Appuntamenti
Gozzi International Festival a Gallipoli
L’evento celebra il Gozzo e coinvolge uomini di mare, maestri d’ascia, marinai e pescatori, per condividere le storie e preservare le tradizioni costruttive coinvolgendo anche i giovani per assicurare la continuità di antiche conoscenze. Inaugurazione giovedì 9 ottobre dalle 19 sul peschereccio Matilde Fiore nei pressi della Banchina del Canneto
Tutto pronto per l’undicesima edizione del Gozzo International Festival.
Il Raduno di lance e gozzi tradizionali, in programma a Gallipoli dal 9 al 12 ottobre, è organizzato dal Circolo Velico Ecoresort Le Sirenè in collaborazione con Caroli Hotels.
L’evento celebra il Gozzo e si focalizza sull’importanza dei gozzi e delle lance collegata alle località costiere delle Marinerie mediterranee, celebrandone la storia attraverso diverse iniziative che spaziano dalle regate di voga e di vela, dall’enogastronomia all’arte e alla cultura.
Il festival coinvolge uomini di mare, maestri d’ascia, marinai e pescatori, che sono invitati a condividere le proprie storie e a preservare le tradizioni costruttive, coinvolgendo anche i giovani per assicurare la continuità di queste antiche conoscenze.
La cerimonia d’inaugurazione è prevista alle 19 di giovedì 9 ottobre, alla Banchina del Canneto sul peschereccio Matilde Fiore.
Il Gozzo, purché di costruzione tradizionale rigorosamente in legno, rappresenta il minimo comune denominatore tra tutti i Paesi del Mediterraneo ed è storicamente presente in ogni nazione costiera conservando le stesse caratteristiche tradizionali di costruzione e livrea con colori propri di ciascuna marineria.
Celebra il legame tra la terra, l’uomo e il mare per rievocare le antiche tradizioni in chiave moderna e promuovere quei valori propri del Salento e della sua gente che trovano sintesi, appunto, nel Gozzo
L’evento promuove la cultura del mare a tutto tondo.
La sensibilizzazione verso le migliori pratiche e la sostenibilità ambientale si realizza attraverso partnership consolidate con le più autorevoli associazioni presenti sul territorio.
Numerosi gli equipaggi partecipanti (nome armatore e nome imbarcazione): Marco Terragni con l’imbarcazione Clori; Gianni Saggese con Antonia; Mario Caserta e Antonio Ranieri con Zingarella; Aldo Richici con Natamar; Saverino Ramos Suarez) con Club Nautici Mora d’Erbe (proveniente dalla Catalogna); Andrea Cafà con Anzietta.
Al centro dell’evento anche enogastronomia, arte e cultura.
Gallipoli diventerà luogo di incontro e confronto tra le diverse marinerie d’Europa e d’Italia e cornice perfetta per tutti i momenti dell’evento, dalle visite culturali, ai workshop, agli happy hour, dalle regate al puro intrattenimento.
La base nautica sarà al Seno del Canneto, nel porto di Gallipoli, dove si terranno le operazioni di varo, alaggio e ormeggio delle barche, nelle immediate vicinanze dell’Hotel Bellavista Club – Caroli Hotels. Qui, gli Armatori con i loro equipaggi saranno ospiti dell’organizzazione per l’intero soggiorno.
Il Borgo Antico di Gallipoli offre uno splendido scenario per ospitare l’evento con la banchina e il porto collegati perfettamente attraverso il Castello Angioino, che diventerà la sede principale del festival.
All’interno saranno allestite mostre, incontri culturali, convegni e altre attività.
Il Borgo, il porto, la galleria, lo scalo, saranno solo alcuni dei luoghi grandi attrattori ad ospitare gli appuntamenti in programma.
Il GIF 2025 sarà scandito da tre pagine esperienziali: la vita di bordo, la vita di porto e la cambusa del marinaio, dove si potranno vivere momenti di vita a bordo, esplorare il porto e degustare i piatti tipici della cucina marinara.
Vita di bordo: con gozzi e lance a vela latina in mostra in banchina; Gozzi del Palio Remiero Tradizionale di Puglia; veleggiate; regate di voga
Vita di porto: con il Cantiere dei Maestri d’ascia provenienti da diverse regioni d’Italia all’interno del Castello Angioino dalle 10 alle 18; Palio Remiero Tradizionale delle Marinerie di Puglia in cui gli equipaggi a bordo di Gozzi con armo a voga classica si sfideranno davanti al Seno del Canneto ad evocare lo sbarco delle merci in porto; Workshop e incontri sulla tradizione per parlare di restauro, tecniche e attrezzatura;
Cambusa del marinario: appuntamenti gastronomici che celebrano i sapori autentici del mare e le tradizioni culinarie del nostro territorio; degustazioni di prelibatezze in un’atmosfera festosa, arricchita da buona musica e convivialità.
Il Gozzo International Festival è l’occasione giusta per lasciarsi affascinare dalle antiche arti della navigazione tradizionale e dagli altri piacevoli momenti dell’evento tra cui mostre fotografiche, esibizioni di arte marinaresca, degustazioni di pescato, performance artistiche.
Il programma completo
VITA DI BORDO
* Gozzi e Lance a vela latina in mostra in banchina
* Gozzi del Palio Remiero Tradizionale di Puglia
* Veleggiate
* Regate di voga
VITA DI PORTO
* “Cantiere dei Mastri d’Ascia”
La Galleria dei Due Mari si trasformerà in un vero Cantiere aperto: dalle 10 alle 18 che ospiterà dime di gozzi, attrezzi usati dai maestri d’ascia, gozzi in lavorazione e modelli di gozzi e lance. Saranno presenti Maestri d’Ascia provenienti dalle diverse regioni d’Italia che illustreranno le peculiarità dei propri lavori.
* “Palio Remiero Tradizionale delle Marinerie di Puglia”
Gli equipaggi a bordo di Gozzi con armo a voga classica si sfideranno davanti al Seno del Canneto ad evocare lo sbarco delle merci in porto.
Gli equipaggi partecipanti alla regata a vela latina che vorranno potranno iscriversi all’iniziativa e navigare a remi assieme al tramonto nello specchio d’acqua di fronte allo Scalo del Rivellino.
* “Workshop e incontri sulla tradizione”
Si terranno incontri con i protagonisti per parlare di restauro, tecniche e attrezzatura.
MOSTRE D’ARTE
Mostre d’arte: “Che il Mediterraneo sia” a cura di Roberto Rocca e Toti Magno”; “La spedizione antartica italiana 1973-1974” a cura di Andrea Cafà e Tito Mancini; “Recupero di una memoria perduta”, di Antonio Mercuri; “Cimeli e memorabilia” a cura dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia; “L’ambiente e il nostro patrimonio”, curata dell’Associazione Paolo Pinto; “La Costruzione di una barca a vela come occasione di trasformazione e libertà”, di Bruno Romano e Marina Rossano.
CAMBUSA DEL MARINAIO
Appuntamenti gastronomici che celebrano i sapori autentici del mare e le tradizioni culinarie del nostro territorio. Degustazioni di prelibatezze in un’atmosfera festosa, arricchita da buona musica e convivialità.
PER I PIU PICCOLI
Possibilità di organizzare laboratori per bambini con la costruzione di oggettistica navale e di percorsi didattici per la tutela e la promozione della cultura del mare. Per tutti origami di barche in carta da colorare.
GIOVEDÌ 9 OTTOBRE
Ore 19, Cerimonia d’Inaugurazione alla Banchina del Canneto sul peschereccio Matilde Fiore e cocktail di Benvenuto.
VENERDÌ 10 OTTOBRE
Ore 9,30, Operazioni di varo e Briefing Tecnico Sala Meeting dell’Hotel Bellavista Club.
Ore 13, Banchina del Canneto, Veleggiate, regate a vela e prove di voga tradizionale
Ore 16, Banchina del Canneto, Happy Hour al rientro dei regatanti
Ore 18, Galleria dei Due Mari, al Cantiere del Maestro d’Ascia.
A seguire apertura e inaugurazione delle mostre alla Galleria dei Due Mari.
Ore 19,30, Gozzovigliando in Galleria dei Due Mari, Degustazione di pescato, musica dal vivo e danze tradizionali.
SABATO 11 OTTOBRE
Ore 9,30 Incontri in Galleria dei Due Mari al Cantiere del Maestro d’ascia: Sergio Abrami, “Stabilità e Vecchie Signore”; Angelo Cossa “Navigando sui muri”; 1973- 1974 La Spedizione Antartica italiana di Andrea Cafà; Briefing Tecnico nella Sala Meeting dell’Hotel Bellavista Club.
Ore 13 Banchina del Canneto, Veleggiate.
Ore 16, Banchina del Canneto, Happy Hour al rientro dei regatanti.
Ore 18,30, Incontri in Galleria dei Due Mari al Cantiere del Maestro d’ascia: Pere Alemany e Vicente Garcia Del Gado Sancho “Manual de Maniobres de vela llatina”
Ore 19,30, Cerimonia di Premiazione degli equipaggi in Galleria dei Due Mari.
Ore 20, brindisi con degustazione di “Pittule di Santa Teresa” e concerto di pizzica salentina
Ore 21, Cena di Gala al Ristorante Zerostelle dell’Hotel Bellavista Club – Caroli Hotels: “Pesce in Tavola” a cura dello Chef Onofrio Terrafino.
DOMENICA 12 OTTOBRE
Ore 9,30 Incontri in Galleria dei Due Mari al Cantiere del Maestro d’ascia.
Briefing Tecnico Sala Meeting dell’Hotel Bellavista Club.
Ore 11,30, Banchina del Canneto, eventuale veleggiata di recupero.
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Appuntamenti
“Dove il cerchio continua”: a Torrepaduli convegno sulla Ronda di San Rocco
Un momento di riflessione pubblica dedicato alla sua tutela e salvaguardia, con preziosi e qualificati interventi
Sabato 10, alle ore 18:30, la Sala Callisto del Santuario di San Rocco a Torrepaduli ospiterà il convegno “Dove il cerchio continua”, un momento di riflessione pubblica dedicato alla tutela e alla salvaguardia della Ronda di San Rocco come patrimonio vivo. L’incontro nasce con l’idea di interrogarsi sul presente e sul futuro di una pratica rituale che, nel tempo, ha attraversato trasformazioni profonde, mantenendo tuttavia una forte continuità simbolica, comunitaria e identitaria.
Il proposito del convegno è quello di costruire uno spazio di confronto consapevole, capace di mettere in dialogo memoria storica, testimonianze dirette e pratiche contemporanee. Ripercorrendo l’evoluzione della Ronda dal secolo scorso fino ai giorni nostri, l’incontro intende osservare come pizzica, danza scherma e pratiche musicali legate al tamburello siano state trasmesse, modellate e custodite nel tempo, tra continuità e cambiamento. Il luogo che accoglie il convegno, il Santuario di San Rocco, nella Sala Callisto, non è casuale: spazio simbolico e rituale, è il cuore pulsante dinanzi al quale da decenni il cerchio si apre, si rinnova e continua.
I RELATORI
Siederà al tavolo dei relatori Giovanni Pellegrino, studioso di tradizioni popolari e promotore culturale. Pellegrino è una figura centrale nella riflessione sulla Ronda di San Rocco a partire dagli anni Ottanta. Il suo lavoro, legato all’esperienza di Ritorno a San Rocco, ha contribuito a riattivare un processo di consapevolezza intorno al senso profondo del “fare festa”, inteso non come intrattenimento, ma come pratica collettiva dotata di valore sociale, simbolico e culturale. In una prospettiva in cui la festa diventa lavoro liberato e sublimato: un’azione comunitaria che sottrae il gesto alla produttività economica per restituirlo alla relazione, al rito e alla costruzione di senso condiviso. Un momento in cui la comunità si riconosce e si rigenera nel tempo.
Seguirà l’intervento di Massimiliano Morabito, etnomusicologo, musicista e ricercatore indipendente laureato al DAMS di Bologna. Morabito conduce da oltre vent’anni ricerche demoetnoantropologiche indipendenti nel Sud Italia, con un’attenzione particolare alla documentazione delle pratiche musicali di tradizione orale. La sua attività di ricerca si è intrecciata con il lavoro dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi, contribuendo all’arricchimento degli archivi nazionali attraverso materiali audiovisivi e fotografici di grande valore. Il riconoscimento, nel 2025, dell’interesse storico particolarmente importante del suo archivio e della sua biblioteca da parte del Ministero della Cultura conferma la rilevanza del suo lavoro sul piano della tutela e della memoria. Accanto alla ricerca, Morabito è musicista attivo come organettista del Canzoniere Grecanico Salentino e ha svolto attività didattica nell’ambito dell’antropologia della musica e della metodologia della ricerca sul campo.
Serena Pellegrino invece offrirà al convegno uno sguardo prezioso sul corpo come luogo di trasmissione della memoria e come spazio in cui la tradizione può essere interrogata e rinnovata senza perdere la propria identità.
Danzatrice del corpo di ballo de La Notte della Taranta, Serena Pellegrino ha maturato una solida esperienza nella pratica della pizzica tradizionale. Il suo lavoro si è concentrato anche sulla relazione tra la danza popolare e altri linguaggi del movimento, esplorando le possibilità di dialogo tra tradizione e forme espressive contemporanee e classiche. Questa ricerca, sviluppata nel tempo, le consente di osservare la danza non solo come riproduzione di un codice, ma come linguaggio vivo, capace di adattarsi, trasformarsi e generare nuovi significati.
Al tavolo dei relatori anche Gioele Nuzzo, musicista e produttore, figura di forte innovazione nel panorama della musica di tradizione. Virtuoso del tamburello tradizionale, strumento appreso in ambito familiare, ha sviluppato nel tempo una ricerca sonora che integra pratiche ritmiche legate alla pizzica con strumenti e linguaggi provenienti da altre culture. La sua attenzione alla dimensione terapeutica del suono e alla costruzione di atmosfere trance restituisce alla musica una funzione profonda, capace di agire sul piano emotivo e collettivo. La sua duttilità artistica e la sensibilità nel mantenere un equilibrio tra innovazione e rispetto della tradizione lo rendono una voce significativa nel dibattito sul presente e sul futuro delle pratiche musicali legate alla Ronda.
Ronda su cui si esprimerà senz’altro Davide Monaco, ricercatore laureato in Storia delle tradizioni popolari presso l’Università del Salento e fondatore della Compagnia di Scherma Salentina. Da oltre vent’anni impegnato nello studio, nella ricerca sul campo e nella trasmissione della danza scherma salentina, Monaco ha appreso direttamente dagli ultimi maestri depositari questa pratica ancestrale, contribuendo alla sua codifica, tutela e valorizzazione come bene culturale immateriale.
Infine Vincenzo Gagliani, musicista, didatta e progettista culturale, offrirà il suo prezioso contributo dalla sua prospettiva di sviluppatore di percorsi formativi, residenze artistiche e spazi di confronto dedicati alla filiera della musica di tradizione italiana. Dal 2012, all’interno del contesto del laboratorio urbano rigenerato dell’ExFadda, è fondatore e direttore della World Music Academy APS di San Vito dei Normanni, centro impegnato nella promozione di formazione strutturata, produzione artistica e ricerca condivisa legate alle pratiche musicali e coreutiche di tradizione orale. Le progettualità da lui ideate – dalla Scuola di Pizzica ai percorsi residenziali e intergenerazionali – condividono una forte dimensione partecipativa e mirano a rispondere alle fragilità del settore, generando processi culturali dal basso. Il suo contributo al convegno offrirà una riflessione concreta sulle strategie di trasmissione, attivazione e tutela del patrimonio immateriale nel contesto contemporaneo.
A moderare l’incontro sarà il giornalista Lorenzo Zito.
Il percorso di riflessione avviato dal convegno troverà un ulteriore momento di approfondimento nel Laboratorio di Danza Scherma Salentina, di e con Davide Monaco, che partirà la settimana seguente. Un’iniziativa realizzata nell’ambito delle attività dell’Infopoint Torrepaduli-Ruffano. Il laboratorio rappresenta un’occasione formativa per conoscere e praticare la danza scherma salentina, mettendo in relazione gesto, ritmo e simbolo tra aspetto coreutico e marziale. Attraverso lo studio dei codici, delle simbologie e delle dinamiche corporee, il laboratorio si configura come esperienza concreta di trasmissione, capace di legare memoria, corpo e comunità, rafforzando una tutela consapevole e una salvaguardia attiva di questo patrimonio da restituire alle future generazioni. Un percorso che ha subito trovato grande riscontro nelle iscrizioni.
Il convegno “Dove il cerchio continua: per una tutela e salvaguardia della Ronda di San Rocco” è ad ingresso libero, quindi senza prenotazione. L’evento, a cura di ODV Kairòs, è realizzato col sostegno di POC Puglia 2021-2027 e Puglia365.
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L’IA tra cultura, etica e narrazione: appuntamento a Taurisano
A Taurisano una riflessione sull’intelligenza artificiale tra cultura, etica e narrazione
Un’occasione di confronto culturale di grande attualità è in programma a Taurisano, dove venerdì 9 gennaio 2026, alle ore 18, nella Biblioteca comunale “Antonio Corsano”, verrà presentato il libro L’umano tecnologico. Da una sociosemiotica applicata a riflessioni sull’intelligenza artificiale di Giuseppe Gabriele Rocca. L’iniziativa è promossa dall’Associazione culturale Odigitria, in collaborazione con Officina di Cultura Taurisano, con il patrocinio del Comune.
Il volume affronta uno dei temi centrali del nostro tempo: il rapporto tra essere umano, tecnologia e intelligenza artificiale. Rocca sceglie una prospettiva originale, quella della sociosemiotica, per analizzare come la cultura contemporanea costruisce e rielabora questi temi attraverso le narrazioni, intese non come semplici racconti, ma come strumenti fondamentali con cui una società organizza e interpreta la realtà.
Il libro prende le mosse dalle teorie strutturaliste sviluppate negli ultimi anni all’Università di Torino, secondo cui i testi non sono mai entità chiuse, ma nodi di una rete culturale più ampia fatta di discorsi, pratiche e immaginari condivisi. Attraverso strumenti come il Percorso Generativo del Senso di Greimas e concetti chiave della semiotica contemporanea, l’autore analizza opere emblematiche della cultura pop e mediatica: dal videogioco Stray a Final Fantasy VI, dalla serie Westworld al film I Am Mother. In queste narrazioni la tecnologia diventa specchio delle paure, delle speranze e dei conflitti dell’uomo contemporaneo, interrogando temi come coscienza, libertà, potere ed etica.
Accanto alla fiction, Rocca mette in dialogo saggi e riflessioni di carattere filosofico e scientifico, mostrando come i modelli culturali sull’intelligenza artificiale non siano frutto di fantasia, ma riflettano dibattiti reali e attuali. Ne emerge un quadro critico che aiuta a comprendere non solo le visioni del futuro, ma soprattutto il modo in cui il presente viene interpretato e messo in discussione.
Alla presentazione interverranno il professor Mario Carparelli dell’Università del Salento e l’autore. I saluti istituzionali saranno affidati al sindaco Luigi Guidano. Un appuntamento che si annuncia come un momento di riflessione aperta e partecipata su uno dei nodi cruciali della contemporaneità.
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Lu spirito te lu tata Ngiccu a Tricase
Questa sera alla Sala del Trono, la Compagnia teatrale Ama-Torre in un commedia brillante in vernacolo
La Sala del Trono del Palazzo dei Principi Gallone di Tricase si veste straordinariamente a teatro per ospitare il gruppo amatoriale Ama-Torre con una commedia brillante in vernacolo tratta da un testo di Raffaele Protopapa: Lu spirito te lu tata Ngiccu.
Appuntamento questa sera: sipario alle 19, ingresso libero.
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