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Melendugno

Scuola di Melendugno, il Preside: “No allarme”

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(27 ottobre) – Si ridimensiona il clamore suscitato ieri dall’intervento del consigliere regionale Aurelio Gianfreda, che ha parlato di 17 alunni infetti alla Media “Mazzini”. Dopo la smentita del sindaco di Melendugno, Vittorio Potì (“panico ingiustificato”), e del direttore sanitario dell’Asl Lecce, Franco Sanapo, questa mattina anche il preside, prof. Giuseppe Reho, conferma che “non corrisponde a realtà l’enorme portata delle notizie apparse sui quotidiani e come ci si possa permettere, in assenza di dati certi, di scrivere determinate cose, creando allarme ingiustificato. Parlare di chiusura della scuola è completamente fuori luogo. Che poi il consigliere Gianfreda abbia legittimamente chiesto alla Regione di allargare le maglie della prevenzione, beh questo è un altro paio di maniche.


Per quanto mi riguarda”, spiega il prof. Reho, “ho parlato telefonicamente con uno dei due medici pediatri del nostro paese e mi ha confermato, fra i casi da lui visitati, lo scorso venerdì 23 ottobre, di uno solo caso accertato e di un altro molto probabile. Se poi siano diventati quattro o cinque non lo so, ma sicuramente siamo ben lontani da 17! In ogni caso, è accaduto che sabato gli altri alunni di quella classe non sono stati mandati a scuola dai genitori. Poi ieri mattina una cinquantina di mamme mi hanno chiesto un incontro: ho comunicato loro le indicazioni di chi ha competenza a darle, ossia Ministero ed Asl, e così si sono tranquillizzate, permettendo poi l’ingresso a scuola dei figli, che nel frattempo erano rimasti fuori. Inoltre questa mattina, al rientro di alcuni alunni assenti sabato e lunedì, abbiamo chiesto loro il perché della loro assenza e ci hanno risposto di aver accusato uno stato febbrile provocato da placche alla gola, da semplice influenza, ecc. Dunque, malauguratamente fossero stati colpiti dalla “suina”, sarebbero rientrati così presto…?”.


Il Preside aggiunge che sin dall’inizio dell’anno scolastico è stata fatta opera di informazione e prevenzione: “Abbiamo spiegato a tutti, docenti, alunni, personale, i consigli ed i comportamenti direttamente pervenutici dal Ministero. Non solo: abbiamo poi introdotto un ulteriore motivo di tranquillità per le famiglie, programmando ogni giorno, alle 10 ed alle 12, la pulizia delle aule, quindi di banchi, sedie, strumentazione varia, ecc.”. La chiusura del prof. Reho è un invito “a soppesare bene le parole e le azioni da parte di tutti, istituzioni e stampa in primis”.

Federico Scarascia


Cronaca

«Ospedale di Scorrano, che degrado!»

Infiltrazioni d’acqua, muffe diffuse e intonaci che si distaccano. L’appello dell’assessore del comune di Melendugno Annalisa Prete alla politica e al neogovernatore Decaro

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«Infiltrazioni d’acqua, muffe diffuse, intonaci distaccati e soffitti degradati in luoghi che dovrebbero garantire cura, sicurezza e dignità».

È la descrizione desolante e senza eufemismi, che l’assessore alla cultura di Melendugno, Anna Elisa Prete fa dell’ospedale di Scorrano, pubblicando un post sul suo profilo personale con foto che documentano quanto scrive.

«Richiamo l’attenzione della ASL e della politica a tutti i livelli – regionale, provinciale e locale – sulle gravissime condizioni in cui versano alcune stanze dell’Ospedale di Scorrano», scrive l’amministratrice, chiedendo che il presidente Decaro «a cui mi rivolgo con rispetto istituzionale, parta proprio dalla sanità, perché è da qui che si misura la capacità di garantire diritti fondamentali e dignità alle persone».

«Scrivo anche da figlia», prosegue Anna Elisa Prete, «perché mia madre è stata ricoverata in questa struttura e ho potuto constatare personalmente lo stato in cui versano ambienti destinati alla degenza dei pazienti».

Le immagini documentano infiltrazioni d’acqua, muffe diffuse, intonaci distaccati e soffitti degradati in luoghi che dovrebbero garantire cura, sicurezza e dignità.

«Non sono più ammissibili silenzi, scaricabarile o ritardi»

«Si tratta di una situazione vergognosa e inaccettabile», attacca, «indegna di un luogo di cura, che lede la dignità delle persone ricoverate e può mettere a rischio la salute dei pazienti e del personale sanitario».

Anna Elisa Prete

L’amministratrice va a difesa anche di coloro che lavorano nell’ospedale, mettendo a rischio la propria salute: «In questi ultimi dieci giorni mi sono interfacciata con il personale medico e sanitario, che vive una condizione di evidente disagio e impotenza, spesso non sapendo che cosa fare e che cosa dire di fronte a criticità che non dipendono dalla loro volontà. A loro va il mio sincero ringraziamento, per la professionalità, la disponibilità e l’umanità dimostrate, nonostante carenze strutturali gravi che rendono il lavoro quotidiano ancora più difficile».

Anna Elisa Prete intende farsi portavoce «non solo di mia madre, ma di tanti pazienti e delle loro famiglie, che vivono queste condizioni in silenzio. La ASL, quale soggetto responsabile della gestione e della sicurezza delle strutture sanitarie, e la politica a ogni livello di governo, hanno il dovere di vigilare, intervenire e garantire standard minimi di igiene, sicurezza e decoro. Non sono più ammissibili silenzi, scaricabarile o ritardi».

Si chiede «un intervento immediato, con sopralluoghi urgenti, messa in sicurezza degli ambienti e risposte chiare alla cittadinanza. Il presidente Decaro, a cui mi rivolgo con rispetto istituzionale, dovrebbe partire proprio dalla sanità, perché è da qui che si misura la capacità di garantire diritti fondamentali e dignità alle persone. La sanità pubblica merita rispetto. I pazienti meritano dignità, non vergogna».

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Cronaca

59enne perde la vita in un incidente dopo il turno di lavoro

Stando alle ricostruzioni Maggio avrebbe perso il controllo dell’auto, finendo contro un muretto a secco…

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Ennesima tragedia sulle strade del Salento.

Nella tarda serata di ieri, mentre rientrava a casa dal lavoro, si è verificato un grave incidente lungo la litoranea che collega Otranto con gli Alimini, nelle vicinanze della Baia dei Turchi.

La vittima è il cuoco Angelo Maggio, 59 anni, di Ortelle che, dopo aver concluso il turno di lavoro in un ristorante di Melendugno, rientrava a casa. 

Stando alle ricostruzioni Maggio avrebbe perso il controllo dell’auto, finendo contro un muretto a secco. 

I soccorsi del 118, arrivati prontamente, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Dolore e sconcerto ad Ortelle dove Maggio viveva, il cuoco, nonostante fosse schivo e riservato, era molto conosciuto. Nel Salento questa è la prima vittima delle strade del 2026.

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Cronaca

Ordigno di sabato sera in pieno centro

La bomba artigianale con oltre un chilo di polvere pirica era stata piazzata in uno dei luoghi più frequentati della vita notturna leccese. La mancata esplosione ha evitato conseguenze che avrebbero potuto essere gravissime. Già individuato colui che l’ha piazzata, un 31enne di Melendugno che è stato arrestato

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Poteva finire davvero male vista la dimensione dell’ordigno, con oltre un chilo di miscela pirica piazzato nel centro dei luoghi di vita notturna di Lecce.

Per quell’esplosivo è finito nei guai un 31nne di Melendugno che è stato arrestato dalla polizia.

Ora è indagato per porto abusivo di armi e tentata pubblica intimidazione.

L’attività investigativa della Digos della Questura di Lecce ha preso avvio dopo l’allarme scattato lo scorso 16 novembre in piazzetta Santa Chiara, dove gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico erano intervenuti per il ritrovamento di un ordigno artigianale inesploso.

Grazie alle immagini della videosorveglianza dell’intero centro cittadino, alle testimonianze di alcuni presenti e al riconoscimento diretto degli investigatori degli avventori della zona, gli investigatori hanno tempestivamente ricostruito la vicenda, giungendo all’individuazione e all’identificazione del responsabile.

Gli artificieri della Polizia di Stato, dopo aver messo in sicurezza l’area, hanno accertato che il manufatto conteneva oltre un chilo di miscela pirica.

La mancata esplosione ha evitato conseguenze che avrebbero potuto essere gravissime, considerando l’elevata affluenza della zona nelle ore serali, specie di sabato sera.

L’operazione rientra nel piano di rafforzamento dei controlli disposto dal Questore di Lecce, volto a garantire maggiore sicurezza nei luoghi più frequentati della vita notturna.

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