Otranto
Otranto Alba dei Popoli
Un mese di eventi: il 30 dicembre Roberto Vecchioni
Otranto, luogo simbolo del Mediterraneo, crocevia di culture, intreccio di etnie, come testimoniano molti suoi monumenti e la sua storia passata e recente, celebra il legame della Puglia con la civiltà mediterranea attraverso una rassegna di Arte, Cultura, Ambiente, Musica e Spettacoli. “Alba dei Popoli” è un’iniziativa che prende spunto dalla forza simbolica esercitata dal primo sorriso del sole del nuovo anno all’Italia. La luce che giunge dall’Oriente illumina per prima proprio questa estrema frontiera dell’Europa. La manifestazione, sin dalla sua prima edizione nel 1999, ha visto la presenza di numerosi artisti ed intellettuali di livello internazionale, oltre ad una lunga serie di rappresentanti istituzionali dei Paesi del Mediterraneo.
Ogni anno, la Città dei Martiri, nel periodo delle festività natalizie, organizza la manifestazione programmando un mese di eventi di vario genere, con la collaborazione delle Associazioni locali, per ricordare a tutti che la prima luce del nuovo anno giunge in Italia dal Salento, da Otranto. La manifestazione è in collaborazione con Salentowebtv e patrocinata da Lecce2019. È veicolata, inoltre, su tutti i canali social del Comune di Otranto (facebook, twitter e Youtube).
domenica 15 dicembre
Dopo l’esordio del giorno dell’Immacolata, si continua domenica 15, presso il Salone Istituto Maestre Pie Filippini alle 19,30, la commedia “Li uai De Don Sisì Cardamasi”, due atti comici di William Fiorentino, a cura del Gruppo Teatrale “La Palumbara”. In largo Porta Alfonsina, dalle 10 alle 20, il “Mercatino natalizio con opere del proprio ingegno”, riservato solo agli operatori non professionali, ovvero ai creatori di opere del proprio ingegno, con artisti per lo più locali e provenienti anche da diverse regioni italiane. L’iniziativa tende soprattutto a valorizzare la componente artistico/manuale dei vari partecipanti, mettendo in risalto il valore che ogni artista è in grado di produrre. L’occasione sarà utile ai visitatori anche per conoscere le varie tecniche utilizzate dagli espositori per realizzare i manufatti insoliti e originali creati spesse volte con materiali naturali e di riciclo.
lunedì 16
Presso l’Istituto “A. Moro”, alle 9, (con i ragazzi scuola secondaria) e Sede parrocchiale in Via Rondachi, alle 15,30, (con i ragazzi Istituto Maestre Pie Filippini), la proiezione del film “Otranto 1480”: Il film è stato girato nel Salento nel 1980, con comparse locali, da Adriano Barbano (1926-1985), considerato un pioniere della cinematografia pugliese. La sua produzione, infatti, inizia nel 1951 con il documentario, “Il Paese degli olivi”, cui segue una lunghissima serie di cortometraggi. “Otranto 1480” è la sua ultima opera, con la quale vinse il premio Rocca d’Oro per il miglior film realizzato da un’emittente privata, TeleLecceBarbano, da lui fondata nel 1974.
martedì 17
Presso l’Istituto “A. Moro”, alle 9, (questa volta con i ragazzi scuola primaria statale) altra proiezione del film “Otranto 1480”. Presso la Scuola dell’infanzia statale, alle 17,30, Concerto di Natale, recita natalizia a cura della sezione A.
Mercoledì 18
Presso la Scuola dell’infanzia statale, alle 17, Concerto di Natale, recita natalizia a cura della sezione C.
giovedì 19
Presso la Scuola dell’infanzia Istituto Maestre Pie Filippini, alle 10,30, Concerto di Natale, recita natalizia.
Alle 17, presso la Scuola dell’infanzia statale, “Natale al 7° cielo”, Recita natalizia della sezione B.
Dalle 18,30, al Vittoria Resort, serata dedicata agli ultrasettantenni di Otranto, organizzata dall’Amministrazione comunale in collaborazione con l’associazione Carpe Diem. Occasione per scambiarsi gli auguri di Natale e di Buon Anno e per trascorrere insieme una serata in allegria.
venerdì 20
Presso la Scuola primaria dell’Istituto Maestre Pie Filippini, alle 16,30, “Natale nell’arte”, recita natalizia.
Alle 17, presso la Scuola dell’infanzia statale, “Tutti insieme per un Natale di Pace”, recita natalizia della sezione D.
domenica 22
In Largo Porta Alfonsina, dalle 10 alle 20, torna il “Mercatino natalizio con opere del proprio ingegno”. Alle 18 presso la Torre Matta, il 1° Concorso di Presepi organizzato dall’Associazione Fratres, Donatori di sangue di Otranto. Dalle 16 alle 18, nell’insenatura di Porto Badisco, la Rappresentazione della natività subacquea: la Protezione Civile di Palmariggi organizza la IV edizione della Natività Subacquea. Sul fondale dell’insenatura naturale denominata “Tajate”, saranno deposte le statue di San Giuseppe, di Maria SS. e il giaciglio che ospiterà il Bambinello. L’evento sarà proiettato sul maxischermo installato in Piazzetta Prof. V. Consiglio. Alle 18,30 con partenza dal Lungomare degli Eroi, la Rappresentazione itinerante della natività: un gruppo spontaneo di otrantini e non trasformerà il centro storico in un presepe vivente “itinerante”. Alcune scene verranno recitate nelle piazze più suggestive della cittadina. Due narratori indirizzeranno i presenti verso le varie location in cui saranno rappresentate le scene. I personaggi impegnati nella manifestazione saranno circa 50. Il tragitto lungo il quale si svolgerà la rappresentazione prevede anche l’allestimento di botteghe che rievocano gli antichi mestieri.
martedì 24
Nel corso della Vigilia, in Largo Porta Alfonsina, Babbo Natale consegna i doni ai bambini: dopo la raccolta dei doni da parte dei suoi fidati elfi, Babbo Natale in persona distribuirà ai bambini i tanto attesi regali. Ospiti della serata i Ragazzi della Scuola di Musica Hydruntum Art. L’evento è organizzato dall’Associazione Hydro…un fiume di idee.
mercoledì 25
A Natale, in Largo Porta Alfonsina, dalle 10, “La Casa di Babbo Natale”, a cura di Idrusa Animation Equipe: Villaggio di Babbo Natale con gonfiabili e giochi per i più piccini.
giovedì 26
In Largo Porta Alfonsina, alle 18, Otranto Gospel Choir: l’Associazione Glorify propone un concerto di musica e canto gospel eseguito dal Movement Gospel Choir in collaborazione con l’Otranto Gospel Choir. Prevista la partecipazione di circa 30 coristi, tre strumentisti tre voci soliste. Verrà proposto un repertorio che comprende i classici della musica Gospel arrangiati in chiave moderna.
domenica 29
Sul Lungomare degli Eroi, dalle 9 alle 13, “Orientiamoci…all’alba, sguardo a est”, iniziativa a cura dell’A.S.D. Faera in collaborazione con l’Assessorato allo Sport del Comune di Otranto. Esercitazioni e attività di orienteering.
In Largo Porta Alfonsina, dalle 10 alle 18, il “Mercatino dell’antiquariato”, esposizione di oggettistica antica, hobbistica e collezionistica. Sempre in Largo Porta Alfonsina, musica popolare in piazza con: alle 17, I Tamburellisti di Otranto; alle 18,30, Takorassia; alle 20, Fonarà, a cura dell’Associazione Hydro…un fiume di idee.
lunedì 30
Lunedì 30 prende il via la due giorni in piazza a cura di Forevents Srl. In Largo Porta Terra, dalle 22, il concerto di Roberto Vecchioni. Il palco dell’Alba dei Popoli quest’anno ospita dunque un grande artista, cantautore, paroliere, scrittore e poeta. Ha vinto i quattro premi più importanti della musica italiana: il Premio Tenco nel 1983, il Festivalbar nel 1992, il Festival di Sanremo nel 2011 e il Premio Mia Martini della critica nel 2011; e ha vinto il Premio Lunezia Antologia 2013. È considerato fra i cantautori italiani più importanti, influenti e stilisticamente eterogenei: nella sua opera è ricorrente l’intrecciarsi del proprio essere con i più svariati miti della storia, della letteratura o dell’arte, quest’ultimi presi in prestito non tanto per descriverne le gesta, piuttosto come espediente per rappresentare una parte di sé. IA settembre 2013 è uscito il singolo “Sei nel mio cuore” che ha anticipato il nuovo album “Io non appartengo più”, pubblicato ad ottobre. Dodici nuove canzoni del cantautore milanese in cui la vita, la morte e il destino si intrecciano. A seguire, Dj Set, musica, divertentismo, selezioni musicali a cura di dj locali.
martedì 31
L’ultimo dell’anno, ancora in Largo Porta Terra, la Notte di San Silvestro: spettacolo fortemente coinvolgente per la nottata più scoppiettante dell’anno. Tanta musica con selezioni musicali a cura di Dj e band. Una grande festa all’insegna del divertentismo, una discoteca a cielo aperto che farà ballare tutti per ore. E che segnerà il passaggio al nuovo anno. A mezzanotte, spettacolo pirotecnico. Aspettando l’Alba, presso il Faro di Palascia, alle 4, lo spettacolo teatrale “Pòppiti”, a cura del locale gruppo di Legambiente: tratto dal romanzo omonimo di Giorgio Cretì di Ortelle, riduzione teatrale di Raffaella Verdesca, sceneggiatura e regia di Paolo Rausa.
domenica 5 gennaio
In Largo Porta Alfonsina, dalle 10 alle 18, il “Mercatino dell’antiquariato”. Alle 19, il Concerto di Natale “Puer natus in Betlehem”, appuntamento con la musica nella splendida cornice della Cattedrale. L’evento è organizzato dall’Associazione culturale Hydruntum Art.
lunedì 6
In Largo Porta Alfonsina, alle 9,30, si celebra la Festa della Befana, evento a cura di Idrusa Animation Equipe interamente dedicato ai più piccoli e con la presenza di Befane che distribuiranno caramelle e dolci. Presso il Salone dell’Istituto Maestre Pie Filippini, alle 18,30, le commedie “Raffaella quante illusioni” e “Mira dritto al cuore”, a cura del gruppo teatrale amatoriale Le Orte. Due atti unici in vernacolo otrantino, liberamente tratti da “Don Raffaele, Maestro di trombone” e “Pericolosamente” di Peppino De Filippo. Testi di poeti salentini saranno letti durante l’intervallo da Mario Morroi.
Alessano
«Io, tedoforo per un giorno»
Il racconto di Francesco Bello di Alessano “staffettista” durante il viaggio della fiamma olimpica Milano Cortina 2026 in Salento
A fine anno la fiamma olimpica ha attraversato l’incantevole quanto festoso itinerario salentino: Nardò, Rivabella, Gallipoli, Presicce – Acquarica, Maglie, Otranto sino all’accensione serale del braciere, avvolto dal barocco leccese.
Un viaggio iniziato nell’antica Olimpia, il 26 novembre dell’anno appena concluso, presso il Tempio di Hera, secondo un rituale senza tempo.
Rievoca l’agere di una sacerdotessa mediante uno specchio parabolico, in modo da concentrare i raggi del sole per dar vita al fuoco sacro.
Questo metodo, ispirato ad Archimede, è simbolo di purezza e continuità con l’antica Grecia.
Di poi, la staffetta della torcia olimpica nel corso della cerimonia svoltasi nello stadio di Panathinaiko in Atene, passata dalle mani di Isidoros Kouvelos, presidente del Comitato Olimpico Ellenico, a quelle di Giovanni Malagò, presidente del Fondazione Milano Cortina, è emigrata nella nostra Capitale, illuminandola.
Da lì, ha preso forma il suo viaggio nel Belpaese, da nord a sud.
Nei 63 giorni d’interstizio dalla data d’inizio delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina (prevista il prossimo 6 febbraio, stadio San Siro), la fiamma percorrerà oltre 12 mila chilometri, valicando tutte le 110 province italiane.
Alla luce dei tempi correnti, testimoni di una umanità stanca, lacerata, segnata da profonde ferite causate da violenti conflitti, bombardamenti, guerre tra i popoli.
Qualche mese fa, l’80esima sessione dell’assemblea generale delle Nazioni Unite (UNGA) a New York, ha adottato la risoluzione della tregua olimpica durante i giochi olimpici e paralimpici di Milano Cortina 2026.
Tale risoluzione intitolata “Costruire un mondo migliore e pacifico attraverso lo sport e l’ideale Olimpico” è stata adottata all’unanimità dai paesi membri dell’ONU.
Invita gli stessi a osservare la tregua Olimpica, a partire da sette giorni prima dell’inizio dei Giochi (6-22 febbraio) fino a sette giorni dopo la fine dei giochi Paralimpici invernali (6-15 marzo 2026), garantendo il passaggio sicuro e la partecipazione di atleti e ufficiali.
La tregua olimpica è un invito a mettere da parte, cio che ci divide e concentrarsi su ciò che ci unisce.
In un contesto sconvolto dalle guerre, come quello attuale, lo sport ed in particolare i Giochi Olimpici, possono offrire uno spazio raro, ove le persone si incontrano non come avversari, ma come esseri umani.
Quando gli atleti si uniscono, non vedono nazionalità, religione o cultura. Si vedono come atleti. Ci mostrano cosa può essere l’umanità nel suo lato migliore.
Tra l’altro, sulla base dei cenni storici, la tradizione della tregua olimpica fu istituita nell’antica Grecia per permettere la partecipazione sicura ai Giochi olimpici antichi, a tutti gli atleti e spettatori delle poleis, quasi sempre in conflitto tra loro.
L’onore ed il prestigioso onere di condurre e preservare il brillante ardore della fiamma, spetta a determinati soggetti, prescelti. I tedofori.
Questi ultimi, persone ordinarie con storie straordinarie, degnamente deputate a rappresentare il territorio, la cultura, il talento e l’eccellenza in tutti i campi: sportivo, sociale, artistico, creativo, insieme ai valori di pace e fratellanza, espressione del sacro fuoco nato dalla luce di Apollo e dalla terra senza tempo di Zeus.
Coniugano armonicamente pietre miliari reclinabili nella vita e nello sport.
Dirigere la fiamma, far luce sul cammino nazionale verso la Cerimonia Olimpica di Apertura, significa essere ambasciatore di passione, talento, energia e rispetto.
Soprattutto quest’ultimo, quale valore assoluto di accoglienza, incisività, come pure capacità (dei tedofori) di unire, abbattendo le barriere.
Le torce di Milano Cortina 2026, si chiamano “Essential” e sono completamente Made in Italy, il loro peso è di circa 1,5 kg.
Composte prevalentemente da materiali riciclati, come leghe di alluminio e ottone.
Più precisamente, la torcia olimpica si veste delle sfumature del cielo, nei toni del verde e del blu, ispirate ai paesaggi italiani in continuo mutamento.
Mentre, quella paralimpica, ha tonalità di bronzo, per richiamare invece la luce che si irradia sulle montagne e celebra la forza interiore e il coraggio degli atleti Paralimpici.
«EMOZIONE UNICA»
«Nominato ad adempiere il mandato olimpico, nelle vesti di tedoforo», Francesco Bello ha voluto manifestare la «personale contentezza e gratificazione per aver vissuto un’esperienza unica ed altamente emozionante. Tra le strade o, meglio, nei suggestivi vicoli acciottolati del centro storico di Gallipoli, in mezzo all’entusiasmo, all’impeto del bagno di folla dei presenti, stringendo tra le mani un simbolo carico di storia, di pace, di forza e di speranza».
«Condividerne il peso della sua storia millenaria e diventare parte di una tradizione, entrare nella storia dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026, in qualità di ambasciatore nella mia terra, il Salento», confida il tedoforo di Alessano, «selezionato per la mia storia, ed anche per i valori, cui cerco di indossare o più ancora, ai quali regolarmente aspiro: la rettitudine, la lealtà, il rispetto, l’educazione, il fair play, lavoro di squadra, la disciplina, il sacrificio, l’inclusione socio-sportiva, l’empatia e la solidarietà. Elementi chiave, principi, trasmessimi sin dalla tenera età, dalle mie storiche presenze familiari. Inoltre, non avrei immaginato di succedere a idoli sportivi in un evento così storico, in altre parole il viaggio della fiamma olimpica. Tra i quali, frequentando nuoto presso l’Icos di Tricase, sento di citare Gregorio Paltrinieri, nuotatore plurimedagliato».
Altra menzione del nostro tedoforo per Achille Polonara, «emblema di speranza, coraggio, resilienza e rinascita, specialmente dopo la sua lotta contro la leucemia, sposando appieno i valori di forza, vita e umanità dello spirito olimpico, un esempio di come superare le difficoltà con determinazione». Così come tante altre personalità illustri, destinate ad accompagnare il fuoco olimpico, indossando la divisa di tedoforo.
«Lo sport è una palestra di vita», conclude Francesco, «ambedue le realtà, interconnesse, asservite allo scopo di rendere predetti capisaldi, rilucenti nelle nostre azioni verso gli altri. Personificarli nella vita e nello sport, ci colloca sul gradino più alto del podio».
“Tu ragazzo dell’Europa, porti in giro la fortuna…“.
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Alliste
Appuntamenti, ultimi giorni di Festa fino alla Epifania
Sagre, riti, concerti, pitturate e… arrivo della Befana….
SABATO 3 GENNAIO 2026
ANDRANO –
Scuola via del Mare A. Martella, ore 20, Cena Sociale con le associazioni del territorio
BARBARANO (Morciano) –
Sede Associazione Nazionale Marinai d’Italia, ore 20, Tombolata
BOTRUGNO –
Oratorio, Azione Cattolica, Christmas Games per bambini e ragazzi; a seguire Tombolata degli avanzi per la famiglie
CASARANO –
Auditorium comunale G. Pisanò, Cinema Auditorium
CASTRIGNANO DEL CAPO –
Oratorio degli Arcangeli, 18,30, Tombolata di comunità. Piazza San Michele, ore 20,30, Vittorio Ciurlia (violinista)
LUCUGNANO (Tricase) –
Palazzo Comi, ore 10,30, Associazione Tina Lambrini, Laboratorio di letture per bambini.
Chiesa Madre, ore 18, Benedetto sia lo giorno, concerto di Natale con Vania Palumbo, Angela Lacalamita e Maurizio Ria
MURO LECCESE –
Palazzo del Principe, dalle 10,30 alle 12,30, Christmas Lab, Laboratori creativi per bambini.
Mercato delle Idee, ore 20,30, Ura Teatro, La guerra del vino NOCIGLIA – Azione Cattolica, Tombolata per adulti.
Polisportiva Meraki, Ramdom Volley Christmas edition
POGGIARDO –
Piazza Umberto I, dalle 17 alle 20, Il Villaggio delle Feste – Speciale Befana
PRESICCE – ACQUARICA –
Località Presicce, Chiesa Sant’Andrea Apostolo, ore 19,30, Candle Harmony Concert, emozionante viaggio tra musica e cinema sulle note dal vivo di un quartetto d’archi, avvolta e illuminato da candele
RUFFANO –
Centro Storico, InCanto di Natale: dalle 16 alle 20, La Scopa SchiacciaGuai, Laboratorio Creativo; dalle 17, Piazza del Gusto, street food; dalle 17,30, Presepe di Comunità, Villaggio della Solidarietà e Mercatini di Natale
SALIGNANO (Castrignano del Capo) –
Parrocchia Sant’Andrea, … e poi… Ripartiamo dal Natale (anche 4 e 6 gennaio)
SPONGANO –
Punto Lettura 0/6 anni, ore 16, Racconti d’inverno
SUPERSANO –
Auditorium comunale, ore 19,30, Tombolata con l’Avis. Piazza IV Novembre, dalle 19,30, band Cuore di Cane live
TIGGIANO –
Community Library, dalle 16 alle 19, Tombolata per bambini dai 10 ai 14 anni.
Chiesa Sant’Ippazio, ore 18,30, Orchestra di Fiati Artistica Inclusione, Concerto di Natale
TRICASE –
Sala del Trono di Palazzo Gallone, Rotary Club e Associazione La Ginestra, Assurdamente logico o logicamente assurdo
UGENTO – Piazza San Vincenzo, ore 18, The Magic World
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DOMENICA 4 GENNAIO 2026
ANDRANO –
Biblioteca Don Giacomo Pantaleo, ore 19, Istituto di Cultura Musicale J.S. Bach, Incontri musicali
BOTRUGNO –
CTG-GIS e i 4 rioni botrugnesi, Atmosfere Natalizie
CASARANO –
Chiostro comunale, ore 9,30, Arrivano le Befane
CASTRIGNANO DEL CAPO –
Piazza San Michele, ore 19, Domenico Zezza (violinista)
MELISSANO –
Oratorio Gesù Redentore, Tombolata (anche 6 gennaio).
Sagrati Chiese, Calza della Befana di Azione Cattolica (anche 5 e 6 gennaio)
MORCIANO DI LEUCA –
Centro storico, dalle 16,45, Visita Guidata Teatralizzata con il Teatro delle Quinte. Palazzo Strafella, primo piano, ore 18, Alterithè, installazione performativa e partecipativa di Fabrizio Manco e Alessandro Del Genio
NOCIGLIA – Fratres, Donazione con autoemoteca
MURO LECCESE – Per le vie della città, dalle 9 alle 12, La Befana biricchina
RUFFANO –
Centro Storico, InCanto di Natale: dalle 17, Piazza del Gusto, street food e piazza del Gusto Live con la cover band Why Not; dalle 17,30, Presepe di Comunità e Villaggio della Solidarietà e Mercatini di Natale; alle 20,30, Gran Concerto di Capodanno con l’Orchestra SalentOpera in Chiesa della Natività B.V.M.
SALIGNANO (Castrignano del Capo) –
Parrocchia Sant’Andrea, … e poi… Ripartiamo dal Natale (anche martedì 6 gennaio)
SPONGANO –
Piazza Vittoria, ore 16, Aspettando la Befana. Via Sant’Angelo 16, dalle 16 alle 21, La Casa del Natale (anche 6 gennaio)
SUPERSANO –
Piazza IV Novembre, ore 19,30, Storie al Chiaro di Luna, narrazione e musica di Elsa Maggiore e Michele Contaldo
TIGGIANO –
Piazza Castello, ore 8,30, partenza Biciclettata di rosso.
Luci Perti, ore 19, Le strine, Canti di Natale, con Antonio Castrignanò, Rocco Nigro e Luigi Marra
TRICASE –
Via Cittadella e centro storico, ore 18,30, Essential Trio Live Music
UGENTO –
Cine Teatro Oratorio, ore 18, Grande tombolata della famiglia. Piazza Adolfo Colosso, ore 20, Fivelandia – And More. Cristina D’Avena Cartoons Cover
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LUNEDì 5 GENNAIO 2026
ANDRANO –
Chiesa Sant’Andrea Apostolo, ore 19, Associazione Musicale Arturo Toscanini, Il Canto degli Angeli
BOTRUGNO –
Piazza Indipendenza, CTG-GIS, Arriva la Befana
CASTIGLIONE (Andrano) –
Piazza della Libertà, ore 17,30, Associazione Knidè, Veglioncino dell’Epifania e arrivo della Befana
CASTRIGNANO DEL CAPO –
Chiesa san Michele Arcangelo, ore 18,30, Concerto di Natale dei bambini del catechismo
CUTROFIANO –
Mercato della Cultura, ore 16, Grande Tombolata dei Bambini, ospite d’eccezione la Befana
GEMINI (Ugento) –
Piazza Regina Elena, ore 20, Befane in Piazza
LEUCA –
Sala Congressi Hotel Terminal, ore 16, premiazione concorso Presepi, Poesie e Sculture
MARTANO –
Oratorio, ore 19, Coro della Parrocchia del Rosario, Concerto di Natale, aspettando l’arrivo della Befana; a seguire, pittulata e grigliata
MELISSANO –
Sagrati Chiese, Calza della Befana di Azione Cattolica (anche 6 gennaio)
MORCIANO DI LEUCA –
Palazzo Strafella, ore 18, La Befana vien di notte, piccola storia di un grande simbolo, con Massimo Oggioni, storico e divulgatore
POGGIARDO –
Palazzo della Cultura, dalle 19, Tombolata, Aspettando la Befana con l’associazione culturale Rioniamo
SPONGANO –
Borgo Filograna, ore 18, Workness, Concerto di inizio anno.
Palestra scuola media, ore 20, Tombolata
TIGGIANO –
Community Library, dalle 9,30 alle 11,30, Magia della Calza: crea la tua
TRICASE –
Sala del Trono di Palazzo Gallone, ore 19,30, Compagnia Ama-Torre, Lu spiritu te lu tata ngiccu, commedia.
Teatro Don Donato Bleve della Chiesa di Sant’Antonio, ore 19,30, Tombolata per famiglie con il Comitato Feste
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MARTEDì 6 GENNAIO 2026, Epifania
BOTRUGNO –
Piazza Indipendenza, Fratres, L’attesa è finita, il mondo ritrova la sua Stella
CASARANO – Piazza San Domenico, ore 18, Mega Calza della Befana; alle 21, Bar Italia Show
CASTIGLIONE (Andrano) –
Chiesa San Michele Arcangelo, ore 17,30, Associazione Knidè, Veglioncino dell’Epifania e arrivo della Befana
CASTRIGNANO DEL CAPO –
Ore 10,15, Corteo dei re Magi da via Oberdan a Borgo Terra.
Parrocchia San Michele Arcangelo, ore 18,30, Radici Vive, le Case di Maria. Piazza San Michele, ore 20, Super Mario
CUTROFIANO –
Palazzetto dello Sport, ore 18,30, Clarinettomania 2026, Concerto dell’Epifania
MARTANO –
Sala Convegni Karol Wojtyla, ore 19, Gruppo Sinergia, Tombolata in Sinergia, con ricavato in beneficenza
MELISSANO –
Oratorio Gesù Redentore, Tombolata. Sagrati Chiese, Calza della Befana di Azione Cattolica (anche 4, 5 e 6 gennaio). Piazza Garibaldi, Fidas, Befalandia
MIGGIANO –
Theatrum, ore 12, Befana del Sindaco
MORCIANO DI LEUCA –
Vecchio Cinema Orlando, ore 19, Tombolata
MURO LECCESE –
Piazza del Popolo, ore 16,30, La Befanna arriva in Piazza
NOCIGLIA –
Fratres, Befana in Piazza
OTRANTO –
Castello Aragonese ore 18, Epifania in musica.
The voice of Christmas con Enrica Negro (soprano), Federico Buttazzo (tenore), Giorgio Schipa (baritono) e Antonio Papa (organo)
PRESICCE – ACQUARICA –
Località Acquarica, Castello Medievale, ore 20, La spada e l’incanto: sulle orme di Francesco d’Assisi, di Massimo Donno e Fabrizio Saccomanno
RUFFANO –
Centro Storico, InCanto di Natale: dalle 17, Piazza del Gusto, street food; dalle 17,30, Presepe di Comunità e Villaggio della Solidarietà e Mercatini di Natale; alle 18, a cura dell’associazione La Giara, Arrivo della Befana che partirà a piedi con la scopa Magica dall’incrocio via Liborio Romano/Corso Margherita di Savoia distribuendo dolci a tutti i presenti con a seguito il carroccio con tutti i Regali; aiuteranno La Befana nel suo percorso gli amici Spazzacamino, una volta giunti in piazza del Popolo si accomoderà nella casetta della Befana dove riceverà i Bambini fino alle 23; alle 19, Lillo Birillo; alle 20,30 musica live con la cover band Radio Libra
SALIGNANO (Castrignano del Capo) –
Parrocchia Sant’Andrea, … e poi… Ripartiamo dal Natale
SPONGANO –
Via Sant’Angelo 16, dalle 16 alle 21, La Casa del Natale
TRICASE –
Piazza Pisanelli, ore 16, partenza sfilata personaggi del Presepe Vivente e dei Re Magi, destinazione Monte Orco.
Ex IAT Atrio Palazzo Gallone, ore 17, Tricasèmia, Arriva la Befana
UGENTO –
Piazza San Vincenzo, ore 17, Discesa della Befana dalla Torre dell’Orologio con i
Vigili del Fuoco della Sezione di Ugento e del Dipartimento di Lecce.
Piazza San Vincenzo, ore 19, premiazione del concorso Lucincanto – La magia del Natale in ogni casa. Piazza Adolfo Colosso, ore 20, concerto de I Calanti
Approfondimenti
Lupini, carrubi e fichi i migliori figli spuri della terra salentina
Non c’è che dire, ieri, in un modello esistenziale più semplice, si aveva interesse, e attenzione, anche per beni “poveri” ma, con ciò, non meno utili di altri; oggi, il concetto di valore si è in certo senso ripiegato su se stesso e finalizzato a obiettivi e orizzonti di tutt’altra stregua, fra cui miraggi a portata di mano…
di Rocco Boccadamo
Sono frutti, prodotti, derrate, cui, adesso, si annette rilievo scarso, se non, addirittura nullo; si è quasi arrivati a ignorarne l’esistenza, la cura e l’uso.
Sulla scena delle risorse agricole locali, resistono appena, con alti e bassi, le granaglie, le olive, l’uva, gli agrumi, gli ortaggi e/o verdure.
Lupini, carrube e fichi sono, insomma, divenuti figli minori e spuri della terra, le relative coltivazioni appaiono rarefatte e, di conseguenza, i raccolti trascurati o abbandonati. Mentre, sino alla metà del ventesimo secolo ma anche a tutto il 1960/1970, rappresentavano beni indicativi per i bilanci delle famiglie di agricoltori e contadini ed elementi di non poco conto per le stesse, dirette occorrenze alimentari.
I primi, della sottofamiglia delle Faboidee, al presente richiamati solo sulla carta e nelle enciclopedie come utili ai fini della decantata “dieta mediterranea”, si trovavano diffusi su vasta scala, specialmente nelle piccole proprietà contadine attigue alla costiera, fatte più di roccia che di terra rossa, si seminavano automaticamente e immancabilmente senza bisogno di soverchia preparazione del terreno, né necessità di cure durante il germoglio e la crescita delle piante, dapprima in unità filiformi, poi robuste e ben radicate sino all’altezza di metri 1 – 1,50, recanti, alla sommità, rudi baccelli contenenti frutti a forma discoidale, compatti, di colore fra il giallo e il beige – biancastro.
Al momento giusto, le piante erano divelte a forza di braccia e sotto la stretta di mani callose e affastellate in grosse fascine o sarcine. A spalla, i produttori trasportavano quindi tale raccolto nel giardino o campicello, con o senza aia agricola annessa, più prossimo alla casa di abitazione nel paese, lasciandolo lì, sparso, a essiccare completamente sotto il sole.
Dopo di che, avevano luogo le operazioni di separazione dei frutti dai baccelli e dalle piante, sotto forma di sonore battiture per mezzo di aste e forconi di legno. Diviso opportunamente il tutto, con i già accennati discoidi, si riempivano sacchi e sacchetti.
Il prodotto, in piccola parte, era conservato per le occorrenze, diciamo così, domestiche: previa bollitura e aggiuntivo ammorbidimento e addolcimento con i sacchetti tenuti immersi nell’acqua di mare, i lupini diventavano una sorta di companatico o fonte di nutrimento di riserva e, in più, servivano ad accompagnare i “complimenti”, consistenti in panini, olive, sarde salate, peperoni e vino, riservati, in occasione dei ricevimenti nuziali, agli invitati maschi. Invece, l’eccedenza, ossia la maggior parte del raccolto, era venduta a commercianti terzi.
° ° °
Le carrube sono i favolosi e bellissimi pendagli, color verde all’inizio e marrone sul far della maturazione, donatici dagli omonimi maestosi alberi, taluni di dimensioni monumentali, tutti affascinanti.
Anche riguardo alle carrube, non si pongono attenzioni particolari, salvo periodiche potature delle piante, i frutti si raccolgono, al momento, purtroppo, da parte di pochi, attraverso tocchi con aste di legno, un’operazione denominata abbacchiatura, come per le noci.
Il prodotto, copioso e abbondante ad annate alterne e riposto in sacchi di juta, oggi è indirizzato esclusivamente alla vendita a terzi; al contrario, in tempi passati ma non lontanissimi, le carrube, dopo l’essiccazione al sole, erano in parte abbrustolite nei forni pubblici del paese e, conservate in grossi pitali in terracotta, insieme con le friselle e i fichi secchi, componevano le colazioni e, in genere, i frugali pasti in campagna dei contadini.
Piccola nota particolare, d’inverno, poteva anche capitare di grattugiare le carrube e, mediante la graniglia così ottenuta mescolata con manciate di neve fresca (beninteso, nelle rare occasioni in cui ne cadeva), si realizzava un originale e gustoso dessert naturale e sano.
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I fichi, al momento, purtroppo, lasciati, in prevalenza, cadere impietosamente ai piedi degli alberi, erano, una volta, oggetto di una vera e propria campagna di raccolta, ripetuta a brevi intervalli in genere sempre nelle prime ore del mattino, con immediato successivo sezionamento (spaccatura) dei frutti e disposizione dei medesimi su grandi stuoie di canne, “cannizzi”, e paziente fase di essiccazione sotto il sole.
Allo stesso modo delle carrube, in parte erano poi cotti nei forni e andavano a integrare le fonti dell’alimentazione famigliare, in parte erano somministrati agli animali domestici, in parte, infine, erano venduti.
Soprattutto, se non proprio, per i fichi, le famiglie avevano l’abitudine, in luglio e agosto, di spostarsi fisicamente dalle case di abitazione nel paese, nelle piccole caseddre di pietre situate nelle campagne, cosicché si risparmiavano le ore occorrenti per l’andata e il ritorno di ogni giorno a piedi e avevano, in pari tempo, agio di attendere direttamente e più comodamente a tutte le fasi della descritta raccolta.
Non c’è che dire, ieri, in un modello esistenziale più semplice, alla buona e intriso di spontanea connaturata operosità, si aveva interesse, e attenzione, anche per beni “poveri” ma, con ciò, non meno utili di altri; oggi, il concetto di valore si è in certo senso ripiegato su se stesso e finalizzato a obiettivi e orizzonti di tutt’altra stregua, fra cui miraggi a portata di mano.
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