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Tricase: le proposte dell’opposizione per la fase 2

Dai consiglieri di minoranza un pacchetto di 14 proposte economico-sociali-fiscali per contenere gli effetti dell’emergenza epidemiologica

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I consiglieri dell’opposizione, che non nascondono il loro risentimento per non essere stati coinvolti nell’incontro tenutosi a Palazzo Gallone con i rappresentanti delle attività produttive, presentano un loro pacchetto di proposte per la cosiddetta fase 2, quando cioè anche Tricase come il resto dello Stivale dovrebbe ripartire dopo il lockdown.


Se pure nel ruolo minoritario di rappresentanza”, scrivono in una nota i consiglieri di minoranza (Giuseppe Peluso, Federica Esposito, Dario Martina, Fernando Dell’Abate, Maria Assunta Panico, Alessandro Eremita, Vito Zocco e Nunzio Dell’Abate) “abbiamo il dovere e la responsabilità di mitigare al massimo il contraccolpo socio-economico della pandemia sulla nostra comunità e di non lasciare nulla di intentato. Ecco la ragione di questo nostro primo pacchetto di proposte, sicuramente migliorabili e non certamente le uniche, che avvertiamo allo stato di mettere sul tavolo nella consapevolezza che Tricase non deve fermarsi e nessun cittadino, nessuna attività produttiva deve essere lasciata sola”.


In particolare sono 14 proposte. La prima è “l’istituzione di uno sportello comunale virtuale sul sito istituzionale o attraverso una pagina facebook con cui interagire con il cittadino e le categorie produttive, sciogliere i loro dubbi e raccogliere suggerimenti e segnalazioni, informarlo di agevolazioni e normative in atto“.


Si chiede poi “l’utilizzo delle risorse assegnate dalla Regione (49.411,47 euro) per il pagamento, in favore delle famiglie più indigenti e delle attività produttive più in difficoltà, di bollette scadute a rischio di distacco delle forniture e di affitti”. Allo stesso scopo o anche per ulteriori misure di carattere sociale, per garantire il diritto all’istruzione alle famiglie in difficoltà, attraverso l’acquisto di strumenti informatici o di fornitura di rete wireless o implementare il numero degli agenti di polizia locale”, l’opposizione chiede di utilizzare “il fondo di riserva comunale (50mila euro), presente in bilancio proprio per le emergenze, dell’avanzo di amministrazione libero e dei proventi da concessioni edilizie”.


In misura proporzionale al periodo di sospensione dell’esercizio, si chiede: la sospensione/riduzione/esenzione degli importi dovuti quale locazione per immobili di proprietà comunale destinati ad uso commerciale/socioculturale; l’esenzione del canone di iniziativa pubblicitaria, compresa l’imposta insegne d’esercizio, l’esenzione del canone per l’occupazione permanente del suolo e aree pubbliche”.


Nel pacchetto di proposte partito dai banchi delle minoranze anche: “la riduzione (in percentuale da valutare) per le attività commerciali/artigianali, sia per quelle che facciano istanza di occupazione temporanea del suolo e aree pubbliche per l’anno 2020 e sia per quelle già concessionarie antecedentemente al periodo di emergenza, anche in virtù della probabile richiesta di “distanziamento sociale”; la rinegoziazione dei mutui contratti dal Comune ed in scadenza quest’anno per avere maggiore liquidità da dedicare al sostegno del welfare locale”.

Altro capitolo del pacchetto riguarda i rifiuti con l’invito al sindaco di Tricase Comune capofila, a “convocare l’Assemblea dei Sindaci dell’ARO 8 con la partecipazione della ditta appaltatrice affinchè siano studiate tutte le possibili agevolazioni per quegli esercenti cui è stato imposto il fermo della loro attività e verso i quali il servizio di raccolta non si è reso necessario, nonché a farsi portavoce verso l’Ente Provincia, in relazione alla propria disponibilità di copertura economica, di una riduzione dell’addizionale provinciale del 5% per l’esercizio delle funzioni collegate alla tutela, protezione e igiene ambientale, per le sole attività commerciali/artigianali/produttive interessate ed oggetto del fermo”.


Dopo la “modifica delle aliquote IMU”, le opposizione propongono anche al sindaco di: “farsi portavoce di una richiesta al comune capofila delle Aree Interne di una convocazione di incontro dei Comuni perché sia promossa ogni iniziativa che guardi con particolare attenzione alle aree di servizio commerciale/turistico del Capo; promuovere, attraverso ANCI, una richiesta ad ARERA (Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas) della sospensione o riduzione degli oneri di sistema per le attività produttive interessate dal procedimento di fermo; attivare dei meccanismi ristorativi e/o compensativi dei costi per i servizi non goduti (mensa scolastica, trasporto scolastico, ecc.); istruire speditamente le procedure di sostegno, riprogrammare il fabbisogno del personale implementando le unità assegnate al settore servizi sociali rispetto a quei settori attualmente non a pieno regime”.


Chiude il pacchetto la proposta di “riduzione degli atti evasi dall’Ufficio Anagrafe che non permette lo svolgimento di pratiche previdenziali e sociali che, in questo periodo, apporterebbero un ristoro economico non indifferente alle famiglie”.


 


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Durante le suona dal Salento a New York

Il leader del Canzoniere Grecanico Salentino, ha iniziato una nuova avventura internazionale con il silkroad ensemble guidato da Rhiannon Giddens

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Per Mauro Durante, leader del Canzoniere Grecanico Salentino, gruppo storico della canzone salentina, il 2026 si è aperto con una nuova esperienza internazionale di primo piano.

Sul palco della Music Hall of Williamsburg a New York, il musicista e compositore salentino ha debuttato con il Silkroad Ensemble.

Il concerto ha segnato l’avvio ufficiale della collaborazione con il celebre collettivo, anticipando il tour nordamericano già in programma per marzo.

Mauro Durante (Canzoniere Grecanico Salentino)

Fondato nel 1998 dal violoncellista Yo-Yo Ma, l’ensemble nasce come progetto artistico e culturale dedicato alla creazione di connessioni tra musicisti, culture e storie diverse. Più che una formazione stabile, è un gruppo internazionale di strumentisti, compositori e interpreti chiamati a dialogare tra tradizioni musicali e linguaggi del presente attraverso produzioni originali, residenze e tournée nei principali contesti internazionali.

Dal 2020 la direzione artistica è affidata alla cantante, compositrice e strumentista statunitense Rhiannon Giddens, figura di riferimento della scena contemporanea, vincitrice di Grammy Awards, del Pulitzer Prize in Music e del MacArthur “Genius” Grant.

Sanctuary: the power of resonance and ritual” è il titolo del nuovo percorso che indaga il potere della musica come spazio di risonanza, ritualità e ricostruzione della comunità.

Per preparare il repertorio l’artista salentino, coinvolto come musicista (tamburi a cornice, violino e voce) e come autore di arrangiamenti e nuovi materiali, si è confrontato con Rhiannon Giddens (banjo e voce), Shawn Conley (contrabbasso), Sandeep Das (tabla), Haruka Fujii (marimba e percussioni), Maeve Gilchrist (arpa), Karen Ouzounian (violoncello), Mazz Swift (violino e voce), Niwel Tsumbu (chitarra), Francesco Turrisi (tamburi a cornice e fisarmonica), Kaoru Watanabe (flauti giapponesi e percussioni) e Mehdi Nassouli (guembri).

“IL MITO” – IL CANZONIERE GRECANICO SALENTINO: DAL 2025 DI CGS 50 AL NUOVO ALBUM

La collaborazione con il Silkroad Ensemble si inserisce nel solco di un 2025 di straordinaria intensità per Mauro Durante e per il Canzoniere Grecanico Salentino, segnato dalle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del più longevo e rilevante gruppo di musica popolare pugliese. Un anno che ha intrecciato memoria e presente attraverso incontri, progetti speciali, una mostra e un articolato tour nazionale e internazionale, con tappe in Europa e negli Stati Uniti – tra cui il Big Ears Festival di Knoxville – oltre a live in Ungheria, Olanda, Marocco e Irlanda, culminato in CGS 50 – La Festa, tenutasi il 25 e 26 luglio a Melpignano: due giornate di forte impatto culturale e comunitario che hanno confermato la band come patrimonio vivo della cultura salentina e pugliese. Il nuovo anno si apre ora con l’uscita del nuovo album “Il Mito“, prevista per il 23 gennaio per Ponderosa Music & Art.

Il cd rappresenta la sintesi dei cinquant’anni di attività e un punto di incontro simbolico tra l’eredità di Rina Durante, la visione del compianto Daniele Durante e la direzione artistica, quasi ventennale, di Mauro Durante: non un’operazione nostalgica, ma una rilettura viva e contemporanea di mezzo secolo di musica e ricerca. Pochi giorni dopo, il 25 gennaio, il gruppo festeggerà con un grande concerto all’Alcatraz di Milano.

Un evento speciale arricchito dalla presenza proprio di Rhiannon Giddens, prima dell’avvio di una nuova tournée nelle principali capitali europee e nordamericane.

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Silkroad Ensemble (foto Brennan Spark)

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Referendum su giustizia il 22 e 23 marzo

Lo ha stabilito il Consiglio dei ministri che ha anche approvato il disegno di legge sui caregiver

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Il Consiglio dei ministri ha indicato domenica 22 e lunedì 23 marzo come giorni utili per votare al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia.

Nella stessa data si voterà anche per elezioni suppletive.

Il Consiglio dei ministri ha anche approvato un disegno di legge «in materia di riconoscimento e tutela del caregiver familiare», presentato dalla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli.

REFERENDUM, PER COSA VOTEREMO

Il referendum sulla giustizia in programma per il 22 e 23 marzo 2026 è un referendum costituzionale confermativo.

I cittadini saranno chiamati a decidere se approvare o respingere la riforma dell’ordinamento giudiziario già votata dal Parlamento.

A differenza dei referendum abrogativi, per questo voto non è previsto un quorum: il risultato sarà valido indipendentemente dal numero di elettori che si recheranno alle urne.

Il quesito riguarderà modifiche sostanziali ad alcuni articoli della Costituzione (dall’87 al 110).

Separazione delle carriere: La riforma prevede che le carriere di giudici e pubblici ministeri (PM) diventino distinte fin dall’ingresso in magistratura. Un magistrato non potrà più passare dal ruolo di accusatore a quello di giudice e viceversa.

Sdoppiamento del CSM: Verrebbero istituiti due diversi Consigli Superiori della Magistratura: uno per i magistrati giudicanti e uno per i requirenti (PM), ognuno con il proprio organo di autogoverno.

Sorteggio dei membri del CSM: Per contrastare il fenomeno delle “correnti” interne alla magistratura, i componenti togati dei due CSM verrebbero estratti a sorte tra gli aventi diritto.

Istituzione dell’Alta Corte Disciplinare: La creazione di un nuovo tribunale speciale incaricato esclusivamente di giudicare gli illeciti disciplinari dei magistrati ordinari.

Votando SÌ: Si conferma la legge di riforma costituzionale, rendendo definitive le modifiche citate sopra.

Votando NO: Ii respinge la riforma e l’ordinamento giudiziario rimane quello attuale, con carriere unite e un unico CSM.

Il dibattito politico vede la maggioranza di governo a sostegno del “Sì”, mentre le principali opposizioni e l’Associazione Nazionale Magistrati si sono apertamente schierate per il “No”.

*nella foto in alto la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro della Giustizia Carlo Nordio
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Maglie, parenti serpenti

Fitto sfida Toma: «Ma non è rottura partitica». L’ex assessore si ricandida a sindaco e viene escluso dalla giunta comunale: «Nei giorni dell’inchiesta ho capito che…»

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A Maglie la campagna elettorale inizia in seno alla giunta, con una spaccatura che porta in direzioni divergenti.

Prima delle feste, come annunciato proprio da queste colonne, il sindaco Ernesto Toma ha revocato le deleghe all’assessore Antonio Fitto, reo di aver annunciato la sua intenzione a candidarsi a sindaco alle ormai imminenti amministrative.

TOMA: “AMBIZIONE LEGITTIMA MA INCOMPATIBILE”

«È una decisione che non ha nemmeno discusso con la maggioranza», ha commentato Toma, «con un progetto politico alternativo e dichiaratamente in contrapposizione all’attuale amministrazione, che rappresenta una legittima ambizione personale ma segna una rottura politica netta e non più compatibile con il ruolo di assessore. Non è possibile, soprattutto in una fase preelettorale, amministrare una città e al contempo condurre una campagna politica contro l’amministrazione di cui si fa parte. La revoca del decreto di nomina è quindi un atto di chiarezza politica, di rispetto istituzionale e di correttezza nei confronti dei cittadini, chiamati a scegliere tra progetti alternativi senza ambiguità, doppiezze o operazioni di scarico di responsabilità».

Ora, «l’Amministrazione comunale continuerà il proprio lavoro fino alla conclusione naturale del mandato con coerenza, serietà e senso delle istituzioni, rivendicando con orgoglio il percorso compiuto e rimettendo, come è giusto che sia, il giudizio finale agli elettori».

SPACCATURA IN FAMIGLIA

La spaccatura è stata da più parti definita storica, perché sullo sfondo c’è la rottura tra zio e nipote: il già sindaco di Maglie nel 2005 e 2010 Antonio Fitto e Raffaele Fitto, oggi vicepresidente esecutivo della Commissione europea.

Parenti serpenti”, ha esordito “Il Foglio”, secondo cui è addirittura una vicenda «degna di essere raccontata sul grande schermo alla Mario Monicelli».

La scintilla però non è stata l’idea di concorrere alla poltrona di primo cittadino ma il sostegno dato alle regionali, lo scorso autunno, dallo “zio Antonio” al leghista Gianfranco De Blasi, anziché al partito di riferimento della famiglia (e del sindaco Toma), che è Fratelli d’Italia.

FITTO: “NON È UNA QUESTIONE PARTITICA”

Antonio Fitto però smentisce una rottura partitica.

Interpellato, spiega: «Non ho nessuna tessera. Le adesioni partitiche finiscono per tradurre sempre gli indirizzi in veti ed in vincoli per le amministrazioni. Per questo mi candiderò con una lista civica, perché credo che la città debba essere libera di autodeterminarsi».

Pensa che si sarebbe potuti arrivare in fondo al mandato senza bisogno di rompere prima i rapporti?

«Io non avrei avuto alcun problema. In questi cinque anni stato sempre leale alla linea democraticamente seguita dall’amministrazione, anche quando (spesso) non ne condividevo l’indirizzo. Due giorni prima della decisione di sollevarmi dal ruolo di assessore, avevo garantito il numero minimo ad una giunta che doveva deliberare su questioni urgenti e non più differibili. Stessa linea che ho seguito quando, a causa dell’inchiesta giudiziaria dello scorso anno (NdR, su presunti appalti pilotati), ho fatto le veci di sindaco e vice per cento giorni».

Quella parentesi ha contribuito ad aprire una crepa? È in quei mesi che è maturata la sua decisione di candidarsi contro Toma?

«Sicuramente in quei giorni ho capito che si poteva fare di più. Non è un caso che alcune questioni, come quelle riguardanti il rifacimento delle strade o il caso-loculi, di cui avete parlato sulle vostre colonne a giugno, abbiano visto un’accelerata in quel periodo. Ad ogni modo», chiosa, «è il sindaco ad esser stato improvvisamente illuminato sulla via di Damasco. Dal canto mio, avrei proposto un discorso di apertura per un centrodestra unito».

Lorenzo Zito

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