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Cronaca

Case popolari, la morte non è niente

Nuova denuncia, questa volta a Muro Leccese: «Alcuni immobili Arca Sud abbandonatI a sé stessi dai legittimi assegnatari, ormai residenti in altre abitazioni. In alcuni casi i legittimi inquilini sarebbero persino deceduti, senza che nessuno abbia mai proceduto alla conseguente riassegnazione dell’abitazione in loro possesso»

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La vicenda riporta alla memoria i “morti votanti“, quelli raccontati in Fontamara da Ignazio Silone: persone decedute, ma mai registrate come tali, in quel caso per un tornaconto alle urne di pura fantasia.


«Ci sarebbe da ridere», esordisce Donno nel preannunciare un nuovo esposto, «se non fosse che la denuncia, oltre che grottesca, è molto più che desolante».


Nuova segnalazione anonima e nuovo allarme sul fronte delle occupazioni abusive e dei residenti fantasma negli alloggi popolari della provincia di Lecce.


L’on. Leonardo Donno


Dopo il caso Galatina, confluito in un esposto in Procura e un intervento del Prefetto volto ad accertare quanto segnalato tramite missiva anonima al deputato M5s Leonardo Donno, adesso è la volta di Muro Leccese.


Il deputato ha allertato Comune e Comando di Polizia Locale su quanto gli è stato segnalato, anche questa volta tramite una lettera dettagliata recapitatagli presso la sede info-point del Movimento nella sua città, Galatina.


Ad essere denunciato, ancora una volta, «lo stato di abbandono di alcuni immobili Arca Sud ad opera dei legittimi assegnatari, ormai residenti in altre abitazioni».


Anche in questo caso non mancherebbero dettagli sulle famiglie assegnatarie e, stando a quanto segnalato, da tempo residenti altrove.


In alcuni casi i legittimi inquilini sarebbero persino deceduti, senza che nessuno abbia mai proceduto alla conseguente riassegnazione dell’abitazione in loro possesso.

Sono quattro i casi presi in esame, riguardanti altrettanti alloggi di edilizia residenziale pubblica, tutti in via Pascoli. In due casi i legittimi assegnatari sarebbero deceduti da tempo e, da allora, entrambi gli immobili risulterebbero vuoti e mai concessi ad altri aventi diritto, questi ultimi parcheggiati vanamente in graduatoria. Negli altri due casi, le famiglie assegnatarie vivrebbero altrove da anni (in un caso persino fuori regione).


Avrebbero abbandonato gli alloggi senza mai riconsegnare le chiavi dei rispettivi immobili.


Nella nota informativa inviata da Donno al Comune e al Comando di Polizia Locale di Muro Leccese, oltre che al Prefetto Maria Rosa Trio per conoscenza, il deputato rimarca che «in data 9 gennaio 2021 aveva sollecitato tutte le Amministrazioni locali, tra cui anche il Comune di Muro Leccese, a predisporre gli opportuni accertamenti in merito al numero elevato di occupazioni abusive emerse nei singoli territori della provincia di Lecce, chiedendo contezza del numero preciso di immobili occupati sine titulo e delle procedure di decadenza. Richiesta rimasta inevasa».


Sulla scorta di quanto avvenuto per la denuncia anonima riferita agli alloggi galatinesi, Donno chiede adesso che si indaghi anche su Muro Leccese.


In primis per verificare che quanto scritto corrisponda al vero. Laddove così fosse, l’ulteriore richiesta è quella di porre fine «ad un’inerzia inaccettabile e ingiusta», rimarca Donno, «sulla pelle di chi ha bisogno e confida ancora nella giustizia».


Poi la precisazione: «Questa battaglia che conduco dal mio insediamento non intende lasciare per strada la povera gente. Bisogna analizzare e agire caso per caso, di concerto con i Servizi Sociali di ogni amministrazione: questo mi aspetto, questo si aspettano i cittadini. È dovere delle Istituzioni, proprio a tal fine, farsi garante dei diritti di tutti. L’immobilismo amministrativo non è mai accettabile, ancor meno se è alle prese con un fenomeno delicato e radicato come quello dell’emergenza abitativa.  Ecco perché ai cittadini dico: datemi una mano, cosi come state già facendo. Continuate a segnalarmi queste criticità, anche in forma anonima. Mi farò portavoce delle vostre istanze», promette Leonardo Donno, «e farò tutto ciò che è in mio potere per contribuire alla risoluzione di questa problematica e, soprattutto, al ripristino della legalità e della giustizia sociale».


Anche la denuncia anonima su Muro Leccese confluirà in un esposto che nelle prossime ore sarà depositato in Procura.


Cronaca

Rapinò un bar pistola in pugno, arrestato 42nne

Mise a segno un volpo da 300 euro con pistola giocattolo senza tappo rosso. Decisive le immagini di videosorveglianza e le testimonianze. Il fermato dovrà rispondere di  rapina aggravata a mano armata 

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È stato arrestato dalla polizia un 42enne di Nardò, ritenuto responsabile di una rapina aggravata a mano armata consumata lo scorso 24 gennaio ai danni di un bar della città.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo sarebbe entrato nell’esercizio commerciale impugnando una pistola giocattolo priva del tappo rosso – elemento che la rende visivamente simile a un’arma vera – e avrebbe minacciato il titolare, costringendolo a consegnare l’incasso della giornata, pari a circa 300 euro.

Subito dopo, si sarebbe dato alla fuga a bordo di un motociclo.

Determinante è stata l’immediata attività investigativa avviata dagli agenti, che hanno raccolto le dichiarazioni della vittima e dei testimoni presenti al momento del fatto.

Parallelamente, è stata effettuata un’accurata analisi delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza installati nel locale e lungo le vie di accesso e di fuga.

Gli elementi raccolti hanno consentito di individuare un sospettato e di procedere a una perquisizione domiciliare.

Nel corso dell’operazione sarebbero stati rinvenuti e sequestrati la pistola giocattolo utilizzata per la rapina, il motociclo impiegato per la fuga e gli indumenti indossati durante il colpo.

Il quadro indiziario ha portato all’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, aggravata dalla recidiva infra-quinquennale contestata all’indagato. Inoltre, la sua posizione risulterebbe ulteriormente aggravata da presunti maltrattamenti nei confronti del padre, finalizzati – secondo l’ipotesi accusatoria – a ottenere denaro per l’acquisto di sostanze stupefacenti.

Al termine delle formalità di rito, il 42enne è stato trasferito presso la casa circondariale di Lecce, dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Come previsto dalla legge, si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, fino a eventuale sentenza definitiva, l’indagato deve considerarsi presunto innocente.

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Cronaca

Investita mentre percorre a piedi la 274: donna finisce nella scarpata

Travolta da auto in corsa nella prima mattina di oggi in prossimità di Acquarica del Capo: il 118 l’ha condotta a Tricase, poi il trasferimento al “Vito Fazzi”

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di Lor. Zito

Una donna è stata investita alle prime ore di questa mattina lungo la strada statale 274, la Gallipoli-Leuca.

La malcapitata stava percorrendo a piedi il tratto di strada che costeggia l’abitato di Acquarica quando un’auto che sopraggiungeva, condotta da un uomo di Taurisano, l’ha travolta, facendola finire nella scarpata a bordo strada.

La donna, di nazionalità straniera, è stata raggiunta dai vigili del fuoco di Ugento e dal personale del 118. Recuperata con l’ausilio di una tavola spinale, è stata condotta in ospedale a Tricase.

Qui le sono state diagnosticate delle fratture e, poco dopo, è stato disposto il suo trasferimento al “Vito Fazzi” di Lecce. Le conseguenze dell’incidente sono gravi ma, al momento, non sarebbe in pericolo di vita.

Sul luogo del sinistro anche i carabinieri della Compagnia di Tricase, che lavorano alla ricostruzione della dinamica. Con l’ausilio dei sanitari, approfondiranno anche le condizioni in cui la donna stava percorrendo la strada statale a piedi: non è escluso, al momento, lo stato confusionale.

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Cronaca

Casamassella, muore a 21 anni schiacciato da carrello elevatore

In provincia di Lecce 94 vittime sul lavoro in poco più di cinque anni. La Cgil: “Subito un tavolo in Prefettura”

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Si è conclusa nel modo più tragico la vicenda dell’incidente sul lavoro avvenuto sabato mattina a Casamassella, frazione di Uggiano La Chiesa.

Luca Mario Pezzulla, 21 anni, impiegato nella ditta di famiglia, la Plm Costruzioni, è deceduto nella serata di domenica a causa delle gravissime ferite riportate.

Il giovane era stato trovato all’interno del capannone dell’azienda, vicino a un carrello elevatore ribaltato.

I soccorsi sono stati immediati, ma le sue condizioni erano apparse da subito disperate.

Le esequie si terranno domani dalle 15,30 presso la Chiesa Matrice di Uggaino La Chiesa

IL CORDOGLIO DELLA CGIL

«La famiglia, gli amici e i colleghi di Luca non sono soli. A loro giunga il cordoglio dell’intera Cgil», ha dichiarato il segretario generale della Cgil Lecce, Tommaso Moscara, commentando l’ennesima tragedia che colpisce il territorio salentino.

«Ancora una volta ci troviamo a dover aggiornare un triste elenco di vittime», ha aggiunto il sindacalista, chiedendo un incontro immediato e concreto in Prefettura per affrontare l’emergenza sicurezza sul lavoro.

QUATTRO INCIDENTI GRAVI IN DIECI GIORNI

Quello di Casamassella è il quarto gravissimo incidente sul lavoro registrato in provincia di Lecce nell’arco di appena dieci giorni. Prima di questo episodio, si erano verificati infortuni nei cantieri edili di Sant’Isidoro e Veglie, oltre a un incidente alla Lasim di Lecce.

Secondo i dati ufficiali Inail, dal 2020 a oggi in provincia di Lecce sono morti 94 lavoratori. Un numero che fotografa una situazione allarmante.

I NUMERI DELL’EMERGENZA

Nel solo 2025 sono stati denunciati 4.531 incidenti sul lavoro, circa l’1% in meno rispetto all’anno precedente.

Ciò significa che, in media, nel Salento si sono verificati 12,41 infortuni al giorno, weekend e mesi estivi compresi.

Negli ultimi sei anni gli incidenti hanno superato quota 26mila, e circa un quarto dei casi ha comportato prognosi superiori ai 40 giorni o conseguenze permanenti.

Il settore più colpito dagli infortuni mortali resta l’edilizia (22% dei casi).

Nel 2025, tuttavia, il maggior numero di denunce riguarda la sanità e l’assistenza sociale (586 casi), seguite da costruzioni (360), industria (329), commercio (341) e turismo (239).

Preoccupano anche i dati anagrafici: il 28% degli infortuni coinvolge lavoratori under 30 (1.281 casi), mentre oltre il 10% riguarda over 60 (483 casi).

LE RICHIESTE DEL SINDACATO

Per la Cgil, gli incidenti non sono frutto della casualità, ma il risultato di concause strutturali: precarietà, lavoro irregolare, massimo ribasso negli appalti, carenza di controlli e di cultura della sicurezza.

Tra le proposte avanzate: l’istituzione di una Procura nazionale per i reati legati alla salute e sicurezza, l’introduzione dell’aggravante di omicidio sul lavoro, maggiori assunzioni negli organi ispettivi, limiti al subappalto e un contrasto deciso al dumping contrattuale e ai falsi attestati di formazione.

«Inasprire le sanzioni senza rafforzare i controlli serve a poco», ha sottolineato Moscara, ribadendo la necessità di passare «dalle parole ai fatti».

Un’altra giovane vita spezzata mentre lavorava.

Un’altra famiglia distrutta. E un territorio che si interroga, ancora una volta, su quanto la sicurezza nei luoghi di lavoro sia davvero una priorità.

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