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Attualità

Tricase: le ragioni del dirigente dell’Ufficio Tecnico

In una lettera inviata al sindaco, alla segretaria comunale, alla presidente del consiglio comunale e a tutti i consiglieri: «Leggere quell’intervista su “il Gallo”, mi ha letteralmente colto di sorpresa, scioccato ed amareggiato per gli addebiti e le gravi affermazioni rivolte alla mia persona. Mi riservo di valutare azioni a tutela della mia immagine per la qual cosa ho conferito apposito incarico legale»

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Continua a far discutere l’intervista in esclusiva concessaci dal sindaco Antonio De Donno e pubblicata sia sulla edizione cartacea che sul nostro sito.


Dopo la levata di scudi delle opposizioni che hanno annunciato un’assemblea pubblica per il pomeriggio di sabato 17 febbraio, si è mosso anche il dirigente di Lavori Pubblici e Patrimonio, Vito Ferramosca, direttamente e più volte tirato in ballo dal primo cittadino.


L’ingegnere lo ha fatto scrivendo una lettera inviata direttamente al sindaco e per conoscenza al presidente del consiglio Rosanna Zocco, ai consiglieri comunali e alla segretaria generale Marcella De Carlo.


LA LETTERA


«Egregio Sindaco, scrivo la presente a seguito della Sua intervista pubblicata sul numero 03(774)/10-23 febbraio 2024 de “il Gallo», esordisce Ferramosca «il cui contenuto ritengo lesivo della mia professionalità, onestà intellettuale e morale oltre che dell’onorabilità personale e dell’Ufficio Tecnico che rappresento».


«Da dipendente comunale», si difende, «ho sempre onorato gli obblighi e i doveri di diligenza, obbedienza e fedeltà che mi legano contrattualmente all’Ente. Il mio fascicolo personale […] parla da solo. In tanti anni di onorato servizio,ho iniziato la mia collaborazione con il Comune di Tricase con l’amministrazione del sindaco Luigi Ecclesia nel 1999»), ho sempre cercato di perseguire gli obiettivi che le varie amministrazioni che si sono succedute si erano prefissate ed ho agito sempre per il bene della Città anche a discapito delle esigenze familiari, facendomi carico delle carenze di personale e portando avanti con abnegazione e sacrificio le incombenze di tutti e tre i settori tecnici (Lavori pubblici, Urbanistica ed Ambiente). I giorni di ferie non goduti sono oltre 150».


Rivolgendosi direttamente al sindaco, il dirigente dell’ufficio tecnico aggiunge: «Lei stesso ha attestato stima e fiducia nei miei confronti confermandomi responsabile del Settore Lavori Pubblici ed Urbanistica, sconfessando le voci che in campagna elettorale volevano vedermi “ai cimiteri”; quando l’amministrazione ha ristrutturato la pianta organica, scindendo il Settore predetto nei Settori


“Pianificazione Territoriale” e “Lavori Pubblici e Patrimonio”, Lei mi ha conferito l’incarico di Responsabile di quest’ultimo. Incarico, tra l’altro, riconfermato con il recente Decreto Sindacale n. 65 del 29/12/2023. Ritenevo, per queste ragioni, di contare sulla sua fiducia nelle mie provate capacità umane e professionali, che, è bene dirlo, sono state sempre valutate ottimamente anche da questa amministrazione comunale, tramite l’organo tecnico all’uopo deputato, l’unico titolato a valutare l’operato dei funzionari responsabili di Settore».


Poi ammette che leggere quell’intervista su “il Gallo”, «mi ha letteralmente colto di sorpresa, scioccato ed amareggiato per gli addebiti e le gravi affermazioni rivolte alla mia persona. Mi riservo di valutare azioni a tutela della mia immagine per la qual cosa ho conferito apposito incarico legale ma intanto mi preme precisare e rendere noto […], i fatti e gli atti che hanno interessato ed interessano le vicende sulle quali lei si è soffermato nella predetta intervista chiamando in causa il sottoscritto e l’Ufficio da me diretto».


Poi l’ing. Ferramosca entra «nel merito delle singole questioni trattate nell’articolo. Nella parte in cui si parla delle Acque bianche a Depressa e nel rione di Caprarica faccio presente che l’intervento di costruzione del collettore a servizio dell’abitato di Caprarica non ha alcuna relazione con l’evento eccezionale dell’ottobre 2022. Lo abbiamo ribadito collegialmente e alla Sua presenza nel verbale del Tavolo tecnico del 20 ottobre 2022 […]. L’evento è stato di tale portata che l’impianto di captazione di progetto, comunque, non avrebbe potuto sostenere quelle portate che si sono riversate in maniera così importante e in un brevissimo lasso di tempo sull’abitato.


In merito al mancato appalto entro la data del 30 giugno e al conseguente annunciato definanziamento dell’opera […], ritengo che le eventuali responsabilità siano da attribuire a tutto l’apparato amministrativo e burocratico. Basti soffermarsi alla lettura di questi semplici dati: tra la data di adozione della variante urbanistica (29/07/2022) e quella di approvazione (27/04/2023) sono trascorsi quasi nove mesi (la competenza è del consiglio comunale); è notorio il coinvolgimento dell’amministrazione comunale nella fase di progettazione e di esecuzione di tutte le opere pubbliche (l’istituzione della “pre-commissione” ne è la riprova) e in special modo di questa opera pubblica. Più volte il progettista incaricato ha illustrato le scelte progettuali, ascoltato e, per certi versi, recepito le indicazioni fornitegli da assessori e consiglieri. Anche a seguito delle riunioni tenutesi nelle apposite commissioni consiliari sull’argomento in vista della convocazione dei consigli comunali, ove lo scrivente ha ampiamente relazionato su ogni aspetto tecnico e amministrativo, compreso quello inerente le procedure espropriative sulle quali, tra l’altro, vi sono state lunghe discussioni e si sono addirittura paventate ipotesi di delocalizzazione dell’intervento, l’amministrazione comunale era perfettamente a conoscenza del rischio di definanziamento. Il tentativo di recuperare nella fase di esecuzione dell’opera e nei termini del cronoprogramma concesso per la realizzazione dell’opera non è andato a buon fine e di tale circostanza si è venuti a conoscenza solo durante la videoconferenza con il dirigente ministeriale. Il progetto esecutivo è stato trasmesso in maniera completa e conforme in data 3 luglio 2023 quindi oltre la data di scadenza. I procedimenti espropriativi sono stati incardinati nel 7° settore “Pianificazione del Territorio”


con deliberazione della Giunta Comunale n. 226 del 09/11/2022 e a far data dal 01/04/2023 le competenze sono passate alla Responsabile del citato Settore, sicché non è addebitabile al sottoscritto alcuna responsabilità.  Durante la videoconferenza, alla quale ha partecipato anche Lei, il dirigente del Ministero ha chiarito che la scelta di realizzare quel tipo di opera pubblica che ha comportato i tempi tecnici necessari per la variante urbanistica e la dichiarazione di pubblica utilità e indifferibilità della stessa, è stata dell’amministrazione comunale e che si sarebbe eventualmente potuto “ripescare” il finanziamento richiedendo, per le vie istituzionali, l’emanazione di un nuovo apposito Decreto.


Mi fa personalmente piacere che Lei si sia attivato per la richiesta di un altro finanziamento e spero con tutto il cuore che venga presto concesso. Tenga presente che comunque il tempo non è trascorso invano. L’appalto dei lavori è stato già avviato. Le procedure espropriative sono sostanzialmente concluse. Resta solo da perfezionare l’aggiudicazione dei lavori. Quindi al netto della copertura finanziaria nulla osta alla realizzazione dell’opera pubblica».


L’ing. Ferramosca prosegue nella sua lunga tesi difensiva: «Mi chiedo per quale motivo l’Ufficio tecnico non avrebbe dovuto procedere ad appaltare l’opera se il progetto esecutivo, presentato per tempo, fosse stato regolarmente approvato nei modi di legge e se i procedimenti espropriativi fossero stati regolarmente completati, considerando che quotidianamente ottemperiamo ai nostri adempimenti, anche al di fuori del normale orario di lavoro, nei termini di scadenza. Certamente lungi da me e dai miei collaboratori architettare ipotizzate e fantasiose “strategie per rallentare l’azione amministrativa“, affermazione decisamente “forte” e di estrema gravità non fosse altro perché, delle conseguenze, ne saremmo direttamente responsabili».


Poi il responsabile dell’Ufficio tecnico suggerisce: «Alla domanda “di come arginale l’acqua e scongiurare i disastri non si risponde con la realizzazione di un collettore pluviale come quello del progetto in questione. Come più volte suggerito dall’Ufficio e dai progettisti, per difendere l’abitato dalle cosiddette “bombe d’acqua” occorre dotarsi di un sistema di captazione esterno e in difesa dell’abitato che intercetta l’acqua piovana prima di entrare nell’abitato costituito da appositi canali di sbarramento per il deflusso delle acque».


Secondo Ferramosca, «il problema è generale e riguarda l’abitato di Lucugnano, di Depressa, di Tutino della Zona Draghi, di Sant’Eufemia ecc. In conclusione, avrei rubricato l’accaduto come un incidente di percorso al quale si cerca di porre rimedio, anziché indicare il dirigente come il responsabile della perdita del finanziamento e del relativo danno all’intera comunità che, oggettivamente, suona veramente come un un’accusa pesantissima smentita dai documenti e dai fatti e quindi non supportata da elementi oggettivi».


L’ingegnere dell’Ufficio tecnico passa poi ad analizzare la «parte dell’intervista in cui si discute del “Centro Storico Lavori a rilento” Lei (scrive sempre rivolgendosi al sindaco Antonio De Donno) riferisce testualmente: “Anche in questo caso addebito molte responsabilità all’Ufficio Tecnico. Tante volte mi sono raccomandato di fare in fretta. Sono stati capaci di far passare l’estate e le festività natalizie. Questo perché non ci si formalizza contro le ditte che non rispettano i tempi…”. Sinceramente non riesco a comprendere tali esternazioni, anche se comprendo il disagio dei residenti, ma tali situazioni sono state ponderate sin dall’inizio del cantiere cercando di venire incontro alle attività commerciali del centro storico ed interessando ambiti dove tali attività commerciali sono meno presenti».


Scendendo nei particolari aggiunge: «Ci si trova in un contesto del centro storico molto particolare, caratterizzato dalla presenza di numerosi sottoservizi compressi in spazi molto angusti e da numerosissimi ipogei. Tale situazione ha comportato e comporta ancora la necessità di ricercare soluzioni agli imprevisti ed agli inconvenienti quotidiani nel rispetto della legge e ciò, conseguentemente, determina un rallentamento del programma dei lavori che non può essere addebitato ad inadempimenti né dell’Ufficio e/o dell’impresa, ma alle circostanze sopravvenute ed impreviste che hanno visto coinvolti Enti (Soprintendenza archeologica e belle arti) e gestori di pubblici servizi (Enel distribuzione, Acquedotto, 21 rete gas e Telecom) per il coordinamento delle attività di rispettiva competenza, finalizzate all’ottenimento del miglior risultato possibile per evitare future manomissioni del basolato. Il tutto nell’interesse dell’amministrazione e dei principi di economia e di efficienza».

«Basti pensare», precisa, «che i lavori di sistemazione del basolato su Via Tempio hanno dovuto cedere il passo a quelli per: il recupero della rete fognante e la sostituzione di tutti gli allacci idrici (operati da AQP) per le utenze; la realizzazione di un importante cavidotto (ben 5 tubazioni da 160 mm di diametro) per il futuro adeguamento delle linee elettriche di media e bassa tensione da parte di Enel; alle indagini archeologiche su 14 ipogei. Ne sono riapparsi almeno altrettanto davanti al Tempio; alla esecuzione di allacci alle reti pubbliche del gas e dell’acquedotto di utenze che ancora non erano servite»


«Forti dell’esperienza su Via Tempio», continua ad esporre la sua versione dei fatti Ferramosca, «si è proceduto a richiedere ad Acquedotto pugliese di anticipare i lavori di sostituzione della rete idrica sulle strade interessate dalla sistemazione della pavimentazione stradale ossia: via Monsignor Ingletti, via Carità e via Catalano. Acquedotto ha approntato la progettazione […], l’affidamento e l’esecuzione dei lavori che allo stato sono terminati. Le rispettive aree di cantiere risultano riconsegnate all’impresa. Con il verbale di sopralluogo del 18 gennaio scorso alla presenza dell’ufficio di Direzione Lavori, della Soprintendenza, dell’Impresa, dello scrivente e, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, del consigliere Ippazio Cazzato, si sono definite tutte le modalità operative per il prosieguo dei lavori. I lavori di basolatura su Via Mons. Ingletti procedono. Quelli su via Tempio sono ripresi e, come era prevedibile, sono emersi nello spazio antistanti il Tempio numerosi ipogei che, come al solito e come è d’obbligo, dovranno essere ispezionati censiti e georeferenziati nei modi di legge».


«Tutto ciò», precisa, «senza inadempimenti contrattuali da parte dell’Impresa che ha come termine ultimo per la fine dei lavori la data del 15/09/2024 e che potrebbe giustamente richiedere una proroga per la sospensione parziale dei lavori sulle vie interessate dalla sostituzione della rete idrica.


Per quanto attiene alle competenze in merito dell’Ufficio Tecnico faccio presente che l’opera in questione ha un apposito Ufficio della Direzione dei Lavori, debitamente integrato da questa amministrazione comunale con altri professionisti, che ha l’onere e l’obbligo di garantire l’amministrazione stessa sul rispetto dei vari termini contrattuali. Il Dirigente dell’Ufficio ed il R.U.P. si esprimono, per quanto di rispettiva competenza, sugli atti che gli vengono sottoposti adottando i conseguenti provvedimenti».


«Pertanto», chiude il cerchio Ferramosca, «ogni addebito e/o contestazione che si legge nella Sua intervista con riferimento ai detti lavori appare veramente ingiusta ed infondata quanto meno se riferita al sottoscritto e all’Ufficio del quale è responsabile».


IN CONCLUSIONE…


In coda alla sua lunga lettera, l’ing. Vito Ferramosca garantisce al sindaco che «da parte mia continuerò a prestare la mia attività con la solita professionalità e dedizione augurandomi che si crei quel rapporto di stima e di fiducia che peraltro, anche di recente, proprio Lei mi ha confermato e come è attestato dalle valutazioni ricevute dall’Ufficio competente».


Prima della chiosa della lettera, però, asserisce che «per evitare pubbliche polemiche, ho preferito indirizzare la presente nota alla S.V. e non anche chiedere, come pure avrei potuto fare, una intervista al “il Gallo” che certamente mi avrebbe in qualche modo “risarcito” dalle offese ricevute, ma avrebbe creato nella cittadinanza molto disorientamento; la mia fedeltà al comune e la responsabilità che sento nei confronti dell’Ente per il quale lavoro mi hanno suggerito di evitare».


Su tutto il resto non entriamo nel merito e, anzi, riteniamo giusto o, meglio, doveroso, pubblicare la versione dei fatti del dirigente dell’Ufficio tecnico per offrire a chi ci legge completezza di informazione.


Poi, come sempre, sarà il lettore a comprendere e farsi la sua idea.


Nel caso specifico si tratta di argomenti di interesse pubblico e se è vero che “i panni sporchi si lavano in famiglia“, ciò vale solo quando si tratta di questioni private. E non ci sembra questo il caso.


Compito della stampa è anche quello di scovare informazioni, sempre di interesse pubblico, che non si vorrebbero rendere pubbliche.


E quello che abbiamo fatto, sempre nel rispetto delle regole.


Senza volerci appendere alcuna medaglia al collo, la nostra sensazione, infine, è quella di aver fatto venire alla luce una situazione non certo idilliaca per l’interesse collettivo, come le posizioni in antitesi tra sindaco e responsabile dei Lavori Pubblici confermano.


E riteniamo che sia un bene per tutti.


Perché da qui, forse, si potrà ricominciare a pensare al “bene della Città”, alla luce del sole e senza alimentare sospetti.


Giuseppe Cerfeda


Attualità

Da Ruffano a Roma passando per Milano, una salentina in “Commissione parlamentare”

La dottoressa Margarito a Palazzo San Macuto per relazionare sul ruolo delle donne e sulla parità dinanzi all’organo che si occupa di femminicidio e violenza di genere

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Da Ruffano a Milano ed a Roma. Francesca Margarito, salentina originaria ruffanese, adottiva milanese per lavoro, ha relazionato questa settimana a Roma, nella seduta del 13 gennaio a Palazzo San Macuto, in Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, in qualità di componente del Consiglio direttivo di Univendita e Legal & Public Affairs Manager di Vorwerk Italia.

La dottoressa Margarito

La dottoressa Margarito ha portato la sua testimonianza sul ruolo della vendita diretta come leva concreta di autonomia economica e crescita professionale per le donne. Una testimonianza che ha permesso di mettere in evidenza come l’empowerment di genere possa essere un concreto strumento non solo per il raggiungimento della parità, ma anche per il contrasto alla violenza di genere.

Da dipendente navigata dell’azienda Vorwerk, ha offerto uno spaccato su un mondo che pur essendo noto al grande pubblico, che ne conosce ampiamente marchio e suoi prodotti, è meno conosciuto per le policy interne e quanto si cela dietro al mondo della vendita: organizzazione, percorsi di carriera e politiche aziendali.

Rete, opportunità e leadership femminile: un modello valido

Nel suo intervento, la dottoressa Margarito ha sottolineato come Vorwerk abbia costruito il proprio modello di business sulla vendita organizzata a domicilio, basata su una rete strutturata di incaricati e agenti di commercio.

I numeri parlano di una realtà articolata: circa 4mila venditori nella divisione Folletto e oltre 19mila nella divisione Bimby, una presenza capillare che rappresenta anche un’importante opportunità occupazionale, in larga parte femminile.

Particolare attenzione è stata riservata alle politiche di genere, da sempre centrali nella strategia aziendale. Non a caso, ha ricordato Margarito, la leadership del gruppo è affidata a una presidente donna, segnale concreto di una cultura organizzativa orientata alla parità.

Iniziative contro la discriminazione e pari opportunità di carriera

Durante la testimonianza, la manager salentina ha spiegato come Vorwerk promuova iniziative continuative di sensibilizzazione sul tema della discriminazione di genere nei luoghi di lavoro, affiancate da percorsi formativi rivolti a uomini e donne, con l’obiettivo di costruire una consapevolezza diffusa e condivisa.

Un punto centrale dell’intervento ha riguardato anche le pari opportunità salariali e di carriera, che l’azienda persegue attraverso politiche interne strutturate. Un modello che, secondo quanto emerso in Commissione, ha permesso a molte figure femminili, inizialmente entrate come incaricate di vendita, di crescere professionalmente fino a ricoprire ruoli apicali, diventando esempi positivi non solo a livello nazionale ma anche europeo.

Un esempio che riguarda tutto il comparto Univendita

Il caso Vorwerk, ha chiarito Margarito, non rappresenta un’eccezione isolata, ma una linea di condotta condivisa dalle aziende associate a Univendita, che da anni lavorano per coniugare flessibilità lavorativa, inclusione e percorsi di autonomia economica, in particolare per le donne che provengono da situazioni di fragilità o che necessitano di reinserimento professionale.

L’audizione, cui ha preso parte anche il Presidente diUnivendita Ciro Sinatra, si inserisce nel filone di inchiesta della Commissione dedicato alla violenza economica, riconosciuta come una delle cause che rendono più difficile per molte donne sottrarsi a contesti di abuso e dipendenza.

Per il territorio salentino, la presenza della dottoressa Francesca Margarito in una sede istituzionale così rilevante rappresenta anche un motivo di orgoglio: una professionista del Sud chiamata a portare competenze, dati ed esperienze concrete in un dibattito nazionale su uno dei temi sociali più urgenti.

Un contributo che dimostra come, anche partendo da realtà locali, sia possibile incidere su politiche e modelli di sviluppo capaci di rafforzare l’autonomia e la dignità delle persone, a partire dal lavoro.

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Attualità

FdI: “Decaro come Emiliano, nomina trombati e scontenti”

I pugliesi per 5 anni hanno pagato 21 consiglieri di Emiliano e nessuno mai ha saputo a cosa sono serviti! Ora con la stessa cifra – è bene sottolinearlo, presumiamo 130 mila (tanti sono previsti per Emiliano all’anno lordi)…

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CONSIGLIERI DEL PRESIDENTE, FDI: RIBADIAMO, NESSUNA DISCONTINUITÀ E CAMBIO DI METODO, DECARO COME EMILIANO NOMINA NEL RUOLO TROMBATI E SCONTENTI E INIZIA PROPRIO DAL SUO SUCCESSORE…IL PIÙ TROMBATO E SCONTENTO FRA I PUGLIESI

La nota che è arrivata nelle redazioni dei giornali, a proposito della nuova Giunta regionale pugliese, non lascia adito a dubbi,: stando alla dichiarazione congiunta del gruppo di Fratelli d’Italia (il capogruppo Paolo Pagliaro e i consiglieri Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro, Tonia Spina e Giampaolo Vietri), è solo un gattopardismo: “Tutto deve cambiare perché tutto resti come è“.

E partendo da questa massima, dichiarano: “Tu chiamala se vuoi… discontinuità! Ma solo sulla carta, anzi solo nelle belle parole e nei like”.

In attesa della Giunta, sulla quale Antonio Decaro dichiarava di avere le idee chiare (e meno male!), il presidente sta iniziando a nominare i suoi consiglieri. L’annuncio è stato roboante: da 21 consiglieri in quota al suo predecessore Michele Emiliano, si passa a solo nove… allo stesso prezzo! Come se ai pugliesi importasse più il numero che il costo. Si tratta chiaramente di un’operazione di facciata: è vero una bella sforbiciata, ma che sulle casse regionali (vale a dire sui soldi dei pugliesi) pesa uguale, ma in cambio fa prendere tanti like sui social da parte di chi non si rende conto che Decaro è politicamente molto più furbo di quello che si possa pensare.

Ma veniamo nel merito: quale criterio Decaro sta scegliendo per la scelta dei suoi consiglieri? Lo stesso utilizzato da Emiliano: nominare i trombati e gli scontenti, insomma quelli che si deve tenere buoni. E chi è in questo momento il trombato e lo scontento numero uno in Puglia? Michele Emiliano! Un mega presidente che fino a qualche giorno fa dava le carte della politica pugliese, e non solo, e ora si ritrova piazzato in un rango inferiore, in un posto da sottogoverno neppure previsto negli organigrammi della Regione Puglia. Un ruolo che lui stesso assegnava a figure di secondo piano dei quali pochi ricordano persino i nomi.

Come Fratelli d’Italia, nella passata legislatura, tentammo anche di conoscere quale fosse la loro attività e presentammo una richiesta di audizione per avere un resoconto dettagliato: non abbiamo mai ottenuto risposta. I pugliesi per 5 anni hanno pagato 21 consiglieri di Emiliano e nessuno mai ha saputo a cosa sono serviti! Ora con la stessa cifra – è bene sottolinearlo, presumiamo 130 mila (tanti sono previsti per Emiliano all’anno lordi) per 9 e quindi un miliardo e 170mila euro (aspettiamo smentita!) pagheremo altri trombati e scontenti eccellenti! Una discontinuità un corno, direbbe qualcuno.

Benvenuta era Decaro, abbiamo la sensazione di essere solo all’inizio e che altre nomine non smetteranno di sorprenderci in negativo, ma al neo presidente è evidente che interessano più i social che i pugliesi.”

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Attualità

Decaro nomina la Giunta: ecco tutti gli assessori regionali

Tra gli assenti Stefano Minerva, c’è invece (dei salentini) Silvia Miglietta

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Il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha presentato oggi la giunta regionale.

“Siamo qui per compiere il primo passo di un percorso che durerà cinque anni. Un percorso con una squadra unita di assessori e consiglieri, che camminano insieme al servizio della Puglia. Di tutta la Puglia. Io sono il Presidente della Regione, ma sarò assessore insieme a loro e tra loro”, ha affermato il governatore.

“Ognuna e ognuno dei componenti di questa giunta – ha aggiunto Decaro – porta con sé una storia, un’esperienza, un percorso professionale e politico che oggi viene messo al servizio della nostra comunità regionale”.

Di seguito i nomi, tra i quali spiccano già grandi assenti come Stefano Minerva (che ha collezionato oltre 30mila preferenze) e Loredana Capone (precedentemente Presidente del Consiglio e che potrebbe puntare al Parlamento).

Tra i salentini anche la riconferma di Sebastiano Leo (con nuove deleghe), la nomina di Casili (tra i candidati a 5 Stelle) e Marina Leuzzi, salentina d’adozione.

Le nomine

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