Attualità
Lotte di “classe”
I tagli della Riforma Gelmini, i precari sul piede di guerra, gli Istituti alle prese con i soliti problemi. Se il buongiorno si vede dal mattino…
I tagli della Riforma Gelmini, i precari sul piede di guerra, gli Istituti alle prese con i soliti problemi. Se il buongiorno si vede dal mattino…
Lo SNALS: “Ci stanno tagliando il futuro”
La scuola fa i conti con il secondo anno della Riforma Gelmini, che resta indigesta a tanti insegnanti, soprattutto se precari. A riguardo abbiamo voluto sentire il parere di Salvatore Valentino, ex segretario provinciale di Lecce dello Snals (Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori Scuola) di cui ora è dirigente nazionale. E Valentino non usa giri di parole: “E’ una grande operazione di risparmio e va considerata solo come tale. Inutile parlare di innovazione o altro. E risparmio per lo più vuol dire riduzione di organico al di là del consentito. Se avevano previsto un taglio di un tot di migliaia di posti nel giro del triennio, mi pare di poter dire che siano andati per eccesso e alla fine i tagli sono addirittura più del previsto”.
Quali sono i numeri per la nostra provincia? “Sul personale Ata, tra amministrativi e collaboratori scolastici, si sono persi circa 140 posti. Riguardo agli insegnanti, la mannaia è andata giù pesante soprattutto nella Scuola Primaria, laddove a conti fatti ci sono oggi circa 150 posti in meno. Anche nelle altre scuole, con l’aumento degli alunni per classe, i posti di lavoro sono diminuiti in ogni grado di istruzione: dal Professionale al Tecnico, ai Licei, ovunque ci sono classi in meno che in soldoni si traducono in cattedre in meno. Si immagini che in ogni anno scolastico precedente dopo i trasferimenti rimanevano disponibili per l’assegnazione provvisoria o supplenze annuali perlomeno una quindicina di cattedre. Quest’anno, dopo i trasferimenti, ci sono stati 18 soprannumerari… I pensionamenti non sono bastati neanche a far sì che ci fossero cattedre almeno per coloro che già c’erano. Lo sfacelo nella sezione classica ed in quella scientifica è stato enorme. Solo nel Comune di Galatina, per fare un esempio, ci sono quattro docenti in esubero allo Scientifico ed uno al Classico. E parliamo solo di Galatina…”.
A farne le spese sono però soprattutto i precari: “E’ sempre così, a rimetterci sono sempre i più deboli. E da noi sono tantissimi perché quella di Lecce è una provincia di frontiera in ogni senso. Voglio dire che se altrove hanno qualche altro sbocco occupazionale, da noi l’unica “industria” in grado di dare posti di lavoro è, anzi era, la scuola. Ecco perché le famiglie hanno investito in questo settore, ma tra rientri di chi ha fatto anni di gavetta fuori, assegnazioni provvisorie e tagli continui, di cattedre libere non ce ne sono più”.
Che tipo di iniziative ha in atto lo Snals? “Il Decreto salva-precari, che prevede il mantenimento in servizio per coloro i quali erano in servizio nel 2008-2009, dev’essere esteso anche a quelli in servizio nel 2009-2010. Faremo ricorso con i nostri legali affinché anche questi ultimi vengano tenuti in considerazione. È una nostra iniziativa che agli utenti non costerà nulla: le spese infatti saranno a nostro carico”. Ovviamente, chi volesse maggiori informazioni può rivolgersi direttamente allo Snals di Lecce, in via Coppola, n. 1, o telefonare allo 0832/346644.
Giuseppe Cerfeda
Cattedre a… brandelli
Tra gli effetti della riforma, oltre alle difficoltà pressoché insormontabili per i precari di trovare sistemazione ed ai (non pochi) soprannumerari, ci sono anche tanti insegnanti costretti a dividersi tra più sedi e spesso tra più Comuni. Riconducendo tutte le cattedre a 18 ore, si costringe a costruirle anche con spezzoni piccoli, come avvenuto per il prof. Vitantonio Franco, che quest’anno dovrà insegnare Lettere in tre scuole medie diverse tra Gallipoli e Sannicola. Ma il prof. Franco, da noi interpellato, premette che la sua non vuole essere “una difesa della categoria, piuttosto guarderei al ruolo della scuola nella società che rinuncia all’istruzione e che si autocondanna ad entrare in un segmento basso nella divisione mondiale del lavoro con dequalificati e quindi sottopagati. Di questo passo ci troveremo a competere con l’Albania e la Romania piuttosto che con gli Stati Uniti. È una realtà alla quale tutta la società dovrebbe guardare con un certo timore”. Guardando invece in casa nostra, secondo il prof. Franco “nella provincia di Lecce va ancora peggio. Università, l’azienda più grande del Salento, e scuola sono le istituzioni che offrono il numero maggiore di posti di lavoro. Le conseguenze della Riforma saranno dunque devastanti perché portano alla dispersione di centinaia di posti di lavoro. Quindi, al di là dell’interesse di bottega della categoria degli insegnati, questo dovrebbe far riflettere tutti: in una realtà come la nostra, dove il tasso di disoccupazione si attesta intorno al 20%, perdere centinaia di posti di lavoro vuol dire togliere redditi all’intero territorio”. Per meglio comprendere quanto sta avvenendo nel mondo della scuola, è illuminante l’esempio portatoci dall’insegnante casaranese: “Fino a tre anni fa, per quanto riguarda Lettere, quindi la Classe di concorso 43, la provincia di Lecce aveva disponibilità con contratto a tempo determinato fino al termine delle attività didattiche o fino al 31 agosto, per almeno 70 precari ogni anno. Quest’anno saranno chiamati appena in 5!”. Solo per una Classe di concorso, 65 occupati in meno, mentre si calcolano in totale circa 200 posti di lavoro perduti.
Gi. Cer
Maglie: uscita senza pullman; piove nel Liceo
Stefano Marsella, 18enne di Maglie, V A dell’Istituto Tecnico Commerciale “Antonietta Cezzi De Castro”: “Detto che come sempre il ritorno a scuola non è particolarmente felice… perchè si ricomincia a studiare e a doversi alzare presto la mattina, ciò che ha infastidito molto noi dell’ITC è che si esce non più alle 13,25 ma alle 13,45. Proprio per questo motivo alcuni dei miei compagni si sono trovati in difficoltà perchè non c’è un pullman per fare ritorno ai propri paesi e quindi sono costretti a cercare un’alternativa oppure a far spostare i propri genitori. Dopo tutto, però, è stato bello ritrovare compagni e compagne di classe dopo tre mesi di vacanza!”.
Michele Maglio ha 17 anni, è anche lui di Maglie e frequenta la IV C ind. Scientifico Brocca, Liceo-Ginnasio “F. Capece”: “Per me l’inizio della scuola non è molto traumatico: sono contento di rivedere i compagni di classe dopo le lunghe vacanze. So già che questo sarà un anno impegnativo ma spero che sia anche sereno nel rapporto con amici e professori. Personalmente non ho problemi con il trasporto, dato che abito a Maglie e quindi ho la fortuna di poter essere accompagnato dai miei genitori. Invece, per quanto riguarda le condizioni degli edifici scolastici, ci sono da registrare alcuni problemi: cadono in continuazione pezzi di intonaco dai muri e, quando piove, nella nostra succursale si allagano i cortili mentre nella sede centrale addirittura gocciola acqua dal tetto di alcune classi. Anche il sistema di riscaldamento non è molto efficiente. Purtroppo penso che la situazione andrà peggiorando, visto che la Riforma Gelmini prevede tagli selvaggi e ingiustificati all’orario e alla manutenzione delle scuole”.
Cristina Pacella
Nardò: lavori in corso
Ancora lavori nelle scuole neretine, alle prese con l’avvio del nuovo anno scolastico. Dopo l’Istituto Professionale di via Bonfante e lo storico Liceo Classico di via XX Settembre (il primo ha una sede tutta nuova, il secondo è stato completamente ristrutturato), è la volta del Liceo Scientifico di via Ferri, di recentissima costruzione, eppure già troppo piccolo per contenere l’alto numero di studenti. Secondo la delibera della Giunta provinciale di Lecce, divenuta esecutiva lo scorso aprile, l’edificio dovrà essere ampliato e dotato di dieci nuove aule completamente attrezzate. Per la loro realizzazione, lo stanziamento da parte dell’Ente guidato da Antonio Gabellone, sotto la cui responsabilità ricadono quasi tutti gli Istituti superiori, è di oltre un milione di euro. Qualche sacrificio, quindi, sarà richiesto a chi lo frequenterà. Ma anche un’altra scuola cittadina, la Elementare di via Crispi, è interessata da lavori di manutenzione straordinaria e ristrutturazione già da quest’estate. Il Comune di Nardò, infatti, facendo ricorso ad un mutuo ottenuto dalla Cassa Depositi e Prestiti, ha stanziato 450mila euro, tra le altre cose, per il rifacimento completo dell’impianto elettrico, la realizzazione della rete idrica antincendio, la costruzione delle vie di esodo, di due scale d’emergenza e di tre rampe per portatori di handicap, più interventi strutturali su travi marcapiano e pilastri completati dal rifacimento dei prospetti. Lavori ormai non più differibili, data l’anzianità della struttura.
Ilaria Marinaci
Casarano: l’ “acquafun al Liceo; il “Bottazzi” “non è sovraffollato”
Dopo gli allagamenti dello scorso anno, che fecero ironicamente denominare “acquafun” la succursale del Liceo Scientifico “Vanini” di Casarano, la situazione all’inizio del nuovo anno scolastico non sembra essere poi cambiata di molto. Questa è la denuncia di Gabriele Esposito, uno degli studenti del “Vanini”, che lancia l’allarme anche per lo stato di abbandono degli spazi circostanti l’Istituto di via Sesia, oltre che per gli inguardabili muri esterni ormai saturi di messaggi d’amore più o meno originali ma decisamente brutti dal punto di vista estetico. Diversa, invece, la situazione al Professionale “Bottazzi” dove il preside Franco Fasano rispedisce al mittente le accuse di sovraffollamento delle proprie prime classi: “Lo scorso anno avevamo due classi articolate; unite cioè durante la trattazione delle materie comuni ma indipendenti nelle materie professionali. Questo poteva accadere perché il totale degli alunni non superava quota 29; quest’anno, in presenza di un incremento del numero degli studenti, è già stato chiesto il nulla osta all’Ufficio Scolastico Provinciale per lo sdoppiamento delle classi”. Rendendo quindi infondate le voci di sovraffollamento che si erano diffuse alla vigilia.
Antonio Memmi
Ad Ugento resiste l’incognita Succursali
“Le classi dell’Istituto Alberghiero”, spiega M., frequentante l’Istituto Alberghiero “F. Bottazzi” di Ugento, “sono state provvisoriamente spostate, l’anno scorso, nella Zona Industriale di Ugento, a causa del progetto di ampliamento della sede centrale. Inizialmente era difficile immaginare come la scuola avrebbe affrontato alcune problematiche, tuttavia ha dato dimostrazione di essere intenzionata a non sfavorire lo svolgimento delle lezioni. Infatti, poco a poco ha sfruttato lo spazio a disposizione per allestire laboratori di Sala, Cucina e Ricevimento, favorendo così anche lo svolgimento delle lezioni pratiche. La scomodità forse maggiore è stata proprio quella della locazione dell’Istituto, poiché distante dal paese e privo di fermate per i pullman. Ciò ha costituito anche un pericolo per gli alunni, che dovevano attendere il pullman sulla carreggiata. Per quest’anno mi aspetto che anche nelle sedi succursali sia possibile svolgere bene le lezioni e soprattutto, dato l’obbligo di effettuare degli “stage”, che questi siano organizzati in modo tale da garantire una crescita professionale ma che comunque non tolgano niente alle lezioni teoriche. Immancabilmente si spera anche quest’anno, indipendentemente dalla classe e dall’Istituto, in un miglioramento dell’andamento disciplinare di ogni singolo alunno, che dipende in parte dallo stesso studente ma in parte anche dagli insegnanti”. D. è invece iscritto al Liceo Linguistico di Casarano: “Sicuramente l’anno scorso non ha funzionato bene l’organizzazione degli incontri scuola-famiglia: c’erano troppe classi e si è sprecato troppo tempo. Dovrebbero dividere gli incontri in più giorni. Per l’anno appena iniziato, invece, mi aspetto che i professori siano più indulgenti con noi alunni e che non ci carichino di compiti: ogni insegnante dovrebbe capire che la sua non è l’unica materia che dobbiamo studiare!”.
Pierangelo Tempesta
Tricase: il Liceo “teme” la pioggia
L.L. frequenta l’ultimo anno del Liceo “Stampacchia” di Tricase e già teme i primi temporali d’autunno: “Quando piove con una certa intensità, la strada adiacente alla sede centrale diventa un fiume mentre alla succursale, sulla via provinciale di Specchia, si forma un autentico lago”. E poi c’è la palestra della centrale che “da un paio d’anni presenta in bella mostra una crepa, senza che nessuno sia mai intervenuto”. Sul chiacchiericcio dei ragazzi del Liceo, con cui si paventa una certa “attenzione” nel comporre le classi del Corso Sperimentale, L.L ammette che “è una voce che ho sentito anch’io”.
Attualità
Un Cuore Amico da 25 anni
Maratona di solidarietà su TeleRama. Raccolti quasi 35mila euro con i salvadanai dell’associazione che aggiungerà 10mila euro per la piccola Azzurra. Presentato il Mezzo del Cuore, un furgoncino attrezzato a disposizione gratuitamente di chi ha difficoltà a spostarsi per visite, terapie o cure in tutta la provincia di Lecce
Epifania all’insegna della solidarietà su TeleRama con la maratona televisiva dedicata alla 25ª edizione del Progetto Salento Solidarietà Cuore Amico.
Un appuntamento ormai storico che celebra venticinque anni di impegno concreto al fianco delle famiglie più fragili del territorio.
Cuore Amico è molto più di una onlus: è una comunità fatta di volontari, cittadini e famiglie che non si sentono più sole. Un progetto nato nel duemila da un’idea semplice e forte, quella del presidente Paolo Pagliaro: usare anche la comunicazione per aiutare davvero chi è in difficoltà.
Un impegno rimasto sempre fedele al Salento e diventato, nel tempo, una delle esperienze di solidarietà più autentiche del Mezzogiorno.
Si sono alternati conduttori e ospiti per una lunga diretta fatta di testimonianze, racconti di vita, emozioni, sorrisi e momenti di festa.
Alla conduzione si sono succeduti Manuela Sparapano, Lino Perrone, Mario Vecchio, Isabel Tramacere, Vincenzo Sparviero, Paolo Franza, Erica Fiore e Gianfranco Lattante.
Numerosi gli ospiti intervenuti, tra cui il presidente dell’US Lecce Saverio Sticchi Damiani, il direttore dell’area tecnica Pantaleo Corvino, l’on. Saverio Congedo e il sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone, insieme a tanti artisti che hanno reso la maratona un evento di condivisione e gioia.
Momento centrale della giornata è stata l’apertura dei 45 salvadanai di questa edizione per 34.224, 70, euro con la rendicontazione pubblica e trasparente delle donazioni raccolte durante l’anno. Un segno concreto della fiducia di chi ha scelto di sostenere il progetto, anche con piccoli gesti capaci di fare la differenza.
Inoltre, per questi 25 anni Cuore Amico ha allargato gli orizzonti facendo un regalo alla comunità, il Mezzo del Cuore: un furgoncino attrezzato a disposizione gratuitamente di chi ha difficoltà a spostarsi per visite, terapie o cure in tutta la provincia di Lecce.
Il progetto vede l’impegno anche dell’associazione “Lecce sicura” che si occupa della guida del mezzo. Con una semplice chiamata, chi ha bisogno sarà accompagnato a destinazione e poi riaccompagnato a casa.
Un’idea, un progetto, che testimonia ancora di più la vicinanza al territorio dell’associazione del presidente Paolo Pagliaro.
Importante anche la testimonianza del giovane Pierluigi Salomi, che ha coinvolto diverse scuole del territorio – tra cui l’Ascanio Grandi di Castromediano, gli Istituti Comprensivi De Amicis, Quinto Ennio, Ugento e la Oxford – in un percorso di solidarietà condivisa, al quale ha partecipato anche la Scuola primaria V.M. Masselli di Cutrofiano.
Durante la diretta è stato presentato il caso della piccola Azzurra: il presidente Pagliaro ha annunciato che il comitato scientifico di Cuore Amico destinerà 10mila euro a sostegno delle sue spese mediche.
Gesti concreti che raccontano il senso più vero di Cuore Amico e che riassumono il motto che da sempre muove la onlus salentina: «Donare fa rima con amare».
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Attualità
Aqp, letturisti senza tredicesima e internalizzazione: è sciopero
Mancati pagamenti e promesse non mantenute. Lavoratori con le braccia incrociate dal 2 gennaio reclamano l’internalizzazione che Acquedotto pugliese aveva deliberato a partire dal 1° gennaio. La Fimm non paga la 13esima, elude lo sciopero e non coinvolge il personale storico nel servizio di sostituzione dei contatori. Filctem: «Violati i diritti dei lavoratori. Intervenga Decaro»
Ombre sul futuro dei 42 letturisti di Acquedotto Pugliese.
Avrebbero dovuto assaggiare finalmente il sapore della stabilità e della internalizzazione, prevista a partire dal 1° gennaio.
E invece vivono un presente fatto di mancati pagamenti ed presagiscono un futuro angosciante.
La Fimm, appaltatrice del servizio, ha erogato solo il 30% della tredicesima e per questo è stato proclamato uno sciopero che si sta cercando di eludere impiegando altri lavoratori.
L’azienda peraltro non solo continua a gestire il servizio oltre la scadenza prevista dal bando ma, da alcune settimane, ha acquisito il servizio di installazione dei contatori idrici elettronici.
E questo è ciò che toglie il sonno ai 42 letturisti: non sono stati coinvolti nel processo di sostituzione e soprattutto nel medio termine la loro attività sarà sorpassata dalla tecnologia.
La Filctem sostiene da sempre la lotta dei lavoratori e fa appello ad Antonio Decaro, appena proclamato presidente della Regione (proprietaria di Aqp), affinché faccia luce sul futuro di questi lavoratori.
LO SCIOPERO
La prima grana, quella che ha rovinato il Natale ai lavoratori, riguarda la tredicesima.
In busta paga è riportata per intero, ma poi in banca il versamento è stato di appena il 30%.
La Filctem ha dapprima inviato delle pec (a Fimm ed Aqp) e poi proclamato uno sciopero, partito il 2 gennaio e tuttora in corso, fino al saldo della tredicesima (mancherebbero anche 200 euro di welfare).
L’azienda, che al momento non ha provveduto al pagamento, ha deciso di eludere il diritto allo sciopero, garantito dalla Costituzione, coinvolgendo il personale incardinato nella lettura dei contatori del gas anche nella lettura dei contatori Aqp.
L’APPALTO
La Filctem ha scritto ad Aqp per capire come mai il servizio di letturazione sia ancora gestito da Fimm, ben oltre il periodo massimo previsto dalla gara di appalto.
Tenuto conto soprattutto di quanto stabilito dal Consiglio di amministrazione di Aqp che il 24 marzo scorso ipotizzava l’internalizzazione del servizio e del personale a partire dal 1° gennaio, dando seguito al Piano strategico 2023-26.
A oggi, invece, si procede solo all’installazione dei contatori elettronici, un servizio affidato alla Fimm.
Filctem Cgil nutre dubbi sulla legittimità dell’affidamento, visto che l’azienda ha ricercato risorse umane esterne, senza coinvolgere minimamente (neanche attraverso un percorso formativo) il personale storico.
Infine, sottolinea come l’attività di installazione di contatori elettronici destini la mansione di lettura tradizionale alla soppressione del ruolo in un prossimo futuro.
Non inserire il personale storico in un piano di aggiornamento e riqualificazione per la gestione dei nuovi dispositivi equivale a impedire la riconversione professionale dei letturisti.
Tale comportamento configura una strategia aziendale volta a creare un esubero programmato e artificioso del personale storico, condannandolo alla futura espulsione dal ciclo produttivo.
L’APPELLO
Da qui la richiesta di intervento ad Antonio Decaro.
«Il 31 maggio del 2023, con l’approvazione da parte della giunta regionale del piano strategico 2023/2026 in cui era prevista anche l’assunzione dei 42 letturisti, credevamo che il calvario di questi lavoratori, che si protrae da oltre 12 anni, fosse arrivato al capolinea. E invece no», dice Franco Giancane, coordinatore regionale del comparto Gas/acqua per la Filctem Puglia.
«Aqp ha sempre frapposto una serie di problematiche rifiutandosi di convocare, come più volte richiesto, il tavolo tecnico, salvo poi deliberare di fatto l’internalizzazione il 24 marzo scorso nella seduta del Consiglio di amministrazione. Ci chiediamo quali ostacoli si frappongano ancora e per quale motivo si è proceduto alla proroga dell’affidamento del servizio di letturazione alla Fimm ben oltre i termini previsti nella gara di appalto. Lanciamo un appello al presidente Decaro: acquisisca tutta la documentazione necessaria per scrivere finalmente la parola fine su questa storia di precarietà e dia un segnale forte a tutti quei cittadini e lavoratori che votandolo hanno creduto nel vero cambiamento».
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Attualità
Sessantenni in festa a Specchia
La “generazione 1965” si è ritrovata per festeggiare i 60 anni
Non più un traguardo di “confine”, ma il fischio d’inizio di un entusiasmante secondo tempo. I sessantenni di Specchia hanno celebrato la loro storia tra memoria, emozione e uno sguardo rivolto al futuro.
C’è stato un tempo in cui compiere sessant’anni evocava l’immagine del tramonto. Ma per i nati nel 1965, quella soglia varcata nel 2025 ha tutto un altro sapore: quello della consapevolezza, della vitalità e di una saggezza che non spegne l’energia, ma la orienta verso nuovi orizzonti.
Nascere nel 1965 significava, spesso, emettere il primo vagito tra le mura di casa, in un’Italia che correva veloce verso il futuro. Erano gli anni della Fiat 500 F, dell’inaugurazione del traforo del Monte Bianco e delle note di Bobby Solo che vinceva Sanremo, a giugno di quell’anno i Beatles suonarono in Italia per l’unico concerto della loro storia, l’avvento della minigonna rivoluzionò la moda internazionale e sugli schermi cinematografici venne proiettato un film iconico come “Per qualche dollaro in più” di Sergio Leone.
Questa generazione ha vissuto una metamorfosi epocale: sono cresciuti tra le corti del borgo antico di Specchia e i campi di calcio improvvisati ed estemporanei, formandosi con valori semplici e solidi, per poi attraversare il passaggio dal bianco e nero del televisore a valvole a quello a colori, dal gettone telefonico alla rivoluzione digitale degli smartphone.
Un bagaglio di esperienze umane che “nessun algoritmo potrà mai replicare”.
Il 30 dicembre scorso, i “ragazzi e le ragazze del ’65” di Specchia hanno voluto onorare questo traguardo con una giornata densa di significato. Il primo momento, toccante e solenne, si è svolto nella Chiesa Madre, dove don Antonio Riva ha presieduto una Santa Messa, concelebrata da Don Antonio Caccetta, come ringraziamento per l’età raggiunta e in suffragio dei coetanei scomparsi troppo presto: Alessandro Ferraro, Costantino Lanciano, Ruggero Riso e Irene Scarascia. Un modo per riannodare i fili di una storia collettiva che non dimentica nessuno.
I festeggiamenti sono poi proseguiti presso il ristorante “La Noviera” a Specchia, per ballare e cantare le canzoni e le musiche degli anni ‘ 80, mirabilmente proposte dal DJ Elvix. Non si è trattato di un incontro casuale: già nel 2015 la classe si era ritrovata per i 50 anni, facendosi una promessa che è stata puntualmente mantenuta dieci anni dopo.
Tra i tavoli, la musica e i brindisi, a farla da padrona è stata la convivialità. Aneddoti d’infanzia e di gioventù, con risate che hanno accorciato le distanze del tempo, dimostrando che i legami nati tra i banchi di scuola o nei vicoli bianchi di Specchia sono rimasti intatti, resistendo alle intemperie della vita, con la convinzione che i sessant’anni non sono un punto di arrivo, ma una nuova e vibrante partenza,” è stato il commento diffuso tra i partecipanti. Al termine della serata, tutti i partecipanti hanno ricevuto un piccolo tamburello salentino, personalizzato per l’incontro, riportante la frase: “Non sono 60…ma 30 + 30 di esperienza” e le parole: “Qualità” e “Resilienza”.
Oggi, questa generazione si conferma il cuore pulsante della comunità: persone che hanno ancora la forza di fare tutto, ma con la maturità di chi sa dare il giusto peso alle cose. Perché i decenni passano, ma le radici, proprio come quelle degli ulivi che circondavano Specchia fino a pochi anni fa, restano vive e profonde.
I sessantenni partecipanti sono stati: Stefania Branca, Sonia Cardigliano, Anna Carluccio, Maria Grazia De Rinaldis, Lucia Giangreco, Walter Indino, Maria Antonietta Musio, Fernando Palma, Maria Letizia Pecoraro, Antonio Penna, Daniele Riso (figlio di Ruggero), Roberta Branca (figlia di Irene Scarascia), Antonio Rizzo, Lucia Sanapo, Alberto Scarcia, Antonio Osvaldo Scupola, Salvatore Scupola, Giorgio Stendardo, Giuseppe Tranne, Nicola Petracca, Claudio Mannoni, Assunta Ungaro, Lory De Donno, Roberto Rizzo, Stefano Strambaci, Maurizio Santoro, Anna Rita Riso, Rocco De Giorgi, Salvatore Indino.
Ai quali si aggiungono gli assenti, ma giustificati: Assuntina Scarcia, Anna Rita Maglie, Nadia Rizzo, Vincenza Branca, Michelangelo Sanapo, Maria Grazia Sanapo, Gianna Martinucci e Daniela Sanapo.
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