Cronaca
Tricase: adescava minori sul web e le violentava, condannato
Accusato di sostituzione di persona, pornografia minorile, detenzione di materiale pedopornografico e violenza sessuale. Le vittime chiedono 1 milione di risarcimento
E’ stato condannato a sei anni di carcere con le accuse di sostituzione di persona, pornografia minorile, detenzione di materiale pedopornografico e violenza sessuale, Giuseppe Baglivo, 62enne ex dipendente comunale e sindacalista di Tricase.
L’uomo, tra il 2009 ed il 2011, avrebbe adescato due ragazze sul web, utilizzando social come Badoo, spacciandosi per un fotomodello 21enne. Con una delle vittime, una 16enne della zona di Galatina, avrebbe instaurato prima una vera e propria relazione sentimentale via telefono, con tanto di chiamate e conversazioni a sfondo sessuale nelle quali invitava la minorenne a visitare siti porno.
Successivamente avrebbe incontrato la ragazza fingendosi amico dell’inesistente fotomodello e convincendola a salire in macchina col pretesto di consegnarle un regalo da parte del suo amato. Dopo averla portata in luogo isolato a bordo della propria auto, l’avrebbe violentata, minacciandola di non farne parola con nessuno. Successivamente avrebbe incontrato la 16enne anche in una abitazione, costringendola a denudarsi, a compiere atti di autoerotismo ed a farsi fotografrare. Sul suo pc ed in cd in suo possesso, infatti, gli inquirenti hanno trovato del materiale ritraente proprio la vittima negli scatti e nelle riprese effettuate con webcam.
Anche la sua seconda vittima accertata, stavolta di Lecce, sarebbe stata adescata in maniera simile via web e sarebbe stata oggetto dei medesimi soprusi.
Quanto fatto emergere dalle indagini condotte dal sosituo procuratore Carmen Ruggiero, ha portato alla condanna a sei anni per Baglivo, stabilita con rito abbreviato dal gup Annalisa De Benedictis, che ha anche interdetto l’imputato in perpetuo dai pubblici uffici.
I legali delle vittime hanno chiesto un risarcimento di un milione di euro.
Campi Salentina
24enne perde la vita in un tragico incidente
Il messaggio di cordoglio della rettrice di Unisalento Maria Antonietta Aiello a nome di tutta la comunità accademica…
TRAGICO INCIDENTE ALL’ALBA DI IERI
David Simone, 24enne di Salice salentino, studente di Viticoltura ed Enologia all’Università del Salento ha perso la vita in un tragico incidente avvenuto all’alba di ieri, 5 gennaio 2026, lungo la provinciale 120 che collega Salice salentino a Campi salentina.
Il messaggio di cordoglio della rettrice Maria Antonietta Aiello a nome di tutta la comunità accademica, non tarda ad arrivare: «Questo inizio d’anno, che tutti abbiamo salutato con il cuore carico di speranza, è stato funestato da tragedie cui mai avremmo voluto assistere. La notizia della morte di David Simone, l’ennesima giovane vita spezzata sull’asfalto, ci lascia sgomenti: David era uno studente serio, appassionato, che si è sempre distinto per l’impegno e la dedizione dimostrati nel suo percorso di studi. Alla famiglia, agli amici che lo piangono oggi, giungano l’abbraccio e il cordoglio di tutto l’ateneo».
Cronaca
59enne perde la vita in un incidente dopo il turno di lavoro
Stando alle ricostruzioni Maggio avrebbe perso il controllo dell’auto, finendo contro un muretto a secco…
Ennesima tragedia sulle strade del Salento.
Nella tarda serata di ieri, mentre rientrava a casa dal lavoro, si è verificato un grave incidente lungo la litoranea che collega Otranto con gli Alimini, nelle vicinanze della Baia dei Turchi.
La vittima è il cuoco Angelo Maggio, 59 anni, di Ortelle che, dopo aver concluso il turno di lavoro in un ristorante di Melendugno, rientrava a casa.
Stando alle ricostruzioni Maggio avrebbe perso il controllo dell’auto, finendo contro un muretto a secco.
I soccorsi del 118, arrivati prontamente, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.
Dolore e sconcerto ad Ortelle dove Maggio viveva, il cuoco, nonostante fosse schivo e riservato, era molto conosciuto. Nel Salento questa è la prima vittima delle strade del 2026.
Cronaca
Tentato omicidio, arrestati padre e figlio
Lite con la ex, spedizione punitiva da Gallipoli a Nardò
Gli agenti del Commissariato di Nardò sono dovuti intervenire nella zona 167 a seguito di una segnalazione giunta al 112 NUE che avvertiva di una persona raggiunta da colpi di arma da fuoco.
Giunti sul luogo, gli agenti della Polizia di Stato, dopo aver ascoltato diversi testimoni hanno appreso di una lite tra un uomo di 41 anni, accompagnato dal figlio di 15, nei confronti della ex moglie, innescata da dinamiche legate alla gestione familiare e giunta al culmine con il gesto estremo dell’uomo.
La vittima, che era in compagnia di una coppia del posto, è stata difesa dall’uomo che si frapponeva tra lei e il suo ex-marito, che ha esploso diversi colpi d’arma da fuoco nella sua direzione e dopo si è dato alla fuga insieme al figlio minore a bordo di una moto di grossa cilindrata.
Grazie al sistema di tracciamento delle posizioni dei telefoni cellulari in uso ai responsabili, che indicava una zona di Gallipoli nei pressi di corso Roma, sono stati allertati i poliziotti del Commissariato di Gallipoli e gli agenti della Squadra Mobile e le ricerche sono state estese da Nardò a Gallipoli.
Qui sono stati trovati padre e figlio presso la loro abitazione in atteggiamento poco collaborativo.
Gli agenti hanno dato vita a  una perquisizione domiciliare che ha consentito il rinvenimento del casco indossato dal ragazzo e degli indumenti indossati da entrambi durante il delitto che erano stati occultati sul terrazzo insieme alla pistola utilizzata, una Beretta calibro 7,65 con un totale di 73 cartucce con matricola abrasa.
Le ricerche sono state estese anche nelle strade vicine all’abitazione alla ricerca della moto utilizzata per il reato che é stata rinvenuta in un parcheggio poco distante.
Tutto il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro e i due responsabili del reato accompagnati presso il Commissariato di Nardò per la conclusione degli atti e sottoposti a fermo di indiziato di delitto, per tentato omicidio aggravato in concorso, porto di arma clandestina e detenzione illegale di munizioni.
Notiziati i PM di turno presso le Procure ordinaria e per i minorenni, padre e figlio, entrambi di Copertino e domiciliati a Gallipoli, sono stati accompagnati rispettivamente presso la casa circondariale di Lecce e l’Istituto Penale Minorile.
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