Attualità
Otto artisti latini in una Collettiva a Lecce
Fino all’8 novembre, al Primo Piano Livingallery in viale G. Marconi, 4, a Lecce, “Latinamente”, dal lunedì al sabato, dalle 16,30 alle 19,30 (mattina su appuntamento), con
Fino all’8 novembre, al Primo Piano Livingallery in viale G. Marconi, 4, a Lecce, “Latinamente”, dal lunedì al sabato, dalle 16,30 alle 19,30 (mattina su appuntamento), con ingresso libero, collettiva di 8 artisti latini: mostra d’arte contemporanea in occasione della 7^ Giornata del Contemporaneo, promossa da AMACI. Non nuova alla tendenza dell’arte latino-americana, la Primo Piano LivinGallery espone quest’anno le opere di new entry come Bartus Bartolomes, Jose Coronel Ortega, Paola Puppio Zingg, Ricardo B. Sanchez, accanto ai suoi artisti di riferimento Carlos Anzola e Astolfo Funes) e a due “incursioni” latine di eccezione: Carlo Marcello Conti italiano e Robert Scott Alger, americano, per aprire un dibattito comune, una sinergia che supera i confini e diviene momento di incontro tra culture e paesi. Otto artisti. 8 come il simbolo dell’Infinito. E nella poetica lontananza dell’infinito, si avverte il bisogno di una vicinanza, di una unione che supera le frontiere e diviene momento di incontro e dialogo tra culture. Nel segno della fratellanza, della community. E in questo collettivo, si percepisce il senso del “costruttivo”, di qualcosa che sta andando a crearsi, fra di loro. Tra loro e tutti noi. Latinamente, è come dire “alla maniera dei latini”, per conoscerli, dialogare con loro, gustare la loro arte, bere un drink. Così, come si fa tra amici. Perché l’arte non separa, ma unisce. Soprattutto quando è differente. Tutti insieme, latinamente, per affrontare questo secolo malato, disorientato, disincantato. Noi, voi e loro.
CENNI BIOGRAFICI ARTISTI
Bartus Bartolomes (Venezuela, 1958), è un’artista che negli anni’ 70 ha cominciato a popolare strade e spazi pubblici della città, con immagini e parole stampate su carta, armato di una scopa e un secchio di colla per attaccarle sui muri. Come tutti quelli cha hanno scelto la strada come una loro grande tela a cielo aperto, guidato dalla filosofia del “Do it yourself”, dell’arte-linguaggio aperta a tutti. Le sue opere sono attraversate da un vagare impazzito di segni, simboli della mitografia contemporanea, a volte nitidi, altre volte confusi, logorati nel labirinto della comunicazione.
Ha pubblicato diversi libri tra cui: “Pigmeicidio”, “LumpenVisivo-LumpenHaiku”,“Flipper Postume”, “Azure Night Cup”, “Erotogramas y Chàcharas”. Tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni’80 partecipa a diverse manifestazioni realizzate in Italia ed in Europa. È tra i promotori internazionali della “Nuova Visualità” o “poesia visiva”. Attualmente vive tra Parigi, Monaco, New York, Rio de Janeiro e Caracas, come consulente presso diverse istituzioni e imprese in relazione allo sviluppo di progetti di energia alternativa e, allo stesso tempo, scrive e cura la pubblicazione dei suoi libri continuando a collaborare al progetto museale visivo con il Gruppo Zeta e la casa editrice Campanotto, su ‘Iconographic’ ‘Kromathone’ e ‘B2art’ a New York.
Carlo Marcello Conti (Belluno, 1941), vive e lavora a Pasian di Prato. Sulle direttive tra scrittura e immagine, prendono forma i “ritagli poetici” di Carlo Marcello Conti, poeta e performer visivo che dagli anni’ 60, porta avanti una ricerca sulla poesia visiva. Poeta performer, artista multimediale, poeta visivo e sonoro, ha cominciato con Adriano Spatola nel 1961. Da allora ha fondato riviste e una casa editrice con la moglie Franca Campanotto. Dirige la rivista Zeta e la casa editrice. È stato ospite del DADD a Berlino nel 1985. Tra le personali in Italia e all’estero ricordiamo: Galleria Lösekrug Berlino, Galleria Armstorfer Salisburgo, Galerie Satellite Parigi, Museo Storico Parri Bologna, Galleria Comunale d’Arte Moderna Portogruaro.
José Gregorio Coronel Ortega (Venezuela, 1957) dove vive ed opera. Disegnatore, grafico, pubblicista, artista a tutto tondo è uno dei nomi di punta dell’arte latino-americana. Ha esposto in gallerie private ed enti pubblici e molte sue opere sono parte di importanti collezioni pubbliche e private dal 1980 ad oggi. Ha tenuto seminari di tecniche artistiche e di restauro, ha realizzato grandi murales. Tra figurazione e astrazione, tra ricchezza narrativa e rigore formale troviamo le opere del “mondo fluttuante” di Josè Gregorio Coronel Ortega. Oleogrammi di luce, in cui la trasparenza gioca un ruolo importante. La ricerca pittorica di Coronel sembra combinare insieme il genere fantasy con le atmosfere metafisiche di Sironi e Carrà, inventando una classicità futuribile, in cui un nuovo essere vivente pseudoumano ha sostituito il nostro genere umano, ed ora domina incontrastato al centro di un universo immobile asfissiante. Sono opere, queste, che mostrano frammenti di uno spazio al limite della dissoluzione entropica, precognizioni sui destini dell’umanità, visioni folgoranti.
Astolfo Funes (Venezuela,1973), vive ed opera a Miami, Usa. Dal 1993 partecipa attivamente a mostre a livello internazionale. Le sue opere sono collezionate in importanti musei d’arte contemporanea come: Museo De Arte Contemporáneo, Maracay, Venezuela; Solar, East Hampton, New York;American Art Promotion, Paris; Fundacion Nelson Sanchez Chapellin ed altre e collezioni private. Nelle sue opere, dalle tinte fortemente alterate, emerge un mondo popolato per lo più da donne perdute nell’ebbrezza dell’alcool o della vanità, nella sessualità esibita, nella diversità familiare, donne tendenzialmente tristi, atmosfere da night club, con rare incursioni con soggetto maschile. Una cultura, la sua, che sembra richiamare il retaggio dell’espressionismo tedesco, la pop art, i comics underground e non da meno l’art brut e che lo contraddistinguono tra gli artisti latini della sua generazione.
Carlos Anzola (Venezuela, 1970) dove vive ed opera. Artista e architetto, allievo di Gary Hill. Dal 1998 partecipa attivamente a mostre internazionali e le sue opere sono in prestigiose collezioni museali e private. Sulla scia del misticismo visionario, Carlos Anzola, artista e architetto, dal 1996 porta avanti una ricerca incentrata sulla simbologia con la serie delle “rapsodie urbane”, mescolando pittura, scultura, architettura e installazione. Tra i suoi temi preferiti dal 2003 ad oggi, la reinterpretazione in chiave personale e spesso intrisa di un umorismo nero, dei rituali religiosi e dell’anatomia umana. Gesto che diventa significato. Contenuto che diventa contenitore. Messa-in-scena e rappresentazione, prospettiva e visione pittorica.
Paola Puppio Zingg (Venezuela, 1978). Ha studiato fotografia e porta avanti una ricerca di esplorazione sulla bellezza e la sensualità esotica, catturando l’essenza e la purezza delle forme con il suo “realismo magico”. Dal 2004 partecipa a mostre collettive in Caracas, Santo Domingo e Miami. Paola Puppio Zingg è l’unica presenza femminile del gruppo ed anche la più giovane. Recentemente, ha realizzato una serie di opere di matrice surreale. Una sorta di “realismo magico”, in cui mixa oggetti, accessori, paiette, carte da gioco, filo spinato, textures dorate, foglie, dollari, fotografie etc. il tutto viene incapsulato in una teca stile rococò, con una luce di fondo che dà alla composizione un’aura magica. I suoi soggetti, sono icone della contemporaneità, di ciò che usiamo e viviamo ogni giorno.
Ricardo B. Sanchez (Venezuela, 1953), vive ed opera anche in Spagna. È uno degli artisti di punta impegnati anche nel sociale. Ha studiato fotografia al Museum School of Fine Arts in Boston, e Political Science and History al Tufts University in Boston, Mass. USA tra il 1971-1975. Le sue opere sono presenti in prestigiose collezioni private e pubbliche come: International Center For Photography, New York, New York State Museum, Fundación La Caixa, Barcelona, Museo de Arte Contemporáneo, Caracas, Warner Comunications, España, Lowes Corporation, New York , Merril Lynch Corporation, New York, Colegio de Arquitectos de Canarias, Calcografía Nacional de España ed altre. Il suo discorso artistico affonda nei fatti quotidiani e testimonia le macroscopiche ingiustizie, la perenne questione medio-orientale (vedi “Star of David”), la necessità degli spostamenti dei popoli, l’aspirazione alla pace (ved. “Peace”). La folla di umani che popolano le sue opere, nella struttura ascensionale piramidale, rievoca l’aura mortifera di un girone dantesco, un groviglio di corpi che si fa simbolo dello status dell’umanità di oggi.
Robert Scott Alger (Louisiana, 1972), vive ed opera tra Londra e New York. Dal 1994 partecipa attivamente a mostre internazionali con opere pittoriche, fotografia, video, arte digitale, installazioni. Le opere di Alger ribadiscono l’idea di uno spazio aperto, un luogo ampio di relazioni, in cui si respira una vitale distanza tra l’architettura d’interno e l’esterno (dove c’è lo spettatore) che ospita il tutto, attraversato a sua volta da immagini sonore, statiche come la fotografia o cinetiche come quelle del cinema
Attualità
Un Cuore Amico da 25 anni
Maratona di solidarietà su TeleRama. Raccolti quasi 35mila euro con i salvadanai dell’associazione che aggiungerà 10mila euro per la piccola Azzurra. Presentato il Mezzo del Cuore, un furgoncino attrezzato a disposizione gratuitamente di chi ha difficoltà a spostarsi per visite, terapie o cure in tutta la provincia di Lecce
Epifania all’insegna della solidarietà su TeleRama con la maratona televisiva dedicata alla 25ª edizione del Progetto Salento Solidarietà Cuore Amico.
Un appuntamento ormai storico che celebra venticinque anni di impegno concreto al fianco delle famiglie più fragili del territorio.
Cuore Amico è molto più di una onlus: è una comunità fatta di volontari, cittadini e famiglie che non si sentono più sole. Un progetto nato nel duemila da un’idea semplice e forte, quella del presidente Paolo Pagliaro: usare anche la comunicazione per aiutare davvero chi è in difficoltà.
Un impegno rimasto sempre fedele al Salento e diventato, nel tempo, una delle esperienze di solidarietà più autentiche del Mezzogiorno.
Si sono alternati conduttori e ospiti per una lunga diretta fatta di testimonianze, racconti di vita, emozioni, sorrisi e momenti di festa.
Alla conduzione si sono succeduti Manuela Sparapano, Lino Perrone, Mario Vecchio, Isabel Tramacere, Vincenzo Sparviero, Paolo Franza, Erica Fiore e Gianfranco Lattante.
Numerosi gli ospiti intervenuti, tra cui il presidente dell’US Lecce Saverio Sticchi Damiani, il direttore dell’area tecnica Pantaleo Corvino, l’on. Saverio Congedo e il sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone, insieme a tanti artisti che hanno reso la maratona un evento di condivisione e gioia.
Momento centrale della giornata è stata l’apertura dei 45 salvadanai di questa edizione per 34.224, 70, euro con la rendicontazione pubblica e trasparente delle donazioni raccolte durante l’anno. Un segno concreto della fiducia di chi ha scelto di sostenere il progetto, anche con piccoli gesti capaci di fare la differenza.
Inoltre, per questi 25 anni Cuore Amico ha allargato gli orizzonti facendo un regalo alla comunità, il Mezzo del Cuore: un furgoncino attrezzato a disposizione gratuitamente di chi ha difficoltà a spostarsi per visite, terapie o cure in tutta la provincia di Lecce.
Il progetto vede l’impegno anche dell’associazione “Lecce sicura” che si occupa della guida del mezzo. Con una semplice chiamata, chi ha bisogno sarà accompagnato a destinazione e poi riaccompagnato a casa.
Un’idea, un progetto, che testimonia ancora di più la vicinanza al territorio dell’associazione del presidente Paolo Pagliaro.
Importante anche la testimonianza del giovane Pierluigi Salomi, che ha coinvolto diverse scuole del territorio – tra cui l’Ascanio Grandi di Castromediano, gli Istituti Comprensivi De Amicis, Quinto Ennio, Ugento e la Oxford – in un percorso di solidarietà condivisa, al quale ha partecipato anche la Scuola primaria V.M. Masselli di Cutrofiano.
Durante la diretta è stato presentato il caso della piccola Azzurra: il presidente Pagliaro ha annunciato che il comitato scientifico di Cuore Amico destinerà 10mila euro a sostegno delle sue spese mediche.
Gesti concreti che raccontano il senso più vero di Cuore Amico e che riassumono il motto che da sempre muove la onlus salentina: «Donare fa rima con amare».
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Attualità
Aqp, letturisti senza tredicesima e internalizzazione: è sciopero
Mancati pagamenti e promesse non mantenute. Lavoratori con le braccia incrociate dal 2 gennaio reclamano l’internalizzazione che Acquedotto pugliese aveva deliberato a partire dal 1° gennaio. La Fimm non paga la 13esima, elude lo sciopero e non coinvolge il personale storico nel servizio di sostituzione dei contatori. Filctem: «Violati i diritti dei lavoratori. Intervenga Decaro»
Ombre sul futuro dei 42 letturisti di Acquedotto Pugliese.
Avrebbero dovuto assaggiare finalmente il sapore della stabilità e della internalizzazione, prevista a partire dal 1° gennaio.
E invece vivono un presente fatto di mancati pagamenti ed presagiscono un futuro angosciante.
La Fimm, appaltatrice del servizio, ha erogato solo il 30% della tredicesima e per questo è stato proclamato uno sciopero che si sta cercando di eludere impiegando altri lavoratori.
L’azienda peraltro non solo continua a gestire il servizio oltre la scadenza prevista dal bando ma, da alcune settimane, ha acquisito il servizio di installazione dei contatori idrici elettronici.
E questo è ciò che toglie il sonno ai 42 letturisti: non sono stati coinvolti nel processo di sostituzione e soprattutto nel medio termine la loro attività sarà sorpassata dalla tecnologia.
La Filctem sostiene da sempre la lotta dei lavoratori e fa appello ad Antonio Decaro, appena proclamato presidente della Regione (proprietaria di Aqp), affinché faccia luce sul futuro di questi lavoratori.
LO SCIOPERO
La prima grana, quella che ha rovinato il Natale ai lavoratori, riguarda la tredicesima.
In busta paga è riportata per intero, ma poi in banca il versamento è stato di appena il 30%.
La Filctem ha dapprima inviato delle pec (a Fimm ed Aqp) e poi proclamato uno sciopero, partito il 2 gennaio e tuttora in corso, fino al saldo della tredicesima (mancherebbero anche 200 euro di welfare).
L’azienda, che al momento non ha provveduto al pagamento, ha deciso di eludere il diritto allo sciopero, garantito dalla Costituzione, coinvolgendo il personale incardinato nella lettura dei contatori del gas anche nella lettura dei contatori Aqp.
L’APPALTO
La Filctem ha scritto ad Aqp per capire come mai il servizio di letturazione sia ancora gestito da Fimm, ben oltre il periodo massimo previsto dalla gara di appalto.
Tenuto conto soprattutto di quanto stabilito dal Consiglio di amministrazione di Aqp che il 24 marzo scorso ipotizzava l’internalizzazione del servizio e del personale a partire dal 1° gennaio, dando seguito al Piano strategico 2023-26.
A oggi, invece, si procede solo all’installazione dei contatori elettronici, un servizio affidato alla Fimm.
Filctem Cgil nutre dubbi sulla legittimità dell’affidamento, visto che l’azienda ha ricercato risorse umane esterne, senza coinvolgere minimamente (neanche attraverso un percorso formativo) il personale storico.
Infine, sottolinea come l’attività di installazione di contatori elettronici destini la mansione di lettura tradizionale alla soppressione del ruolo in un prossimo futuro.
Non inserire il personale storico in un piano di aggiornamento e riqualificazione per la gestione dei nuovi dispositivi equivale a impedire la riconversione professionale dei letturisti.
Tale comportamento configura una strategia aziendale volta a creare un esubero programmato e artificioso del personale storico, condannandolo alla futura espulsione dal ciclo produttivo.
L’APPELLO
Da qui la richiesta di intervento ad Antonio Decaro.
«Il 31 maggio del 2023, con l’approvazione da parte della giunta regionale del piano strategico 2023/2026 in cui era prevista anche l’assunzione dei 42 letturisti, credevamo che il calvario di questi lavoratori, che si protrae da oltre 12 anni, fosse arrivato al capolinea. E invece no», dice Franco Giancane, coordinatore regionale del comparto Gas/acqua per la Filctem Puglia.
«Aqp ha sempre frapposto una serie di problematiche rifiutandosi di convocare, come più volte richiesto, il tavolo tecnico, salvo poi deliberare di fatto l’internalizzazione il 24 marzo scorso nella seduta del Consiglio di amministrazione. Ci chiediamo quali ostacoli si frappongano ancora e per quale motivo si è proceduto alla proroga dell’affidamento del servizio di letturazione alla Fimm ben oltre i termini previsti nella gara di appalto. Lanciamo un appello al presidente Decaro: acquisisca tutta la documentazione necessaria per scrivere finalmente la parola fine su questa storia di precarietà e dia un segnale forte a tutti quei cittadini e lavoratori che votandolo hanno creduto nel vero cambiamento».
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Attualità
Sessantenni in festa a Specchia
La “generazione 1965” si è ritrovata per festeggiare i 60 anni
Non più un traguardo di “confine”, ma il fischio d’inizio di un entusiasmante secondo tempo. I sessantenni di Specchia hanno celebrato la loro storia tra memoria, emozione e uno sguardo rivolto al futuro.
C’è stato un tempo in cui compiere sessant’anni evocava l’immagine del tramonto. Ma per i nati nel 1965, quella soglia varcata nel 2025 ha tutto un altro sapore: quello della consapevolezza, della vitalità e di una saggezza che non spegne l’energia, ma la orienta verso nuovi orizzonti.
Nascere nel 1965 significava, spesso, emettere il primo vagito tra le mura di casa, in un’Italia che correva veloce verso il futuro. Erano gli anni della Fiat 500 F, dell’inaugurazione del traforo del Monte Bianco e delle note di Bobby Solo che vinceva Sanremo, a giugno di quell’anno i Beatles suonarono in Italia per l’unico concerto della loro storia, l’avvento della minigonna rivoluzionò la moda internazionale e sugli schermi cinematografici venne proiettato un film iconico come “Per qualche dollaro in più” di Sergio Leone.
Questa generazione ha vissuto una metamorfosi epocale: sono cresciuti tra le corti del borgo antico di Specchia e i campi di calcio improvvisati ed estemporanei, formandosi con valori semplici e solidi, per poi attraversare il passaggio dal bianco e nero del televisore a valvole a quello a colori, dal gettone telefonico alla rivoluzione digitale degli smartphone.
Un bagaglio di esperienze umane che “nessun algoritmo potrà mai replicare”.
Il 30 dicembre scorso, i “ragazzi e le ragazze del ’65” di Specchia hanno voluto onorare questo traguardo con una giornata densa di significato. Il primo momento, toccante e solenne, si è svolto nella Chiesa Madre, dove don Antonio Riva ha presieduto una Santa Messa, concelebrata da Don Antonio Caccetta, come ringraziamento per l’età raggiunta e in suffragio dei coetanei scomparsi troppo presto: Alessandro Ferraro, Costantino Lanciano, Ruggero Riso e Irene Scarascia. Un modo per riannodare i fili di una storia collettiva che non dimentica nessuno.
I festeggiamenti sono poi proseguiti presso il ristorante “La Noviera” a Specchia, per ballare e cantare le canzoni e le musiche degli anni ‘ 80, mirabilmente proposte dal DJ Elvix. Non si è trattato di un incontro casuale: già nel 2015 la classe si era ritrovata per i 50 anni, facendosi una promessa che è stata puntualmente mantenuta dieci anni dopo.
Tra i tavoli, la musica e i brindisi, a farla da padrona è stata la convivialità. Aneddoti d’infanzia e di gioventù, con risate che hanno accorciato le distanze del tempo, dimostrando che i legami nati tra i banchi di scuola o nei vicoli bianchi di Specchia sono rimasti intatti, resistendo alle intemperie della vita, con la convinzione che i sessant’anni non sono un punto di arrivo, ma una nuova e vibrante partenza,” è stato il commento diffuso tra i partecipanti. Al termine della serata, tutti i partecipanti hanno ricevuto un piccolo tamburello salentino, personalizzato per l’incontro, riportante la frase: “Non sono 60…ma 30 + 30 di esperienza” e le parole: “Qualità” e “Resilienza”.
Oggi, questa generazione si conferma il cuore pulsante della comunità: persone che hanno ancora la forza di fare tutto, ma con la maturità di chi sa dare il giusto peso alle cose. Perché i decenni passano, ma le radici, proprio come quelle degli ulivi che circondavano Specchia fino a pochi anni fa, restano vive e profonde.
I sessantenni partecipanti sono stati: Stefania Branca, Sonia Cardigliano, Anna Carluccio, Maria Grazia De Rinaldis, Lucia Giangreco, Walter Indino, Maria Antonietta Musio, Fernando Palma, Maria Letizia Pecoraro, Antonio Penna, Daniele Riso (figlio di Ruggero), Roberta Branca (figlia di Irene Scarascia), Antonio Rizzo, Lucia Sanapo, Alberto Scarcia, Antonio Osvaldo Scupola, Salvatore Scupola, Giorgio Stendardo, Giuseppe Tranne, Nicola Petracca, Claudio Mannoni, Assunta Ungaro, Lory De Donno, Roberto Rizzo, Stefano Strambaci, Maurizio Santoro, Anna Rita Riso, Rocco De Giorgi, Salvatore Indino.
Ai quali si aggiungono gli assenti, ma giustificati: Assuntina Scarcia, Anna Rita Maglie, Nadia Rizzo, Vincenza Branca, Michelangelo Sanapo, Maria Grazia Sanapo, Gianna Martinucci e Daniela Sanapo.
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