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Attualità

Operazione Perseo: tutti i particolari

Sgominata associazione a delinquere dedita al traffico di stupefacenti tra Salice Salentino, Guagnano, Veglie, Carmiano, Novoli e Porto Cesareo

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Nel quadro del contrasto al fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti è stata effettuata una complessa indagine su uno dei versanti più “a rischio” – l’area di confine con il basso Brindisino – onde disarticolare attività criminali che stavano evidenziando una pericolosa capacità di infiltrazione in quella zona.


Epicentro, l’abitato di Salice Salentino, mentre teatro delle operazioni illecite erano anche paesi limitrofi tra cui Guagnano, Veglie, Carmiano, Novoli e Porto Cesareo.


Tutto ha avuto origine il 20 maggio 2011 con l’arresto di Tiziana Leone, casalinga salicese incensurata, colta in possesso di cocaina per un peso complessivo di gr. 248 più ulteriori gr. 6 (suddiviso in  11 dosi) e la somma di € 785.


La donna, in sede di interrogatorio, si definì mera custode di quello stupefacente, il cui proprietario indicò in Giovambattista Nobile, giovane, ma già noto malavitoso di Salice Salentino.


A partire dall’ottobre 2011, perciò, il NORM – Aliquota Operativa ha avviato l’investigazione, conclusasi nel luglio 2012 (per quanto riguarda l’attività “sul campo”) e nell’aprile 2013 per la successiva fase di accertamenti e riscontri conclusivi.


A dirigere le indagini, la dott.ssa Paola Guglielmi, della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce.


Intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti, accertamenti documentali, perquisizioni, denunce e arresti in flagranza hanno permesso di fare luce su un gruppo articolato e ben organizzato, incentrato su elementi salicesi che agivano in base a ben precise direttive impartite gerarchicamente.


L’esercizio del “core business” (lo spaccio di cocaina) si affiancava, in subordine, a quello di marijuana e hashish, oltre a una serie di fenomeni collaterali quali le estorsioni commesse ai danni di “clienti” debitori per l’acquisto di droga.


Il gruppo si rivolgeva a un mercato di insospettata ampiezza, in cui il cliente-tipo spaziava dal disoccupato, o dal soggetto originario di ambienti degradati, al normale lavoratore benestante o al professionista insospettabile, in un giro vorticoso di contatti di spaccio che potevano arrivare anche alle molte decine al giorno.


In taluni casi, le richieste di vendita si facevano talmente insistenti da renderne indispensabile lo “smistamento” a esponenti “secondari” della rete di spaccio.


L’attività si era talmente ramificata da permeare in profondità il tessuto sociale di quelle località, in primis Salice Salentino, con pesanti ripercussioni sul piano economico e della pubblica sicurezza.


Le indagini sono sfociate, infine, nel deferimento di 17 persone (14 di Salice Salentino, oltre a tre rispettivamente di Guagnano, Novoli e Veglie) con richiesta di emissione di ordinanze cautelari per responsabilità – a vario titolo attribuita – in ordine ai reati di Associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione (artt. 73 e 74 del DPR 309/90 e art. 629 c.p.).


La dott.ssa Antonia MARTALÒ, G.I.P. del Tribunale di Lecce, con Ordinanza nr. 6372/13 G.I.P. del 10.10.2013, ha accolto la richiesta in ordine all’Associazione per delinquere nei confronti di 12 persone.


Per 11 è stata disposta la custodia cautelare in carcere. E sono:



  • Antonio Capoccello nato a Campi Salentina il 13.06.1981, residente a Salice Salentino, celibe, nullafacente, censurato;

  • Dario De Pascalis nato a Campi Salentina il 28.01.1988, residente a Salice Salentino, celibe, operaio, censurato;

  • Gianluigi Guerrieri nato a San Pietro Vernotico il 19.06.1993, residente a Guagnano, di fatto attualmente domiciliato in Germania, celibe, operaio, censurato;

  • Francesco Leuzzi nato a Galatina il 03.10.1988, residente a Salice Salentino, celibe, operaio, censurato;

  • Tonio Mangiulli nato a Campi Salentina il 16.02.1977, residente a Salice Salentino, di fatto attualmente domiciliato in Spagna, celibe, operaio, censurato;

  • Andrea Marcellino nato a Campi Salentina il 29.04.1983, residente a Salice Salentino, convivente, autotrasportatore, censurato;

  • Antonio Mogavero nato a Campi Salentina l’11.12.1984, residente a Salice Salentino, celibe, nullafacente, censurato;

  • Giovanbattista Nobile nato a Lecce il 30.09.1985, residente a Salice Salentino, celibe, nullafacente, censurato;

  • Raffaele Schiavone nato a Campi Salentina il 10.09.1991, residente a Salice, celibe, nullafacente, censurato;

  • Armando Simone nato a Salice Salentino il 04.11.1971, ivi residente, coniugato, commerciante, censurato;

  • Gabriele Timo nato a San Pietro Vernotico il 25.09.1989, residente a Salice Salentino, di fatto domiciliato in Germania, celibe, cameriere, censurato.


Per Maura Tonia Daniela Spedicato nata a Campi Salentina il 27.02.1982, residente a Novoli, la restrizione agli arresti domiciliari.


Nell’ambito del citato provvedimento, Nobile, Mangiulli e Schiavone sono stati altresì ritenuti responsabili di due episodi di estorsione, in concorso..

Denuncia a piede libero, sempre per Associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, nei confronti di D.F.A., 31 anni, M.C., 31 anni, M.S., classe 26 anni, P.D., classe 21 anni, tutti di Salice Salentino, e di T.V., classe 1991, di Veglie. Costoro sono stati ritenuti aver avuto un ruolo più marginale nell’ambito dell’Associazione.


I Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Campi Salentina, coadiuvati dai colleghi del Reparto Operativo di Lecce, delle Compagnie Carabinieri di Lecce, Maglie, Gallipoli e Casarano, delle Stazioni dipendenti dalla Compagnia di Campi Salentina, con l’ausilio di una unità cinofila della Compagnia Carabinieri di Modugno (BA), due unità cinofile della Guardia di Finanza di Lecce, con i relativi conduttori, e una pattuglia del Nucleo di Polizia Tributaria di Lecce della Guardia di Finanza, supportati dall’alto da un elicottero e quattro militari del 6° Elinucleo Carabinieri di Bari, hanno eseguito la suddetta ordinanza nei confronti dei nove domiciliati in Italia. Come già riportato, tre di loro risultano attualmente emigrati all’estero, in Spagna e in Germania. Sul loro conto verrà chiesta alla competente A.G. l’emissione dei Mandati d’arresto europei.


In totale hanno partecipato alle attività 68 carabinieri, 4 finanzieri, 3 cani anti-droga. I mezzi impiegati sono stati 31 a terra e un elicottero in volo.


Al vertice del sodalizio criminoso è risultato essere, appunto, Giovambattista Nobile, capo indiscusso e temuto anche dai suoi stessi più stretti collaboratori: era lui a curare i contatti con ambienti malavitosi esterni, specie per l’approvvigionamento della droga da far spacciare.


Ancora, era Nobile a sovrintendere al buon funzionamento del sodalizio, ed era sempre lui a incarnare una sorta di “giudice di ultimo grado” interpellato perché intervenisse, con minacce anche pesanti, nei confronti di collaboratori infedeli o di debitori insolventi.


La pericolosità di Nobile emerge anche da un altro evento che lo ha visto protagonista.


Egli, infatti, che è stato arrestato in flagranza di reato il 15 maggio 2012 per porto illegale di una pistola cal. 7,65 completa di 12 proiettili; la successiva perquisizione domiciliare permise di rinvenire nella sua abitazione altri 100 proiettili dello stesso calibro.


L’attività di captazione aveva consentito di scoprire che, nelle ore precedenti, il soggetto aveva avuto un violento litigio con il proprio padre: estremamente probabile, perciò, è che Nobile stesse cercando proprio il suo genitore per una resa dei conti, e che il fatto che sia stato intercettato dai Carabinieri abbia evitato un’aggressione a mano armata con esiti imprevedibili.


Anello di congiunzione tra il “capo” e la rete di spaccio al minuto, Mangiulli era incaricato di gestire l’attività altrui – sia per la “cura” della clientela che per la riscossione dei proventi – ma conduceva egli stesso attività di spaccio insieme alla propria fidanzata Maura Tonia Daniela Spedicato, a sua volta attiva come autista e “segretaria” nei confronti di taluni acquirenti.


La vendita avveniva spesso con il metodo “porta a porta”: alla telefonata di richiesta del cliente seguiva l’arrivo a domicilio del Mangiulli (o dei suoi eventuali sostituti), di solito entro pochi minuti.


Ciò, con un duplice risultato: rafforzare la fidelizzazione degli acquirenti e moltiplicare in maniera esponenziale i punti di spaccio, complicando di pari passo qualsiasi eventuale pedinamento o osservazione da parte delle Forze dell’Ordine.


Luogo di smistamento pubblico, invece, era sovente il Bar Suite Cafè di Salice Salentino, il cui gestore Armando Simone, si metteva a disposizione degli spacciatori come intermediario per gli acquisti, fino addirittura a prestarsi a raccogliere il danaro o a cedere la sostanza stupefacente. Sul conto dell’impresa che gestisce il Bar partirà immediatamente una richiesta di sospensione dell’attività, al Questore di Lecce, ex art. 100 del T.U.L.P.S.


Principale custode dello stupefacente è risultato essere Antonio Mogavero, non a caso tratto in arresto dal N.O.R.M. il 24 marzo 2012: egli disponeva di un locale in cui conservava e confezionava la droga e nel quale, dopo una perquisizione, sono stati rinvenuti ben 240 gr. di cocaina e 120 gr. di marijuana, oltre a materiale per il confezionamento delle dosi di droga.


E ancora un anno dopo (il 03.04.2013), una perquisizione eseguita sempre dal N.O.R.M. ha consentito di rinvenire due pistole (rispettivamente cal. 6,35 e cal. 7,65) oltre a munizionamento in corpose quantità (110 proiettili cal. 6,35, oltre a 123 cal. 7,65). Per tale motivo Mogavero fu arrestato nuovamente e passò dagli arresti domiciliari al carcere.


Tutto era sotterrato in un giardino di pertinenza dello stabile di Mogavero.


Ulteriore “anello” era costituito da personaggi quali Andrea Marcellino e Dario De Pascalis.


Quest’ultimo è arrivato a svolgere i compiti che erano tipici di Mangiulli, sostituendo quest’ultimo e agendo perciò a stretto contatto il capo, Nobile.


Anche De Pascalis è finito in manette d per detenzione di 6 gr. di cocaina, 47 gr. di hashish e 4 gr. marijuana.


Lo ha prontamente sostituito Raffaele Schiavone, altro soggetto noto alle Forze dell’Ordine (è stato arrestato dalla Stazione CC Leverano mentre tentava di fuggire da un supermercato locale che aveva appena rapinato).


Schiavone, peraltro, aveva messo in piedi anche un’autonoma attività di spaccio, parallela a quella del gruppo di Nobile e all’insaputa di quest’ultimo, attivandosi con Gabriele Timo e Daniele Prato per lo smercio di marijuana e hashish. Anche quest’ultimo è stato arrestato in flagranza per detenzione ai fini di spaccio di 90 gr. di hashish.


Altri personaggi, come Vito Tondo,  hanno invece recitato un ruolo più marginale, più che altro rendendosi protagonisti di singoli episodi di spaccio. Anch’egli, però, è stato arrestato il 20 dicembre 2011, per detenzione ai fini di spaccio di 11 gr. di cocaina e 5 gr. marijuana.


I meccanismi di sostituzione hanno reso l’immagine di un’organizzazione dal funzionamento rodato, quasi “automatico”.


Il vincolo sodale è stato ulteriormente evidenziato dall’aiuto che – in primis – NOBILE Giovambattista Nobile e Tonio Mangiulli garantivano ai propri complici, specie ai più stretti: in loro favore veniva assicurato il pagamento delle spese legali dovute a arresti e denunce patiti dai Carabinieri, oltre al sostegno morale per l’eventuale stato di detenzione.


In più di una occasione sono state captate conversazioni tra loro e alcuni soggetti sottoposti appunto agli arresti domiciliari, peraltro vietate e perciò oggetto di ulteriore deferimento all’A.G..


Come detto, non sono mancati episodi di estorsione ai danni di acquirenti di stupefacente che finivano per accumulare rapidamente grossi debiti e subire, pertanto, minacce o costrizioni di vario genere.


Praticato, per esempio, era il “sequestro preventivo” di un bene, a garanzia di una rapida soddisfazione del credito.


In un caso, per esempio, esponenti del gruppo malavitoso hanno costretto il debitore di turno ad affidargli il proprio bancomat; in un’altra occasione, invece, a essere “sequestrata” è stata l’auto di un altro cliente, riconsegnata solo a pagamento effettuato.


L’indagine, che ha comportato migliaia di ore di intercettazione e di attività cui hanno concorso anche altri comandi dell’Arma dipendenti dalla Compagnia di Campi Salentina (soprattutto la Stazione di Salice), è stata battezzata “Perseo”, a sottolineare l’intenzione di incidere in maniera netta sul fenomeno criminale perseguito.


Aradeo

Carnevale aradeino, tutto pronto per le grandi sfilate

Da domenica prossima e fino a martedì grasso colori, musica e allegria nel centro cittadino, si conferma come uno degli appuntamenti più attesi del calendario invernale salentino…

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Aradeo si prepara a vivere una nuova edizione del suo storico Carnevale: sfilate di carri allegorici, gruppi mascherati, musica e animazione animeranno il centro cittadino nelle domeniche di febbraio e nel giorno di Martedì Grasso, richiamando pubblico da tutto il Salento.

Il Carnevale Aradeino (organizzato dal Gruppo Carnevalesco “Oscar Tarmacere” con il supporto della Pro Loco e delle associazioni locali), si prepara a riportare colori, musica e allegria nel centro cittadino, confermandosi come uno degli appuntamenti più attesi del calendario invernale salentino.

Un evento che nasce dalla passione e dal lavoro delle associazioni locali e dei volontari, impegnati nella realizzazione dei carri allegorici e nell’organizzazione di una manifestazione che coinvolge l’intera comunità.

Le sfilate dei carri allegorici e dei gruppi mascherati si svolgeranno nel centro abitato, interessando il centro storico e le arterie principali del paese, in particolare viale della Libertà e le strade limitrofe, trasformate per l’occasione in un grande circuito carnevalesco.

Il programma prevede tre giornate ufficiali di festa.

Domenica 8 febbraio, apertura del Carnevale con la prima sfilata dei carri allegorici tra il centro storico e viale della Libertà. Partenza nel primo pomeriggio, intorno alle 16. A seguire, musica e animazione.

Domenica 15 sarà la giornata centrale con la grande parata carnevalesca nel centro della città. Sfilata sempre alle 16. Sono previsti spettacoli itineranti, animazione per bambini e intrattenimento musicale, con attività che proseguiranno fino alla sera.

Nel pomeriggio del 17 febbraio, Martedì Grasso, sfilata finale nel centro cittadino.

La serata (dalle 20) sarà dedicata alla festa conclusiva e alla premiazione dei carri allegorici e dei gruppi mascherati.
Fondamentale, in questa edizione, la collaborazione con volti noti dei social media: il presentatore Giampaolo Catalano Morelli, creator digitale, accompagnerà il pubblico sul palco principale in tutte e tre le giornate, affiancato dalla riconfermata Tekemaya, artista locale stimata e già parte integrante dell’evento.

Il Carnevale Aradeino si conferma così non solo una festa popolare, ma anche un’importante occasione di valorizzazione culturale e sociale per il territorio, capace di richiamare visitatori dai comuni vicini e di rafforzare il senso di appartenenza della comunità locale.

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Attualità

Sesso libero? Dai dati del Censis, così cambiano i legami

Piacere, digitale e solitudine. La sessualità si emancipa, cresce l’autonomia femminile e il digitale diventa rifugio emotivo in fuga dalla solitudine…

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di Hervé Cavallera

Una delle caratteristiche dei nostri tempi è l’attenzione ad autoconoscersi attraverso statistiche, classifiche, analisi settoriali e così via.
E non si tratta, si capisce bene, di una conoscenza fine a sé stessa, ma spesso destinata a mettere in moto provvedimenti di carattere migliorativo.

Per tale ragione, pur dovendo essere sempre prudenti dinanzi a risultati di indagini sociali le quali possono spesso essere discutibili o verificabili nelle modalità con cui vengono realizzate, ci si trova in generale di fronte a risultati che fanno meditare.

In Italia uno dei più accreditati istituti di ricerca socioeconomica è il CENSIS (Centro Studi Investimenti Sociali), fondato nel 1964.

Ora, il 59° Rapporto Censis (2025) descrive una Penisola in un incerto cambiamento, con un forte invecchiamento della popolazione (24,7% over 65), una sfiducia nel welfare (soprattutto per il settore sanitario), un uso notevole del digitale (oltre 4 ore al giorno).

SESSUALITÀ INTENSA, LEGAMI FRAGILI

All’interno di una situazione molto complessa il Rapporto si sofferma sulla vita sessuale degli Italiani e riscontra che il 62% degli Italiani tra i 18 e il 60 anni (ossia il 62,5% della popolazione) ha una vita sessuale molto intensa.

RIFUGIO VIRTUALE E SOLITUDINE CONNESSA

Non entrando in questa sede nei dettagli dei risultati, alcuni aspetti appaiono particolarmente interessanti.

Basti pensare al fatto che il 30,2% – e si tratta soprattutto di giovani – trova sfogo nella dimensione virtuale; il che evidenzia la prevalenza dell’uso del digitale e di conseguenza la conferma della solitudine esistenziale nell’età della connessione globale.

SESSO COME ANESTETICO SOCIALE

Non solo: si manifesta, sempre nei giovani, l’uso del sesso come rimedio alle ansie sociali. In questo caso si consolida il vecchio uso di “stordirsi” (una volta ci si ubriacava) per prendere le distanze dalle difficoltà del presente.

Ciò potrebbe spiegare il dilagare in certi ambienti della violenza sessuale, degli stupri.

Non si tratta solo di impulsi fisiologici, ma anche di un modo, per lo più inconscio, per non affrontare la realtà.
Sia l’uso del boom digitale sia il sesso come stordimento (per usare un eufemismo) sono espressione di situazioni psicologiche difficili, che conducono talvolta a comportamenti criminali.

DISAGIO GIOVANILE E VUOTO EDUCATIVO

Trattandosi, per quanto sopra, di manifestazioni di un disagio soprattutto giovanile, è indubbio che le istituzioni, attraverso una adeguata educazione, un accorto inserimento sociale, un sostegno da parte di personale specializzato, dovrebbero affrontare seriamente tale problema che diventa giornalmente sempre più grave. La cronaca ci mostra appunto numerosi episodi di violenza da parte adolescenziale e la questione deve essere risolta in modo organico, evitando la persistenza di quartieri ghetto e di periferie pericolose.

MODELLI CHE CROLLANO

Di là da tutto questo, un altro significativo aspetto che emerge dal Rapporto Censis è l’aumento della sessualità e della autonomia femminile.
Anche in questo caso non bisogna indugiare sulla lecita indipendenza femminile (pare che nella sfera intima il 78,8% delle donne prende l’iniziativa nel rapporto), ma è opportuno rilevare che per il 61,6% delle intervistate il sesso è inteso solo come piacere e non è in alcun modo rivolto alla procreazione, alla quale rimane legato solo l’1,9%.

È la conferma di un avvenuto cambiamento radicale rispetto alla tradizionale immagine della donna-madre.
Ed è un elemento su cui è necessario meditare non per il fatto dell’avvenuta e giusta emancipazione femminile rispetto a schemi prestabiliti, ma per la natura intrinseca di ciò che va accadendo in una realtà che accentua la trasformazione dei costumi.

Così se l’indipendenza femminile è attestata – come di è detto – dal fatto che il 78,8% delle donne ritiene che oggi sono loro a fare il primo passo per creare un contatto con il partner desiderato – e ciò è confermato anche dal 65,1% degli uomini -, è altresì vero sono venute meno altre immagini più o meno tradizionali quale la rappresentazione dell’uomo come cacciatore e della donna come preda, immagine a cui non più crede il 63,7% delle donne e il 59,7% degli uomini.

AMORE E SESSO SI SEPARANO

In tale contesto va considerato che il 56,4% degli Italiani ritiene che amore e sesso siano separabili.
Il che non soltanto è la conferma della prevalenza della prospettiva della sessualità come mero piacere, ma testimonia un passaggio di non secondaria importanza nella storia del nostro Paese.
Che il sesso sia un impulso naturale normalmente considerato piacevole è cosa ovvia, osservando il mondo dei viventi e il sistema della riproduzione.

Né le antiche civiltà hanno visto il sesso solo in funzione della riproduzione.
Vero è però che nel corso della storia gli esseri umani sono passati dagli accoppiamenti occasionali alla formazione di una vita comunitaria sia in funzione della tutela dei procreati sia per un reciproco rapporto affettuoso di convivenza.

In tal modo si è affermata nella relazione interpersonale una comunanza spirituale che ha condotto ad una procreazione responsabile e al perseguimento di una vita in comune: il tutto ha poi trovato forma istituzionale nel matrimonio, un’unione regolata da norme religiose e civili.
Per semplificare, dall’accoppiamento scaturito da bisogni fisiologici si è passati ad un legame generato dall’amore e dal rispetto reciproco, legame che produce un progetto di vita insieme e una procreazione responsabile.
Il che significa che la socialità dell’essere umano ha saputo andare oltre la mera dimensione delle pulsioni e ha saputo fondare la comunità familiare e la comunità sociale che si poggiano su regole condivise sia in ambito privato sia pubblico.

DALLA COMUNITÀ AL DESIDERIO INDIVIDUALE

Al presente invece si può manifestare il timore che la ricerca del sesso fine a sé stesso possa essere espressione di un’affermazione di un individualismo esasperato che poi si tradurrebbe nel disordine interiore e sociale con effetti chiaramente negativi in ogni senso, in quanto si anteporrebbe il fugace piacere per il piacere a discapito di quell’amore che dovrebbe durare tutta la vita ed essere generatore di progetti condivisi (quale la vita familiare). Non per nulla si assiste ad una crescente denatalità.

E si tratta di un problema che non può essere eluso e che deve essere ponderatamente affrontato dalle istituzioni educative, culturali e religiose.

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Attualità

Eolico offshore, Odra: “Infondate accuse del Parco”

Secondo la società del Parco Marino Eolico, “studi e analisi ambientali del tutto legittimi”, e non esiste “rischio per ecosistemi e turismo”; “la società valuta azioni legali a tutela della propria reputazione”

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Dopo il punto di vista dell’Ente Parco Otranto – Santa Maria di Leuca, a stretto giro di posta arriva la replica di “Odra” che definisce infondate le accuse.

LA REPLICA

Di seguito l’intervento integrale di Odra Energia .

“Contrariamente a quanto affermato dall’Ente parco “Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco Tricase”, gli studi, le analisi e le ricerche ambientali condotte
da “Odra Energia” nell’ambito del procedimento autorizzativo del parco eolico offshore
galleggiante “Odra”, sono stati effettuati nel pieno rispetto della normativa regionale (in
particolare la Legge Regionale 30/2006) e sono, quindi, del tutto legittimi.

I “campionamenti avifaunistici, monitoraggi botanici e studi su rettili, anfibi e chirotteri” menzionati dall’Ente parco
nelle osservazioni inviate al Mase e in un comunicato stampa, non rientrano, infatti, in nessuna
delle attività previste dall’art. 4, comma 1, della succitata Legge Regionale poichè consistiti in
semplici sopralluoghi da parte di esperti naturalisti e che non hanno comportato né prelievi di
specie animali, né raccolte o danneggiamenti a specie vegetali, come si evince dal documento
”Approfondimento sulla biodiversità nell’area di approdo” (ODR.CST.REL.028.00) che è
depositato al MASE nell’ambito del procedimento di VIA.

Ne discende, pertanto, che per lo svolgimento degli stessi non era richiesta alcuna autorizzazione dello stesso Ente.

Stante la portata gravemente diffamatoria delle affermazioni, ivi incluso il riferimento a non
meglio precisate “logiche economiche speculative”, la società “Odra Energia” comunica di
aver dato mandato ai propri legali di intraprendere tutte le azioni necessarie nei confronti dell’Ente parco a tutela del proprio operato e della propria reputazione.

Per quanto riguarda i paventati rischi sollevati dall’Ente parco relativamente alla localizzazione
della buca giunti, all’impatto visivo degli impianti, alla posa dei cavi sottomarini e alle potenziali
conseguenze sulle attività turistiche, la società ribadisce che anche a seguito delle ottimizzazioni del progetto nel frattempo apportate, il parco eolico offshore Odra rispetta i migliori standard di sostenibilità socioeconomica e ambientale.


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