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Il cinema nella lingua dei padri a Martano
Da domani rassegna cinematografica al Parco Palmieri: “Evò ce esù – Visioni – Incontri di confine, tra visi e parlate”, il cinema delle lingue minoritarie in Puglia
La valorizzazione delle minoranze linguistiche come riscoperta delle contaminazioni tra popoli e culture: è questo l’obiettivo della rassegna cinematografica “Evò ce esù – Visioni. Incontri di confine, tra visi e parlate“, dedicata al cinema delle lingue minori e giunta alla sua quarta edizione.
La Rassegna si terrà a Martignano, in piena Grecìa Salentina, l’isola linguistica del Salento, da venerdì 8 a domenica 10 settembre (ingresso gratuito).
L’evento, che si svolgerà negli spazi del Parco Turistico Culturale Palmieri, pone l’accento sul cinema delle lingue definite “minori” ed è l’unico nel suo genere in Puglia.
Un linguaggio, quello filmico, contemporaneo ed accattivante, in grado di penetrare confini linguistici e lessicali ed aprire varchi a relazioni, a contenuti emozionali e geografici rappresentativi di territori e culture diverse. Ma anche l’occasione per porre uno sguardo su storie e prospettive di “confine”, dove l’alterità, con le contraddizioni umane e sociali che genera, diventa occasione di riflessione sui grandi temi della contemporaneità.
L’iniziativa nasce da un’idea progettuale del Parco Turistico Culturale Palmieri, condivisa e sostenuta dalla fattiva collaborazione della Cineteca Sarda, la prima infrastruttura audiovisiva pubblica, culturale ed educativa in Italia (nata nel 1966) e del Babel Film Festival di Cagliari, il primo concorso cinematografico internazionale destinato esclusivamente alle produzioni cinematografiche che raccontano le minoranze.
L’edizione 2017 presenta al pubblico pugliese pellicole provenienti da geografie e confini linguistici variegati.
I luoghi del girato hanno toccato Paesi come il Congo, la Turchia, l’Armenia, la Gran Bretagna, la Norvegia, e l’Italia (con la Sicilia, la Sardegna, la Puglia, il Piemonte, il Friuli, il Trentino), con lingue arcaiche e nascoste quali il sàmi, l’acholi, lo hayeren, la laz, il franco-provenzale, il ladino, il furlan, il sardu, l’ arbëreshë, il dialetto Siciliano, quello salentino e barese, il napoletano, fino alla lingua dei segni.
Fil rouge di questa edizione è lo sguardo dei più piccoli, protagonisti di molte delle pellicole proiettate.
Il format si arricchisce inoltre di linguaggi creativi paralleli alle proiezioni – nell’ambito del progetto Evò ce esù Experiences finanziato dalla Regione Puglia – InPuglia365 Estate – come le visite guidate al Parco Palmieri, il laboratorio Ri-Munda volto alla scoperta del legno di ulivo, ad opera dello scultore Salvatore Rizzello, il laboratorio sul griko “Evò ce Esù – La lingua dei padri”, tenuto da Rocco De Santis e Mattia Manco, e ancora le escursioni in bicicletta nei borghi di Sternatia, Zollino e Caprarica di Lecce.
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Anche a Caprarica (di Tricase), domenica festa pittule e vino
Nel Rione di Caprarica, a Tricase, il giorno della festa del patrono Sant’Andrea, domenica 30 novembre, si aprirà la mattina presto con la tradizionale fiera mercato…
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Presicce festeggia Sant’Andrea, tra storia, leggenda e tradizione
Con l’inizio della Novena e fino a sabato 29, ogni mattina all’alba, dalle 4 alle 6, risuona il tradizionale Tamburreddu, una sorta di processione notturna…
LA COLONNA
Fu eretta nel 1600 dal principe Bartilotti in memoria del figlio Andrea, morto in tenera età. Il monumento, in stile barocco, si trova di fronte alla chiesa Madre e poggia su un basamento con statue che rappresentano le quattro virtù cardinali (Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza).
Oltre al culto del santo, simboleggia la famiglia Bartilotti e le virtù del principe stesso.
È un rito antichissimo che affonda le radici nelle tradizioni pagane del fuoco purificatore. In passato, bruciare oggetti e cibo simboleggiava la speranza di un inverno meno rigido e di buoni raccolti. Ogni anno, nella sera della vigilia di Sant’Andrea, si accende un grande falò in piazza Villani.
Il rito è accompagnato da una processione religiosa che percorre le strade del paese.
IL PROGRAMMA
Con l’inizio della Novena e fino a sabato 29, ogni mattina all’alba, dalle 4 alle 6, risuona il tradizionale Tamburreddu, una sorta di processione notturna che risveglia il paese con strumenti a fiato come sassofoni, flauti e clarinetti, accompagnata dalla cassa armonica e da musica tradizionale.
Sabato 29, giorno di vigilia, dalle 9 alle 12, il Tambureddu girerà tra le vie del borgo.
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Sabato, Crita e Vivi a Ruffano!
Secondo appuntamento del progetto pensato per promuovere la parità di genere e contrastare i discorsi d’odio attraverso l’arte partendo dalla considerazione che le parole ostili contro le donne sono ancora dominanti nella vita quotidiana
Secondo appuntamento con Crita e Vivi, sabato 29 novembre alle ore 18.00, progetto ideato e promosso da Made In Soap e vincitore dell’avviso pubblico regionale Futura – La Puglia per la parità Terza edizione.
Crita e Vivi è stato pensato per promuovere la parità di genere e contrastare i discorsi d’odio attraverso l’arte partendo dalla considerazione che le parole ostili contro le donne sono ancora dominanti nella vita quotidiana, in particolare nei social network, dove il linguaggio nei confronti delle donne è sempre più violento e praticato. Per contro, il progetto propone l’arte come strumento di aggregazione e azione femminile, attraverso cui trasformare le parole ostili in cultura dei diritti e della parità di genere.
Ne parleremo insieme in un incontro aperto al pubblico presso il laboratorio d’arte di Pamela Maglie design in Piazzetta Giangreco a Ruffano con la nostra ospite d’onore la professoressa Maria Chiara Spagnolo, docente dell’Università del Salento.
A seguire, le donne protagoniste del laboratorio di pensiero e ceramica artistica tenutosi lo scorso 11 novembre, si incontreranno per una cena performance presso il ristorante Farmacia dei Sani di Ruffano in cui si discuterà sul processo creativo portato a termine.
Le donne coinvolte nel progetto sono Ornella Ricchiuto, Monica Moretto, Valentina Rizzo, Enza Miceli. Nancy Motta, Rita Accogli, Paola Medici, Paola De Masi, Maria Concetta D’Aversa, Giada De Benedetto, Alessandra Carrozzo, Aran Prathumtang, Karin Macrì.
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