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Otranto

Otranto Bandiera Verde dell’Agricoltura

Il Sindaco Cariddi: “Un’attestazione del nosto impegno”

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La Città di Otranto ha ottenuto la Bandiera Verde dell’Agricoltura e il Sindaco Luciano Cariddi si è recato oggi a Roma per ritirare il riconoscimento presso il Campidoglio.

Sono solo due i comuni pugliesi ad essere stati premiati, Otranto e Locorotondo. Bandiera Verde Agricoltura è un riconoscimento attraverso il quale si premiano aziende agricole, regioni, province, comuni, comunità montane e parchi che si sono particolarmente distinti nelle politiche di tutela dell’ambiente e del paesaggio anche a fini turistici, nell’uso razionale del suolo, nella valorizzazione dei prodotti tipici legati al territorio, nell’azione finalizzata a migliorare le condizioni di vita ed economiche degli operatori agricoli e più in generale dei cittadini. “Un nuovo riconoscimento per la nostra Città che rappresenta per noi un’attestazione dell’impegno che l’Amministrazione comunale costantemente ha cercato di garantire ai temi dell’agricoltura, dell’ambiente e della sostenibilità”, dichiara il Sindaco Cariddi. “Ci fa piacere anche perché è riconosciuto dalla Cia (Confederazione Italiana Agricoltori), un’associazione di categoria dei produttori che premia anche la vitalità dimostrata negli anni dal mondo degli imprenditori agricoli otrantini, un settore che per il nostro territorio rappresenta ancora oggi una delle principali risorse dell’economia cittadina. Mi piace pensare che sia stata premiata la capacità di rinnovarsi e di trovare risposte adeguate da una parte della classe imprenditoriale otrantina, in gran parte costituita dalle nuove generazioni, quelle che sono le nuove situazioni produttive e di mercato in epoca di globalizzazione. Importante, in particolare, la buona tenuta registrata in questi ultimi anni dal settore trainante della nostra agricoltura”, prosegue il primo cittadino, “quello del vitivivasimo, che dimostra di aver raggiunto ormai un elevato grado di specializzazione. Siamo soddisfatti anche per gli apprezzamenti che la Cia fa sul nostro territorio riguardo alle valenze ambientali e paesaggistiche. E’ innegabile il forte connubio tra il mantenimento di presidi aziendali sul territorio con la salvaguardia del nostro paesaggio rurale, che rappresenta uno dei valori più alti anche per la nostra offerta turistica”. E conclude: “Così come per altre attestazioni già ricevute in passato dalla nostra Città, anche la Bandiera Verde Agricoltura fungerà da stimolo affinché si prosegua su percorsi virtuosi di crescita che consentano di far convivere al meglio la tutela ambientale, la salvaguardia delle tradizioni e il progresso economico”. Soddisfatto per il riconoscimento anche l’Assessore alle Politiche Agricole ed al Turismo, Daniele Merico: “Sicuramente un premio che condividiamo con tutta la comunità, ma soprattutto con tutti coloro che vivono di agricoltura nelle mille difficoltà del momento. Agricoltura di qualità e tutela del territorio sono elementi sui quali sicuramente bisogna puntare per superare il periodo di crisi in cui viviamo. La Bandiera Verde Agricoltura certifica la bontà, il lavoro svolto negli ultimi anni e ci indica la strada da seguire. Tuttavia, oltre a gratificarci, ci sprona a fare di più e meglio”.

V.V.


Alessano

«Io, tedoforo per un giorno»

Il racconto di Francesco Bello di Alessano “staffettista” durante il viaggio della fiamma olimpica Milano Cortina 2026 in Salento

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A fine anno la fiamma olimpica ha attraversato l’incantevole quanto festoso itinerario salentino: Nardò, Rivabella, Gallipoli, Presicce – Acquarica, Maglie, Otranto sino all’accensione serale del braciere, avvolto dal barocco leccese.

Un viaggio iniziato nell’antica Olimpia, il 26 novembre dell’anno appena concluso, presso il Tempio di Hera, secondo un rituale senza tempo.

Rievoca l’agere di una sacerdotessa mediante uno specchio parabolico, in modo da concentrare i raggi del sole per dar vita al fuoco sacro.

Questo metodo, ispirato ad Archimede, è simbolo di purezza e continuità con l’antica Grecia.

Di poi, la staffetta della torcia olimpica nel corso della cerimonia svoltasi nello stadio di Panathinaiko in Atene, passata dalle mani di Isidoros Kouvelos, presidente del Comitato Olimpico Ellenico, a quelle di Giovanni Malagò, presidente del Fondazione Milano Cortina, è emigrata nella nostra Capitale, illuminandola.

Da lì, ha preso forma il suo viaggio nel Belpaese, da nord a sud.

Nei 63 giorni d’interstizio dalla data d’inizio delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina (prevista il prossimo 6 febbraio, stadio San Siro), la fiamma percorrerà oltre 12 mila chilometri, valicando tutte le 110 province italiane.

Alla luce dei tempi correnti, testimoni di una umanità stanca, lacerata, segnata da profonde ferite causate da violenti conflitti, bombardamenti, guerre tra i popoli.

Qualche mese fa, l’80esima sessione dell’assemblea generale delle Nazioni Unite (UNGA) a New York, ha adottato la risoluzione della tregua olimpica durante i giochi olimpici e paralimpici di Milano Cortina 2026.

Tale risoluzione intitolata “Costruire un mondo migliore e pacifico attraverso lo sport e l’ideale Olimpico” è stata adottata all’unanimità dai paesi membri dell’ONU.

Invita gli stessi a osservare la tregua Olimpica, a partire da sette giorni prima dell’inizio dei Giochi (6-22 febbraio) fino a sette giorni dopo la fine dei giochi Paralimpici invernali (6-15 marzo 2026), garantendo il passaggio sicuro e la partecipazione di atleti e ufficiali.

La tregua olimpica è un invito a mettere da parte, cio che ci divide e concentrarsi su ciò che ci unisce.

In un contesto sconvolto dalle guerre, come quello attuale, lo sport ed in particolare i Giochi Olimpici, possono offrire uno spazio raro, ove le persone si incontrano non come avversari, ma come esseri umani.

Quando gli atleti si uniscono, non vedono nazionalità, religione o cultura. Si vedono come atleti. Ci mostrano cosa può essere l’umanità nel suo lato migliore.

Tra l’altro, sulla base dei cenni storici, la tradizione della tregua olimpica fu istituita nell’antica Grecia per permettere la partecipazione sicura ai Giochi olimpici antichi, a tutti gli atleti e spettatori delle poleis, quasi sempre in conflitto tra loro.

L’onore ed il prestigioso onere di condurre e preservare il brillante ardore della fiamma, spetta a determinati soggetti, prescelti. I tedofori.

Questi ultimi, persone ordinarie con storie straordinarie, degnamente deputate a rappresentare il territorio, la cultura, il talento e l’eccellenza in tutti i campi: sportivo, sociale, artistico, creativo, insieme ai valori di pace e fratellanza, espressione del sacro fuoco nato dalla luce di Apollo e dalla terra senza tempo di Zeus.

Coniugano armonicamente pietre miliari reclinabili nella vita e nello sport.

Dirigere la fiamma, far luce sul cammino nazionale verso la Cerimonia Olimpica di Apertura, significa essere ambasciatore di passione, talento, energia e rispetto.

Soprattutto quest’ultimo, quale valore assoluto di accoglienza, incisività, come pure capacità (dei tedofori) di unire, abbattendo le barriere.

Le torce di Milano Cortina 2026, si chiamano “Essential” e sono completamente Made in Italy, il loro peso è di circa 1,5 kg.

Composte prevalentemente da materiali riciclati, come leghe di alluminio e ottone.

Più precisamente, la torcia olimpica si veste delle sfumature del cielo, nei toni del verde e del blu, ispirate ai paesaggi italiani in continuo mutamento.

Mentre, quella paralimpica, ha tonalità di bronzo, per richiamare invece la luce che si irradia sulle montagne e celebra la forza interiore e il coraggio degli atleti Paralimpici.

«EMOZIONE UNICA»

«Nominato ad adempiere il mandato olimpico, nelle vesti di tedoforo», Francesco Bello ha voluto manifestare la «personale contentezza e gratificazione per aver vissuto un’esperienza unica ed altamente emozionante. Tra le strade o, meglio, nei suggestivi vicoli acciottolati del centro storico di Gallipoli, in mezzo all’entusiasmo, all’impeto del bagno di folla dei presenti, stringendo tra le mani un simbolo carico di storia, di pace, di forza e di speranza».

«Condividerne il peso della sua storia millenaria e diventare parte di una tradizione, entrare nella storia dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026, in qualità di ambasciatore nella mia terra, il Salento», confida il tedoforo di Alessano, «selezionato per la mia storia, ed anche per i valori, cui cerco di indossare o più ancora, ai quali regolarmente aspiro: la rettitudine, la lealtà, il rispetto, l’educazione, il fair play, lavoro di squadra, la disciplina, il sacrificio, l’inclusione socio-sportiva, l’empatia e la solidarietà. Elementi chiave, principi, trasmessimi sin dalla tenera età, dalle mie storiche presenze familiari. Inoltre, non avrei immaginato di succedere a idoli sportivi in un evento così storico, in altre parole il viaggio della fiamma olimpica. Tra i quali, frequentando nuoto presso l’Icos di Tricase, sento di citare Gregorio Paltrinieri, nuotatore plurimedagliato».

Altra menzione del nostro tedoforo per Achille Polonara, «emblema di speranza, coraggio, resilienza e rinascita, specialmente dopo la sua lotta contro la leucemia, sposando appieno i valori di forza, vita e umanità dello spirito olimpico, un esempio di come superare le difficoltà con determinazione». Così come tante altre personalità illustri, destinate ad accompagnare il fuoco olimpico, indossando la divisa di tedoforo.

«Lo sport è una palestra di vita», conclude Francesco, «ambedue le realtà, interconnesse, asservite allo scopo di rendere predetti capisaldi, rilucenti nelle nostre azioni verso gli altri. Personificarli nella vita e nello sport, ci colloca sul gradino più alto del podio».

Tu ragazzo dell’Europa, porti in giro la fortuna…“.

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Francesco Bello di Alessano

 

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Alliste

Appuntamenti, ultimi giorni di Festa fino alla Epifania

Sagre, riti, concerti, pitturate e… arrivo della Befana….

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SABATO 3 GENNAIO 2026

ANDRANO –

Scuola via del Mare A. Martella, ore 20, Cena Sociale con le associazioni del territorio

BARBARANO (Morciano) –

Sede Associazione Nazionale Marinai d’Italia, ore 20, Tombolata

BOTRUGNO – 

Oratorio, Azione Cattolica, Christmas Games  per bambini e ragazzi; a seguire Tombolata degli avanzi per la famiglie 

CASARANO – 

Auditorium comunale G. Pisanò,  Cinema Auditorium

CASTRIGNANO DEL CAPO – 

Oratorio degli Arcangeli, 18,30, Tombolata di comunità. Piazza San Michele, ore 20,30, Vittorio Ciurlia (violinista)

LUCUGNANO (Tricase) – 

Palazzo Comi, ore 10,30, Associazione Tina Lambrini, Laboratorio di letture per bambini.

Chiesa Madre, ore 18, Benedetto sia lo giorno, concerto di Natale con Vania Palumbo, Angela Lacalamita e Maurizio Ria

MURO LECCESE – 

Palazzo del Principe, dalle 10,30 alle 12,30, Christmas Lab, Laboratori creativi per bambini.

Mercato delle Idee, ore 20,30, Ura Teatro, La guerra del vino NOCIGLIA – Azione Cattolica, Tombolata per adulti.

Polisportiva Meraki, Ramdom Volley Christmas edition

POGGIARDO – 

Piazza Umberto I, dalle 17 alle 20, Il Villaggio delle Feste – Speciale Befana

PRESICCE – ACQUARICA – 

Località Presicce, Chiesa Sant’Andrea Apostolo, ore 19,30, Candle Harmony Concert, emozionante viaggio tra musica e cinema sulle note dal vivo di un quartetto d’archi, avvolta e illuminato da candele

RUFFANO – 

Centro Storico, InCanto di Natale: dalle 16 alle 20, La Scopa SchiacciaGuai, Laboratorio Creativo; dalle 17, Piazza del Gusto, street food; dalle 17,30, Presepe di Comunità, Villaggio della Solidarietà  e Mercatini di Natale

SALIGNANO (Castrignano del Capo) – 

Parrocchia Sant’Andrea, … e poi… Ripartiamo dal Natale (anche 4 e 6 gennaio)

SPONGANO – 

Punto Lettura 0/6 anni, ore 16, Racconti d’inverno

SUPERSANO – 

Auditorium comunale, ore 19,30, Tombolata con l’Avis. Piazza IV Novembre, dalle 19,30, band Cuore di Cane live

TIGGIANO – 

Community Library, dalle 16 alle 19, Tombolata  per bambini dai 10 ai 14 anni.

Chiesa Sant’Ippazio, ore 18,30, Orchestra di Fiati Artistica Inclusione, Concerto di Natale

TRICASE – 

Sala del Trono di Palazzo Gallone, Rotary Club e Associazione La Ginestra, Assurdamente logico o logicamente assurdo

UGENTO – Piazza San Vincenzo, ore 18, The Magic World

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DOMENICA 4 GENNAIO 2026

ANDRANO – 

Biblioteca Don Giacomo Pantaleo, ore 19, Istituto di Cultura Musicale   J.S. Bach, Incontri musicali

BOTRUGNO – 

CTG-GIS e i 4 rioni botrugnesi, Atmosfere Natalizie

CASARANO – 

Chiostro comunale, ore 9,30, Arrivano le Befane

CASTRIGNANO DEL CAPO – 

Piazza San Michele, ore 19, Domenico Zezza (violinista)

MELISSANO –

Oratorio Gesù Redentore, Tombolata (anche 6 gennaio).

Sagrati Chiese, Calza della Befana di Azione Cattolica (anche 5 e 6 gennaio)

MORCIANO DI LEUCA – 

Centro storico, dalle 16,45, Visita Guidata Teatralizzata con il Teatro delle Quinte. Palazzo Strafella, primo piano, ore 18, Alterithè,  installazione performativa e partecipativa di Fabrizio Manco e Alessandro Del Genio

NOCIGLIA – Fratres, Donazione con autoemoteca

MURO LECCESE – Per le vie della città, dalle 9 alle 12,  La Befana biricchina

RUFFANO – 

Centro Storico, InCanto di Natale:  dalle 17, Piazza del Gusto, street food e piazza del Gusto Live con la cover band Why Not; dalle 17,30, Presepe di Comunità e Villaggio della Solidarietà e Mercatini di Natale; alle 20,30, Gran Concerto di Capodanno con l’Orchestra SalentOpera in Chiesa della Natività B.V.M.

SALIGNANO (Castrignano del Capo) – 

Parrocchia Sant’Andrea, … e poi… Ripartiamo dal Natale (anche martedì 6 gennaio)

SPONGANO – 

Piazza Vittoria, ore 16, Aspettando la Befana. Via Sant’Angelo 16, dalle 16  alle 21, La Casa del Natale (anche 6 gennaio)

SUPERSANO – 

Piazza IV Novembre, ore 19,30, Storie al Chiaro di Luna, narrazione e musica di Elsa Maggiore e Michele Contaldo

TIGGIANO – 

Piazza Castello, ore 8,30, partenza Biciclettata di rosso.

Luci Perti, ore 19, Le strine, Canti di Natale, con Antonio Castrignanò, Rocco Nigro e Luigi Marra

TRICASE – 

Via Cittadella e centro storico, ore 18,30, Essential Trio Live Music

UGENTO – 

Cine Teatro Oratorio, ore 18, Grande tombolata della famiglia. Piazza Adolfo Colosso, ore 20, Fivelandia – And More. Cristina D’Avena Cartoons Cover

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LUNEDì 5 GENNAIO 2026

ANDRANO – 

Chiesa Sant’Andrea Apostolo, ore 19, Associazione Musicale Arturo Toscanini, Il Canto degli Angeli

BOTRUGNO – 

Piazza Indipendenza, CTG-GIS,  Arriva la Befana

CASTIGLIONE (Andrano) – 

Piazza della Libertà, ore 17,30, Associazione Knidè, Veglioncino dell’Epifania e arrivo della Befana

CASTRIGNANO DEL CAPO – 

Chiesa san Michele Arcangelo, ore 18,30, Concerto di Natale dei bambini del catechismo

CUTROFIANO – 

Mercato della Cultura, ore 16, Grande Tombolata dei Bambini, ospite d’eccezione la Befana

GEMINI (Ugento) – 

Piazza Regina Elena, ore 20, Befane in Piazza

LEUCA – 

Sala Congressi Hotel Terminal, ore 16, premiazione concorso Presepi, Poesie e Sculture

MARTANO – 

Oratorio, ore 19, Coro della Parrocchia del Rosario, Concerto di Natale, aspettando l’arrivo della Befana; a seguire, pittulata e grigliata 

MELISSANO – 

Sagrati Chiese, Calza della Befana di Azione Cattolica (anche 6 gennaio)

MORCIANO DI LEUCA –

Palazzo Strafella, ore 18, La Befana vien di notte, piccola storia di un grande simbolo, con Massimo Oggioni, storico e divulgatore

POGGIARDO – 

Palazzo della Cultura, dalle 19, Tombolata, Aspettando la Befana con l’associazione culturale Rioniamo

SPONGANO – 

Borgo Filograna, ore 18, Workness, Concerto di inizio anno.

Palestra scuola media, ore 20, Tombolata

TIGGIANO – 

Community Library, dalle 9,30 alle 11,30,  Magia della Calza: crea la tua

TRICASE – 

Sala del Trono di Palazzo Gallone, ore 19,30, Compagnia Ama-Torre, Lu spiritu te lu tata ngiccu, commedia.

Teatro Don Donato Bleve della Chiesa di Sant’Antonio, ore 19,30, Tombolata per famiglie con il Comitato Feste

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MARTEDì 6 GENNAIO 2026, Epifania

BOTRUGNO – 

Piazza Indipendenza, Fratres, L’attesa è finita,  il mondo ritrova la sua Stella

CASARANO – Piazza San Domenico, ore 18, Mega Calza della Befana;  alle 21, Bar Italia Show

CASTIGLIONE (Andrano) – 

Chiesa San Michele Arcangelo, ore 17,30, Associazione Knidè, Veglioncino dell’Epifania e arrivo della Befana

CASTRIGNANO DEL CAPO – 

Ore 10,15, Corteo dei re Magi da via Oberdan a Borgo Terra.

Parrocchia San Michele Arcangelo, ore 18,30, Radici Vive, le Case di Maria. Piazza San Michele, ore 20, Super Mario

CUTROFIANO – 

Palazzetto dello Sport, ore 18,30, Clarinettomania 2026, Concerto dell’Epifania

MARTANO – 

Sala Convegni Karol Wojtyla, ore 19, Gruppo Sinergia, Tombolata in Sinergia, con ricavato in beneficenza

MELISSANO – 

Oratorio Gesù Redentore, Tombolata. Sagrati Chiese, Calza della Befana di Azione Cattolica (anche 4, 5 e 6 gennaio). Piazza Garibaldi, Fidas, Befalandia

MIGGIANO – 

Theatrum, ore 12, Befana del Sindaco

MORCIANO DI LEUCA – 

Vecchio Cinema Orlando, ore 19, Tombolata

MURO LECCESE – 

Piazza del Popolo, ore 16,30,  La Befanna arriva in Piazza

NOCIGLIA – 

Fratres, Befana in Piazza

OTRANTO – 

Castello Aragonese ore 18, Epifania in musica. 

The voice of Christmas con Enrica Negro (soprano), Federico Buttazzo (tenore), Giorgio Schipa (baritono) e Antonio Papa (organo)

PRESICCE – ACQUARICA – 

Località Acquarica, Castello Medievale, ore 20, La spada e l’incanto: sulle orme di Francesco d’Assisi, di Massimo Donno e Fabrizio Saccomanno

RUFFANO – 

Centro Storico, InCanto di Natale: dalle 17, Piazza del Gusto, street food; dalle 17,30, Presepe di Comunità e Villaggio della Solidarietà e Mercatini di Natale; alle 18, a cura dell’associazione La Giara, Arrivo della Befana che partirà a piedi con la scopa Magica dall’incrocio via Liborio Romano/Corso Margherita di Savoia distribuendo dolci a tutti i presenti con a seguito il carroccio con tutti i Regali; aiuteranno La Befana nel suo percorso gli amici Spazzacamino, una volta giunti in piazza del Popolo si accomoderà nella casetta della Befana dove riceverà i Bambini fino alle 23; alle 19, Lillo Birillo; alle 20,30 musica live con la cover band Radio Libra

SALIGNANO (Castrignano del Capo) – 

Parrocchia Sant’Andrea, … e poi… Ripartiamo dal Natale 

SPONGANO – 

Via Sant’Angelo 16, dalle 16 alle 21, La Casa del Natale 

TRICASE – 

Piazza Pisanelli, ore 16, partenza sfilata personaggi del Presepe Vivente e dei Re Magi, destinazione Monte Orco.

Ex IAT Atrio Palazzo Gallone, ore 17, Tricasèmia, Arriva la Befana

UGENTO –

Piazza San Vincenzo, ore 17, Discesa della Befana dalla Torre dell’Orologio con i 

Vigili del Fuoco della Sezione di Ugento e del Dipartimento di Lecce.

Piazza San Vincenzo, ore 19, premiazione del concorso Lucincanto – La magia del Natale in ogni casa. Piazza Adolfo Colosso, ore 20, concerto de I Calanti

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Approfondimenti

Lupini, carrubi e fichi i migliori figli spuri della terra salentina

Non c’è che dire, ieri, in un modello esistenziale più semplice, si aveva interesse, e attenzione, anche per beni “poveri” ma, con ciò, non meno utili di altri; oggi, il concetto di valore si è in certo senso ripiegato su se stesso e finalizzato a obiettivi e orizzonti di tutt’altra stregua, fra cui miraggi a portata di mano…

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di Rocco Boccadamo

Sono frutti, prodotti, derrate, cui, adesso, si annette rilievo scarso, se non, addirittura nullo; si è quasi arrivati a ignorarne l’esistenza, la cura e l’uso.

Sulla scena delle risorse agricole locali, resistono appena, con alti e bassi, le granaglie, le olive, l’uva, gli agrumi, gli ortaggi e/o verdure.

Lupini, carrube e fichi sono, insomma, divenuti figli minori e spuri della terra, le relative coltivazioni appaiono rarefatte e, di conseguenza, i raccolti trascurati o abbandonati. Mentre, sino alla metà del ventesimo secolo ma anche a tutto il 1960/1970, rappresentavano beni indicativi per i bilanci delle famiglie di agricoltori e contadini ed elementi di non poco conto per le stesse, dirette occorrenze alimentari.

I primi, della sottofamiglia delle Faboidee, al presente richiamati solo sulla carta e nelle enciclopedie come utili ai fini della decantata “dieta mediterranea”, si trovavano diffusi su vasta scala, specialmente nelle piccole proprietà contadine attigue alla costiera, fatte più di roccia che di terra rossa, si seminavano automaticamente e immancabilmente senza bisogno di soverchia preparazione del terreno, né necessità di cure durante il germoglio e la crescita delle piante, dapprima in unità filiformi, poi robuste e ben radicate sino all’altezza di metri 1 – 1,50, recanti, alla sommità, rudi baccelli contenenti frutti a forma discoidale, compatti, di colore fra il giallo e il beige – biancastro.

Al momento giusto, le piante erano divelte a forza di braccia e sotto la stretta di mani callose e affastellate in grosse fascine o sarcine. A spalla, i produttori trasportavano quindi tale raccolto nel giardino o campicello, con o senza aia agricola annessa, più prossimo alla casa di abitazione nel paese, lasciandolo lì, sparso, a essiccare completamente sotto il sole.

Dopo di che, avevano luogo le operazioni di separazione dei frutti dai baccelli e dalle piante, sotto forma di sonore battiture per mezzo di aste e forconi di legno. Diviso opportunamente il tutto, con i già accennati discoidi, si riempivano sacchi e sacchetti.

Il prodotto, in piccola parte, era conservato per le occorrenze, diciamo così, domestiche: previa bollitura e aggiuntivo ammorbidimento e addolcimento con i sacchetti tenuti immersi nell’acqua di mare, i lupini diventavano una sorta di companatico o fonte di nutrimento di riserva e, in più, servivano ad accompagnare i “complimenti”, consistenti in panini, olive, sarde salate, peperoni e vino, riservati, in occasione dei ricevimenti nuziali, agli invitati maschi. Invece, l’eccedenza, ossia la maggior parte del raccolto, era venduta a commercianti terzi.

°   °   °

Le carrube sono i favolosi e bellissimi pendagli, color verde all’inizio e marrone sul far della maturazione, donatici dagli omonimi maestosi alberi, taluni di dimensioni monumentali, tutti affascinanti.

Anche riguardo alle carrube, non si pongono attenzioni particolari, salvo periodiche potature delle piante, i frutti si raccolgono, al momento, purtroppo, da parte di pochi, attraverso tocchi con aste di legno, un’operazione denominata abbacchiatura, come per le noci.

Il prodotto, copioso e abbondante ad annate alterne e riposto in sacchi di juta, oggi è indirizzato esclusivamente alla vendita a terzi; al contrario, in tempi passati ma non lontanissimi, le carrube, dopo l’essiccazione al sole, erano in parte abbrustolite nei forni pubblici del paese e, conservate in grossi pitali in terracotta, insieme con le friselle e i fichi secchi, componevano le colazioni e, in genere, i frugali pasti in campagna dei contadini.

Piccola nota particolare, d’inverno, poteva anche capitare di grattugiare le carrube e, mediante la graniglia così ottenuta mescolata con manciate di neve fresca (beninteso, nelle rare occasioni in cui ne cadeva), si realizzava un originale e gustoso dessert naturale e sano.

°   °   °

I fichi, al momento, purtroppo, lasciati, in prevalenza, cadere impietosamente ai piedi degli alberi, erano, una volta, oggetto di una vera e propria campagna di raccolta, ripetuta a brevi intervalli in genere sempre nelle prime ore del mattino, con immediato successivo sezionamento (spaccatura) dei frutti e disposizione dei medesimi su grandi stuoie di canne, “cannizzi”, e paziente fase di essiccazione sotto il sole.

Allo stesso modo delle carrube, in parte erano poi cotti nei forni e andavano a integrare le fonti dell’alimentazione famigliare, in parte erano somministrati agli animali domestici, in parte, infine, erano venduti.

Soprattutto, se non proprio, per i fichi, le famiglie avevano l’abitudine, in luglio e agosto, di spostarsi fisicamente dalle case di abitazione nel paese, nelle piccole caseddre di pietre situate nelle campagne, cosicché si risparmiavano le ore occorrenti per l’andata e il ritorno di ogni giorno a piedi e avevano, in pari tempo, agio di attendere direttamente e più comodamente a tutte le fasi della descritta raccolta.

Non c’è che dire, ieri, in un modello esistenziale più semplice, alla buona e intriso di spontanea connaturata operosità, si aveva interesse, e attenzione, anche per beni “poveri” ma, con ciò, non meno utili di altri; oggi, il concetto di valore si è in certo senso ripiegato su se stesso e finalizzato a obiettivi e orizzonti di tutt’altra stregua, fra cui miraggi a portata di mano.

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