Fevi

Tricase, l’opposizione: “Tutti a casa!”

Un comunicato , un manifesto e un tam tam su internet ed i social. Così i consiglieri di opposizione Fernando Dell’Abate, Maria Assunta Panico, Alessandro Eremita, Nunzio Dell’Abate e Vito Zocco reagiscono alla decisione del sindaco di azzerare la giunta (clicca qui) e alle successive polemiche (clicca qui).

  «L’azzeramento della giunta», si legge nel documento, «altro non è che la goccia che ha fatto traboccare il vaso di un’amministrazione che sin dall’insediamento ha palesato tutta la sua incapacità ed approssimazione nel governare.   A nulla è valsa la nostra azione propositiva e di stimolo nell’interesse della comunità che, pazientemente, abbiamo rivolto dai banchi della minoranza».

Secondo i consiglieri di minoranza, «la responsabilità della débacle va addebitata in primis al sindaco Carlo Chiuri, totalmente carente di direzione politica ed amministrativa ma stracolmo di egocentrismo ipertrofico».

«Da una parte i continui litigi tra consiglieri, assessori e lo stesso sindaco, giunti financo a togliersi il saluto», fanno notare, «dall’altra, l’assenza di idee e di programmazione, nonché la quotidiana navigazione a vista, hanno fatto il resto.

 Oggi Tricase è allo sbando e resta assai lontana da quello sviluppo economico ed occupazionale che si registra nei paesi vicini. Lo stallo interessa indistintamente tutti i settori della città e la cittadinanza non crede più ad un cambio di passo, vista anche l’assoluta mancanza di dialogo e confronto con chi amministra.

Tale stato delle cose si ripercuote anche sull’immagine di Tricase, sempre più emarginata politicamente nel Capo di Leuca.

Pubblicità
Callistos

 L’ampia fiducia concessa dai Tricasini giusto due anni fa al sindaco, in ragione degli sbandierati cambiamenti, si è rivelata beffardamente mal riposta».

«Non possiamo più consentire tale inesorabile stillicidio», concludono i consiglieri firmatari, «va posta la parola fine a questa amministrazione prima che sia veramente troppo tardi.  Invitiamo tutti, responsabilmente, a staccare la spina e a chiedere scusa alla nostra comunità.  Noi siamo pronti».