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Gallipoli

Gallipoli: mille parcheggi per l’estate

Individuate due aree di sosta dal commissario straordinario Guido Aprea per tamponare il problema parcheggi nella bella stagione

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Con diversi atti posti in essere in queste settimane, il commissario straordinario del Comune di Gallipoli, Guido Aprea, è intervenuto per dare una risposta ad una delle principali problematiche del periodo estivo: quella dei parcheggi.


Guido Aprea

Guido Aprea


Sono state apportate una serie di novità in favore degli utenti. Si parte con la realizzazione di circa 700 parcheggi nella fascia dell’area portuale e in quella di lungomare Marconi, che avranno orari di sosta diversificati (h24 tutti i giorni, festivi compresi, nel periodo giugno-settembre; dalle 9 alle 20 tutti i giorni, non festivi compresi, nel periodo ottobre-maggio; dalle 9 alle 22 di tutti i giorni festivi, nel periodo ottobre-maggio) e tariffe variabili (ticket ordinario autoveicoli di € 2/ora, con frazione di ½ ora al costo di € 1; ticket forfettario autoveicoli per fasce di 6 ore al costo di € 10; parcheggio gratuito per cicli e motocicli; ticket ordinario pullman di € 5, per ora o frazione di ora; ticket forfettario pullman per fasce di 3 ore al costo di € 10; i primi 15 minuti sono esenti da pagamento, per tutti; i residenti del centro storico possono utilizzare abbonamento mensile al costo di € 40, solo nel periodo ottobre- maggio; white list per utenze del Circolo della vela, uffici dogana, forze di polizia e pronto intervento).


Il tutto sarà subordinato ad una procedura ad evidenza pubblica per la sistemazione e la gestione delle aree, mentre per le aree sul lungomare Marconi, per ragioni di unitarietà di servizio, le stesse saranno inserite nel servizio in essere. Il Commissario ha poi individuato un’area a parcheggio (altri 300 posti), per sole autovetture, in un’area comunale sita all’ingresso della città (direttrice Lecce) per il periodo periodo 15 giugno – 15 settembre di questo e dei prossimi due anni. L’area di sosta sarà attiva h24 tutti i giorni, festivi compresi, nel periodo 15 giugno-15 settembre con la tariffazione del ticket ordinario di autoveicoli (€ 1/ora) e ticket forfettario di autoveicoli per fasce di 24 ore al costo di € 15.

Infine, con un terzo atto, Aprea ha disposto la proroga per il periodo 25 marzo-3 aprile e 23 aprile-1 maggio 2016 delle autorizzazioni rilasciate per la istituzioni di aree di parcheggio temporaneo per l’anno 2015, disponendo la pubblicazione di avviso esplorativo inteso ad acquisire la disponibilità di privati per la gestione in proprio o mediante affidamento a terzi di aree da destinare all’uso di parcheggio pubblico, limitatamente al periodo 15 giugno – 15 settembre 2016, con una serie di prescrizioni (quali ad esempio, su tutte, la valutazione dell’assenza di impedimenti soggettivi ostativi per gli istanti ed il personale impiegato, rilasciata dalla Prefettura).


Ecco il suo commento: “Il tutto rientra nella direttrice principe di questa gestione commissariale, vale a dire quella di erogare servizi per l’utenza. Se poi, come in questo caso, si garantisce un servizio che risolve uno dei problemi più attuali durante la stagione balneare e più in generale nei periodi di maggior flusso turistico, allora credo che sia un intervento assai importante tanto per i residenti quanto per i turisti”.


 


Attualità

Domande scomode ad AQP: crisi idrica, strade dissestate, bollette che non arrivano…

Navigando sul sito dell’AQP, sull’homepage leggiamo: «Siamo in crisi idrica. Le scarse precipitazioni sulle fonti ci impongono riduzioni di pressione su tutta la rete»…

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ESCLUSIVA

di Giuseppe Cerfeda

A chi di voi non è capitato, soprattutto al mattino nei giorni di festa e se abitate su piani rialzati, di dover rinunciare alla doccia perché dal rubinetto non sgorga acqua? Senza contare tutti gli altri disagi, compresi i potenziali danni a caldaie, lavatrici, lavastoviglie, ecc..

Navigando sul sito dell’AQP, sull’homepage leggiamo: «Siamo in crisi idrica. Le scarse precipitazioni sulle fonti ci impongono riduzioni di pressione su tutta la rete».
Questo è solo uno degli argomenti caldi che coinvolge Acquedotto Pugliese, una delle più grandi aziende idriche italiane che gestisce la distribuzione di acqua potabile e i servizi idrici integrati principalmente in tutta la Puglia e in alcune aree della Campania.
Scorrendo la Hit Parade delle lamentele che quasi ogni giorno sgorgano in redazione, i temi sono molti e non possiamo certo dire che gli utenti guardino con affetto e simpatia l’AQP, anzi: dai lavori (continuamente) in corso tra le strade dei nostri centri, alle lingue di asfalto sconnesse che restano a cantiere chiuso; da una programmazione degli stessi lavori sconnessi con l’attualità (si può iniziare i lavori e chiudere le strade proprio nei pressi di istituti scolastici il primo giorno di scuola dopo l’estate?), alle bollette che, secondo quanto ci segnalano i nostri lettori, spesso vengono recapitate in ritardo e qualche volta non vengono recapitate affatto. Anche se non con poca fatica, siamo riusciti a passare la patata bollente tra le mani di AQP per poter almeno conoscere il punto di vista dell’azienda idrica.

AQP RISPONDE, AI NOSTRI QUESITI

“Siamo in crisi idrica” è la campagna lanciata da AQP per annunciare la più grave crisi del millennio e nuove riduzioni di pressione su tutta la rete.  Qual è la reale situazione e come si è arrivati a questo punto? 

«La Puglia sta vivendo la più grave crisi idrica del nuovo millennio. Le sorgenti registrano un deficit del 28% rispetto alla media decennale e gli invasi sono sotto del 60%. È una siccità strutturale, aggravata da temperature elevate e da precipitazioni ormai insufficienti, come attestato anche dalla dichiarazione dello stato di emergenza regionale per rischio da deficit idrico. Tale quadro rende necessarie misure straordinarie di gestione, tra cui la modulazione della pressione nelle reti, per garantire continuità al servizio ed evitare turnazioni programmate.

AQP ha potuto garantire acqua a oltre 4,3 milioni di persone grazie a un percorso di efficientamento avviato da anni, che ha reso il sistema più solido e ha ridotto in modo significativo i prelievi: dal 2009 sono stati risparmiati ogni anno 117 milioni di metri cubi d’acqua, pari a quanto presente oggi negli invasi Sinni–Pertusillo–Conza messi insieme.
È questo margine, costruito nel tempo, che ha permesso alla Puglia di evitare misure drastiche già adottate in altri territori.
La rete è monitorata e bilanciata h24. L’obiettivo è preservare la risorsa e mantenere l’acqua disponibile al maggior numero possibile di cittadini in un contesto climatico che rimane estremamente critico».

Cosa dovremo aspettarci nei prossimi mesi?

«La situazione resterà complessa finché le riserve non torneranno a livelli di sicurezza. Le attuali disponibilità delle sorgenti e degli invasi richiedono una gestione molto attenta della risorsa idrica. In questa fase manterremo le riduzioni di pressione: è la misura che consente di preservare la risorsa ed evitare turnazioni programmate, mantenendo l’acqua disponibile per il maggior numero possibile di cittadini. L’orizzonte climatico rimane critico: se la siccità dovesse proseguire, la pressione sul sistema aumenterebbe ulteriormente.

Per questo AQP manterrà una gestione dinamica della rete, con bilanciamenti e interventi mirati, in coordinamento con Regione Puglia, Autorità Idrica Pugliese e Autorità di Bacino. La tenuta del sistema dipende anche dai comportamenti collettivi: l’uso responsabile dell’acqua è parte integrante della risposta alla crisi e contribuisce a salvaguardare la disponibilità per l’intera comunità».

CI SONO PERDITE?

Quanto possono influire (ulteriormente) sulla crisi idrica le eventuali perdite lungo il viaggio tra le tubature dell’acquedotto? Ci sono perdite consistenti?

«Negli ultimi anni le perdite si sono ridotte in modo continuo grazie a risanamenti, digitalizzazione e ricerca attiva. È un dato misurabile: dal 2018 al 2025 la Puglia è passata dal 45,1% al 38,4%, una delle migliori performance nazionali. Già nel 2022 – ultimo dato ISTAT disponibile – la Puglia era sotto la media italiana e molto sotto quella del Mezzogiorno.

È importante chiarire un punto spesso ignorato: il dato percentuale non è un indicatore affidabile della qualità della rete. Penalizza i territori con consumi pro capite più bassi, come la Puglia, e favorisce quelli che immettono molti più volumi in rete. Applicando a tutte le regioni lo stesso consumo medio nazionale, la Puglia passerebbe dal 40,7% al 33,3%, tra le migliori d’Italia.
Il trend è quindi netto: le perdite stanno diminuendo e continueranno a farlo, perché in una fase come questa ogni metro cubo recuperato è essenziale. Gli interventi programmati ci portano a stimare una riduzione al 34% entro il 2029, con priorità alle zone più sensibili.
Inoltre, occorre ricordare che nella gestione di AQP ci sono i grandi adduttori a cominciare dal canale principale che porta l’acqua da Caposele con tubazioni di grande diametro di cui le più vecchie sono scavate nella roccia alle quali non si è potuto fare grandi riparazioni per non interrompere il flusso principale di acqua verso la regione».

A Parabita, nelle contrade Rischiazzi e Canale Cirlici, denunciato un iper-sversamento idrico con spreco di acqua e grave danno ambientale dal canale collegato alla vasca irrigua del Consorzio di Bonifica Sud Puglia, a sua volta connessa al mega serbatoio gestito dall’AQP… 

«Le verifiche condotte da AQP non hanno rilevato alcuno sversamento riconducibile alle nostre infrastrutture. L’attribuzione ad AQP di presunte fuoriuscite è priva di riscontri: il serbatoio di S. Eleuterio mostra un trend dei livelli assolutamente regolare; il punto di immissione nella vasca del Consorzio – verificato sul posto – è risultato completamente asciutto; non ci sono anomalie o variazioni di flusso compatibili con uno sversamento. Le nostre reti sono monitorate h24 dalla Struttura Territoriale Operativa e dalla Control Room. In generale, non abbiamo evidenze di episodi riconducibili alle nostre reti. Il presidio territoriale rimane attivo e ogni segnalazione viene verificata puntualmente».

UN CANTIERE DIETRO L’ALTRO

Lavori in corso in tanti centri salentini e conseguenti lamentele dei cittadini. Fanno parte di un piano organico o solo della manutenzione ordinaria? 

«Nel Salento è in corso una trasformazione strutturale della rete idrica e fognaria. I cantieri che i cittadini vedono in tanti comuni rientrano in un programma organico di risanamento, digitalizzazione e ampliamento delle reti che coinvolge numerosi abitati della provincia.
A questi interventi si affiancano nuove reti idriche e fognarie, migliaia di allacci realizzati ogni anno e un’attività costante di riparazione delle perdite. Sono lavori programmati da tempo, che oggi – con un clima sempre più complesso – ci consentono di rispondere meglio alle esigenze del territorio e migliorare ulteriormente il servizio».

STRISCE D’ASFALTO DOPO I LAVORI

Dalle segnalazioni di molti lettori il minimo comune denominatore è che, spesso, dopo i lavori, il manto stradale risulta deficitario ed è tutt’altro che raro che si intervenga subito dopo il rifacimento ex novo dell’asfalto sulla strada interessata. Perché accade questo? Non c’è un coordinamento con i Comuni?

«Il ripristino stradale è uno degli elementi più evidenti per i cittadini e segue procedure obbligatorie, definite dagli enti competenti e comuni a tutti i gestori dei sottoservizi. Dopo ogni scavo realizziamo un ripristino provvisorio, necessario per garantire la sicurezza della viabilità e consentire il corretto assestamento del terreno. Solo al termine dei tempi tecnici stabiliti dalle autorizzazioni viene eseguito il ripristino definitivo.

Il coordinamento con Comuni e Province è continuo: ogni intervento è autorizzato e pianificato congiuntamente con gli uffici tecnici. In molti casi la nostra attività riguarda porzioni limitate della carreggiata; parallelamente, le amministrazioni devono considerare anche gli interventi di altri gestori dei sottoservizi. Per questo, sempre più spesso, gli enti scelgono di programmare rifacimenti complessivi del manto stradale, ottimizzando tempi, risorse e qualità finale».

BOLLETTE CHE ARRIVANO IN RITARDO O MAI ARRIVATE

L’altra lamentela gettonata in redazione riguarda le bollette. Voi vi affidate a un servizio privato per il recapito ma spesso, stando alle segnalazioni, arriverebbero in ritardo o, addirittura, neanche recapitate agli utenti. Le risulta? Se sì, non c’è un modo per correggere il tiro?

«Acquedotto Pugliese monitora costantemente l’andamento delle consegne, gestite da un operatore esterno, e affianca a questo controllo continuo verifiche puntuali ogni volta che arrivano segnalazioni circostanziate, chiedendo al fornitore un ripristino rapido del servizio quando necessario. Per evitare i possibili ritardi della posta, è disponibile un’alternativa semplice: attivando la fattura online dal portale AQPf@cile, la bolletta arriva subito via e-mail ed è sempre consultabile, senza dipendere dai tempi di recapito».

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Approfondimenti

La morte meditata delle Kessler ed il tema del suicidio assistito. Ma è davvero peccato?

IL suicidio continua, per il Codice, ad essere ritenuto un peccato in quanto la vita è proprietà di Dio, fermo restando che ogni decisione ultima è quella del Padre celeste che può pertanto anche concedere la salvezza eterna a chi si è tolto la vita…

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di Hervé Cavallera

di Hervé Cavallera

La notizia del suicidio assistito (17 novembre) delle gemelle Alice e Ellen Kessler ha particolarmente colpito chi le ricorda, negli anni ’60, in tutta la loro sfolgorante bellezza, mai volgare, di ballerine.
Una morte meditata, decisa e realizzata con teutonica cura, verrebbe da dire, a 89 anni, sì che continuassero ad essere inseparate sino all’ultimo: la testimonianza di un legame straordinario e al tempo stesso la volontà di non voler vivere una senza l’altra.
Al di là del caso in sé e nel rispetto di una scelta libera e possibile nel contesto sociale in cui è stata attuata, l’evento non può che sollevare delle riflessioni sulla natura propria del suicidio assistito che consiste nella autosomministrazione volontaria e responsabile di sostanze letali con la presenza di personale medico e legale. Suicidio che è ammesso in diverse nazioni del mondo.

Occorre altresì aggiungere che le varie religioni hanno sul tema posizioni differenti.

IL NUOVO CODICE DI DIRITTO CANONICO

Per quel che ci riguarda come cristiani e cattolici, ricordo che una volta il Codice di diritto canonico vietava che i suicidi fossero sepolti in terra consacrata. Tale divieto non compare con il nuovo Codice di diritto canonico entrato in vigore nel 1983.

Comunque, il suicidio continua, per il Codice, ad essere ritenuto un peccato in quanto la vita è proprietà di Dio, fermo restando che ogni decisione ultima è quella del Padre celeste che può pertanto anche concedere la salvezza eterna a chi si è tolto la vita.

LA LEGGE IN ITALIA

Sotto tale profilo, non si può che rilevare come la questione venga affrontata in tanti modi e in Italia, nel 2019, la Corte costituzionale ha consentito la possibilità del suicidio assistito sempre in determinate condizioni. Il Parlamento non è si è tuttora espresso, ma due regioni, la Sardegna e la Toscana, lo hanno già approvato.

DAL PUNTO DI VISTA ETICO

Il problema è quindi estremamente complesso e dibattuto.

E tuttavia da un punto di vista etico alcune considerazioni generali si possono serenamente fare. In primo luogo, è da dire che la cosa che l’uomo da sempre ha più temuto è la morte, il non essere più. Così le religioni mediterranee hanno assicurato una vita dopo la morte terrena e la presenza di un aldilà.
Il che mostra come l’uomo ha da sempre desiderato il non finire.
Tornando al suicidio, si può dire di più. In taluni casi, infatti, il sacrificio della propria vita può essere giustificato in nome di un ideale superiore.
Pertanto, Dante non esita, nella Divina Commedia, a porre come guardiano del Purgatorio Catone Uticense che nel 46 a. C. si uccise per non perdere la propria libertà e Virgilio, nel primo canto del Purgatorio, presenta Dante a Catone con le parole “Libertà va cercando, ch’è sì cara, / come sa chi per lei vita rifiuta./ Tu ‘l sai, che non ti fu per lei amara / in Utica la morte, ove lasciasti / la vesta ch’al gran dí sarà sí chiara” (vv. 71-75).
Vi sono, infine, i casi drammatici di persone che sopravvivono solo grazie a frequenti interventi medici e sono oggetto di quotidiana sofferenza, sì da dover di conseguenza ricorrere a continue cure palliative e per queste persone il suicidio assistito porrebbe fine ad una esistenza divenuta ormai solo dolore.
Il caso delle Kessler è diverso.
L’avanzare dell’età e il timore che l’evento luttuoso colpisse prima una, lasciando sola l’altra donna dopo una lunga vita vissuta insieme, hanno convinto le due persone ad anticipare i tempi con una morte condivisa.

Una scelta per così dire razionale, giudicata l’opzione migliore piuttosto che una vita in solitudine. Il che rientra nella logica, peraltro consentita dalle norme legali in vigore in Germania, di poter disporre della propria esistenza, del proprio corpo. In altri termini, si dispone liberamente del personale destino senza però nuocere ad alcuno.

SI PUO’ DISPORRE DELLA PROPRIA VITA?

In tale prospettiva si ritiene che tutto si chiuda nell’intimità del privato e tuttavia non è affatto così: la notizia dell’evento ha avuto una risonanza internazionale e comunque se al posto di due celebri ballerine si fosse trattato di due oscuri cittadini la notizia avrebbe avuto comunque eco nella comunità di appartenenza.

È proprio tale risonanza a indurre a riflettere a prescindere dalle norme di legge e dalle stesse indicazioni delle varie religioni.
In che misura è possibile che un soggetto possa disporre del proprio corpo e, nel timore di una sofferenza, togliersi la vita? È chiaro che, come tutti sappiamo, l’esistenza umana è a termine da un punto di vista corporeo ed è soggetta a crescita, maturità, decadenza, fine.

Vivere comporta l’acquisizione della consapevolezza di tutto ciò e di conseguenza la inevitabile accettazione, altrimenti si cadrebbe da subito nella disperazione, con tutto quello che essa può provocare.

Ma non basta: il soggetto non è mai solo: è socius. Infatti, vive in una comunità come cittadino, come membro di una famiglia, come lavoratore.

Il che significa che egli ha delle responsabilità nei confronti dei consanguinei, dei colleghi, dei concittadini. Un intreccio di doveri e di affetti che hanno consentito e consentono lo sviluppo sociale e la vita in comune. Ci possono essere persone a cui arride il successo e altre invece no, comunque tutti contribuiamo allo sviluppo di una società divenendo in tal modo esempio per le nuove generazioni.

Crescere, maturare non vuol dire divenire libero (se per libertà si intende fare quello che si vuole), ma divenire in primo luogo responsabile e quindi farsi carico dei propri doveri: nei confronti dei familiari, dei più giovani, dell’habitat.  Il che implica anche l’accettazione e la sopportazione delle difficoltà, delle avversità, delle sofferenze.
In questo si diventa autorevole, un punto di riferimento, come deve esserlo un genitore per i propri figli, un insegnante per i propri allievi, un dirigente per i propri dipendenti, un politico per i concittadini.
Lo stesso uomo di successo, quale sia il campo in cui prevale, deve essere attento a quello che fa e non dissipare nelle frivolezze i suoi meriti professionali.
Insomma, il problema della crescita è connesso a “sapersi farsi carico” di sé stessi e, di rimando, dei propri cari e di coloro che ci circondano o che sono in vario modo in relazione con noi.
Il che implica il non lasciarsi andare alle debolezze.
Si può obiettare che ciò è più facile a dirsi che a farsi, e nell’annotazione v’è del vero. Ma questo non vuole dire che non ci si deve sforzare e impegnarsi sacrificando l’effimero piacere particolare per il bene generale. Una società crolla quando prevalgono gli interessi egoistici, quando si contravviene alle regole.
Proprio oggi constatiamo come dilaghi quotidianamente la violenza e si teme della personale sicurezza.
È la presenza di una società che per tanti ha smarrito i valori e dove si fa quasi fatica a stimolare a vivere nel lecito e nella correttezza, aspetti che implicano sempre un autocontrollo. Tenendo presente queste considerazioni, è chiaro allora che la logica del suicidio assistito esprime il rifiuto di affrontare le difficoltà e le sofferenze.
Ciò è umanamente comprensibile – giova ripeterlo – ma da un punto di vista etico non serve a chi lo compie in quanto esclude la possibilità di vedere la gioia accanto alla sofferenza, la comprensione e l’affetto di chi è vicino, il sapere che non si è vissuti invano.

Per di più rischia di far apparire la vita come semplicemente una distesa di piaceri, là dove invece l’esistenza è fatta di impegni, di doveri, di tutto ciò che fa crescere e accomuna.

Per tutte queste ragioni sottrarsi alla vita per sfuggire alla sofferenza significa non comprendere che l’essere umano vive anche nel ricordo e nell’affetto della gente per quello che ha fatto di buono e che la fuga, comunque concepita, ci impedisce di cogliere la luce del bene compiuto che ci accompagna nel corso degli anni.

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Attualità

Tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ecco l’ICT Day

Organizzato dal centro I-STORE dell’Università del Salento con la collaborazione di Arpal Puglia. Il report settimanale delle opportunità occupazionali e le tappe della settimana del Camper del Lavoro

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Le opportunità di lavoro nel settore ICT crescono e si fanno sempre più concrete nel territorio leccese: si terrà il prossimo 17 dicembre la nuova edizione dell’ICT Day (dall’inglese Information and Communication Technology, è un evento dedicato al settore delle tecnologie dell’informazione della comunciazione), organizzato dal centro I-STORE dell’Università del Salento con la collaborazione di Arpal Puglia.

L’appuntamento è dalle 9 alle 16,30, presso Ed. “Aldo Romano” (ex-Ibil), nel campus Ecotekne.

Si può già prenotare un colloquio in presenza durante l’evento oppure, per chi è residente o domiciliato fuori regione, un colloquio da remoto.

Per farlo, bisogna registrarsi sulla piattaforma messa a disposizione dell’Ateneo: https://www.unisalento.it/ict-day-2025-2.0-evento#/calendar

Sono 33 le imprese del settore coinvolte e aderenti al Centro I-STORE, diretto dal prof. Luigi Patrono.

Si tratta di rinomate realtà imprenditoriali attive nei campi dell’innovazione tecnologica e in cerca di risorse umane.

L’ICT Day serve, dunque, ad agevolare l’incrocio domanda-offerta e si rivolge a studenti, laureandi, laureati nei corsi di laurea triennale e magistrale in Ingegneria Informatica, Ingegneria dell’Informazione, Informatica, Ingegneria delle Telecomunicazioni, Ingegneria Elettronica, Ingegneria Biomedica, Data Science, Ingegneria Gestionale, Management Digitale, Statistica, Matematica, Fisica, nonché a dottorandi di ricerca o assegnisti di ricerca in ambito ICT, Intelligenza Artificiale, Digital Transformation.

IL REPORT SETTIMANALE DELLE OFFERTE DI LAVORO

Questa settimana, il Report di ARPAL Puglia propone complessivamente 212 offerte lavorative per un totale di 508 posizioni aperte.

Il settore che continua ad accrescere le sue opportunità è quello delle costruzioni che si conferma il primo con 136 posti di lavoro disponibili.

Subito dopo si posiziona il settore del turismo con 94 posti di lavoro, in crescita il settore pulizie e multiservizi con 40 opportunità.

A seguire, con un numero significativo di posizioni aperte, il settore pedagogico dove sono disponibili 37 posti, l’area amministrativa e informatica ne offre 33.

Segue il settore del tessile-abbigliamento-calzaturiero (TAC) con 26 offerte, il settore del commercio con 25 posizioni aperte e il comparto della riparazione veicoli e trasporti che si discosta minimamente offrendo 23 posti.

Il report prosegue con il comparto metalmeccanico che richiede 19 lavoratori, il settore delle telecomunicazioni con 15 opportunità e il comparto bellezza e benessere che offre 10 opportunità.

Chiudono l’elenco, con un minor numero di posizioni, il settore sanitario e dei servizi alla persona che ne registra cinque e il comparto agroalimentare che offre tre opportunità.

Per il Collocamento Mirato, sono 14 le posizioni riservate agli iscritti alle categorie protette art.18 e 17 quelle riservate a persone con disabilità. Il report segnala, inoltre, sei tirocini formativi attivi e una serie di proposte di lavoro e formazione all’estero, promosse attraverso la rete EURES che sostiene la mobilità professionale a livello europeo.

CLICCA QUI PER LEGGERE INTEGRALMENTE IL 42° REPORT DI ARPAL PUGLIA

IL CAMPER DEL LAVORO: LE TAPPE DELLA SETTIMANA

Il Camper del Lavoro di ARPAL Puglia prosegue il suo percorso.

Dal 24 al 27 novembre farà tappa a Gagliano del Capo, Castrignano De’ Greci, Salve, Copertino, Presicce – Acquarica, Veglie, Sternatia, Morciano di Leuca e Barbarano.

L’iniziativa mira a portare i servizi dei Centri per l’Impiego direttamente sul territorio, rendendo le politiche attive del lavoro accessibili anche nelle aree più periferiche.

Realizzato in collaborazione con Cefas, Consorzio Mestieri Puglia e Sale della Terra, il progetto offre un supporto concreto e personalizzato a cittadini e imprese. Tra i servizi disponibili: orientamento professionale, assistenza nella redazione e aggiornamento del CV, consulenza su offerte di lavoro e percorsi formativi, accesso ai servizi digitali e informazioni utili per chi assume.

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