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Li Ucci Festival a Cutrofiano

Tredicesima edizione dedicata a Luigi Chiriatti. Dal 3 al 9 settembre, arte, cultura suoni tra folk, world music e tradizione. Concerti, mostre, presentazioni, performance teatrali, il “Riconoscimento Cultura d’onore”, una bicicletta e le degustazioni a km0 con gli Assaggiucci.

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A Cutrofiano torna Li Ucci Festival: tredicesima edizione della manifestazione dedicata a Luigi Chiriatti. Scomparso pochi mesi fa, il musicista (Canzoniere Grecanico Salentino, Canzoniere di Terra d’Otranto e Aramirè), studioso, scrittore, editore (l’esperienza di Kurumuny nasce nel 2002), dal 2015 direttore scientifico dell’Istituto “Diego Carpitella” e direttore artistico del festival “La Notte della Taranta”, è stato una delle figure più importanti del mondo culturale pugliese con la sua instancabile attività di ricerca e divulgazione nel campo delle tradizioni popolari del Salento.


Luigi Chiriatti


Chiriatti sarà ricordato con u𝗇a mostra fotografica e con una testimonianza quotidiana degli amici Antonio Castrignanò, Fernando Bevilacqua, Tonio Bandello, Maurizio Nocera, Raffaele Gorgoni e, nella serata finale che ospiterà anche una estemporanea di pittura di Antonio Melegari.


«Ci sembrava doveroso dedicare questa edizione a chi è stato da sempre vicino al nostro Festival con suggerimenti, consigli, proposte, idee sempre utili per tracciare linee guida che si son mostrate fondamentali per il futuro di questa manifestazione», sottolinea il direttore artistico.


Nato nel 2011, a un anno dalla scomparsa di Uccio Aloisi, con l’intento di ricordare lo storico gruppo “Gli Ucci” di Cutrofiano e tutti i grandi cantori del Salento che hanno saputo tramandare grazie alla loro cultura orale i canti e le tradizioni del territorio, il festival è cresciuto, ampliando la sua visione e arricchendo il suo programma, coinvolgendo nuove generazioni di musicisti, cantori e artisti capaci di tramandare il patrimonio popolare salentino e trasformandosi in un contenitore di arte, cultura, musica, enogastronomia e turismo. La ricca settimana del festival si concluderà in Piazza Municipio con la consegna del premio “Cultura d’onore” a Salvatore Matteo e il live dell’Orchestra di Piazza Vittorio, esperienza fondata a Roma nel 2002 che promuove la ricerca e l’integrazione di repertori musicali diversi per dare vita a un nuovo “suono del mondo” (venerdì 8, in collaborazione con I Concerti del Chiostro di Galatina) e con il Concerto-evento alla Rimesa (sabato 9) con “Sax in organik world” di Alessio Colì e l’esibizione de Li Ucci Orkestra, progetto nato nel 2013 e formato da musicisti, uniti dalla voglia di costruire in note e in musica gli insegnamenti e la tradizione lasciata dai cantori salentini.


Il programma del festival prenderà il via domenica 3 settembre con una lunga giornata con “Li Ucci in bicicletta”, le degustazioni degli “AssaggiUcci”, due repliche della performance teatrale “Pupe di pane”, la presentazione delle nuove Cartoline di Cutrofiano, l’inaugurazione del percorso di Rosoni all’uncinetto e i concerti di Bevano Est e Cardisanti.


Lunedì 4 dalle 21 nel Mercato della Cultura, progetto vincitore del bando Luoghi Comuni, sarà inaugurata la mostra fotografica “Il ricercatore” dedicata a Luigi Chiriatti con la partecipazione di Antonio Castrignanò e sarà presentato il volume “Canzoniere. 101 canti della tradizione popolare del Salento. Testi, melodie e accordi”, curato dallo stesso Chiriatti con Rocco Nigro e Giuseppe Spedicato, appena uscito per Kurumuny. Martedì 5 settembre si parte alle 17,30 dall’anfiteatro del Parco Verde, in collaborazione con l’associazione Ulia te Cantu, per un laboratorio di danza pizzica-pizzica tenuto da Cristina Frassanito e Sara Albano. Dalle 21 in Piazza Cavallotti spazio alla musica con l’esperienza siciliana dei Canterini della Riviera Jonica Melino Romolo e il progetto salentino Viaggio Popolare.


Mercoledì 6, alle 21, nell’atrio di Palazzo Filomarini spazio allo spettacolo Sdegnu con storie, cantate e ballate, sulla danza scherma. Dalle 22, infine, in Piazza Cavallotti i suoni antichi dei Bottari di Macerata Campania.


Giovedì 7, alle 20,30, nell’atrio di Palazzo Filomarini la proiezione di “Santu Paula de Giurdignanu” di Fernando Bevilacqua insieme a Maurizio Nocera e dalle 21 in Piazza Cavallotti i concerti di Voci di Terra Nostra e Mundial.


Nel centro storico, in collaborazione con il comitato Festa di San Rocco di Torrepaduli, saranno allestiti i Rosoni all’uncinetto che formeranno un vero e proprio cielo appeso. L’immagine del festival che rappresenta “il colore della vita” con un mix tra texture e forme che si sposano con la danza, è a cura del graphic designer Totò De Lorenzis. Li Ucci Festival è realizzato in sinergia con il Comune di Cutrofiano e in collaborazione con Regione Puglia, Provincia di Lecce, Camera di Commercio di Lecce, Istituto Diego Carpitella, Unione dei Comuni della Grecìa Salentina, Puglia Promozione e altri partner pubblici e privati. Ingresso libero. Info e programma www.liuccifestival.it – 3776954833.






IL PROGRAMMA COMPLETO


Li Ucci Festival prenderà il via domenica 3 settembre con una lunga giornata. Dalle 9 da Piazza Municipio partirà “Li Ucci in bicicletta“, tradizionale percorso tra cultura e natura tra le campagne di Cutrofiano, promosso in collaborazione con la Pro Loco, con la degustazione degli “AssaggiUcci”, una prima replica di “Pupe di pane” e un aperitivo finale nella Macelleria Michele Fuso. In serata dalle 20 nell’atrio di Palazzo Filomarini una seconda replica della performance teatrale sul pane e le sue storie prodotta da AMA – Accademia Mediterranea dell’Attore diretta da Franco Ungaro, che rientra nel progetto “Pupe e Cuddhure” finanziato dal dipartimento Sviluppo Economico della Regione Puglia. Pupe di pane riesce a evocare un’epoca lontana, un passato ancestrale, una comunità povera e coesa, per certi versi matriarcale, che viveva in funzione dei propri rituali essenziali e vitali. Si impasta e si canta, si parla e si racconta, viene evocato il tempo della guerra e il valore simbolico, quasi magico, attribuito a questi dolcetti fatti con l’impasto del pane (le “pupe di pane”, appunto), rituale a cui s’affidava valenza di buon auspicio prima della Pasqua. Recupero memoriale della parte genuina di un passato che sembra poter ancora oggi insegnare un’idea diversa (e sana) di essere comunità. Cinque giovani e bravissime interpreti fanno delle loro mani e delle loro voci strumenti di una rievocazione che prende forma nei gesti mimati intorno alla matthrabbanca, il tavolo per la preparazione del pane; che prende i suoni del dialetto e del canto, i colori della gioia e della malinconia di ricordi legati a quell’alimento dal valore ancestralmente umano. Le donne sono l’immagine di un altro tempo in cui il sapore e il profumo del pane erano lavoro, fatica, famiglia, condivisione. E con la condivisione di pezzi di pane si conclude la breve performance, un cammeo di cura e dedizione». Durante la serata saranno inoltre presentate le nuove Cartoline di Cutrofiano con gli scatti tra artigianato, enogastronomia e territorio di Fabrizio Lecce e Paolo Laku. Nel centro storico, inoltre, in collaborazione con il comitato Festa di San Rocco di Torrepaduli, saranno allestiti i Rosoni all’uncinetto che formeranno un vero e proprio cielo appeso. Dalle 21 in Piazza Cavallotti, infine, la musica e la ceramica tra Salento ed Emilia Romagna con i concerti di Bevano Est, band nata nel 1991 che richiama un’area di servizio sull’autostrada, un non-luogo dove si sfiorano pezzi di mondo di ogni genere, e Cardisanti, con un concerto speciale in ricordo del compianto Giuseppe Cesari, tra i fondatori del gruppo salentino, scomparso pochi mesi fa. Durante le esibizioni si alterneranno al lavoro due maestri ceramisti per un gemellaggio tra arte e cultura dei due territori, con la danza tradizionale coordinata da Romolo Crudo.


Lunedì 4 settembre dalle 21, la seconda serata sarà ospitata dal Mercato della Cultura. Il progetto coordinato dall’APS Sud Ethnic e vincitore, dopo la candidatura del Comune di Cutrofiano, del bando Luoghi Comuni, iniziativa della Regione Puglia promossa dalle Politiche Giovanili e dall’ARTI – Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione, finanziata dal “Patto per la Puglia” (Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2014-2020) e “Fondo Nazionale per le Politiche Giovanili”, ha trasformato l’ex Mercato Coperto di via Milite Ignoto in uno spazio che “offre” prodotti, strumenti e occasioni per allargare e migliorare l’offerta culturale. Sarà inaugurata la mostra fotografica “Il ricercatore” dedicata, come tutta questa edizione del Festival a Luigi Chiriatti. Si parte con un ricordo a cura del musicista, cantante e compositore Antonio Castrignanò. In chiusura la presentazione del volume “Canzoniere. 101 canti della tradizione popolare del Salento. Testi, melodie e accordi”, curato dallo stesso Chiriatti con Rocco Nigro e Giuseppe Spedicato, appena uscito per Kurumuny. Il variegato panorama sonoro della tradizione popolare salentina – spaziando dalla pizzica ai canti alla stisa, dagli stornelli al repertorio griko, sacro e profano, dai canti di lavoro e lotta contadina a quelli d’amore e di dispetto – reca traccia delle molte stratificazioni di un territorio naturalmente esposto a farsi ponte nel Mediterraneo, crocevia di genti e culture. Il Canzoniere offre la traduzione accurata, in note e parole, delle registrazioni originali dei ricercatori che a partire dagli anni Cinquanta del Novecento hanno raccolto, dalla viva voce delle cantrici e dei cantori, i materiali della musica popolare salentina, prima che i radicali cambiamenti della modernità la modificassero inesorabilmente sotto il profilo materiale, sociale, culturale. Affrontando le sfide complesse della codificazione scritta di una tradizione orale, questo libro, costruito sulla falsariga delle raccolte dedicate al cantautorato italiano e straniero, intende offrire un agile strumento di lettura, di semplice interpretazione e fruizione, a quanti, per diverse ragioni, vogliano accostarsi al repertorio sonoro tradizionale del Salento; testimoniando la memoria di un territorio e di un popolo che – con le parole di Luigi Chiriatti – a partire dalla fatica e dal dolore di vivere, ha saputo trasformare una cultura della sofferenza nella consapevolezza e affermazione di sé.


Martedì 5 settembre si parte alle 17,30 dall’Anfiteatro del Parco Verde, in collaborazione con l’associazione Ulia te Cantu, per un laboratorio di danza pizzica-pizzica tenuto da Cristina Frassanito e Sara Albano. Dalle 20 in Piazza Cavallotti, dopo un ricordo di Luigi Chiriatti a cura del fotografo Fernando Bevilacqua, spazio alla musica con l’esperienza siciliana dei Canterini della Riviera Jonica Melino Romolo e il progetto Viaggio Popolare dei salentini Davide Donno e Giuseppe Anglano. Fondato da Melino Romolo nel 1965 a Roccalumera, una cittadina della provincia di Messina, il gruppo folklorico “Canterini della Riviera Jonica” ha avuto e continua ad avere come scopo principale della sua attività, quello di divulgare in Italia ed all’estero la cultura siciliana, attraverso un’attenta ricerca delle musiche, dei canti e delle danze popolari, di cui si accompagna una riproposta del repertorio il più possibile vera ed autentica nella misura in cui ciò è consentito dalle esigenze della scena. Il repertorio comprende canti d’amore, di lavoro, carnascialeschi, canti di carrettiere, numeri con strumenti tipici siciliani e danze. Fra le danze possiamo annoverare la tipica tarantella siciliana con diverse espressioni come ad esempio “lu chiovu”, “la fasola”, “u ballittu”, “la controdanza” e “la quadriglia”. Traspare dalle esibizioni del gruppo, l’intento di porgere agli spettatori in forma semplice ed autentica, l’anima del popolo siciliano nei suoi molteplici aspetti e nei momenti più significativi del ciclo della vita. I costumi che i canterini indossano sono del primo ‘800 e venivano portati dai pastori dei monti Peloritani nei giorni di festa. Il Viaggio Popolare ripercorre invece  le origini e le tradizioni del Salento: canti e cunti d’amore, di lavoro e protesta, ma anche travolgenti pizziche.


Mercoledì 6 settembre alle 21 nell’atrio di Palazzo Filomarini, dopo un ricordo di Chiriatti a cura di Tonio Bandello, spazio allo spettacolo Sdegnu con storie, cantate e ballate, sulla danza scherma. Una storia d’amore, anzi il sogno di un amore mancato, in un tempo vissuto tra i vicoli di un Sud popolato con lentezza dagli animali da fatica e motori ancora sconosciuti. La storia di un giovane ragazzo, che crescendo troppo in fretta alla ricerca della propria strada, paga a caro prezzo per gli errori commessi. La storia per la libertà in nome dell’amore, spesso recluso e obbligato dalla povertà. La storia di una terra che è inno alla vita, di una terra che balla, che sfida. Dalle 22, infine, in Piazza Cavallotti i suoni antichi dei Bottari di Macerata Campania. Il gruppo nasce nel 1999, con il nome “Le ombre colorate”, nell’ambito dei festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate, verso il quale i fondatori nutrono una profonda venerazione che sfocia, ogni anno, nell’allestimento di un carro allegorico con il quale portare avanti la centenaria tradizione di Macerata Campania, piccolo comune della provincia di Caserta. Tino, botte, falce, zampogna, corde e tamburi sono gli elementi che rendono frizzante ed energico il loro spettacolo. La formazione vanta la partecipazione in numerosi eventi nazionali ed internazionali. Un viaggio virtuale attraverso le regioni del Sud Italia tra musica popolare e classico napoletano di tarantelle e tammurriate.


Giovedì 7 settembre, alle 20,30, nell’atrio di Palazzo Filomarini, dopo la testimonianza di Maurizio Nocera su Luigi Chiriatti, si terrà la proiezione di “Santu Paulu de Giurdignanu“, documentario sul fenomeno del tarantismo realizzato dal fotografo e regista Fernando Bevilacqua nel 1995. Dalle 22 in Piazza Cavallotti la serata ospiterà Voci di Terra Nostra, formazione tutta salentina che porta in scenda canti di lavoro, stornelli e pizzica con gli strumenti della tradizione popolare, e Mundial, progetto del cantautore Carmine Tundo, del chitarrista Roberto Mangialardo e del batterista Alberto Manco, tre musicisti salentini sono da sempre attivi nel circuito indipendente musicale italiano che collaborano in diversi progetti, tra i quali La Municipàl e Diego Rivera. A due anni dall’esordio discografico “Scercule”, a giugno è uscito infatti “Culacchi” sempre per la label indipendente Discographia Clandestina. Questo progetto nasce dalla necessità di sperimentare un percorso sonoro che dalle radici della musica pugliese arriva fino alle nuove frontiere dell’elettronica moderna, capace di destare subito curiosità raccogliendo consensi su consensi grazie a un’attività live serrata ed esplosiva. Mundial è un laboratorio sonoro e visivo, un ponte tra passato e futuro, che recupera le storie e le filastrocche recitate dai nostri nonni e le inserisce in un contesto sperimentale, fondato su un sound creato partendo dai campionamenti dei suoni del paesaggio pugliese, editati e trasformati in pattern ritmici. “Culacchi” è un antico termine dialettale salentino che indica le storielle che si tramandavano in antichità da padre a figlio, da adulto a bambino. Storielle che rappresentavano l’unica forma di intrattenimento prima dell’arrivo della TV e della modernità. “In questo lavoro abbiamo recuperato alcune di queste brevi storie, dopo una lunga ricerca condotta tra le persone anziane del nostro territorio, le abbiamo registrate e le abbiamo inserire in un costrutto sonoro moderno, che si basa sul campionamento di suoni della natura e della tradizione, sposati con l’elettronica moderna, strumenti percussivi e drum machine”, spiegano i tre musicisti.


Venerdì 8 settembre, dalle 21, in Piazza Municipio dopo la consegna del premio “Riconoscimento Cultura d’onore” a Salvatore Matteo, storico direttore della Biblioteca Comunale e del Museo della Ceramica di Cutrofiano ed esperto di storia locale, e il ricordo testimonianza a Luigi Chiriatti del giornalista e scrittore Raffaele Gorgoni, appuntamento da non perdere, in collaborazione con i Concerti del Chiostro, con l’Orchestra di Piazza Vittorio. La formazione, ideata e creata da Mario Tronco e Agostino Ferrente, nasce nel 2002 sulla spinta di artisti, intellettuali e operatori culturali con la volontà di valorizzare l’omonima Piazza dell’Esquilino di Roma, per antonomasia il rione multietnico della città, che nei suoi 20 anni di attività si è esibita in giro per l’Italia e all’estero. Da allora l’Orchestra rappresenta una realtà unica che trova la sua ragion d’essere nella commistione dei linguaggi testuali e musicali, nella ferma consapevolezza che mischiare culture produca bellezza. Una scommessa che cerca di tenere assieme continenti diversi, con le loro culture, i loro suoni e la loro storia, e proprio in questo sforzo trova il suo momento di maggiore attualità. In oltre vent’anni di attività, circa 100 musicisti provenienti da aree geografiche e da ambiti musicali molto diversi tra loro si sono incontrati realizzando progetti creativi e professionali che spesso hanno costituito per loro opportunità di riscatto sociale. L’Orchestra promuove la ricerca e l’integrazione di repertori musicali diversi per dare vita ad un nuovo “suono del mondo”: ha infatti al suo attivo importanti produzioni come “Il Flauto Magico secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio”, prodotto dal Festival Les Nuits de Fourvière de Lyon e da Romaeuropa Festival, e rappresentato in più di 150 città in Italia e nel mondo tra cui Parigi, Lione, Atene, Barcellona, Mannheim, Londra, Bahrain, Helsinki, Aix en Provence, Amsterdam e Rotterdam; “Il Giro del Mondo in 80 minuti”, spettacolo autobiografico e prima autoproduzione dell’Orchestra, che ha esordito nel marzo 2013 al Teatro Olimpico di Roma. Il 2015, invece, ha segnato il debutto di due nuove produzioni originali: Carmen secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio per l’inaugurazione della stagione 2015/2016 dell’Accademia Filarmonica Romana, e Credo, oratorio sui temi del dialogo interculturale e interreligioso. A Giugno 2017 ha debuttato in Francia una nuova produzione operistica, il Don Giovanni secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio. Ha all’attivo 5 dischi e quasi 1500 concerti in tutto il mondo: New York, San Francisco, Santa Cruz, Los Angeles, Londra, Parigi, La Rochelle, Lione, Barcellona, Melbourne, Lisbona, Oporto, Colonia, Hannover, Francoforte, Wuppertal, Vienna, Locarno, Lugano, Istanbul, Toronto, Buenos Aires, Algeri, Tunisi, Hammamet, Dakar, Mulhouse, Bruxelles, Lussemburgo, Oslo, Helsinki, Stoccolma, Bahrain, Tirana, Sarajevo. L’Orchestra di Piazza Vittorio è anche un film, un diario che ne racconta la genesi attraverso la regia di Agostino Ferrente. Premiato in molti festival internazionali, primo docu-musical italiano ad essere proiettato nelle sale cinematografiche europee, statunitensi e sudamericane, ha conquistato la critica e scaldato i cuori del pubblico in tutto il mondo. Prima proiezione ufficiale: evento speciale di chiusura al Festival di Locarno 2006.


Sabato 9 settembre, dalle 21, in Piazza Municipio si celebrerà il gran finale della tredicesima edizione de Li Ucci Festival. Il Concerto-evento alla Rimesa (antico nome della piazza centrale del comune salentino) si aprirà con “Sax in organik world”. Il nuovo progetto del sassofonista, arrangiatore e compositore Alessio Colì è ispirato alla deep e organic music miscelata con suoni provenienti dalle melodie e sonorità della musica folk africana, asiatica ed europea. Il sassofonista si esibisce dal vivo solo assieme ai suoi sax, ewi, synth con sequenze ritmiche, melodiche e voci degli antichi cantori. In chiusura l’attesa esibizione de Li Ucci Orkestra, progetto nato nel 2013 e formato da musicisti, uniti dalla voglia di costruire in note e in musica gli insegnamenti e la tradizione lasciata dai cantori salentini. Con una concezione più di band che di orchestra, senza un vero e proprio maestro, l’Orkestra propone infatti un repertorio che è caratterizzato dai brani che Gli Ucci portavano in giro nelle piazze e nelle feste in masseria. A suonare questi pezzi però non è più un gruppo di pochi elementi, ma una band di musica popolare allargata a più di venti persone tra musicisti, cantanti e danzatori. Gli strumenti della tradizione popolare (chitarre, tamburelli, fisarmonica) incontrano quelli della banda (basso tuba, tromba, trombone, flauto traverso, sax) per un sound inedito e potente. Insieme a Li Ucci Orkestra le voci ospiti di Alessia Tondo, Alessandra Caiulo, Lina Bandello, Ilaria Costantino, Michela Sicuro, Carla Petrachi, Marina Leuzzi, Luigi Mengoli, Vincenzo Mancini, Giorgio D’Aria, Edoardo Zimba, Mino Cavallino, Tony “Taranta”, Matteo Gaballo, Alessandro Botrugno, Davide Donno, Giovanni Palma, Giacomo Filippo Casciaro, Luigi Marra, Luigi Nuzzo, Rocco Borlizzi, Antonio Polimeno e la danza di Sara Albano, Cristina Frassanito, Laura Boccadamo, Veronica Calati, Claudio Longo, Andrea Caracuta.


 IL FESTIVAL


Li Ucci Festival nasce nel 2011, a un anno dalla scomparsa di Uccio Aloisi, con l’intento di ricordare tutti i grandi cantori del Salento che hanno saputo tramandare grazie alla loro cultura orale i canti e le tradizioni del nostro territorio. Un’attenzione particolare è rivolta, da qui il nome del festival, allo storico gruppo “Gli Ucci” di Cutrofiano, ai suoi cantori e a tutti i musicisti che negli anni hanno ruotato intorno a questi custodi degli “stornelli”, dei canti d’amore e di lavoro. Anno dopo anno il festival è, però, cresciuto, ampliando la sua visione e arricchendo il suo programma, coinvolgendo nuove generazioni di musicisti, cantori e artisti capaci di tramandare il patrimonio popolare salentino e trasformandosi in un contenitore di arte, cultura, musica, enogastronomia e turismo a 360° legando al marchio Li Ucci Festival anche diverse attività durante tutto l’anno. Con Li Ucci Festival, a settembre vive e partecipa un intero paese, dal centro alle periferie e dalle campagne al centro urbano.



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M’illumino di Meno, c’è anche Galatina

Risparmio energetico e sostenibilità: dal 16 al 21 Febbraio tante iniziative in città per riflettere e promuovere il risparmio energetico e gli stili di vita sostenibili

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La Città di Galatina, anche quest’anno aderisce, per il 3° anno consecutivo, all’iniziativa M’Illumino di Meno, nata all’interno della trasmissione radiofonica Caterpillar e promossa da Rai Radio2 , che giunge alla XXII edizione e pone al centro il tema della Scienza come elemento per ridurre gli sprechi energetici.

L’adesione nasce dalla volontà di sensibilizzare i cittadini, stimolandoli anche ad azioni semplici, verso un consumo attento e consapevole delle risorse energetiche.

Il tema della sostenibilità ambientale si traduce così in un articolato programma di iniziative culturali, che coinvolgono il tessuto commerciale, associativo e culturale della città, con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sull’uso consapevole delle risorse e sul valore delle buone pratiche quotidiane.

Anno dopo anno cresce la partecipazione dei commercianti, imprenditori, ristoratori e istituzioni. Tante le novità di quest’anno: 21 attività tra imprenditoriali e commerciali spegneranno le loro vetrine dopo l’orario di chiusura; 3 ristoranti proporranno piatti che non prevedono cotture; 3 talk sul recupero del pane, sull’architettura sostenibile e sulla moda upcycling; 1 live performance teatrale all’aperto a tema; 1 visita guidata gratuita nel centro storico, 1 merenda a lume di candela, 1 book club con letture a luce soffusa e l’apertura speciale delle terrazze dei Santi Pietro e Paolo con invito agli appassionati astrofili, di portare con sé il proprio telescopio. Non mancherà infine, il FAI – Delegazione Salento Jonico, che da quest’anno è partner dell’iniziativa galatinese, promuovendola tra i suoi associati.

Gli appuntamenti nel dettaglio: lunedì 16 dalle ore 19,30, rimarranno spente le luci di Palazzo Orsini, Piazza San Pietro, Lampada senza Luce, Piazza San Michele (Noha) e Piazza Italia (Collemeto).

Dal 16 al 21 febbraio, dalle ore 20,30, rimarranno spente le vetrine delle seguenti attività che hanno aderito all’iniziativa: Colacem, Luis, SoSud Store, Raho, Palazzo Arco Cadura, Maximus, Manuela Abbigliamento, In Time, Gioielleria De Pascalis, Baby Fashion, Glamour, OasiBio, Cadòl, Voglia di Casa, Veressenze, Fulgione Gioielli, Luminair, Galleria d’Oriente, Dimore Arcudi, Farmacia Bucci, Panificio Notaro. 

Lunedì 16, alle ore 18, presso il Panificio Notaro, si terrà  il talk Avanzi di… pane. Idee semplici e no spreco, dall’Italia e dal mondo”, a cura di Roberto Notaro.

Durante l’intera giornata, i clienti saranno omaggiati con sacchettini di pangrattato ottenuto dagli avanzi di produzione, come esempio virtuoso di economia circolare e riduzione degli sprechi.

Mercoledì 18, alle ore 18, si terrà Merenda a lume di candela, presso Palazzo Micheli in Corso Porta Luce, a cura della Cooperativa Polvere di Stelle.

Giovedì 19, alle 18,30, in piazza Italia a Collemeto, lo spettacolo di teatro all’aperto Tra Scienza e Coscienza, a cura dell’Associazione Naturalmente No Rifiuti.

Alle 19, presso SoSud Store, si terrà “Moda consapevole. Stile ed eleganza tra sostenibilità, upcycling e nuovi tessuti sostenibili”, a cura di Fashion Academy ed Elena Stefanizzi, consulente d’immagine; alle 19.30, Notte Stellata” con apertura delle terrazze della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, osservazione delle stelle con il proprio telescopio e momenti d’arte e letture a cura del Servizio Civile Universale.

Sabato 21, alle 16, la visita guidata gratuita La scienza nell’arte e nell’architettura di Galatina, a cura di Angela Beccarisi, con punto di ritrovo presso la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria; alle 16,30 Book Club – Una comunità che legge, presso la Biblioteca Comunale Pietro Siciliani, a cura del Nodo Galattica di Galatina – Servizio Civile Regionale; alle 18,30, il talk L’architettura incontra la sostenibilità. Design, stile e risparmio energetico. Strade possibili per l’abitare e per l’ospitalità, presso Palazzo Scalfo, in Via Scalfo 22.

Per tutta la settimana presso Il Covo della Taranta, Ai Calici e Vinoriasarà possibile gustare piatti o menu che non prevedono l’utilizzo dell’accensione dei fuochi per la cottura, promuovendo scelte sostenibili anche nel campo della ristorazione.

Con la partecipazione a “M’Illumino di Meno” 2026, la Città di Galatina rinnova il proprio impegno nella promozione della sostenibilità ambientale, della tutela del patrimonio culturale e della responsabilità collettiva, coinvolgendo i cittadini e invitando i visitatori a riflettere sull’importanza di piccoli gesti quotidiani per un futuro più sostenibile.

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Arriva il momento clou del Carnevale di Corsano e del Capo di Leuca

Domenica la seconda sfilata, martedì il gran finale: ecco il programma

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Archiviata la prima domenica di follia e divertimento, le scuole di cartapesta sono pronte a far impazzire il pubblico con la seconda sfilata del «Carnevale di Corsano e del Capo di Leuca», in programma domenica 15 febbraio 2026 alle ore 15.30 nella zona industriale di Corsano (Lecce).

L’evento è organizzato dalla Pro Loco di Corsano diretta da Salvo Bleve, con il sostegno del Comune di Corsano, dell’Unione dei Comuni “Terra di Leuca” e dell’Unpli.

La seguitissima manifestazione, definita “Il più bel Carnevale del Salento” e giunta alla 42ma edizione, aprirà il corteo con il carro della Pro Loco su cui faranno da mattatrici Lucia Bleve e Antonella Bleve, insieme alle dj “Las Arenellas” (Raffaella Orlando e Annachiara Orlando).

A concorrere per il trofeo, sotto gli occhi della giuria di esperti che esamineranno ogni aspetto dei grandi carri allegorici, saranno quattro gruppi.

Il gruppo “Mare di guai” di Corsano, che segue le indicazioni del capocarrista Marco Chiarello, sfilerà con il carro dal titolo «Carnevale, una magia da tramandare».

Il gruppo “Quelli che il Macello” di Corsano, indirizzato dal capocarrista Carlo Morrone, sarà in gara con il carro intitolato «Pandora: la speranza tra le ombre». Il gruppo di ballo che lo fiancheggerà sarà “Il respiro della speranza” curato da Sara Ruberti.

Il gruppo “Mir” di Corsano, capeggiato dal capocarrista Roberto Buccarello, sfilerà con il carro dal titolo «Il Paese dei farlocchi», con l’accompagnamento del gruppo di ballo “Un mondo di pagliacci” diretto da Lucia Orlando.

Il gruppo “Picca ma boni jr” di Patù, gestito dai capicarristi Francesco De Nuccio e Sergio Abaterusso, presenterà il carro «La magia del Carnevale». Insieme sfilerà il gruppo di ballo “I custodi della gondola” sincronizzato da Cinzia Cazzato.

Domenica 15 febbraio saranno ospiti della kermesse gli “Eternauti” con un laboratorio di circo ricco di performer e trampolieri, mentre la festa continuerà sul palco per tutta la sera con la musica della cartoon rock cover band “La combriccola di Boe”.

Nel corteo sfileranno anche la “Quadriglia di Presicce-Acquarica”, l’Asd “Sirio Finibus terrae Aps Sport” di Gagliano del Capo, i ragazzi del centro di riabilitazione dell’Istituto dei Padri Trinitari di Gagliano del Capo, il gruppo “Flintstones” di Corsano e i “Rompiscatole” di Corsano.

L’intera manifestazione sarà trasmessa in diretta streaming su www.radiodelcapo.it.

Per l’occasione il Comune di Corsano ha attivato un servizio navetta gratuito, con fermate in piazza San Biagio e nella zona 167.

La Pro loco, grazie al coordinamento di Comune e Protezione civile, ha predisposto una serie di aree parcheggio in prossimità della zona industriale, sono gratuite e si trovano in via Leonardo Da Vinci, in via Campo La Donna e nelle vicinanze del campo sportivo comunale.

Per partecipare alla sfilata del «Carnevale di Corsano e del Capo di Leuca» è possibile raggiungere la zona industriale tramite la strada provinciale 81 per chi proviene da nord (direzione Tricase – Tiggiano), oppure dalla strada provinciale 210 (per immettersi sulla provinciale 81) per chi giunge da ovest (Maglie – Montesano Salentino – Alessano).

Nel settore adiacente al palco inoltre, si potrà accedere all’area food, dove saranno serviti prodotti enogastronomici locali, e allo spazio dedicato alle giostre per i più piccoli.

Il gran finale è in programma martedì 17 febbraio, con le premiazioni e l’esibizione live del gruppo “Havana Trio”.

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Febbraio al MAITO di Maglie

Tra memoria industriale, gusto e comunità: un mese di eventi per raccontare l’identità del territorio. Visite guidate, laboratori per bambini, percorsi urbani, incontri letterari e degustazioni: il mese di febbraio al Museo Archeoindustriale di Terra d’Otranto si conferma come un laboratorio culturale diffuso. Nell’ambito del progetto Maglie Città del Gusto, il museo diventa crocevia di storie produttive, memoria del lavoro e partecipazione collettiva.

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Prosegue anche a febbraio il percorso di animazione culturale e valorizzazione territoriale di Maglie Città del Gusto, progetto promosso dall’Infopoint del MAITO e realizzato dall’associazione 34° Fuso APS, con il finanziamento del Fondo di Rotazione POC Puglia 2020-2027 e il sostegno del Comune di Maglie.

Un calendario articolato di iniziative gratuite (con prenotazione obbligatoria) costruisce un racconto condiviso del territorio, dove archeologia industriale, cultura del cibo e memoria collettiva dialogano in modo continuo.

Visioni: dal sogno all’impresa

Il ciclo di visite guidate Visioni: dal sogno all’impresa accompagna il pubblico alla scoperta dei luoghi simbolo della produzione magliese.

Venerdì 13 febbraio il percorso conduce dal MAITO all’ex Conceria Lamarque, edificio ottocentesco sorto su fondamenta cinquecentesche e riscoperto alla fine degli anni Novanta.

Un esempio significativo di archeologia industriale, oggi recuperato come spazio museale e culturale.

Venerdì 27 febbraio, invece, il percorso collegherà il Cappellificio Portaluri al MAITO, con una conclusione conviviale affidata ai dolci della Pasticceria Policarita.

Incanti d’Inverno: il museo a misura di bambino

Sabato 14 febbraio il MAITO aprirà le porte ai più piccoli con Il pranzo del contadino, laboratorio culinario dedicato a bambine e bambini.

Curato da Countrymama e da Marta Sacco, l’incontro propone un’esperienza sensoriale tra profumi, racconti e mani in pasta, per avvicinare i più giovani al valore del cibo e della condivisione.

Il Paese Reale: immagini, parole e suoni della fabbrica

La rassegna Il Paese Reale, ideata da Osvaldo Piliego, indaga l’immaginario industriale attraverso linguaggi artistici diversi.

Dalla fotografia industriale alla letteratura del lavoro, fino alla ricerca sonora contemporanea, il progetto propone un viaggio tra memoria storica e contemporaneità.

Tra gli appuntamenti, l’incontro dedicato alla scrittura industriale con Dario Goffredo e la proiezione del film La vita agra di Carlo Lizzani.

Walking tour tra storia, sapori e memoria civile

Il calendario prevede anche percorsi urbani lenti, pensati per riscoprire Maglie attraverso il cammino.

Dal MAITO all’Emporio del Salento, fino al Frantoio Ipogeo di via Foggiari, ancora oggi funzionante.

Un secondo itinerario, Sulle tracce di Aldo Moro, collega il museo alla Casa Museo Aldo Moro, intrecciando memoria civile e patrimonio culturale.

Spazio alla festa: il Carnevale del MAITO

Martedì 17 febbraio il progetto esce dal museo per animare piazza Aldo Moro con Il Carnevale del MAITO tra bolle e giganti, a cura degli artisti di Cirknos.

Un momento di spettacolo e partecipazione collettiva inserito nella cornice della parata dei carri di Carnevale cittadina.

Museo vivo, tra passato industriale e futuro culturale

Il MAITO racconta il passato industriale di Maglie e della Terra d’Otranto, quando tra fine Ottocento e primi decenni del Novecento la città divenne l’Emporio del Salento Meridionale.

Ospitato nell’ex fabbrica dei fratelli Piccinno, il museo è oggi uno spazio di narrazione e partecipazione, dove la memoria del lavoro diventa strumento per leggere il presente e immaginare nuove forme di comunità.

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