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Cronaca

Quercia caduta a Tricase: “Affetta da patologie, pativa impatto antropico”

L’assessore Ruberto fa il punto sulle cause dell’accaduto e sugli interventi previsti

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“L’evento che ha causato la caduta dell’albero di quercia vallonea giovedì scorso, a Tricase, è da imputare al cattivo stato di salute della pianta”. Lo afferma Serena Ruberto, assessore all’Ambiente e Salute pubblica, Decoro urbano e piano del verde, valorizzazione del patrimonio culturale, Rigenerazione urbana.

“L’albero – spiega la Ruberto – è caduto in direzione longitudinale alla recinzione perimetrale del boschetto delle vallonee. Le sue radici si estendevano per la loro metà sotto il suddetto muro di perimetrazione.

Si tratta di un esemplare di grandezza intermedia rispetto a quelli presenti nel nucleo. È risultato immediatamente evidente che la quercia, a livello del colletto, cioè tra la radice e l’attacco del fusto, fosse affetta da patologie (in gergo fisiopatie), tant’è che il vento moderato dei giorni scorsi è bastato a sradicarlo. La foto (a fine articolo) ritrae l’apparato radicale dell’albero. Risulta evidente come la parte a contatto con la strada abbia avuto gli effetti dannosi derivanti dalle azioni antropiche“.


Le prossime azioni


“L’amministrazione – continua l’assessore – d’intesa con il Personale del Parco Otranto Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase ha avviato ed attivato una serie di collaborazioni con esperti di alberi monumentali per valutare le condizioni fitosanitarie e la staticità delle piante più vetuste, che sono

state momentaneamente sospese per le difficoltà logistiche determinate dall’emergenza sanitaria ancora in atto. Attualmente il Parco ha sollecitato gli esperti che hanno immediatamente visionato la documentazione fotografica inviata ed espresso un parere preliminare in relazione alla possibilità

che l’albero, con determinati accorgimenti, possa continuare a vivere sia pur nelle condizioni in cui si trova. Il tentativo di rimetterlo in piedi è stato fortemente sconsigliato, per la quasi sicura rottura della parte di radice rimasta ancorata al terreno”.

“Le azioni che nell’immediato saranno avviate sono quelle di protezione della radice divelta per contenere la perdita di umidità nonché la sfrondatura per alleggerirne la chioma. A questi interventi preliminari, seguiranno le attività che saranno fornite dagli esperti. L’intento è quello di rendere fruibile il sito e far si che si possa prendere coscienza che comportamenti non rispettosi della natura in generale producono, anche a lungo termine, sempre effetti negativi

sull’ambiente. La quercia, seppur nella sua attuale condizione, potrebbe essere da monito”.


 




Cronaca

Scontri dopo il derby, DASPO a tifosi dello Scorrano

Al termine dell’incontro di calcio, un gruppo di tifosi dello Scorrano si è posizionato all’esterno dello stadio, con in mano bastoni e aste di bandiere, mentre i tifosi della squadra ospite del Cutrofiano sono stati tenuti all’interno dello stadio, per evitare scontri

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Polizia di Stato: adottati dal Questore due D.A.SPO. a carico di tifosi dello Scorrano calcio

 

Il Questore della Provincia di Lecce ha emesso due D.A.SPO. a carico di un 33enne e di un 29enne, entrambi residenti a Scorrano, a seguito dei fatti avvenuti lo scorso 23 novembre, in occasione dell’incontro di calcio “Lorenzo Mariano Scorrano – Calcio Cutrofiano A. Manco”, disputatosi presso lo stadio comunale di Scorrano.

Durante lo svolgimento della partita, i tifosi di entrambe le squadre si sono resi responsabili di lancio di oggetti, petardi e fumogeni sul terreno di gioco, sugli spalti e sulla pubblica via, causando il danneggiamento del manto di erba del terreno di gioco.

Al termine dell’incontro di calcio, un gruppo di tifosi dello Scorrano si è posizionato all’esterno dello stadio, con il volto coperto, con l’intento di attendere l’uscita dei tifosi ospiti, pertanto sono stati bloccati all’uscita dello stadio, perché trovati con in mano bastoni e aste di bandiere, mentre i tifosi della squadra ospite del Cutrofiano sono stati tenuti all’interno dello stadio, per evitare scontri.

Durante questi concitati momenti, però, sono stati lanciati diversi petardi che sono esplosi vicino ai Carabinieri in servizio, causando loro un temporaneo disturbo alla vista e all’udito; inoltre uno di essi veniva urtato da un tifoso, riportando lesioni.

Per tali fatti, i due tifosi dello Scorrano sono stati entrambi denunciati per essersi travisati durante le manifestazioni sportive, nelle quali è vietato l’uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo.

L’istruttoria finalizzata all’emissione delle misure di prevenzione è stata curata dalla Divisione Anticrimine della Questura, su proposta della Stazione Carabinieri di Scorrano.

Per il 33enne il provvedimento è di anni UNO, per il 29enne è di anni TRE.

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Cronaca

Bus per la scuola: «Piove sul bagnato!»

Acqua (o liquido dei radiatori) e studenti stipati in piedi: la denuncia dei genitori sulla tratta tra Presicce-Acquarica e Tricase. «Corriere sovraffollate, ragazzi costretti a viaggiare senza posti a sedere e un grave episodio avvenuto durante una corsa sotto la pioggia». La replica di SEAT SRL che spiega l’accaduto e difende la regolarità del servizio

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Un nuovo episodio torna a far discutere sul servizio di trasporto scolastico lungo la tratta Presicce-Acquarica – Tricase, gestita da SEAT SRL.

A segnalarlo sono diversi genitori, che parlano di «disagi quotidiani» vissuti dai propri figli, costretti spesso a viaggiare in condizioni ritenute inaccettabili.

Secondo quanto riferito, «da tempo le famiglie denunciano un sovraffollamento sistematico delle corriere, con oltre 30 studenti costretti a rimanere in piedi per l’intera durata del tragitto, a causa della mancanza di posti a sedere».

Segnalazioni sarebbero già state inviate in passato sia all’azienda di trasporti sia alla Polizia Locale di Presicce -Acquarica, senza che – a detta dei genitori – la situazione migliorasse.

L’EPISODIO DEL LIQUIDO SUL PAVIMENTO

A peggiorare il quadro, un episodio avvenuto nei giorni scorsi durante una corsa di ritorno, documentato anche con i filmati che vi proponiamo sotto.

Nel video si vede chiaramente del liquido scuro che invade il corridoio dell’autobus, mentre all’esterno piove abbondantemente.

Una scena definita dai genitori “vomitevole” e che ha destato forte preoccupazione, soprattutto considerando la presenza di studenti minorenni a bordo.

«Nulla sono servite le ripetute chiamate e le tante segnalazioni», scrive una mamma, «un abbonamento costa circa 50 euro al mese e non ci sembra possibile che i ragazzi viaggino in questo modo ogni giorno».

LA REPLICA DI SEAT SRL

Alla denuncia ha risposto SEAT SRL, chiarendo la propria versione dei fatti.

Secondo l’azienda, non si sarebbe trattato di infiltrazioni di acqua piovana, bensì della rottura di un radiatore dell’impianto di climatizzazione dell’autobus.

«Il liquido visibile nel corridoio», hanno spiegato da SEAT, «ha il colore scuro tipico dell’acqua dei radiatori domestici. L’impianto è posizionato nelle cappelliere a tetto. Considerata la pioggia abbondante, i ragazzi hanno pensato a infiltrazioni, ma il guasto è avvenuto posteriormente e l’autista non poteva accorgersene immediatamente».

Il mezzo, un autobus articolato lungo 18 metri, sarebbe stato «prontamente riparato una volta rientrato in sede», con le scuse rivolte all’utenza.

POSTI IN PIEDI: REGOLARE MA CONTESTATO

Per quanto riguarda il sovraffollamento, SEAT precisa che «i mezzi impiegati sono omologati al trasporto di passeggeri in piedi».

In particolare, trattandosi di autobus di classe 2, la normativa consentirebbe la circolazione entro i 30 chilometri con passeggeri non seduti.

La carta di circolazione del mezzo coinvolto, sempre secondo l’azienda, autorizzerebbe il trasporto di 38 persone in piedi.

«Il titolo di viaggio», sottolinea SEAT, «specifica chiaramente che non è garantito il posto a sedere. Si tratta di una situazione comune su molte corse scolastiche in Italia, costantemente monitorata dagli organi competenti».

LA RICHIESTA DEI GENITORI

Nonostante le spiegazioni fornite, i genitori ribadiscono la loro richiesta di «maggiore attenzione, sicurezza e dignità per gli studenti».

Pur riconoscendo il rispetto formale delle norme, chiedono che venga valutata la qualità reale del servizio, soprattutto quando coinvolge ragazzi che ogni giorno affidano la propria incolumità al trasporto pubblico.

 

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Cronaca

Anziano aggredito per soldi

Un uomo di 86 anni rifiuta di consegnare il denaro e viene colpito alla testa: paura in via Adriatica a Lecce.  L’intervento tempestivo della Polizia di Stato ha portato all’arresto dell’aggressore, ora detenuto nel carcere di Lecce. L’anziano ha riportato ferite giudicate guaribili in 25 giorni

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Un episodio di violenza che riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza urbana quello di via Adriatica.

Un anziano di 86 anni, residente in città, è stato aggredito in strada dopo un acceso diverbio con un uomo che pretendeva del denaro.

A lanciare l’allarme è stato un passante, che ha contattato il Numero Unico di Emergenza 112 segnalando la presenza di una persona anziana in difficoltà.

Sul posto sono intervenuti in pochi minuti gli agenti della Squadra Volante della Questura di Lecce, che hanno trovato l’anziano ferito alla testa e visibilmente scosso.

Dai primi accertamenti è emerso che la vittima era stata colpita dopo essersi rifiutata di consegnare il denaro richiesto.

L’aggressore, un uomo di 41 anni di origini pakistane, senza fissa dimora e richiedente protezione internazionale, è stato immediatamente bloccato e arrestato con l’accusa di tentata rapina.

L’uomo è stato condotto presso la Casa Circondariale di Lecce, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida.

Nel frattempo, la posizione dell’arrestato sarà ulteriormente esaminata dall’Ufficio Immigrazione della Questura per la valutazione di eventuali provvedimenti di competenza.

L’anziano è stato trasportato in ospedale dai sanitari del 118: dopo le cure del caso, è stato dimesso con una prognosi di 25 giorni.

Le sue condizioni, pur non essendo critiche, hanno destato forte preoccupazione tra i residenti della zona, scossi dall’accaduto avvenuto in pieno giorno e in un’area urbana frequentata.

Un episodio che, ancora una volta, richiama l’attenzione sull’importanza della vigilanza del territorio e sul ruolo fondamentale delle segnalazioni dei cittadini, rivelatesi decisive per un rapido intervento delle forze dell’ordine.

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