Attualità
Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze: un salentino al comando
Il Col. Arcangelo Moro, nato a Brindisi e vissuto a Tricase: «Onorato di poter assumere, con alto senso di responsabilità e spirito di servizio, il comando dello storico Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare, un’eccellenza italiana nel campo sanitario ed industriale, militare e civile, che interpreta e affronta le sfide della contemporaneità, in particolar modo connesse con la salvaguardia della salute pubblica, grazie all’impegno e alla professionalità di tutti i suoi attori»
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Il Colonnello Arcangelo Moro, salentino d’origine (è nato a Brindisi e vissuto a Tricase) Ufficiale dell’Arma di Cavalleria, già Comandante del Comando Militare Esercito (CME) “Puglia”, presso la Caserma Picca di Bari, è il nuovo Direttore dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, unica industria farmaceutica dello Stato.
La cerimonia di avvicendamento tra il Col. Picchioni, Direttore uscente, e il Col. Moro, si è tenuta nella sala Martinotti dello Stabilimento.
Il Col. Arcangelo Moro, durante il suo discorso di insediamento, ha reso omaggio alla Bandiera di Guerra dell’Esercito e si è detto «onorato di poter assumere, con alto senso di responsabilità e spirito di servizio, il comando dello storico Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare, un’eccellenza italiana nel campo sanitario ed industriale, militare e civile, che interpreta e affronta le sfide della contemporaneità, in particolar modo connesse con la salvaguardia della salute pubblica, grazie all’impegno e alla professionalità di tutti i suoi attori».
Tale avvicendamento si inserisce a pieno titolo nel piano di rilancio dell’Agenzia Industrie Difesa, finalizzato alla valorizzazione delle Unità Produttive in gestione, consolidando una strategia industriale volta ad incrementare la produzione di tutti gli Stabilimenti e al raggiungimento degli obiettivi gestionali prefissati.
LO STABILIMENTO CHIMICO FARMACEUTICO MILITARE
Il 22 dicembre 1832, nel Regno di Sardegna veniva istituito, con regio “brevetto” di Re Carlo Alberto, il Consiglio militare di sanità, annoverando tra i suoi membri, per la prima volta, anche un chimico – farmacista quale membro straordinario. In tale decreto, il Re manifestava, inoltre, l’esigenza di “ordinare, appena possibile, lo stabilimento di un laboratorio generale chimico farmaceutico…”. Successivamente, il 26 giugno 1853, il giovane Re Vittorio Emanuele II, sulla scia di quanto indicato dal padre, emanò il “regio decreto per l’organizzazione del servizio chimico – farmaceutico militare”, a seguito del quale venne creato un “Deposito di farmacia militare“, con annesso il Laboratorio generale chimico farmaceutico, nella città di Torino (in corso Siccardi), dove era presente anche il “Laboratorio di produzione del chinino di Stato”, la cui distribuzione già a partire dal 1900, su tutto il territorio nazionale, fu di grande efficacia nella coeva lotta contro il morbo della malaria come di ogni altra esigenza sanitaria di carattere civile e sociale. Nella sua evoluzione funzionale, lo Stabilimento passò, poi, da Farmacia centrale militare nel 1884 a Istituto chimico farmaceutico militare nel 1923 per poi trasferirsi a Firenze nel 1931 nel quartiere Rifredi, ed assumere un carattere geografico più rispondente alle necessità di approvvigionamento e di distribuzione sull’intero Regno d’Italia.
Considerato come l’unica officina farmaceutica dello Stato, il Farmaceutico militare è stato storicamente al fianco dei grandi eventi che hanno contraddistinto la storia italiana. A partire dai due conflitti mondiali, dove ha assicurato la produzione di farmaci, presidi medico chirurgici e prodotti di medicatura a tutta la popolazione, e successivamente al fianco della Protezione civile, dove, invece, è intervenuto in occasione di calamità naturali o crisi sanitarie (alluvione di Firenze, terremoto del Friuli, disastro di Chernobyl). Proprio questa crescente rilevanza a livello nazionale e internazionale aveva comportato, del resto, nel 1976 una sua diversa collocazione nell’organigramma tecnico – industriale del Ministero della Difesa. Pertanto, con la sua nuova denominazione di Stabilimento chimico farmaceutico militare venne elevato a Ente interforze, collocandosi alle dirette dipendenze della Direzione Generale della Sanità Militare di Roma. Dal 2001 lo Stabilimento è entrato infine alle dipendenze dell’Agenzia Industria Difesa, nell’ambito del Ministero della Difesa, aprendosi al mercato anche con i suoi prodotti alimentari (Elisir di china, Enocordial, Grappa, Anetolo) e cosmetici (crema/soluzione dermofila, doccia – shampoo, acqua di colonia e di lavanda).
Lo Stabilimento chimico farmaceutico militare, nella sua valenza civile, oltreché, militare è incaricato, per conto del Ministero della Salute (Decreto 27 dicembre 2012 del Ministero della Salute), della custodia e relativa gestione tecnica, di medicinali, tra cui vaccini, antivirali e antidoti, necessari per la protezione ed il trattamento sanitario in caso di emergenze derivanti da atti di offesa terroristica utilizzanti armi non convenzionali, da incidenti o pandemie, con rischi legati ad agenti patogeni, tossine, agenti chimici o radiazioni nucleari. In questo ambito, quale HUB per la difesa CBRN, l’Ente provvede a distribuire/fornire (in futuro produrre) kit di decontaminazione, autoiniettori e ioduro di potassio. Lo Stabilimento, è autorizzato inoltre, a produrre e/o importare materie prime farmaceutiche, antidoti ed altri farmaci/medicinali da distribuire nelle forme farmaceutiche autorizzate dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), per garantire la salute pubblica e la gestione delle emergenze, ovvero, dispositivi di protezione individuale, dispositivi medici (dotazioni di pronto soccorso) ed altri prodotti non disponibili sul mercato nazionale e comunitario, così come avvenuto durante la pandemia COVID 19 con la produzione di disinfettante e idrossiclorochina. In futuro assicurare, anche la distribuzione, in caso di necessità, di vaccini e anticorpi monoclonali.
In particolare, l’Ente svolge un ruolo etico – sociale e strategico di grande rilevanza per tutto il Paese. Grazie alla ricerca e sviluppo in sinergia con le Università, Centri di ricerca e Istituzioni/Organizzazioni pubbliche e private, il Farmaceutico militare è in grado di produrre e rendere disponibili medicinali destinati ai pazienti affetti da malattie rare, comunemente chiamati “farmaci orfani”, non reperibili sul mercato, perché economicamente non vantaggiosi, per le case farmaceutiche. Ad oggi produce farmaci quali Tiopronina, Mexiletina e in accordo con l’AIFA importa e distribuisce tra gli altri il Megamilbedoce, Metalcaptase ed è inserito nel Comitato nazionale per le malattie rare. Infine, nel 2015 a seguito dell’accordo di collaborazione del 18 settembre 2014 tra il Ministero della Difesa e quello della Salute, è stato avviato il progetto “cannabis”, secondo un processo di Good Manufactoring Practicies (GMP), che prevede lo Stabilimento quale unico ed esclusivo ente produttore con una coltivazione su due varietà la FM1 contenente THC e la FM2 contenente THC e CBD, e la lavorazione farmaceutica dell’infiorescenza femminile attraverso l’essiccazione, la macinazione e il confezionamento. I derivati della cannabis, come anche l’estratto oleoso sui quali è in corso uno specifico progetto di R&D, trovano impiego clinico in alcune malattie neurologiche, nella terapia del dolore cronico sia oncologico sia neuropatico e nella chemioterapia.
IL COLONNELLO ARCANGELO MORO
Il Colonnello Moro, nato a Brindisi il 24 agosto 1970 e vissuto a Tricase, dove ha frequentato il Liceo Scientifico “G. Stampacchia”, è stato ammesso all’Accademia Militare di Modena quale frequentatore del 171°corso “Fede” – conseguendo nel settembre del 1991, la nomina di Ufficiale Carrista, con il grado di Sottotenente.
Dopo aver frequentato la Scuola di Applicazione di Torino (1991 – 1993), il corso tecnico – applicativo presso la Scuola Truppe Corazzate di Lecce e aver conseguito la Laurea in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Torino, è stato assegnato al 1° Reggimento Corazzato di Teulada e successivamente al 33° Reggimento Carri di Ozzano dell’Emilia, dove ha assolto gli obblighi di comando di Plotone, di Compagnia e di Staff (1994 – 1998), partecipando anche all’operazione “Vespri Siciliani” e “Forza Paris”.
Nell’agosto del 1999 assume l’incarico di primo direttore di Radio West in Kosovo, durante l’operazione “Joint Guardian”, ove progetta e realizza tutto palinsesto dell’emittente in collaborazione con la RAI ed RTL 102.5, realizzando numerose interviste/interventi tra i quali Giovanni Paolo II, il Segretario Generale dell’ONU Kofi Annan, il Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi ed il Presidente della Repubblica Argentina Carlos Menem e, pubblicando con RAI ERI il libro autobiografico “Radio West la voce dei militari in Kosovo” (ed. 2002).
Per l’attività svolta ha ricevuto a Bari, il premio internazionale di giornalismo “Caravella del Mediterraneo”.
Al termine dell’esperienza viene assegnato alla Scuola Militare Teulié di Milano (2002 – 2004) dove oltre a comandare la Compagnia Allievi (corso Musso II) e la Compagnia Comando e Servizi si occupa delle relazioni esterne della Scuola, progettando e realizzando le celebrazioni con il comune di Milano delle “Cinque Giornate”, nonché tutte gli eventi connessi con i festeggiamenti del Bicentenario della fondazione della
Scuola, circostanza nella quale alla presenza del Presidente della Repubblica riesce, con le autorità locali, a favorire l’assegnazione della cittadinanza onoraria e del premio “Ambrogino d’oro” all’Ateneo.
Durante il periodo in parola, oltre a conseguire la Laurea in Scienze Strategiche, il master di II livello in Geopolitica del Mediterraneo presso l’Università degli Studi di Cassino, assume la presidenza del Comitato Intermedio della Rappresentanza Militare del Comando delle Scuole dell’Esercito fino al 2012 (IX e X mandato).
Frequenta nel 2003 – 2004 il 129° corso di Stato Maggiore presso la Scuola di guerra di Civitavecchia, nonché il 6° Corso Pluritematico presso la Scuola di Applicazione di Torino, conseguendo il master di II livello in Scienze Strategiche presso l’Università degli studi di Torino. Assegnato al Comando delle Scuole di Roma quale Ufficiale addetto presso l’Ufficio Normativa e Studi, realizza quale project officer il Polo di Eccellenza per le Operazioni di Stabilizzazione e Ricostruzione (centro di consulenza e formazione per funzionari e dirigenti nazionali
ed esteri) dell’Esercito presso la Scuola di Applicazione di Torino, avviando il primo corso nazionale in Post Conflict Rebuilding Management Senior e Junior in sinergia con altri Dicasteri operanti nelle Aree di Crisi.
Nel 2006 viene eletto nel Comitato Centrale della Rappresentanza Militare (COCER X mandato), e assume la carica Vicepresidente Vicario dell’Esercito ed Interforze sino al 2012. Durante il periodo in argomento ha contribuito ad alcune proposte legislative tra le quali il Fondo di Efficienza per i Servizi Istituzionali (FESI) e la norma di “specificità”. Ha partecipato alla concertazione economica biennio 2006 – 2008, 2008 – 2010 e normativa 2006 – 2010 quale parte sociale per la categoria Ufficiali, nonché a diverse audizioni in Commissione Difesa di Camera e Senato tra le quali l’indagine conoscitiva della condizione del personale militare.
Per tale organismo ha ideato e prodotto il Bollettino Informativo quale strumento di comunicazione interna/esterna, divulgato dal 2006 per la prima volta con strumento della mailing list di Forza Armata.
Nel 2008 viene impiegato nella missione NTMI (Nato Training Mission in IRAQ) quale Senior Mentor presso il Joint Staff College in Baghdad, dove oltre a pianificare e migliorare l’offerta formativa per la classe dirigente militare Irachena, attraverso una strategia comunicativa e relazionale nonché di eventi mirati (1°Trophy of Solidarity and Friendship con la partecipazione del Primo Ministro Iracheno Al Maliki) è riuscito a ristabilire e migliorare le relazioni tra la NATO, US (Coalition Willings), e l’autorità militari Irachene presso la sede di
Dal 2011 al 2012 frequenta il 14° corso ISSMI presso il Centro Alti Studi della Difesa dove consegue il master di II livello in relazioni internazionali presso l’Università di Roma Tre, e l’abilitazione quale Consigliere Giuridico delle Forze Armate. Successivamente presso il 28° Reggimento Pavia si qualifica specialista PSYOPS.
Nel 2013 assume il Comando dell’8° Battaglione Carri presso il 132°, ovvero di Vicecomandante del Reggimento Carri di Cordenons dove progetta e realizza con le autorità locali, in occasione della festa delle Forze Armate, l’evento “Italia Condivisa”.
Nel periodo 2014 – 2019 viene assegnato al Comando Logistico dell’Esercito dove assume l’incarico di Capo Sala operativa e successivamente di Capo Ufficio dei seguenti Uffici: Coordinamento, Affari Generali e Programmazione Finanziaria e Studi. In tale ambito, ha provveduto alla revisione ordinativa di tutta l’area del COMLOG, comprensiva dei Comandi d’Arma e Servizi, del Policlinico Militare “Celio” e della Direzione di Intendenza.
Inoltre, quale project officer ha pianificato ed organizzato diverse attività ed eventi tra le quali: “Who Does What (2016)”, “Complex Pallex (2017) e Diapason Log (2018) che hanno portato alla stesura e sperimentazione della PDE – 4 (Dottrina Logistica dell’Esercito) e alla revisione dello strumento logistico dell’Esercito, contenuti peraltro pubblicati nell’ articolo n. 1/2018 della Rivista Militare dal
titolo “Il Sostegno Logistico alle Operazioni Militari”, di cui è autore; “Stati Generali della Logistica Militare: logistica/industria 4.0”, i cui atti sono stati sviluppati e redatti in uno specifico libro pubblicato dal COMLOG, di cui è autore; “Bolla dimostrativa” durante la 2^ Sessione di Integrazione Operativa (SIO), ove nel Poligono di Monte Romano, per la prima volta è stato creato con tutti gli operatori del settore di F.A. e dell’Industria, uno spazio dedicato alla dimostrazione – sperimentazione di tools infologistici per il monitoraggio e la gestione di tutti i mezzi e materiali della F.A. e delle attività logistiche ad esse collegate, nonché per la pianificazione logistica delle operazioni in Patria e all’Estero attraverso l’Integrated Test Bed (ITB).
Ciò è stato prodromico alla costituzione dell’Ufficio di Infologistica del COMLOG.
Il Col. Moro dal luglio 2019 ad agosto 2020 è stato assegnato al Comando Centrale Statunitense (US – CENTCOM), con sede in Tampa (FL), dove ha svolto l’incarico di Strategic Analyst and Action Officer per le Violent Extremist Organizations (VEO), Internally Displaced People (IDPs) e Refugees del Comandante del CENTCOM, Gen. Frank McKenzie, ovvero di Deputy Senior National Representatives. Durante il periodo di interesse è stato autore dei seguenti Strategy Paper che sono stati pubblicati dal CENTCOM e diramati a tutti gli altri Comandi US paritetici, nonché al Pentagono, DoD, Agenzie Governative e non, National Defense University e “think – tank” ad essa collegati:
– “Understanding the (Un)Islamic State’s Ideology and Strategy”, US CENTCOM, CSAG Strategy paper n.5/2020, 5 marzo 2020;
– “Daesh: new “caliph” new strategy?”, US CENTCOM, CSAG Strategy paper n.13/2020, 13 Marzo 2020;
– “COVID-19: Daesh’s Best Ally?”, US CENTCOM, CSAG Strategy paper n.15/2020, 17 giugno 2020;
– “Internally Displaced Persons (IDPs) and Refugees in a time of pandemic – a global challenge”, US CENTCOM, CSAG Strategy paper n. 21/2020, 24 Agosto 2020;
– “Al Qaeda transformation or evolution?”, US CENTCOM, CSAG Strategy paper n. 24/2020, 31 Agosto 2020.
Inoltre, nell’ambito della redazione dello Strategic Estimate di novembre 2019 e maggio 2020, si è occupato come analista della “Great Power Competition” e della “Campagna di massima pressione sull’IRAN”, del US/CENTCOM. Il 5 dicembre 2019 è stato project officer per la Multinational Coalition Forces del principale evento del CENTCOM denominato “Coalition Night” con la partecipazione di 47 nazioni e oltre 3000 partecipanti. Per le attività svolte è stato insignito della US – Joint Commendation Medal.
Nel periodo dal 9 ottobre 2020 al 20 ottobre 2022 ha comandato il Reggimento Addestrativo della Scuola di Cavalleria ove oltre a specializzare Ufficiali, Sottufficiali e Graduati italiani e stranieri dell’Arma di Cavalleria ha condotto una serie di attività, denominate “Cavalry Exercise”, di sperimentazione e verifica di specifiche tecniche, tattiche e procedurali tese ad arricchire e aggiornare il corpo dottrinale dell’Arma di Cavalleria tra le quali le “Urban operation”, “Swarming operation” con le piattaforme da combattimento, tiro indiretto e impiego
dei droni a livello di plotone esplorante.
Non ultime le attività addestrative/operative e di sperimentazione con la Blindo Armata Centauro 2, piattaforma da combattimento i cui primi esemplari sono stati assegnati al Reggimento che ha formato gli istruttori.
Dal 11 novembre 2022 al 30 luglio 2024 ha Comandato il Comando Militare Esercito “Puglia” l’interfaccia esclusiva dell’Esercito sul territorio pugliese, nell’ambito del quale ha promosso le relazioni istituzionali con tutti gli “stakeholders” di riferimento, orientando, nel contempo mirate attività di comunicazione e promozionali per sostenere il reclutamento della Forza Armata, veicolandone valori, storia, tradizioni, attività operative e sviluppi futuri, ovvero promuovendo la “cultura della difesa”.
Nel contempo con un efficace gestione del territorio, ha garantito le attività di presidio (Ex. Leone Alato, G7 2024), i concorsi in tempo di pace, ed in tale contesto, inserito nel Comitato Misto Paritetico (CO.MI.PA.), la gestione delle servitù militari ed il mantenimento delle aree addestrative/poligoni pugliesi. Ha gestito inoltre l’attività documentale di oltre 12.000 fascicoli, incentivando il ricollocamento nel mondo del lavoro dei militari congedati senza demerito, gestendo le forze di completamento, espletando, inoltre, le funzioni di assistenza alle famiglie dei militari caduti o colpiti da gravi infortuni/malattia, nonché, di supporto al benessere del personale/delle famiglie dei militari pugliesi attraverso il miglioramento del parco alloggiativo, l’utilizzo della Biblioteca di presidio (oltre 18.000 testi dal 1759 ad oggi) e della gestione degli Organismi di Protezione Sociale con riapertura del Circolo Unificato dell’Esercito di Bari con annessa foresteria e l’Area logistica addestrativa di “Fesca” che si estende su un area di circa nove ettari.
Dal 23 agosto 2024 è Direttore dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare.
Infine, il Col. Moro è Cavaliere al merito della Repubblica, è stato iscritto all’albo dei giornalisti con diverse collaborazioni tra le quali il CASD, Università degli studi di Bari/Taranto, Trieste, Torino, Milano e Lugano su diversi temi quali “The migration challenges in the Coronavirus Era”, Leadership sustainable, Leadership etica, Radicalizzazione e De-radicalizzazione, Fattori ESG di impresa, La bellezza della Costituzione.
E’ sposato con la signora Paola, Candidate&Delivery Director Italia presso la Manpowergroup di Milano e vive a Imola.
Attualità
Maglie, parenti serpenti
Fitto sfida Toma: «Ma non è rottura partitica». L’ex assessore si ricandida a sindaco e viene escluso dalla giunta comunale: «Nei giorni dell’inchiesta ho capito che…»
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A Maglie la campagna elettorale inizia in seno alla giunta, con una spaccatura che porta in direzioni divergenti.
Prima delle feste, come annunciato proprio da queste colonne, il sindaco Ernesto Toma ha revocato le deleghe all’assessore Antonio Fitto, reo di aver annunciato la sua intenzione a candidarsi a sindaco alle ormai imminenti amministrative.
TOMA: “AMBIZIONE LEGITTIMA MA INCOMPATIBILE”
«È una decisione che non ha nemmeno discusso con la maggioranza», ha commentato Toma, «con un progetto politico alternativo e dichiaratamente in contrapposizione all’attuale amministrazione, che rappresenta una legittima ambizione personale ma segna una rottura politica netta e non più compatibile con il ruolo di assessore. Non è possibile, soprattutto in una fase preelettorale, amministrare una città e al contempo condurre una campagna politica contro l’amministrazione di cui si fa parte. La revoca del decreto di nomina è quindi un atto di chiarezza politica, di rispetto istituzionale e di correttezza nei confronti dei cittadini, chiamati a scegliere tra progetti alternativi senza ambiguità, doppiezze o operazioni di scarico di responsabilità».
Ora, «l’Amministrazione comunale continuerà il proprio lavoro fino alla conclusione naturale del mandato con coerenza, serietà e senso delle istituzioni, rivendicando con orgoglio il percorso compiuto e rimettendo, come è giusto che sia, il giudizio finale agli elettori».
SPACCATURA IN FAMIGLIA
La spaccatura è stata da più parti definita storica, perché sullo sfondo c’è la rottura tra zio e nipote: il già sindaco di Maglie nel 2005 e 2010 Antonio Fitto e Raffaele Fitto, oggi vicepresidente esecutivo della Commissione europea.
“Parenti serpenti”, ha esordito “Il Foglio”, secondo cui è addirittura una vicenda «degna di essere raccontata sul grande schermo alla Mario Monicelli».
La scintilla però non è stata l’idea di concorrere alla poltrona di primo cittadino ma il sostegno dato alle regionali, lo scorso autunno, dallo “zio Antonio” al leghista Gianfranco De Blasi, anziché al partito di riferimento della famiglia (e del sindaco Toma), che è Fratelli d’Italia.
FITTO: “NON È UNA QUESTIONE PARTITICA”
Antonio Fitto però smentisce una rottura partitica.
Interpellato, spiega: «Non ho nessuna tessera. Le adesioni partitiche finiscono per tradurre sempre gli indirizzi in veti ed in vincoli per le amministrazioni. Per questo mi candiderò con una lista civica, perché credo che la città debba essere libera di autodeterminarsi».
Pensa che si sarebbe potuti arrivare in fondo al mandato senza bisogno di rompere prima i rapporti?
«Io non avrei avuto alcun problema. In questi cinque anni stato sempre leale alla linea democraticamente seguita dall’amministrazione, anche quando (spesso) non ne condividevo l’indirizzo. Due giorni prima della decisione di sollevarmi dal ruolo di assessore, avevo garantito il numero minimo ad una giunta che doveva deliberare su questioni urgenti e non più differibili. Stessa linea che ho seguito quando, a causa dell’inchiesta giudiziaria dello scorso anno (NdR, su presunti appalti pilotati), ho fatto le veci di sindaco e vice per cento giorni».
Quella parentesi ha contribuito ad aprire una crepa? È in quei mesi che è maturata la sua decisione di candidarsi contro Toma?
«Sicuramente in quei giorni ho capito che si poteva fare di più. Non è un caso che alcune questioni, come quelle riguardanti il rifacimento delle strade o il caso-loculi, di cui avete parlato sulle vostre colonne a giugno, abbiano visto un’accelerata in quel periodo. Ad ogni modo», chiosa, «è il sindaco ad esser stato improvvisamente illuminato sulla via di Damasco. Dal canto mio, avrei proposto un discorso di apertura per un centrodestra unito».
Lorenzo Zito
Attualità
Castro: Commissario e veleni
Sei consiglieri si dimettono, tre di loro erano in maggioranza: «Serve serenità, non tifoserie contrapposte». Luigi Fersini: «Indignati anche coloro che non mi hanno votato»
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Fulmine a ciel sereno o crepa irreparabile?
Tante domande una sola certezza a Castro: il 2025 non si è chiuso nel modo migliore.
Cade l’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Fersini (primo cittadino dal 2017, riconfermato nell’ultima tornata elettorale del 2022).
decretarne la fine anticipata la decisione di sei consiglieri di dimettersi dalla loro carica: tre componenti della maggioranza (Giovanni Lazzari, Giuseppe Schifano e Angelo Rizzo) assieme a tre dell’opposizione (Fernando Schifano, Giuseppe Coluccia e Ignazio Antonio Carrozzo) si sono recati, lo scorso 29 dicembre, presso un notaio a Casarano per mettere nero su bianco le loro intenzioni.
Il 31 dicembre è giunto poi il decreto di sospensione del consiglio comunale a firma del prefetto di Lecce Natalino Manno, che ha nominato quale commissario prefettizio il viceprefetto aggiunto Mauro Papa.
«CASTRO MERITA UN’AMMINISTRAZIONE DIVERSA»
Angelo Rizzo, Giovanni Lazzari e Giuseppe Schifano, consiglieri comunali dimissionari già appartenenti alla maggioranza del Comune di Castro, definiscono la loro scelta «responsabile e irreversibile», sostenendo che la città «merita un’amministrazione diversa» e rispondendo con fermezza a chi ha parlato di tradimento o azione di soppiatto.
I tre consiglieri affermano di aver chiesto «più volte all’ex sindaco Fersini un cambio di passo e trasparenza nelle scelte, rispetto dei ruoli, ed una linea amministrativa effettivamente condivisa e coerente con il programma elettorale».
Aggiungendo che «in un Comune, la collegialità non è qualcosa di superfluo e che la democrazia locale non si fonda su investiture personali. Il sindaco guida l’Ente, ma non può sostituirsi al Consiglio comunale, né ridurne la funzione di massima rappresentanza dei cittadini. Quando il confronto viene sistematicamente compresso e il dissenso è trattato come ostilità, il patto istituzionale si incrina prima ancora di quello politico».
Per loro Fersini avrebbe contribuito ad «alimentare ostilità e reazioni sproporzionate verso chi esprime posizioni diverse anche in sede di consiglio comunale. È un terreno che rifiutiamo: ogni forma di aggressività, intimidazione o richiamo, implicito o esplicito, allo scontro è incompatibile con il rispetto delle istituzioni e delle persone. Castro ha bisogno di serenità, non di tifoserie contrapposte».
A ciò aggiungono l’accusa di una narrazione politica che avrebbe usato «allarmismo per instillare preoccupazione nei cittadini ed orientarne le percezioni».
Divergenza di vedute anche sui meriti amministrativi che, secondo i dimissionari, «l’ex Sindaco tende a presentare come esclusivi, in capo ad opere, progettualità e finanziamenti che, per loro natura, non possono essere ricondotti a una sola persona, ma maturano attraverso procedimenti, atti e responsabilità condivise. Alla luce di tutto ciò, è evidente che le dimissioni non sono state un gesto d’impulso», spiegano, «riteniamo che a Castro serva un cambiamento reale, a partire dallo stile e dall’approccio, che rimetta al centro l’ascolto dei cittadini e l’interesse generale».
«UNO SFREGIO AL SOTTOSCRITTO E ALLA CITTÀ»
Luigi Fersini, dal canto suo, ammette che lungo il percorso ci sia stata «qualche disparità di vedute» ma, aggiunge, «non tale da immaginare un epilogo del genere, che ha colto l’intera città di sorpresa, per giunta a ridosso di Capodanno. Agire che la dice lunga sull’intenzione di praticare uno sfregio al sottoscritto. Castro è un paese turistico. Questo è un periodo di grande importanza per la preparazione della stagione ricettiva, che quest’anno inizia già col weekend di Pasqua a inizio aprile. Gli operatori commerciali sono infatti sconcertati. Molti cittadini che non mi avevano votato mi hanno espresso la loro indignazione per questa decisione irresponsabile, che arriva ad appena un anno dalla scadenza naturale del mandato».
A questo punto la domanda è d’obbligo: ritiene che qualcuno voglia ritagliarsi un ruolo di maggiore importanza andando alle urne? «Le malelingue parlano di questo, o dell’intenzione di intralciare le opere avviate dall’amministrazione. Io certamente non posso rispondere degli intenti altrui. Ma posso dire che tutto questo non fa affatto l’interesse della collettività».
Il riferimento è anche ai progetti in corso d’opera, che Fersini non tarda ad elencare: «Il rifacimento e consolidamento del waterfont e del belvedere, il rinnovamento di Piazza Dante e di Piazza Cecilia, la messa in sicurezza del costone roccioso a salvaguardia del porto, per citarne alcune».
Opere di cui ora dovrà farsi carico il commissario prefettizio che però, per l’ex sindaco, «avrà a stento il tempo di ambientarsi: in primavera già si vota…».
È da lì che l’ex sindaco conta di ripartire, per proseguire il lavoro lasciato in sospeso.
Da subito ha descritto quanto accaduto come un incidente di percorso.
«E’ solo un arrivederci», ha dichiarato.
I mesi che verranno torneranno utili a ricostruire la squadra.
Lorenzo Zito
Attualità
Offerte di lavoro di inizio anno
Il 2° Report 2026 di ARPAL Puglia propone complessivamente 97 offerte lavorative per un totale di 261 posizioni aperte
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Il settore che si conferma al primo posto con 55 posti di lavoro disponibili è quello del turismo.
Seguono, con un numero significativo di posizioni aperte, il settore delle costruzioni e installazione impianti con 30 posti di lavoro, il settore del tessile-abbigliamento-calzaturiero (TAC) con 21 offerte.
Di seguito il settore riparazione veicoli e trasporti che offre 13 opportunità, nel settore delle telecomunicazioni si ricercano 10 lavoratori al pari del settore dell’industria del legno, a poca distanza il settore del commercio offre 7 posizioni al pari del comparto sanitario e dei servizi alla persona e per il comparto agroalimentare si ricercano sei lavoratori.
Il settore amministrativo e informatico ne offre quattro, il settore metalmeccanico offre tre posti.
Nel comparto bellezza e benessere è disponibile un posto al pari del settore pedagogico.
Per il Collocamento Mirato, sono sei le posizioni riservate agli iscritti alle categorie protette art.18
Il report segnala, inoltre, quattro tirocini formativi attivi e una serie di proposte di lavoro e formazione all’estero, promosse attraverso la rete EURES che sostiene la mobilità professionale a livello europeo.
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