigeno, alimentazione elettrica e assistenza continua.


Ci sono, infatti, persone colpite da malattie fortemente invalidanti (come SLA, SMA, distrofie muscolari) o da esiti post-traumatici gravi, per le quali non sono sufficienti i classici accorgimenti di “mobilità accessibile”: non possono allontanarsi da casa, spostarsi in treno, aereo o auto, o soggiornare in albergo… Proprio a loro è destinato il nuovo progetto “Tutti in Camper!”. Si realizza grazie ad un vero e proprio motorhome da 10,5 metri, attrezzato con sollevatore, pedana idraulica, letto speciale, concentratore di ossigeno, servizio elettrico per il collegamento dei dispositivi salvavita, ecc., che 2HE ha deciso di rilevare, ristrutturare e destinare alla causa.


Gli spazi interni dello speciale camper sono adeguati per trasportare gli utenti in carrozzina, i loro familiari ed assistenti. La presenza di angolo cottura e bagno all’interno del mezzo permette di ottimizzare le pause e di risolvere il problema degli alloggi inadeguati. 


Come funziona il servizio. Quando un potenziale utente decide di rivolgersi al servizio “Tutti in camper!”, può contattare il referente attraverso il numero dedicato (333 266 1415) o scrivendo all’indirizzo camper@ioposso.eu. A partire dalle esigenze dell’utente, si stende un programma di viaggio valutando ogni aspetto (percorso, soste, pernottamenti, attrezzature specifiche necessarie, …) e si fa una stima del costo globale del viaggio in tutte le sue voci (carburante, pedaggi, autisti,…).


In continuità con quanto già sperimentato con «La Terrazza “Tutti al mare!”» e nel fermo proposito di evitare discriminazioni di tipo economico, il servizio è gratuito e all’utente non viene chiesto nessun contributo. Una volta quantificato il budget necessario, è l’associazione 2HE che si fa promotrice di una campagna mirata dicrowdfunding per raggiungere la cifra prevista. L’utente viene comunque responsabilizzato a diffondere la raccolta fondi tra i propri contatti e/o associazioni di riferimento. Raggiunta la cifra necessaria, il viaggio può iniziare.


Il servizio è rivolto alle persone con gravi disabilità che presentino almeno una di queste condizioni:


– immobilizzazione / tetraplegia, con uso di carrozzine basculate o lettighe


– collegamento continuo a macchinari salvavita quali respiratori e simili.


 Il mezzo è idoneo ad ospitare al suo interno 4 persone + 2 autisti.


La dotazione per le persone con disabilità prevede:


-pedana idraulica per il carico di carrozzine elettriche o lettighe


-letto ortopedico da una piazzo e mezzo con materasso ortopedico


-sollevatore a binario


-concentratore di ossigeno


-sterilizzatore


Il camper è inoltre dotato di bagno, doccia, angolo cottura, frigo, sistema TV, sistema antintrusione. Gli accompagnatori possono dormire su un apposito divano-letto.

L’operatore sanitario ha a disposizione una poltrona accanto al letto.


Il progetto è stato presentato lo scorso ottobre e sarà operativo a partire dalla prossima primavera. 


In questi mesi sono giunte numerose richieste di utilizzo del mezzo, da utenti di diverse fasce d’eta e da ogni parte d’Italia (molte dal Sud), per viaggi sia di breve che di lunga durata, in qualche caso anche per spostamenti fuori dal Paese. Si tratta per lo più di occasioni di viaggio legate ad eventi, come anniversari, matrimoni, battesimi che si tengono in luoghi più o meno lontani, a cui si dovrebbe rinunciare in assenza del servizio “Tutti in Camper!”, o a viaggi del cuore, in posti “familiari” che non si vedono da tempo oppure mai visti e oramai solo agognati. Almeno in un paio di casi, la richiesta è giunta da persone che conoscono La Terrazza “Tutti al mare!” ma che non ci sono mai state per ovvie difficoltà legate proprio al viaggio. In questi casi si tratterebbe dunque di richiesta di vacanza estiva nel Salento proprio per raggiungere San Foca e La Terrazza. “Per un bagno, finalmente”.


Attualità

FORPRO: con CTM, il sud del Libano riparte dall’agricoltura comunitaria

Nuovo progetto dell’ets salentino nel distretto di Tiro: Formazione e Produzione per la sicurezza alimentare in Libano

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Promuovere l’accesso al cibo, rafforzare la sicurezza alimentare e sostenere le comunità più vulnerabili attraverso pratiche di agricoltura sostenibile: sono questi gli obiettivi principali di FORPRO – Formazione e Produzione per la Sicurezza Alimentare in Libano, il nuovo progetto avviato nel distretto di Tiro dall’ETS salentina “Cooperazione nei Territori del Mondo (CTM)” in partenariato con l’Unione delle Municipalità di Tiro.

L’iniziativa, realizzata con i fondi dell’Otto per mille a gestione diretta statale, si inserisce nel quadro degli interventi di cooperazione internazionale a sostegno della popolazione libanese colpita da una crisi economica e sociale senza precedenti, aggravata negli ultimi anni dalla guerra, dalla pressione dei flussi migratori e dall’aumento dei prezzi dei beni essenziali. In questo contesto, FORPRO punta a rafforzare la capacità delle comunità locali di produrre cibo in modo autonomo e sostenibile, valorizzando risorse pubbliche e competenze territoriali.

UN DISTRETTO IN GINOCCHIO

Il distretto di Tiro, nel Sud del Libano, è oggi uno dei territori più colpiti dagli effetti combinati della crisi bellica, economica ed energetica e al progressivo indebolimento dei servizi pubblici. A partire dall’ottobre 2023 il territorio del Sud del Libano è stato oggetto di numerosi attacchi e bombardamenti che hanno causato la distruzione di case, infrastrutture pubbliche e terreni agricoli, la morte di oltre 4.000 civili e il ferimento di oltre 16.500 persone nel paese. Inoltre, il Paese ha registrato un drastico aumento dell’inflazione, con un’impennata dei prezzi dei generi alimentari di base che ha reso sempre più difficile per molte famiglie garantire un’alimentazione adeguata. Il prezzo del pane, alimento essenziale per la sopravvivenza quotidiana, ha subito aumenti molto rilevanti, incidendo in modo diretto sul potere d’acquisto delle fasce più fragili della popolazione.

Parallelamente, la povertà è cresciuta in modo significativo, coinvolgendo oggi oltre metà della popolazione libanese, con un impatto ancora più forte sui rifugiati e sui lavoratori del settore informale. In questo scenario, la sicurezza alimentare è diventata una priorità critica: molte famiglie, per necessità, stanno modificando la propria dieta orientandosi verso alimenti più economici ma anche più calorici e meno nutrienti, con conseguenze rilevanti sul piano della salute e del benessere. La pressione sulle risorse locali, unita alla ridotta capacità di importazione di beni alimentari, rende sempre più urgente investire in sistemi di produzione locali, resilienti e accessibili, capaci di rispondere ai bisogni immediati e di rafforzare nel tempo l’autonomia delle comunità.

IL PROGETTO

La strategia del progetto FORPRO è quella di promuovere l’accesso al cibo attraverso pratiche di autoproduzione e la messa a disposizione di terreni pubblici ai contadini e alle famiglie vulnerabili. Contemporaneamente, la proposta mira ad accrescere la conoscenza e la consapevolezza nell’uso di strumenti di coltivazione sostenibili, sia dal punto di vista economico che ambientale. L’approccio adottato punta ad accorciare la filiera alimentare, riducendo la dipendenza dal mercato e dalle importazioni, e a incentivare forme di produzione e distribuzione dal basso, radicate nei territori e gestite direttamente dalle comunità con il coinvolgimento attivo delle donne.

Il progetto prevede la creazione e il rafforzamento di orti comunitari e iniziative di agricoltura sociale su terreni pubblici messi a disposizione dai municipi, in particolare nelle aree individuate come prioritarie per l’avvio delle attività pilota. Tra queste, l’area di Ras El Ein, situata nei pressi della Riserva Naturale di Tiro, rappresenta un esempio concreto di integrazione tra tutela ambientale, uso sostenibile delle risorse e inclusione sociale, grazie al coinvolgimento diretto di famiglie vulnerabili e piccoli produttori agricoli.

Le strategie del progetto mirano a promuovere un’agricoltura ecologicamente sostenibile, capace di migliorare la qualità della dieta e di rafforzare la resilienza delle famiglie, favorendo al tempo stesso la creazione di reti locali di cooperazione. FORPRO sostiene l’accesso a mezzi di produzione, formazione tecnica, pratiche di trasformazione e conservazione dei prodotti, oltre a forme di micro-distribuzione e commercializzazione locale, in un’ottica di sviluppo inclusivo. I risultati attesi comprendono il rafforzamento delle competenze agricole, l’aumento della disponibilità di cibo prodotto localmente e il miglioramento della capacità delle famiglie di far fronte alle difficoltà economiche attraverso sistemi produttivi autonomi e sostenibili.

«UN PERCORSO CHE CONTINUA»

«Questo progetto rappresenta per CTM un ulteriore passo nel percorso di sostegno alle comunità del distretto di Tiro, con cui collaboriamo da anni su temi legati alla sicurezza alimentare, allo sviluppo locale e alla resilienza sociale», dichiara Alberto Piccinni, Legale Rappresentante di CTM. «FORPRO si inserisce in continuità con le precedenti progettualità portate avanti sul territorio, rafforzandole attraverso un’attenzione specifica al rapporto tra l’ambiente, la comunità, gli enti e le risorse pubbliche. Lavorare insieme alle municipalità e alle comunità locali ci consente di costruire interventi che non rispondono solo alla logica emergenziale, ma che puntano a creare basi più solide per l’autonomia futura delle famiglie, integrando formazione, accesso alla terra e supporto tecnico in un’unica strategia di sviluppo sostenibile».

LE ATTIVITÀ GIÀ AVVIATE

Sul finire del 2025 hanno preso avvio le prime attività operative del progetto, segnando l’inizio concreto del percorso di formazione e accompagnamento delle comunità coinvolte. Dopo la costituzione del comitato di gestione locale e la selezione dei formatori, è stata avviata una campagna di informazione nei municipi del distretto per promuovere la partecipazione degli agricoltori e delle famiglie vulnerabili alle iniziative previste. In seguito a una fase di registrazione e valutazione preliminare dei bisogni, sono state organizzate le prime sessioni formative, che coinvolgeranno un più di 200 beneficiari in incontri teorici e pratici curati dagli esperti di Agricultural Movement in Lebanon, Tyros Lag e della stessa Unione delle Municipalità

I primi moduli di formazione hanno affrontato temi centrali per l’agricoltura sostenibile, come le tecniche di coltivazione a basso impatto, la fertilizzazione naturale, la gestione del suolo, la conservazione dei prodotti e le prime nozioni di trasformazione e commercializzazione. Le attività si sono svolte sia in spazi messi a disposizione dall’Unione sia direttamente in campo, favorendo un apprendimento basato sull’esperienza e sul confronto tra pari. Questo primo ciclo di incontri rappresenta l’avvio di un percorso più ampio che, nei prossimi mesi, porterà alla realizzazione degli orti e semenzai comunitari, all’ottimizzazione dei sistemi di irrigazione e alla distribuzione dei materiali necessari per sostenere concretamente la produzione agricola locale.

CTM, DA LECCE AL MONDO DA 40 ANNI

CTM – Cooperazione nei Territori del Mondo nasce a Lecce nel 1985 solcando un percorso di cooperazione e solidarietà internazionale e promuovendo lo sviluppo integrale della persona e dell’ambiente, la lotta alla povertà e all’esclusione
sociale sempre al fianco dei più vulnerabili: bambini, donne, disabili, malati, rifugiati, anziani.
Da allora, insieme a numerosissimi partner locali e internazionali, ha sviluppato
più di 50 iniziative superando lo sterile paradigma dell’aiuto per abbracciare la logica della condivisione e della reciprocità partendo dal Salento per raggiungere:
Repubblica Dominicana, Ecuador, Albania, Siria e soprattutto il Libano, un paese
con il quale si è instaurata una amicizia autentica e duratura. Negli ultimi anni infatti sono state numerosissime le iniziative e gli scambi svolti tra il Salento e Libano come
BLU TYRE – Partenariato Locale per lo Sviluppo Marino e Costiero Sostenibile, suggellato con un patto di amicizia tra il Comune di Tricase e la Municipalità di Tiro, oppure il progetto “Caseificio Inclusivo”, che ha permesso di migliorare i servizi di mantenimento della catena del freddo per la produzione casearia di Oum El Nour, organizzazione che si occupa dell’integrazione sociolavorativa di donne vittime di violenza e tossicodipendenti.

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Appuntamenti

Il Premio Lilt e l’Accessibilità

19° premio Flavia Inguscio e Vittorio Velotti. Al via le candidature on-line. Lilt lecce celebra l’impegno del volontariato sul territorio. Cerimonia l’8 marzo a Melissano

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Da anni l’8 marzo rappresenta una data simbolica per il mondo del Volontariato: è il giorno in cui si rinnova l’appuntamento con il Premio Flavia Inguscio e Vittorio Velotti, storica manifestazione organizzata dalla Delegazione LILT di Melissano in collaborazione con LILT Lecce e il patrocinio del Comune di Melissano, giunta alla 19esima edizione.

Anche quest’anno il cineteatro Aurora, in piazza Garibaldi, farà da cornice alla cerimonia, in programma a partire dalle ore 18.

Solidarietà dentro e oltre le Istituzioni” è il principio-guida che ispira da sempre il Premio Inguscio-Velotti, volto a riconoscere l’impegno di chi opera nel mondo del volontariato.

Un’attenzione particolare è riservata a chi agisce nel silenzio, nell’umiltà e nella discrezione, incarnando pienamente lo spirito del riconoscimento, rappresentato dall’ape, simbolo del Premio, «umile e laboriosa, lavora senza chiedere nulla in cambio», come amava ricordare Vittorio Velotti.

Come da tradizione, anche l’edizione 2026 sarà caratterizzata da un tema principale, un filo conduttore che accompagnerà gli interventi dal palco e le premiazioni.

Il tema-cardine del 19° Premio Flavia Inguscio e Vittorio Velotti è l’Accessibilità, intesa come la capacità del volontariato di rendere fruibili i servizi essenziali in ambito sanitario, ma anche culturale, sportivo e civile; di contrastare le disuguaglianze, intercettare le fragilità e promuovere un’azione di prossimità concreta e inclusiva sul territorio.

Saranno assegnati, come di consueto, due premi principali – uno per la categoria Operatore sanitario e uno per Operatore non sanitario – una Menzione speciale e un riconoscimento Alla memoria.

A questi si aggiungeranno i Riconoscimenti di merito, attribuiti sulla base delle segnalazioni pervenute alla LILT e valutate dalla commissione del Premio, presieduta da Paolo Scarcella e composta, tra gli altri, dalla presidente della Lega contro i tumori di Lecce, dott.ssa Simonetta Pepe; dal dr. Carmine Cerullo, presidente del Comitato tecnico-scientifico LILT Lecce; dal dr. Giuseppe Serravezza, direttore del Centro Ilma–LILT Lecce; da Medea Velotti, figlia di Flavia e Vittorio.

La serata sarà condotta da Monia Saponaro.

Le candidature per l’assegnazione dei premi dovranno essere presentate on-line, compilando (entro il 20 febbraio 2026) l’apposito modulo disponibile al seguente link: https://www.legatumorilecce.org/premioingusciovelotti/

Il Premio “Inguscio-Velotti” nasce nel 2006 su impulso di Vittorio Velotti, primo fondatore, nel 1992, della delegazione LILT di Melissano, in memoria della moglie Flavia Inguscio, figura emblematica di impegno civile e dedizione agli altri. Fino al giorno della sua scomparsa, avvenuta nel 2005 all’età di 59 anni, Flavia è stata una delle volontarie più attive della locale delegazione LILT. La scelta dell’8 marzo non è casuale: in questa data ricorre infatti il compleanno di Flavia. Con passione, amore e dedizione, Vittorio Velotti ha coordinato il Premio sino all’edizione del 2018, l’ultima prima della sua scomparsa.

 

 

 

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Attualità

Sha.K.E., la call europea per rafforzare il Terzo Settore

Formazione, networking internazionale, formazione sull’ IA e trasformazione digitale per ONG e non profit di Italia, Lituania e Bulgaria. Le domande devono pervenire entro il 28 gennaio. Partecipazione gratuita. Ecco come partecipare

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Un’occasione concreta di crescita, formazione e cooperazione europea per il mondo del non profit.

È aperta la Call for Participants del progetto Sha.K.E. – Sharing e-Knowledge to Empower Communities, iniziativa finanziata dal Programma Erasmus+ e rivolta a organizzazioni del Terzo Settore interessate a investire sulle competenze digitali e sull’innovazione organizzativa.

Il progetto coinvolge Italia, Lituania e Bulgaria e mette a disposizione sette posti per ciascun Paese, destinati a ONG e organizzazioni non profit desiderose di rafforzare la propria capacità operativa e comunicativa attraverso percorsi formativi di respiro internazionale.

Sha.K.E. nasce con l’obiettivo di accompagnare le organizzazioni partecipanti in un processo di trasformazione digitale, fornendo strumenti pratici per la gestione delle attività, la comunicazione e il lavoro in rete.

Un percorso che punta anche allo scambio di buone pratiche tra realtà europee, favorendo il dialogo e la costruzione di relazioni durature tra operatori del settore.

Il programma prevede una prima fase di formazione online, con un corso di conversazione in lingua inglese della durata complessiva di 30 ore, in calendario nel mese di febbraio.

Le lezioni, articolate in due incontri settimanali, mirano a rafforzare le competenze comunicative dei partecipanti e a creare un gruppo di lavoro coeso in vista della successiva attività in presenza.

Cuore del progetto sarà la formazione residenziale a Lecce, in programma dal 14 al 21 aprile, per un totale di 30 ore di training.

Il percorso, interamente in lingua inglese e curato da TechSoup Italia, affronterà temi chiave come l’uso strategico degli strumenti digitali nel non profit, le migliori pratiche di innovazione tecnologica e metodologie di lavoro pratiche e collaborative.

Le attività si svolgeranno tra mattina e pomeriggio, dal mercoledì al lunedì, con esclusione della domenica.

Un aspetto di particolare rilievo è la copertura integrale dei costi: per i partecipanti internazionali il progetto finanzia viaggio, alloggio e vitto, rendendo l’esperienza accessibile anche alle organizzazioni con risorse limitate.

Le organizzazioni interessate possono presentare la propria candidatura seguendo le indicazioni fornite dai promotori del progetto.

La scadenza per l’invio delle domande è fissata al 28 gennaio.

Compila qui il modulo Google per partecipare.

Con Sha.K.E., il Terzo Settore europeo è chiamato a cogliere una sfida attuale e strategica: rafforzare competenze e reti per rispondere in modo più efficace ai bisogni delle comunità, attraverso il digitale e la cooperazione internazionale.

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