Attualità
Solidarietà alla presidente Giorgia Meloni
«Preoccupa il silenzio delle forze politiche nazionali dinanzi all’umiliazione inflitta dal Presidente degli Stati Uniti, in diretta mondiale, alla nostra Presidente del Consiglio»
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Quando la causa è comune e soprattutto più importante di tutto quello che c’è intorno vengono superate tutte le barriere issate dalle differenze politiche.
È quanto avvenuto dopo le battute di Trump nei confronti di Giorgia Meloni.
Ospitiamo in questa pagina l’intervento di Francesca Sodero, già consigliera comunale a Tricase.
Lei ha notato (e sottolineato) quello che molti non hanno voluto notare. E non si tratta (solo) di solidarietà femminile.
«Preoccupa il silenzio delle forze politiche nazionali dinanzi all’umiliazione inflitta dal Presidente Trump in diretta mondiale alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in occasione del suo intervento a Sharm El-Sheikh. Non una manifestazione di solidarietà che possa dirsi significativa per ribadire che le donne non devono essere bersaglio di atteggiamenti che le riducono ad oggetti di piacere e di desiderio, in nessun contesto e ancor di più nello spazio pubblico, lavorativo ed istituzionale.
Non ho timore di sbagliare affermando che sono questi atteggiamenti maliziosi che hanno spinto e spingono con sempre maggiore forza le donne impegnate in politica e nel mondo del lavoro ad assumere comportamenti tipicamente maschili che hanno rarefatto e rischiano di far scomparire nella società i tratti sostanziali e peculiari della femminilità, nel timore che questi espongano inesorabilmente ad assalti sessisti. Il risultato è una pesante perdita di equilibrio tra i sentimenti ed i valori che dovrebbero permeare una società sana, mentre la femminilità è sempre più identificata nella facile e volgare esposizione del corpo.
L’autorevolezza delle donne non passa e non deve passare da una legittimazione sessista basata sull’aspetto fisico ma dalla capacità di mettere a frutto competenze e talento nel modo peculiare che la femminilità consente, oltre l’estetica. Questo è il modello di leadership che le donne dovrebbero difendere e far digerire al mondo maschile, bloccando sul nascere quei comportamenti che ne presuppongono il ruolo di oggetto.
Va detto, per onore di verità, che il Presidente Trump ha anche riconosciuto a Giorgia Meloni di essere una “politica di successo” e “rispettata in Italia”, ma questo purtroppo non ripara il danno culturale della parte iniziale del suo improvvido intervento.
Qualunque donna che abbia fatto esperienza di ruoli di responsabilità conosce bene quali siano le difficoltà di difendersi da sola da questa strisciante cultura maschilista, le cui manifestazioni vanno pertanto prevenute. È in definitiva una battaglia che va fatta e mai abbandonata da parte di tutte insieme, unite non solo da uno spirito di solidarietà ma anche dalla convinzione che l’emancipazione femminile debba andare di pari passo con la difesa della femminilità nel suo senso più profondo ed autentico.
Giorgia Meloni resta senz’altro una leader politica contestabile per milioni di ragioni, personalmente posso dire che sono molte le posizioni e le iniziative politiche sue e del suo Governo che non condivido, prime fra tutte quelle riguardanti la Palestina. Ciò non toglie che il suo disagio, per quanto mascherato, è anche il mio ed è mio dovere manifestarlo.
Auspico che si trovi il modo di riservare uno spazio anche per questo nel dibattito politico di questi giorni, non solo in quello giornalistico, in mezzo alle tante rilevanti questioni internazionali che lo monopolizzano.
Se siamo così fieri della cultura occidentale e dei diritti che in Europa difendiamo, la politica tutta non può tacere e deve trovare le parole giuste per condannare questo affronto consumato a spese dell’unica leader donna presente, e questo nonostante sia la stessa donna che proprio su Gaza ha tradito le più legittime aspettative di una leadership autenticamente femminile».
Francesca Sodero
Attualità
Abusivismo in riva al mare, sigilli a complesso edilizio
A Lido Conchiglie, Comune di Sannicola, sequestrati 4 garage adibiti a uso abitativo e di 4 villette a schiera, e deferita all’autorità giudiziaria il legale rappresentante della società costruttrice
Nell’ambito dell’attività di controllo e contrasto alle occupazioni abusive lungo il litorale salentino, i militari della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Gallipoli, coordinati dal Reparto Operativo Aeronavale di Bari, hanno individuato, in località Lido Conchiglie, nel Comune di Sannicola, un complesso edilizio in fase di realizzazione risultato non conforme ai titoli autorizzativi rilasciati.
L’area interessata ricade in una zona sottoposta a vincoli paesaggistici e ambientali.
L’operazione, condotta da pattuglie terrestri, supportate da mezzi aerei del Corpo, ha permesso di accertare la presenza di locali formalmente autorizzati come garage ma di fatto allestiti a uso abitativo, nonché di vani tecnici suscettibili di trasformazione in unità residenziali.
Dagli accertamenti è emerso, inoltre, che alcune porzioni dell’immobile venivano pubblicizzate e commercializzate come abitazioni, in violazione della destinazione urbanistica consentita, con vendita separata dei locali pertinenziali.
L’intervento si è concluso con il sequestro di 4 garage adibiti a uso abitativo e di 4 villette a schiera, per una superficie complessiva di circa 500 metri quadrati, nonché con il deferimento all’autorità giudiziaria del legale rappresentante della società costruttrice.
Prosegue l’azione di vigilanza del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza lungo la costa salentina, finalizzata alla prevenzione e alla repressione degli abusi edilizi e delle occupazioni illegittime del demanio, a tutela della legalità e a salvaguardia di aree di elevato pregio ambientale e paesaggistico.
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Attualità
La Memoria che cammina, 450 giovani pugliesi in viaggio verso Auschwitz
Col Treno della Memoria verso i luoghi dello sterminio, un percorso collettivo per interrogare il presente, riconoscere le responsabilità e trasformare il ricordo in impegno civile
La Memoria, in un tempo segnato da conflitti e polarizzazioni, deve essere una scelta politica e collettiva.
È con questo spirito che, nelle scorse ore, i primi 450 ragazzi e ragazze (degli oltre 2.500) provenienti da scuole, paesi e e città della Puglia sono partiti da Bari verso Cracovia, diretti ai luoghi della Memoria di Auschwitz e Birkenau.
Un percorso che interroga le coscienze e invita ciascuno a riconoscere la propria responsabilità, personale e civica.
A distanza di 81 anni, attraversare quei luoghi resta ancora necessario.
Serve a dare un volto e uno spazio concreto a ciò che la storia rischia di trasformare in una pagina lontana.
Serve a ricordare che la Memoria non è confinata al passato ma parla al presente ed è uno strumento fondamentale per comprendere il mondo in cui viviamo.
Camminare nei campi di sterminio e di concentramento significa confrontarsi con ciò che è stato e riflettere su ciò che può riemergere quando si abbassa la guardia.
È un modo per capire dove portano l’odio, la propaganda e la negazione dell’altro, e per riconoscere anche i segnali più sottili che oggi mettono in discussione la convivenza democratica.
Essere lì vuol dire raccogliere un testimone: ascoltare, osservare, imparare.
E poi tornare con il compito di raccontare, condividere e trasformare l’esperienza in impegno quotidiano.
Perché la Memoria resta viva solo se continua a camminare insieme alle persone.
«Lo scenario globale che stiamo vivendo diventa ogni giorno più difficile e sempre più insostenibile», sostiene Christel Antonazzo, presidente di Terra del Fuoco Mediterranea, che da oltre vent’anni accompagna ogni anno migliaia di giovani nel cuore dell’Europa, «guerre, violazioni dei diritti umani, discriminazioni e nuove forme di odio rendono urgente educare le nuove generazioni a leggere la complessità del mondo. Percorsi come il Treno della Memoria aiutano a comprendere la realtà che ci circonda, a riconoscere le responsabilità individuali e collettive e, soprattutto, a evitare di ripetere gli errori della storia».
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Attualità
Durante le suona dal Salento a New York
Il leader del Canzoniere Grecanico Salentino, ha iniziato una nuova avventura internazionale con il silkroad ensemble guidato da Rhiannon Giddens
Per Mauro Durante, leader del Canzoniere Grecanico Salentino, gruppo storico della canzone salentina, il 2026 si è aperto con una nuova esperienza internazionale di primo piano.
Sul palco della Music Hall of Williamsburg a New York, il musicista e compositore salentino ha debuttato con il Silkroad Ensemble.
Il concerto ha segnato l’avvio ufficiale della collaborazione con il celebre collettivo, anticipando il tour nordamericano già in programma per marzo.
Fondato nel 1998 dal violoncellista Yo-Yo Ma, l’ensemble nasce come progetto artistico e culturale dedicato alla creazione di connessioni tra musicisti, culture e storie diverse. Più che una formazione stabile, è un gruppo internazionale di strumentisti, compositori e interpreti chiamati a dialogare tra tradizioni musicali e linguaggi del presente attraverso produzioni originali, residenze e tournée nei principali contesti internazionali.
Dal 2020 la direzione artistica è affidata alla cantante, compositrice e strumentista statunitense Rhiannon Giddens, figura di riferimento della scena contemporanea, vincitrice di Grammy Awards, del Pulitzer Prize in Music e del MacArthur “Genius” Grant.
“Sanctuary: the power of resonance and ritual” è il titolo del nuovo percorso che indaga il potere della musica come spazio di risonanza, ritualità e ricostruzione della comunità.
Per preparare il repertorio l’artista salentino, coinvolto come musicista (tamburi a cornice, violino e voce) e come autore di arrangiamenti e nuovi materiali, si è confrontato con Rhiannon Giddens (banjo e voce), Shawn Conley (contrabbasso), Sandeep Das (tabla), Haruka Fujii (marimba e percussioni), Maeve Gilchrist (arpa), Karen Ouzounian (violoncello), Mazz Swift (violino e voce), Niwel Tsumbu (chitarra), Francesco Turrisi (tamburi a cornice e fisarmonica), Kaoru Watanabe (flauti giapponesi e percussioni) e Mehdi Nassouli (guembri).
“IL MITO” – IL CANZONIERE GRECANICO SALENTINO: DAL 2025 DI CGS 50 AL NUOVO ALBUM
La collaborazione con il Silkroad Ensemble si inserisce nel solco di un 2025 di straordinaria intensità per Mauro Durante e per il Canzoniere Grecanico Salentino, segnato dalle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del più longevo e rilevante gruppo di musica popolare pugliese. Un anno che ha intrecciato memoria e presente attraverso incontri, progetti speciali, una mostra e un articolato tour nazionale e internazionale, con tappe in Europa e negli Stati Uniti – tra cui il Big Ears Festival di Knoxville – oltre a live in Ungheria, Olanda, Marocco e Irlanda, culminato in CGS 50 – La Festa, tenutasi il 25 e 26 luglio a Melpignano: due giornate di forte impatto culturale e comunitario che hanno confermato la band come patrimonio vivo della cultura salentina e pugliese. Il nuovo anno si apre ora con l’uscita del nuovo album “Il Mito“, prevista per il 23 gennaio per Ponderosa Music & Art.
Il cd rappresenta la sintesi dei cinquant’anni di attività e un punto di incontro simbolico tra l’eredità di Rina Durante, la visione del compianto Daniele Durante e la direzione artistica, quasi ventennale, di Mauro Durante: non un’operazione nostalgica, ma una rilettura viva e contemporanea di mezzo secolo di musica e ricerca. Pochi giorni dopo, il 25 gennaio, il gruppo festeggerà con un grande concerto all’Alcatraz di Milano.
Un evento speciale arricchito dalla presenza proprio di Rhiannon Giddens, prima dell’avvio di una nuova tournée nelle principali capitali europee e nordamericane.
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