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Attualità

Tricase: le ragioni del dirigente dell’Ufficio Tecnico

In una lettera inviata al sindaco, alla segretaria comunale, alla presidente del consiglio comunale e a tutti i consiglieri: «Leggere quell’intervista su “il Gallo”, mi ha letteralmente colto di sorpresa, scioccato ed amareggiato per gli addebiti e le gravi affermazioni rivolte alla mia persona. Mi riservo di valutare azioni a tutela della mia immagine per la qual cosa ho conferito apposito incarico legale»

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Continua a far discutere l’intervista in esclusiva concessaci dal sindaco Antonio De Donno e pubblicata sia sulla edizione cartacea che sul nostro sito.


Dopo la levata di scudi delle opposizioni che hanno annunciato un’assemblea pubblica per il pomeriggio di sabato 17 febbraio, si è mosso anche il dirigente di Lavori Pubblici e Patrimonio, Vito Ferramosca, direttamente e più volte tirato in ballo dal primo cittadino.


L’ingegnere lo ha fatto scrivendo una lettera inviata direttamente al sindaco e per conoscenza al presidente del consiglio Rosanna Zocco, ai consiglieri comunali e alla segretaria generale Marcella De Carlo.


LA LETTERA


«Egregio Sindaco, scrivo la presente a seguito della Sua intervista pubblicata sul numero 03(774)/10-23 febbraio 2024 de “il Gallo», esordisce Ferramosca «il cui contenuto ritengo lesivo della mia professionalità, onestà intellettuale e morale oltre che dell’onorabilità personale e dell’Ufficio Tecnico che rappresento».


«Da dipendente comunale», si difende, «ho sempre onorato gli obblighi e i doveri di diligenza, obbedienza e fedeltà che mi legano contrattualmente all’Ente. Il mio fascicolo personale […] parla da solo. In tanti anni di onorato servizio,ho iniziato la mia collaborazione con il Comune di Tricase con l’amministrazione del sindaco Luigi Ecclesia nel 1999»), ho sempre cercato di perseguire gli obiettivi che le varie amministrazioni che si sono succedute si erano prefissate ed ho agito sempre per il bene della Città anche a discapito delle esigenze familiari, facendomi carico delle carenze di personale e portando avanti con abnegazione e sacrificio le incombenze di tutti e tre i settori tecnici (Lavori pubblici, Urbanistica ed Ambiente). I giorni di ferie non goduti sono oltre 150».


Rivolgendosi direttamente al sindaco, il dirigente dell’ufficio tecnico aggiunge: «Lei stesso ha attestato stima e fiducia nei miei confronti confermandomi responsabile del Settore Lavori Pubblici ed Urbanistica, sconfessando le voci che in campagna elettorale volevano vedermi “ai cimiteri”; quando l’amministrazione ha ristrutturato la pianta organica, scindendo il Settore predetto nei Settori


“Pianificazione Territoriale” e “Lavori Pubblici e Patrimonio”, Lei mi ha conferito l’incarico di Responsabile di quest’ultimo. Incarico, tra l’altro, riconfermato con il recente Decreto Sindacale n. 65 del 29/12/2023. Ritenevo, per queste ragioni, di contare sulla sua fiducia nelle mie provate capacità umane e professionali, che, è bene dirlo, sono state sempre valutate ottimamente anche da questa amministrazione comunale, tramite l’organo tecnico all’uopo deputato, l’unico titolato a valutare l’operato dei funzionari responsabili di Settore».


Poi ammette che leggere quell’intervista su “il Gallo”, «mi ha letteralmente colto di sorpresa, scioccato ed amareggiato per gli addebiti e le gravi affermazioni rivolte alla mia persona. Mi riservo di valutare azioni a tutela della mia immagine per la qual cosa ho conferito apposito incarico legale ma intanto mi preme precisare e rendere noto […], i fatti e gli atti che hanno interessato ed interessano le vicende sulle quali lei si è soffermato nella predetta intervista chiamando in causa il sottoscritto e l’Ufficio da me diretto».


Poi l’ing. Ferramosca entra «nel merito delle singole questioni trattate nell’articolo. Nella parte in cui si parla delle Acque bianche a Depressa e nel rione di Caprarica faccio presente che l’intervento di costruzione del collettore a servizio dell’abitato di Caprarica non ha alcuna relazione con l’evento eccezionale dell’ottobre 2022. Lo abbiamo ribadito collegialmente e alla Sua presenza nel verbale del Tavolo tecnico del 20 ottobre 2022 […]. L’evento è stato di tale portata che l’impianto di captazione di progetto, comunque, non avrebbe potuto sostenere quelle portate che si sono riversate in maniera così importante e in un brevissimo lasso di tempo sull’abitato.


In merito al mancato appalto entro la data del 30 giugno e al conseguente annunciato definanziamento dell’opera […], ritengo che le eventuali responsabilità siano da attribuire a tutto l’apparato amministrativo e burocratico. Basti soffermarsi alla lettura di questi semplici dati: tra la data di adozione della variante urbanistica (29/07/2022) e quella di approvazione (27/04/2023) sono trascorsi quasi nove mesi (la competenza è del consiglio comunale); è notorio il coinvolgimento dell’amministrazione comunale nella fase di progettazione e di esecuzione di tutte le opere pubbliche (l’istituzione della “pre-commissione” ne è la riprova) e in special modo di questa opera pubblica. Più volte il progettista incaricato ha illustrato le scelte progettuali, ascoltato e, per certi versi, recepito le indicazioni fornitegli da assessori e consiglieri. Anche a seguito delle riunioni tenutesi nelle apposite commissioni consiliari sull’argomento in vista della convocazione dei consigli comunali, ove lo scrivente ha ampiamente relazionato su ogni aspetto tecnico e amministrativo, compreso quello inerente le procedure espropriative sulle quali, tra l’altro, vi sono state lunghe discussioni e si sono addirittura paventate ipotesi di delocalizzazione dell’intervento, l’amministrazione comunale era perfettamente a conoscenza del rischio di definanziamento. Il tentativo di recuperare nella fase di esecuzione dell’opera e nei termini del cronoprogramma concesso per la realizzazione dell’opera non è andato a buon fine e di tale circostanza si è venuti a conoscenza solo durante la videoconferenza con il dirigente ministeriale. Il progetto esecutivo è stato trasmesso in maniera completa e conforme in data 3 luglio 2023 quindi oltre la data di scadenza. I procedimenti espropriativi sono stati incardinati nel 7° settore “Pianificazione del Territorio”


con deliberazione della Giunta Comunale n. 226 del 09/11/2022 e a far data dal 01/04/2023 le competenze sono passate alla Responsabile del citato Settore, sicché non è addebitabile al sottoscritto alcuna responsabilità.  Durante la videoconferenza, alla quale ha partecipato anche Lei, il dirigente del Ministero ha chiarito che la scelta di realizzare quel tipo di opera pubblica che ha comportato i tempi tecnici necessari per la variante urbanistica e la dichiarazione di pubblica utilità e indifferibilità della stessa, è stata dell’amministrazione comunale e che si sarebbe eventualmente potuto “ripescare” il finanziamento richiedendo, per le vie istituzionali, l’emanazione di un nuovo apposito Decreto.


Mi fa personalmente piacere che Lei si sia attivato per la richiesta di un altro finanziamento e spero con tutto il cuore che venga presto concesso. Tenga presente che comunque il tempo non è trascorso invano. L’appalto dei lavori è stato già avviato. Le procedure espropriative sono sostanzialmente concluse. Resta solo da perfezionare l’aggiudicazione dei lavori. Quindi al netto della copertura finanziaria nulla osta alla realizzazione dell’opera pubblica».


L’ing. Ferramosca prosegue nella sua lunga tesi difensiva: «Mi chiedo per quale motivo l’Ufficio tecnico non avrebbe dovuto procedere ad appaltare l’opera se il progetto esecutivo, presentato per tempo, fosse stato regolarmente approvato nei modi di legge e se i procedimenti espropriativi fossero stati regolarmente completati, considerando che quotidianamente ottemperiamo ai nostri adempimenti, anche al di fuori del normale orario di lavoro, nei termini di scadenza. Certamente lungi da me e dai miei collaboratori architettare ipotizzate e fantasiose “strategie per rallentare l’azione amministrativa“, affermazione decisamente “forte” e di estrema gravità non fosse altro perché, delle conseguenze, ne saremmo direttamente responsabili».


Poi il responsabile dell’Ufficio tecnico suggerisce: «Alla domanda “di come arginale l’acqua e scongiurare i disastri non si risponde con la realizzazione di un collettore pluviale come quello del progetto in questione. Come più volte suggerito dall’Ufficio e dai progettisti, per difendere l’abitato dalle cosiddette “bombe d’acqua” occorre dotarsi di un sistema di captazione esterno e in difesa dell’abitato che intercetta l’acqua piovana prima di entrare nell’abitato costituito da appositi canali di sbarramento per il deflusso delle acque».


Secondo Ferramosca, «il problema è generale e riguarda l’abitato di Lucugnano, di Depressa, di Tutino della Zona Draghi, di Sant’Eufemia ecc. In conclusione, avrei rubricato l’accaduto come un incidente di percorso al quale si cerca di porre rimedio, anziché indicare il dirigente come il responsabile della perdita del finanziamento e del relativo danno all’intera comunità che, oggettivamente, suona veramente come un un’accusa pesantissima smentita dai documenti e dai fatti e quindi non supportata da elementi oggettivi».


L’ingegnere dell’Ufficio tecnico passa poi ad analizzare la «parte dell’intervista in cui si discute del “Centro Storico Lavori a rilento” Lei (scrive sempre rivolgendosi al sindaco Antonio De Donno) riferisce testualmente: “Anche in questo caso addebito molte responsabilità all’Ufficio Tecnico. Tante volte mi sono raccomandato di fare in fretta. Sono stati capaci di far passare l’estate e le festività natalizie. Questo perché non ci si formalizza contro le ditte che non rispettano i tempi…”. Sinceramente non riesco a comprendere tali esternazioni, anche se comprendo il disagio dei residenti, ma tali situazioni sono state ponderate sin dall’inizio del cantiere cercando di venire incontro alle attività commerciali del centro storico ed interessando ambiti dove tali attività commerciali sono meno presenti».


Scendendo nei particolari aggiunge: «Ci si trova in un contesto del centro storico molto particolare, caratterizzato dalla presenza di numerosi sottoservizi compressi in spazi molto angusti e da numerosissimi ipogei. Tale situazione ha comportato e comporta ancora la necessità di ricercare soluzioni agli imprevisti ed agli inconvenienti quotidiani nel rispetto della legge e ciò, conseguentemente, determina un rallentamento del programma dei lavori che non può essere addebitato ad inadempimenti né dell’Ufficio e/o dell’impresa, ma alle circostanze sopravvenute ed impreviste che hanno visto coinvolti Enti (Soprintendenza archeologica e belle arti) e gestori di pubblici servizi (Enel distribuzione, Acquedotto, 21 rete gas e Telecom) per il coordinamento delle attività di rispettiva competenza, finalizzate all’ottenimento del miglior risultato possibile per evitare future manomissioni del basolato. Il tutto nell’interesse dell’amministrazione e dei principi di economia e di efficienza».

«Basti pensare», precisa, «che i lavori di sistemazione del basolato su Via Tempio hanno dovuto cedere il passo a quelli per: il recupero della rete fognante e la sostituzione di tutti gli allacci idrici (operati da AQP) per le utenze; la realizzazione di un importante cavidotto (ben 5 tubazioni da 160 mm di diametro) per il futuro adeguamento delle linee elettriche di media e bassa tensione da parte di Enel; alle indagini archeologiche su 14 ipogei. Ne sono riapparsi almeno altrettanto davanti al Tempio; alla esecuzione di allacci alle reti pubbliche del gas e dell’acquedotto di utenze che ancora non erano servite»


«Forti dell’esperienza su Via Tempio», continua ad esporre la sua versione dei fatti Ferramosca, «si è proceduto a richiedere ad Acquedotto pugliese di anticipare i lavori di sostituzione della rete idrica sulle strade interessate dalla sistemazione della pavimentazione stradale ossia: via Monsignor Ingletti, via Carità e via Catalano. Acquedotto ha approntato la progettazione […], l’affidamento e l’esecuzione dei lavori che allo stato sono terminati. Le rispettive aree di cantiere risultano riconsegnate all’impresa. Con il verbale di sopralluogo del 18 gennaio scorso alla presenza dell’ufficio di Direzione Lavori, della Soprintendenza, dell’Impresa, dello scrivente e, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, del consigliere Ippazio Cazzato, si sono definite tutte le modalità operative per il prosieguo dei lavori. I lavori di basolatura su Via Mons. Ingletti procedono. Quelli su via Tempio sono ripresi e, come era prevedibile, sono emersi nello spazio antistanti il Tempio numerosi ipogei che, come al solito e come è d’obbligo, dovranno essere ispezionati censiti e georeferenziati nei modi di legge».


«Tutto ciò», precisa, «senza inadempimenti contrattuali da parte dell’Impresa che ha come termine ultimo per la fine dei lavori la data del 15/09/2024 e che potrebbe giustamente richiedere una proroga per la sospensione parziale dei lavori sulle vie interessate dalla sostituzione della rete idrica.


Per quanto attiene alle competenze in merito dell’Ufficio Tecnico faccio presente che l’opera in questione ha un apposito Ufficio della Direzione dei Lavori, debitamente integrato da questa amministrazione comunale con altri professionisti, che ha l’onere e l’obbligo di garantire l’amministrazione stessa sul rispetto dei vari termini contrattuali. Il Dirigente dell’Ufficio ed il R.U.P. si esprimono, per quanto di rispettiva competenza, sugli atti che gli vengono sottoposti adottando i conseguenti provvedimenti».


«Pertanto», chiude il cerchio Ferramosca, «ogni addebito e/o contestazione che si legge nella Sua intervista con riferimento ai detti lavori appare veramente ingiusta ed infondata quanto meno se riferita al sottoscritto e all’Ufficio del quale è responsabile».


IN CONCLUSIONE…


In coda alla sua lunga lettera, l’ing. Vito Ferramosca garantisce al sindaco che «da parte mia continuerò a prestare la mia attività con la solita professionalità e dedizione augurandomi che si crei quel rapporto di stima e di fiducia che peraltro, anche di recente, proprio Lei mi ha confermato e come è attestato dalle valutazioni ricevute dall’Ufficio competente».


Prima della chiosa della lettera, però, asserisce che «per evitare pubbliche polemiche, ho preferito indirizzare la presente nota alla S.V. e non anche chiedere, come pure avrei potuto fare, una intervista al “il Gallo” che certamente mi avrebbe in qualche modo “risarcito” dalle offese ricevute, ma avrebbe creato nella cittadinanza molto disorientamento; la mia fedeltà al comune e la responsabilità che sento nei confronti dell’Ente per il quale lavoro mi hanno suggerito di evitare».


Su tutto il resto non entriamo nel merito e, anzi, riteniamo giusto o, meglio, doveroso, pubblicare la versione dei fatti del dirigente dell’Ufficio tecnico per offrire a chi ci legge completezza di informazione.


Poi, come sempre, sarà il lettore a comprendere e farsi la sua idea.


Nel caso specifico si tratta di argomenti di interesse pubblico e se è vero che “i panni sporchi si lavano in famiglia“, ciò vale solo quando si tratta di questioni private. E non ci sembra questo il caso.


Compito della stampa è anche quello di scovare informazioni, sempre di interesse pubblico, che non si vorrebbero rendere pubbliche.


E quello che abbiamo fatto, sempre nel rispetto delle regole.


Senza volerci appendere alcuna medaglia al collo, la nostra sensazione, infine, è quella di aver fatto venire alla luce una situazione non certo idilliaca per l’interesse collettivo, come le posizioni in antitesi tra sindaco e responsabile dei Lavori Pubblici confermano.


E riteniamo che sia un bene per tutti.


Perché da qui, forse, si potrà ricominciare a pensare al “bene della Città”, alla luce del sole e senza alimentare sospetti.


Giuseppe Cerfeda


Attualità

La Memoria che cammina, 450 giovani pugliesi in viaggio verso Auschwitz

Col Treno della Memoria verso i luoghi dello sterminio, un percorso collettivo per interrogare il presente, riconoscere le responsabilità e trasformare il ricordo in impegno civile

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La Memoria, in un tempo segnato da conflitti e polarizzazioni, deve essere una scelta politica e collettiva.

È con questo spirito che, nelle scorse ore, i primi 450 ragazzi e ragazze (degli oltre 2.500) provenienti da scuole, paesi e e città della Puglia sono partiti da Bari verso Cracovia, diretti ai luoghi della Memoria di Auschwitz e Birkenau.

Un percorso che interroga le coscienze e invita ciascuno a riconoscere la propria responsabilità, personale e civica.

A distanza di 81 anni, attraversare quei luoghi resta ancora necessario.

Serve a dare un volto e uno spazio concreto a ciò che la storia rischia di trasformare in una pagina lontana.

Serve a ricordare che la Memoria non è confinata al passato ma parla al presente ed è uno strumento fondamentale per comprendere il mondo in cui viviamo.

Camminare nei campi di sterminio e di concentramento significa confrontarsi con ciò che è stato e riflettere su ciò che può riemergere quando si abbassa la guardia.

È un modo per capire dove portano l’odio, la propaganda e la negazione dell’altro, e per riconoscere anche i segnali più sottili che oggi mettono in discussione la convivenza democratica.

Essere lì vuol dire raccogliere un testimone: ascoltare, osservare, imparare.

E poi tornare con il compito di raccontare, condividere e trasformare l’esperienza in impegno quotidiano.

Perché la Memoria resta viva solo se continua a camminare insieme alle persone.

«Lo scenario globale che stiamo vivendo diventa ogni giorno più difficile e sempre più insostenibile», sostiene Christel Antonazzo, presidente di Terra del Fuoco Mediterranea, che da oltre vent’anni accompagna ogni anno migliaia di giovani nel cuore dell’Europa, «guerre, violazioni dei diritti umani, discriminazioni e nuove forme di odio rendono urgente educare le nuove generazioni a leggere la complessità del mondo. Percorsi come il Treno della Memoria aiutano a comprendere la realtà che ci circonda, a riconoscere le responsabilità individuali e collettive e, soprattutto, a evitare di ripetere gli errori della storia».

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Durante le suona dal Salento a New York

Il leader del Canzoniere Grecanico Salentino, ha iniziato una nuova avventura internazionale con il silkroad ensemble guidato da Rhiannon Giddens

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Per Mauro Durante, leader del Canzoniere Grecanico Salentino, gruppo storico della canzone salentina, il 2026 si è aperto con una nuova esperienza internazionale di primo piano.

Sul palco della Music Hall of Williamsburg a New York, il musicista e compositore salentino ha debuttato con il Silkroad Ensemble.

Il concerto ha segnato l’avvio ufficiale della collaborazione con il celebre collettivo, anticipando il tour nordamericano già in programma per marzo.

Mauro Durante (Canzoniere Grecanico Salentino)

Fondato nel 1998 dal violoncellista Yo-Yo Ma, l’ensemble nasce come progetto artistico e culturale dedicato alla creazione di connessioni tra musicisti, culture e storie diverse. Più che una formazione stabile, è un gruppo internazionale di strumentisti, compositori e interpreti chiamati a dialogare tra tradizioni musicali e linguaggi del presente attraverso produzioni originali, residenze e tournée nei principali contesti internazionali.

Dal 2020 la direzione artistica è affidata alla cantante, compositrice e strumentista statunitense Rhiannon Giddens, figura di riferimento della scena contemporanea, vincitrice di Grammy Awards, del Pulitzer Prize in Music e del MacArthur “Genius” Grant.

Sanctuary: the power of resonance and ritual” è il titolo del nuovo percorso che indaga il potere della musica come spazio di risonanza, ritualità e ricostruzione della comunità.

Per preparare il repertorio l’artista salentino, coinvolto come musicista (tamburi a cornice, violino e voce) e come autore di arrangiamenti e nuovi materiali, si è confrontato con Rhiannon Giddens (banjo e voce), Shawn Conley (contrabbasso), Sandeep Das (tabla), Haruka Fujii (marimba e percussioni), Maeve Gilchrist (arpa), Karen Ouzounian (violoncello), Mazz Swift (violino e voce), Niwel Tsumbu (chitarra), Francesco Turrisi (tamburi a cornice e fisarmonica), Kaoru Watanabe (flauti giapponesi e percussioni) e Mehdi Nassouli (guembri).

“IL MITO” – IL CANZONIERE GRECANICO SALENTINO: DAL 2025 DI CGS 50 AL NUOVO ALBUM

La collaborazione con il Silkroad Ensemble si inserisce nel solco di un 2025 di straordinaria intensità per Mauro Durante e per il Canzoniere Grecanico Salentino, segnato dalle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del più longevo e rilevante gruppo di musica popolare pugliese. Un anno che ha intrecciato memoria e presente attraverso incontri, progetti speciali, una mostra e un articolato tour nazionale e internazionale, con tappe in Europa e negli Stati Uniti – tra cui il Big Ears Festival di Knoxville – oltre a live in Ungheria, Olanda, Marocco e Irlanda, culminato in CGS 50 – La Festa, tenutasi il 25 e 26 luglio a Melpignano: due giornate di forte impatto culturale e comunitario che hanno confermato la band come patrimonio vivo della cultura salentina e pugliese. Il nuovo anno si apre ora con l’uscita del nuovo album “Il Mito“, prevista per il 23 gennaio per Ponderosa Music & Art.

Il cd rappresenta la sintesi dei cinquant’anni di attività e un punto di incontro simbolico tra l’eredità di Rina Durante, la visione del compianto Daniele Durante e la direzione artistica, quasi ventennale, di Mauro Durante: non un’operazione nostalgica, ma una rilettura viva e contemporanea di mezzo secolo di musica e ricerca. Pochi giorni dopo, il 25 gennaio, il gruppo festeggerà con un grande concerto all’Alcatraz di Milano.

Un evento speciale arricchito dalla presenza proprio di Rhiannon Giddens, prima dell’avvio di una nuova tournée nelle principali capitali europee e nordamericane.

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Silkroad Ensemble (foto Brennan Spark)

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Referendum su giustizia il 22 e 23 marzo

Lo ha stabilito il Consiglio dei ministri che ha anche approvato il disegno di legge sui caregiver

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Il Consiglio dei ministri ha indicato domenica 22 e lunedì 23 marzo come giorni utili per votare al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia.

Nella stessa data si voterà anche per elezioni suppletive.

Il Consiglio dei ministri ha anche approvato un disegno di legge «in materia di riconoscimento e tutela del caregiver familiare», presentato dalla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli.

REFERENDUM, PER COSA VOTEREMO

Il referendum sulla giustizia in programma per il 22 e 23 marzo 2026 è un referendum costituzionale confermativo.

I cittadini saranno chiamati a decidere se approvare o respingere la riforma dell’ordinamento giudiziario già votata dal Parlamento.

A differenza dei referendum abrogativi, per questo voto non è previsto un quorum: il risultato sarà valido indipendentemente dal numero di elettori che si recheranno alle urne.

Il quesito riguarderà modifiche sostanziali ad alcuni articoli della Costituzione (dall’87 al 110).

Separazione delle carriere: La riforma prevede che le carriere di giudici e pubblici ministeri (PM) diventino distinte fin dall’ingresso in magistratura. Un magistrato non potrà più passare dal ruolo di accusatore a quello di giudice e viceversa.

Sdoppiamento del CSM: Verrebbero istituiti due diversi Consigli Superiori della Magistratura: uno per i magistrati giudicanti e uno per i requirenti (PM), ognuno con il proprio organo di autogoverno.

Sorteggio dei membri del CSM: Per contrastare il fenomeno delle “correnti” interne alla magistratura, i componenti togati dei due CSM verrebbero estratti a sorte tra gli aventi diritto.

Istituzione dell’Alta Corte Disciplinare: La creazione di un nuovo tribunale speciale incaricato esclusivamente di giudicare gli illeciti disciplinari dei magistrati ordinari.

Votando SÌ: Si conferma la legge di riforma costituzionale, rendendo definitive le modifiche citate sopra.

Votando NO: Ii respinge la riforma e l’ordinamento giudiziario rimane quello attuale, con carriere unite e un unico CSM.

Il dibattito politico vede la maggioranza di governo a sostegno del “Sì”, mentre le principali opposizioni e l’Associazione Nazionale Magistrati si sono apertamente schierate per il “No”.

*nella foto in alto la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro della Giustizia Carlo Nordio
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