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Cronaca

Barbarano: un serpente in camera da letto!

Una coppia del posto al suo ritorno a casa hanno trovato la loro stanza matrimoniale occupata da un ospite inatteso

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Un incontro improvviso, inatteso e (sicuramente) indesiderato per una coppia di Barbarano del Capo, frazione di Morciano di Leuca.


Marito e moglie tornati a casa in tarda serata hanno trovato la loro stanza occupata!


Su un mobile si era adagiato come nulla fosse un Biacco, un serpente nero, di quelli assai diffusi nel nostro territorio (li scursuni) e del tutto innocui.


Ciò non ha evitato però ai due sfortunati protagonisti di prendersi un bello spavento.


Non sapendo bene cosa fare hanno allertato i carabinieri che, a loro volta, hanno fatto intervenire le guardie zoofile d Agriambiente Lecce.


Una volta giunte sul post le guardie hanno recuperato e liberato il serpente nelle campagne vicine.


IL BIACCO


Il Biacco è il colubro che con maggior frequenza riusciamo ad osservare. Molte volte si spinge anche nei giardini ed orti soleggiati, venendo a contatto facilmente con l’uomo. In tutto il sud e centro Italia questa specie ha una colorazione melanica ossia nera carbone, lucente.

Questi agili e veloci serpenti scappano via alla vista dell’uomo ma, se messi alle strette, possono sferrare veloci morsi e soffiare per intimidire.


È innocuo.


Si nasconde tra le pietraie e tra i tronchi dei grossi alberi, nutrendosi di lucertole, topi, ratti, uova, piccoli uccelli e anfibi.


La salvaguardia e il rispetto di queste specie è di fondamentale importanza per il mantenimento di un equilibrio stabile e delicato che dura milioni di anni.


Molto spesso questi sfuggenti e timidi animali sono sfortunatamente travolti dalle automobili oppure uccisi irragionevolmente dall’uomo per scarsa e confusa conoscenza.


*foto in alto pubblicata su facebook dalla guardia zoologica (e rappresentante della Commissione regionale randagismo, designato dalle Associazioni dell’Area Sud, province di Taranto, Brindisi e Lecce) Pierre Luigi Trovatello


 


Campi Salentina

24enne perde la vita in un tragico incidente

Il messaggio di cordoglio della rettrice di Unisalento Maria Antonietta Aiello a nome di tutta la comunità accademica…

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TRAGICO INCIDENTE ALL’ALBA DI IERI

David Simone, 24enne di Salice salentino, studente di Viticoltura ed Enologia all’Università del Salento ha perso la vita in un tragico incidente avvenuto all’alba di ieri, 5 gennaio 2026, lungo la provinciale 120 che collega Salice salentino a Campi salentina.

Il messaggio di cordoglio della rettrice Maria Antonietta Aiello a nome di tutta la comunità accademica, non tarda ad arrivare: «Questo inizio d’anno, che tutti abbiamo salutato con il cuore carico di speranza, è stato funestato da tragedie cui mai avremmo voluto assistere. La notizia della morte di David Simone, l’ennesima giovane vita spezzata sull’asfalto, ci lascia sgomenti: David era uno studente serio, appassionato, che si è sempre distinto per l’impegno e la dedizione dimostrati nel suo percorso di studi. Alla famiglia, agli amici che lo piangono oggi, giungano l’abbraccio e il cordoglio di tutto l’ateneo».

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Cronaca

59enne perde la vita in un incidente dopo il turno di lavoro

Stando alle ricostruzioni Maggio avrebbe perso il controllo dell’auto, finendo contro un muretto a secco…

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Ennesima tragedia sulle strade del Salento.

Nella tarda serata di ieri, mentre rientrava a casa dal lavoro, si è verificato un grave incidente lungo la litoranea che collega Otranto con gli Alimini, nelle vicinanze della Baia dei Turchi.

La vittima è il cuoco Angelo Maggio, 59 anni, di Ortelle che, dopo aver concluso il turno di lavoro in un ristorante di Melendugno, rientrava a casa. 

Stando alle ricostruzioni Maggio avrebbe perso il controllo dell’auto, finendo contro un muretto a secco. 

I soccorsi del 118, arrivati prontamente, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Dolore e sconcerto ad Ortelle dove Maggio viveva, il cuoco, nonostante fosse schivo e riservato, era molto conosciuto. Nel Salento questa è la prima vittima delle strade del 2026.

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Cronaca

Tentato omicidio, arrestati padre e figlio

Lite con la ex, spedizione punitiva da Gallipoli a Nardò

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Gli agenti del Commissariato di Nardò sono dovuti intervenire nella zona 167 a seguito di una segnalazione giunta al 112 NUE che avvertiva di una persona raggiunta da colpi di arma da fuoco. 

Giunti sul luogo, gli agenti della Polizia di Stato, dopo aver ascoltato diversi testimoni hanno appreso di una lite tra un uomo di 41 anni, accompagnato dal figlio di 15, nei confronti della ex moglie, innescata da dinamiche legate alla gestione familiare e giunta al culmine con il gesto estremo dell’uomo.

La vittima, che era in compagnia di una coppia del posto, è stata difesa dall’uomo che si frapponeva tra lei e il suo ex-marito, che ha esploso diversi colpi d’arma da fuoco nella sua direzione e dopo si è dato alla fuga insieme al figlio minore a bordo di una moto di grossa cilindrata.

Grazie al sistema di tracciamento delle posizioni dei telefoni cellulari in uso ai responsabili, che indicava una zona di Gallipoli nei pressi di corso Roma, sono stati allertati i poliziotti del Commissariato di Gallipoli e gli agenti della Squadra Mobile e le ricerche sono state estese da Nardò a Gallipoli.

Qui sono stati trovati padre e figlio presso la loro abitazione in atteggiamento poco collaborativo.

Gli agenti hanno dato vita a  una perquisizione domiciliare che ha consentito il rinvenimento del casco indossato dal ragazzo e degli indumenti indossati da entrambi durante il delitto che erano stati occultati sul terrazzo insieme alla pistola utilizzata, una Beretta calibro 7,65 con un totale di 73 cartucce con matricola abrasa.

Le ricerche sono state estese anche nelle strade vicine all’abitazione alla ricerca della moto utilizzata per il reato che é stata rinvenuta in un parcheggio poco distante.

Tutto il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro e i due responsabili del reato accompagnati presso il Commissariato di Nardò per la conclusione degli atti e sottoposti a fermo di indiziato di delitto, per tentato omicidio aggravato in concorso, porto di arma clandestina e detenzione illegale di munizioni.

Notiziati i PM di turno presso le Procure ordinaria e per i minorenni, padre e figlio, entrambi di Copertino e domiciliati a Gallipoli, sono stati accompagnati rispettivamente presso la casa circondariale di Lecce e l’Istituto Penale Minorile.

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