Attualità
«Tricasini, vi racconto tutto»
Il sindaco Antonio De Donno in redazione: «Quanti appalti diretti hai dato? Hai fatto la rotazione? Li hai dati sempre agli stessi? Al nostro arrivo il fascicolo anticorruzione e di valutazione era vuoto…»; «A volte ho la sensazione di una strategia per rallentarci, su tutto»; «Nel 2026 mi ricandido»
di Giuseppe Cerfeda
Acait Lavori, capannoni, trasferimento uffici… A che punto siamo?
«Il cantiere è aperto, i lavori di ristrutturazione per il trasferimento degli uffici comunali sono terminati, mancano gli arredi, già ordinati, ed il collegamento internet ad uno dei due. Nel capannone più interno verrà l’ufficio tecnico; quello fronte strada, già utilizzato per i vaccini covid, ospiterà anagrafe, servizi sociali e, se avremo ancora spazio, tributi. Entro l’estate il trasferimento dovrebbe essere completato. L’obiettivo è spostare gli uffici maggiormente frequentati, per liberare Palazzo Gallone ed ovviare i problemi di congestionamento del centro storico, a partire dai parcheggi. Purtroppo gli spazi a disposizione non ci permettono di trasferire tutto e non possiamo certamente spostare gli uffici e lasciare lì gli archivi che sono ingombranti».
Non esiste un rischio di un problema parcheggi anche in zona Acait?
«Tra l’area all’interno e quelle all’esterno il problema non dovrebbe porsi. La zona va vista nella sua interezza ed immaginata dopo i diversi lavori in corso o in via di esecuzione. Sono già iniziati quelli della strada parallela a via Pirandello e quelli del tratto che dovrà realizzare Madi Immobiliare (titolare dei lavori) fino alla scuola di Via Apulia, e dell’ultimo tratto, a carico di Eurospin. Si realizzerà anche una rotatoria alla fine di via Pirandello, di fronte alla Farmacia Petrelli».

Il rendering dei lavori che comprendono la nuova rotatoria tra via Pirandello e via Vittorio Emanuele
Un anno fa diceva: settori e dirigenti si cambia…
«Quando ci siamo insediati il comune aveva in organico 42 unità, di cui una quindicina prossimi al pensionamento. Abbiamo indetto concorsi ed assunto oltre 40 persone. Oggi gli uffici hanno una loro autonomia e sono tutti efficienti. È chiaro che non abbiamo raggiunto il numero ottimale. Come ad esempio la polizia locale che poteva contare su 22 agenti, ridottisi drasticamente. Oggi sono 14 ma, dopo i recenti pensionamenti, potremo assumerne altri due e, se avremo nuove economie anche andare oltre. Al momento il corpo dei vigili è stato ricostituito. Così come l’ufficio anagrafe, con i nuovi arrivati, è ripartito in piena efficienza».
Riguardo al trasferimento dei dirigenti? Aveva annunciato un cambio all’ufficio tecnico…
«Il principio di base è che le regole vanno rispettate sempre e la nostra nuova segretaria comunale è molto attenta a questo aspetto, difficilmente soprassiede. Al nostro arrivo il fascicolo anticorruzione e di valutazione era vuoto: ora lo utilizziamo come si deve. Oggi ci sono delle schede in cui la segretaria valuta una serie di parametri: quanti appalti diretti hai dato? Hai fatto la rotazione? Li hai assegnati sempre agli stessi? Prima questo non era mai stato fatto! Non abbiamo nulla da nascondere, tutti i procedimenti devono avere la massima trasparenza e tutti i riscontri previsti. Nonostante quello che dicono dai banchi dell’opposizione, oggi questi processi sono avviati e non a caso il sottoscritto ha parlato di legalità sin dall’inizio del mandato. Qualcuno fa finta di non capire e utilizza determinati argomenti per raccattare like sui social, ma la gente certi giochetti li capisce e, quando tornerà a votare, sceglierà saggiamente».
Rapporti con le minoranze che paiono ridotti ai minimi termini…
«Loro sono in perenne campagna elettorale. Rispondo con una domanda: questa opposizione in tre anni ha mai presentato un progetto, qualcosa su cui poter ragionare? Solo polemiche senza costrutto».
Avete rimesso a posto via Valsalva, resta chiusa la via per i poliambulatori.
«Mancano i collaudi e alcune carte di Acquedotto ed Enel. Ho chiamato tante volte il responsabile tecnico che mi ha riferito di come li stia tallonando per recepire i collaudi. Non appena ne entreremo in possesso apriremo la strada. Così come la strada che immette sulla via provinciale per Montesano Salentino diverrà a senso unico».
Acque bianche a Depressa e nel rione di Caprarica
«Abbiamo presentato due richieste di finanziamento per le acque bianche, una per Depressa ed una per Caprarica. Un primo progetto, della precedente amministrazione, prevedeva il finanziamento di un milione di euro per tutti e due gli interventi. Entrando nel merito ci siamo resi conto che quei soldi non sarebbero bastati neanche per uno solo dei progetti. Così si è deciso di fare quello di Caprarica, più urgente («visto anche quanto accaduto nell’ottobre 2022 con l’alluvione»). Nel frattempo, abbiamo presentato un altro progetto, già finanziato, per Depressa e, trascorsi i tempi canonici, verrà portato a termine. Intanto, quello di Caprarica era “bello e cotto” perché, parte amministrativa, politica, giunta, consiglio avevano fatto tutto. La condizione era che fosse appaltato entro la scadenza del 30 giugno 2023. Nonostante le raccomandazioni e le rassicurazioni ricevute, però, l’ufficio tecnico non lo ha fatto entro la data richiesta! Il dirigente era convinto di poterlo presentare ugualmente dopo mesi, invece, come temevamo, con il PNRR non ci sono margini di recupero e il Ministero ha risposto picche! Siamo venuti a sapere solo allora che avevamo perso 1,3 milioni, già belli e pronti. Lo stesso dirigente ha poi organizzato una videocall col Ministero: nella stessa ci è stato ribadito che non si poteva più fare nulla. Il problema serio è rimasto: come arginare l’acqua e scongiurare disastri? Oltre, poi, al danno economico perché nel frattempo i professionisti che hanno redatto i progetti andavano pagati».
Alla fine a Caprarica cosa accadrà?
«Abbiamo dovuto ricominciare da capo per richiedere un altro finanziamento. E così abbiamo perso due anni».
Torniamo su Depressa e l’impianto di acque bianche. Ci spieghi.
«C’è una vasca di decantazione prevista dietro al campo sportivo. Si farà una canalizzazione su via Brenta, che sarà congiunta al collettore nei pressi della vasca e ad una canalizzazione che la Provincia realizzò su via Einaudi, quella dei semafori, in direzione Andrano. Utilizzeremo quella canalizzazione per far confluire le acque fino alla canalizzazione che arriva da via Brenta. Siccome queste opere taglierebbero la rotatoria che avevamo previsto con i fondi delle Aree interne, chiederemo alla ditta incaricata di realizzarla come “miglioria” a fine lavori. Se non sarà possibile utilizzeremo altri fondi. Quelli di Aree interne, intanto, li utilizzeremo per migliorare la sicurezza di alcune strade provinciali sul territorio comunale: installeremo due semafori nelle zone più pericolose della tangenziale, la cosiddetta “Cosimina” (uno nei pressi di San Luciano e l’altro dopo la svolta per Depressa, teatro di un tragico incidente qualche anno fa); interverremo anche per mettere in sicurezza via Duca degli Abruzzi, nel tratto dove vi è uno strapiombo e si rischia di cadere con l’auto nel dirupo. Altri interventi sono previsti sulle altre strade per le Marine. Sia ben chiaro», il sindaco si toglie un (altro) bel sassolino dalla scarpa, «nonostante le fesserie che qualcuno artatamente sta spargendo in giro: è l’amministrazione comunale ad aver deciso dove investire quei fondi provenienti dalle Aree interne e non certo dalla Provincia».
Centro storico, lavori a rilento
Anche qui i lavori hanno subito rallentamenti. Come in via Tempio, un cantiere aperto da tanto, troppo tempo. Cosa è accaduto?
«Anche in questo caso addebito molte responsabilità all’Ufficio tecnico. Tante volte mi sono raccomandato di fare in fretta: sono stati capaci di far passare l’estate e poi le festività natalizie! Questo perché non ci si formalizza (chiedere il rispetto dei termini del contratto, NdA) contro le ditte che non rispettano i tempi. Non trovano i basolatori? Bene, si scriva tutto, c’è un contratto da rispettare. Non si possono più fare le cose alla carlona! Abbiamo superato la questione granai e quella delle tubature di gas ed elettricità, eppure i lavori sono sempre aperti. Pare, però, che la situazione sia risolta. Ora chiudiamo tutto: via Tempio, via Mons. Ingletti e poi partiremo con tutte le altre stradine. Vi sembra normale che un assessore si debba attivare per reperire degli operai e mettersi in tuta per coprire la buca che bloccava il traffico su via San Demetrio? Allertato, solo dopo poco è arrivato il titolare del subappalto per Acquedotto ed ha chiuso quella dannata buca. A volte ho la sensazione di una strategia per rallentarci, su tutto».
E voi che fate?
«Per ora abbiamo evitato che la situazione si possa ripetere e convocato le ditte chiedendo loro di non metterci nelle condizioni di formalizzarci per ritardi non giustificati. Non tollereremo più queste cose».
Hub tra rotaia e gomma
«Il progetto per Aree interne ci consentirà di rifare tutta la zona della Stazione Ferroviaria. Si realizzerà un percorso in tutti i comuni che ne fanno parte. Si potrà decidere di utilizzare, a chiamata, un bus a 9 posti gestito da FS per recarsi, ad esempio, da Tricase a San Gregorio. Dalla stazione si snoderà un circuito che toccherà quattro punti della città, dove ci saranno delle microstazioni e si potrà, mediante prenotazione con apposita app, salire sul bus. Le fermate saranno nei pressi delle scuole e dell’ospedale».
Quando tutto questo?
«Entro un anno, non appena sarà pronta l’elettrificazione (permettendo così di percorrere la tratta in treno da Lecce in 50 minuti) con la metropolitana di superficie, si arriverà a Tricase, dove insisterà il nuovo hub fra rotaia e gomma. I lavori dovranno essere consegnati entro il 2026. Tempi del PNRR quindi non procrastinabili».
È vero che vogliono chiudere il passaggio a livello su via Roma?
«Nel 1988 si doveva realizzare via Ottaviano Augusto, quella che oggi porta a Tiggiano. Metà di quella zona, di proprietà delle Ferrovie, è stata concessa al comune per ampliare la strada. In cambio, avrebbero dovuto chiudere il passaggio a livello, come confermato da una Carta firmata dall’ufficio tecnico. Carta ripescata dalle FS che hanno messo in evidenza il rischio alto (negli ultimi anni ci sono stati tre intrappolamenti). Stiamo cercando una soluzione differente, non possiamo permetterci di tagliare in due Tricase, chiudendo quel passaggio a livello: ad oggi quella è l’unica strada transitabile dalle corriere e da altri mezzi pesanti».
Quale può essere la soluzione?
«È prevista nel PUG. Arrivando a Tricase da Montesano, all’altezza del primo ponticello è previsto un sottopasso. Quindi da via Credaro, che allargheremo e rifaremo a stretto giro di posta, si accederà al sottopasso che consentirà l’ingresso in paese. Per entrare ed uscire da Tricase è la soluzione più semplice».
Quindi?
«Nel prossimo incontro con Aree interne, già calendarizzato, chiuderemo il vecchio progetto e discuteremo del nuovo, già in programma, e di come immaginiamo la “Tricase di domani”. Con una strada tutta nuova che dal Presepe Vivente porti fino alla Madonna del Gonfalone senza passare dalle viuzze di Sant’Eufemia. In tutto questo discuteremo di cosa e come fare con il passaggio a livello».
Tutto ciò introduce al nuovo Piano Traffico che appare a questo punto necessario. La città spesso e volentieri diventa un imbuto e alcune deviazioni strane appaiono senza senso.
«L’argomento lo affronteremo compiutamente con i pianificatori delle Aree interne e, quando avremo un quadro completo della città, a lavori finiti, stileremo nel suo complesso un piano logico e ottimale».
Il lido a Marina Serra
«La dicitura esatta è spiaggia libera attrezzata. È stata già affidata la concessione e sorgerà nei pressi del Lavaturo, subito dopo la rotonda con i parcheggi».
Distretto sanitario di… Tricase
Guardando un po’ più lontano c’è già chi sogna il “Distretto Sanitario di Tricase”.
«Di certo c’è che stanno chiudendo i Cim (Centro igiene Mentale) ad Ugento ed a Gagliano del Capo, dove stanno realizzando l’Ospedale di Comunità utilizzando proprio quei locali. Il Cim, a Tricase, sarà ospitato dal Villaggio Arcobaleno, già interessato dai lavori di adeguamento a cura dell’Asl. Abbiamo concesso all’Asl, i locali ristrutturati di via San Tommaso d’Aquino che ospiteranno la guardia medica, neuropsichiatria infantile e consultorio. Sappiamo che è prevista in tempi brevi una riforma dei Distretti sanitari: sarebbe una buona cosa se il nuovo, che servirà tutta la zona compresa tra Poggiardo e Leuca, avesse sede a Tricase. Per questo stiamo muovendo tutti i passi necessari».
Un teatro per la città
È vero che comprerete il Cine Teatro Aurora?
«Vedremo se ci sarà la possibilità di accedere ad un finanziamento pubblico, altrimenti faremo da noi. Aspettavamo l’estinzione del mutuo per l’Acait per avere la possibilità di contrarre un nuovo prestito e donare un teatro alla città. Puntiamo a comprare il Cinema Aurora per poi concentrarci sulle strade extraurbane da sistemare».
Che impegno di spesa prevede l’acquisto dell’Aurora?
«La richiesta per ora è di 1,5 milioni, la nostra valutazione è di 800-900mila euro. La trattativa è in corso».
Il nuovo Asilo comunale
«Sorgerà a Campo Verde sulla via per Lucugnano e i lavori sono già iniziati. I locali di via Giolitti e quelli ora occupati dalla guardia medica saranno invece a disposizione della comunità e potranno essere utilizzati, per esempio, da associazioni locali».
Questione Liquilab
Avete trovato un compromesso?
«No, decideranno i giudici. Ero convinto che avremmo trovato una soluzione ma è come parlare ad un muro. Avrei dovuto emettere ordinanza di sgombero. Dopodiché: tu non ottemperi? Io ti mando i carabinieri, e restituisci i locali. Abbiamo assunto degli impegni congiunti davanti la Soprintendenza ma loro non li hanno rispettati. L’impegno era di restituire le chiavi al comune perché per quei locali abbiamo in mente altre destinazioni. Abbiamo prospettato anche di ospitarli a palazzo Gallone ma… pretendevano di avere loro le chiavi…».
Stadio San Vito
Allop stadio di San Vito si continua a giocare solo grazie ad un’assunzione di responsabilità da parte del sindaco di turno.
«Ho chiesto agli uffici di farmi una relazione sullo stato delle tribune per capire quanti soldi servono per arrivare all’agibilità. Abbiamo già ospitato a Tricase il direttore nazionale del credito sportivo, ed è già stata fatta una disamina sulla nostra capacità di riassumere mutui. Non ci sono problemi, sono pronti a venirci incontro, a finanziare l’idea complessiva che adesso dobbiamo mettere su carta».
Piano urbanistico
Entro quanto il PUG?
«Stiamo lavorando. Nell’arco di 15 giorni nominerò il nuovo Ufficio di Piano. Anche la Regione Puglia sta spingendo e, credo, agevolerà le procedure. Giovedì 16 febbraio saremo in Regione per un incontro con Stefano Lacatena, consigliere delegato all’Urbanistica per parlare del Pug di Tricase. L’idea è quella di indirizzare lo sviluppo in direzione della Marine con una serie di servizi, trasformando i depositi agricoli in microunità abitative per realizzare una sorta di albergo diffuso».
Acqua e fogna nelle marine
Ci sono novità?
«L’Autorità idrica pugliese ci ha informato della consegna in acquedotto della pompa di sollevamento per Marina Serra e di tutta la conduttura, che comporta la spesa più grossa. Acquedotto ci dovrà dire in quali programmi e in quali tempi il tutto potrà essere realizzato».
Cittadella dell’Artigianato
«Abbiamo trovato un accordo con Asi per ridurre il lotto minimo da 10 a 2mila metri quadri e avuto già delle istanze di artigiani che vogliono realizzare in quela zona il loro capannone. Parte della Zona industriale diventerà quindi la Cittadella dell’Artigianato».
Il contenzioso con la OLC?
«Siamo in attesa che i giudici si pronuncino».
Secondo mandato
A Tricase si tornerà a votare nel 2026. Lei che farà?
«Mi ricandiderò al 100%!»
Attualità
La verità sotto attacco
Stampa sotto pressione: prepotenze politiche, querele temerarie, fake news e social network stanno restringendo lo spazio della libertà di stampa in Italia. Un clima ostile che indebolisce il giornalismo, confonde i cittadini e mina la fiducia democratica
di Giuseppe Cerfeda
La libertà di stampa è davvero in pericolo in Italia?
Non è una domanda astratta.
Riguarda la qualità della nostra democrazia, la salute del dibattito pubblico, il diritto di ciascuno a essere informato.
Le prepotenze politiche sono una prima crepa.
Attacchi diretti ai giornalisti, delegittimazione sistematica, tentativi di trasformare il controllo dell’informazione in propaganda.
Non serve sempre la censura esplicita: basta creare un clima ostile, in cui fare domande diventa un atto di coraggio.
Poi ci sono le querele temerarie: denunce costose, spesso infondate, usate come strumento di intimidazione.
Anche quando finiscono nel nulla, producono un effetto chiaro: spaventano, fanno tacere, inducono all’autocensura.
Chi non ha grandi mezzi economici ci pensa due volte prima di pubblicare una verità scomoda.
E infine il rumore assordante delle fake news e dei social. Un flusso continuo di informazioni non verificate, emotive, polarizzanti.
In questo caos, il lavoro serio del giornalismo rischia di essere sommerso, confuso con l’opinione, screditato come “una versione tra le tante”.
Le conseguenze sono pesanti.
Un’informazione più debole, cittadini più disorientati, una fiducia che si sgretola.
Senza una stampa libera e credibile, cresce la paura, cresce la rabbia, cresce la distanza tra chi governa e chi è governato. Cresce l’astensionismo quando ci sono le elezioni.
Servono regole chiare contro le querele abusive.
Serve protezione per chi racconta i fatti.
Serve investire nel giornalismo indipendente e nella formazione.
E serve, soprattutto, l’impegno di scegliere fonti affidabili, premiare la qualità, non condividere tutto, subito, senza pensare.
Perché la libertà di stampa non è una bandiera da sventolare solo quando conviene.
È un bene fragile.
E quando smette di essere difesa, a perdere la voce… siamo tutti.
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Alessano
Fondazione De Francesco: premiati 19 ragazzi
Grande successo per la seconda edizione della cerimonia di consegna per le Attestazioni di Merito – Pietro De Francesco. L’evento è stato organizzato per onorare la memoria del fondatore del gruppo DFV, e presieduta dai figli Tina, Franco e Luciano. Da quest’anno l’ente fa anche parte di AssiFero – Associazione Italiana Fondazioni ed Enti Filantropici
Durante la serata, i 19 studenti premiati hanno ricevuto l’Attestazione di Merito Pietro De Francesco del valore di tremila euro.
I PREMIATI
I ragazzi provengono da sei istituti del sud Salento: IISS “Don Tonino Bello” di Tricase e Alessano, IISS “G. Salvemini” di Alessano, Liceo “G. Stampacchia” e Liceo “G. Comi” di Tricase, Liceo “Leonardo da Vinci” e IISS “Cezzi – De Castro – Moro” di Maglie.
I riconoscimenti sono stati assegnati a: Alessandra Buccarello (Castrignano del Capo), Benedetta D’Amico (Tricase), Emma Baglivo (Lucugnano), Laura Zocco (Tricase), Alessandro Borlizzi (Corsano), Grace Martella (Tiggiano), Manuel Ponzo (Presicce-Acquarica), Alessandro Stefanelli (Alessano), Diego Ponzetta (Barbarano del Capo), Sofia Tornese (Morciano di Leuca), Francesco Gavino Merola (Ortelle), Luca Alfarano (Presicce-Acquarica), Maria Pizzolante (Tricase), Alessandro De Iaco (San Cassiano), Amela Hoxha (Soleto), Aurora Omini (Castrignano dei Greci), Antonio Rini, Nicole Di Santo (Diso) e Letizia De Cagna (Scorrano).
Ogni studente ha ricevuto il riconoscimento in presenza dei dirigenti e dei docenti dell’istituto di provenienza.
«FIDUCIA AI GIOVANI, INVESTIRE NEL LORO FUTURO»
«La Fondazione è nata per contribuire allo sviluppo culturale, economico e sociale del territorio attraverso azioni concrete nei settori dell’istruzione e dell’imprenditoria», ha dichiarato Tina De Francesco, presidente della Fondazione, «premiare il merito ha significato dare fiducia ai giovani e investire nel loro futuro».
I fondatori sottolineano come il legame con la comunità sia profondo e condiviso anche dai ragazzi premiati.
Dai colloqui conoscitivi è emerso come lo studio, il miglioramento personale, i viaggi e le relazioni siano elementi fondamentali di crescita: ogni esperienza insegna qualcosa e può trasformare anche sogni che sembrano irraggiungibili in obiettivi realizzabili.
L’ospite di quest’anno è stato Oscar Di Montigny, presidente della Grateful Foundation e Managing Partner di Grateful Sphere.
Ha moderato l’incontro la giornalista Barbara Politi.
L’evento si è svolto con il patrocinio della Regione Puglia, della Provincia di Lecce, dell’Unione dei Comuni Terre di Leuca e di Unitelma – Università degli Studi di Roma “La Sapienza” (sede di Alessano).
Alla realizzazione hanno contribuito DFV Group, FDS Italy, EMMEGIEMME Shoes, LW Gas e Luce, AGB, Master, Ensinger, Technoform e Vito Martella Impianti Industriali.
Il coordinamento dell’iniziativa e la comunicazione sono stati gestiti da Mariangela Martella, Segretario Generale della Fondazione, Tamara Dongiovanni consulente marketing e Luana Prontera giornalista e specialista della comunicazione.
La presidente Tina De Francesco ha preannunciato ai ragazzi il loro futuro coinvolgimento nelle attività della Fondazione.
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- Luciano, Tina e Franco De Francesco
- Oscar Di Montigny durante la serata
- Pubblico in sala all’Auditorium Benedetto XVI
Alezio
Disagio socioeconomico, Salento che fatica!
Ecco chi sta messo peggio: Salve, Presicce-Acquarica, Cannole, Alezio, Ruffano, Giurdignano, Castro, Uggiano, Sanarica, Racale e Melendugno i Comuni più fragili finiti in fascia alta di disagio. L’indice definisce i criteri di valutazione per l’accesso ai fondi regionali per riqualificare le scuole, costruire o potenziare infrastrutture formative, sostenere comunità e territori fragili
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La mappa del disagio socioeconomico in Puglia racconta come nel 2025 la provincia di Lecce sia attraversata da forti squilibri interni, con diversi Comuni collocati nelle fasce più alte di fragilità.
A certificarlo è l’Indice comunale di disagio socioeconomico per l’istruzione e la formazione, elaborato dall’Osservatorio Regionale dei Sistemi di Istruzione e Formazione (ORSIF) e dall’ARTI Puglia, strumento chiave per la programmazione dei fondi europei FESR-FSE+ 2021-2027.
I COMUNI PIÙ COLPITI
Secondo l’ultima classificazione, 16 comuni della provincia di Lecce (vedi tabella con indice di disagio) rientrano nella fascia di Alto disagio, ovvero quella che segnala le condizioni socioeconomiche più critiche in relazione ai servizi educativi e formativi.
Si tratta di realtà molto diverse tra loro: centri dell’area urbana leccese, comuni costieri a forte stagionalità turistica e piccoli paesi dell’entroterra.
Un dato che conferma come il disagio non sia legato solo alla marginalità geografica, ma a una combinazione di fattori strutturali.
COSA MISURA L’INDICE
L’indice non fotografa un singolo problema, ma sintetizza più indicatori: andamento demografico, livelli di reddito, occupazione, spesa sociale e capacità dei territori di sostenere servizi educativi e formativi.
Il metodo statistico utilizzato (Mazziotta-Pareto Index) penalizza gli squilibri: anche una sola criticità grave può far salire il livello complessivo di disagio.
PERCHÉ È UN DATO DECISIVO
La collocazione in fascia alta non è solo una classificazione statistica.
Da questo indice dipende, infatti, la priorità di accesso ai finanziamenti regionali per: edilizia scolastica, infrastrutture per l’istruzione, poli per la formazione e l’educazione.
In altre parole, i Comuni con maggiore disagio sono anche quelli che avranno più possibilità di intercettare risorse per colmare divari storici nei servizi educativi.
Dai dati ufficiali del Rapporto sull’Indice comunale di disagio socioeconomico 2025 (ORSIF/ARTI), possiamo identificare i comuni della provincia di Lecce che si collocano nella fascia “medio-alta” dell’indice, ossia con valori dell’indicatore più elevati rispetto alla media regionale ma non così estremi da rientrare nella fascia “Alta”, quindi non ancora ai limiti più elevati del disagio.
Più vicini alla parte rossa della classifica sono: Galatone (poco meno di 5 punti sotto la fascia alta) e, a seguire: Tricase (-6,3), Gallipoli (-6,6), Montesano Salentino (-7,8) e Nociglia (-7,9).
UN SALENTO A DUE VELOCITÀ
Accanto ai comuni in fascia “Alto”, la provincia di Lecce presenta anche numerosi centri in fascia media o medio-bassa, segno di un territorio non omogeneo, dove le opportunità educative e socioeconomiche cambiano sensibilmente nel raggio di pochi chilometri.
La sfida per la Regione, come evidenziato dai tecnici ARTI-ORSIF, è trasformare questo indice da strumento diagnostico a leva di riequilibrio reale, affinché investimenti su scuole e formazione diventino un motore di sviluppo locale e non solo una misura compensativa.
Tralasciato il limbo della fascia che comprende tutti i centri a medio basso rischio, notiamo come i Comuni messi meglio e lontani dal declassamento siano, in ordine, Poggiardo, Soleto, Corigliano d’Otranto, Matino, Galatina, Spongano, Supersano, Parabita, Scorrano, Corsano, Cutrofiano, Campi Salentina, Calimera, Sogliano Cavour, Zollino, Collepasso, Tuglie, Taurisano, Martano e Giuggianello.
COME SI COSTRUISCE L’INDICE
L’indice è un indicatore composito, cioè, derivato da più variabili statistiche rilevanti per misurare “disagio” in senso ampio.
Componenti principali: decremento demografico; spesa sociale nei territori; reddito medio e livelli di occupazione.
Questi dati sono principalmente tratti da fonti ISTAT e altri archivi statistici ufficiali.
Metodologia statistica: si utilizza il metodo Mazziotta-Pareto Index (MPI), che combina gli indicatori senza compensare un valore alto con uno basso e mantiene la comparabilità spaziale tra territori.
Per ogni Comune viene calcolato un punteggio complessivo di disagio che tiene conto non solo del valore medio degli indicatori, ma anche del loro squilibrio tra loro.
TARGETING DEGLI INVESTIMENTI
L’indice serve a definire i criteri di valutazione per l’accesso ai fondi regionali, soprattutto per: riqualificazione delle scuole; costruzione o potenziamento di infrastrutture formative; sostegno alle comunità e territori più fragili.
In particolare, le aree con indice di disagio più alto hanno priorità nell’accesso ai finanziamenti della programmazione FESR-FSE+.
POLITICHE REGIONALI
L’indice è uno dei criteri tecnici ufficiali utilizzati dalla Regione Puglia per: monitorare le disuguaglianze territoriali nell’accesso all’istruzione e formazione; supportare piani di intervento su scuole e strutture educative; valutare l’efficacia delle misure di coesione sociale legate all’istruzione.
CONTESTO SOCIOECONOMICO
Per comprendere meglio il quadro in cui si inserisce l’indice: la Puglia registra, come altre regioni meridionali, livelli significativi di disagio socioeconomico, con tassi più alti di rischio di povertà/esclusione sociale rispetto alla media nazionale oltre il 37 % nel 2024).
Occorre poi tenere conto che ci sono persistenti disparità nell’accesso all’istruzione e nella formazione, che l’indice contribuisce a rendere quantificabili a livello locale.
*Fonti: Osservatorio regionale dei sistemi di istruzione e formazione in Puglia
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