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The Town: gli arrestati e tutti i particolari

Associazione a delinquere finalizzata a commettere una pluralità di delitti quali rapine, furti, spaccio di droga, armi, ecc.

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La Compagnia di Maglie ha eseguito 9 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Lecce Dott.ssa Casciaro, richieste dal p.m. dott.ssa Miglietta, a carico di 9 persone (5 già detenuti e 4 liberi)f acenti parte di un’associazione a delinquere finalizzata a commettere una pluralità di delitti quali rapine, furti, cessione, trasporto e detenzione di sostanza stupefacente del tipo cocaina e marijuana, con l’aggravante di utilizzare armi, oltre ad altri reati quali danneggiamenti e lesioni. L’episodio più significativo contestato, da cui è partita tutta l’indagine, è la tentata rapina a mano armata del 2 aprile 2012 a Carpignano Salentino ai danni dell’ufficio postale, culminato con l’arresto di Giuseppe Stasi, Daniele Marra e Antonio Rollo.


Tutte le ordinanze sono state eseguite nei confronti di persone di Ruffano. Le operazioni hanno avuto inizio alle ore 4 del mattino, con l’ausilio del Nucleo Elicotteri, di due unità cinofile e delle Compagnie di Tricase, Casarano, Gallipoli e Lecce, per un totale di 85 militari e 32 autovetture. Gli arrestati, tutti di Ruffano, sono: Giuseppe Stasi, 23 anni; Daniele Marra, 25 anni; Antonio Rollo, 24 anni; Martino Stasi, 21 anni; Vito William Gravante, 31 anni; Alberto Vincenti, 21 anni; Giuseppe Castelluzzo, 21 anni; Marco Sabato, 23 anni; Carlo Chiarillo, 23 anni


poiché ritenuti responsabili:


CAPO A) STASI Giuseppe, MARRA Daniele, ROLLO Antonio, STASI Martino, GRAVANTE Vito William:


Del delitto di cui all’art. 416 c.p., per essersi associati tra loro con lo scopo di commettere più delitti, nella fattispecie rapine a mano armata, in danno di tabaccherie, supermercati e uffici postali, avvalendosi della forza di intimidazione per assoggettare e quindi potersi garantire in ogni modo l’impunibilità. Fatti occorsi in Carpignano Salentino, Muro Leccese, Spongano, Collepasso, Scorrano, dal mese di agosto 2011 con continuazione fino al 02.04.2012.



CAPO B) STASI Giuseppe, MARRA Daniele e ROLLO Antonio:


Del delitto di cui all’artt. 56 , 628, 81 e 110 c.p., per aver tentato di perpetrare la rapina a mano armata, nei confronti dell’Ufficio Postale di Carpignano Salentino. Fatto occorso in Carpignano Salentino in data 02.04.2012.


CAPO C) STASI Giuseppe, MARRA Daniele e ROLLO Antonio:


Del delitto di cui all’art. 628, 81, 110 c.p., per aver perpetrato la rapina a mano armata ai danni del Supermercato “DOK” di Spongano. Fatto occorso in Spongano in data 16.03.2012.


CAPO D) STASI Giuseppe, MARRA Daniele e ROLLO Antonio:


Del delitto di cui all’art. 628, 81, 110 c.p., per aver perpetrato la rapina a mano armata ai danni della Tabaccheria STICCHI di Scorrano. Fatto occorso in Scorrano in data 15.03.2012.



CAPO E) STASI Giuseppe, MARRA Daniele e ROLLO Antonio:


Del delitto di cui all’art. 628, 81, 110 c.p., per aver perpetrato la rapina a mano armata ai danni della Tabaccheria MANGIA di Collepasso. Fatto occorso in Collepasso in data 14.10.2011.



CAPO F) STASI Giuseppe, MARRA Daniele e ROLLO Antonio:


Del delitto di cui all’art. 628, 81, 110 c.p., per aver perpetrato la rapina a mano armata ai danni del Supermercato “Carrefour” di Muro Leccese. Fatto occorso in Muro Leccese in data 23.03.2012.



CAPO G) STASI Giuseppe, MARRA Daniele, ROLLO Antonio, STASI Martino, GRAVANTE Vito William :


Del delitto di cui all’art. 81 e 110c.p., 2,4 e 7 L. 895/1967 per aver, in concorso tra loro, detenuto e portato abusivamente armi da fuoco. Fatti occorsi in Carpignano Salentino, Muro Leccese, Spongano, Collepasso, Scorrano e Ruffano, dal mese di agosto 2011 con continuazione fino al 07.05.2012.




CAPO H) VINCENTI Alberto:


Del delitto di cui all’art. 628 c.p., per aver perpetrato la rapina in danno della Tabaccheria STASI di Ruffano. Fatto occorso in Ruffano in data 11.04.2012.


CAPO H2) VINCENTI Alberto:


Del delitto di cui all’art. 648 c.p., per aver perpetrato la rapina in danno della Tabaccheria STASI di Ruffano. Fatto occorso in Ruffano in data 11.04.2012.


CAPO H3) VINCENTI Alberto:


Del delitto di cui all’art. 61n. 2, 81 c.p., 2,4 e 7 L. 895/1967 per aver detenuto e portato abusivamente armi da fuoco. Fatto occorso in Ruffano in data 11.04.2012.


Capo I) STASI Martino, STASI Giuseppe, GRAVANTE Vito William, SABATO Marco, CHIARILLO Carlo;


del delitto di cui all’art. 74 DPR 309/90 per aver posto in essere, in concorso tra di loro e con altre persone rimaste sconosciute, atti idonei, diretti in modo non equivoco alla consumazione del reato di detenzione illecita e traffico di sostanza stupefacente del tipo cocaina.


Fatti occorsi in Ruffano, dal 01.11.2012 con continuazione



CAPO L) STASI Martino, CASTELLUZZO Mirko:


Del delitto di cui all’artt. 73 del D.P.R. 309/90 come modificato dalla L. 49/06, per aver posto in essere atti idonei, diretti in modo non equivoco, alla consumazione del reato di detenzione illecita, trasporto, coltivazione e vendita d’ingenti quantitativi di sostanza stupefacente, del tipo “cocaina” e “marijuana”. Fatti occorsi in Lecce e Ruffano, dal 11.04.2012 con continuazione fino al 07.05.2012.


CAPO M) STASI Martino:


Del delitto di cui all’art.424 c.p., per aver appiccato il fuoco quale atto intimidatorio ai danni di autovettura Volvo. Ruffano in data 11.04.2012.


CAPO N) STASI Martino:


Del delitto di cui all’art. 424 c.p., per aver appiccato il fuoco quale atto intimidatorio ai danni di autoveicolo Volkswagen Trasporter. Ruffano in data 04.11.2012.


INIZIO DELL’INDAGINE


L’indagine The Town (il nome prende spunto dal film “The Town”, pellicola alla quale si ispira il capo del gruppo, che prende come modello i personaggi particolarmente feroci, cercando di imitarne le gesta, essendo una storia incentrata sulle imprese di quattro rapinatori di banche) trae origine dalla tentata rapina avvenuta la mattina del 2 aprile 2012 a Carpignano Salentino presso il locale ufficio postale quando Daniele Mario Marra viene arrestato in flagranza di reato dalle pattuglie delle Stazioni Carabinieri di Martano e di Otranto; successivamente, ottenute le descrizioni somatiche e fisiche e l’abbigliamento di altri due giovani che si erano dati alla fuga, alle ore 10,10 una pattuglia del Comando Stazione Carabinieri di Melendugno, intercettava in quel centro l’autovettura ricercata e venivano sottoposti da parte del Nucleo Operativo di Maglie a fermo di indiziato di delitto Antonio Rollo e Giuseppe Stasi, sussistendo nei loro confronti concordanti e gravi indizi di colpevolezza: i tre sono ancora detenuti.


SVILUPPO DELL’INDAGINE


Le attività investigative, finalizzate al contrasto del fenomeno ed all’individuazione degli autori sospettati di numerose rapine, venivano poste in essere in varie località del territorio del basso Salento, in particolare nei confronti dei suddetti, tutti residenti nel comune di Ruffano, atteso che i veicoli utilizzati per compiere le rapine venivano rinvenuti tra la località prescelta per la rapina e il centro abitato di Ruffano.


Alla base dell’attività del Nucleo Operativo di Maglie vi erano alcuni particolari che facevano presumere che in gran parte delle rapine gli autori fossero sempre gli stessi. Emergeva, infatti che il numero dei soggetti che prendeva parte alle azioni delittuose, era sempre di “tre”, travisati con cappucci di fortuna, ricavati dalle maniche di maglioni, armati spesso di “fucile a canne mozze”, che venivano descritti essere due alti circa mt.1,80 (uno delineato visibilmente corpulento), mentre il terzo di corporatura normale poco più basso dei complici circa mt.1,75; infine, anche il modus operandi della fuga era sempre lo stesso : i rapinatori, dopo la rapina, abbandonato il veicolo usato oggetto di furto, continuavano la fuga a bordo di un’altra autovettura “pulita”, come accadeva il 2 aprile 2012, Giuseppe Stasi, Daniele Marra e Antonio Rollo che venivano arrestati nel corso della tentata rapina presso l’Ufficio Postale di Carpignano Salentino, dopo aver abbandonato il veicolo rubato per poi dileguarsi con l’autovettura “pulita”.


L’attività d’indagine del Nucleo Operativo di Maglie ha permesso di appurare non solo l’esistenza di un’organizzazione delinquenziale dedita alla consumazione di rapine, in particolare ai danni di attività commerciali, ma anche che i proventi di quei delitti erano finalizzati al sostegno delle spese per l’approvvigionamento di stupefacente del tipo “cocaina”e “marijuana” per la cessione a terzi.


STRINGERE AMICIZIE E PIANIFICARE NUOVI COLPI


Nel corso delle intercettazioni è emerso chiaramente come Giuseppe Stasi, capo del gruppo, approfittasse del suo stato detentivo per stringere nuove e più importanti alleanze con la malavita Leccese, già operante nel settore degli stupefacenti e delle rapine, accettandone anche la “protezione” all’interno del carcere. Per di più, utilizzava il fratello Martino Stasi per portare a termine materialmente gli illeciti accordi che gli avrebbero permesso di continuare a reperire un notevoli somme di denaro che gli sarebbero servite anche per il suo mantenimento in carcere.


E’ stato appurato quindi il vincolo tra i 3 soggetti che non riguarda solo il passato, in quanto Giuseppe Stasi, attraverso le sue comunicazioni, aveva messo in risalto la sua “leadership” avendo già da tempo pianificato ulteriori rapine presso Istituti di Credito e non solo. La dimensione delinquenziale raggiunta dall’associazione non ha nessun ridimensionamento circa la commissione di attività illecite nonostante l’arresto dei tre in Carpignano Salentino in data 02 aprile 2012; anzi, Giuseppe Stasi continua a studiare per trovare il modo di portare a termine altre rapine da lui già organizzate, arrivando al punto che, non potendole mettere in opera personalmente, data la sua restrizione, si diceva disposto ad ingaggiare altri soggetti dai quali avrebbe preteso una parte del bottino come compenso per l’organizzazione.


Nell’ambito del sodalizio diretto a commettere rapine i singoli si ripartiscono i compiti attestando così l’esistenza di una specializzazione che rende più efficiente il sodalizio stesso. Nell’ambito dell’associazione, infatti, Stasi, capo indiscusso, organizza i colpi, programma le azioni delittuose e organizza il modo di procurare le armi. I suoi stretti collaboratori, d’altra parte, contribuiscono: il Antonio Rollo come autista delle autovetture rubate e con funzioni di palo, mentre Daniele Marra, anche per la sua connotazione fisica, è il “violento”, colui che entra con il fucile – ed in un caso colpisce un dipendente ad una cassa senza alcun motivo (Spongano). Il vincolo associativo nasce certamente molto tempo addietro, essendo gli stessi tutti della stessa età e pertanto cresciuti insieme nell’ambito dello stesso comune (Ruffano) e si è consolidato nel tempo attraverso un più vasto programma criminoso con l’organizzazione e la commissione di numerosi reati.


Tutte le rapine commesse dal sodalizio, per nulla episodiche ma costanti e reiterate nel tempo, sono poste in essere con stessa metodologia e sistematicità.


ALTRE RAPINE


La conferma dell’esistenza del predetto sodalizio, si aveva in particolare da Giuseppe Stasi, quando il detenuto, commentando l’articolo apparso in data 15 aprile 2012 a pagina 29 del “Quotidiano di Lecce”, e dove si evidenziavano ulteriori indagini nei confronti dei detenuti Giuseppe Stasi, Daniele Marra e Antonio Rollo, ritenuti responsabili di ulteriori “sette” rapine che venivano indicate essere: “la rapina presso l‘Ufficio Postale di Palmariggi in data 13 agosto 2011; la rapina del 19 agosto 2011 presso un Supermercato di Scorrano; la rapina del mese di febbraio 2012 presso “Pam” di Spongano; la rapina del 23 marzo 2012 presso il Supermercato di Muro Leccese”, mette a risalto i rispettivi compiti assegnati ad ognuno di loro tre/quattro, in particolare che Antonio Rollo era quello che aveva assegnato il compito di “palo”, rimanendo all’esterno dell’edificio a bordo del veicolo utilizzato per la fuga, mentre Giuseppe Stasi e Daniele Marra erano quelli che, armati, mettevano a segno la rapina. Concretamente, Giuseppe Stasi, teneva a puntualizzare che compariva personalmente in tutte le rapine con Daniele MArra, mentre Antonio Rollo restava alla guida del veicolo. Dopo l’articolo sul giornale in cui si parla di 7 rapine a cui avrebbero partecipato, Stasi conferma che loro sono presenti in tre/4 (a seguito della visione della immagini emerge chiaramente la loro partecipazione a quelle di cui si tratta in questa informativa per connotazione fisica, movenze, modus operandi). Per di più, nelle occasioni in cui erano entrati tutti e tre all’interno dell’obiettivo prescelto, precisamente quelle indicate con i capi d’imputazione, sarebbero stati immortalati nelle immagini sempre “uno grosso” (Daniele Marra) e “due mingherlini” (Giuseppe Stasi e Antonio Rollo).



L’USO DELLA VIOLENZA


Altra caratteristica fondamentale del sodalizio è la violenza, non solo utilizzata per mettere a segno le rapine, che sono sempre armate, ma in alcuni casi (rapina di Spongano) mediante una violenza inaudita e gratuita che fa emergere il carattere e l’indole dei soggetti. Anche il modo di “risolvere” alcune questioni è sintomatico della loro indole, tanto che Martino Stasi, fratello di Giuseppe, preferiva risolvere eventuali contrasti con chi che sia mediante atti di intimidazione che potevano andare dall’incendio di autoveicoli delle vittime prese di mira, ai colpi di arma da fuoco sparati sulle loro abitazioni, dimostrando di avere, di fatto, una costante disponibilità di armi.


Ancora più grave è il racconto di Stasi in cui conferma che quando furono arrestati a Carpignano Salentino per la tentata rapina all’U.P., visto che lui impugnava il fucile mentre erano nascosti in una casa abbandonata, se si fosse trovato davanti i Carabinieri non avrebbe esitato a sparare, e di aver desistito solo dopo aver visto gli altri saltare il muro e scappare, dandosi alla fuga pure lui.


COCAINA E MARJUANA


Dopo l’arresto Giuseppe Stasi continua a dirigere il sodalizio servendosi del fratello Martino Stasie viene evidenziata la sua abilità nella gestione dello spaccio a Ruffano. Infatti l’’associazione a delinquere acquisiva i suoi principali proventi attraverso le rapine alle attività commerciali, che venivano perpetrate da Giuseppe Stasi, Antonio Rollo e Daniele Marra e poi dirottati verso Martino Stasi e Vito William Gravante, che li utilizzavano per la vendita dello stupefacente prodotto in proprio, anche grazie alla coltivazione diretta della “marijuana”, essendo emerso, nel corso delle attività tecniche, che la coltivazione delle predette piante avveniva già da diverso tempo e precisamente da “quattro anni”, avendo utilizzato sempre i semi prodotti dalle loro coltivazioni che rendeva possibile il miglioramento della nuova generazione di piante. Ma l’attività principale del gruppo era comunque lo spaccio di cocaina, che avveniva attraverso una serie di “dipendenti” di STASI Martino. STASI Martino riusciva a piazzare almeno 1 kilo di cocaina al mese per lo spaccio, e la cocaina doveva essere “buona” perché i clienti erano “esigenti”. Durante l’esecuzione delle ordinanze sono stati perquisiti altri 13 indagati; nel corso delle stesse sono stati rinvenuti dai militari operanti:



  • A Martino Stasi due involucri di cocaina per complessivi gr.9, 1 bilancino di precisione, 2 ricetrasmittenti, materiale vario per il confezionamento e documentazione utile per l’indagine;

  • A Marco De Vitis dell’84 di Ruffano, un involucro con 7,4 gr. Cocaina, 55 gr. Sostanza da taglio, materiale per confezionamento dosi e un coltello;

  • A Cristian Lato dell’87 di Ruffano, un involucro con 3,5 gr. Di cocaina, 3 bilancini di precisione, materiale vario per il confezionamento e una autovettura BMW 530 oggetto furto in Corsano il 29.12.12 completamente smontata e priva motore;


Tutti, pertanto, sono stati tratti arresto flagranza reato di detenzione ai fini di spaccio di cocaina.


PRECOSTITUZIONE DI ALIBI: L’SMS RITARDATO


Particolare rilevante per far capire l’attenzione dei soggetti nei colpi, nonostante la loro età, è data dal fatto che non portavano al seguito le loro utenze telefoniche e se ciò accadeva, veniva repentinamente spenta, provvedendo anche al distacco della batteria. Non solo, Giuseppe Stasi spiega al fratello ed al padre uno stratagemma creato per avere un alibi mediante la sua utenza cellulare, avendola appositamente lasciata presso la sua abitazione impostata per l’invio di due messaggi che dovevano partire a distanza di 5 minuti uno dall’altro, dalle ore 9 del 2 aprile 2012, verso l’utenza della sua fidanzata Benedetta Baldari.


Effettivamente, a conferma di quanto emerso nella suddetta conversazione, Giuseppe Stasi invia due messaggi agganciando nell’occasione la cella di Ruffano, precisamente alle 8,48 e alle 8,56 del 2 aprile, verso l’utenza della fidanzata. Il primo messaggio “Buongiorno”; il secondo che doveva essere generico non sapendo cosa potesse rispondere la fidanzata, ”come stai?”.


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Campi elettromagnetici, Matino è ok

Eseguito monitoraggio degli impianti di radiotelecomunicazione per la telefonia cellulare presenti sul territorio comunale. ARPA Puglia esclude situazioni di rischio per la popolazione

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A seguito della richiesta di monitoraggio ambientale avanzata dall’amministrazione comunale e della successiva interlocuzione con ARPA Puglia, sono state effettuate specifiche attività di controllo sui campi elettromagnetici generati dagli impianti di radiotelecomunicazione per la telefonia cellulare presenti sul territorio comunale.

In particolare, come comunicato da ARPA Puglia, nelle giornate del 25 novembre e del 2 dicembre 2025 il personale tecnico dell’Unità Operativa competente ha eseguito misurazioni dei campi elettromagnetici presso siti ritenuti di interesse radioprotezionistico in relazione agli impianti segnalati.

Gli esiti delle misurazioni hanno evidenziato valori inferiori ai limiti stabiliti dalla normativa vigente, escludendo situazioni di rischio per la popolazione.

I rapporti di misura costituiranno parte integrante dei certificati di conformità di postattivazione, che saranno trasmessi al Comune di Matino e pubblicati sul sito istituzionale di ARPA Puglia, secondo le modalità previste al link sul sito di Arpa Puglia.

«L’amministrazione comunale», spiega il sindaco Giorgio Salvatore Toma, «ha ritenuto necessario attivare le competenti strutture tecniche regionali per garantire un controllo puntuale e rigoroso sugli impianti di telefonia presenti sul territorio. La salvaguardia della salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente rappresentano principi fondamentali dell’azione amministrativa. I risultati comunicati da ARPA Puglia confermano la conformità degli impianti ai limiti di legge e forniscono un quadro rassicurante per la comunità. Resta ferma la volontà dell’amministrazione di proseguire in un’attività di vigilanza costante, improntata alla massima trasparenza e collaborazione con gli enti preposti».

Il sindaco Toma, infine, ribadisce «l’impegno dell’amministrazione comunale a garantire informazione, controllo e trasparenza, restando a disposizione dei cittadini per ogni ulteriore chiarimento o approfondimento sul tema».

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Capitale Italiana del Mare 2026, c’è anche Santa Cesarea

“Il mare che cura, protegge e accoglie”. Candidatura da un milione di euro, sostenuta dalla Provincia e da un’ampia rete di Comuni e Istituzioni pugliesi, che punta su eventi culturali, tutela ambientale, benessere e accoglienza

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Il Comune di Santa Cesarea Terme ha ufficialmente presentato la propria candidatura al titolo di Capitale Italiana del Mare 2026, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le Politiche del Mare, con il progetto dal titolo “Il mare che cura, protegge e accoglie.

Il riconoscimento prevede l’assegnazione di un finanziamento di un milione di euro destinato alla realizzazione del programma nell’anno di riferimento.

Una competizione nazionale di alto profilo, che vede Santa Cesarea Terme confrontarsi con località di primo piano del panorama marittimo italiano, tra cui città del calibro di Genova, Taranto, Riccione, Messina e altri importanti centri costieri. Una sfida ambiziosa che rende ancora più significativo il forte sostegno espresso dal territorio salentino.

La proposta nasce da una visione chiara e radicata nell’identità locale, che interpreta il mare non solo come elemento paesaggistico, ma come spazio di benessere, cultura, tutela ambientale e accoglienza.

Il programma di attività, previsto tra marzo e dicembre 2026, si sviluppa lungo tutto l’anno con un calendario diffuso di iniziative capaci di coinvolgere residenti e visitatori anche oltre la stagione estiva.

Il progetto prevede rassegne di cinema e teatro sul mare, eventi culturali e performance all’aperto, visite guidate tematiche e multilingua dedicate alle grotte marine, alle torri costiere, al sistema termale e alle frazioni, oltre a passeggiate ecologiche, giornate di volontariato ambientale e attività di sensibilizzazione lungo la costa.

Accanto agli eventi, sono previste azioni per il potenziamento dei servizi di informazione e accoglienza turistica, anche attraverso strumenti digitali dedicati, l’installazione di totem informativi multilingua, interventi per migliorare accessibilità e fruizione inclusiva dei luoghi e la sperimentazione di soluzioni di mobilità sostenibile nei periodi di maggiore afflusso.

Elemento distintivo della candidatura è il forte legame tra mare e benessere, che trova nelle Terme di Santa Cesarea un riferimento identitario unico nel panorama nazionale, affiancato da una particolare attenzione alla tutela degli ecosistemi costieri e marini, anche grazie alla collaborazione con Plastic Free e ad altre realtà impegnate nella sostenibilità ambientale.

La candidatura assume una chiara dimensione territoriale e sovracomunale.

È sostenuta da: Provincia di Lecce, Aeroporti di Puglia, Terme di Santa Cesarea, l’IISS Polo Tecnico Mediterraneo “A. Moro” di Santa Cesara Terme, il CNA di Lecce, il GAL Capo di Leuca, Plastic Free Onlus, il Parco Naturale Regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, e numerosi Comuni del Salento: Aradeo, Carmiano, Carpignano Salentino, Casarano, Castrignano del Capo, Cavallino, Galatina, Leverano, Maglie, Martano, Melpignano, Minervino di Lecce, Muro Leccese, Novoli, Ortelle, Parabita, Poggiardo, Racale, San Cesario di Lecce, San Donato di Lecce, San Pietro in Lama, Sogliano Cavour, Spongano e Uggiano La Chiesa.

Accanto alle istituzioni pubbliche, sostengono la candidatura anche tantissimi enti del terzo settore, organismi di sviluppo locale, istituzioni formative e realtà imprenditoriali del territorio.

«Abbiamo scelto di candidarci con un progetto concreto e riconoscibile», dichiara il sindaco di Santa Cesarea Terme, Pasquale Bleve, «capace di mettere in relazione mare, cultura, ambiente e benessere. Il sostegno così ampio che stiamo ricevendo dimostra che questa candidatura non riguarda solo Santa Cesarea Terme, ma rappresenta un’opportunità reale per tutto il territorio salentino, chiamato a misurarsi in una sfida nazionale di grande livello».

In attesa della valutazione finale, con il verdetto atteso per febbraio, la candidatura di Santa Cesarea Terme rappresenta già un risultato significativo: aver costruito una rete ampia e coesa attorno a un progetto che guarda al mare non come risorsa da consumare, ma come patrimonio da valorizzare nel tempo, con ricadute concrete per comunità e territori.

 

 

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FORPRO: con CTM, il sud del Libano riparte dall’agricoltura comunitaria

Nuovo progetto dell’ets salentino nel distretto di Tiro: Formazione e Produzione per la sicurezza alimentare in Libano

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Promuovere l’accesso al cibo, rafforzare la sicurezza alimentare e sostenere le comunità più vulnerabili attraverso pratiche di agricoltura sostenibile: sono questi gli obiettivi principali di FORPRO – Formazione e Produzione per la Sicurezza Alimentare in Libano, il nuovo progetto avviato nel distretto di Tiro dall’ETS salentina “Cooperazione nei Territori del Mondo (CTM)” in partenariato con l’Unione delle Municipalità di Tiro.

L’iniziativa, realizzata con i fondi dell’Otto per mille a gestione diretta statale, si inserisce nel quadro degli interventi di cooperazione internazionale a sostegno della popolazione libanese colpita da una crisi economica e sociale senza precedenti, aggravata negli ultimi anni dalla guerra, dalla pressione dei flussi migratori e dall’aumento dei prezzi dei beni essenziali. In questo contesto, FORPRO punta a rafforzare la capacità delle comunità locali di produrre cibo in modo autonomo e sostenibile, valorizzando risorse pubbliche e competenze territoriali.

UN DISTRETTO IN GINOCCHIO

Il distretto di Tiro, nel Sud del Libano, è oggi uno dei territori più colpiti dagli effetti combinati della crisi bellica, economica ed energetica e al progressivo indebolimento dei servizi pubblici. A partire dall’ottobre 2023 il territorio del Sud del Libano è stato oggetto di numerosi attacchi e bombardamenti che hanno causato la distruzione di case, infrastrutture pubbliche e terreni agricoli, la morte di oltre 4.000 civili e il ferimento di oltre 16.500 persone nel paese. Inoltre, il Paese ha registrato un drastico aumento dell’inflazione, con un’impennata dei prezzi dei generi alimentari di base che ha reso sempre più difficile per molte famiglie garantire un’alimentazione adeguata. Il prezzo del pane, alimento essenziale per la sopravvivenza quotidiana, ha subito aumenti molto rilevanti, incidendo in modo diretto sul potere d’acquisto delle fasce più fragili della popolazione.

Parallelamente, la povertà è cresciuta in modo significativo, coinvolgendo oggi oltre metà della popolazione libanese, con un impatto ancora più forte sui rifugiati e sui lavoratori del settore informale. In questo scenario, la sicurezza alimentare è diventata una priorità critica: molte famiglie, per necessità, stanno modificando la propria dieta orientandosi verso alimenti più economici ma anche più calorici e meno nutrienti, con conseguenze rilevanti sul piano della salute e del benessere. La pressione sulle risorse locali, unita alla ridotta capacità di importazione di beni alimentari, rende sempre più urgente investire in sistemi di produzione locali, resilienti e accessibili, capaci di rispondere ai bisogni immediati e di rafforzare nel tempo l’autonomia delle comunità.

IL PROGETTO

La strategia del progetto FORPRO è quella di promuovere l’accesso al cibo attraverso pratiche di autoproduzione e la messa a disposizione di terreni pubblici ai contadini e alle famiglie vulnerabili. Contemporaneamente, la proposta mira ad accrescere la conoscenza e la consapevolezza nell’uso di strumenti di coltivazione sostenibili, sia dal punto di vista economico che ambientale. L’approccio adottato punta ad accorciare la filiera alimentare, riducendo la dipendenza dal mercato e dalle importazioni, e a incentivare forme di produzione e distribuzione dal basso, radicate nei territori e gestite direttamente dalle comunità con il coinvolgimento attivo delle donne.

Il progetto prevede la creazione e il rafforzamento di orti comunitari e iniziative di agricoltura sociale su terreni pubblici messi a disposizione dai municipi, in particolare nelle aree individuate come prioritarie per l’avvio delle attività pilota. Tra queste, l’area di Ras El Ein, situata nei pressi della Riserva Naturale di Tiro, rappresenta un esempio concreto di integrazione tra tutela ambientale, uso sostenibile delle risorse e inclusione sociale, grazie al coinvolgimento diretto di famiglie vulnerabili e piccoli produttori agricoli.

Le strategie del progetto mirano a promuovere un’agricoltura ecologicamente sostenibile, capace di migliorare la qualità della dieta e di rafforzare la resilienza delle famiglie, favorendo al tempo stesso la creazione di reti locali di cooperazione. FORPRO sostiene l’accesso a mezzi di produzione, formazione tecnica, pratiche di trasformazione e conservazione dei prodotti, oltre a forme di micro-distribuzione e commercializzazione locale, in un’ottica di sviluppo inclusivo. I risultati attesi comprendono il rafforzamento delle competenze agricole, l’aumento della disponibilità di cibo prodotto localmente e il miglioramento della capacità delle famiglie di far fronte alle difficoltà economiche attraverso sistemi produttivi autonomi e sostenibili.

«UN PERCORSO CHE CONTINUA»

«Questo progetto rappresenta per CTM un ulteriore passo nel percorso di sostegno alle comunità del distretto di Tiro, con cui collaboriamo da anni su temi legati alla sicurezza alimentare, allo sviluppo locale e alla resilienza sociale», dichiara Alberto Piccinni, Legale Rappresentante di CTM. «FORPRO si inserisce in continuità con le precedenti progettualità portate avanti sul territorio, rafforzandole attraverso un’attenzione specifica al rapporto tra l’ambiente, la comunità, gli enti e le risorse pubbliche. Lavorare insieme alle municipalità e alle comunità locali ci consente di costruire interventi che non rispondono solo alla logica emergenziale, ma che puntano a creare basi più solide per l’autonomia futura delle famiglie, integrando formazione, accesso alla terra e supporto tecnico in un’unica strategia di sviluppo sostenibile».

LE ATTIVITÀ GIÀ AVVIATE

Sul finire del 2025 hanno preso avvio le prime attività operative del progetto, segnando l’inizio concreto del percorso di formazione e accompagnamento delle comunità coinvolte. Dopo la costituzione del comitato di gestione locale e la selezione dei formatori, è stata avviata una campagna di informazione nei municipi del distretto per promuovere la partecipazione degli agricoltori e delle famiglie vulnerabili alle iniziative previste. In seguito a una fase di registrazione e valutazione preliminare dei bisogni, sono state organizzate le prime sessioni formative, che coinvolgeranno un più di 200 beneficiari in incontri teorici e pratici curati dagli esperti di Agricultural Movement in Lebanon, Tyros Lag e della stessa Unione delle Municipalità

I primi moduli di formazione hanno affrontato temi centrali per l’agricoltura sostenibile, come le tecniche di coltivazione a basso impatto, la fertilizzazione naturale, la gestione del suolo, la conservazione dei prodotti e le prime nozioni di trasformazione e commercializzazione. Le attività si sono svolte sia in spazi messi a disposizione dall’Unione sia direttamente in campo, favorendo un apprendimento basato sull’esperienza e sul confronto tra pari. Questo primo ciclo di incontri rappresenta l’avvio di un percorso più ampio che, nei prossimi mesi, porterà alla realizzazione degli orti e semenzai comunitari, all’ottimizzazione dei sistemi di irrigazione e alla distribuzione dei materiali necessari per sostenere concretamente la produzione agricola locale.

CTM, DA LECCE AL MONDO DA 40 ANNI

CTM – Cooperazione nei Territori del Mondo nasce a Lecce nel 1985 solcando un percorso di cooperazione e solidarietà internazionale e promuovendo lo sviluppo integrale della persona e dell’ambiente, la lotta alla povertà e all’esclusione
sociale sempre al fianco dei più vulnerabili: bambini, donne, disabili, malati, rifugiati, anziani.
Da allora, insieme a numerosissimi partner locali e internazionali, ha sviluppato
più di 50 iniziative superando lo sterile paradigma dell’aiuto per abbracciare la logica della condivisione e della reciprocità partendo dal Salento per raggiungere:
Repubblica Dominicana, Ecuador, Albania, Siria e soprattutto il Libano, un paese
con il quale si è instaurata una amicizia autentica e duratura. Negli ultimi anni infatti sono state numerosissime le iniziative e gli scambi svolti tra il Salento e Libano come
BLU TYRE – Partenariato Locale per lo Sviluppo Marino e Costiero Sostenibile, suggellato con un patto di amicizia tra il Comune di Tricase e la Municipalità di Tiro, oppure il progetto “Caseificio Inclusivo”, che ha permesso di migliorare i servizi di mantenimento della catena del freddo per la produzione casearia di Oum El Nour, organizzazione che si occupa dell’integrazione sociolavorativa di donne vittime di violenza e tossicodipendenti.

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