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Nardò

Inaugurazione Istituto Europeo della Creatività (IECR) a Nardò

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E’ Villa Cenate, l’antica residenza estiva dei vescovi di Nardò, la sede pugliese dell’Istituto Europeo della Creatività (IECR), promosso dalla cooperativa sociale Creativ-Servizi per la persona e i gruppi. Si intensifica così la collaborazione tra la Diocesi di Nardò-Gallipoli e Creativ, che ha già realizzato in diocesi diverse iniziative di formazione per animatori, catechisti, genitori e insegnanti. La sede pugliese dell’IECR sarà collegata alle altre sedi di Creativ e promuoverà in diocesi e sul territorio salentino specifiche attività per trasmettere conoscenze, competenze, metodologie e strumenti per lo sviluppo della comunicazione e della creatività.


La cooperativa Creativ collaborerà in stretta sintonia con l’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile e intende mettersi a servizio di tutte le comunità parrocchiali e associative. L’inaugurazione dell’Istituto, alla presenza di Mons. Vescovo e delle autorità civili, avverrà sabato 14 novembre, alle ore 15.30, durante il Meeting nazionale “Stop and go”, che si sta tenendo dal 13 al 15 novembre proprio alla Villa Vescovile in località Cenate (Nardò). Sono circa 200 i partecipanti, soprattutto giovani, che sono giunti all’Oasi Tabor dalla Puglia, dalla Campania e dalla Basilicata. All’interno dell’Anno europeo della Creatività e dell’Innovazione promosso dall’Unione Europea, CREAtiv lancia così lo Iecr (che nasce dal  CLM- Creative Learning Method – legato al Progetto europeo Leonardo Da Vinci) che ha come obiettivo principale quello  di promuovere la ricerca, la formazione e lo sviluppo nel campo della creatività collegata alle principali dimensioni di vita dell’uomo. La sede di Nardò dello Iecr diventerà punto di riferimento per il Salento e per il Sud Italia per corsi, stage e seminari per la formazione professionale, per educatori ed insegnanti.


Lo STOP & GO che si tiene presso la Villa Vescovile di Cenate di Nardò dal 13 al 15 novembre 2009, raccoglie  sotto un unico tetto target plurimi: studenti, insegnanti, genitori, educatori, animatori, catechisti, operatori della Pastorale Giovanile ed  allenatori sportivi. Il meeting vuole essere occasione di contaminazioni, incontri, confronti, fusione di prospettive perché educare da soli è perdere in partenza! Il Meeting è realizzato dalla cooperativa reggiana Creativ in  collaborazione con la Diocesi di Nardò- Gallipoli. I tre giorni all’Oasi Tabor sono  ricchi di approfondimenti, una ventina di workshop, talk show, animazioni per ribadire che educare insieme è un atto d’amore. “Educare da soli non si può più! Ce lo chiedono ogni giorno i ragazzi ed i giovani che incontriamo ma soprattutto gli educator, i genitori ed insegnanti che sono in trincea educativa!” – dichiarano congiuntamente il Presidente di Creativ Giulio Carpi e Don Marco Manco, resp.le della Pastorale Giovanile della diocesi di Nardò-Gallipoli.

Questo assunto pedagogico, base dell’educazione in rete, trova con Stop and Go il suo coerente corrispettivo formativo ed una risposta concreta al grande appello sull’emergenza educativa odierna. All’interno dell’Equipe formativa di Creativementi, si sente  più che mai viva ed attuale la necessità di fare uno “stop” per riflettere e lavorare insieme e ripartire “go!” con maggiore slancio rivalutare l’atto educativo e riflettere sul fatto che l’educazione non può che realizzarsi all’interno della società civile tutta, attraverso il dialogo e il confronto con le molteplici agenzie educative, partendo dal riconoscimento di quanto in tanti stanno facendo oggi per i ragazzi ed i giovani. Per dare risposta a questa esigenza durante la tre giorni si alterneranno momenti  di confronto, seminari, conferenze, workshop indirizzati ai diversi target di partecipanti che toccheranno varie tematiche tra cui:  ACCENDERE LA CATECHESI, ANIMARE LE ATTIVITA’; SOGNARE L’ORATORIO, CREARE L’EDUCAZIONE; INSEGNANTI ALLO SPECCHIO; LE ETA’ DIFFICILI; RI-ANIMIAMO LA SCUOLA (oltre ad un’altra 15ina di titoli) e verrà proposta un’esperienza formativa per le famiglie dove genitori e figli saranno chiamati a lavorare insieme dal titolo FUNGHI BUONI E FUNGHI VELENOSI IN FAMIGLIA: come rafforzare le relazioni e i comportamenti. Piena soddisfazione per l’apertura dell’Istituto Europeo della Creatività a Nardò, è stata espressa dal Vescovo diocesano Mons. Domenico Caliandro: “Ci auguriamo che questo centro di idee, di formazione, di incontri stimoli la creatività nelle nostre comunità parrocchiali, nelle realtà educative come la catechesi e l’animazione dei giovani.


Vogliamo così dare slancio, contenuto e metodi specialmente alla pastorale giovanile, ma metterci anche a servizio della società civile per promuovere l’incontro e il dialogo tra Chiesa e mondo. Credo che il centro della creatività che si sta avviando alle Cenate possa costituire una speciale e bella opportunità per le comunità parrocchiali, per la stessa città di Nardò e l’intero territorio salentino”.


Cronaca

Superenalotto, centrati due “5” a Nardò

Nell’estrazione di lunedì scorso centrati altre due “cinque” in Salento…

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Superenalotto: in Puglia centrati tre “5” per un totale di 55mila euro

Puglia protagonista con il SuperEnalotto.

Nell’estrazione di sabato 3 gennaio centrato un”5″ da 39.528,88 euro a Gravina in Puglia, in provincia di Bari, mentre nell’estrazione di lunedì 5 gennaio centrati altre due “5” da 8.125,48 euro ciascuno a Nardò, in provincia di Lecce, nella Tabaccheria Durante in via Pilanuova, 54.

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Alessano

«Io, tedoforo per un giorno»

Il racconto di Francesco Bello di Alessano “staffettista” durante il viaggio della fiamma olimpica Milano Cortina 2026 in Salento

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A fine anno la fiamma olimpica ha attraversato l’incantevole quanto festoso itinerario salentino: Nardò, Rivabella, Gallipoli, Presicce – Acquarica, Maglie, Otranto sino all’accensione serale del braciere, avvolto dal barocco leccese.

Un viaggio iniziato nell’antica Olimpia, il 26 novembre dell’anno appena concluso, presso il Tempio di Hera, secondo un rituale senza tempo.

Rievoca l’agere di una sacerdotessa mediante uno specchio parabolico, in modo da concentrare i raggi del sole per dar vita al fuoco sacro.

Questo metodo, ispirato ad Archimede, è simbolo di purezza e continuità con l’antica Grecia.

Di poi, la staffetta della torcia olimpica nel corso della cerimonia svoltasi nello stadio di Panathinaiko in Atene, passata dalle mani di Isidoros Kouvelos, presidente del Comitato Olimpico Ellenico, a quelle di Giovanni Malagò, presidente del Fondazione Milano Cortina, è emigrata nella nostra Capitale, illuminandola.

Da lì, ha preso forma il suo viaggio nel Belpaese, da nord a sud.

Nei 63 giorni d’interstizio dalla data d’inizio delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina (prevista il prossimo 6 febbraio, stadio San Siro), la fiamma percorrerà oltre 12 mila chilometri, valicando tutte le 110 province italiane.

Alla luce dei tempi correnti, testimoni di una umanità stanca, lacerata, segnata da profonde ferite causate da violenti conflitti, bombardamenti, guerre tra i popoli.

Qualche mese fa, l’80esima sessione dell’assemblea generale delle Nazioni Unite (UNGA) a New York, ha adottato la risoluzione della tregua olimpica durante i giochi olimpici e paralimpici di Milano Cortina 2026.

Tale risoluzione intitolata “Costruire un mondo migliore e pacifico attraverso lo sport e l’ideale Olimpico” è stata adottata all’unanimità dai paesi membri dell’ONU.

Invita gli stessi a osservare la tregua Olimpica, a partire da sette giorni prima dell’inizio dei Giochi (6-22 febbraio) fino a sette giorni dopo la fine dei giochi Paralimpici invernali (6-15 marzo 2026), garantendo il passaggio sicuro e la partecipazione di atleti e ufficiali.

La tregua olimpica è un invito a mettere da parte, cio che ci divide e concentrarsi su ciò che ci unisce.

In un contesto sconvolto dalle guerre, come quello attuale, lo sport ed in particolare i Giochi Olimpici, possono offrire uno spazio raro, ove le persone si incontrano non come avversari, ma come esseri umani.

Quando gli atleti si uniscono, non vedono nazionalità, religione o cultura. Si vedono come atleti. Ci mostrano cosa può essere l’umanità nel suo lato migliore.

Tra l’altro, sulla base dei cenni storici, la tradizione della tregua olimpica fu istituita nell’antica Grecia per permettere la partecipazione sicura ai Giochi olimpici antichi, a tutti gli atleti e spettatori delle poleis, quasi sempre in conflitto tra loro.

L’onore ed il prestigioso onere di condurre e preservare il brillante ardore della fiamma, spetta a determinati soggetti, prescelti. I tedofori.

Questi ultimi, persone ordinarie con storie straordinarie, degnamente deputate a rappresentare il territorio, la cultura, il talento e l’eccellenza in tutti i campi: sportivo, sociale, artistico, creativo, insieme ai valori di pace e fratellanza, espressione del sacro fuoco nato dalla luce di Apollo e dalla terra senza tempo di Zeus.

Coniugano armonicamente pietre miliari reclinabili nella vita e nello sport.

Dirigere la fiamma, far luce sul cammino nazionale verso la Cerimonia Olimpica di Apertura, significa essere ambasciatore di passione, talento, energia e rispetto.

Soprattutto quest’ultimo, quale valore assoluto di accoglienza, incisività, come pure capacità (dei tedofori) di unire, abbattendo le barriere.

Le torce di Milano Cortina 2026, si chiamano “Essential” e sono completamente Made in Italy, il loro peso è di circa 1,5 kg.

Composte prevalentemente da materiali riciclati, come leghe di alluminio e ottone.

Più precisamente, la torcia olimpica si veste delle sfumature del cielo, nei toni del verde e del blu, ispirate ai paesaggi italiani in continuo mutamento.

Mentre, quella paralimpica, ha tonalità di bronzo, per richiamare invece la luce che si irradia sulle montagne e celebra la forza interiore e il coraggio degli atleti Paralimpici.

«EMOZIONE UNICA»

«Nominato ad adempiere il mandato olimpico, nelle vesti di tedoforo», Francesco Bello ha voluto manifestare la «personale contentezza e gratificazione per aver vissuto un’esperienza unica ed altamente emozionante. Tra le strade o, meglio, nei suggestivi vicoli acciottolati del centro storico di Gallipoli, in mezzo all’entusiasmo, all’impeto del bagno di folla dei presenti, stringendo tra le mani un simbolo carico di storia, di pace, di forza e di speranza».

«Condividerne il peso della sua storia millenaria e diventare parte di una tradizione, entrare nella storia dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026, in qualità di ambasciatore nella mia terra, il Salento», confida il tedoforo di Alessano, «selezionato per la mia storia, ed anche per i valori, cui cerco di indossare o più ancora, ai quali regolarmente aspiro: la rettitudine, la lealtà, il rispetto, l’educazione, il fair play, lavoro di squadra, la disciplina, il sacrificio, l’inclusione socio-sportiva, l’empatia e la solidarietà. Elementi chiave, principi, trasmessimi sin dalla tenera età, dalle mie storiche presenze familiari. Inoltre, non avrei immaginato di succedere a idoli sportivi in un evento così storico, in altre parole il viaggio della fiamma olimpica. Tra i quali, frequentando nuoto presso l’Icos di Tricase, sento di citare Gregorio Paltrinieri, nuotatore plurimedagliato».

Altra menzione del nostro tedoforo per Achille Polonara, «emblema di speranza, coraggio, resilienza e rinascita, specialmente dopo la sua lotta contro la leucemia, sposando appieno i valori di forza, vita e umanità dello spirito olimpico, un esempio di come superare le difficoltà con determinazione». Così come tante altre personalità illustri, destinate ad accompagnare il fuoco olimpico, indossando la divisa di tedoforo.

«Lo sport è una palestra di vita», conclude Francesco, «ambedue le realtà, interconnesse, asservite allo scopo di rendere predetti capisaldi, rilucenti nelle nostre azioni verso gli altri. Personificarli nella vita e nello sport, ci colloca sul gradino più alto del podio».

Tu ragazzo dell’Europa, porti in giro la fortuna…“.

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Francesco Bello di Alessano

 

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Cronaca

Tentato omicidio, arrestati padre e figlio

Lite con la ex, spedizione punitiva da Gallipoli a Nardò

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Gli agenti del Commissariato di Nardò sono dovuti intervenire nella zona 167 a seguito di una segnalazione giunta al 112 NUE che avvertiva di una persona raggiunta da colpi di arma da fuoco. 

Giunti sul luogo, gli agenti della Polizia di Stato, dopo aver ascoltato diversi testimoni hanno appreso di una lite tra un uomo di 41 anni, accompagnato dal figlio di 15, nei confronti della ex moglie, innescata da dinamiche legate alla gestione familiare e giunta al culmine con il gesto estremo dell’uomo.

La vittima, che era in compagnia di una coppia del posto, è stata difesa dall’uomo che si frapponeva tra lei e il suo ex-marito, che ha esploso diversi colpi d’arma da fuoco nella sua direzione e dopo si è dato alla fuga insieme al figlio minore a bordo di una moto di grossa cilindrata.

Grazie al sistema di tracciamento delle posizioni dei telefoni cellulari in uso ai responsabili, che indicava una zona di Gallipoli nei pressi di corso Roma, sono stati allertati i poliziotti del Commissariato di Gallipoli e gli agenti della Squadra Mobile e le ricerche sono state estese da Nardò a Gallipoli.

Qui sono stati trovati padre e figlio presso la loro abitazione in atteggiamento poco collaborativo.

Gli agenti hanno dato vita a  una perquisizione domiciliare che ha consentito il rinvenimento del casco indossato dal ragazzo e degli indumenti indossati da entrambi durante il delitto che erano stati occultati sul terrazzo insieme alla pistola utilizzata, una Beretta calibro 7,65 con un totale di 73 cartucce con matricola abrasa.

Le ricerche sono state estese anche nelle strade vicine all’abitazione alla ricerca della moto utilizzata per il reato che é stata rinvenuta in un parcheggio poco distante.

Tutto il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro e i due responsabili del reato accompagnati presso il Commissariato di Nardò per la conclusione degli atti e sottoposti a fermo di indiziato di delitto, per tentato omicidio aggravato in concorso, porto di arma clandestina e detenzione illegale di munizioni.

Notiziati i PM di turno presso le Procure ordinaria e per i minorenni, padre e figlio, entrambi di Copertino e domiciliati a Gallipoli, sono stati accompagnati rispettivamente presso la casa circondariale di Lecce e l’Istituto Penale Minorile.

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