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Maglie

Volley maglie: Ylenia Vanni va a completare un tris di lusso

I dirigenti magliesi in passato erano già stati sulle tracce della forte atleta abruzzese, ma l’accordo era sfumato. Stavolta invece tutto è filato per il verso giusto e il matrimonio finalmente si è concretizzato

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Nel progetto tecnico Volley Maglie architettato da Giandomenico e dal presidente Bavia e realizzato dal diesse Mattei, capomastro del team, il muro portante ha un ruolo fondamentale, come nelle migliori costruzioni edilizie, che deve essere stabile, robusto e resistente nel tempo. Occorre perciò impiegare materiale di qualità e il team magliese lo ha cercato, trovando cemento armato per il proprio muro, grazie ad un’atleta capace di fornire un mix di energia, qualità, ma soprattutto tanta roba in fatto di esperienza.


Sintesi metaforica dell’arrivo in rossoblu di Ylenia Vanni, 33 anni il prossimo 3 settembre, 184 cm. di altezza, curriculum infarcito di grande volley, che va a completare una batteria di centrali di gran lusso per la categoria, dopo gli ingaggi di Valeria Diomede e Jessica La Rocca. I dirigenti magliesi in passato erano già stati sulle tracce della forte atleta abruzzese, ma l’accordo era sfumato. Stavolta invece tutto è filato per il verso giusto e il matrimonio finalmente si è concretizzato, per la piena soddisfazione di entrambe le parti. Il suo inizio di carriera, dopo la trafila nelle giovanili del S. Stefano fino alla serie C, ancora quattordicenne, si sviluppa tutto sull’asse Pescara-Montesilvano tra B2 e B1, inframezzato da un’esperienza a Trevi (2003-2004).


In B1 la sua presenza, ma soprattutto le sue qualità tecniche brillano e richiamano su di sé un forte interesse dagli addetti ai lavori, per un momento magico che le schiuderà le porte prima per l’A2 con Europea 92 Isernia (2005-2006) e subito dopo per il gran salto in A1 con Minetti Infoplus Vicenza (2006-2007). Sono occasioni d’oro che la centrale pescarese non si lascerà sfuggire, dimostrando tutto il suo valore e il suo talento cristallino, grazie ai quali arriveranno altre esperienze importanti nella seconda serie nazionale con Reggio Emilia (2006-2007) e Stampast San Vito dei Normanni (2007-2008), prima delle tre splendide stagioni calabresi, dalla B1 in A2 (2008-2011), nelle quali viene ancora ricordata come la “leonessa di Soverato”.

Il suo palmares si arricchirà poi anche della presenza in A2 con Lavoro.Doc Pontecagnano (2011-2012) e Corpora Gricignano (2013-2014), prima della grande chiamata in Russia nel San Pietroburgo con la Super Liga (2014-2015), parentesi un po’ sfortunata per via di un infortunio. Si rientra perciò in Italia nella stagione successiva 2015-2016 ad Isernia (B1), in una piazza nella quale aveva lasciato ottimi ricordi, fino all’anno scorso, nel quale per una scelta di vita legata ad aspetti lavorativi sceglie di tornare nella sua regione per accasarsi con la Virtus Orsogna (Chieti) in B2, per un’esperienza che le servirà prima d’ogni cosa a far chiarezza sul proprio futuro. Ora riparte proprio da qui, con ritrovato entusiasmo e nuove energie. “La pallavolo torna prepotentemente in primo piano nella mia vita e l’occasione di Maglie è la migliore che potesse capitarmi per rimettermi in gioco ad alti livelli – dichiara Ylenia Vanni – Una decisione scaturita dalla mia grande voglia di rioccupare degli spazi che sento miei, di riassaporare quel clima agonistico che sa darmi grandi motivazioni, di rimettermi a lavorare sodo per dimostrare quello che ancora posso dare a questo sport.


A questo aggiungo un fattore determinante con la presenza di un allenatore di prima fascia come Giandomenico, che stimo tantissimo dal punto di vista tecnico e umano, che ha fortemente incoraggiato la mia scelta – aggiunge la centrale pescarese – Con lui abbiamo molte cose in comune. La sua filosofia di lavoro negli allenamenti in palestra, incentrata sull’applicazione rigorosa, condita di serietà, abnegazione, competenza e spirito di sacrificio, è sinonimo di qualità per ambire ai migliori traguardi nella stagione che ci aspetta. Amo la Puglia, soprattutto per il calore, la passione e l’ospitalità della propria gente, che ho conosciuto ed apprezzato nella mia parentesi di San Vito dei Normanni. Mi è rimasto un ricordo bellissimo, che non vedo l’ora di rinfrescare e di arricchire con l’arrivo a Maglie, dove so bene esistono condizioni ideali per raggiungere le soddisfazioni che cerco e che spero di regalare al mio nuovo pubblico”.


Attualità

Mentre il resto d’Italia corre, il Salento resta fermo sui binari

Lecce–Gagliano del Capo in 2 ore e 50 minuti. Resta l’arretratezza del trasporto ferroviario salentino nonostante i fondi stanziati per l’elettrificazione. Un divario infrastrutturale che penalizza pendolari e turisti e certifica la distanza tra il Sud Salento e il resto d’Italia. La denuncia del consigliere regionale Paolo Pagliaro che annuncia: «In Consiglio regionale chiederemo presto una nuova audizione in Commissione Trasporti per un aggiornamento sull’avanzamento dei lavori, e non ci stancheremo di sollecitare il completamento della metropolitana di superficie del Salento per rottamare definitivamente i treni del Far West e assicurare a pendolari salentini e turisti un trasporto ferroviario locale moderno ed efficiente, con tempi di percorrenza accettabili»

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di Giuseppe Cerfeda

Da queste colonne tante volte negli anni abbiamo affrontato di petto la questione.

Quella contro il trenino dell’esasperazione è una battaglia ultradecennale de ilGallo, al pari di quella per l’adeguamento della SS275 Maglie-Leuca.

Il trasporto ferroviario nel Salento continua a rappresentare una delle più evidenti cartoline dell’arretratezza infrastrutturale del territorio, soprattutto se confrontato con i servizi offerti nel Centro e nel Nord Italia.

Una distanza che non è soltanto geografica, ma fatta di treni lenti, mezzi obsoleti e tempi di percorrenza che sembrano appartenere a un’altra epoca.

La denuncia del consigliere regionale Paolo Pagliaro riporta oggi sotto i riflettori una situazione che, nonostante annunci e finanziamenti, resta sostanzialmente immutata.

Due ore e 50 minuti per percorrere i 65 chilometri che separano Lecce da Gagliano del Capo, a bordo di un treno a gasolio delle Ferrovie Sud Est che viaggia a una velocità media di appena 50 chilometri orari.

Un viaggio che Pagliaro definisce senza mezzi termini «da Far West» e che replica, quasi identico, quello compiuto l’8 gennaio 2021 per denunciare le stesse criticità.

Cinque anni dopo, la fotografia è la medesima: disagi quotidiani per pendolari e studenti, servizi inadeguati per i turisti e un territorio che continua a pagare il prezzo di scelte rinviate.

A rendere il quadro ancora più amaro è il paradosso dei finanziamenti.

Nel 2021 la Regione Puglia ha stanziato 50 milioni di euro per l’elettrificazione della linea salentina delle Ferrovie Sud Est fino a Gagliano del Capo, una misura che avrebbe dovuto segnare una svolta decisiva.

Eppure, tra cantieri dai tempi lumaca e cronici ritardi burocratici, i benefici continuano a non arrivare.

I treni elettrici restano una promessa e le littorine a gasolio continuano a solcare i binari del Sud Salento.

Il confronto con il resto della regione è impietoso e certifica una “Puglia a due velocità”.

Mentre sulla tratta Foggia–Bari 115 chilometri vengono coperti in un’ora, nel Salento quasi tre ore non bastano per percorrere poco più della metà della distanza.

Una disparità che, come sottolinea Pagliaro, non è più tollerabile e che riflette una visione infrastrutturale che da decenni penalizza il territorio più a sud della regione.

Ma il problema non è solo tecnico.

È politico, sociale ed economico.

Un sistema ferroviario inefficiente incide sulla qualità della vita di chi si sposta ogni giorno per lavoro o studio, limita le opportunità di sviluppo e danneggia l’immagine turistica di una terra che continua a essere promossa come eccellenza, ma che nei collegamenti interni mostra tutte le sue fragilità.

Da qui l’annuncio di una nuova audizione in Commissione Trasporti per fare chiarezza sullo stato dei lavori e la richiesta di accelerare il completamento della metropolitana di superficie del Salento, indicata come l’unica soluzione strutturale per superare definitivamente l’era dei treni diesel.

L’invito rivolto all’assessore regionale alle Infrastrutture Raffaele Piemontese e al presidente della Regione a salire su uno di questi convogli non è solo una provocazione politica, ma un appello a confrontarsi con la realtà quotidiana di migliaia di cittadini.

Finché viaggiare in treno nel Salento continuerà a significare tornare indietro nel tempo, parlare di modernizzazione e di pari diritti alla mobilità resterà un esercizio retorico.

E il divario con il resto del Paese, anziché ridursi, rischierà di diventare ancora più profondo.

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Attualità

Selezioni per oltre 20 profili professionali

Recruiting Day 2026 ARPAL Puglia: giovedì 29 gennaio primo appuntamento al Centro per l’Impiego di Lecce in collaborazione con Manpower Onsite. Il 4° Report 2026 segnala 385 posizioni aperte in tutta la provincia, con il turismo in testa per numero di opportunità

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Prendono ufficialmente il via i Recruiting Day 2026dell’Ambito di Lecce di ARPAL Puglia, iniziativa dedicata all’incontro diretto tra domanda e offerta di lavoro.

Il primo appuntamento è fissato per giovedì 29 gennaio, dalle 15 alle 17, presso il Centro per l’Impiego di Lecce, in viale Giovanni Paolo II, 3, in collaborazione con Manpower Onsite.

Nel corso del recruiting day saranno effettuati colloqui di selezione per numerose figure professionali: cinque addetti al Call Center Inbound, due addetti al testing, due operatori al taglio laser, cinque saldatori a filo continuo, cinque addetti al montaggio e cinque operatori CNC.

Per tutte le posizioni è richiesto il diploma di scuola superiore, una pregressa esperienza nella mansione, competenze tecniche specifiche e, a seconda del profilo, la disponibilità a lavorare su turni.

La partecipazione è riservata esclusivamente ai candidati che avranno presentato la propria domanda entro il 28 gennaio tramite il portale regionale “Lavoro per Te Puglia”.

In sede di colloquio è consigliato presentarsi muniti di curriculum vitae.

I residenti o domiciliati fuori regione potranno sostenere il colloquio da remoto, previa richiesta da inoltrare all’indirizzo ido.lecce@arpal.regione.puglia.it.

I Recruiting Day proseguiranno con altri due appuntamenti: il 5 febbraio presso il Centro per l’Impiego di Poggiardo, dedicato ai settori informatico e amministrativo, e il 12 febbraio al Centro per l’Impiego di Nardò, con focus sul comparto tessile-abbigliamento-calzaturiero.

Tutti gli eventi prevedono la possibilità di colloqui online, in linea con la strategia regionale #mareAsinistra, finalizzata a favorire il rientro e la valorizzazione dei talenti pugliesi.

Intanto, il 4° Report 2026 delle offerte di lavoro di ARPAL Puglia fotografa un mercato occupazionale in movimento, con 122 offerte attive per un totale di 385 posizioni aperte.

Il settore turistico si conferma il più dinamico con 106 posti disponibili, seguito dall’agroalimentare (66) e dalla sanità e servizi alla persona (39).

Buone opportunità anche nei comparti delle costruzioni e impiantistica, del tessile-abbigliamento-calzaturiero e del metalmeccanico.

Il report include inoltre tirocini formativi, opportunità riservate al collocamento mirato e proposte di lavoro e formazione all’estero attraverso la rete EURES, confermando il ruolo centrale di ARPAL Puglia nel sostegno all’occupazione e alla mobilità professionale.

PER CONSULTARE INTEGRALMENTE IL REPORT DI ARPAL CLICCA QUI

4° REPORT Ambito Lecce

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Castrignano dei Greci

Istituto Santa Chiara: lavoratori ancora senza tredicesima

La Funzione Pubblica Cgil ha scritto alla clinica leccese attiva nella riabilitazione. Polimeno (Fp-Cgil): «Preoccupati dall’assenza di giustificazioni su questa scelta. Ora la transizione verso il Ccnl adeguato previsto dall’intesa con la Regione». In provincia di Lecce, l’Istituto Santa Chiara ha sedi a Lecce, Castrignano de’ Greci, Maglie e Merine

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Un mese dopo, attendono ancora la tredicesima.

Gli oltre 300 dipendenti dell’Istituto Santa Chiara, impegnato nella medicina privata in provincia di Lecce, Brindisi e Roma, non hanno ricevuto il pagamento previsto dal contratto collettivo nazionale.

L’azienda ha deciso infatti di corrispondere la spettanza con una sorta di meccanismo a rotazione mensile: ciò significa che alcuni lavoratori potrebbero riceverla già questo mese, altri entro giugno.

«È una scelta che, oltre a mettere in difficoltà lavoratrici e lavoratori che su quelle risorse fanno affidamento, ne lede anche i diritti garantiti dalla contrattazione collettiva», sostiene Floriano Polimeno, segretario generale della Fp Cgil Lecce.

In provincia di Lecce, l’Istituto Santa Chiara ha sedi a Lecce, Castrignano de’ Greci, Maglie e Merine.

A dicembre ha regolarmente inserito la tredicesima mensilità maturata dai dipendenti in busta paga.

Ciò significa che in sede di dichiarazione dei redditi i lavoratori pagheranno regolarmente le tasse sulla mensilità aggiuntiva, pur non avendola affatto incassata.

«Il pagamento a rotazione è una situazione anomala, che suscita preoccupazione tra i dipendenti, e di conseguenza anche nella nostra organizzazione sindacale. I lavoratori hanno dovuto affrontare il mese di dicembre, durante il quale aumentano a dismisura le spese familiari anche per l’innalzamento smisurato dei prezzi al consumo, senza una parte importante del reddito», aggiunge il sindacalista.

«Abbiamo chiesto le ragioni di questa scelta all’Istituto, che è ente accreditati presso il Servizio sanitario regionale e che quindi è destinatario di ingenti risorse pubbliche. Purtroppo, la risposta della direzione non va oltre un generico impegno a corrispondere prima possibile la tredicesima. Chiediamo l’immediata corresponsione della mensilità aggiuntiva che, è bene ricordare, non è un bonus ma un diritto. Speriamo anche che l’Istituto stia ragionando su come transitare al più presto verso il contratto nazionale collettivo AIOP Sanità privata, da applicare ai rapporti di lavoro del personale dipendente non medico, in base alle preintese sottoscritte da Regione ed enti accreditati lo scorso 9 dicembre», conclude Polimeno.

 

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