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Attualità

Otranto, Natale al Museo

Il Museo Diocesano promuove delle iniziative durante le festività natalizie

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Durante il periodo natalizio il Museo Diocesano di Otranto organizza cinque visite guidate straordinarie con aperture in esclusiva della Cattedrale, della chiesetta di San Pietro, del Museo e dell’Archivio Diocesano.


Sono previsti inoltre dei momenti di convivialità durante i quali sarà possibile prendere un tè o sorseggiare un calice di vino ammirando le opere d’arte presenti nel Museo.


“Apriamo il Museo – spiega il direttore don Enzo Verginecon queste iniziative natalizie. Sono occasioni non solo di ulteriore conoscenza del nuovo allestimento, ma anche per far vivere il Museo Diocesano quale centro propulsore di percorsi di arte, di fede, di storia e convivialità”.


8 dicembre


I tesori della Cattedrale e del Museo Diocesano nella suggestione della notte


Nelle ore silenziose della sera, quando la Cattedrale riposa, si entrerà in punta di piedi per ascoltare la sua storia e quella dei suoi tesori di inestimabile valore, il mosaico e la Cappella dei Santi Martiri otrantini.


La visita continuerà nel Palazzo Lopez per scoprire le opere conservate al suo interno.


Si finirà in “dolcezza” nella sala in cui si potrà ammirare l’incantevole panorama su Piazza Basilica.


Ore 18.30.


Costo 15 euro a persona.


14 dicembre


Il barocco e il Vescovo Francesco Maria De Aste


Una visita guidata tra Museo Diocesano, Cattedrale e Archivio Diocesano, alla scoperta di trent’anni di storia della Cattedrale attraverso tele, sculture, argenti e abiti talari commissionati dal Vescovo De Aste che, durante il suo ministero, realizzò importanti cambiamenti all’interno della basilica.


La visita terminerà nell’archivio diocesano dove si potranno consultare importanti documenti dell’epoca.

Ore 18.30.


Costo 15 euro a persona.


28 dicembre


Dall’affresco alle tele tra chiesa bizantina di San Pietro e Museo Diocesano


Una visita guidata che ha come filo conduttore il dipinto, realizzato con tecniche diverse nel corso dei secoli. Si partirà con gli affreschi della Chiesa Bizantina di San Pietro per concludere con le tante tele presenti nel Museo Diocesano.


Un viaggio nel tempo per raccontare l’arte come strumento di preghiera.

Ore 16.00


Costo 10 euro a persona.


29 dicembre


Aperitivo al museo


Una visita guidata per conoscere la storia della Cattedrale e della sua Diocesi attraverso tele, sculture, abiti, argenti, mosaici e tanto altro.


Il percorso finirà gustando un buon Primitivo in un’atmosfera natalizia, davanti uno splendido panorama.


Ore 11.00.


Costo 10 euro a persona.


6 gennaio


Un tè a palazzo Lopez


Una visita guidata per conoscere la storia della Cattedrale e della sua Diocesi attraverso tele, sculture, abiti, argenti, mosaici e tanto altro che si trovano nel Museo Diocesano.


Il percorso finirà sorseggiando un tè e gustando dei biscotti in un’atmosfera natalizia davanti a uno splendido panorama.


Ore 16.00.


Costo 10 euro a persona.


APERTURA MUSEO NEL MESE DI DICEMBRE


Tutte le domeniche: ore 10.00/13.00 – ore 15.30/18.00.


Tutti i giorni (escluso 1° gennaio) dal 26 dicembre al 6 gennaio: ore 10.00/13.00.


Info e biglietti 351.4707675



Attualità

La verità sotto attacco

Stampa sotto pressione: prepotenze politiche, querele temerarie, fake news e social network stanno restringendo lo spazio della libertà di stampa in Italia. Un clima ostile che indebolisce il giornalismo, confonde i cittadini e mina la fiducia democratica

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di Giuseppe Cerfeda

La libertà di stampa è davvero in pericolo in Italia?

Non è una domanda astratta.

Riguarda la qualità della nostra democrazia, la salute del dibattito pubblico, il diritto di ciascuno a essere informato.

Le prepotenze politiche sono una prima crepa.

Attacchi diretti ai giornalisti, delegittimazione sistematica, tentativi di trasformare il controllo dell’informazione in propaganda.

Non serve sempre la censura esplicita: basta creare un clima ostile, in cui fare domande diventa un atto di coraggio.

Poi ci sono le querele temerarie: denunce costose, spesso infondate, usate come strumento di intimidazione.

Anche quando finiscono nel nulla, producono un effetto chiaro: spaventano, fanno tacere, inducono all’autocensura.

Chi non ha grandi mezzi economici ci pensa due volte prima di pubblicare una verità scomoda.

E infine il rumore assordante delle fake news e dei social. Un flusso continuo di informazioni non verificate, emotive, polarizzanti.

In questo caos, il lavoro serio del giornalismo rischia di essere sommerso, confuso con l’opinione, screditato come “una versione tra le tante”.

Le conseguenze sono pesanti.

Un’informazione più debole, cittadini più disorientati, una fiducia che si sgretola.

Senza una stampa libera e credibile, cresce la paura, cresce la rabbia, cresce la distanza tra chi governa e chi è governato. Cresce l’astensionismo quando ci sono le elezioni.

Servono regole chiare contro le querele abusive.

Serve protezione per chi racconta i fatti.

Serve investire nel giornalismo indipendente e nella formazione.

E serve, soprattutto, l’impegno di scegliere fonti affidabili, premiare la qualità, non condividere tutto, subito, senza pensare.

Perché la libertà di stampa non è una bandiera da sventolare solo quando conviene.
È un bene fragile.

E quando smette di essere difesa, a perdere la voce… siamo tutti.

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Alessano

Fondazione De Francesco: premiati 19 ragazzi

Grande successo per la seconda edizione della cerimonia di consegna per le Attestazioni di Merito – Pietro De Francesco. L’evento è stato organizzato per onorare la memoria del fondatore del gruppo DFV, e presieduta dai figli Tina, Franco e Luciano. Da quest’anno l’ente fa anche parte di AssiFero – Associazione Italiana Fondazioni ed Enti Filantropici

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Durante la serata, i 19 studenti premiati hanno ricevuto l’Attestazione di Merito Pietro De Francesco del valore di tremila euro.

I PREMIATI

I ragazzi provengono da sei istituti del sud Salento: IISS “Don Tonino Bello” di Tricase e Alessano, IISS “G. Salvemini” di Alessano, Liceo “G. Stampacchia” e Liceo “G. Comi” di Tricase, Liceo “Leonardo da Vinci” e IISS “Cezzi – De Castro – Moro” di Maglie.

I riconoscimenti sono stati assegnati a: Alessandra Buccarello (Castrignano del Capo), Benedetta D’Amico (Tricase), Emma Baglivo (Lucugnano), Laura Zocco (Tricase), Alessandro Borlizzi (Corsano), Grace Martella (Tiggiano), Manuel Ponzo (Presicce-Acquarica), Alessandro Stefanelli (Alessano), Diego Ponzetta (Barbarano del Capo), Sofia Tornese (Morciano di Leuca), Francesco Gavino Merola (Ortelle), Luca Alfarano (Presicce-Acquarica), Maria Pizzolante (Tricase), Alessandro De Iaco (San Cassiano), Amela Hoxha (Soleto), Aurora Omini (Castrignano dei Greci), Antonio Rini, Nicole Di Santo (Diso) e Letizia De Cagna (Scorrano).

Ogni studente ha ricevuto il riconoscimento in presenza dei dirigenti e dei docenti dell’istituto di provenienza.

«FIDUCIA AI GIOVANI, INVESTIRE NEL LORO FUTURO»

«La Fondazione è nata per contribuire allo sviluppo culturale, economico e sociale del territorio attraverso azioni concrete nei settori dell’istruzione e dell’imprenditoria», ha dichiarato Tina De Francesco, presidente della Fondazione, «premiare il merito ha significato dare fiducia ai giovani e investire nel loro futuro».

I fondatori sottolineano come il legame con la comunità sia profondo e condiviso anche dai ragazzi premiati.

Dai colloqui conoscitivi è emerso come lo studio, il miglioramento personale, i viaggi e le relazioni siano elementi fondamentali di crescita: ogni esperienza insegna qualcosa e può trasformare anche sogni che sembrano irraggiungibili in obiettivi realizzabili.
L’ospite di quest’anno è stato Oscar Di Montigny, presidente della Grateful Foundation e Managing Partner di Grateful Sphere.

Ha moderato l’incontro la giornalista Barbara Politi.

L’evento si è svolto con il patrocinio della Regione Puglia, della Provincia di Lecce, dell’Unione dei Comuni Terre di Leuca e di Unitelma – Università degli Studi di Roma “La Sapienza” (sede di Alessano).

Alla realizzazione hanno contribuito DFV Group, FDS Italy, EMMEGIEMME Shoes, LW Gas e Luce, AGB, Master, Ensinger, Technoform e Vito Martella Impianti Industriali.

Il coordinamento dell’iniziativa e la comunicazione sono stati gestiti da Mariangela Martella, Segretario Generale della Fondazione, Tamara Dongiovanni consulente marketing e Luana Prontera giornalista e specialista della comunicazione.

La presidente Tina De Francesco ha preannunciato ai ragazzi il loro futuro coinvolgimento nelle attività della Fondazione.

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Alezio

Disagio socioeconomico, Salento che fatica!

Ecco chi sta messo peggio: Salve, Presicce-Acquarica, Cannole, Alezio, Ruffano, Giurdignano, Castro, Uggiano, Sanarica, Racale e Melendugno i Comuni più fragili finiti in fascia alta di disagio. L’indice definisce i criteri di valutazione per l’accesso ai fondi regionali per riqualificare le scuole, costruire o potenziare infrastrutture formative, sostenere comunità e territori fragili

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La mappa del disagio socioeconomico in Puglia racconta come nel 2025 la provincia di Lecce sia attraversata da forti squilibri interni, con diversi Comuni collocati nelle fasce più alte di fragilità.

A certificarlo è l’Indice comunale di disagio socioeconomico per l’istruzione e la formazione, elaborato dall’Osservatorio Regionale dei Sistemi di Istruzione e Formazione (ORSIF) e dall’ARTI Puglia, strumento chiave per la programmazione dei fondi europei FESR-FSE+ 2021-2027.

I COMUNI PIÙ COLPITI

Secondo l’ultima classificazione, 16 comuni della provincia di Lecce (vedi tabella con indice di disagio) rientrano nella fascia di Alto disagio, ovvero quella che segnala le condizioni socioeconomiche più critiche in relazione ai servizi educativi e formativi.

Si tratta di realtà molto diverse tra loro: centri dell’area urbana leccese, comuni costieri a forte stagionalità turistica e piccoli paesi dell’entroterra.

Un dato che conferma come il disagio non sia legato solo alla marginalità geografica, ma a una combinazione di fattori strutturali.

COSA MISURA L’INDICE

L’indice non fotografa un singolo problema, ma sintetizza più indicatori: andamento demografico, livelli di reddito, occupazione, spesa sociale e capacità dei territori di sostenere servizi educativi e formativi.

Il metodo statistico utilizzato (Mazziotta-Pareto Index) penalizza gli squilibri: anche una sola criticità grave può far salire il livello complessivo di disagio.

PERCHÉ È UN DATO DECISIVO

La collocazione in fascia alta non è solo una classificazione statistica.

Da questo indice dipende, infatti, la priorità di accesso ai finanziamenti regionali per: edilizia scolastica, infrastrutture per l’istruzione, poli per la formazione e l’educazione.

In altre parole, i Comuni con maggiore disagio sono anche quelli che avranno più possibilità di intercettare risorse per colmare divari storici nei servizi educativi.

Dai dati ufficiali del Rapporto sull’Indice comunale di disagio socioeconomico 2025 (ORSIF/ARTI), possiamo identificare i comuni della provincia di Lecce che si collocano nella fascia “medio-alta” dell’indice, ossia con valori dell’indicatore più elevati rispetto alla media regionale ma non così estremi da rientrare nella fascia “Alta”, quindi non ancora ai limiti più elevati del disagio.

Più vicini alla parte rossa della classifica sono: Galatone (poco meno di 5 punti sotto la fascia alta) e, a seguire:  Tricase (-6,3), Gallipoli (-6,6), Montesano Salentino (-7,8) e Nociglia (-7,9).

UN SALENTO A DUE VELOCITÀ

Accanto ai comuni in fascia “Alto”, la provincia di Lecce presenta anche numerosi centri in fascia media o medio-bassa, segno di un territorio non omogeneo, dove le opportunità educative e socioeconomiche cambiano sensibilmente nel raggio di pochi chilometri.

La sfida per la Regione, come evidenziato dai tecnici ARTI-ORSIF, è trasformare questo indice da strumento diagnostico a leva di riequilibrio reale, affinché investimenti su scuole e formazione diventino un motore di sviluppo locale e non solo una misura compensativa.

Tralasciato il limbo della fascia che comprende tutti i centri a medio basso rischio, notiamo come i Comuni messi meglio e lontani dal declassamento siano, in ordine, Poggiardo, Soleto, Corigliano d’Otranto, Matino, Galatina, Spongano, Supersano, Parabita, Scorrano, Corsano, Cutrofiano, Campi Salentina, Calimera, Sogliano Cavour, Zollino, Collepasso, Tuglie, Taurisano, Martano e Giuggianello.

COME SI COSTRUISCE L’INDICE

L’indice è un indicatore composito, cioè, derivato da più variabili statistiche rilevanti per misurare “disagio” in senso ampio.

Componenti principali: decremento demografico; spesa sociale nei territori; reddito medio e livelli di occupazione.

Questi dati sono principalmente tratti da fonti ISTAT e altri archivi statistici ufficiali.

Metodologia statistica: si utilizza il metodo Mazziotta-Pareto Index (MPI), che combina gli indicatori senza compensare un valore alto con uno basso e mantiene la comparabilità spaziale tra territori.

Per ogni Comune viene calcolato un punteggio complessivo di disagio che tiene conto non solo del valore medio degli indicatori, ma anche del loro squilibrio tra loro.

TARGETING DEGLI INVESTIMENTI

L’indice serve a definire i criteri di valutazione per l’accesso ai fondi regionali, soprattutto per: riqualificazione delle scuole; costruzione o potenziamento di infrastrutture formative; sostegno alle comunità e territori più fragili.

In particolare, le aree con indice di disagio più alto hanno priorità nell’accesso ai finanziamenti della programmazione FESR-FSE+.

POLITICHE REGIONALI

L’indice è uno dei criteri tecnici ufficiali utilizzati dalla Regione Puglia per: monitorare le disuguaglianze territoriali nell’accesso all’istruzione e formazione; supportare piani di intervento su scuole e strutture educative; valutare l’efficacia delle misure di coesione sociale legate all’istruzione.

CONTESTO SOCIOECONOMICO

Per comprendere meglio il quadro in cui si inserisce l’indice: la Puglia registra, come altre regioni meridionali, livelli significativi di disagio socioeconomico, con tassi più alti di rischio di povertà/esclusione sociale rispetto alla media nazionale  oltre il 37 % nel 2024).

Occorre poi tenere conto che ci sono persistenti disparità nell’accesso all’istruzione e nella formazione, che l’indice contribuisce a rendere quantificabili a livello locale.

*Fonti: Osservatorio regionale dei sistemi di istruzione e formazione in Puglia
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