Lecce
Riduci, ricicla, riutilizza
Seminario di Confindustria Lecce il 10 ottobre: l’obiettivo è quello di fornire una prima informazione sulle diverse possibilità offerte dal riutilizzo e riciclo dei materiali
La sezione Recupero e riciclo di Confindustria Lecce organizza per giovedì 10 ottobre alle ore 16, presso Confindustria Lecce, un seminario tecnico sul tema “Riduci, Ricicla, Riutilizza”. Le tre “R” sintetizzano in maniera efficace l’imperativo categorico al quale imprenditori, pubbliche amministrazioni e cittadini dovranno attenersi per assicurare alle future generazioni un mondo migliore, nel quale il rifiuto diviene risorsa ed il concetto del riciclo una normale azione quotidiana.
“Abbiamo la necessità di sensibilizzare fortemente l’opinione pubblica e gli attori economici e sociali”, afferma il presidente della Sezione Rocco Carangelo, “sull’opportunità di diffondere, a partire dalle nuove generazioni, una nuova cultura del rifiuto, che si fonda sull’idea che ciò che non serve più a me, può servire ad altri e viceversa. Stiamo cominciando, così, di concerto con alcune Istituzioni che si sono dimostrate particolarmente sensibili ed attente alla problematica, un’intensa attività che parte da una nuova forma mentis per arrivare a comportamenti concludenti e di impatto economico ed ambientale”.
Obiettivo del seminario, pertanto, è quello di fornire una prima informazione sulle diverse possibilità offerte dal riutilizzo e riciclo dei materiali, oltre a stringere partnership con le Istituzioni per lavorare insieme sulla riduzione della produzione di rifiuti, sul loro riciclo e di conseguenza riutilizzo. Nel corso dell’incontro si parlerà, altresì, dei rifiuti come prodotto primario di ricerca: sono diverse le aziende del settore che investono in ricerca ed innovazione nell’ambito della sostenibilità e green economy.
“Considerata la grande produzione di materiali di scarto, di rifiuti”, dice il vice presidente vicario di Confindustria Lecce, Vito Margiotta, “ritengo che la regola delle “Tre R” (Riduci, Riutilizza e Ricicla) sia il motto giusto che apre la strada all’edilizia ecosostenibile ed al riutilizzo dei materiali denominati materia prima seconda. Questo campo è in continua crescita ed espansione e l’uso di materiali riciclati potrebbe contribuire da un lato ad innovare notevolmente gli standard qualitativi e dall’altro migliorare l’impatto sull’ambiente e sulla salute”.
Il programma del seminario prevede: i saluti di Vito Margiotta, vicepresidente vicario Confindustria Lecce e Nicola Delle Donne, presidente ANCE Puglia; l’introduzione di Rocco Carangelo, presidente Sezione Recupero e Riciclo Confindustria Lecce; gli interventi di Antonio Gabellone (presidente Provincia di Lecce con delega all’Ambiente), Lorenzo Ferrara (presidente DIPAR Inquadramento Normativo e responsabilità) e Fabio De Pascalis (ANPAR).
Orazio Manni (CETMA) interverrà sulla “Innovazione nel Riciclo delle Plastiche Miste e degli Scarti da scavo, demolizione e costruzione”; Giuseppe Ciccarella (Università del Salento) su “Il riciclaggio dei materiali inerti: da problema a opportunità”.
Le conclusioni saranno affidate a Loredana Capone, assessore all’Innovazione della Regione Puglia.
Attualità
Cassa Edile: 1,5 milioni per lavoratori e imprese salentini
Accordo tra ANCE e sindacati per rafforzare tutele, sostegno al reddito e legalità nel settore edile. Presentato un accordo contrattuale che destina oltre 1,5 milioni di euro a lavoratori e aziende virtuose
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La Cassa Edile della provincia di Lecce annuncia un investimento superiore a 1,5 milioni di euro a favore dei lavoratori del settore edile e delle imprese considerate virtuose.
L’iniziativa nasce da un accordo contrattuale sottoscritto da ANCE Lecce, FENEAL-Uil Lecce, FILCA-Cisl Lecce e FILLEA-Cgil Lecce.
Le risorse, gestite tramite la Cassa Edile, sono destinate ad ampliare il sostegno al reddito dei lavoratori, degli imprenditori e dei loro nuclei familiari, con particolare attenzione agli ambiti della sanità, del welfare e delle misure di supporto alla famiglia, in un contesto segnato da difficoltà economiche e denatalità.
L’accordo si inserisce in una strategia di sviluppo del comparto edile salentino orientata alla legalità, alla concorrenza leale e al contrasto del lavoro irregolare e del caporalato.
I dettagli dell’intesa saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa in programma lunedì 2 febbraio, alle ore 11, presso la Sala Convegni della Cassa Edile, in viale Leopardi 160/A a Lecce. Interverranno i rappresentanti della Cassa Edile, di ANCE Lecce e delle organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo
Cronaca
Anziano aggredito per soldi
Un uomo di 86 anni rifiuta di consegnare il denaro e viene colpito alla testa: paura in via Adriatica a Lecce. L’intervento tempestivo della Polizia di Stato ha portato all’arresto dell’aggressore, ora detenuto nel carcere di Lecce. L’anziano ha riportato ferite giudicate guaribili in 25 giorni
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Un episodio di violenza che riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza urbana quello di via Adriatica.
Un anziano di 86 anni, residente in città, è stato aggredito in strada dopo un acceso diverbio con un uomo che pretendeva del denaro.
A lanciare l’allarme è stato un passante, che ha contattato il Numero Unico di Emergenza 112 segnalando la presenza di una persona anziana in difficoltà.
Sul posto sono intervenuti in pochi minuti gli agenti della Squadra Volante della Questura di Lecce, che hanno trovato l’anziano ferito alla testa e visibilmente scosso.
Dai primi accertamenti è emerso che la vittima era stata colpita dopo essersi rifiutata di consegnare il denaro richiesto.
L’aggressore, un uomo di 41 anni di origini pakistane, senza fissa dimora e richiedente protezione internazionale, è stato immediatamente bloccato e arrestato con l’accusa di tentata rapina.
L’uomo è stato condotto presso la Casa Circondariale di Lecce, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida.
Nel frattempo, la posizione dell’arrestato sarà ulteriormente esaminata dall’Ufficio Immigrazione della Questura per la valutazione di eventuali provvedimenti di competenza.
L’anziano è stato trasportato in ospedale dai sanitari del 118: dopo le cure del caso, è stato dimesso con una prognosi di 25 giorni.
Le sue condizioni, pur non essendo critiche, hanno destato forte preoccupazione tra i residenti della zona, scossi dall’accaduto avvenuto in pieno giorno e in un’area urbana frequentata.
Un episodio che, ancora una volta, richiama l’attenzione sull’importanza della vigilanza del territorio e sul ruolo fondamentale delle segnalazioni dei cittadini, rivelatesi decisive per un rapido intervento delle forze dell’ordine.
Attualità
ASL Lecce, caos nei laboratori analisi: software in tilt e servizi al collasso
Prenotazioni bloccate, prelievi contingentati e disagi per pazienti e operatori. Giovanni D’Ambra (CISAL Sanità): «Aumenta il rischio clinico e lo stress lavoro-correlato. Situazione non più tollerabile»
Il nuovo software gestionale dei laboratori analisi dell’ASL di Lecce continua a presentare gravi malfunzionamenti.
La CISAL Sanità, con una denuncia formale firmata dal segretario provinciale Giovanni D’Ambra, parla di criticità strutturali, rischio clinico, stress per i lavoratori e possibile danno erariale.
Diffida l’Azienda e minaccia il ricorso alle autorità competenti.
I continui blocchi del software gestionale in uso nei laboratori analisi dei presidi ospedalieri salentini, soprattutto quello di Casarano, stanno provocando gravi disservizi, con pesanti ricadute sull’utenza e sul personale sanitario.
A denunciarlo è la Federazione CISAL Sanità di Lecce, che con una nota ufficiale indirizzata ai vertici aziendali, alla Regione Puglia e agli organismi di controllo, parla apertamente di una situazione «non più archiviabile come disservizio occasionale».
Secondo quanto segnalato dal Segretario Generale Provinciale Giovanni D’Ambra, i malfunzionamenti del sistema informatico starebbero compromettendo la normale attività dei laboratori, in particolare presso l’ospedale di Casarano, struttura che serve un vasto bacino di utenza del sud Salento.
«I continui crash del software stanno mettendo a rischio la tempestiva refertazione e la tracciabilità dei campioni biologici, con potenziali gravi ripercussioni sulla salute dei cittadini», afferma D’Ambra.
Tra le criticità segnalate figurano il contingentamento dei prelievi, le lunghe file ai CUP, le prenotazioni bloccate e il rinvio a domicilio di centinaia di pazienti, spesso fragili o con difficoltà motorie.
Una situazione che, secondo il sindacato, scarica ancora una volta sui lavoratori il peso dei disservizi.
«Gli operatori sono sottoposti a uno stress lavoro-correlato insostenibile, costretti a gestire proteste, disagi e l’ansia di non poter svolgere correttamente il proprio lavoro», sottolinea il segretario CISAL.
La denuncia punta il dito anche contro la gestione complessiva dei sistemi informatici aziendali, definiti vulnerabili e strutturalmente inadeguati, nonostante gli ingenti fondi pubblici investiti per la digitalizzazione.
«Si annunciano cambiamenti tecnologici come grandi progressi, ma senza verificarne funzionalità, usabilità, sicurezza dei dati e interoperabilità. Così la digitalizzazione diventa un’involuzione che compromette le basi dell’assistenza sanitaria», accusa D’Ambra.
Nel mirino anche le difficoltà di accesso al sito istituzionale dell’ASL Lecce, spesso non raggiungibile perché “in manutenzione”, con ulteriori disagi per cittadini e dipendenti.
La CISAL Sanità chiede chiarimenti al Collegio Sindacale su eventuali profili di danno erariale, al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione sulla valutazione dello stress lavoro-correlato e denuncia una possibile violazione del CCNL Sanità per la mancata informazione preventiva alle organizzazioni sindacali sull’introduzione del nuovo software.
Con una formale diffida, il sindacato chiede il ripristino immediato della piena funzionalità dei sistemi, l’attivazione di punti di prenotazione e pagamento ticket direttamente nei laboratori, e un’informativa dettagliata entro sette giorni sulle cause dei disservizi e sulle eventuali penali applicate al fornitore.
«In assenza di risposte concrete ci riserviamo di adire le autorità competenti, dall’Ispettorato del Lavoro al Ministero della Salute fino alla Corte dei Conti», conclude D’Ambra.
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