Attualità
Lecce: il Consiglio Provinciale ha ricordato Vittorio Potì
Un fascio di garofani rossi al posto di Vittorio Potì in Consiglio provinciale ha accolto nella mattinata del 7 novembre a Palazzo dei Celestini quanti non
Un fascio di garofani rossi al posto di Vittorio Potì in Consiglio provinciale ha accolto nella mattinata del 7 novembre a Palazzo dei Celestini quanti non sono voluti mancare al momento commemorativo voluto dalla Provincia di Lecce in ricordo del consigliere recentemente scomparso. Oltre alla giunta e ai consiglieri provinciali, infatti, erano presenti gli ex presidenti Giacinto Urso, Luigi Marcelli e Giovanni Pellegrino, la moglie Anna, il figlio, i fratelli e i parenti di Potì, gli ex vice presidenti del Consiglio Luigi Martano e Sergio Bidetti, la giunta di Melendugno, numerosi sindaci del Salento e tanto pubblico di amici e conoscenti. Il primo a prendere la parola è stato il presidente del Consiglio Giorgio Primiceri: “Non si possono ricoprire ruoli per quarant’anni senza il consenso forte che deriva dall’attenzione rivolta alla gente, dal modo di porsi e di essere. Un così lungo esercizio dell’attività pubblica e politica dimostra la capacità di intercettare i bisogni della gente. Noi tutti oggi siamo più poveri, Vittorio Potì mancherà a tutti noi consiglieri, ma soprattutto alla gente del Salento”. Gli ha fatto subito eco il neo consigliere Luigi Calò, che di Potì prenderà il posto nell’assise consiliare, e del quale ha detto, ricalcherà “lo stesso impegno, la stessa dedizione, gli stessi ideali”. E’ stata poi la volta delle significative parole con le quali il consigliere Biagio Ciardo ha tratteggiato Potì. “Sono uno dei pochi ad aver vissuto per tre consiliature l’esperienza amministrativa con Vittorio. Lui riformista, io conservatore. Da questi banchi abbiamo dibattuto, discusso, approfondito gli argomenti che riguardano l’istituzione Provincia e siamo riusciti, anzi è riuscito soprattutto l’amico Vittorio, a portare noi a servire le istituzioni. Un solo esempio: lo Statuto e il Regolamento sono frutto del suo impegno. Riusciva ad impastare il pane della concordia attraverso la farina della mediazione, il lievito della costanza e l’acqua della tenacia. Era uomo di parte quando si doveva affrontare la campagna elettorale, ma diventava uomo delle istituzioni quando era in Consiglio provinciale. Non era l’uomo delle emozioni fugaci, ma dei sentimenti profondi, quelli che riescono ad incidere. Vittorio non è più tra noi, ma vive ancora di più perché la sua assenza ci fa sentire il suo essere, le sue capacità, la sua presenza. Sono certo: la storia pugliese si interesserà della sua vita e verrà ricordato come un galantuomo amante della sua terra e della sua famiglia”. Anche il consigliere Cosimo Durante ha voluto ricordare l’amico e collega. “Ci resta la sua grande eredità, fatta di prudenza, di pacatezza, di dolcezza, ma anche di durezza rispetto ai diversi momenti, senza far mai venir meno la grammatica dei sentimenti, con la dignità dell’uomo al primo posto. Di lui rammento soprattutto il suo invito a riflettere profondamente su tutti gli argomenti, sia da un punto di vista politico che amministrativo, per cercare di arrivare a soluzioni più condivise possibili. Il suo invito alla riflessione etica, che era la sua bussola direttrice. Di lui ci rimane la visione di un grande lottatore della politica, a favore di tutto il territorio salentino”. Visibilmente commossa anche la consigliera Adriana Poli Bortone, che ha sottolineato “il profondo sentimento di stima, non avendo avuto modo di rivendicare il sentimento di amicizia, verso chi ho considerato un avversario politico riconoscibile. Era piacevole confrontarsi con lui, molto spesso e con grande lealtà. Con quell’humor, quell’intelligenza sagace, quel rispetto della dignità e dei sentimenti degli altri. A me mancherà molto la sua presenza in questo Consiglio, era importante ascoltarlo e osservare i suoi comportamenti politici significativi, quando induceva a riflettere sulle cose, al di là della partigianeria”. Anche i consiglieri Tonino Rosato e Gianfranco Coppola hanno rivolto un pensiero a Potì. Parole di affetto e di evidente commozione sono state quelle con le quali il presidente Antonio Gabellone ha “chiuso” gli interventi. “La natura e le peculiarità del rapporto che ho vissuto con Vittorio Potì, in anni di condivisione di responsabilità nella gestione della Provincia, mi inducono a non trascurare l’occasione per manifestare a voi tutti, in particolare alla signora Paola ed ai famigliari tutti di Vittorio Potì, i sentimenti che hanno caratterizzato tale rapporto. Eletto per la prima volta in Consiglio Provinciale nel 2004, ho incontrato Vittorio come esponente di uno dei partiti della maggioranza nella consiliatura guidata dal senatore Giovanni Pellegrino. L’intesa fra me e lui, ancorché divisi dal solco profondo dell’appartenenza a schieramenti politici contrapposti (il suo di maggioranza; il mio di opposizione), ha assunto sin dall’inizio connotazioni tali che, nel dibattito politico che accompagna le scelte quotidiane, si sono registrate quasi sempre posizioni univoche. Nel corso degli anni, come molti dei consiglieri presenti hanno avuto modo di constatare, la sua saggezza ha consentito di superare posizioni che, il più delle volte, apparivano all’inizio come assolutamente inconciliabili. Uomo saggio, quindi; ed è stata proprio questa sua qualità che mi ha indotto, in questi anni, a rivolgermi a lui chiamandolo “Senatore”, nell’accezione che questa parola aveva nell’antica Roma, con riferimento quindi a posizioni di prestigio, a capacità di mediazione ed a comportamenti morali irreprensibili. Della sua vita politica quotidiana, poi, restano per me incancellabili anche le posizioni assunte tutte le volte che i provvedimenti della Provincia si riverberavano, direttamente o indirettamente, sulla collettività. Era in queste circostanze che affioravano i sentimenti che, a partire dalla sua fondazione a fine ottocento, avevano caratterizzato l’attività della parte più nobile del Partito Socialista Italiano. E di questi sentimenti vi sono tracce non secondarie in numerosi provvedimenti adottati dalle istituzioni di cui, a vari livelli, Vittorio ha portato la responsabilità (Regione, Provincia, Comune di Melendugno). Il bene del popolo, il risveglio dell’estremo Sud, lo sviluppo del Mezzogiorno, l’attenzione ai più deboli ed ai meno garantiti, la difesa ad oltranza delle peculiarità della nostra terra, il forte sentimento di solidarietà umana sono tutti tratti caratteristici dell’attività politica di Vittorio, in tutti i ruoli da lui ricoperti nel corso degli anni. Posizioni di equilibrio e di lungimiranza manifestate non solo fino a quando ha fatto parte della maggioranza, ma anche quando ha assunto il ruolo di esponente dell’opposizione. E così, dopo un rapporto durato circa 30 mesi, posso dirvi che da Presidente della Provincia, eletto nella compagine politica avversaria, ho trovato conferma alle convinzioni che via via mi ero formato sulle qualità di Vittorio Potì come uomo politico. E’ in questi principi fondamentali che si compendia, a mio giudizio, la condotta di vita di Vittorio Potì ed è da questi che possiamo trarre insegnamento per la nostra vita quotidiana, sia che vogliamo assumere responsabilità nelle amministrazioni pubbliche sia che ci rapportiamo con esse da privati cittadini. Vittorio Potì, uomo probo, mite e giusto, è vissuto in una stagione nella quale il suo carattere e le sue doti hanno avuto modo di essere da tutti positivamente valutati. Egli ha potuto lasciare una visibile traccia di sé, ricevendo ampi e prestigiosi riconoscimenti. Ma ha anche avuto la ventura di morire alla vigilia di un’epoca che, presa da una tensione verso capovolgimenti profondi, sembra portata a vedere in tutto e in tutti gli aspetti negativi, in un’atmosfera sociale e politica in cui le spinte disgregatrici tendono a prevalere sui valori unificanti. Saremo capaci di viverne le novità mantenendoci fedeli al suo insegnamento? Se sarà così, il nostro compito di amministratori impegnati a difendere i valori tradizionali del nostro Paese sarà certamente agevolato. Personalmente sono infatti convinto che, nei rapporti politici, Vittorio ha tracciato un percorso illuminante. Sta a noi, oggi, continuare la sua opera. E sarà meditando sull’inflessibile dirittura morale e sulla genuinità e la lungimiranza dell’azione politica svolta da Vittorio Potì negli anni in cui ha ricoperto ruoli istituzionali di prima linea che ciascuno di noi potrà trarre alimento per la propria attività quotidiana”. Il Consiglio provinciale, dopo il lungo momento commemorativo, è poi proseguito con l’interrogazione, primo firmatario proprio il consigliere Potì, in materia turistico-ambientale, in particolare riguardo l’impianto di depurazione di Gallipoli. L’assise provinciale è passata poi ad approvare il Rendiconto della gestione – Esercizio finanziario 2010 (20 voti favorevoli, 4 contrari e 1 astenuto). L’assessore al ramo Silvano Macculi ha illustrato in dettaglio la relazione tecnica predisposta dagli uffici competenti. “Questa amministrazione – ha esordito Macculi – ha ereditato una situazione finanziaria difficilissima, e sin dai primi mesi del suo insediamento ha cercato di fare di tutto per evitare il dissesto. Sembrerà strano, posta questa premessa, affermare che il disavanzo del 2010, pari a 12,4 milioni di euro, è la risultante di una rigida e coerente attività di indirizzo e di gestione che, se non attuata avrebbe portato ad un risultato negativo di oltre 20 milioni di euro”. “Il consuntivo del 2010 – ha ripetuto più volte l’assessore Macculi – dimostra nei fatti che i numeri non sono né di centrodestra né di centrosinistra, ma sono semplicemente numeri. E’ da questa considerazione che possiamo partire per affermare, con i dati alla mano, che abbiamo trovato una Provincia in difficoltà, che abbiamo fatto fronte a queste problematiche mettendo mano al Bilancio dell’ente, risanandolo ed attivando finanziamenti esogeni”. “Al fine di contenere la spesa è stata avviata un’azione costante di contenimento di tutta la spesa, con eliminazioni di spese discrezionali, tagli ai compensi degli amministratori, eliminazione di società partecipate e di pletorici consigli di amministrazione e relativi compensi, riduzione dei dirigenti, efficientamento di spese correnti. In contemporanea, abbiamo avviato un’attività di verifica e recupero di entrate dovute (Irap, Iva, Tarsu) e un’azione di riduzione dell’indebitamento a lungo termine. Il risultato immediato è stato che, nonostante nell’anno 2010 non sia stata realizzata alcuna entrata proveniente da vendita di patrimonio, a fronte di 11,7 milioni previsti, il pre-consuntivo 2010 chiudeva con un disavanzo di 5,9 milioni e non di 11,7 milioni. Tale risultato è il frutto delle azioni incisive messe in campo che hanno prodotto circa 6 milioni di attivo nel bilancio, tra effettivi tagli di spese e recuperi di entrate. Tale attivo è consolidato e pertanto lo avremo per ogni anno futuro. Nell’anno 2011 sta ulteriormente migliorando”. A supporto della dettagliata relazione dell’assessore Macculi è intervenuto il presidente Antonio Gabellone affermando che “il risultato del bilancio 2010 è figlio della grave situazione ereditata e ne sconta i risultati, ma raccoglie anche i frutti della durissima politica di risanamento che in questi anni abbiamo messo in campo, razionalizzando i costi ed riorganizzando la macchina burocratica. Ci tengo a sottolineare che non è il risultato di una parte politica, ma di quello che l’Ente nel suo complesso è riuscito a realizzare. La situazione ereditata era compromessa, ma non abbiamo desistito ad attivare azioni capaci di promuovere lo sviluppo del territorio, tenendo fede a quanto stabilito nel nostro programma di governo. I 100 milioni messi a nostra disposizioni con il “Piano per il Sud” dal Governo attesta la qualità del lavoro che fino ad oggi abbiamo svolto”. Il Consiglio provinciale ha poi approvato poi (con la sola astensione del gruppo Pd) la Costituzione della Società di Cartolarizzazione per la valorizzazione, la gestione e la parziale dismissione del patrimonio immobiliare della Provincia di Lecce, denominata “Celestini srl”, interamente posseduta dalla Provincia. “Con questa operazione la Provincia entrerà immediatamente in possesso della liquidità utile a coprire definitivamente il buco di Bilancio”, ha spiegato il presidente Antonio Gabellone. “Allo stesso tempo la neonata società avrà i tempi tecnici e di mercato per vendere gli immobili in essa conferiti. Al termine di questa operazione la società avrà esaurito il suo compito e potrà essere sciolta, senza costi per l’Ente”. I beni cartolarizzati nella prima fase saranno: il complesso della Badessa (Lecce, provinciale Squinzano-Casalabate), la Questura (Lecce, viale Marche), Villa Anna (Santa Cesarea), Castello Pio (Casarano), ex Convento dei Cassinesi, escluso il Circolo (Lecce).
Attualità
Aqp, letturisti senza tredicesima e internalizzazione: è sciopero
Mancati pagamenti e promesse non mantenute. Lavoratori con le braccia incrociate dal 2 gennaio reclamano l’internalizzazione che Acquedotto pugliese aveva deliberato a partire dal 1° gennaio. La Fimm non paga la 13esima, elude lo sciopero e non coinvolge il personale storico nel servizio di sostituzione dei contatori. Filctem: «Violati i diritti dei lavoratori. Intervenga Decaro»
Ombre sul futuro dei 42 letturisti di Acquedotto Pugliese.
Avrebbero dovuto assaggiare finalmente il sapore della stabilità e della internalizzazione, prevista a partire dal 1° gennaio.
E invece vivono un presente fatto di mancati pagamenti ed presagiscono un futuro angosciante.
La Fimm, appaltatrice del servizio, ha erogato solo il 30% della tredicesima e per questo è stato proclamato uno sciopero che si sta cercando di eludere impiegando altri lavoratori.
L’azienda peraltro non solo continua a gestire il servizio oltre la scadenza prevista dal bando ma, da alcune settimane, ha acquisito il servizio di installazione dei contatori idrici elettronici.
E questo è ciò che toglie il sonno ai 42 letturisti: non sono stati coinvolti nel processo di sostituzione e soprattutto nel medio termine la loro attività sarà sorpassata dalla tecnologia.
La Filctem sostiene da sempre la lotta dei lavoratori e fa appello ad Antonio Decaro, appena proclamato presidente della Regione (proprietaria di Aqp), affinché faccia luce sul futuro di questi lavoratori.
LO SCIOPERO
La prima grana, quella che ha rovinato il Natale ai lavoratori, riguarda la tredicesima.
In busta paga è riportata per intero, ma poi in banca il versamento è stato di appena il 30%.
La Filctem ha dapprima inviato delle pec (a Fimm ed Aqp) e poi proclamato uno sciopero, partito il 2 gennaio e tuttora in corso, fino al saldo della tredicesima (mancherebbero anche 200 euro di welfare).
L’azienda, che al momento non ha provveduto al pagamento, ha deciso di eludere il diritto allo sciopero, garantito dalla Costituzione, coinvolgendo il personale incardinato nella lettura dei contatori del gas anche nella lettura dei contatori Aqp.
L’APPALTO
La Filctem ha scritto ad Aqp per capire come mai il servizio di letturazione sia ancora gestito da Fimm, ben oltre il periodo massimo previsto dalla gara di appalto.
Tenuto conto soprattutto di quanto stabilito dal Consiglio di amministrazione di Aqp che il 24 marzo scorso ipotizzava l’internalizzazione del servizio e del personale a partire dal 1° gennaio, dando seguito al Piano strategico 2023-26.
A oggi, invece, si procede solo all’installazione dei contatori elettronici, un servizio affidato alla Fimm.
Filctem Cgil nutre dubbi sulla legittimità dell’affidamento, visto che l’azienda ha ricercato risorse umane esterne, senza coinvolgere minimamente (neanche attraverso un percorso formativo) il personale storico.
Infine, sottolinea come l’attività di installazione di contatori elettronici destini la mansione di lettura tradizionale alla soppressione del ruolo in un prossimo futuro.
Non inserire il personale storico in un piano di aggiornamento e riqualificazione per la gestione dei nuovi dispositivi equivale a impedire la riconversione professionale dei letturisti.
Tale comportamento configura una strategia aziendale volta a creare un esubero programmato e artificioso del personale storico, condannandolo alla futura espulsione dal ciclo produttivo.
L’APPELLO
Da qui la richiesta di intervento ad Antonio Decaro.
«Il 31 maggio del 2023, con l’approvazione da parte della giunta regionale del piano strategico 2023/2026 in cui era prevista anche l’assunzione dei 42 letturisti, credevamo che il calvario di questi lavoratori, che si protrae da oltre 12 anni, fosse arrivato al capolinea. E invece no», dice Franco Giancane, coordinatore regionale del comparto Gas/acqua per la Filctem Puglia.
«Aqp ha sempre frapposto una serie di problematiche rifiutandosi di convocare, come più volte richiesto, il tavolo tecnico, salvo poi deliberare di fatto l’internalizzazione il 24 marzo scorso nella seduta del Consiglio di amministrazione. Ci chiediamo quali ostacoli si frappongano ancora e per quale motivo si è proceduto alla proroga dell’affidamento del servizio di letturazione alla Fimm ben oltre i termini previsti nella gara di appalto. Lanciamo un appello al presidente Decaro: acquisisca tutta la documentazione necessaria per scrivere finalmente la parola fine su questa storia di precarietà e dia un segnale forte a tutti quei cittadini e lavoratori che votandolo hanno creduto nel vero cambiamento».
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Attualità
Sessantenni in festa a Specchia
La “generazione 1965” si è ritrovata per festeggiare i 60 anni
Non più un traguardo di “confine”, ma il fischio d’inizio di un entusiasmante secondo tempo. I sessantenni di Specchia hanno celebrato la loro storia tra memoria, emozione e uno sguardo rivolto al futuro.
C’è stato un tempo in cui compiere sessant’anni evocava l’immagine del tramonto. Ma per i nati nel 1965, quella soglia varcata nel 2025 ha tutto un altro sapore: quello della consapevolezza, della vitalità e di una saggezza che non spegne l’energia, ma la orienta verso nuovi orizzonti.
Nascere nel 1965 significava, spesso, emettere il primo vagito tra le mura di casa, in un’Italia che correva veloce verso il futuro. Erano gli anni della Fiat 500 F, dell’inaugurazione del traforo del Monte Bianco e delle note di Bobby Solo che vinceva Sanremo, a giugno di quell’anno i Beatles suonarono in Italia per l’unico concerto della loro storia, l’avvento della minigonna rivoluzionò la moda internazionale e sugli schermi cinematografici venne proiettato un film iconico come “Per qualche dollaro in più” di Sergio Leone.
Questa generazione ha vissuto una metamorfosi epocale: sono cresciuti tra le corti del borgo antico di Specchia e i campi di calcio improvvisati ed estemporanei, formandosi con valori semplici e solidi, per poi attraversare il passaggio dal bianco e nero del televisore a valvole a quello a colori, dal gettone telefonico alla rivoluzione digitale degli smartphone.
Un bagaglio di esperienze umane che “nessun algoritmo potrà mai replicare”.
Il 30 dicembre scorso, i “ragazzi e le ragazze del ’65” di Specchia hanno voluto onorare questo traguardo con una giornata densa di significato. Il primo momento, toccante e solenne, si è svolto nella Chiesa Madre, dove don Antonio Riva ha presieduto una Santa Messa, concelebrata da Don Antonio Caccetta, come ringraziamento per l’età raggiunta e in suffragio dei coetanei scomparsi troppo presto: Alessandro Ferraro, Costantino Lanciano, Ruggero Riso e Irene Scarascia. Un modo per riannodare i fili di una storia collettiva che non dimentica nessuno.
I festeggiamenti sono poi proseguiti presso il ristorante “La Noviera” a Specchia, per ballare e cantare le canzoni e le musiche degli anni ‘ 80, mirabilmente proposte dal DJ Elvix. Non si è trattato di un incontro casuale: già nel 2015 la classe si era ritrovata per i 50 anni, facendosi una promessa che è stata puntualmente mantenuta dieci anni dopo.
Tra i tavoli, la musica e i brindisi, a farla da padrona è stata la convivialità. Aneddoti d’infanzia e di gioventù, con risate che hanno accorciato le distanze del tempo, dimostrando che i legami nati tra i banchi di scuola o nei vicoli bianchi di Specchia sono rimasti intatti, resistendo alle intemperie della vita, con la convinzione che i sessant’anni non sono un punto di arrivo, ma una nuova e vibrante partenza,” è stato il commento diffuso tra i partecipanti. Al termine della serata, tutti i partecipanti hanno ricevuto un piccolo tamburello salentino, personalizzato per l’incontro, riportante la frase: “Non sono 60…ma 30 + 30 di esperienza” e le parole: “Qualità” e “Resilienza”.
Oggi, questa generazione si conferma il cuore pulsante della comunità: persone che hanno ancora la forza di fare tutto, ma con la maturità di chi sa dare il giusto peso alle cose. Perché i decenni passano, ma le radici, proprio come quelle degli ulivi che circondavano Specchia fino a pochi anni fa, restano vive e profonde.
I sessantenni partecipanti sono stati: Stefania Branca, Sonia Cardigliano, Anna Carluccio, Maria Grazia De Rinaldis, Lucia Giangreco, Walter Indino, Maria Antonietta Musio, Fernando Palma, Maria Letizia Pecoraro, Antonio Penna, Daniele Riso (figlio di Ruggero), Roberta Branca (figlia di Irene Scarascia), Antonio Rizzo, Lucia Sanapo, Alberto Scarcia, Antonio Osvaldo Scupola, Salvatore Scupola, Giorgio Stendardo, Giuseppe Tranne, Nicola Petracca, Claudio Mannoni, Assunta Ungaro, Lory De Donno, Roberto Rizzo, Stefano Strambaci, Maurizio Santoro, Anna Rita Riso, Rocco De Giorgi, Salvatore Indino.
Ai quali si aggiungono gli assenti, ma giustificati: Assuntina Scarcia, Anna Rita Maglie, Nadia Rizzo, Vincenza Branca, Michelangelo Sanapo, Maria Grazia Sanapo, Gianna Martinucci e Daniela Sanapo.
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Attualità
Cinzia De Rocco, Persona dell’Anno a Casarano
Prestigioso riconoscimento all’imprenditrice culturale e anima della galleria Percorsi d’Arte di piazza San Giovanni
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di Antonio Memmi
A voler dare corpo ad una tradizione, in corrispondenza della fine dell’anno, Casarano Oggi, lo storico sito “tuttocasarano” e Radio Diffusione, ha lanciato il sondaggio per individuare e premiare la persona dell’anno.
Casarano così, quest’anno celebra l’impegno culturale e la passione per l’arte premiando Cinzia De Rocco come Persona dell’Anno 2025.
Imprenditrice culturale e anima della galleria Percorsi d’Arte di piazza San Giovanni, Cinzia rappresenta da anni un punto di riferimento per la promozione artistica e creativa sul territorio.
Casaranese DOC, ha un percorso che nasce da una solida formazione artistica: prima all’Istituto d’Arte “Giannelli” di Parabita, poi all’Accademia di Belle Arti di Lecce, dove si laurea in pittura approfondendo il rapporto tra arte e comunicazione visiva. Competenze che ha messo a frutto nel settore della grafica pubblicitaria ed editoriale, senza mai perdere di vista però il legame con la sua comunità.
Ma la sua caparbia attività non si è mai limitata a questo perché parallelamente, ha portato l’arte nelle scuole, lavorando a stretto contatto con studenti e docenti per avvicinare le giovani generazioni al patrimonio artistico del Salento. Un impegno che nel 2002 si è tradotto nella nascita dell’associazione culturale e della galleria Percorsi d’Arte, spazio dedicato all’arte moderna e contemporanea, con un’attenzione costante ai talenti emergenti.
Cinzia però è anche l’anima dell’annuale appuntamento “le parole sono pietre” che ogni anno, a settembre, porta a Casarano l’arte in ogni sua forma, con la capacità e la forza di valorizzare luoghi originali e qualche volta dimenticati della città.
Dopo una breve pausa, nel 2022 la galleria ha poi riaperto con slancio rinnovato, tornando a essere un luogo vivo di confronto, esposizione e crescita culturale. In un momento storico di crisi, in cui l’offerta culturale si è mediamente ridotta, Percorsi d’Arte si è quindi affermata come un vero e proprio presidio culturale, punto di riferimento per chi crede ancora nel valore dell’arte come motore di comunità.
«Ringrazio tutti per questo riconoscimento», ha dichiarato Cinzia De Rocco, «essere nominata Persona dell’Anno mi gratifica perché dimostra che, svolgendo il proprio lavoro con impegno e passione, è possibile lasciare un’impronta nell’ambito culturale della nostra cittadina».
Un riconoscimento che va oltre il titolo: è il segno di una città che, nonostante le difficoltà, continua a credere nella cultura e in chi, soprattutto, ogni giorno, con fatica, la rende possibile.
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