Attualità
Tricase: “Uniti battiamo la crisi”
Intervista a tutto campo con il sindaco Antonio Coppola: “Con i Consiglieri di minoranza. “Abbiamo individuato i problemi e studiato insieme la possibile
soluzione. è un fatto di grande valore nel periodo di drammaticità estrema che la nostra società vive”
Viviamo un’epoca difficile, forse paragonabile solo alla grande depressione post seconda guerra mondiale, in cui l’emergenza, anche quella alimentare, è continua e diffusa. Necessario, quindi, fare di necessità virtù. Tricase, in questo senso, sembra aver intrapreso la strada giusta. Non è certo diventato il paese dei balocchi, non vogliamo dipingere la realtà migliore di quel che è, ma arrivano segnali confortanti dalla politica locale: buonsenso, toni bassi, rapporto costruttivo ai limiti della collaborazione tra maggioranza e opposizione, testa bassa e lavorare tutti per il bene comune. Con pochi soldi ma tante idee e buona volontà. Certo i buoni propositi non bastano e dovranno essere supportati da risultati concreti, ma il nuovo corso promette bene. Lo stesso sindaco Antonio Coppola in un primo resoconto a poco meno di un anno dall’elezione sente il bisogno di esordire così: “Il clima generale che si respira è positivo, una maggioranza unita e compatta che lavora bene, condividendo problemi e propositi con un dialogo continuo, caratterizzato da una grande serenità che ci fa lavorare bene e risparmiare un sacco di tempo. Anche con l’opposizione, superate le scorie post elettorali, il dialogo è franco, nel rispetto dei ruoli ma sempre costruttivo. Noto con piacere la volontà di tutti di segnalare eventuali situazioni critiche e non nascondo che in più di un’occasione, proprio con Consiglieri di minoranza con esperienza specifica in determinati settori, abbiamo individuato i problemi e studiato insieme la possibile soluzione. Questo è un fatto di grande valore in un periodo di drammaticità estrema”. Parlare di “crisi” non è solo una moda, è necessario non nascondersi dietro un dito: “È una ferita profonda che forse va anche aldilà di quello che si possa immaginare”. Coppola è stato Sindaco anche in periodi meno difficili. È davvero cambiato tanto? “È un altro mondo! Oltre alla perdita del lavoro di quelle 2.500 persone che lavoravano per il Gruppo Adelchi, c’è una crisi generale nelle attività produttive (“ praticamente crollate”), nell’edilizia (“in stato di quasi paralisi”), nelle attività commerciali (“basta guardare la quantità di locali in affitto o in vendita”), il credito delle banche è prossimo allo zero ed è impossibile investire… Tranne pochi casi critici, l’emergenza che prima si doveva affrontare era per lo più temporanea; oggi è un fatto generalizzato di povertà visibile e percepibile”.
E a questo si aggiunga la difficoltà per i Servizi sociali di reperire fondi “che sono già al minimo. E ci hanno appena comunicato che ulteriori restrizioni riguarderanno gli Enti locali! Questo ovviamente renderà ancora più difficile il compito dei Servizi sociali che erogano quel poco che hanno solo per tamponare, non certo per risolvere, situazioni di estrema povertà e disagio. Le richieste di lavoro, aiuto e sussidio sono quotidiane e non possiamo certo immaginare di esaudirle con nostri fondi”.
E allora, come premettevamo, si fa di necessità virtù: “Stiamo cercando di inventare soluzioni, stimolarando le persone di qualunque livello, formazione, estrazione sociale a riunirsi in cooperativa. Il bisogno di lavorare e inventarsi un’occupazione è alto, se riuscissimo a coordinare le istanze, probabilmente riusciremmo a trovare qualche sbocco”. Ma come funzionerebbero queste cooperative? “Faccio un esempio: come avviene in altre parti d’Italia si può istituire il “Taxi Sociale”: un gruppo di persone che si organizza per occuparsi del trasporto di persone anziane, sole o impossibilitate a muoversi, che hanno difficoltà a fare la spesa, a comprare le medicine, a pagare la bolletta, ecc. Si offrirebbe un servizio ad un costo molto basso per l’utente, innescando un circuito che consentirebbe ad alcune persone di lavorare ed avere uno stipendio dignitoso. Allo stesso modo si potrebbe agevolare la viabilità sul territorio nei periodi di maggiore affollamento, soprattutto durante l’estate”.
L’altra strada praticabile è quella dell’agricoltura di nicchia: “Abbiamo già avviato una forte collaborazione con gli agricoltori, le organizzazioni di categoria ed i giovani che intravedono un’opportunità di reddito minimo che non sia soltanto di sopravvivenza ma che consenta anche il mantenimento del nucleo familiare. Con un’organizzazione che va dalla produzione alla commercializzazione a km zero si può garantire un ritorno di occupazione per una fascia di popolazione”.
E questa non è solo un’idea buttata lì ma un progetto già avviato in collaborazione con la Confederazione Italiana degli Agricoltori: “Abbiamo messo a disposizione gli immobili comunali dell’ex mattatoio, abbandonati da tempo. C’è un grande capannone in ottimo stato di conservazione che diventerà il mercato del km zero con gli uffici a lato. Finora abbiamo lavorato con la CIA ma non escludo possano aggiungersi altre organizzazioni sindacali perché: mettendo insieme la produzione, la commercializzazione, la promozione del prodotto e la creazione di un marchio, potremmo agevolare anche il settore agrituristico e del turismo verde. Senza dimenticare il piccolo artigianato per il confezionamento, la promozione ecc. Si può creare un circuito virtuoso sulla produzione strettamente legata al territorio, senza più doverci illudere che possa arrivare in loco la grossa industria in grado di dare lavoro a tutti”.
A proposito di mercato, per evitare equivoci, il Sindaco precisa “che quello settimanale resterà nella Zona 167, le due cose sono distinte e separate”. Tornando al Km Zero, “ci si sta avvalendo della preziosa consulenza dell’Istituto Agronomico del Mediterraneo, Istituto internazionale di promozione e ricerca, che ci dà supporto di tipo scientifico, per l’avvio della procedura per la creazione del marchio e l’individuazione di prodotti di origine protetta e/o controllata”.
La collaborazione con l’Istituto Agronomico prevede anche una partnership per un progetto per la pesca, la valorizzazione del mare e della costa: “Insieme alla Magna Grecia Mare che aveva già avviato i lavori, all’Università del Salento (“il prof. Ferdinando Boero da tempo sta studiando la situazione”) stiamo valutando la realizzazione di un centro studi a Tricase Porto che vorremo ubicare in una parte dei locali del Comune ora inutilizzati. Nel nostro specchio d’acqua abbiamo una barriera corallina (coralligeno) di enorme valore, che va studiata e valorizzata. Non solo, d’intesa col Parco, altra fonte possibile di lavoro, occupazione, reddito e gestione di un territorio di enorme valore, avremmo la possibilità di controllare gli otto km di costa e il tratto di mare fino a 20 miglia circa. L’idea è quella di mettere in atto un periodico blocco di qualunque attività di pesca su 4 km di costa per tre anni e, poi, degli altri 4 per gli anni successivi, favorendo un ripopolamento naturale e avviando il processo di pesca controllata con l’individuazione dell’itinerario del pescato. Per questo progetto abbiamo trovato anche grande disponibilità da parte degli operatori locali che potrebbero diventare i controllori del mare. Oggi i pescatori veri, a Tricase, sono appena una decina ma, accanto alla “protezione” della loro occupazione, si potrebbero aggiungere altri posti di lavoro. Esiste infatti un altro progetto, già in fase avanzata, sempre in collaborazione con Magna Grecia Mare e l’Istituto Agronomico, per un censimento delle abitazioni esistenti e non utilizzate, rientranti in determinati standard, per individuare le disponibilità di accoglienza durante tutto l’anno e per la realizzazione di un albergo diffuso”.
La Cattedrale nel deserto
Sempre in tema di lavoro altro aspetto, su cui Coppola insiste è quello della Zona Industriale, “una cattedrale nel deserto resa ancora più triste dalla chiusura della fabbrica Adelchi oggi in vendita all’asta. Ci sono fognatura nera e bianca, impianto di trattamento dell’acqua, impianto di sollevamento… tutti inattivi! Un panificatore è costretto a prendere l’acqua da Casarano: manda ogni giorno un camion cisterna per prendere l’acqua e poter produrre il pane. In una zona industriale! Questa è un’anomalia che grida vendetta, assolutamente priva di senso. Abbiamo parlato a lungo di questo con Angelo Tondo, responsabile dell’ASI che ha mostrato grande disponibilità. Entro la fine dell’anno dovremmo sbloccare la situazione: per la fognatura mancano appena 200 metri di collegamento, per l’acquedotto manca solo il collaudo… cose folli! I fondi ci sono e abbiamo la possibilità di completare l’opera in tempi brevi. Non credo si possa sperare di avere nuove grandi industrie, ma sicuramente potremmo favorire l’insediamento di piccole aziende in grado comunque di dare decine di opportunità di occupazione”. L’idea forte del sindaco Coppola resta quella di un centro di trattamento per l’umido: “Abbiamo una raccolta porta a porta dei rifiuti che raggiunge livelli buoni per la zona ma insufficienti per pensare ad uno sviluppo serio del territorio. Possiamo pensare di incrementare l’attuale 30% con un trattamento serio dell’umido per la creazione del compost. Ridurremmo fortemente i costi nostri e dei Comuni (“e quindi dei cittadini”), guadagnandoci con un ritorno occupazionale e la produzione di compost ed energia. Tutto in piena sicurezza per i cittadini. Per quest’ipotesi abbiamo già contatti con imprenditori interessati”.
Impianti balneari
Il TAR ha detto no ad un ricorso per la realizzazione di un impianto balneare a Marina Serra. Cosi il Sindaco: “Sentenza in controtendenza rispetto ad altre che acconsentivano a quei progetti di impianti balneari presentati pur in assenza di un Piano territoriale del Parco “Costa Otranto-S. Maria di Leuca e Bosco di Tricase”. Vedremo cosa deciderà il Consiglio di Stato”. In generale, sugli stabilimenti, il sindaco Coppola si dice “favorevole, ma è opportuno si facciano in quei tratti di costa oggi inaccessibili per la balneazione. Inutile realizzarli dove la gente già può tranquillamente fare il bagno: non incrementerebbero l’offerta e si farebbe anche un danno perché si costringerebbe a pagare chi oggi può usufruire gratis del mare”. Inoltre il Sindaco vuole “imporre a chi realizza un impianto balneare di trovare una soluzione per i parcheggi nella zona interessata”.
Rete idrica e fognaria sulla litoranea
All’Acquedotto Pugliese è stato finanziato il tratto di acquedotto e fognatura per la zone di litoranea di Tricase Porto (verso Andrano) e Marina Serra. In passato finanziamenti simili sono stati “dirottati” su altri scopi, eludendo una legge europea addirittura del secolo scorso. Al Sindaco abbiamo chiesto un impegno formale affinché non accada di nuovo: “I lavori dovrebbero essere completati entro il 2015. Una quota parte di quei finanziamenti è per il completamento della rete idrica e fognaria all’interno delle zone abitate (eccetto quelle di espansione), dei centri storici; la parte più cospicua è, invece, per Tricase Porto e Marina Serra. Mi hanno inviato una bozza informale del progetto al quale abbiamo dato parere favorevole”, svela Coppola, “e quei tratti sono compresi. Sono ottimista e confido in Gioacchino Maselli, nuovo Amministratore unico dell’Acquedotto pugliese, persona preparata e validissima. Quei lavori vanno assolutamente portati a compimento, perché lo prevede la legge e, soprattutto, per avere un turismo decoroso. Non poter contare su acqua e fogna nel 2013 è decisamente triste”. Impegno preso.
Strade o percorsi di guerra?
Nella Zona 167, a lavori appena completati, compaiono transenne a delimitare potenziali pericoli: “Premetto che l’asfalto per il quale abbiamo ricevuto tante critiche è stato realizzato solo per un primo tratto per motivi di sicurezza. Quest’inverno ho bloccato personalmente i lavori per procrastinarli ad un periodo più caldo ed evitare di spendere soldi per un manto stradale che si sbriciolasse dopo poco tempo. Sempre nella 167 si è scoperto che un tratto di fognatura pluviale, realizzato negli anni ’80, era in contropendenza e conservava residui nelle tubazioni. Per questo abbiamo deciso di risolvere il problema alla radice: verrà rimossa e ripristinata la vecchia tubazione per poi risistemare la parte superiore. Il tutto ad un costo tutt’altro che eccessivo e per i quali rientreremo sicuramente nella cifra già finanziata senza nessun aggravio”. Il Sindaco poi aggiunge che “abbiamo messo in Bilancio una disponibilità di 170mila euro per la manutenzione delle strade di tutta Tricase”. Coppola, poi, avverte: “Non è un caso che ovunque si effettuino lavori per i servizi pubblici, l’asfalto si distrugga in poco tempo. Il tratto interessato dai lavori va rifatto per intero ed a regola d’arte”. E non risparmia il proprio “disappunto per la richiesta dell’Acquedotto che, per rifare il tratto di strada interessato dai lavori, ha manifestato l’intenzione di richiedere 180 euro in più agli utenti che si allacciano”. A proposito di strada disastrata, via Duca degli Abruzzi (nota come via Pasanisi) a Tricase Porto è anche pericolosa per l’incolumità di chi vi transita. Coppola dice: “Esiste una disputa perenne tra noi e la Provincia sulla paternità di quella strada e su chi dovrebbe effettuare i lavori (“Secondo me tocca a loro”). Le radici degli alberi hanno distrutto il manto stradale. Sono sempre molto perplesso quando si tratta di sradicare degli alberi ma in alcuni casi, come in via Pasanisi, in viale stazione e Piazzetta dei Mandorli è doveroso. Si può sempre poi pensare di sostituire quei pini con altre piante”. Gli alberi sono stati tolti da Piazza dei Caduti ma i lavori sembrano bloccati. “A lavori in corso ci siamo accorti che potevamo ulteriormente migliorare quella piazza e la viabilità; ci siamo fermati solo il tempo necessario per i dovuti accorgimenti: i lavori riprenderanno presto”.
E poi, in breve…
Quella con il sindaco Coppola è stata una lunga chiacchierata. Qualche anno fa si sarebbe parlato soprattutto di grandi opere (“scordiamocele”), polemiche tra fazioni in Consiglio comunale, ecc. Oggi, segno del tempo che viviamo, si è discusso soprattutto di opportunità di lavoro. A margine si sono toccati anche altri argomenti: la politica (“I partiti devono riprendersi un ruolo di primo piano ricominciando dal basso: non si può decidere tutto nelle segreterie provinciali!”), il Porto (“Il famoso finanziamento di circa cinque milioni tanto sbandierato era solo ipotizzato sulla carta, concretamente non c’è mai stato. Non realizzeremo megastrutture, metteremo in sicurezza quello che c’è”), i conti (“Sono in ordine, in perfetta linea con il patto di stabilità tanto da consentirci di ridurre l’IMU sulla prima casa da 0,45 a 0,40 per mille e di regolamentare la tassa sui rifiuti, agevolando chi non utilizza la casa tutto l’anno, le persone sole, ecc.”), l’energia alternativa (“Laddove non vi erano vincoli, abbiamo fornito gli edifici comunali di pannelli fotovoltaici per l’autosostentamento energetico”) i parcheggi (“Il nuovo bando prevederà che chi partecipa proponga e metta in atto soluzioni valide per zone di sosta nuove ed alternative sia nel centro che nelle marine”), il Piano Urbanistico Generale (“Oggi è indispensabile anche per ridare slancio al settore dell’edilizia: siamo a buon punto”), la Chiesa dei Diavoli, (“Ci sarà una rilevante modifica dello spiazzo esterno che non rispetta la storia: quello era il mercato di San Vito non il giardino di una villa! Così come andranno cambiati i corpi illuminanti esteticamente non confacenti alla struttura e che soprattutto provocano uno spreco di energia elettrica oggi non tollerabile”).
Attualità
Donne, musica e tarantismo
La Notte della Taranta lancia un bando per nuovi progetti artistici. Musica, teatro e linguaggi contemporanei per raccontare il legame profondo tra la pizzica e l’universo delle donne: candidature aperte fino al 31 marzo 2026. Al centro del bando il rapporto tra tarantismo e universo femminile, ispirato agli studi dell’antropologa Annabella Rossi. Previsti percorsi dedicati per gli under 35 e copertura dei costi di produzione
La Notte della Taranta apre le porte alla creatività e rilancia una sfida culturale che affonda le radici nella storia del Salento ma guarda dritta al presente.
È stato pubblicato in questi giorni il nuovo avviso pubblico per la selezione di progetti artistici originali che entreranno a far parte della ventinovesima edizione del Festival Itinerante, in programma nel mese di agosto 2026.
Il concorso, promosso dal Comitato Scientifico della Fondazione, è rivolto ad artisti e gruppi interessati a proporre lavori inediti di natura musicale o multimediale, capaci di fondere suono, narrazione, danza, teatro e arti visive, mantenendo una solida componente musicale.
IL TARANTISMO RACCONTATO DALLE DONNE
Il cuore tematico del bando è chiaro e potente: esplorare il legame profondo tra tarantismo e universo femminile. Un rapporto che affonda nella memoria collettiva e nella storia antropologica del territorio, assunto come riferimento ideale nel volume Lettere da una tarantata di Annabella Rossi, pubblicato nel 1970.
L’opera nasce dalla lunga corrispondenza tra l’antropologa e Anna, una contadina salentina incontrata nella cappella di San Paolo a Galatina durante le ricerche condotte al fianco di Ernesto De Martino. Un patrimonio umano e culturale che oggi diventa materia viva per nuove interpretazioni artistiche.
DUE CATEGORIE, SPAZIO AI GIOVANI
Il concorso è articolato in due sezioni: una riservata agli under 35; una senza limiti di età.
Per i progetti presentati da giovani artisti è previsto anche un percorso di accompagnamento e monitoraggio, pensato per sostenere le fasi di sviluppo e produzione. La selezione potrà individuare fino a due progetti under 35 e un progetto per la categoria open.
SPETTACOLI DAL VIVO NEL FESTIVAL ITINERANTE
I lavori selezionati saranno eseguiti dal vivo e all’aperto, all’interno di una delle tappe del Festival Itinerante 2026.
Ogni progetto dovrà avere una durata compresa tra 45 e 60 minuti e dimostrare una chiara coerenza con l’identità culturale della Notte della Taranta, puntando su una rilettura contemporanea della tradizione e su una produzione sostenibile.
La Fondazione si farà carico dei costi di produzione e garantirà l’assistenza tecnica necessaria alla messa in scena.
COME PARTECIPARE E SCADENZE
La partecipazione al bando è gratuita.
Le candidature dovranno essere inviate esclusivamente tramite PEC all’indirizzo
fondazionelanottedellataranta@pec.it, entro il 31 marzo 2026, seguendo le modalità indicate nell’avviso pubblicato sul sito ufficiale della Fondazione.
La valutazione delle proposte sarà affidata alla Commissione selezionatrice del Comitato Scientifico.
L’esito della selezione verrà comunicato entro il 15 maggio 2026.
Alliste
Taviano, Racale e Alliste: acqua sospesa per dieci ore nelle marine
Lavori AQP giovedì 12 febbraio: interventi sulla rete idrica e possibili disagi dalle 7 alle 17
Dieci ore senz’acqua in alcune località costiere del basso Salento.
Giovedì 12 febbraio Acquedotto Pugliese eseguirà interventi programmati sulla rete idrica che comporteranno la sospensione temporanea dell’erogazione dell’acqua in diverse marine dei comuni di Taviano, Racale e Alliste.
I lavori, finalizzati al miglioramento del servizio, prevedono l’installazione di nuove opere acquedottistiche.
Per consentire le operazioni, l’erogazione sarà interrotta dalle ore 7 alle ore 17.
Le zone interessate sono: Mancaversa (Taviano); Torre Suda (Racale); Capilungo, Posto Rosso e Torre Sinfonò (Alliste).
Secondo quanto comunicato da AQP, i disagi saranno limitati agli edifici sprovvisti di autoclave o di adeguata riserva idrica.
Nelle abitazioni dotate di serbatoi, l’acqua continuerà ad essere disponibile fino all’esaurimento delle scorte.
Acquedotto Pugliese invita i cittadini a razionalizzare i consumi, evitando usi non essenziali dell’acqua nelle ore interessate dall’interruzione.
Un comportamento responsabile, sottolinea l’ente, aiuta a ridurre i disagi sia durante la sospensione sia nella fase di ripristino del servizio.
Non si escludono temporanei cali di pressione anche dopo le 17, necessari per consentire il graduale riempimento delle condotte e il ritorno alla normale erogazione, soprattutto nelle zone più alte.
Attualità
Il cibo che unisce
La “Cultura del Sospeso” di Prima Persona Plurale, progetto selezionato da “Con i Bambini”, nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile
Un gesto semplice, capace però di attivare una rete di relazioni, fiducia e cura.
È la “cultura del sospeso”, una delle azioni più significative nate all’interno di Prima Persona Plurale – Noi siamo qui, progetto salentino ideato e promosso da Fermenti Lattici APS con un ampio partenariato pubblico-privato, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.
Nelle ultime settimane, questa visione si è tradotta in un’azione concreta: la consegna alle prime famiglie del territorio di cassette di legno contenenti ortaggi freschi, uova, olio e carne, frutto della generosità di alcune aziende locali e del coinvolgimento diretto di un ristoratore che ha scelto di restare anonimo.
IL RISTORATORE MASCHERATO
«Esistono progetti che arrivano dalla mente e altri che nascono dal cuore. I primi rischiano di inaridirsi nel tecnicismo; i secondi, pur carichi di bellezza, spesso restano slanci isolati. Io credo che il vero lavoro stia nel trovare una forma che tenga insieme entrambe le cose».
A parlare è il “ristoratore mascherato”, titolare di un piccolo ristorante di Lecce, noto a chi cerca una cucina attenta, artigianale e fondata sulla qualità delle materie prime e sul rapporto diretto con i produttori.
La scelta dell’anonimato non è casuale: «Ho scelto di restare mascherato perché la maschera non nasconde il mio viso: diventa il volto di tutti. Sono mascherato non per celare chi sono, ma perché io sono chiunque abbia coscienza e possibilità».
Per lui, il cibo non è solo un prodotto commerciale, ma uno strumento di trasformazione sociale.
«Cucino per vivere», racconta, spiegando come il lavoro quotidiano, in una realtà di piccole dimensioni, sia fatto di scelte meticolose, equilibri fragili e responsabilità dirette.
«Mi muovo con sempre meno sicurezza nel contemporaneo. Ed è per questo che, a volte, sento il bisogno di arricchirmi donando».
Accanto alla spesa solidale, il ristoratore offre anche un’altra forma di sostegno: mettere a disposizione, una volta alla settimana, un tavolo del proprio ristorante per alcune famiglie del progetto, trasformando il pasto in un’esperienza di accoglienza, relazione e normalità condivisa.
UN SISTEMA DI MUTUO AIUTO: IL WELFARE GENERATIVO IN AZIONE
Intorno a questa scelta si è attivata una rete fondata sulla fiducia, dando vita a un esempio concreto di welfare generativo.
Non assistenza, ma rigenerazione delle risorse del territorio.
Il ristoratore ha coinvolto i suoi fornitori abituali, artigiani con cui collabora da anni, uniti da una visione comune del valore della materia prima. «Mi sono limitato a chiedere se fossero disposti a privarsi di una piccola cosa per il bene grande di qualcun altro», spiega, «per un produttore, donare una parte del proprio lavoro è un gesto possibile. Ma se si riesce a dare un valore benefico all’oggetto, allora il cibo diventa farmaco. Il cibo dona».
Grazie a questa sinergia è nato un sistema di mutuo aiuto permanente che vede oggi protagonisti La Rusciulara, L’Uovo Perfetto, L’Olivetum e Gino Amato Carni.
A loro, e al ristoratore mascherato, va il ringraziamento del progetto per aver acceso un processo capace di coinvolgere e ispirare.
NUTRIRE I TALENTI: OLTRE LA SPESA SOLIDALE
La stessa logica di cura attraversa Prima Persona Plurale anche oltre il sostegno alimentare.
La povertà educativa si combatte nutrendo desideri, aspirazioni e possibilità.
Attraverso l’affido culturale e il cofinanziamento comunitario, il progetto sostiene percorsi di sport, teatro, musica e danza, lavorando sulla valorizzazione dei talenti dei minori.
Così come una fornitura alimentare può offrire un sollievo immediato, l’accesso alla bellezza e alla pratica artistica può innescare cambiamenti profondi, permettendo al talento di non restare “sospeso”, ma di trovare spazio per fiorire.
PARTECIPARE ALLA CULTURA DEL SOSPESO
«È bello pensare a quanto la spinta di un dito possa muovere enormi masse», conclude il ristoratore, immaginando che sempre più persone e attività scelgano di farsi portatrici del “volto di tutti”.
LA RETE È APERTA
Attività commerciali e produttori interessati a sostenere questo sistema di welfare e i percorsi educativi dei minori del territorio possono contattare il progetto per ricevere maggiori informazioni.
Perché Prima Persona Plurale non resti solo il titolo di un progetto, ma diventi una pratica quotidiana di solidarietà.
PRIMA PERSONA PLURALE
Un’iniziativa ambiziosa, complessa e innovativa che promuove i diritti delle bambine e dei bambini, figli delle persone detenute, mirando a costruire un futuro migliore per i minori e i loro cari.
Un modello di intervento integrato per contrastare la povertà educativa e favorire la connessione tra carcere, società e comunità educante.
La finalità è creare una rete di supporto integrata, favorendo il benessere familiare e rafforzando il legame genitoriale dentro e fuori la Casa Circondariale Borgo San Nicola di Lecce.
Sino al gennaio 2028, il progetto prevede l’accoglienza per circa 300 minori in visita ai genitori detenuti e momenti ricreativi per rafforzare i legami familiari, come feste (compleanni, Festa della Mamma e del Papà, Befana, altre occasioni), spettacoli teatrali e sessioni di pet therapy con Frida grazie all’associazione Megghy.
È previsto anche un servizio di trasporto gratuito per le famiglie provenienti dai comuni dell’Ambito Territoriale di Gagliano del Capo, dove opera Arci Cassandra.
Sono offerti anche supporto allo studio, laboratori educativi e iniziative ricreative nelle biblioteche comunali OgniBene e L’Acchiappalibri e in altri centri culturali.
Una particolare attenzione è rivolta agli spazi di accoglienza come Villa Adriana, struttura dedicata alle persone detenute in permesso e alle loro famiglie, in collaborazione con Comunità Speranza.
Qui, anche con i materiali montessoriani di Boboto, si realizzeranno attività ludiche e momenti di condivisione. Sono previste gite e visite ai musei, oltre al campo estivo nelle biblioteche.
Il progetto include presidi di ascolto psicologico con le esperte e gli esperti di PSIFIA – Psicoterapeuti per la famiglia, l’infanzia e l’adolescenza, incontri formativi per operatori e addetti ai lavori, la redazione della Carta dei Servizi per la Famiglia a cura di Antigone Puglia.
Attraverso l’affido culturale e il cofinanziamento comunitario della Cultura del sospeso, sono sostenuti percorsi di sport, teatro, musica e danza per valorizzare e incoraggiare i talenti dei minori.
CARTA DEI DIRITTI
Prima Persona Plurale aderisce alla Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti, promossa nel 2014 dal Ministero della Giustizia, dall’Autorità Garante per l’Infanzia e Adolescenza e dall’associazione BambiniSenzaSbarre Onlus, e si ispira ai principi della Convenzione sui diritti dell’infanzia.
Approvata il 20 novembre 1989 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite sanciva per la prima volta che tutti i bambini e le bambine hanno diritti alla sopravvivenza, allo sviluppo, alla protezione e alla partecipazione.
La metodologia sperimenta interventi integrati caso per caso attraverso la collaborazione tra Casa Circondariale, Comune di Lecce (servizi sociali|welfare) ed enti del terzo settore.
L’obiettivo è infatti quello di garantire ai minori (0/17 anni) forme adeguate di accoglienza durante le visite in carcere e favorire opportunità di crescita personale e culturale.
IL PROGETTO
Ideato e promosso dall’associazione Fermenti Lattici APS, Prima Persona Plurale coinvolge un ampio partenariato pubblico-privato che coinvolge oltre alla Casa Circondariale Borgo San Nicola e al Comune di Lecce anche l’Università del Salento (Dipartimento di Scienze Umane e Sociali), Arci Cassandra, Comunità Speranza, l’associazione Megghy, Boboto – Società Benefit, Antigone Puglia, PSIFIA – Psicoterapeuti per la famiglia, l’infanzia e l’adolescenza, CoolClub – Società Cooperativa e Impresa Sociale, Principio Attivo Teatro e Aragorn, un’agenzia specializzata nel Terzo Settore.
CON I BAMBINI
Il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo.
Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori.
Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini (www.conibambini.org), organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione Con il sud.
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