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Attualità

A Monia Palmieri il Premio internazionale Luigi Centra

La magliese, presentatrice, conduttrice televisiva e direttrice artistica di eventi, premiata per la sua personalità versatile, poliedrica, multiforme, con attitudini naturali verso diverse forme di ispirazione artistica, dalla conduzione al canto, alla recitazione, alla poesia

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Un premio prestigioso per la magliese Monia Palmieri , presentatrice, conduttrice televisiva, direttrice artistica di eventi (sito web www.moniapalmieri.it).


Luigi Centra


Le sarà conferito il Premio Internazionale Grandi Artisti Luigi Centra” (settima edizione).


Un premio prestigioso nato nel 2014 per volere del pittore e scrittore Luigi Centra e del fotografo reporter dei vip Gianfranco Brusegan. Gli artisti premiati riceveranno una statuetta raffigurante la “dea alata” (con il relativo attestato di conferimento del premio), creata e lavorata a mano dallo stesso Maestro Luigi Centra, noto esponente della pop art americana nel mondo e che negli anni 60/70 ha fatto parte della corrente artistica con Mario Schifano, Mimmo Rotella e il fumettista Roy Fox Lichtenstein.


MONIA PALMIERI


Monia, personalità versatile, poliedrica, multiforme, con attitudini naturali verso diverse forme di ispirazione artistica, dalla conduzione al canto, alla recitazione, alla poesia. Alle spalle anni di esperienza vissuta con professionalità, impegno e passione nell’ambito dello spettacolo. Ha presentato programmi televisivi su diverse emittenti TV. Ha presentato Eventi trasmessi sulla RAI, trasmessi su canali della piattaforma SKY ed Eventi anche a carattere nazionale ed internazionale.


Per la sua attività di presentatrice, conduttrice televisiva e direttrice artistica di Eventi il 19 gennaio 2013, al Teatro Paisiello di Lecce, ha ricevuto il premio Lions Premio Donna Talento, manifestazione culturale organizzata dal Distretto della Puglia “Lions Club International Distretto 108 AB”.


Dal 14 dicembre 2006 è socio benemerito dell’A.N.F.I. (Associazione Nazionale Finanzieri D’italia), qualifica conferitole dalla Presidenza Nazionale dell’A.N.F.I. con sede a Roma “per la fervida attività svolta in favore dell’Associazione”.


Nel 2021 ha condotto varie puntate del programma “Diario di note” sull’emittente tv regionale Studio 100. Ha condotto Eventi trasmessi sulla RAI come le sue conduzioni a Roma, negli anni 2005 – 2006 – 2007 all’Auditorium Parco della Musica di Roma e nel 2009 al Petruzzelli di Bari, dei concerti della Banda Musicale della Guardia di Finanza, tutti trasmessi su RAI 1. Nel 2007 ha condotto il concerto con Michele Mirabella.


Del 2006 è la co-conduzione del collegamento, dalla provincia di Vercelli, all’interno del programma “Stelle e note di Natale” trasmesso su RAI 2 con la direzione artistica del M° Vince Tempera.


Gli anni 2003, 2004 e 2005 l’hanno vista conduttrice nell’ambito dell’evento “Lecce Art Festival” con la direzione artistica di Patrizia Bulgari, di cui nel 2004 e 2005 vengono trasmessi “speciali” su RAI 1. Nel 2004 intervista in inglese il cantante Michael Bublè. L’intervista è inserita all’interno dello speciale del “Lecce Art Festival”, trasmesso su RAI 1.


Ha condotto anche Eventi trasmessi su canali della piattaforma Sky.


Varie esperienze con emittenti televisive locali e regionali per la conduzione di programmi televisivi, anche in diretta, di varia natura.


Ha condotto manifestazioni, anche a carattere nazionale ed internazionale, di vario genere: kermesse di moda e bellezza, spettacoli di danza e ballo, concorsi musicali e festival anche di musica jazz, concerti di bande e fanfare militari, concerti lirico-sinfonici, cerimonie di premiazione, serate di beneficienza, eventi sportivi ed altro ancora.


Ha condotto in teatri e location italiani quali, per citarne alcuni, il Teatro San Carlo di Napoli, il Palazzo del Cinema del Lido di Venezia, l’Auditorium Parco della Musica di Roma, il Teatro Petruzzelli di Bari, il Teatro Massimo di Palermo, il Teatro Bellini di Catania e il Palamontepaschi (Parco Fucoli) di Chianciano Terme.


Dal 2006 ha curato la Direzione Artistica di alcuni Eventi con il conferimento di Incarichi di Direzione Artistica, di Eventi culturali e di intrattenimento, da parte di Enti. Tra questi ricordiamo che è stata Direttrice Artistica, dal 2006 al 2012, di n° 7 edizioni dell’Evento “Maglie Sotto Le Stelle” organizzato dalla Pro Loco Maglie Unpli; nell’anno 2009 e nel 2010 è stata Direttrice Artistica della manifestazione “Premio Targa Santa Cesarea Terme” organizzato dall’Amministrazione Comunale di Santa Cesarea Terme – Assessorato al Turismo e allo Spettacolo; nel 2015 e nel 2012 è stata Direttrice Artistica dell’Evento “Premio Cavour, per la promozione del territorio in una prospettiva di Unità, organizzato dall’Amministrazione Comunale di Sogliano Cavour – Assessorato alla Cultura.


Nel 2011 recita una parte nella Docu-Fiction dal titolo “In-Tessere Libertà” scritta e diretta da Massimo Fersini, ambientata presso l’Istituto di riabilitazione dei Padri Trinitari di Gagliano del Capo (Le) – Leucasia Film Produzione.


Ha una grande passione per il canto e dall’11 al 16 novembre 2002 frequenta a Sanremo, presso il Teatro Del Mare, in qualità di Finalista Regionale delle selezioni organizzate in Puglia, lo Stage Nazionale dell’Accademia della Canzone di Sanremo.


Monia è anche autrice di poesie e prosa in versi ed ha pubblicato il volume dal titolo “Vivere dentro”, edito da Edizioni Del Grifo di Lecce. Con questa sua pubblicazione nel 2000 partecipa alla VI Rassegna Nazionale degli Editori – Città di Campi Salentina per un incontro con l’autore.






GLI ALTRI PREMIATI


Giovedì 4 giugno Monia sarà premiata con la bellissima “dea alata”, che sarà conferita anche a:



  • EDOARDO DE ANGELIS, cantautore e paroliere. Ha collaborato con molti tra i più grandi nomi della canzone d’autore italiana; ha scritto per Lucio Dalla, De Gregori,  Venditti, Baglioni e tanti altri. La sua prima canzone è Lella, un evergreen cantato da oltre 70 artisti;

  • ANTONELLA PONZIANI, attrice e regista. L’ultima musa di Federico Fellini. Ha lavorato con i migliori registi italiani e stranieri. Ha vinto il Premio di Donatello, il Ciak D’oro ed altri premi. L’ultimo suo film, nel 2021 ha vinto al Festival internazionale di Calcutta con il titolo “BLU 38”;

  • gam, cantautore, chitarrista, polistrumentista, produttore. Ha collaborato con molti artisti internazionali tra i quali Peter Godwin (autore di David Bowie e Stevie Winwood) – Mary Setrakian (cantante di Broadway e vocal coach di Nicole Kidman, Michael Bolton, etc.). Ha suonato con Vinni Colaiuta (batterista di Sting) e tante altre star internazionali. Prima del covid ha eseguito più di 170 concerti tra Stati Uniti, Spagna, Francia e Portogallo;

  • Discografia – MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti) – Presidente Giordano Sangiorgi. Il MEI esiste da più di 25 anni. Ha lanciato gruppi e artisti indipendenti fra gli ultimi Diodato, Colapesce, Di Martino e Maneskin.  Ritirerà il premio il responsabile del Coordinamento Massimo Della Pelle;

  • JEAN MARIE BENJAMIN, compositore e direttore d’orchestra, regista, scrittore. Ha diretto film e documentari. Sceneggiatura, regia, musiche e produttore del film “Ci alzeremo all’alba” (2019). È l’autore dell’Inno ufficiale dell’UNICEF (Ode to the Child), creato a Roma nell’aprile 1984 (Coro e Orchestra della RAI di Roma, trasmesso in Eurovisione);

  • MASSIMILIANO PAZZAGLIA, attore di molte fiction, tra cui “Il Maresciallo Rocca” con Gigi Proietti, “Don Matteo” e tante altre;

  • GIANLUCA MAGNI, attore poliedrico, ha lavorato con Nino Manfredi, Giancarlo Giannini, registi quali Zeffirelli, Tinto Brass, Samperi, Bolchi. Ha lavorato nelle serie tv “Bello delle donne 3” e “Incantesimo”;

  • SERGIO PIZIO, scrittore e sceneggiatore film. Ha pubblicato i libri “La piccola Sofia”, “I paesaggi dell’anima” e “Contro il tempo”;

  • ANDREA MISURACA, attore di molti film, ultimo “DELITTO A PORTA PORTESE”

  • FRANCO VITELLI, scultore. Proprio a Roma ha avuto la possibilità di frequentare la galleria Farnese che riproduceva oggetti antichi. Ha viaggiato in Tunisia, Grecia e Egitto dove ha parlato dell’artista Folco Quilici. E’ uno scultore che dalla pietra crea stupefacenti figure come dicono vari critici.

  • PATRIZIO PELIZZI – attore di cinema, teatro e serie tvcome Distretto di polizia 7 e 10 – Un posto al sole – Incantesimo. Ha lavorato con molti registi tra i quali Pupi Avati e Volpari. A settembre uscirà il suo ultimo lavoro “Dante” con Sergio Castellitto.


L’Evento sarà trasmesso sui seguenti canali della piattaforma SKY 882-892-898-925-948 e sui seguenti canali del digitale terrestre: canale HBBTV 123-166 CARPE DIEM.


 Nel corso della serata, condotta dal presentatore Danilo Daita, direttore e produttore di riprese televisive, saranno consegnati anche gli attestati di “Menzione D’onore” alla ballerina Naomi Messina, alla cover Spazio Vasco, a DJ Umberto Sax, al Rettore e fondatore del Museo Centra Antonio Centra, all’attore Luciano Iafrate, alla pittrice Bruna Rotondi, allo scultore Mosaicista “Musivarius” Mariano Laureti ed alla truccatrice Cast Cinena Blentina Tafaj.


Attualità

Mentre il resto d’Italia corre, il Salento resta fermo sui binari

Lecce–Gagliano del Capo in 2 ore e 50 minuti. Resta l’arretratezza del trasporto ferroviario salentino nonostante i fondi stanziati per l’elettrificazione. Un divario infrastrutturale che penalizza pendolari e turisti e certifica la distanza tra il Sud Salento e il resto d’Italia. La denuncia del consigliere regionale Paolo Pagliaro che annuncia: «In Consiglio regionale chiederemo presto una nuova audizione in Commissione Trasporti per un aggiornamento sull’avanzamento dei lavori, e non ci stancheremo di sollecitare il completamento della metropolitana di superficie del Salento per rottamare definitivamente i treni del Far West e assicurare a pendolari salentini e turisti un trasporto ferroviario locale moderno ed efficiente, con tempi di percorrenza accettabili»

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di Giuseppe Cerfeda

Da queste colonne tante volte negli anni abbiamo affrontato di petto la questione.

Quella contro il trenino dell’esasperazione è una battaglia ultradecennale de ilGallo, al pari di quella per l’adeguamento della SS275 Maglie-Leuca.

Il trasporto ferroviario nel Salento continua a rappresentare una delle più evidenti cartoline dell’arretratezza infrastrutturale del territorio, soprattutto se confrontato con i servizi offerti nel Centro e nel Nord Italia.

Una distanza che non è soltanto geografica, ma fatta di treni lenti, mezzi obsoleti e tempi di percorrenza che sembrano appartenere a un’altra epoca.

La denuncia del consigliere regionale Paolo Pagliaro riporta oggi sotto i riflettori una situazione che, nonostante annunci e finanziamenti, resta sostanzialmente immutata.

Due ore e 50 minuti per percorrere i 65 chilometri che separano Lecce da Gagliano del Capo, a bordo di un treno a gasolio delle Ferrovie Sud Est che viaggia a una velocità media di appena 50 chilometri orari.

Un viaggio che Pagliaro definisce senza mezzi termini «da Far West» e che replica, quasi identico, quello compiuto l’8 gennaio 2021 per denunciare le stesse criticità.

Cinque anni dopo, la fotografia è la medesima: disagi quotidiani per pendolari e studenti, servizi inadeguati per i turisti e un territorio che continua a pagare il prezzo di scelte rinviate.

A rendere il quadro ancora più amaro è il paradosso dei finanziamenti.

Nel 2021 la Regione Puglia ha stanziato 50 milioni di euro per l’elettrificazione della linea salentina delle Ferrovie Sud Est fino a Gagliano del Capo, una misura che avrebbe dovuto segnare una svolta decisiva.

Eppure, tra cantieri dai tempi lumaca e cronici ritardi burocratici, i benefici continuano a non arrivare.

I treni elettrici restano una promessa e le littorine a gasolio continuano a solcare i binari del Sud Salento.

Il confronto con il resto della regione è impietoso e certifica una “Puglia a due velocità”.

Mentre sulla tratta Foggia–Bari 115 chilometri vengono coperti in un’ora, nel Salento quasi tre ore non bastano per percorrere poco più della metà della distanza.

Una disparità che, come sottolinea Pagliaro, non è più tollerabile e che riflette una visione infrastrutturale che da decenni penalizza il territorio più a sud della regione.

Ma il problema non è solo tecnico.

È politico, sociale ed economico.

Un sistema ferroviario inefficiente incide sulla qualità della vita di chi si sposta ogni giorno per lavoro o studio, limita le opportunità di sviluppo e danneggia l’immagine turistica di una terra che continua a essere promossa come eccellenza, ma che nei collegamenti interni mostra tutte le sue fragilità.

Da qui l’annuncio di una nuova audizione in Commissione Trasporti per fare chiarezza sullo stato dei lavori e la richiesta di accelerare il completamento della metropolitana di superficie del Salento, indicata come l’unica soluzione strutturale per superare definitivamente l’era dei treni diesel.

L’invito rivolto all’assessore regionale alle Infrastrutture Raffaele Piemontese e al presidente della Regione a salire su uno di questi convogli non è solo una provocazione politica, ma un appello a confrontarsi con la realtà quotidiana di migliaia di cittadini.

Finché viaggiare in treno nel Salento continuerà a significare tornare indietro nel tempo, parlare di modernizzazione e di pari diritti alla mobilità resterà un esercizio retorico.

E il divario con il resto del Paese, anziché ridursi, rischierà di diventare ancora più profondo.

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Attualità

Selezioni per oltre 20 profili professionali

Recruiting Day 2026 ARPAL Puglia: giovedì 29 gennaio primo appuntamento al Centro per l’Impiego di Lecce in collaborazione con Manpower Onsite. Il 4° Report 2026 segnala 385 posizioni aperte in tutta la provincia, con il turismo in testa per numero di opportunità

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Prendono ufficialmente il via i Recruiting Day 2026dell’Ambito di Lecce di ARPAL Puglia, iniziativa dedicata all’incontro diretto tra domanda e offerta di lavoro.

Il primo appuntamento è fissato per giovedì 29 gennaio, dalle 15 alle 17, presso il Centro per l’Impiego di Lecce, in viale Giovanni Paolo II, 3, in collaborazione con Manpower Onsite.

Nel corso del recruiting day saranno effettuati colloqui di selezione per numerose figure professionali: cinque addetti al Call Center Inbound, due addetti al testing, due operatori al taglio laser, cinque saldatori a filo continuo, cinque addetti al montaggio e cinque operatori CNC.

Per tutte le posizioni è richiesto il diploma di scuola superiore, una pregressa esperienza nella mansione, competenze tecniche specifiche e, a seconda del profilo, la disponibilità a lavorare su turni.

La partecipazione è riservata esclusivamente ai candidati che avranno presentato la propria domanda entro il 28 gennaio tramite il portale regionale “Lavoro per Te Puglia”.

In sede di colloquio è consigliato presentarsi muniti di curriculum vitae.

I residenti o domiciliati fuori regione potranno sostenere il colloquio da remoto, previa richiesta da inoltrare all’indirizzo ido.lecce@arpal.regione.puglia.it.

I Recruiting Day proseguiranno con altri due appuntamenti: il 5 febbraio presso il Centro per l’Impiego di Poggiardo, dedicato ai settori informatico e amministrativo, e il 12 febbraio al Centro per l’Impiego di Nardò, con focus sul comparto tessile-abbigliamento-calzaturiero.

Tutti gli eventi prevedono la possibilità di colloqui online, in linea con la strategia regionale #mareAsinistra, finalizzata a favorire il rientro e la valorizzazione dei talenti pugliesi.

Intanto, il 4° Report 2026 delle offerte di lavoro di ARPAL Puglia fotografa un mercato occupazionale in movimento, con 122 offerte attive per un totale di 385 posizioni aperte.

Il settore turistico si conferma il più dinamico con 106 posti disponibili, seguito dall’agroalimentare (66) e dalla sanità e servizi alla persona (39).

Buone opportunità anche nei comparti delle costruzioni e impiantistica, del tessile-abbigliamento-calzaturiero e del metalmeccanico.

Il report include inoltre tirocini formativi, opportunità riservate al collocamento mirato e proposte di lavoro e formazione all’estero attraverso la rete EURES, confermando il ruolo centrale di ARPAL Puglia nel sostegno all’occupazione e alla mobilità professionale.

PER CONSULTARE INTEGRALMENTE IL REPORT DI ARPAL CLICCA QUI

4° REPORT Ambito Lecce

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Attualità

Leuca: Torre dell’Uomo Morto da… resuscitare

Proposta di progetto di recupero e riutilizzo commissionata da Caroli Hotels a BDF Architetti, immaginando la torre come punto d’incontro: un giardino sul mare, terrazze, piccoli eventi culturali, mostre, musica, parole…

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Ci sono luoghi che non sono solo pietre o muri, ma memoria viva.

La Torre dell’Omo Morto, a Santa Maria di Leuca, è uno di questi.

Da secoli osserva il mare, silenziosa.

Ha difeso la costa, ha custodito storie, paure, speranze.

Oggi però quella torre, così simbolica per tutti noi, vive in uno stato di abbandono che non le rende giustizia.

Il progetto di cui parliamo oggi è una proposta di recupero e riutilizzo, commissionata da Caroli Hotels a BDF Architetti, lo studio di Vincenzo Bagnato e Pasquale De Nicolo.

Un progetto che nasce dall’ascolto del territorio e dal rispetto profondo della sua identità.

Non si tratta solo di restaurare un monumento, ma di restituirlo alle persone.

Di trasformare un luogo isolato in uno spazio vivo, accessibile, condiviso.

Immaginiamo la torre come punto d’incontro: un giardino sul mare, terrazze, piccoli eventi culturali, mostre, musica, parole. Uno spazio dove residenti e visitatori possano fermarsi, guardare l’orizzonte e sentirsi parte di una storia più grande.

Recuperare la Torre dell’Omo Morto significa prendersi cura della nostra memoria collettiva, ma anche investire nel futuro di Leuca.

Perché la bellezza, quando viene condivisa, diventa forza, identità, comunità.

LA STORIA

La Torre dell’Omo Morto o degli “Uomini morti” sorge a Santa Maria di Leuca, (Castrignano del Capo), su un terreno registrato al catasto al foglio 25 part. 127, di proprietà della famiglia Fuortes (Eredi di Gioacchino Fuortes).

La denominazione “degli uomini morti” deriva dal fatto che nella grotta sottostante furono trovate ossa umane; èé anche detta “vecchia” per distinguerla da quella “nuova” o “di Filippo II”, ormai demolita e al cui posto oggi sorge il Faro.

È una torre circolare fortificata costruita con funzione di vedetta e difesa dai pirati, realizzata totalmente in muratura e dotata di un ambiente interno voltato a cupola.

Le mura hanno uno spessore medio di circa 5 metri, ed al loro interno è ricavata una scala che conduce alla sommità della torre.

L’ambiente interno, originariamente adibito a cisterna per l’acqua piovana, comunica con l’esterno attraverso un’apertura circolare del diametro di 1,60 m.

Per ragioni di sicurezza, tutte le torri marittime erano prive di ingresso alla base, sicché ad esse si accedeva dal piano superiore per mezzo di una scala in legno removibile.

È credibile che ciò valesse anche per la Torre dell’Omo Morto, le cui aperture attualmente rilevabili sono senz’altro posteriori; del resto, anche l’imponente scala di pietra ormai demolita ma di cui c’è traccia nelle fotografie d’inizio secolo, venne costruita allorché era ormai da tempo cessata ogni minaccia sia dal mare che dall’entroterra.

La Torre dell’Omo Morto è uno degli ultimi esempi di bastione difensivo con questa tipologia, perché, come ricorda Mario de Marco, già dalla seconda metà del ‘500 gli ingegneri regi idearono una nuova tipologia a pianta quadrangolare.

Nella zona a sud di Otranto e di Gallipoli si trovano numerose torri costruite con la medesima forma strutturale della Torre dell’Omo Morto (muratura a due paramenti riempita a pietrame informe misto a malta e pozzolana, base troncoconica coronata da un cordolo su cui si innesta una parte cilindrica che sviluppa all’interno un ambiente voltato), ma esse sono antecedenti, poiché risalgono alla prima metà del XVI secolo.

La Torre dell’Omo Morto è invece stata costruita sicuramente dopo il 1560, allorchè Andrea Gonzaga successe nella Contea di Alessano in seguito alla morte della madre Isabella di Capua.

Il marito di Isabella di Capua, Ferdinando Gonzaga, capitano generale dell’esercito di Carlo V, in quegli anni veniva spesso da Mantova nel Regno di Napoli per presidiare le coste minacciate dai pirati barbareschi; pertanto, con ogni probabilità, fu lui a promuovere la costruzione della Torre, i cui costi non potevano essere certamente sostenuti dalla piccola Università di Salignano che, nel 1550, contava appena 38 fuochi, pari a circa 190 abitanti.

Come ricorda Giovanni Cosi, la Torre venne armata nel 1576 con un pezzo d’artiglieria chiamato“mezzo Falconeto”, della portata di due libbre e lungo sette palmi; sul focone, fissata a due perni, vi era un’etichetta con le lettere “C.II.R.LXVII”, che indicavano il peso di due cantare e sessantasette rotoli (c.ca 238 kg).

Nel 1696 il Sindaco di Castrignano Pietro Ciaccia chiese al notaio Domenico Donnicola di stipulare un atto pubblico al fine di effettuare i necessari lavori di riparazione sulla Torre, che vennero poi realizzati dall’ Università di Castrignano (che allora aveva la giurisdizione sulla Torre) per ordine del governatore della Terra d’Otranto.

Nel 1846, come ricorda l’Arditi, la Torre venne disarmata.

Attualmente la Torre dell’Omo Morto, vincolata dalla Legge 1089/1939, risulta in stato di completo abbandono e degrado, dopo aver subito un intervento di consolidamento in base ad un progetto del 1987.

IL PROGETTO

La Torre dell’Omo Morto si trova in una posizione assai strategica sul lungomare di S. Maria di Leuca: di fronte alla rotonda, ne costituisce un naturale punto di riferimento e forte elemento di identità paesaggistico-architettonica; la presenza, peraltro, della storica Villa Fuortes fa di questo punto del lungomare un vero e proprio “centro” per tutta la città.

L’edificio versa in uno stato di forte degrado sia da un punto di vista materico che funzionale; nonostante un intervento di consolidamento effettuato non molti anni fa, la costruzione medievale è infatti pericolante e difficile da raggiungere e visitare, oltre che impossibile da utilizzare per alcun tipo di attività.

Il motivo principale che ha determinato lo stato di abbandono della Torre e che ne continua a renderne difficile l’utilizzo è il suo isolamento rispetto all’asse urbano principale costituito dalla strada litoranea.

È per questa ragione che il suo recupero passa necessariamente attraverso un intervento di riqualificazione esteso a tutta l’area su cui essa insiste, e non può prescindere dal coinvolgimento della antistante Villa Fuortes.

Il progetto prevede la modellazione morfologica dell’area che, definendo un nuovo sistema di accessi, la colleghi al resto del percorso trasformandola in un vivo punto di riferimento per tutto il lungomare.

La modellazione del terreno, nell’assoluto rispetto della roccia calcarea esistente, recupera l’originaria quota di attacco a terra della Torre e definisce un sistema di risalita dalla strada costituito da terrazze pavimentate, rampe, scalinate e affacci, che consentono di passeggiare, sostare, godere del panorama a 360° sul mare e sul territorio circostante; queste zone pavimentate, alternate ad aree verdi che nell’insieme creano un vero e proprio giardino sul mare, diventano qua e là delle piccole piazze ideali per ospitare manifestazioni all’aperto come rappresentazioni teatrali, piccoli concerti, mostre, sagre, ecc.

L’interno della Torre è costituito da un ambiente circolare voltato a cupola del diametro di 8,40 m, a cui si accede attraverso tre ingressi (uno orientato a nord, uno a sud e uno a est) che lo collegano direttamente con l’esterno. La muratura, dello spessore di circa 4 metri, ospita, in corrispondenza dell’ingresso a nord, una scala in pietra che conduce alla sommità dell’edificio.

Lo spazio così configurato risulta idoneo per ospitare al suo interno attività di tipo museale e culturale.

Il progetto propone quindi un suo utilizzo per mostre temporanee, piccole conferenze o incontri di varia natura.

Il progetto prevede inoltre la sistemazione della copertura attraverso la realizzazione di un pavimento ligneo, la chiusura del lucernaio centrale con un vetro, e l’installazione di una ringhiera di protezione, al fine di creare una terrazza panoramica accessibile attraverso la scala interna.

Le potenzialità del monumento della Torre e del progetto di riqualificazione possono trasformare quest’ area di S. Maria di Leuca in un importante polo culturale che possa inserirsi in un più ampio circuito regionale, attualmente in fase di realizzazione in altre città della Puglia, che riesca concretamente a costruire una rete di divulgazione della cultura del mare e della navigazione tradizionale.

Per l’intero complesso è previsto un misurato sistema di illuminazione indispensabile per esaltare le caratteristiche morfologiche del terreno e quelle architettoniche del monumento, dando visibilità e riconoscibilità all’intero complesso.

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