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La sfida della transizione energetica per le imprese salentine

Le Imprese e l’Energia: Efficientamento Energetico, Comunità Energetiche, Tecnologie per Impianti Sostenibili. Analisi e prospettive di sviluppo

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Nell’ambito del progetto “Le Imprese e l’Energia: Efficientamento Energetico, Comunità Energetiche, Tecnologie per Impianti Sostenibili”, promosso da Confindustria Lecce, in collaborazione con la Camera di Commercio di Lecce, è stata realizzata una pubblicazione dal titolo “La sfida della transizione energetica per le imprese della provincia di Lecce. Analisi e prospettive di sviluppo”, presentata in conferenza stampa presso la sede camerale.


Sono intervenuti: Mario Vadrucci, presidente Camera di Commercio di Lecce; Valentino Nicolì, presidente Confindustria Lecce; Fabio Montinaro, vice presidente Confindustria Lecce con delega alla Transizione ecologica e Tutela del territorio; Antonio Ficarella, direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento; Davide Stasi, curatore dell’elaborazione dei dati.


IL CAMPIONE DI INDAGINE


Per comprendere meglio il punto di partenza è stata condotta un’indagine su un campione di 60 imprese attive nel settore manifatturiero della provincia di Lecce.


Di queste il 43,3 per cento del totale opera nel comparto metalmeccanico, il 25 per cento è censito come “altre imprese manifatturiere”, il 20 per cento nell’agroalimentare, l’8,3 per cento nel tessile, l’1,7 per cento nel chimico e un altro 1,7 per cento nel settore del legno.


Dal punto di vista dimensionale il 15 per cento appartiene alla categoria delle micro imprese, il 51,7 per cento a quella delle piccole, il 25 per cento a quelle delle medie, il restante 8,3 per cento a quello delle grandi imprese.


Dall’analisi dei dati è stato osservato che il 33,33 per cento del campione consuma fino a 50mila kilowattora (kWh); il 10 per cento da 50mila kWh a 100mila kWh; il 35 per cento da 100mila kWh a 1 milione di kWh; il 21,77 per cento consuma oltre 1 milione di kWh.


ESIGENZE ENERGETICHE


Questi dati sottolineano la diversità delle esigenze energetiche delle imprese locali e la necessità di sviluppare soluzioni su misura per soddisfare tali esigenze, garantendo al contempo una maggiore efficienza e riduzione dei costi.


Emerge inoltre che il 71,7% delle imprese esaminate possiede già un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili e una percentuale simile mostra un chiaro interesse ad aderire a una comunità energetica.


Questi risultati dimostrano una forte sensibilità delle imprese locali nei confronti della sostenibilità ambientale e dell’importanza di abbracciare modelli energetici più efficienti e green.


ENERGIA, ANDAMENTO DEI PREZZI


Il documento presentato offre anche una panoramica dettagliata sull’andamento dei prezzi dell’energia elettrica e del gas, sui consumi in provincia di Lecce e in Puglia, sulla produzione di energia da fonti rinnovabili.


Per quanto riguarda il prezzo dell’energia si evidenzia un aumento significativo nel 2022, in linea con i trend internazionali.


Tale impennata, attribuibile a diversi fattori tra cui la pandemia di Covid-19 e l’invasione russa dell’Ucraina, sottolinea l’importanza di investire in fonti energetiche alternative e sostenibili per garantire una maggiore stabilità e ridurre la dipendenza da fonti tradizionali.


Chiude il lavoro un approfondimento del quadro normativo delle comunità energetiche rinnovabili (Cer) e le relative regole operative per l’autoconsumo diffuso, con una nota sugli incentivi previsti dal Pnrr.


MARIO VADRUCCI


«Necessarie norme in grado di assicurare anche alle piccole e medie imprese una partecipazione economicamente e finanziariamente sostenibile»


La definizione di comunità energetica è «un modello virtuoso basato sulla condivisione: sono associazioni composte da enti pubblici locali, aziende, attività commerciali o cittadini privati, che scelgono autonomamente di dotarsi di infrastrutture per la produzione di energia da fonti rinnovabili».


Sul tema delle comunità energetiche, la Camera di Commercio di Lecce sta svolgendo un’intensa attività di supporto alle imprese e a tutti gli stakeholder per favorire la concreta attuazione della transizione energetica.


«La transizione energetica è vitale per il futuro della nostra terra», ha detto il presidente della Camera di Commercio, Mario Vadrucci, «ma lo è altrettanto la possibilità di continuità e di sviluppo delle nostre imprese. L’intera economia salentina è sottoposta agli effetti di una globalizzazione ormai troppo spinta. Per questo occorrono norme in grado di assicurare anche alle piccole e medie imprese – che costituiscono il tessuto industriale di molte parti d’Italia e del Salento soprattutto – una partecipazione economicamente e finanziariamente sostenibile. Ci vorranno molti investimenti. Si parla di 600 miliardi in tutta l’Unione Europea che dovranno essere trovati in tempi tali da aiutare la realizzazione del Green Deal. Ma questo non può avvenire a scapito dei più deboli. Bisogna impegnare la deputazione politica italiana a tenere presenti, in sede di Parlamento Europeo, le esigenze di questa parte del mondo produttivo italiano, in modo che la transizione possa avvenire senza grossi sacrifici e sia in grado di produrre nuovi posti di lavoro, per i quali bisognerà pensare sin d’ora a nuovi programmi di formazione per far trovare tutti pronti a guardare con maggiori opportunità al futuro complessivo del mondo industriale italiano».


«Occorre ricordare», conclude Vadrucci, «che la transizione energetica, oltre a impattare positivamente sull’ambiente e sul clima, concorre al raggiungimento di un obiettivo strategico fondamentale: l’indipendenza energetica del territorio dal contesto internazionale“.


 VALENTINO NICOLÌ


«Fondamentale creare ambiente favorevole all’adozione di tecnologie green e all’implementazione di politiche energetiche sostenibili»


«Come Presidente di Confindustria Lecce», ha detto Valentino Nicolì, «sono estremamente soddisfatto dei risultati ottenuti e dell’impegno dimostrato dalle imprese locali nel promuovere la sostenibilità e l’efficienza energetica. È evidente che la transizione verso fonti energetiche più sostenibili è diventata una priorità per le imprese locali e i dati raccolti confermano che stiamo compiendo passi significativi verso questo obiettivo. La nostra provincia ha un enorme potenziale per diventare un punto di riferimento per l’innovazione e la sostenibilità nel settore energetico da fonti rinnovabili»


«Tuttavia, ci sono ancora sfide da affrontare e opportunità da cogliere», aggiunge Nicolì, «è fondamentale che istituzioni, enti di ricerca e aziende lavorino insieme per creare un ambiente favorevole all’adozione di tecnologie green e all’implementazione di politiche energetiche sostenibili. In questo contesto, Confindustria Lecce si impegna a svolgere un ruolo attivo di concerto con la Camera di Commercio e con il supporto scientifico dell’Università del Salento per promuovere soluzioni innovative, sostenibili ed efficienti per affrontare i trend futuri del settore».


ANTONIO FICARELLA


«Bisogna andare verso le Comunità Energetiche, motore di un nuovo modello di sviluppo economico»


«Parlare di energia», ha affermato il professore Antonio Ficarella, direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento, «non vuol più dire rivolgersi agli addetti ai lavori, ma significa far partecipare la collettività alla sfida più importante che siamo chiamati ad affrontare: l’approvvigionamento energetico nel rispetto dell’ambiente. Oggi più che mai è doveroso agire in maniera sinergica: imprese e mondo della formazione insieme, per creare il valore che genera lavoro e quindi benessere sociale condiviso. Con questa ferma convinzione, Unisalento ha attivato, ad esempio, il Corso di Laurea Magistrale in ‘Ingegneria Energetica’, erogato in collaborazione con il Politecnico di Bari, con le lezioni in inglese. Si punta a formare ingegneri con forte propensione all’innovazione e all’interdisciplinarietà, in grado di operare nel contesto della transizione energetica. S’impone, infatti, un dovere morale per tutti coloro che lavorano nel settore dell’energia: uscire dalle fonti fossili il più presto possibile, per favorire la riduzione dell’emissione di CO2, spingere sempre di più verso le energie rinnovabili, la cui accettazione passa attraverso un reale coinvolgimento delle realtà locali, a cui le nuove installazioni devono portare ricchezza. I grandi impianti industriali stanno avviando concrete politiche di decarbonizzazione e, ad oggi, sono gli unici soggetti in grado di avviare queste politiche, grazie alla disponibilità di risorse e tecnologie.

«Questi processi stanno innescando un importante processo di riqualificazione del tessuto economico e produttivo locale»,  conclude il prof. Ficarella, «bisogna andare verso le Comunità Energetiche, motore di un nuovo modello di sviluppo economico, che garantisce la sostenibilità dei nostri territori e offre occasioni professionali alle nostre e nostri giovani, creando in definitiva nuova ricchezza economica e sociale per i nostri Paesi».


FABIO MONTINARO


«Comunità energetica va affrontata e governata con pragmatismo, avendo a cuore i principi veri di sostenibilità e valorizzazione del magnifico territorio che ci ospita»


«La transizione energetica», ha spiegato il vicepresidente di Confindustria Lecce Fabio Montinaro, «è solo uno degli aspetti dell’evoluzione a cui stiamo assistendo; non è tuttavia un’opzione: va affrontata e governata con pragmatismo, avendo a cuore i principi veri di sostenibilità e valorizzazione del magnifico territorio che ci ospita. Occorre trovare, pertanto, soluzioni che concilino le esigenze di sviluppo industriale con il rispetto delle istanze provenienti dal territorio e, in tale ottica, è necessario dialogare con tutte le comunità, le istituzioni, le associazioni per valutare e trovare il modo per perseguire una transizione giusta, non solo dal punto di vista energetico. È oggi prioritario mantenere uno stile di vita che non sia condizionato da pregiudizi e/o da eventi drammatici come la guerra che ha imposto un drastico cambiamento nei sistemi di approvvigionamento».


«Oggi più che mai», ha concluso Montinaro, «siamo chiamati a spezzare la dipendenza da fonti fossili estere, rendendoci autosufficienti e individuando nuove forme sostenibili, anche contando sulla ricerca e l’innovazione».

DAVIDE STASI


«È il momento per intervenire e rimodularele catene di fornitura energetica»


Buon ultimo il data analyst Davide Stasi che ha curato l’elaborazione dei dati: «Il prezzo dell’energia nell’Unione europea ha raggiunto livelli record nel 2022. L’aumento è iniziato nel 2021 a seguito della pandemia di Covid-19 e della crescente domanda internazionale. L’invasione russa dell’Ucraina ha avuto un effetto aggravante. È necessario investire nelle energie rinnovabili».


«Il cambio di passo», la sua opinione, «dipende molto sia dalla cultura, per la quale è necessaria ancora un’attività di sensibilizzazione, sia dalla disponibilità economica di molte realtà che faticano a pensare di investire per innovare processi e modificare modus operandi, con una prospettiva di miglioramento a lungo termine».


«Per molte aziende», secondo Davide Stasi, «il momento attuale è decisivo per intervenire e rimodulare, in senso più corto e vicino, le catene di fornitura energetica, così come per gli investimenti nelle rinnovabili e nell’aumento dell’efficienza energetica».






Attualità

L’etica a tavola

Mense scolastiche a Tricase: nuova era con EP spa e cooperativa sociale L’Abbraccio: «Ripartiamo da dignità del lavoro e benessere dei bambini per creare una buona prassi nazionale»

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Dai riflettori di un’inchiesta giudiziaria che ha fatto scalpore a livello nazionale a un potenziale palcoscenico per fare di Tricase una buona prassi esemplare.

Le mense comunali per scuole dell’infanzia e scuole primarie sono oggi affidate a nuovi gestori, che subentrano alla precedente gestione, travolta dallo scandalo scoppiato in piena estate.

La vicenda era quella emersa dall’attività investigativa a carico de La Fenice srl.

Inchiesta che ha toccato 38 Comuni salentini e secondo la quale in decine di centri cottura sarebbero stati utilizzati oli di qualità inferiore e di provenienza ignota al posto dell’olio extravergine previsto dai capitolati pubblici.

Di fronte a un caso che ha toccato nervi scoperti, i Comuni interessati si sono divisi tra chi ha scelto di revocare immediatamente gli incarichi e chi ha preferito attendere gli sviluppi giudiziari.

Tricase aveva imboccato una terza strada: vista la prossimità temporale, l’ente ha atteso la naturale scadenza del contratto con la ditta interessata (ad inizio dello scorso autunno) aprendo poi automaticamente ad una nuova fase nella gestione del servizio.

È in questo passaggio che si inserisce l’arrivo di una nuova realtà, chiamata oggi a garantire la continuità della refezione scolastica in un momento in cui l’attenzione su qualità, controlli e trasparenza è più alta che mai.

LA NUOVA ERA

Inizia così una nuova fase per la refezione scolastica e per i servizi mensa del Comune di Tricase, con l’affidamento del servizio ad EP spa che lo espleterà, in Associazione Temporanea di Imprese, con la Cooperativa Sociale L’Abbraccio.

A raccontare la filosofia che accompagna questo nuovo incarico è Emanuele Roberto Stefanelli, amministratore della cooperativa e tricasino.

Emanuele Roberto Stefanelli intervistato dal TG1

«Il Comune ha deciso di affidarsi a un’Associazione Temporanea di Imprese che mette insieme la solidità di EP S.p.A. (eccellenza della ristorazione collettiva capace di trasformare una storia tutta italiana, nata negli anni Settanta, in un leader nazionale) con la dedizione, la professionalità e la competenza della Cooperativa Sociale L’Abbraccio, attiva sul territorio salentino in diversi settori. Questo significa aver compreso la grammatica della modernità: la tavola dei nostri figli necessita di rigore industriale e, al tempo stesso, di calore umano. In questo modo non parliamo solo della ripartenza di un servizio, ma di un vero punto zero per la ristorazione scolastica locale, dove non c’è spazio per l’approssimazione».

La preoccupazione delle famiglie ora si trasformerà in grande attenzione sul vostro operato. Da dove si riparte in un contesto del genere?

«Dalla dignità del lavoro. In un’epoca segnata dal precariato, abbiamo scelto di investire prima di tutto nel capitale umano, garantendo inquadramenti contrattuali corretti e formazione professionale costante. Perché solo un operatore sereno, rispettato e tutelato può diventare il primo garante della qualità di ciò che finisce nel piatto. Garanzie di eccellenza non sono solo certificazioni o protocolli, ma soprattutto i volti di chi lavora ogni giorno. Dietro ogni servizio che funziona c’è l’impegno di uomini e donne che lo curano nella quotidianità, rendendo umano ciò che altrimenti resterebbe soltanto un insieme di procedure. In questo mosaico, un ruolo centrale lo ha la responsabile del servizio mensa, Paola Ianne, con oltre 15 anni di esperienza nel settore. La sua presenza quotidiana non è solo vigilanza, ma una vera garanzia di cura: una figura capace di trasformare la gestione logistica in una missione fatta di attenzione, responsabilità e professionalità».

Vi avvalete di altre risorse professionali specifiche per le esigenze particolari?

«Un esempio è dato dal lavoro della biologa nutrizionista, la dottoressa Cinzia Bleve, che segue in modo esclusivo la gestione delle diete speciali. Con lei, si crea un connubio tra la scienza del benessere e l’attenzione verso le persone.  In altre parole, la scienza non resta chiusa nei protocolli, ma si traduce in attenzione concreta: ogni piano alimentare viene studiato e monitorato affinché nessun bambino, anche con esigenze sanitarie complesse, si senta escluso dal rito collettivo del pranzo. È anche così che si costruisce inclusione».

Quanto conta il dialogo con l’ente pubblico nella gestione di un servizio così delicato?

«Conta moltissimo, ed è uno degli elementi che fa davvero la differenza. Sul fronte istituzionale è stato fondamentale poter contare sul dottor De Iaco, Responsabile dei Servizi Sociali del Comune di Tricase, che sin dal primo giorno ha instaurato una sinergia concreta con i gestori. Il confronto è continuo, costruttivo. La sua capacità di risolvere le problematiche con tempestività ha permesso al servizio di decollare su tutti i fronti».

Qual è oggi la vostra priorità?

«La priorità è la salute dei bambini, e collaborare con un colosso come EP S.p.A. significa assumersi un dovere morale altissimo. La supervisione costante delle figure apicali garantisce che gli standard nazionali vengano applicati con precisione anche sul territorio salentino.

Gestire circa 700 pasti al giorno è una sfida complessa, ma farlo privilegiando biologico e fornitori locali significa trasformare il servizio in un vero laboratorio di buone pratiche. È la scelta di nutrire non solo i corpi, ma anche l’economia del territorio. Tricase oggi può diventare un esempio nazionale: a scuola, si torna a mangiare il futuro. Ed è un futuro che ha il sapore buono delle cose fatte per bene e con amore. Sempre ricordando che nel nostro credo c’è un’immagine antica che lega il Salento alla sua terra: i muretti a secco, gli ulivi secolari, quella luce tra mare e roccia dove nei secoli la necessità si è fatta virtù. Qui la cucina non è mai stata solo sostentamento, ma un linguaggio fatto di gesti lenti, sapori autentici e memoria collettiva. È da questo solco che germoglia la nostra idea di servizio per l’oggi ed il domani».

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AAA, elettori cercasi

Elezioni comunali 2026: a primavera si voterà per il nuovo sindaco in 21 centri della provincia di Lecce. Ma in quanti diserteranno ancora le urne?

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di Giuseppe Cerfeda

Ci apprestiamo a una nuova stagione di elezioni con chiamate alle urne prima per il referendum di fine marzo e poi per le amministrative di primavera che, in provincia di Lecce, riguarderanno 21 Comuni: Casarano, Gallipoli, Tricase (con popolazione superiore a 15mila abitanti ed eventuale ballottaggio), Maglie, Martano, Melpignano, Caprarica di Lecce, Calimera, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Sogliano Cavour, Gagliano del Capo, Ruffano, Castro, Presicce-Acquarica, Racale, Porto Cesareo, Uggiano La Chiesa, Arnesano, Monteroni di Lecce e San Pietro in Lama.

Prima ancora di avviare le contese e accendere il dibattito politico, però, gli addetti ai lavori dovrebbero iniziare a interrogarsi seriamente sulla questione dell’affluenza, sempre più bassa e meno rappresentativa.

Il distacco tra la gente comune e la politica, sia locale che nazionale, è diventato sempre più evidente.

Sempre meno persone vanno a votare, partecipano a incontri pubblici o seguono il dibattito politico.

E non perché manchi interesse per il futuro, ma perché cresce la sensazione di non contare nulla.

Molti cittadini si sentono ignorati, traditi da promesse mai mantenute, stanchi di un linguaggio fatto di slogan, polemiche e giochi di potere.

La politica sembra spesso lontana dalla vita reale: dai problemi del lavoro, della sanità, dei trasporti, delle famiglie.

Anche a livello locale, dove il contatto dovrebbe essere più diretto, molti amministratori appaiono distanti, chiusi nei palazzi, poco inclini all’ascolto.

Il distacco è pericoloso, perché una democrazia senza partecipazione si indebolisce.

Servono più dialogo, più trasparenza, più presenza sul territorio.

La politica deve tornare a essere servizio, non carriera.

Deve tornare a parlare con le persone, non sopra le persone.

Solo così si potrà ricostruire la fiducia e far sentire ogni cittadino parte di una comunità che decide insieme il proprio futuro.

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Manutenzione auto nel Salento per viaggiare sicuri e risparmiare

Con 701 automobili ogni 1000 abitanti registrate in Italia nel 2024, la manutenzione regolare diventa una questione pratica, non un’ossessione da meccanici. I sei controlli essenziali per viaggiare sicuri senza spese inutili sono: pressione pneumatici, livelli dei fluidi…

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Viaggiare sicuri e risparmiare

Molti automobilisti saltano i controlli di routine pensando di risparmiare tempo, ma un guasto improvviso su strada costa molto di più – in soldi e sicurezza – di cinque minuti al mese davanti al cofano aperto.

Nel Grande Salento – tra Lecce, Brindisi e Taranto – l’auto non è un lusso ma uno strumento quotidiano: per raggiungere il lavoro tra comuni senza collegamenti diretti, per fare la spesa, per muoversi tra masserie e frazioni. Con 701 automobili ogni 1000 abitanti registrate in Italia nel 2024, la manutenzione regolare diventa una questione pratica, non un’ossessione da meccanici. I sei controlli essenziali per viaggiare sicuri senza spese inutili sono: pressione pneumatici, livelli dei fluidi (olio, refrigerante, freni), batteria, luci esterne, spazzole tergicristallo e sistema frenante. La maggior parte richiede solo attenzione costante, non competenze tecniche avanzate – un approccio sistematico con verifiche settimanali, mensili e stagionali permette di intercettare i problemi prima che diventino costosi.

I sei punti da verificare sempre

Pneumatici e pressione
 La pressione va controllata a freddo, prima di partire. Le gomme sgonfie aumentano i consumi e riducono la tenuta di strada, quelle troppo gonfie compromettono il comfort e l’aderenza. Ogni mese è utile ispezionare visivamente il battistrada e i fianchi alla ricerca di tagli, rigonfiamenti o usura irregolare.

Livelli dei fluidi
 Olio motore, liquido di raffreddamento, liquido lavavetri, liquido freni: il controllo richiede pochi minuti ma previene surriscaldamenti, grippaggi, problemi di frenata. Se il livello scende rapidamente, significa che c’è una perdita da individuare in officina.

Batteria
 I segnali di debolezza sono l’avviamento faticoso, le luci fioche al minimo, il cruscotto che lampeggia. Molti problemi di batteria si risolvono con una ricarica o una pulizia dei morsetti, ma se persiste vale la pena sostituirla prima di restare a piedi.

Luci esterne
 Fari, frecce, stop, luci di posizione: vanno verificati regolarmente, soprattutto se si viaggia di sera o all’alba. Una lampadina bruciata non è solo una multa potenziale, ma un rischio reale per la visibilità.

Spazzole tergicristallo
 Le spazzole vecchie lasciano aloni, rigano il vetro, non puliscono bene durante le piogge improvvise. La sostituzione è economica e immediata, meglio farla prima dell’autunno.

Sistema frenante
 Le informazioni si basano sui materiali forniti da auto-doc.it: Le pastiglie freno sono tra i ricambi auto da controllare e sostituire per tempo. Le prestazioni dei freni sono tra i principali fattori di sicurezza per un veicolo. Rumori metallici, pedale spugnoso, vibrazione in frenata: sono tutti segnali da non ignorare.

Un approccio pratico alla manutenzione programmata: quando i controlli periodici evidenziano la necessità di sostituire componenti usurati, vale la pena pianificare l’intervento con anticipo. Come sottolineano gli esperti di AUTODOC, verificare compatibilità e specifiche tecniche per il proprio modello prima di ordinare i ricambi permette di evitare fermi macchina prolungati e di valutare con calma le diverse opzioni disponibili, senza la pressione dell’emergenza che spesso porta a scelte affrettate e più costose.

Calendario pratico: quando controllare cosa

Frequenza Controlli
Settimanale Pressione pneumatici (visiva), livello olio motore, funzionamento luci
Mensile Pressione pneumatici (con manometro), liquido lavavetri, tergicristalli, liquido freni, batteria (morsetti puliti)
Stagionale Liquido refrigerante, stato gomme (battistrada e usura), filtro aria abitacolo, pastiglie freno, cinghie e tubi (visiva)

Questa tabella organizza i controlli in base alla frequenza raccomandata: le verifiche settimanali sono rapide e si possono fare prima di partire per un viaggio o durante il rifornimento; quelle mensili richiedono qualche minuto in più ma prevengono guasti improvvisi; i controlli stagionali, idealmente prima dell’estate e dell’inverno, permettono di affrontare le condizioni climatiche più impegnative con l’auto in ordine.

Come riconoscere i problemi prima che costino caro

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Se sul cruscotto si accende una spia rossa, l’auto va fermata immediatamente; se la spia è gialla, occorre prenotare un controllo in officina senza rimandare. Se l’avviamento è difficile, va testata la batteria: una ricarica può bastare, ma se il problema persiste serve diagnosi o sostituzione. Quando i livelli dei liquidi scendono velocemente o la temperatura diventa instabile, bisogna controllare olio e refrigerante: un rabbocco risolve temporaneamente, ma cali ripetuti indicano perdite da riparare. Se l’auto tira da un lato o il sistema TPMS segnala anomalie, vanno verificate pressione a freddo e stato delle gomme: si gonfia subito, ma se la pressione cala di nuovo serve riparazione o sostituzione. Prima di un viaggio importante – verso le spiagge del litorale o nell’entroterra – il check completo (gomme, luci, liquidi, batteria, freni) è indispensabile: se qualcosa non torna, meglio passare in officina prima di partire.

Questo approccio trasforma la manutenzione da spesa imprevista a routine controllata: un’auto ben tenuta dura di più, consuma meno, non lascia a piedi nei momenti peggiori. Per chi vive nel Salento, dove le distanze sono lunghe e i servizi pubblici limitati, è semplicemente buon senso pratico.

Fonti

  1. ACI – Automobile Club d’Italia, Annuario Statistico 2025: “Tutti i numeri delle auto in Italia” (maggio 2025)
  2. AUTODOC – Informazioni tecniche sulla manutenzione auto e ricambi
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