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Otranto

Ad Otranto i capolavori di De Chirico

Nelle sale del Castello la mostra dedicata al grande artista italiano

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Un grande evento giunge per il quinto anno consecutivo al Castello Aragonese di Otranto, contenitore culturale gestito dall’Agenzia di Comunicazione Orione di Maglie e dalla Società Cooperativa Sistema Museo di Perugia, con la direzione artistica dell’architetto Raffaela Zizzari. Dopo aver accolto oltre 200mila visitatori con le mostre di Joan Mirò, Pablo Picasso, Salvador Dalì e Andy Warhol, l’antico maniero idruntino ospita da sabato 8 giugno a domenica 29 settembre la mostra “Giorgio de Chirico – Mistero e poesia” a cura di Franco Calarota.


Partito dall’Italia con la sua Metafisica, Giorgio de Chirico (Volos, 10 luglio 1888 – Roma, 20 novembre 1978) ha conquistato la scena internazionale fin dalla prima metà del secolo scorso, travalicando i confini dell’arte per influenzare con il suo universo artistico non solo la generazione successiva di pittori, ma anche letterati, filosofi, architetti e la psicanalisi.


Attraverso una selezione di opere – undici dipinti a olio, tre sculture e oltre trenta tra disegni, acquarelli e grafiche, in prestito dalla Galleria d’Arte Maggiore di Bologna – la mostra proposta al Castello di Otranto si pone come obiettivo quello di dimostrare come Giorgio de Chirico abbia disseminato con la pittura quantità di argomenti nelle più varie zone culturali e di rinnovare l’accostamento critico di un autore che in modo tanto completo rappresenta la nostra epoca.


L’esposizione monografica su Giorgio de Chirico illustrerà il percorso della sua opera all’insegna della Metafisica – intesa dal maestro come qualità eletta della pittura e non come caratteristica dei soggetti – che scorre lungo le diverse fasi stilistiche del suo lavoro: recupero della tradizione classica, suscitazioni surreali e riavvicinamenti alla realtà si intrecciano in un universo di mondi, linguaggi e codici differenti.


Inventore di città allucinate e assurde, le sue “Piazze d’Italia” si offrono come luoghi incerti e instabili da cui l’occhio è attratto per le sue architetture classiche, racchiuse nella gabbia di una rassicurante prospettiva rinascimentale, ma da cui la mente divaga per l’accostamento con elementi stranianti che trasformano i luoghi familiari da cui prende ispirazione (come Monaco di Baviera, Firenze, Roma, Torino, Parigi, Ferrara e New York) in realtà analoghe, diverse, sospese in un’atemporalità assoluta. Si tratta di una imagerie fatta di interruzioni e dissonanze che per citare Italo Calvino danno vita a “città del pensiero” a cui gli architetti del dopoguerra si ispireranno per la realizzazione di nuovi edifici e progetti urbanistici.


La figura umana è quasi inesistente in questo universo, sostituita da calchi in gesso di statue antiche o dai suoi tipici manichini. Si tratta di quelle famose “Muse inquietanti” che popolano il suo universo nell’enigmaticità e nel silenzio, vivendo come guardiani tra ciò che è stato e quello che sarà in un eterno presente, in un continuo ritorno, in una ripetizione differente. Le sue figure senza volto, prive di connotati fisici e quindi anche di etnia, cultura o religione, sorvegliano imperscrutabili la sua dialettica sospesa tra rievocazione e invenzione, tra ricordo e rinnovamento, occupando la superficie con la loro presenza immutabile che immerge in un mondo classico, un’angoscia del tutto moderna.


Del resto come lo stesso de Chirico confida: “Senza la scoperta del passato, non è possibile la scoperta del presente”. A questo scopo il maestro frequenta il museo per utilizzare nelle sue opere ogni reperto e andare così “al di là della fisica”, spostandosi in questo modo al di fuori del mondo a lui attuale in una dimensione che sia appunto Metafisica. Giorgio de Chirico sceglie di rivolgersi a quell’universo mitologico che affonda le sue radici nel glorioso passato della storia dei popoli del Mediterraneo per rivendicare un valore estetico a ogni oggetto e circostanza preesistente a lui e soprattutto per nobilitare i luoghi squallidi del presente (con le ciminiere, i treni, i simboli di un paesaggio moderno) attraverso il loro inserimento in quelli di un passato illustre.


Metafisica a sud, enigma di un pomeriggio d’estate è il titolo del programma degli eventi a margine della mostra dedicata a Giorgio de Chirico che offriranno la possibilità di compiere inconsuete esplorazioni del nostro territorio regionale, delle sue molteplici peculiarità, attraverso la visione pittorica dell’artista padre della metafisica. Una serie di eventi collaterali (ancora in via di definizione) si inseriranno nel solco del percorso di marketing innovativo intrapreso nel 2009 con la nuova direzione artistica del castello, amplificando l’attrattività e l’offerta culturale della Città di Otranto e dell’intero territorio del Salento. Tra gli altri appuntamenti in programma, giovedì 13 giugno Andrea Molesini presenterà “La Primavera Del Lupo” (Sellerio); mercoledì 10 luglio, giornata di commemorazione dei 125 anni dalla nascita di de Chirico, ci sarà la proiezione integrale di Visioni Mediterranee (appunti per una Metafisica a Sud, gioco-studio su Giorgio de Chirico e la Magna Grecia), di Chiara Idrusa Scrimieri, un percorso tra docufilm e videoarte, un viaggio di lettura metafisica applicata al paesaggio sensibile della nostra Magna Grecia, e l’inaugurazione di una collettiva di giovani artisti pugliesi. L’istallazione del cortile Mysterious balls di Raffaela Zizzari decontestualizza, invece, le palle policrome da battigia otrantina, trasformandole in sedute che permettono ai visitatori di sostare e di “fruire” dell’istallazione, trasformando così il cortile in luogo enigmatico di incontro. La rassegna degli eventi collaterali, giunta alla quarta edizione, ha registrato importanti risultati non solo per i visitatori che hanno apprezzato le singole mostre e gli appuntamenti ma anche per artisti, architetti, registi, designer e aziende che traggono una concreta opportunità di incontro e di promozione.


La mostra è aperta tutti i giorni

Orari: giugno e settembre 10-21; luglio e agosto 10-24.


Ticket d’ingresso: intero € 7,00; ridotto € 4,00 (6-14 anni, oltre 65 anni, scolaresche, diversamente abili e relativi accompagnatori, gruppi superiori a 20 unità, convenzioni attive). Titolari Otranto Card: intero € 6,00.


Audioguida: singola € 4,00; doppia € 6,00.


Visita guidata di gruppo su prenotazione (in italiano, inglese o francese)


• solo mostra: gruppi 80,00 euro + ticket d’ingresso; scuole 60,00 euro + ticket d’ingresso


• mostra + castello: gruppi 100,00 euro + ticket d’ingresso; scuole 80,00 euro + ticket d’ingresso.


Info e prenotazioni: 199.151.123 – callcenter@sistemamuseo.it


www.castelloaragoneseotranto.it – www.dechiricoaotranto.it


Alliste

Appuntamenti, ultimi giorni di Festa fino alla Epifania

Sagre, riti, concerti, pitturate e… arrivo della Befana….

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SABATO 3 GENNAIO 2026

ANDRANO –

Scuola via del Mare A. Martella, ore 20, Cena Sociale con le associazioni del territorio

BARBARANO (Morciano) –

Sede Associazione Nazionale Marinai d’Italia, ore 20, Tombolata

BOTRUGNO – 

Oratorio, Azione Cattolica, Christmas Games  per bambini e ragazzi; a seguire Tombolata degli avanzi per la famiglie 

CASARANO – 

Auditorium comunale G. Pisanò,  Cinema Auditorium

CASTRIGNANO DEL CAPO – 

Oratorio degli Arcangeli, 18,30, Tombolata di comunità. Piazza San Michele, ore 20,30, Vittorio Ciurlia (violinista)

LUCUGNANO (Tricase) – 

Palazzo Comi, ore 10,30, Associazione Tina Lambrini, Laboratorio di letture per bambini.

Chiesa Madre, ore 18, Benedetto sia lo giorno, concerto di Natale con Vania Palumbo, Angela Lacalamita e Maurizio Ria

MURO LECCESE – 

Palazzo del Principe, dalle 10,30 alle 12,30, Christmas Lab, Laboratori creativi per bambini.

Mercato delle Idee, ore 20,30, Ura Teatro, La guerra del vino NOCIGLIA – Azione Cattolica, Tombolata per adulti.

Polisportiva Meraki, Ramdom Volley Christmas edition

POGGIARDO – 

Piazza Umberto I, dalle 17 alle 20, Il Villaggio delle Feste – Speciale Befana

PRESICCE – ACQUARICA – 

Località Presicce, Chiesa Sant’Andrea Apostolo, ore 19,30, Candle Harmony Concert, emozionante viaggio tra musica e cinema sulle note dal vivo di un quartetto d’archi, avvolta e illuminato da candele

RUFFANO – 

Centro Storico, InCanto di Natale: dalle 16 alle 20, La Scopa SchiacciaGuai, Laboratorio Creativo; dalle 17, Piazza del Gusto, street food; dalle 17,30, Presepe di Comunità, Villaggio della Solidarietà  e Mercatini di Natale

SALIGNANO (Castrignano del Capo) – 

Parrocchia Sant’Andrea, … e poi… Ripartiamo dal Natale (anche 4 e 6 gennaio)

SPONGANO – 

Punto Lettura 0/6 anni, ore 16, Racconti d’inverno

SUPERSANO – 

Auditorium comunale, ore 19,30, Tombolata con l’Avis. Piazza IV Novembre, dalle 19,30, band Cuore di Cane live

TIGGIANO – 

Community Library, dalle 16 alle 19, Tombolata  per bambini dai 10 ai 14 anni.

Chiesa Sant’Ippazio, ore 18,30, Orchestra di Fiati Artistica Inclusione, Concerto di Natale

TRICASE – 

Sala del Trono di Palazzo Gallone, Rotary Club e Associazione La Ginestra, Assurdamente logico o logicamente assurdo

UGENTO – Piazza San Vincenzo, ore 18, The Magic World

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DOMENICA 4 GENNAIO 2026

ANDRANO – 

Biblioteca Don Giacomo Pantaleo, ore 19, Istituto di Cultura Musicale   J.S. Bach, Incontri musicali

BOTRUGNO – 

CTG-GIS e i 4 rioni botrugnesi, Atmosfere Natalizie

CASARANO – 

Chiostro comunale, ore 9,30, Arrivano le Befane

CASTRIGNANO DEL CAPO – 

Piazza San Michele, ore 19, Domenico Zezza (violinista)

MELISSANO –

Oratorio Gesù Redentore, Tombolata (anche 6 gennaio).

Sagrati Chiese, Calza della Befana di Azione Cattolica (anche 5 e 6 gennaio)

MORCIANO DI LEUCA – 

Centro storico, dalle 16,45, Visita Guidata Teatralizzata con il Teatro delle Quinte. Palazzo Strafella, primo piano, ore 18, Alterithè,  installazione performativa e partecipativa di Fabrizio Manco e Alessandro Del Genio

NOCIGLIA – Fratres, Donazione con autoemoteca

MURO LECCESE – Per le vie della città, dalle 9 alle 12,  La Befana biricchina

RUFFANO – 

Centro Storico, InCanto di Natale:  dalle 17, Piazza del Gusto, street food e piazza del Gusto Live con la cover band Why Not; dalle 17,30, Presepe di Comunità e Villaggio della Solidarietà e Mercatini di Natale; alle 20,30, Gran Concerto di Capodanno con l’Orchestra SalentOpera in Chiesa della Natività B.V.M.

SALIGNANO (Castrignano del Capo) – 

Parrocchia Sant’Andrea, … e poi… Ripartiamo dal Natale (anche martedì 6 gennaio)

SPONGANO – 

Piazza Vittoria, ore 16, Aspettando la Befana. Via Sant’Angelo 16, dalle 16  alle 21, La Casa del Natale (anche 6 gennaio)

SUPERSANO – 

Piazza IV Novembre, ore 19,30, Storie al Chiaro di Luna, narrazione e musica di Elsa Maggiore e Michele Contaldo

TIGGIANO – 

Piazza Castello, ore 8,30, partenza Biciclettata di rosso.

Luci Perti, ore 19, Le strine, Canti di Natale, con Antonio Castrignanò, Rocco Nigro e Luigi Marra

TRICASE – 

Via Cittadella e centro storico, ore 18,30, Essential Trio Live Music

UGENTO – 

Cine Teatro Oratorio, ore 18, Grande tombolata della famiglia. Piazza Adolfo Colosso, ore 20, Fivelandia – And More. Cristina D’Avena Cartoons Cover

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LUNEDì 5 GENNAIO 2026

ANDRANO – 

Chiesa Sant’Andrea Apostolo, ore 19, Associazione Musicale Arturo Toscanini, Il Canto degli Angeli

BOTRUGNO – 

Piazza Indipendenza, CTG-GIS,  Arriva la Befana

CASTIGLIONE (Andrano) – 

Piazza della Libertà, ore 17,30, Associazione Knidè, Veglioncino dell’Epifania e arrivo della Befana

CASTRIGNANO DEL CAPO – 

Chiesa san Michele Arcangelo, ore 18,30, Concerto di Natale dei bambini del catechismo

CUTROFIANO – 

Mercato della Cultura, ore 16, Grande Tombolata dei Bambini, ospite d’eccezione la Befana

GEMINI (Ugento) – 

Piazza Regina Elena, ore 20, Befane in Piazza

LEUCA – 

Sala Congressi Hotel Terminal, ore 16, premiazione concorso Presepi, Poesie e Sculture

MARTANO – 

Oratorio, ore 19, Coro della Parrocchia del Rosario, Concerto di Natale, aspettando l’arrivo della Befana; a seguire, pittulata e grigliata 

MELISSANO – 

Sagrati Chiese, Calza della Befana di Azione Cattolica (anche 6 gennaio)

MORCIANO DI LEUCA –

Palazzo Strafella, ore 18, La Befana vien di notte, piccola storia di un grande simbolo, con Massimo Oggioni, storico e divulgatore

POGGIARDO – 

Palazzo della Cultura, dalle 19, Tombolata, Aspettando la Befana con l’associazione culturale Rioniamo

SPONGANO – 

Borgo Filograna, ore 18, Workness, Concerto di inizio anno.

Palestra scuola media, ore 20, Tombolata

TIGGIANO – 

Community Library, dalle 9,30 alle 11,30,  Magia della Calza: crea la tua

TRICASE – 

Sala del Trono di Palazzo Gallone, ore 19,30, Compagnia Ama-Torre, Lu spiritu te lu tata ngiccu, commedia.

Teatro Don Donato Bleve della Chiesa di Sant’Antonio, ore 19,30, Tombolata per famiglie con il Comitato Feste

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MARTEDì 6 GENNAIO 2026, Epifania

BOTRUGNO – 

Piazza Indipendenza, Fratres, L’attesa è finita,  il mondo ritrova la sua Stella

CASARANO – Piazza San Domenico, ore 18, Mega Calza della Befana;  alle 21, Bar Italia Show

CASTIGLIONE (Andrano) – 

Chiesa San Michele Arcangelo, ore 17,30, Associazione Knidè, Veglioncino dell’Epifania e arrivo della Befana

CASTRIGNANO DEL CAPO – 

Ore 10,15, Corteo dei re Magi da via Oberdan a Borgo Terra.

Parrocchia San Michele Arcangelo, ore 18,30, Radici Vive, le Case di Maria. Piazza San Michele, ore 20, Super Mario

CUTROFIANO – 

Palazzetto dello Sport, ore 18,30, Clarinettomania 2026, Concerto dell’Epifania

MARTANO – 

Sala Convegni Karol Wojtyla, ore 19, Gruppo Sinergia, Tombolata in Sinergia, con ricavato in beneficenza

MELISSANO – 

Oratorio Gesù Redentore, Tombolata. Sagrati Chiese, Calza della Befana di Azione Cattolica (anche 4, 5 e 6 gennaio). Piazza Garibaldi, Fidas, Befalandia

MIGGIANO – 

Theatrum, ore 12, Befana del Sindaco

MORCIANO DI LEUCA – 

Vecchio Cinema Orlando, ore 19, Tombolata

MURO LECCESE – 

Piazza del Popolo, ore 16,30,  La Befanna arriva in Piazza

NOCIGLIA – 

Fratres, Befana in Piazza

OTRANTO – 

Castello Aragonese ore 18, Epifania in musica. 

The voice of Christmas con Enrica Negro (soprano), Federico Buttazzo (tenore), Giorgio Schipa (baritono) e Antonio Papa (organo)

PRESICCE – ACQUARICA – 

Località Acquarica, Castello Medievale, ore 20, La spada e l’incanto: sulle orme di Francesco d’Assisi, di Massimo Donno e Fabrizio Saccomanno

RUFFANO – 

Centro Storico, InCanto di Natale: dalle 17, Piazza del Gusto, street food; dalle 17,30, Presepe di Comunità e Villaggio della Solidarietà e Mercatini di Natale; alle 18, a cura dell’associazione La Giara, Arrivo della Befana che partirà a piedi con la scopa Magica dall’incrocio via Liborio Romano/Corso Margherita di Savoia distribuendo dolci a tutti i presenti con a seguito il carroccio con tutti i Regali; aiuteranno La Befana nel suo percorso gli amici Spazzacamino, una volta giunti in piazza del Popolo si accomoderà nella casetta della Befana dove riceverà i Bambini fino alle 23; alle 19, Lillo Birillo; alle 20,30 musica live con la cover band Radio Libra

SALIGNANO (Castrignano del Capo) – 

Parrocchia Sant’Andrea, … e poi… Ripartiamo dal Natale 

SPONGANO – 

Via Sant’Angelo 16, dalle 16 alle 21, La Casa del Natale 

TRICASE – 

Piazza Pisanelli, ore 16, partenza sfilata personaggi del Presepe Vivente e dei Re Magi, destinazione Monte Orco.

Ex IAT Atrio Palazzo Gallone, ore 17, Tricasèmia, Arriva la Befana

UGENTO –

Piazza San Vincenzo, ore 17, Discesa della Befana dalla Torre dell’Orologio con i 

Vigili del Fuoco della Sezione di Ugento e del Dipartimento di Lecce.

Piazza San Vincenzo, ore 19, premiazione del concorso Lucincanto – La magia del Natale in ogni casa. Piazza Adolfo Colosso, ore 20, concerto de I Calanti

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Approfondimenti

Lupini, carrubi e fichi i migliori figli spuri della terra salentina

Non c’è che dire, ieri, in un modello esistenziale più semplice, si aveva interesse, e attenzione, anche per beni “poveri” ma, con ciò, non meno utili di altri; oggi, il concetto di valore si è in certo senso ripiegato su se stesso e finalizzato a obiettivi e orizzonti di tutt’altra stregua, fra cui miraggi a portata di mano…

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di Rocco Boccadamo

Sono frutti, prodotti, derrate, cui, adesso, si annette rilievo scarso, se non, addirittura nullo; si è quasi arrivati a ignorarne l’esistenza, la cura e l’uso.

Sulla scena delle risorse agricole locali, resistono appena, con alti e bassi, le granaglie, le olive, l’uva, gli agrumi, gli ortaggi e/o verdure.

Lupini, carrube e fichi sono, insomma, divenuti figli minori e spuri della terra, le relative coltivazioni appaiono rarefatte e, di conseguenza, i raccolti trascurati o abbandonati. Mentre, sino alla metà del ventesimo secolo ma anche a tutto il 1960/1970, rappresentavano beni indicativi per i bilanci delle famiglie di agricoltori e contadini ed elementi di non poco conto per le stesse, dirette occorrenze alimentari.

I primi, della sottofamiglia delle Faboidee, al presente richiamati solo sulla carta e nelle enciclopedie come utili ai fini della decantata “dieta mediterranea”, si trovavano diffusi su vasta scala, specialmente nelle piccole proprietà contadine attigue alla costiera, fatte più di roccia che di terra rossa, si seminavano automaticamente e immancabilmente senza bisogno di soverchia preparazione del terreno, né necessità di cure durante il germoglio e la crescita delle piante, dapprima in unità filiformi, poi robuste e ben radicate sino all’altezza di metri 1 – 1,50, recanti, alla sommità, rudi baccelli contenenti frutti a forma discoidale, compatti, di colore fra il giallo e il beige – biancastro.

Al momento giusto, le piante erano divelte a forza di braccia e sotto la stretta di mani callose e affastellate in grosse fascine o sarcine. A spalla, i produttori trasportavano quindi tale raccolto nel giardino o campicello, con o senza aia agricola annessa, più prossimo alla casa di abitazione nel paese, lasciandolo lì, sparso, a essiccare completamente sotto il sole.

Dopo di che, avevano luogo le operazioni di separazione dei frutti dai baccelli e dalle piante, sotto forma di sonore battiture per mezzo di aste e forconi di legno. Diviso opportunamente il tutto, con i già accennati discoidi, si riempivano sacchi e sacchetti.

Il prodotto, in piccola parte, era conservato per le occorrenze, diciamo così, domestiche: previa bollitura e aggiuntivo ammorbidimento e addolcimento con i sacchetti tenuti immersi nell’acqua di mare, i lupini diventavano una sorta di companatico o fonte di nutrimento di riserva e, in più, servivano ad accompagnare i “complimenti”, consistenti in panini, olive, sarde salate, peperoni e vino, riservati, in occasione dei ricevimenti nuziali, agli invitati maschi. Invece, l’eccedenza, ossia la maggior parte del raccolto, era venduta a commercianti terzi.

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Le carrube sono i favolosi e bellissimi pendagli, color verde all’inizio e marrone sul far della maturazione, donatici dagli omonimi maestosi alberi, taluni di dimensioni monumentali, tutti affascinanti.

Anche riguardo alle carrube, non si pongono attenzioni particolari, salvo periodiche potature delle piante, i frutti si raccolgono, al momento, purtroppo, da parte di pochi, attraverso tocchi con aste di legno, un’operazione denominata abbacchiatura, come per le noci.

Il prodotto, copioso e abbondante ad annate alterne e riposto in sacchi di juta, oggi è indirizzato esclusivamente alla vendita a terzi; al contrario, in tempi passati ma non lontanissimi, le carrube, dopo l’essiccazione al sole, erano in parte abbrustolite nei forni pubblici del paese e, conservate in grossi pitali in terracotta, insieme con le friselle e i fichi secchi, componevano le colazioni e, in genere, i frugali pasti in campagna dei contadini.

Piccola nota particolare, d’inverno, poteva anche capitare di grattugiare le carrube e, mediante la graniglia così ottenuta mescolata con manciate di neve fresca (beninteso, nelle rare occasioni in cui ne cadeva), si realizzava un originale e gustoso dessert naturale e sano.

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I fichi, al momento, purtroppo, lasciati, in prevalenza, cadere impietosamente ai piedi degli alberi, erano, una volta, oggetto di una vera e propria campagna di raccolta, ripetuta a brevi intervalli in genere sempre nelle prime ore del mattino, con immediato successivo sezionamento (spaccatura) dei frutti e disposizione dei medesimi su grandi stuoie di canne, “cannizzi”, e paziente fase di essiccazione sotto il sole.

Allo stesso modo delle carrube, in parte erano poi cotti nei forni e andavano a integrare le fonti dell’alimentazione famigliare, in parte erano somministrati agli animali domestici, in parte, infine, erano venduti.

Soprattutto, se non proprio, per i fichi, le famiglie avevano l’abitudine, in luglio e agosto, di spostarsi fisicamente dalle case di abitazione nel paese, nelle piccole caseddre di pietre situate nelle campagne, cosicché si risparmiavano le ore occorrenti per l’andata e il ritorno di ogni giorno a piedi e avevano, in pari tempo, agio di attendere direttamente e più comodamente a tutte le fasi della descritta raccolta.

Non c’è che dire, ieri, in un modello esistenziale più semplice, alla buona e intriso di spontanea connaturata operosità, si aveva interesse, e attenzione, anche per beni “poveri” ma, con ciò, non meno utili di altri; oggi, il concetto di valore si è in certo senso ripiegato su se stesso e finalizzato a obiettivi e orizzonti di tutt’altra stregua, fra cui miraggi a portata di mano.

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Appuntamenti

La fiamma olimpica arriva a Lecce e in molti Comuni del basso Salento

I tedofori designati, che porteranno la torcia olimpica, saranno Fefè De Giorgi, Olsi Paja e Stefano Petranca…

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Domani, lunedì 29 dicembre 2025, Taranto accoglierà la fiamma olimpica, per poi proseguire a Lecce e provincia.

Il 30 dicembre, infatti, sarà a Lecce (dalle 17 alle 19,30) e in alcuni comuni del Salento, prima di proseguire la marcia dei tedofori verso Brindisi.

Sarà a Nardò (dalle 9,25) per poi passare da Gallipoli (dalle 11 alle 13). Poi si dirigerà a Presicce-Acquarica (intono alle 13), poi ancora a Maglie (alle 15:30) e ad Otranto (16:30), prima dell’arrivo a Lecce, dove ci sarà la celebrazione dell’accensione del braciere a Porta Napoli. 

I tedofori designati, che porteranno la torcia olimpica, saranno Fefè De Giorgi, Olsi Paja e Stefano Petranca.

Musica e danza della “Notte della Taranta” faranno da cornice per il passaggio della fiamma olimpica. 

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