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Attualità

«Tricasini, vi racconto tutto»

Il sindaco Antonio De Donno in redazione: «Quanti appalti diretti hai dato? Hai fatto la rotazione? Li hai dati sempre agli stessi? Al nostro arrivo il fascicolo anticorruzione e di valutazione era vuoto…»; «A volte ho la sensazione di una strategia per rallentarci, su tutto»; «Nel 2026 mi ricandido»

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di Giuseppe Cerfeda


Acait Lavori, capannoni, trasferimento uffici… A che punto siamo?


«Il cantiere è aperto, i lavori di ristrutturazione per il trasferimento degli uffici comunali sono terminati, mancano gli arredi, già ordinati, ed il collegamento internet ad uno dei due. Nel capannone più interno verrà l’ufficio tecnico; quello fronte strada, già utilizzato per i vaccini covid, ospiterà anagrafe, servizi sociali e, se avremo ancora spazio, tributi. Entro l’estate il trasferimento dovrebbe essere completato. L’obiettivo è spostare gli uffici maggiormente frequentati, per liberare Palazzo Gallone ed ovviare i problemi di congestionamento del centro storico, a partire dai parcheggi. Purtroppo gli spazi a disposizione non ci permettono di trasferire tutto e non possiamo certamente spostare gli uffici e lasciare lì gli archivi che sono ingombranti».


Non esiste un rischio di un problema parcheggi anche in zona Acait?


«Tra l’area all’interno e quelle all’esterno il problema non dovrebbe porsi. La zona va vista nella sua interezza ed immaginata dopo i diversi lavori in corso o in via di esecuzione. Sono già iniziati quelli della strada parallela a via Pirandello e quelli del tratto che dovrà realizzare Madi Immobiliare (titolare dei lavori) fino alla scuola di Via Apulia, e dell’ultimo tratto, a carico di Eurospin. Si realizzerà anche una rotatoria alla fine di via Pirandello, di fronte alla Farmacia Petrelli».


Il rendering dei lavori che comprendono la nuova rotatoria tra via Pirandello e via Vittorio Emanuele


Un anno fa diceva: settori e dirigenti si cambia…


«Quando ci siamo insediati il comune aveva in organico 42 unità, di cui una quindicina prossimi al pensionamento. Abbiamo indetto concorsi ed assunto oltre 40 persone. Oggi gli uffici hanno una loro autonomia e sono tutti efficienti. È chiaro che non abbiamo raggiunto il numero ottimale. Come ad esempio la polizia locale che poteva contare su 22 agenti, ridottisi drasticamente. Oggi sono 14 ma, dopo i recenti pensionamenti, potremo assumerne altri due e, se avremo nuove economie anche andare oltre. Al momento il corpo dei vigili è stato ricostituito. Così come l’ufficio anagrafe, con i nuovi arrivati, è ripartito in piena efficienza».


Riguardo al trasferimento dei dirigenti? Aveva annunciato un cambio all’ufficio tecnico…


«Il principio di base è che le regole vanno rispettate sempre e la nostra nuova segretaria comunale è molto attenta a questo aspetto, difficilmente soprassiede. Al nostro arrivo il fascicolo anticorruzione e di valutazione era vuoto: ora lo utilizziamo come si deve. Oggi ci sono delle schede in cui la segretaria valuta una serie di parametri: quanti appalti diretti hai dato? Hai fatto la rotazione? Li hai assegnati sempre agli stessi? Prima questo non era mai stato fatto! Non abbiamo nulla da nascondere, tutti i procedimenti devono avere la massima trasparenza e tutti i riscontri previsti. Nonostante quello che dicono dai banchi dell’opposizione, oggi questi processi sono avviati e non a caso il sottoscritto ha parlato di legalità sin dall’inizio del mandato. Qualcuno fa finta di non capire e utilizza determinati argomenti per raccattare like sui social, ma la gente certi giochetti li capisce e, quando tornerà a votare, sceglierà saggiamente».


Rapporti con le minoranze che paiono ridotti ai minimi termini…


«Loro sono in perenne campagna elettorale. Rispondo con una domanda: questa opposizione in tre anni ha mai presentato un progetto, qualcosa su cui poter ragionare? Solo polemiche senza costrutto».


Avete rimesso a posto via Valsalva, resta chiusa la via per i poliambulatori.


«Mancano i collaudi e alcune carte di Acquedotto ed Enel. Ho chiamato tante volte il responsabile tecnico che mi ha riferito di come li stia tallonando per recepire i collaudi. Non appena ne entreremo in possesso apriremo la strada. Così come la strada che immette sulla via provinciale per Montesano Salentino diverrà a senso unico».


Acque bianche a Depressa e nel rione di Caprarica


Il sindaco Antonio De Donno in redazione


«Abbiamo presentato due richieste di finanziamento per le acque bianche, una per Depressa ed una per Caprarica. Un primo progetto, della precedente amministrazione, prevedeva il finanziamento di un milione di euro per tutti e due gli interventi. Entrando nel merito ci siamo resi conto che quei soldi non sarebbero bastati neanche per uno solo dei progetti. Così si è deciso di fare quello di Caprarica, più urgentevisto anche quanto accaduto nell’ottobre 2022 con l’alluvione»). Nel frattempo, abbiamo presentato un altro progetto, già finanziato, per Depressa e, trascorsi i tempi canonici, verrà portato a termine. Intanto, quello di Caprarica era “bello e cotto” perché, parte amministrativa, politica, giunta, consiglio avevano fatto tutto. La condizione era che fosse appaltato entro la scadenza del 30 giugno 2023. Nonostante le raccomandazioni e le rassicurazioni ricevute, però, l’ufficio tecnico non lo ha fatto entro la data richiesta! Il dirigente era convinto di poterlo presentare ugualmente dopo mesi, invece, come temevamo, con il PNRR non ci sono margini di recupero e il Ministero ha risposto picche! Siamo venuti a sapere solo allora che avevamo perso 1,3 milioni, già belli e pronti. Lo stesso dirigente ha poi organizzato una videocall col Ministero: nella stessa ci è stato ribadito che non si poteva più fare nulla. Il problema serio è rimasto: come arginare l’acqua e scongiurare disastri? Oltre, poi, al danno economico perché nel frattempo i professionisti che hanno redatto i progetti andavano pagati».


Alla fine a Caprarica cosa accadrà?


«Abbiamo dovuto ricominciare da capo per richiedere un altro finanziamento. E così abbiamo perso due anni».


Torniamo su Depressa e l’impianto di acque bianche. Ci spieghi.


«C’è una vasca di decantazione prevista dietro al campo sportivo. Si farà una canalizzazione su via Brenta, che sarà congiunta al collettore nei pressi della vasca e ad una canalizzazione che la Provincia realizzò su via Einaudi, quella dei semafori, in direzione Andrano. Utilizzeremo quella canalizzazione per far confluire le acque fino alla canalizzazione che arriva da via Brenta. Siccome queste opere taglierebbero la rotatoria che avevamo previsto con i fondi delle Aree interne, chiederemo alla ditta incaricata di realizzarla come “miglioria” a fine lavori. Se non sarà possibile utilizzeremo altri fondi. Quelli di Aree interne, intanto, li utilizzeremo per migliorare la sicurezza di alcune strade provinciali sul territorio comunale: installeremo due semafori nelle zone più pericolose della tangenziale, la cosiddetta “Cosimina” (uno nei pressi di San Luciano e l’altro dopo la svolta per Depressa, teatro di un tragico incidente qualche anno fa); interverremo anche per mettere in sicurezza via Duca degli Abruzzi, nel tratto dove vi è uno strapiombo e si rischia di cadere con l’auto nel dirupo. Altri interventi sono previsti sulle altre strade per le Marine. Sia ben chiaro», il sindaco si toglie un (altro) bel sassolino dalla scarpa, «nonostante le fesserie che qualcuno artatamente sta spargendo in giro: è l’amministrazione comunale ad aver deciso dove investire quei fondi provenienti dalle Aree interne e non certo dalla Provincia».


Centro storico, lavori a rilento


Anche qui i lavori hanno subito rallentamenti. Come in via Tempio, un cantiere aperto da tanto, troppo tempo. Cosa è accaduto?


«Anche in questo caso addebito molte responsabilità all’Ufficio tecnico. Tante volte mi sono raccomandato di fare in fretta: sono stati capaci di far passare l’estate e poi le festività natalizie! Questo perché non ci si formalizza (chiedere il rispetto dei termini del contratto, NdA) contro le ditte che non rispettano i tempi. Non trovano i basolatori? Bene, si scriva tutto, c’è un contratto da rispettare. Non si possono più fare le cose alla carlona! Abbiamo superato la questione granai e quella delle tubature di gas ed elettricità, eppure i lavori sono sempre aperti. Pare, però, che la situazione sia risolta. Ora chiudiamo tutto: via Tempio, via Mons. Ingletti e poi partiremo con tutte le altre stradine. Vi sembra normale che un assessore si debba attivare per reperire degli operai e mettersi in tuta per coprire la buca che bloccava il traffico su via San Demetrio? Allertato, solo dopo poco è arrivato il titolare del subappalto per Acquedotto ed ha chiuso quella dannata buca. A volte ho la sensazione di una strategia per rallentarci, su tutto».


E voi che fate?


«Per ora abbiamo evitato che la situazione si possa ripetere e convocato le ditte chiedendo loro di non metterci nelle condizioni di formalizzarci per ritardi non giustificati. Non tollereremo più queste cose».


Hub tra rotaia e gomma


«Il progetto per Aree interne ci consentirà di rifare tutta la zona della Stazione Ferroviaria. Si realizzerà un percorso in tutti i comuni che ne fanno parte. Si potrà decidere di utilizzare, a chiamata, un bus a 9 posti gestito da FS per recarsi, ad esempio, da Tricase a San Gregorio. Dalla stazione si snoderà un circuito che toccherà quattro punti della città, dove ci saranno delle microstazioni e si potrà, mediante prenotazione con apposita app, salire sul bus. Le fermate saranno nei pressi delle scuole e dell’ospedale».


Quando tutto questo?


«Entro un anno, non appena sarà pronta l’elettrificazione (permettendo così di percorrere la tratta in treno da Lecce in 50 minuti) con la metropolitana di superficie, si arriverà a Tricase, dove insisterà il nuovo hub fra rotaia e gomma. I lavori dovranno essere consegnati entro il 2026. Tempi del PNRR quindi non procrastinabili».


È vero che vogliono chiudere il passaggio a livello su via Roma?


«Nel 1988 si doveva realizzare via Ottaviano Augusto, quella che oggi porta a Tiggiano. Metà di quella zona, di proprietà delle Ferrovie, è stata concessa al comune per ampliare la strada. In cambio, avrebbero dovuto chiudere il passaggio a livello, come confermato da una Carta firmata dall’ufficio tecnico. Carta ripescata dalle FS che hanno messo in evidenza il rischio alto (negli ultimi anni ci sono stati tre intrappolamenti). Stiamo cercando una soluzione differente, non possiamo permetterci di tagliare in due Tricase, chiudendo quel passaggio a livello: ad oggi quella è l’unica strada transitabile dalle corriere e da altri mezzi pesanti».


Quale può essere la soluzione?


«È prevista nel PUG. Arrivando a Tricase da Montesano, all’altezza del primo ponticello è previsto un sottopasso. Quindi da via Credaro, che allargheremo e rifaremo a stretto giro di posta, si accederà al sottopasso che consentirà l’ingresso in paese. Per entrare ed uscire da Tricase è la soluzione più semplice».


Quindi?


«Nel prossimo incontro con Aree interne, già calendarizzato, chiuderemo il vecchio progetto e discuteremo del nuovo, già in programma, e di come immaginiamo la “Tricase di domani”. Con una strada tutta nuova che dal Presepe Vivente porti fino alla Madonna del Gonfalone senza passare dalle viuzze di Sant’Eufemia. In tutto questo discuteremo di cosa e come fare con il passaggio a livello».

Tutto ciò introduce al nuovo Piano Traffico che appare a questo punto necessario. La città spesso e volentieri diventa un imbuto e alcune deviazioni strane appaiono senza senso.


«L’argomento lo affronteremo compiutamente con i pianificatori delle Aree interne e, quando avremo un quadro completo della città, a lavori finiti, stileremo nel suo complesso un piano logico e ottimale».


Il lido a Marina Serra


«La dicitura esatta è spiaggia libera attrezzata. È stata già affidata la concessione e sorgerà nei pressi del Lavaturo, subito dopo la rotonda con i parcheggi».


Distretto sanitario di… Tricase


Guardando un po’ più lontano c’è già chi sogna il “Distretto Sanitario di Tricase”.


«Di certo c’è che stanno chiudendo i Cim (Centro igiene Mentale) ad Ugento ed a Gagliano del Capo, dove stanno realizzando l’Ospedale di Comunità utilizzando proprio quei locali. Il Cim, a Tricase, sarà ospitato dal Villaggio Arcobaleno, già interessato dai lavori di adeguamento a cura dell’Asl. Abbiamo concesso all’Asl, i locali ristrutturati di via San Tommaso d’Aquino che ospiteranno la guardia medica, neuropsichiatria infantile e consultorio. Sappiamo che è prevista in tempi brevi una riforma dei Distretti sanitari: sarebbe una buona cosa se il nuovo, che servirà tutta la zona compresa tra Poggiardo e Leuca, avesse sede a Tricase. Per questo stiamo muovendo tutti i passi necessari».


Un teatro per la città


È vero che comprerete il Cine Teatro Aurora?


«Vedremo se ci sarà la possibilità di accedere ad un finanziamento pubblico, altrimenti faremo da noi. Aspettavamo l’estinzione del mutuo per l’Acait per avere la possibilità di contrarre un nuovo prestito e donare un teatro alla città. Puntiamo a comprare il Cinema Aurora per poi concentrarci sulle strade extraurbane da sistemare».


Che impegno di spesa prevede l’acquisto dell’Aurora?


«La richiesta per ora è di 1,5 milioni, la nostra valutazione è di 800-900mila euro. La trattativa è in corso».


Il nuovo Asilo comunale


«Sorgerà a Campo Verde sulla via per Lucugnano e i lavori sono già iniziati. I locali di via Giolitti e quelli ora occupati dalla guardia medica saranno invece a disposizione della comunità e potranno essere utilizzati, per esempio, da associazioni locali».


Questione Liquilab


Avete trovato un compromesso?


«No, decideranno i giudici. Ero convinto che avremmo trovato una soluzione ma è come parlare ad un muro. Avrei dovuto emettere ordinanza di sgombero. Dopodiché: tu non ottemperi? Io ti mando i carabinieri, e restituisci i locali. Abbiamo assunto degli impegni congiunti davanti la Soprintendenza ma loro non li hanno rispettati. L’impegno era di restituire le chiavi al comune perché per quei locali abbiamo in mente altre destinazioni. Abbiamo prospettato anche di ospitarli a palazzo Gallone ma… pretendevano di avere loro le chiavi…».


Stadio San Vito


Allop stadio di San Vito si continua a giocare solo grazie ad un’assunzione di responsabilità da parte del sindaco di turno.


«Ho chiesto agli uffici di farmi una relazione sullo stato delle tribune per capire quanti soldi servono per arrivare all’agibilità. Abbiamo già ospitato a Tricase il direttore nazionale del credito sportivo, ed è già stata fatta una disamina sulla nostra capacità di riassumere mutui. Non ci sono problemi, sono pronti a venirci incontro, a finanziare l’idea complessiva che adesso dobbiamo mettere su carta».


Piano urbanistico


Entro quanto il PUG?


«Stiamo lavorando. Nell’arco di 15 giorni nominerò il nuovo Ufficio di Piano. Anche la Regione Puglia sta spingendo e, credo, agevolerà le procedure. Giovedì 16 febbraio saremo in Regione per un incontro con Stefano Lacatena, consigliere delegato all’Urbanistica per parlare del Pug di Tricase. L’idea è quella di indirizzare lo sviluppo in direzione della Marine con una serie di servizi, trasformando i depositi agricoli in microunità abitative per realizzare una sorta di albergo diffuso».


Acqua e fogna nelle marine


Ci sono novità?


«L’Autorità idrica pugliese ci ha informato della consegna in acquedotto della pompa di sollevamento per Marina Serra e di tutta la conduttura, che comporta la spesa più grossa. Acquedotto ci dovrà dire in quali programmi e in quali tempi il tutto potrà essere realizzato».


Cittadella dell’Artigianato


«Abbiamo trovato un accordo con Asi per ridurre il lotto minimo da 10 a 2mila metri quadri e avuto già delle istanze di artigiani che vogliono realizzare in quela zona il loro capannone. Parte della Zona industriale diventerà quindi la Cittadella dell’Artigianato».


Il contenzioso con la OLC?


«Siamo in attesa che i giudici si pronuncino».


Secondo mandato


A Tricase si tornerà a votare nel 2026. Lei che farà?


«Mi ricandiderò al 100%!»


 


 


Attualità

S.O.S. clima: 2025 terzo anno più caldo di sempre

Per la prima volta nella storia moderna, la media triennale delle temperature globali (2023-2025) ha superato la soglia critica di 1,5°C rispetto ai livelli pre-industriali. Ecco che succede e cosa rischiamo

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Mentre c’è ancora chi dall’altra parte del mondo straccia accordi costruiti con anni di fatica o, alle nostre latitudini, ad andare in Tv, vestendo panni istituzionali, per ridicolizzare (o tentare di farlo) scienziati e studiosi che mettono in guardia dai cambiamenti climatici, il 2025 è stato ufficialmente confermato come il terzo anno più caldo mai registrato a livello globale.

Secondo i dati del servizio Copernicus Climate Change (C3S) e dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), questo risultato consolida un trend allarmante: gli ultimi 11 anni sono stati i più caldi di sempre.

SUPERATI I LIMITI DELL’ACCORDO DI PARIGI

Per la prima volta nella storia moderna, la media triennale delle temperature globali (2023-2025) ha superato la soglia critica di 1,5°C rispetto ai livelli pre-industriali. Sebbene l’Accordo di Parigi si riferisca a medie di lungo periodo (20-30 anni), gli scienziati avvertono che questo superamento triennale indica un’accelerazione della crisi climatica che potrebbe portare al superamento definitivo del limite entro la fine di questo decennio.

RISCALDAMENTO NONOSTANTE “LA NIÑA”

Un dato particolarmente preoccupante è che il 2025 ha raggiunto temperature quasi da record nonostante la presenza de La Niña, un fenomeno naturale che solitamente esercita un effetto raffreddante sul pianeta.

Questo dimostra che il riscaldamento causato dai gas serra è ormai così potente da sovrastare i cicli naturali di raffreddamento.

RECORD REGIONALI ED EVENTI ESTREMI

Il 2025 non è stato solo un anno di statistiche, ma di impatti reali.

Circa 770 milioni di persone (l’8,5% della popolazione mondiale) hanno vissuto l’anno più caldo mai registrato nelle loro specifiche regioni, in particolare in Asia e Cina.

In Europa l’estate 2025 è stata la più calda mai registrata per il continente.

Non sono stati risparmiati gli Oceani: le temperature superficiali marine sono rimaste eccezionalmente elevate, alimentando fenomeni meteorologici estremi come inondazioni, ondate di calore e incendi.

ACCELERAZIONE DEL RISCALDAMENTO TERRESTRE

Sulla terraferma, il riscaldamento è ancora più rapido.

Nel 2025, la temperatura media sulle terre emerse è stata di 2,03°C superiore alla media pre-industriale, segnando il terzo anno consecutivo sopra la soglia dei 2 gradi per le aree abitate.

IMPATTO E RISCHI

Il persistere di temperature record comporta rischi sistemici per l’ambiente e la società come eventi meteorologici estremi: l’accumulo di calore nell’atmosfera e negli oceani aumenta l’intensità e la frequenza di ondate di calore, tempeste e siccità.

Problemi per l’agricoltura e la sicurezza alimentare: il 2025 ha visto una diminuzione della disponibilità idrica e della resa delle colture.

In Italia, giugno 2025 è stato il più caldo di sempre, mettendo a dura prova il settore agricolo.

Un colpo anche per la Salute Pubblica: le ondate di calore prolungate rappresentano un rischio diretto per la salute, specialmente per le fasce vulnerabili, e favoriscono la propagazione di incendi boschivi.

Ecosistemi e Oceani sotto pressione: le temperature superficiali marine eccezionalmente elevate nel 2025 hanno accelerato la perdita di biodiversità e la pressione sulle regioni polari.

Giuseppe Cerfeda

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Appuntamenti

Il mercato del lavoro tra i banchi di scuola

Il secondo modulo del percorso progettuale ha preso il via ieri presso l’Ites Olivetti di Lecce, e proseguirà il19 gennaio al Liceo Da Vinci di Maglie, il 26 gennaio all’IISS Giannelli di Parabita e il 27 gennaio all’IISS Meucci di Casarano

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È ripartito nelle scuole, “Parità di genere nel lavoro: donne, lavoro e inclusione”, il Progetto di orientamento integrato triennale, promosso dalla Consigliera di parità della Provincia di Lecce Antonella Pappadà, e finanziato con il contributo della Regione Puglia, Assessorato all’Istruzione.

Il secondo modulo del percorso progettuale, dal titolo “Il mercato del lavoro”, ha preso il via ieri presso l’Ites Olivetti di Lecce, e proseguirà lunedì 19 gennaio (ore 10-13) al Liceo Da Vinci di Maglie, il 26 gennaio (ore 9-12) presso l’IISS Giannelli di Parabita e il 27 gennaio all’IISS Meucci di Casarano. 

Incontreranno studentesse e studenti delle classi del quarto anno coinvolte, le esperte Roberta Sbrò, responsabile Area Lavoro ForumLab e Andreina Madaro, psicologa del lavoro, Area Aziende ForumLab.

Antonella Pappadà

«Sono felice di dare avvio alla seconda annualità di ‘”Parità di genere nel lavoro. Donne lavoro e inclusione”, che tanto successo ha riscosso tra le studentesse e gli studenti dei quattro istituti superiori del territorio provinciale, a cui è stato proposto in via sperimentale, a partire dallo scorso anno», afferma la consigliera di Parità Antonella Pappadà, «ringrazio nuovamente per la preziosa collaborazione i dirigenti scolastici Annarita Corrado, Patrizia Colella, Cosimo Preite e Roberta Manco. Questo Progetto rappresenta la prima azione concreta contenuta nel Protocollo di intesa che ho promosso e sottoscritto con un ampio partenariato costituito dalle associazioni datoriali del territorio Confindustria, Confartigianato, CNA, Confimprese Salento Confesercenti, i sindacati Cigl, Cisl e Uil, l’Università del Salento, la Camera di Commercio di Lecce, Arpal Puglia,  gli Ordini Professionali dei Commercialisti, dei Consulenti del Lavoro, l’Ordine degli Avvocati per il tramite del suo Cpo, gli enti di Formazione Aforisma, Forum Lab, le associazioni Creis  ETS e Next E, e che ha visto coinvolto anche il Consiglio Notarile di Lecce, aderente al Tavolo Tecnico permanente e altri professionisti esperti»

«L’obiettivo del secondo modulo dedicato al mercato del lavoro è migliorare nelle ragazze e nei ragazzi la consapevolezza della scelta del percorso di formazione e aiutarli concretamente ad individuare le proprie attitudini, passioni, desideri, valori e aspettative riguardo la propria posizione nel mondo del lavoro, superando anche quei limiti e stereotipi di genere che hanno imparato a riconoscere con il primo modulo formativo», conclude la consigliera Pappadà.

Il moduloIl mercato del lavoro si sviluppa in 5 incontri di 3 ore ciascuno, per un totale di 60 ore di formazione.

Le attività proposte coinvolgeranno gli studenti e le studentesse che hanno già seguito il primo modulo intitolato “Oltre gli stereotipi”.

Tra i punti di forza del Progetto triennale della Consigliera di parità, infatti, vi è proprio la continuità, insieme al metodo dell’ascolto attivo dei ragazzi e delle ragazze, stimolati a partecipare ad attività che suscitano curiosità e interesse e al racconto di esperienze dirette da parte di testimonial.

Il Progetto “Parità di genere nel lavoro: donne, lavoro e inclusione”, premiato alla “Call for best practice #nogendergap” – edizione 2025 della Regione Puglia”, ha tra gli obiettivi principali: imparare a riconoscere stereotipi e pregiudizi, diffondere l’educazione e la formazione alla parità di genere nel lavoro, favorire la conoscenza e la possibilità sia per le donne che per gli uomini di accedere a un lavoro dignitoso e, ancora, promuovere una cultura di parità di genere per sradicare le iniquità anche nei confronti delle persone con disabilità.

Il terzo ed ultimo modulo incentrato su “Il lavoro tra diritti e doveri: soggetti di diritti e di doveri sarà realizzato il prossimo anno scolastico  2026 – 2027, nelle classi quinte.

La realizzazione del percorso progettuale triennale è curata dal Servizio Risorse umane e Pari opportunità della Provincia di Lecce, guidato dalla dirigente Francesca Carano, con l’Ufficio pari opportunità, composto da Iuna My e Donatella Angelini, in collaborazione con il Gruppo operativo.

Quest’ultimo è formato dai seguenti componenti del Tavolo tecnico permanente “Donne, lavoro e inclusione”, costituito dalla consigliera di Parità, nel 2024: Serenella Molendini (Creis – Centro ricerca europea per l’innovazione sostenibile – ETS), Duilia Del Mastro (Ordine Consulenti del lavoro), Emanuela Paola Vitali (ConfimpreseSalento), Ada Chirizzi (Cisl), Emanuela Aprile (Confartigianato), Luisa Crusi (Ordine Dottori Commercialisti ed Esperti contabili), Mario Fioretti (Uil), Fabiana Signore (Coordinamento PO Uil), Barbara Rodio (Arpal Puglia), Simona Cancelli (Cgil), Elisabetta Salvati (Aforisma), Maria Luisa Serrano (Presidente CPO Ordine Avvocati Lecce), Marco Sponziello (Presidente Associazione Next EU), Paola Rizzo (consulente Politiche di inclusione sociale).

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Attualità

A Spongano germoglia la comunità educante

Un progetto per crescere insieme, a partire dai più piccoli

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A Spongano prende forma un nuovo percorso dedicato alle famiglie e ai bambini da 0 a 6 anni, promosso dal Comune di Spongano e dal Coordinamento Pedagogico Territoriale. Un progetto che nasce dal desiderio profondo di mettere i bambini al centro di ogni scelta e di ogni azione, riconoscendo l’infanzia come tempo prezioso e fondativo, da accompagnare con cura, ascolto e responsabilità condivisa.

L’iniziativa si pone l’obiettivo di attivare una comunità educante capace di sostenere la crescita armonica dei minori, valorizzare il ruolo genitoriale e rafforzare le relazioni di prossimità attraverso la costruzione di reti solidali tra famiglie, scuola, servizi e territorio. Una comunità che si riconosce corresponsabile del benessere dei bambini e che sceglie di crescere insieme, passo dopo passo.

Le azioni, ad accesso gratuito, si svilupperanno per fasi, accompagnate da una costante attenzione ai processi che si generano e finalizzate alla costruzione di un patto educativo capace di dare continuità agli interventi e di rispondere alla mappatura dei bisogni educativi che sarà realizzata nel corso dei mesi.

Tra i percorsi che animeranno il progetto saranno attivati spazi di ascolto e sostegno alla genitorialità, condotti da professionisti qualificati, insieme a proposte pensate per favorire la relazione, l’espressione emotiva e il legame educativo tra adulti e bambini. Attraverso il teatro, la lettura e il gioco, i genitori potranno allenare la relazione educativa, trovando occasioni per riconoscersi, dare nome alle proprie emozioni e costruire fiducia.

Spongano sceglie così di seminare futuro: piccoli semi che, attraverso la cura quotidiana e la partecipazione di tutti, potranno crescere e diventare una comunità capace di educare, sostenere e accompagnare ogni bambino nel suo percorso di crescita. Perché educare insieme significa prendersi cura, oggi, del domani di tutti.

«Questo progetto nasce da un ascolto profondo del nostro territorio e dei suoi silenzi», dichiara il Vicesindaco Giancarlo Marti. «È un invito a ritrovare il ritmo lento delle relazioni autentiche, dove ogni incontro diventa seme di fiducia, ogni parola un ponte, ogni gesto un filo che unisce. Costruire una comunità educante significa scegliere di non delegare mai la crescita dei nostri bambini, ma di vivere con loro il viaggio, passo dopo passo, con cura e responsabilità condivisa. È un cammino di piccoli passi, di mani che si stringono, di cuori che si aprono. A Spongano vogliamo piantare oggi i semi di ciò che fiorirà domani in possibilità, nei legami, nella fiducia e nell’appartenenza che ci rendono comunità».

«Il progetto rappresenta una scelta educativa mirata a riconoscere l’infanzia come un bene comune e a coinvolgere la comunità nel sostegno alla crescita dei più piccoli», aggiunge l’assessore all’Istruzione Serena Bramato. «Offrire supporto alle famiglie, valorizzare il ruolo educativo dei genitori e promuovere spazi reali di incontro, ascolto e relazione perché vediamo l’infanzia come un pilastro fondamentale per il benessere di tutta la comunità. Così essere “comunità educante” non è solo un concetto astratto, ma una scelta concreta: prendersi cura dei più piccoli oggi, per formare cittadini che saranno protagonisti responsabili e attivi nella società di domani».

Le singole azioni previste e le finalità saranno condivise durante l’incontro di presentazione organizzato sabato 17 gennaio, alle ore 16.30 presso il Centro di Aggregazione Giovanile di Spongano, alla presenza dei partner di progetto: Ultimi Fuochi Teatro, ETS Narrazioni, Una Mano in più Onlus, Ass.ne Reverie, Espero srl, le istituzioni scolastiche territoriali.

Concluderà l’assemblea il Sindaco Gigi Rizzello, che afferma: «In questi anni abbiamo lavorato per creare spazi reali, accessibili e accoglienti, in cui famiglie e bambini possano incontrarsi, riconoscersi e sentirsi accompagnati. Questo progetto nasce dalla convinzione profonda che crescere un bambino non sia mai un fatto individuale, ma un gesto collettivo che coinvolge l’intera comunità: un ulteriore passo nel cammino che abbiamo scelto di intraprendere insieme, per costruire una comunità più consapevole, solidale e attenta ai bisogni dei più piccoli».

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